Come trasportare i bambini in auto in sicurezza

Trasportare i bambini in auto in totale sicurezza deve essere una priorità per ogni genitore. La legge in merito è molto chiara. L’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce l’obbligo del seggiolino omologato fino a 12 anni, o comunque fino al raggiungimento dei 150 centimetri di altezza (maggiori informazioni su https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/sicurezza/2017/02/10/in-vigore-nuove-regole-ue-su-seggiolini-auto-bimbi_2897ecf1-40c1-4aaf-8bcd-091045533ced.html).

Sicurezza dei bambini in auto: cosa prevede la legge

I bambini, soprattutto nei primi anni di vita, sono straordinariamente curiosi e con uno spiccato interesse per il pericolo. In auto, poi i rischi aumentano, tra frenate brusche ed incidenti. Per una maggiore sicurezza dei vostri figli, sono state introdotte diverse normative, anche di recente modifica.

L’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che i bambini d’età inferiore a 12 anni e alti meno di 150 centimetri devono essere agganciati ad un sistema di ritenuta omologato, idoneo al loro peso ed alla statura. A tal proposito, il mercato propone degli appositi seggiolini ed adattatori in grado di supportare fino a 36 kg, suddivisi dalla normativa europea in ben 5 gruppi:

  • i neonati da 0 a 13 kg possono viaggiare in auto all’interno della navicella o dell’ovetto (gruppo 0 e 0+), legati alla cintura di sicurezza. Il dispositivo, adeguatamente imbottito all’altezza delle gambe e delle braccia, consente ai piccoli di rimanere sdraiati durante tutto il percorso. Il dispositivo deve essere ben fissato ai sedili anteriori o posteriori e posizionato nel senso opposto di marcia. Superati i 9 kg i bimbi possono continuare ad utilizzare la navetta ma con la possibilità di essere girati nel giusto senso di marcia.
  • Per i bambini dai 9 ai 25 kg la normativa di omologazione ECE R44/04, entrata in vigore proprio nel 2019, stabilisce l’utilizzo di rialzi con schienale (gruppo 1 e 2), ritenuti molto più sicuri in caso di incidente stradale. La cintura di sicurezza, infatti, passa nei punti più importanti, ovvero sopra il bacino e la spalla anziché attraversare il petto ed il collo.
  • Il medesimo seggiolino di rialzo può essere utilizzato anche per i bambini dai 22 ai 36 kg (gruppo 3), privo di braccioli e provvisto di specifici supporti per aumentarne l’altezza e rendere così possibile il corretto utilizzo delle cinture di sicurezza.

L’obbligo d’uso di tali dispositivi cessa al compimento del dodicesimo anno di età, o comunque al raggiungimento del metro e mezzo di altezza, per cui il bambino può essere posizionato direttamente sul sedile posteriore con la cintura allacciata. Quest’ultima deve essere ben aderente al corpo del bambino, in modo da non consentire il passaggio di più di un dito.

Come installare il seggiolino in auto

Il seggiolino, in base alla sua tipologia, può essere installato sia sul sedile posteriore che su quello anteriore, ma nel rispetto delle indicazioni di legge. Ricordate, infatti, di non montarlo sul sedile anteriore specialmente se vi sono degli airbag inseriti.

La protezione frontale, può costituire un serio pericolo per il bambino in caso di incidente stradale, salvo precedente disattivazione. Il posto ideale rimane comunque il sedile posteriore centrale. È bene, inoltre, utilizzare sempre seggiolini omologati, riconoscibili dall’etichetta R44-03 (o precedenti), preferibilmente nuovi e non di seconda mano.

Il mancato utilizzo dei dispositivi per trasportare in sicurezza un bambino in auto implica per il conducente del veicolo una sanzione da 70 a 323 euro nonché la decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso di recidiva, verrà sospesa l’autorizzazione alla circolazione per un periodo che può variare dai 15 giorni ai 2 mesi. Se all’interno dell’auto è presente anche uno solo dei genitori, la multa verrà intestata e consegnata a quest’ultimo e non al conducente.

Alla guida, inoltre, è bene rispettare alcuni accorgimenti, per cui fate attenzione a non distrarvi e ricordiate di chiudere bene le portiere in movimento, attivando la chiusura centralizzata.

Per evitare disagi durante il viaggio e per scongiurare gli incidenti, astenetevi dal dare da mangiare al piccolo in auto. Allacciate sempre e comunque la cintura al seggiolino in modo da evitare che il bambino possa essere senza controllo durante una frenata brusca o un incidente stradale.

Non lasciatevi convincere da lacrime, capricci o scuse varie. Nonostante siano pochi i metri da percorrere in auto oppure la strada sia semplice ed apparentemente non pericolosa, pensate sempre all’incolumità del vostro piccolo e perché no, anche alla vostra.

