Acqua e salute, quello che non sai

Alcuni incidenti domestici con protagonisti i bambini molto piccoli pongono l’attenzione sull’ingestione di piccoli oggetti oppure di sostanze nocive per il corpo, come l’acqua ossigenata ed altri prodotti per la pulizia che spesso vengono ingeriti inconsapevolmente quando si sfugge al controllo degli adulti. Poiché si tratta di un preparato liquido, l’acqua ossigenata tende a fluire più facilmente nel corpo provocando lesioni più diffuse anche se l’entità del danno è correlata a diversi fattori quali: la quantità di sostanza ingerita, il tempo di contatto con i vari tessuti, lo stato di ripienezza gastrica, le modalità di ingestione (casi di ingestione accidentale o volontaria). L’acqua ossigenata, il cui nome scientifico è perossido di idrogeno, è un liquido corrosivo che se introdotto ad alte concentrazioni nell’organismo umano può essere fatale e quando non lo è, può causare gravi danni a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.

L’avvelenamento da acqua ossigenata può causare complicanze vascolari di diversa entità quali:

  • embolie,
  • infarti,
  • ictus cerebrali.

L’ingestione di elevate concentrazioni di perossido di idrogeno può provocare inoltre:

  • difficoltà respiratorie,
  • convulsioni,
  • embolie polmonari.

Il verificarsi di eventi embolici, può associarsi a conseguenze gravi che portano allo sviluppo di disabilità oppure alla morte, per scongiurare queste complicanze è importante rivolgersi prontamente al soccorso medico visto che è necessario un immediato trattamento in camera iperbarica. Questa sostanza ossidante se assunta in quantità non eccessiva può causare necrosi e disidratazione dei tessuti superficiali del tratto gastrointestinale superiore con interessamento di esofago, faringe e stomaco.

Si può bere acqua distillata?

Ad una attenta analisi chimica, dalle caratteristiche dell’acqua distillata si può evincere come non sia da considerarsi potabile, in quanto priva di sali disciolti. Di conseguenza, una sua assunzione provocherebbe come effetto l’eliminazione di sali minerali dall’organismo tra cui il sodio ed il potassio ed è per questo che si sconsiglia di bere acqua distillata o completamente deionizzata perché si potrebbe verificare un grave deficit di sodio, potassio, iodio e magnesio.

La mancanza di sali è quindi pericolosa in quanto questo tipo di acqua pura a contatto con l’aria assorbe anidride carbonica diventando acida: più se ne beve più il corpo diventa acido. Si possono ottenere dei benefici bevendo acqua distillata quando si cerca di disintossicarsi, poiché favorisce una maggiore diuresi, ma questo trattamento può essere seguito solo per 2-3 giorni al mese, integrando con un tipo di alimentazione che prevede minerali ed oligominerali per evitare la carenza di minerali che può causare irregolarità nel battito cardiaco ed ipertensione sanguigna. Possono registrarsi diverse complicanze se si assume acqua distillata per lunghi periodi, visto che la mancanza di sali minerali può portare allo sviluppo di condizioni patologiche quali: ipotiroidismo, osteoporosi, osteoartriti, patologie delle arterie coronarie, malattie degenerative generalmente associate responsabili di un processo di invecchiamento precoce.

Malattie infettive veicolate dall’acqua potabile infetta

Nei Paesi in via di sviluppo, le malattie infettive legate al consumo ed impiego di acqua potabile contaminata da agenti patogeni rappresenta ancora oggi un problema importante per la salute pubblica, anche nei Paesi sviluppati si verificano episodi infettivi a causa soprattutto di focolai infettivi di Escherichia Coli, che possono causare diarrea talvolta emorragica, anemia, insufficienza renale, infezioni del tratto urinario. In Occidente il contagio delle acque potabili viene evitato tramite specifiche analisi, processi di depurazione dell’acqua potabile e accurate misure igieniche.

Batteri patogeni, virus e protozoi parassiti trasportati dall’acqua possono causare malattie gravi o mortali, altri agenti infettivi possono provocare dei focus infettivi meno pericolosi con manifestazione di disturbi gastrointestinali che vedono nella diarrea il sintomo principale. Tra le malattie causate da acqua infettata da microorganismi ci sono delle infezioni trasmesse per contagio oro fecale, con trasmissione da ascrivere al circuito feci-mani-bocca in associazione ad una penuria di norme igieniche corrette.
Tra le più importanti protozoosi intestinali ci sono i quadri clinici di amebiasi e giardiasi. Si registrano anche malattie infettive veicolate da microrganismi presenti nelle acque ed infezioni trasmesse da insetti vettori e da animali che vivono in ambiente acquatico. Talvolta i microrganismi patogeni possono essere presenti nell’acqua inquinata ed il contagio umano può avvenire per diverse modalità: per ingestione; per contatto diretto o per utilizzo di acqua per lavare gli alimenti o per irrigare i terreni; per trasmissione dei patogeni dalle mani contaminate alla bocca per la scarsità di acqua da utilizzare per assolvere a misure essenziali di igiene.

Quando si beve acqua contaminata da vermi possono svilupparsi elmintiasi: infestazione da parte di vermi parassiti che l’uomo può ingerire accidentalmente bevendo acqua; una rara malattia tropicale come la dracunculosi è causata da acqua infettata da un verme detto Dracunculus Medinensis, ospitato nel corpo di un piccolo crostaceo. Le acque infette possono provocare malattie batteriche come il colera e la febbre tifoide, oppure focus virali come l’epatite A e l’epatite E.

Intossicazione acuta da acqua

In alcuni casi bere troppa acqua può far male esponendo al rischio di un’intossicazione acuta da acqua (avvelenamento da acqua), da un’approndita ricerca sperimentale è stato rilevato che l’assunzione di più di 5 litri di acqua in poche ore può addirittura causare il decesso. Un’eccessiva assunzione di acqua, che può dipendere anche da una ridotta escrezione da ascrivere ad un’anomalia del funzionamento dell’ormone antidiuretico, provoca una condizione clinica di iperidratazione con grave iponatriemia provocata dal superamento della fisiologica soglia di liquidi che il corpo può assumere, che non dovrebbe superare 1-1,5 litro per ora. Quando si crea uno sbilanciamento fra la quantità d’acqua che necessita il corpo e quella ingerita, si incide negativamente sul normale equilibrio elettrolitico e si determina una rapida diminuzione della concentrazione del sodio con conseguenze fatali connesse con l’intossicazione instaurata dalla caduta del livello di sodio (valori inferiori ai 110-120 mml/litro).