Come illuminare il giardino? Tutto quello che c’è da sapere

Illuminare il giardino è un’operazione che richiede grande attenzione e soprattutto una buono studio preliminare dell’ambiente. A seconda della sua ampiezza, della presenza o dell’assenza di muri perimetrali e viali, si dovrà studiare un’illuminazione ad hoc che riesca esaltare le caratteristiche del giardino riuscendo allo stesso tempo ad essere accogliente e funzionale.

Illuminazione da giardino: attenzione agli spazi

Nel caso di un giardino di piccole dimensioni potrebbe essere sufficiente installare un certo numero di lampade da giardino perimetrali che in genere vengono fissate ai muri di cinta. Questo sistema consente un’illuminazione discreta e omogenea, in grado di raggiungere anche l’area centrale del giardino in maniera efficace, senza lasciare zone d’ombra.

In questo caso le lampade dovranno essere in numero sufficiente e poste a una distanza adeguata l’una dall’altra, evitando l’inutile accavallamento dei coni di luce.

A questo proposito, è sempre meglio scegliere lampade da giardino strutturate in maniera da rivolgere il fascio di luce verso il basso, così da evitare di abbagliare coloro che transitano nel giardino o che semplicemente lo osservano.

Lampade da terra per esterni: quando usarle?

Nel caso di un giardino molto ampio, che contiene magari molte piante ad alto fusto oppure grossi cespugli, è meglio optare per lampioncini da esterni. In questo modo si potrà “spingere” la luce fin nel centro del giardino, superando anche gli ostacoli visivi rappresentati da alberi e piante di grandi dimensioni che, se si utilizzassero solo lampade da parete, ostacolerebbero la diffusione della luce dalla zona perimetrale verso il centro.

In questo caso sarà opportuno scegliere lampade da giardino piuttosto basse o, nel caso di lampade alte, che indirizzino il fascio luminoso verso il basso, in maniera da limitare il più possibile la dispersione di luce responsabile di una cattiva illuminazione e soprattutto di un inutile inquinamento luminoso dell’ambiente.

Particolari lampade da giardino: faretti segnapasso

Soprattutto nei giardini molto ampi sono in genere presenti viali e vialetti che conducono all’edificio principale. E’ sempre opportuno assicurarsi che questi percorsi siano bene illuminati, in maniera da assicurare un’esperienza confortevole a coloro che li percorrono generando un maggiore senso di sicurezza.

I faretti segnapasso possono essere di due tipi, che si allineano sempre ai lati del viale o del sentiero. Il primo tipo è costituito da lampade da giardino molto basse, alte talvolta appena un palmo, che proiettano la loro luce verso il bordo del percorso, illuminando non tanto l’ambiente circostante quanto i piedi di chi percorre i viali. Diversamente i faretti segnapasso possono essere incassati nel terreno e puntare la propria luce verso l’alto. Si tratta di una scelta molto scenografica e certamente efficace, ma che richiede particolare attenzione nel momento in cui si scelgono i faretti da installare: il pericolo di abbagliare i visitatori piuttosto che guidarli è molto alto. Per questo motivo è necessario rivolgersi a un rivenditore esperto, che sarà certamente in grado di fornire una consulenza utile e puntuale sui vari tipi di illuminazione da giardino e soprattutto sui vari prodotti per l’illuminazione da esterno presenti sul mercato.

Permessi per la piscina interrata in giardino: quali servono? 

Sognate una piscina interrata, magari personalizzata, in giardino? Non siete i soli, moltissime persone vorrebbero avere una bella piscina a terra nel giardino, dove rilassarsi e dove godere di un po’ di pace e tranquillità.

Se la piscina interrata è il sogno di molti, prima della sua realizzazione ci sono alcuni step da considerare e da rispettare: parliamo dei permessi e delle autorizzazioni per costruire la piscina interrata in giardino. Infatti la piscina interrata è considerata a tutti gli effetti una costruzione invasiva, e quindi non è in regime di libera edificazione: prima di costruirla bisogna rispettare alcune procedure che sono richieste dalla legge. Se non lo si fa, si può dover pagare una multa salata e dover rimettere in pristino il giardino come era prima dei lavori. Ecco perché è bene informarsi sui permessi per l’edificazione delle piscine nel giardino. Ottenere tutti i permessi è fondamentale per poter realizzare questo sogno, ma spesso c’è molta confusione sulle autorizzazioni obbligatorie per la costruzione della piscina. Cerchiamo di capire quali sono i passi giusti da seguire ed i permessi che è obbligatorio chiedere prima di costruire una piscina interrata in giardino. Inoltre, un avvertimento: è sempre bene domandare all’ufficio tecnico del comune dove si troverà la piscina prima di cominciare i lavori. I Comuni spesso hanno delle norme particolari e discrezionali che derogano alla normativa comune ed è bene conoscerle per evitare sanzioni e problemi.