Un bambino è un bene prezioso da accudire e proteggere sempre.

Per info su come montare un seggiolino ed ulteriori consigli visitate guidamamme.it

Porsche: in arrivo la nuova 911 Carrera, anche ibrida

Per gli appassionati del marchio Porsche, e non solo, c’è aria di novità e di grandi “scoppiettanti” sorprese: è in arrivo la nuova Porsche 911 Carrera.
Il lancio della nuova vettura rappresenta per la casa automobilistica un cambiamento epocale, un nuovo, fondamentale, capitolo della sua favolosa storia automobilistica.
Per il 2020 è atteso il lancio sul mercato della nuova ibrida plug-in con tecnologia derivata dall’Hypercar 918 Spyder.
Cosa dobbiamo attenderci? Da fonti autorevoli la nuova Porsche 911 avrà una nuova piattaforma in grado di ospitare pienamente la tecnologia ibrida e un propulsore elettrico di supporto.
Probabilmente sotto il cofano “ruggirà” il recente motore elettrico della Cayenne E-Hybrid da 100 kW abbinato al motore termico 3.0 V6 capace di erogare 455 cv e 700 Nm di coppia. Il tutto gestito dalla trasmissione a doppia frizione PDK.
E, allora, data la preview e le interessanti premesse, occupiamoci di questo favoloso “gioiellino” della famosa casa di Stoccarda.

Porsche Nuova Carrera 911: il debutto ufficiale dal 2019

Manca un mese allo scoccare del nuovo anno 2019, che sarà ricco di grandi novità per il settore auto.
Tra tutte le new entry, non possiamo non citare la favolosa Porsche Nuova Carrera 911 già definita come la “vettura senza tempo”, una vettura di una grinta e di una raffinatezza tale da custodire gelosamente nel proprio box.
A quanto pare, la nuova Porsche Carrera 911 eredita il patrimonio stilistico e prestazionale delle sue antenate, ma rappresenta al contempo la sintesi della tradizione Porsche unita alla visione del futuro.
Guardiamola bene nella foto: una vettura senza tempo, la silhouette iconica, grinta sulla strada e tecnologia ispirata alle grandi vittorie in gara.
Porsche continua a viaggiare verso il futuro con il debutto ufficiale dell’ottava generazione della nuova Carrera 911.
A gennaio 2019 saranno disponibili i primi due modelli: la Carrera S e la Carrera 4S a trazione integrale. Successivamente arriveranno tutti gli altri modelli della serie 992: la Targa, la Cabriolet, la Turbo la GTS e la GT3.
Le du8e Carrera monterrano il 6 cilindri da 450Cv èche garantirà prestazioni da supercar. Lo scatto da 0 a 100 km/h sarà coperto in 3,7 secondi, un decimo di secondo in meno per la 4S a trazione integrale. La velocità massima è di poco superiore ai 305 km orari.
La trasmissione PDK a doppia frizione è a otto rapporti.

Porsche Nuova Carrera 911: La vera novità? L’ibrido plug-in

Come detto la versione ibrida della Porsche 911 arriverà nel 2020.
La nuova Porsche Carrera 911 (992) ibrida dovrebbe scattare a 100 km/h in meno di 4 secondi toccando una velocità massima di 290 km/h, e si potrà beneficiare di una autonomia di 80 km in modalità completamente elettrica.
Inoltre, la supersportiva garantirà emissioni di CO2 saranno incredibilmente basse: inferiori a 80 g/km.
Gli ingegneri, nella sua progettazione, hanno preso come riferimento l’esperienza fatta con l’hypercar 918 Spyder e con la tecnologica Cayenne E-Hybrid.
La maggiore agilità e l’accresciuta flessibilità saranno garantite dalla trazione integrale.

Mazda 2, niente diesel e molte novità per il model year 2018

Tante, importanti e per molti aspetti rivoluzionarie sono le novità che riguardano il model year 2018 della Mazda 2. L’azienda giapponese ha infatti annunciato l’abbandono dell’alimentazione diesel sulla sua citycar e l’implementazione della dotazione su questo modello. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulla nuova Mazda 2.

Niente più diesel

Come molti altri costruttori di automobili anche la Mazda sta abbandonando definitivamente l’alimentazione diesel per le sue automobili. E lo fa con un anno di anticipo rispetto a quelli che sono gli obblighi di legge. La Mazda 2 model year 2018 avrà un aggiornamento nel sistema di emissioni dei motori a benzina portandola al livello Euro 6d TEMP. Anche per questo abbiamo riscontrato che c’è davvero tanto interesse per l’intera gamma 2018 della Mazda 2 da parte del pubblico, come ci confermano anche i responsabili della concessionaria Grignani, concessionaria ufficiale Mazda per la Lombardia da noi interpellati.

