Bocciatura: tutte le cause alla base degli anni scolastici perduti

Le cause di una bocciatura sono molteplici e anche se la bocciatura viene spesso vista come un fallimento, questa non pregiudica il futuro dello studente. Il mancato raggiungimento della promozione a fine anno non può essere attribuito banalmente come responsabilità dello studente. Le cause da indagare, infatti, possono essere molte e non è sempre facile individuare i motivi che possono portare all’insuccesso. Vediamo una panoramica delle principali cause alla base degli insuccessi scolastici.

Mancanza di interesse per lo studio

Uno dei motivi principali che può portare alla perdita dell’anno scolastico, e potremmo dire il più scontato, è dovuto alla riduzione di interesse da parte dello studente. Molte difficoltà che un alunno può incontrare nello studio sono dovute a una mancanza di motivazione. Queste difficoltà possono aumentare in concomitanza all’adolescenza, periodo delicato nella vita dello studente. Oppure ancora in prossimità dell’inizio di un nuovo ciclo di studi, in cui si va incontro inesorabilmente a cambiamenti per quanto riguarda i compagni, per gli insegnanti e per le materie affrontate. La mancanza di motivazione può essere generica oppure incentrata su alcune materie in particolare. Spesso gli studenti non si sentono motivati perché percepiscono la scuola come un obbligo senza cogliere le reali prospettive, altre volte semplicemente perché manca qualcosa che scateni in loro la curiosità di imparare. Per stimolare la curiosità degli studenti si può ricorrere a molti espedienti dal gioco, soprattutto per il coinvolgimento degli studenti più piccoli, fino al coinvolgimento attivo.

La mancanza di impegno, inoltre, può essere ricondotta alla paura del fallimento, che conduce lo studente a rinunciare a provare di svolgere i compiti più impegnativi, lo studente può ricadere in un circolo vizioso in cui per paura di non avere successo, si rifiuta di impegnarsi nello studio, ricadendo inevitabilmente nell’insuccesso. Ogni indirizzo ha le sue peculiarità e difficoltà: leggi il nostro approfondimento, ad esempio, sul liceo linguistico.

Problemi familiari

Un altro motivo che può influenzare in maniera negativa sull’apprendimento e il successo scolastico è legato alla presenza di problematiche familiari. Un clima familiare sereno è importante per far sì che lo studente riesca a rimanere concentrato sulla sua carriera scolastica. Viceversa, problematiche familiari possono indurre a situazioni di stress di cui risente anche lo studio.

A volte la scuola non è l’obiettivo principale dei ragazzi, sempre più spesso le attività sportive e artistiche sono parte fondamentale nella vita degli studenti, che rischiano quindi di trascurare lo studio per dedicarsi a queste attività. Questo non significa che lo studente deve rinunciare allo sport o alla musica, ma semplicemente che sarà necessaria una maggiore organizzazione per dedicare il giusto tempo a tutte le attività.

Bullismo

Un altro elemento che può condurre al rifiuto verso la scuola può essere il bullismo, le vittime di bullismo potrebbero, infatti, tendere a mancare spesso a scuola e a impegnarsi meno nello studio fino a sviluppare un vero e proprio rifiuto. Accorgersi di episodi di bullismo non è semplice come si potrebbe pensare, questo per via del fatto che il bullismo non solo può manifestarsi in forma diretta, attraverso aggressioni fisiche e verbali, di cui gli insegnanti possono essere testimoni e che quindi fanno emergere la problematica. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si assiste invece a una più subdola forma di bullismo indiretto, fatto di emarginazione e discriminazione, che lo rende più difficile da individuare.

Problemi di apprendimento

Dietro alla bocciatura talvolta si possono nascondere problemi di apprendimento, i disturbi di questo genere sono di diverso tipo e possono andare a influire su diverse sfere. Ci sono disturbi di apprendimento che condizionano la capacità di comprensione della lingua parlata o scritta, altri che ne rendono difficoltoso l’utilizzo corretto, altri ancora che vanno a influire sulla capacità di calcolo, e ci sono poi i disturbi legati all’attenzione.

Nel gergo medico si parla di “disturbi specifici dell’apprendimento” anche detti DSA. Si parla di disturbi specifici proprio per indicare che la difficoltà riguarda lo svolgimento di una specifica azione, come ad esempio la lettura, e non dipende invece dalle funzionalità intellettive generali. Uno dei disturbi più comuni è rappresentato dalla dislessia, ossia la difficoltà nella lettura e nella comprensione di un testo; accanto a questa abbiamo la disortografia, che si manifesta con problemi di apprendimento dell’ortografia; e inoltre la disgrafia che va ad interessare sia la componente motoria che l’elaborazione “linguistica”. Infine, la discalculia, si presenta con difficoltà nell’apprendimento dei metodi di calcolo. Questa problematica può essere legata alla dislessia, o presentarsi anche in assenza di questa. La discalculia può presentarsi con problematiche come la difficoltà nell’identificazione dei numeri, nello svolgimento delle operazioni e nella numerazione progressiva.

Riconoscere la presenza dei disturbi di apprendimento nel bambino non è semplice, e a volte può esserci una sorta di rifiuto da parte del genitore nell’affrontare queste problematiche. Tuttavia vorremmo sottolineare che disturbi come la dislessia non sono una malattia, e che per identificarli correttamente occorre rivolgersi a degli specialisti che saranno in grado di valutare le problematiche e guidare genitori e figli nel migliore percorso per agevolare l’apprendimento e lo studio.