Vediamo adesso se è necessaria o meno la DIA per cominciare a costruire la piscina interrata, quali sono i permessi da chiedere, e che cosa fare nel caso in cui si viva in una zona che è sottoposta ad un vincolo paesaggistico.

 DIA o permesso a costruire?

La grande novità degli ultimi anni è che non è più necessaria, dopo la Riforma Madia, la DIA (Denuncia di Inizio Attività) per costruire la piscina interrata. La DIA è stata abolita ed oggi per poter edificare la piscina interrata bisogna richiedere autorizzazioni che vanno sottoscritte dal responsabile del lavoro (architetto o ingegnere). Se si costruisce una piscina interrata nuova bisogna chiedere il permesso a costruire, necessario per tutte le opere che modificano il territorio e che creano quindi una trasformazione. Se la piscina supera il 20% come dimensioni del volume dell’edificio di pertinenza, o se è classificata come nuova costruzione, il permesso a costruire è obbligatorio. Come abbiamo detto, è sempre bene rivolgersi all’ufficio tecnico del comune per avere delle informazioni più precise sulle norme che vigono nel comune di appartenenza.

 Se l’area è vincolata, che cosa bisogna fare?

Se si vive in una zona vincolata, ciò significa che ogni intervento di costruzione (e la piscina interrata, secondo una recente sentenza, è tale) deve avere un’autorizzazione paesaggistica che viene rilasciata dalla Sovrintendenza. Questo significa che, oltre a chiedere il classico permesso a costruire che è obbligatorio per chiunque voglia edificare ex novo una piscina interrata, bisognerà anche sottoporre il progetto alla commissione che si occupa delle modifiche del paesaggio. Questo potrebbe richiedere del tempo ed è possibile che la commissione ponga qualche limite alla costruzione della piscina interrata (modificando materiali, forma, stile, luogo) o che neghi l’autorizzazione perché ritiene che la piscina interrata modifichi o deturpi eccessivamente il paesaggio del luogo dove si trova.

In ogni caso la trafila burocratica per costruire la piscina interrata è facilmente gestibile se ci si rivolge ad un esperto abilitato. Tenete conto che il processo di richiesta ed autorizzazione potrebbe chiedere anche un paio di mesi, quindi progettate con cura quando cominciare a costruire la piscina interrata se pensate di volerla pronta per l’estate.

Antifurto per la casa a doppia frequenza: Cosa è e come funziona

Cos’è un antifurto casa doppia frequenza?

Un antifurto casa è un sistema in cui dei sensori registrano i tentativi di intrusione e li trasmettono a una centrale che li elabora e fa scattare l’allarme.

Negli impianti antifurto il collegamento tra queste parti può avvenire tramite cablaggio o wireless (senza fili). Questi ultimi sistemi trasmettono le informazioni attraverso le onde radio su di un canale, esattamente come avviene per le trasmissioni televisive.

Tali antifurto possono essere di due tipi:
– sistemi mono frequenza
– sistemi a doppia frequenza.

Gli antifurto casa a doppia frequenza sono considerati i sistemi più affidabili e meno attaccabili proprio in virtù del fatto che trasmettono le informazioni su due distinte frequenze, evitando che i segnali siano oscurati rendendo sorda la centrale. Puoi leggere qui la guida al miglior antifurto casa per valutare anche le recensioni sui singoli antifurto.

Quali sono le componenti di un antifurto casa doppia frequenza?

Un antifurto casa doppia frequenza è composto dai seguenti elementi:
– una centralina di allarme in doppia frequenza di comando, che riceve ed elabora le informazioni ricevute dalle altre periferiche e fa scattare l’allarme
– i sensori o rivelatori che registrano il tentativo di intrusione
– le sirene di allarme wireless in doppia frequenza, denominate anche avvisatori d’allarme
– l’alimentatore della centralina, che provvede ad assicurare il corretto funzionamento di tutti i componenti attivi anche in assenza temporanea di corrente.