Le novità

Come abbiamo anticipato la Mazda 2 2018 sarà un modello nuovo, con numerose novità. La prima, come anticipato, è quella relativa all’alimentazione a benzina con il sistema Skyactive-G a iniezione diretta. Questo sistema permetterà alla Mazda 2 di essere in regola con le norme sulle emissioni antinquinamento Euro 6d ma senza dover utilizzare il filtro antiparticolato, che molto ha fatto discutere (anche in funzione del noto dieselgate) e che continua a condizionare la manutenzione ordinaria delle automobili che lo montano (e le finanze dei proprietari).

La Mazda 2 non mostrerà importanti novità nel design (che rimarrà identico alla versione precedente), ma per il mercato italiano verrà distribuita con la motorizzazione a 4 cilindri e 16 valvole con tre versioni di potenza: 75CV (per i neopatentati con cambio a 5 marce manuale), la versione da 90CV con cambio manuale da 5 marce o automatico da 6 e, infine, la versione da 115CV con il cambio manuale da 6 velocità e con la tecnologia i-Eloop per il recupero dell’energia durante la frenata.

Tre saranno anche gli allestimenti disponibili per scegliere la Mazda 2, ovvero la Essence, la Evolve e la Exceed, con un costo di partenza che si aggira intorno ai 14000€ per la versione Essence da 75CV.

Molto interessanti anche le dotazioni della nuova Mazda 2 model year 2018: sarà possibile infatti scegliere tra il cosiddetto Comfort pack che conterrà i cerchi in lega da 15”, i sensori di parcheggio, i vetri privacy e i fendinebbia. Con il Leather pack, invece, si potranno avere i cerchi in lega da 16” bicolore e scegliere i rivestimenti in pelle bianca o nera. Nelle versioni Exceed avranno anche il sistema Smart Key per l’accensione senza chiave, la videocamera posteriore, i cerchi in lega da 16”, il climatizzatore automatico, i fari FullLED, i sensori di pioggia e luce, il sistema di frenata di emergenza e quello di infotrattenimento MZD Connect con naviatore satellitare integrato.

L’obiettivo della Mazda è quello di sviluppare modelli di auto che si avvicinino sempre di più alle esigenze dei guidatori, sia in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, che di prestazioni ed efficienza.

Perché il noleggio a lungo termine conviene rispetto all’acquisto dell’auto

Perché acquistare un’auto se con un minor investimento iniziale è possibile noleggiarla?
Se pensando ad un veicolo piuttosto che un altro si accende in te un processo d’identificazione: ti rivedi nel protagonista di quello spot che alla guida del veicolo riesce a svolgere le normali pratiche quotidiane con estrema facilità, oppure che grazie a quell’auto specifica riesce ad esprime la propria voglia di avventura, o ancora sei affascinato dalla tecnologia e dalla sicurezza che un’auto può garantire a tutta la famiglia; puoi soddisfare il desiderio di avere l’auto dei tuoi sogni noleggiandola, non è necessario acquistarla.

Nelle pubblicità di automobili, si promuovono i nuovi modelli toccando diverse corde emozionali, rendendo spesso il consumatore protagonista di ogni storia: storie di libertà, di viaggi, di emozioni da vivere in famiglia. Per vivere questi sogni da protagonista non sei obbligato ad acquistare l’auto, il noleggio a lungo temine ti permette di avere il veicolo che più ti rappresenta fino alla fine del contratto pagando semplicemente un canone d’affitto mensile.

Potrai provare tu stesso quello stato di fierezza e felicità, come l’attore in pubblicità, vivrai la tua storia a lieto fine ottenendo in poche ore l’auto desiderata. Con il noleggio a lungo termine potrai godere solo degli aspetti positivi dell’auto: usarla quando ne hai bisogno, disporre del modello che preferisci, accessoriata come vuoi pagando un canone mensile.

E’ sempre meglio adottare un contratto di noleggio personalizzato che comprende il pagamento dell’assicurazione e di altri servizi di manutenzione oltre a delle clausole pensate per soddisfare necessità specifiche.

Potrai così disporre sempre di un auto nuova o in ottime condizioni, sceglierla all’interno di un vasto parco auto che comprende modelli e marchi differenti. Il canone mensile dipenderà dalla durata del noleggio e dalle opzioni richieste nel contratto.
E’ ormai chiaro che il noleggio a lungo termine offre delle convenienze interessanti come la possibilità di risparmiare sui costi iniziali dell’auto rispetto alla tradizionale formula dell’acquisto.
E’ possibile optare anche per un noleggio a lungo termine senza anticipo.

