Bonifica siti inquinati: ti spiego come l’acquirente può ottenere un risarcimento.

Un argomento oggetto di discussione frequente quando si parla di bonifica siti contaminati è quello che riguarda il risarcimento destinato a coloro che acquistano, oppure sono proprietari, di terreni che devono essere bonificati.

Questo articolo vuole essere una piccola guida per sciogliere ogni dubbio a proposito: perciò se stavi cercando informazioni attendibili prendi appunti.

Buona lettura!

“Chi inquina paga”.

Il primo aspetto che deve essere chiarito è questo: i proprietari o gli acquirenti di terreni da bonificare non sono direttamente responsabili dell’inquinamento.

È vero che “chi inquina paga” ma il Consiglio di Stato ha definito un aiuto destinato a tutti coloro che sono diventati proprietari di un sito inquinato: per la legge sono considerati non colpevoli e a loro spetta solo il dovere di intervenire in modo tempestivo per limitare i danni.

La sentenza del 10 Settembre 2015 numero 4225 ha stabilito inoltre che a queste persone sia dato un risarcimento.

Nel corso del tempo la giurisprudenza ha visto pareri fortemente contrastanti tra loro.

Prendiamo in considerazione un fatto realmente accaduto nel 2015 che vede protagonista una società proprietaria di un sito inquinato e che vede il parere discordante del Consiglio di Stato e del Ministero dell’Ambiente.

Due pareri diversi: Consiglio di Stato VS Ministero.

La società in questione, proprietaria di un sito inquinato e considerata non colpevole dal Consiglio di Stato, era stata diffidata dal Ministero dell’Ambiente che obbligava la società non solo a mettere in sicurezza il sito ma a ripagare tutti i danni provocati dal terreno inquinato.

Il Ministero basava le sue decisioni sul principio di cui parlavamo all’inizio, ovvero “chi inquina paga”: i responsabili non erano solo coloro che avevano abusato del terreno ma anche coloro che in modo negligente non hanno fatto nulla per fermare o ridurre l’inquinamento.

Posizione nettamente opposta quella del Consiglio di Stato, secondo il quale colui che acquista un sito contaminato non deve far altro che mettere in sicurezza il luogo in modo da contrastare la diffusione dell’inquinamento e tutelare la salute delle persone.

Per i CdS gli interventi di riparazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino gravano economicamente solo sul responsabile della contaminazione.

Il proprietario che non è responsabile della contaminazione e che di sua spontanea volontà provvede alle attività di bonifica ha il diritto di rifarsi nei confronti del responsabile.

Se non viene individuato con certezza un responsabile sarà compito della Pubblica Amministrazione sostenere i costi della bonifica, con il ricavato dalla vendita forzata del terreno e restituendo al proprietario l’eccedenza tra ricavato e costi di bonifica.

Vediamo adesso come il proprietario non responsabile di un sito contaminato può ottenere il risarcimento che gli spetta.

Come l’acquirente di un sito inquinato può ottenere il risarcimento.

Comprare un sito inquinato espone l’acquirente al rischio di non poter utilizzare come vorrebbe quel terreno.

Nel caso in cui l’acquirente abbia sia consapevole del rischio, la gestione della fattispecie si risolve attraverso la previsioni di idonee garanzie contrattuali.

Ma se non ci sono garanzie contrattuali, quali sono i rimedi? Prendiamo in considerazione le seguenti situazioni.

Mancanza di qualità del bene venduto.
Il venditore di un sito inquinato può essere ritenuto responsabile per i vizi (mancanza di qualità) del bene venduto e non può beneficiare della disposizione (articolo 1491 del Codice civile) che lo esonera dalla garanzia nel caso in cui i vizi siano facilmente riconoscibili. L’acquirente può contestare al venditore anche la mancanza di qualità essenziali per l’uso a cui il terreno è destinato.

Risarcimento ordinario del danno.
L’acquirente viene tutelato anche nel caso in cui il bene che ha acquistato è diverso da quello che era stato pattuito.
Un esempio è rappresentato dalla situazione in cui nel terreno acquistato vengono trovate sostanze che rendono il sito inutilizzabile ed i cui costi di bonifica sono così elevati da rendere l’intervento antieconomico.

Compravendita Annullata.
L’acquirente non responsabile di un sito contaminato viene tutelato annullando l’atto di compravendita di un terreno inquinato quando nel Certificato di Destinazione Urbanistica non viene fatto alcun riferimento allo stato di contaminazione del suolo.

Danno extracontrattuale.
Il proprietario incolpevole che non ha eseguito la bonifica, che non può richiedere al responsabile il risarcimento del danno e che ha perso la proprietà dell’area a seguito dell’azione della Pa, per ottenere il risarcimento del danno extracontrattuale deve agire nei confronti del responsabile dell’inquinamento che non deve essere il venditore.