Le centrali doppia frequenza di comando possono controllare una o più linee indipendenti di sensori, in tal modo è possibile la parzializzazione dell’impianto antifurto e un controllo più dettagliato dello stato dei singoli gruppi di sensori.

In queste centrali di allarme è presente un display su cui è riportata la totalità delle informazioni ed è utile per controllare lo stato e le condizioni di funzionamento dell’impianto antifurto. Le impostazioni possono essere settate utilizzando la tastiera presente.

I sensori degli impianti antifurto doppia a doppia frequenza si suddividono in base al tipo di protezione che offrono:
– i sensori perimetrali radio rilevano l’apertura o la rottura di una finestra o porta a cui sono collegati
– i sensori lineari o barriere wireless si attivano all’interruzione del fascio di infrarossi
– i sensori volumetrici o PIR o sensori di movimento rilevano il movimento di una persona all’interno dell’area che proteggono.

Se sei in procinto di ristrutturare casa, valuta anche l’acquisto di un antifurto con sensori perimetrali da collegare a porte e finestre. Oggi esistono tante aziende che producono porte ed infissi blindati con sicurezza e stile!

Quali sono le frequenze utilizzate da un antifurto casa doppia frequenza?

Quando parliamo di antifurto casa doppia frequenza dobbiamo precisare che esistono due tipologie di prodotto così denominate:
– quelli che in realtà utilizzano due frequenze molto vicine nella stessa gamma
– quelli che utilizzano due frequenze ben distinte.

Il primo tipo non è un vero sistema a doppia frequenza, perché in realtà vengono utilizzati due canali molto vicini della stessa banda. Infatti, la banda di frequenza è compresa tra due frequenze centrate su quella principale, ad esempio la 433 Mhz, ed essa è sufficientemente ampia da consentire di allocare due canali di trasmissione.

Per legge in Europa le frequenze utilizzate per gli impianti antifurto sono la 433 Mhz e la 868 Mhz, o entrambe.

Gli antifurto di tipo tradizionale lavorano unicamente con la frequenza 434 Mhz o con la frequenza 868 Mhz.

Gli allarmi che funzionano unicamente con la frequenza a 433 Mhz sono quelli più facilmente soggetti a disturbi perché essa è la frequenza su cui viaggiano diversi dispositivi, come telecomandi auto, cuffie, ecc.

Ma non bisogna pensare che la frequenza 868 Mhz sia più sicura. Alcuni installatori dichiarano che lessa è sufficientemente sicura perché viene utilizzata unicamente per gli impianti anti intrusione. Si tratta invece di un’informazione errata.
Infatti, tale frequenza rientra in almeno 8 classi R&TTE (la normativa che si occupa delle frequenze radio).
In particolare le classi dalla 28 alla 33 stabiliscono che la frequenza 868 Mhz rientra tra quelle dedicate ai dispositivi cosiddetti short range, vale a dire a corto raggio, tra cui sono compresi ad esempio anche i telecomandi per i cancelli elettrici. Non è vero, quindi, che essa sia usata solo per gli antifurto.
Inoltre, le frequenze molto alte possono subire facilmente l’attenuazione da parte di elementi strutturali presenti nelle case, come porte, finestre, ecc.

Quali sono i vantaggi di un antifurto casa doppia frequenza?

La tecnologia a doppia frequenza è presente ancora su pochi dei prodotti disponibili in commercio, rendendoli senza dubbio superiori a quelli di tipo tradizionale.

Un antifurto wireless è sicuro ma potrebbe essere reso innocuo da un malintenzionato che ne disturbi la frequenza di funzionamento. In questo caso, anche se il sensore scatta, la centralina diventa sorda, non riceve cioè alcun segnale.

Negli allarmi senza fili doppia frequenza il segnale viaggia su due frequenze distinte e distanti tra loro, per cui risulta più difficile disturbarlo e annientarlo.
In pratica l’eventuale manomissione di una delle due frequenze non compromette l’intero impianto, perché l’altra continua comunque a funzionare e consente di trasmettere l’allarme.

Nel caso in cui poi si provasse a manomettere entrambe le frequenze, il sistema riconoscerebbe il tentativo e farebbe scattare l’allarme.