E poi con il noleggio, tanti costi come quelli assicurativi, del bollo, della revisione sono compresi nel contratto firmato, tutto ciò rende più semplice la gestione di un veicolo che è possibile cedere a fine contratto senza doversi preoccupare della sua svalutazione.
Se il noleggio a lungo termine è nato soprattutto per rispondere alle esigenze aziendali, negli ultimi anni è stato scoperto anche da privati che ne apprezzano le grandi potenzialità.
Per questo negli ultimi anni sono aumentate le società di consulenza che assicurano contratti convenienti, a basso costo, ma non tutte garantiscono effettivamente i risultati promessi.

La Different Service si rivolge alle PMI, ai professionisti ed ai privati decisi a definire un contratto di noleggio adatto alle proprie esigenze ed offre la garanzia di raggiungere gli obiettivi definiti.
Si pone come un’agenzia di intermediazione tra le società di noleggio auto a lungo termine e il cliente e si compone di consulenti preparati ad offrire il pacchetto di servizio noleggio più conveniente, soprattutto personalizzato sulle reali esigenze del cliente.
La convenienza intesa in senso pratico con un servizio “cucito su misura” per ogni bisogno reale.
Con questa nuova forma si gestisce la viabilità in modo più fluido, il noleggio a lungo termine permette alla gente da anni di abbracciare un nuovo stile di vita, di essere protagonisti di una nuova forma di mobilità.
Non tutte le società possono garantirti effettivamente il rispetto di ogni condizione prevista nel contratto o la reperibilità dei consulenti anche nei giorni di festa. Con la Different Service potrai essere certo che non avrai mai a che fare con una segreteria telefonica o con impiegati irreperibili.
La società assicura l’assistenza prima, durante e fino alla fine del contratto di noleggio.
Sei pronto a cambiare prospettiva e ad abbracciare una nuova coscienza di viabilità? Scegliendo il noleggio a lungo termine potrai dire addio alle spese indesiderate che possedere un’auto può comportare.

Il noleggio a lungo termine è una soluzione veloce che prevede come costo solo un canone mensile pattuito alla firma del contratto personalizzato: risultato conclusivo di una consulenza professionale.
La professionalità che potrai riscontrane collaborando con la Different Service farà la differenza. Sono broker del noleggio a lungo termine per le piccole e medie imprese con un’esperienza sul campo pluriennale.
Se ti stai chiedendo quali agevolazioni e convenienze tu come azienda o privato puoi trarre dal noleggio a lungo termine puoi richiedere un appuntamento in cui saranno analizzati i vantaggi che il noleggio a lungo termine può realmente apportare alla tua situazione.

La Different Service ti parlerà dell’opzione “ZERO SORPRESE”: interessante soluzione di personalizzazione contrattuale.
Riceverai una consulenza schietta e sincera sui servizi da richiedere per il noleggio a lungo termine, per adottare la soluzione più adatta ai tuoi bisogno.

Company Car Drive 2018: Mercedes-Benz presenta le soluzioni per la mobilità del futuro!

Mercoledì 23 Maggio 2018 ha preso il via il Company Car Drive, ovvero il più importante appuntamento del nostro Paese dedicato al fleet management. Molta attesa per l’evento organizzato all’Autodromo Nazionale di Monza, dove Mercedes-Benz ha mostrato agli addetti del settore le soluzioni più innovative per la mobilità del futuro.

Spazio alle concept car del marchio tedesco, dunque, e in particolare a una nuova generazione di propulsori Diesel EU6d-TEMP. La smart vision EQ fortwo è solo uno dei punti di forza di questo evento: si tratta di un prototipo per il car sharing che anticipa i tempi non solo per ciò che riguarda il trasporto pubblico locale su misura del singolo, ma anche per la mobilità urbana in generale. Stupisce gli spettatori anche la showcar EQA, la prima vera compatta del marchio.

Proprio questo è lo scenario in cui si va a inserire la presenza di Mercedes-Benz, che presta la massima attenzione alla mobilità del futuro senza rinunciare a focalizzarsi sullo sviluppo delle motorizzazioni classiche. Se ne può trovare la conferma grazie al Vision Van, un veicolo commerciale totalmente elettrico e non inquinante, concepito e messo a punto per rendere possibili le consegne dell’ultimo miglio, ad emissioni zero.

Il Vision Van è dotato di tecnologie estremamente innovative: algoritmi di nuovo tipo controllano  lo smistamento e il caricamento dei colli, una gestione del vano bagagli intelligente e totalmente automatizzata porge i pacchi al punto di scaricamento, e due droni, appositamente pensati per le consegne, sono in grado di svolgere il lavoro automaticamente entro un raggio di 10 km!

L’elettrificazione, insomma, è il denominatore comune per le differenti visioni di mobilità proposte, nella prospettiva di un futuro full-electric. Per arrivare a questa visione molto futuristica, però, non si è potuto fare a meno di passare attraverso i veicoli commerciali Mercedes tradizionali, ovviamente modificati in un’ottica di sostenibilità e di efficienza.

Proprio questo è lo spunto che ha dato il là alla realizzazione dei motori Diesel EU6d-TEMP, che a partire dalla fine dell’estate andranno a equipaggiare, in oltre 200 varianti, più di 30 modelli, per un vasto assortimento di veicoli, che va dalla Classe A alla Classe S. Come dichiarato da Ola Källenius, responsabile Group Research e Mercedes-Benz Cars Development, infatti, “negli ultimi due anni, con la nuova generazione di motori, Mercedes-Benz ha dimostrato come la sfida sulle emissioni di NOx delle autovetture Diesel possa essere tecnicamente superata. Abbiamo già compiuto enormi progressi, ma i nostri progettisti continueranno naturalmente a lavorare a nuovi sviluppi”.

Insomma, il mondo delle flotte ha proposto a Company Car Drive le strategie più inedite che hanno a che fare con il canale fleet, ma la manifestazione ha rappresentato anche un’occasione per provare a delineare le prospettive sui prodotti del futuro.

“Problemi” da camionisti in estate

La vita “ On the road”, ha sicuramente il suo fascino, sfrecciare sulla strada a bordo di un camion da una visione tutta diversa della realtà circostante, le cose si guardano dall’alto sotto un’altra luce, si ha la possibilità di vedere posti sempre nuovi e se uno ama guidare questo potrebbe essere il lavoro giusto per lui!

Detto così tutti vorrebbero fare i camionisti, se non fosse che questo è uno dei tanti lavori particolarmente usuranti, che comporta diverse ore, a volte troppe di guida e non nelle migliori condizioni.

I camionisti sono dei girovaghi mangiano dove capita, fanno molti sacrifici di orari legati ai turni snervanti, soffrono la lontananza per molti giorni da casa e dagli affetti ed il rischio reale di incidenti dovuti alla stanchezza ed alla carenza di un sonno rigeneratore sono sempre costanti.

E’ nel piccolo abitacolo del camion che si svolge tutta la giornata del camionista, mentre macina chilometri su chilometri, deve far fronte alle variazioni di temperature secondo le varie stagioni, in inverno deve combattere con il freddo, sembra di essere in un frigorifero ed obbligatoriamente il riscaldamento è sempre al massimo, mentre in estate trovare refrigerio, specie nelle giornate calde ed afose è quasi impossibile.

Trascorrere troppe ore alla guida di un camion provoca le cosiddette” patologie del camionista”, ovvero tutta una serie di disturbi più o meno gravi che tendono ad aumentare nel tempo, come:

  • lesioni e danni alla colonna vertebrale dovuti ai continui sbalzi e sollecitazioni,
  • dolori al collo ed agli arti,
  • rischio di obesità dovuto ad una vita sedentaria,
  • disturbi all’apparato cardiovascolare dovuti allo stress continuo.

Effetti del caldo

Il suo spirito di adattamento viene messo duramente alla prova soprattutto in estate, la cabina arroventata si trasforma in una vera e propria sauna, tentare di rinfrescarsi con una sana bevuta d’acqua spesso si corre il rischio di ustionarsi la gola per quanto è calda.

In questo periodo la temperatura interna tende ad aumentare di alcuni gradi, il corpo non è più capace di favorire lo scambio di calore e di conseguenza la temperatura corporea tende a salire, rendendo la traspirazione molto più difficoltosa.

Il primo impulso è quello di abbassare ambedue i finestrini in modo far circolare meglio l’aria, ma con non pochi svantaggi.

Quando si è incolonnati nelle strade più congestionate per lunghe ore, il pericolo maggiore  sono i picchi di esposizione all’inquinamento ambientale, in pratica si respira più smog, tutto a danno del cuore e dei polmoni.

Inoltre i finestrini aperti causano correnti addizionali che fanno aumentare la resistenza all’avanzamento del veicolo, in termini pratici questo sembra andare troppo lento e si è più predisposti ad accelerare, cosa sbagliatissima.

Nelle giornate particolarmente calde ed afose la sudorazione è molto elevata ed il rischio disidratazione è sempre in agguato, se i liquidi persi non vengono gradualmente reintegrati i disagi maggiori rappresentati da: debolezza, vertigini, palpitazioni, ipotensione o ansia possono essere le principali cause di disattenzione e di malori improvvisi e favorire incidenti.

Non solo la cattiva aerazione unita ad un pasto pesante, alle tante ore di percorrenza ed al caldo insopportabile facilmente predispongono ai colpi di sonno, i soggetti più a rischio sono quelli in sovrappeso e soprattutto gli obesi, che sono alla base di numerosi eventi a volte mortali.

Viaggiare in un ambiente fresco e ben aerato oltre ad offrire un maggiore comfort ha riflessi positivi sul livello di sicurezza in strada, con un buon climatizzatore per camion (segui il link suggerito per per visionare i vari modelli di condizionatori per camion, tanto per avere un idea sui prezzi e sui modelli disponibili) le cui bocchette sono regolate per una diffusione in modo uniforme, il problema è risolto.

Il condizionatore aiuta a ridurre gli effetti negativi del caldo sulla salute, creando un microclima interno all’abitacolo che migliora la respirazione a tutto vantaggio del cuore e dei polmoni.

I benefici sono maggiormente riscontrabili se esso viene utilizzato seguendo il buonsenso, ovvero mai abbassare troppo la temperatura interna rispetto a quella esterna, lo sbalzo termico una volta scesi dal camion, può provocare gravi problemi a bronchi e polmoni.

E’ sempre consigliabile tenerlo acceso sulla temperatura più bassa appena saliti per poi alzarla durante il tragitto, in modo da permettere al corpo di adattarsi al nuovo clima, azionare quindi la ventola di aerazione interna per poi passare a quella che immette aria dall’esterno.

In questo modo si permette di conservare l’ossigeno presente nell’aria e soprattutto mai indirizzare il getto in direzione del volto specie se questo è sudato, si rischiano seri malanni.

E che fare di notte? O durante le soste?

Quando in estate la temperatura notturna si aggira tra i 30-35° , ma si è costretti a fermarsi per riposare secondo i tempi di guida, in una cabina surriscaldata diventa davvero un’impresa godere di un sonno rigeneratore, il risultato è che ci si rimette in marcia più stanchi e nervosi di prima.

Si perché secondo l’attuale legge è vietato tenere il motore acceso durante la sosta al solo scopo di mantenere in funzione il condizionatore nel veicolo stesso, le multe sono davvero salate, a meno che non si dispone di un climatizzatore da parcheggio.

I vantaggi che ne derivano sono tanti, iniziando dalla sicurezza, al risparmio fino all’inquinamento.

I camionista può tranquillamente godere dell’aria fresca all’interno tenendo i finestrini chiusi, il suo riposo sarà migliore e soprattutto fatto in piena sicurezza contro i malintenzionati, si risparmia più carburante con nessuna emissione di CO2 nell’ambiente, infine deumidifica e non necessita di una particolare manutenzione.

Revisione, collaudi e immatricolazione: La burocrazia di una vespa d’epoca

na volta scelta la nostra Vespa d’epoca, dopo averla fatta valutare da esperti e averla comprata, il passo successivo è occuparsi della burocrazia. Vediamo come.

La revisione di una Vespa d’Epoca

Ogni veicolo deve, nel corso della sua vita, essere sottoposto a revisione. Questo controllo serve a capire se il mezzo può, o non può, circolare per strada. Vengono quindi controllate le emissioni gassose e il loro rumore in maniera da non superare i livelli posti dalla Legge, inoltre freni, manubrio, visibilità, impianto elettrico, ruote, condizioni telaio e le parti identificative del mezzo (numero del telaio e targa).
Le componenti meccaniche del mezzo dovranno essere originali o conformi alle originali, è buona norma prima della revisione accertarsi che tutti i componenti siano conformi all’utilizzo su strada e omologati per quel determinato modello di Vespa. Spesso può acccadere che marmitte modificate come anche altri componenti del motore non originali diano dei problemi nel superare la revisione, in questi casi potete acquistare i ricambi Vespa e le parti del motore Vespa originali direttamente online.

Ogni veicolo, a seconda della sua “età”, deve sottoporsi a revisioni periodiche. In particolar modo i mezzi moderni ogni due anni, mentre quelli “storici” o “d’epoca” ogni anno. Per scoprire a quale revisione deve sottoporsi il nostro mezzo basta guardare nel libretto di circolazione: nel caso ci sia scritto “veicolo d’interesse storico” o “veicolo collezionistico” la revisione dovrà essere fatta una volta all’anno. Questa si effettua o presso la Motorizzazione Civile o presso le sedi autorizzate dalla stessa Motorizzazione.

Collaudo di una Vespa d’Epoca

Il collaudo è una prova di guida (a differenza della revisione in cui il mezzo viene solo osservato e acceso ma non condotto) che serve o ad approvare delle eventuali modifiche al mezzo o ad accertarsi che il mezzo stesso abbia i requisiti per circolare in strada.

Inoltre il collaudo viene fatto nei casi di immatricolazione o di reimmatricolazione. Nel primo caso, quando si deve immatricolare un veicolo nuovo, se ne occupa la fabbrica costruttrice e viene fatto prima della messa in vendita. Nel secondo caso le cose sono un po’ diverse, in quanto si parla di immatricolare DI NUOVO un mezzo che un tempo era immatricolato ma che, in seguito a rotture, perdita di targa/documenti, sosta prolungata, aveva perso  i requisiti fondamentali.

Reimmatricolazione di una Vespa d’Epoca

La reimmatricolazione è un processo che deve essere fatto, nel caso di veicoli normali, quando un cittadino si trasferisce con la propria auto all’estero. Inoltre si effettua quando nel caso di un’automobile vengano smarrite entrambe le targhe o, nel caso di una moto, l’unica targa. Al termine del processo viene consegnata una nuova targa, un nuovo libretto di circolazione e una nuova iscrizione al registro nazionale delle automobili o delle moto. Si fa anche quando, nel caso di veicoli storici, la targa sia deteriorata o che il veicolo sia stato “radiato” dal registro a causa di sosta prolungata e/o cessazione dei pagamenti.

Nel caso delle Vespe d’epoca il procedimento è il seguente:

1- iscrizione al Pubblico Registro e pagamento della tassa. Questo deve essere fatto se il veicolo ha meno di 30. Se invece ne ha di più ci dovrà essere l’iscrizione all’ASI (Auto Storiche Italiane) la quale ASI vi consegnerà, durante la suddetta iscrizione,  un documento da presentare al Ministero delle Finanze che vi permetterà di non pagare la tassa di iscrizione.

2- Allegare alla domanda di reimmatricolazione targa, foglio complementare e libretto. Nel caso non si potesse ottenere uno o più di questi documenti dovranno essere presentate le specifiche denuncie di smarrimento fatte presso i Carabinieri.

3- Se la Vespa è stata “radiata”ma è d’epoca ed è restaurata va iscritta comunque all’ASI o alla FMI (Federazione motociclistica italiana). Ci vuole una dichiarazione da parte dell’officina che ha fatto il restauro o, se il restauro è stato fatto da un privato, i documenti della revisione e del collaudo fatti da un’officina autorizzata. Dopo circa 2 o 3 mesi si risulterà iscritti.

Se si desidera avere delle informazioni più dettagliate basta recarsi presso gli Uffici della Motorizzazione più vicini a voi. Gli impiegati sapranno indicarvi sia i procedimenti da seguire sia gli uffici dove farli. Sarà comunque un percorso della durata di qualche mese.

Miglior casco integrale per moto del 2018 – La Top 3 di Liberoinformato

I caschi da moto stanno subendo ormai da qualche anno un costante aggiornamento delle loro caratteristiche tecniche: come la maggior parte degli altri accessori motociclistici, siano essi di sicurezza o meno, la continua ricerca di nuovi materiali, anche compositie di nuovi design fisici ma anche grafici, ha reso questo fondamentale dispositivo di sicurezza sempre più raffinato ed efficace nella protezione della testa del centauro.

I caschi integrali per moto, ricordiamolo, sono sempre e comunque preferibili ai modelli che non offrono una protenzione totale della testa: i caschi jet, infatti, pur offrendo una protezione di base per il cranio, non mettono mai al riparo dagli infortuni derivanti da impatto, od altro, su altre parti della testa che possono anche essere, a volte, molto gravi quando non addirittura fatali come riporta www.latuamoto.com nel post dedicato.

Come scegliere il casco integrale per moto ideale

Sono tante le variabili da tenere in considerazione per scegliere il casco che può davvero fare al caso nostro. In primis è necessario tenere in considerazione il proprio budget: esistono infatti sul mercato caschi anche da migliaia di Euro e sicuramente non sono adatti per tutte le tasche.

Un altro aspetto importante da considerare è il peso complessivo del casco: gli ultimi materiali, soprattutto la fibra di carbonio, hanno fatto scendere di molto il peso, a tutto vantaggio del comfort durante l’utilizzo.

Anche la qualità della visiera è molto importante, anche se vale la pena ricordare che questo è l’unico elemento che si potrà decidere di sostituire in futuro, qualora la visiera originale si sia magari danneggiata oppure si volesse utilizzarne una con diverse caratteristiche, come ad esempio una visiera completamente trasparente per le giornate nuvolose o per l’utilizzo dopo il tramonto, piuttosto che una visiera a specchio, che però non è utilizzabile nel nostro Paese sulla pubblica via, essendo contraria al Codice della Strada.

Ecco i tre caschi che abbiamo selezionato, rappresentanti un’ottima selezione per trovare il miglior casco integrale per moto attualmente disponibile sul mercato:

Bell Bullit Carbon

Questo casco da moto integrale è il più economico, ma nemmeno di molto, dei tre.

E’ un casco con una estetica molto accattivante e con sapore retrò. Visivamente è forse quello più interessante della categoria e costruttivamente offre una serie di soluzioni tecniche all’avanguardia. La Bell, casa americana costituita negli anni ’50 in California, ha deciso di proporre questo casco in una sorta di omaggio al loro storico modello Bell Star.

E’ il casco perfetto per il centauro che desidera avere un look vintage, senza rinunciare ad una protezione totale della testa. Come il nome fa presagire, la calotta è composta da carbonio composito ed è dotato di guanciali in diverse taglie, per adattarsi ad ogni forma della testa e del viso. La calotta interna, invece, è in EPS ed è disponibile in diverse taglie anch’essa.

Merita spendere qualche parola dedicata alla verniciatura, che è davvero pregevole e non rinuncia a far trasparire la fibra di carbonio sottostante, per un aspetto globale davvero premium.

E’ dotato di visiera piatta scura di serie, ma può essere sostituita dalle visiere bombate di varie tipologie, per un aspetto ancora più d’altri tempi. Inoltre i dettagli dell’imbottitura in pelle rimandano ad una cura costruttiva davvero maniacale. Anche la ventilazione del casco, pur non presentando un numero elevato di prese ed estrattori d’aria, è sufficientemente efficace.

E’ forse questo il miglior casco integrale con il rapporto qualità prezzo più elevato tra i tre proposti ed è consigliato soprattutto a chi adora questo tipo di design.

Questo tipo di casco si può trovare, nei negozi specializzati oppure online, anche a meno di 500€, davvero un ottimo affare per chi cerca un dispositivo di protezione davvero efficace ed innovativo nella tecnologia, senza rinunciare ad un’estetica accattivante e retrò.

AGV Pista GP

Già in commercio da qualche anno, abbiamo deciso di inserire questo casco integrale perchè è ancora molto apprezzato dagli appassionati, ed esiste ancora in diverse varianti, anche con livree dedicate a Valentino Rossi, per i fan più accaniti del pilota italiano. I prezzi per questo casco possono essere molto variabili in funzione della livrea stessa e possono arrivare anche ai 1000 Euro.

l marchio italiano propone questo casco per moto, ad esempio il modello E2205, in uno stupendo design total carbon, con interessanti ed eleganti richiami al tricolore nostrano.

L’unico elemento di relativo contrasto è rappresentato dal discreto spoiler posteriore in policarbonato trasparente, che non rappresenta solamente un dettaglio estetico ma ottimizza il comportamento aerodinamico del casco stesso.

Trasparente è, in effetti, anche la visiera proposta di serie, con gli appositi bottoni per l’applicazione delle pellicole rimovibile, che tradiscono la detinazione racing del dispositivo.

La visiera è dotata del nuovo sistema a rototraslazione di AGV, molto comodo e sicuro. Inoltre il casco per moto è dotato di un sistema di blocco frontale e microapertura della visiera che evita, o meglio riduce, il rischio di apertura accidentale: si tratta del sistema Visor Lock System, o VLS, brevetto esclusivo della casa italiana.

Costruttivamente la calotta interna è costituita in EPS, disponibile in quattro taglie, mente quella esterna è ovviamente al cento per cento in fibra di carbonio. Il sistema di spugne interne è a densità differenziata e garantisce un livello di comfort ottimale anche al centauro più esigente.

Un cenno di merito và anche al sistema di ventilazione, davvero molto ricco e costituito da ben quattro prese d’aria, di cui una dedicata alla mentoniera e due estrattori posteriori. AGV, lo ricordiamo, testa tutti i suoi caschi in galleria del vento, per assicurare un corretto comportamento anche alle alte velocità che si possono raggiungere in pista.

Suomy SR Sport

Il modello SR Sport proposto da Suomy viene proposto in una marea di livree diverse, compresa quella, molto curiosa e dal tema musicale, in onore del pilota nostrano Andrea Dovizioso, forse la più costosa della linea.

Questo casco integrale da moto si colloca in una fascia di prezzo intermedia, pur presentando caratteristiche da top di gamma: si può trovare anche a meno 500 € in alcune colorazioni o taglie, davvero poco se consideriamo la tecnica costruttiva e pure il marchio blasonato. Si tratta ovviamente di un casco racing ed ha una tecnologia di costruzione davvero interessante.

La calotta, infatti, è composta di un materiale composito esclusivo dal nome esotico Tricarboco: si tratta di un misto fra carbonio, fibra e tessuto di Kevlar, il tutto legato con una resina speciale.

Questo materiale offre una resistenza eccezionale agli urti, pur contenendo il peso più che discretamente: un plauso al produttore italiano per l’adozione di questa innovazione sulla sicurezza.

Il casco è davvero ottimo, complessivamente leggero ed offerto ad un prezzo competitivo. Risulta anche esteticamente compatto e non infastidisce affatto durante l’uso.

Anche Suomy testa i propri caschi in galleria del vento, ed il modello SR Sport offre anche un’eccellente areazione grazie alla generosa canalizzazione dei flussi d’aria al suo interno.

Viene offerto, in origine, con la visiera scura che, invece di essere stampata già curva, viene ricavata dal policarbonato su lastra piana e poi termoformata nella forma desiderata: questo dovrebbe evitare eventuali aberrazioni cromatiche, garantendo comunque una eccellente sicurezza in caso di incidente.