Funzione anti accecamento in un antifurto casa doppia frequenza

In realtà i sistemi antifurto più evoluti avvisano tempestivamente se già una sola delle due frequenze registra un tentativo di manomissione.
Si tratta della funzione definita di anti accecamento o antijamming.

Questa funzione non può essere efficace per quei sistemi che non lavorano con la vera e propria doppia frequenza, quelli per intenderci che utilizzano due canali della stessa banda.

Consigli per l’acquisto di un antifurto casa doppia frequenza

In commercio è possibile trovare diverse offerte di antifurto casa doppia frequenza, acquistabili anche on line e in kit fai da te.

Le cose importanti da controllare per verificare che si tratti di un prodotto di buona qualità sono:
– la presenza del marchio CE sulla confezione, attestante la certificazione europea che indica la commercializzazione del prodotto nei paesi dell’Unione Europea ed è garanzia di affidabilità
– la dotazione di una garanzia di almeno due anni
– il prezzo non eccessivamente basso.

A proposito di prezzo, premesso che esistono comunque kit fai da te molto economici, non dimenticate che per l’acquisto dell’allarme potete usufruire della detrazione del 50% della spesa dall’Irpef.
Infatti, un sistema antifurto casa doppia frequenza rientra tra i dispositivi finalizzati a evitare il compimento di atti illeciti da parte di terzi, agevolabili con il beneficio fiscale anche per il solo acquisto del materiale.

Infissi in legno e allumino, ecco perché sceglierli

Le finestre delle nostre case sono composte da infissi, ovvero il telaio di cui si compongono le parti apribili. Come noto, gli infissi possono essere di materiali diversi, e ciascun materiale ha i propri vantaggi e svantaggi. Nel presente articolo intendo parlarti di un tipo particolare di infissi: quelli in legno e alluminio.

Gli infissi costituiti da entrambi questi materiali, come gli infissi in legno e alluminio prodotti da Pompeja, sono degni di nota per ottime ragioni. Offrono tantissimi vantaggi, e rappresentano sicuramente una scelta azzeccata per la propria abitazione.

Di seguito, potrai scoprire le caratteristiche e i tanti pregi delle finestre in legno-allumino.

Caratteristiche degli infissi in legno e alluminio

Gli infissi in legno e alluminio permettono alle finestre di poter essere considerate di qualità. Questo per un motivo ben preciso, e cioè per i materiali di cui sono composti:

  • L’alluminio: un elemento resistente, che molto raramente ha bisogno di manutenzione.
  • Il legno: un ottimo materiale isolante, sia termico che acustico. A finestre chiuse, permette di ascoltare meno rumori provenienti dall’esterno. Di inverno attenua l’entrata del freddo in casa. D’estate, non si lascia riscaldare eccessivamente dai raggi del sole.

Va precisato che si parla di finestre in "legno-alluminio" per una ragione specifica: il legno è la parte portante dell’infisso, ed occupa il lato superiore; l’alluminio rappresenta invece la copertura esterna, che viene applicata al legno nella fase di produzione.

Per permettere al legno di assumere la forma più idonea per la produzione di un infisso, viene usato del legno lamellare: si tratta di un prodotto composito, che assicura un’ottima resistenza e solidità. Al legno, viene poi aggiunto l’allumino, elemento ancor più resistente, che dura veramente a lungo, e reagisce bene a ogni tipo di agente atmosferico, anche alla grandine più violenta. La co-presenza di questo metallo associato al legno, contribuisce ancora di più all’isolamento termico e acustico di un’abitazione.

Da non trascurare è anche la questione estetica: il legno ben si associa agli interni di molte abitazioni. Inoltre, il design che viene adoperato per i vari infissi in legno-alluminio spesso è molto gradevole, adattandosi al meglio, sia internamente che esternamente. Tra l’altro, è possibile scegliere diversi tipi di infissi composti da entrambi i materiali, e quindi puoi cercare quelli che più ritieni adatti per la tua casa.

Vantaggi degli infissi in legno e alluminio

Nel precedente paragrafo, abbiamo parlato delle caratteristiche degli infissi in legno-alluminio, sottolineandone i pregi. A proposito di pregi, ecco riepilogati in modo schematico tutti i vantaggi offerti dagli infissi in legno-alluminio:

  • Isolamento termico impeccabile: la presenza del legno e dell’alluminio in un infisso, rende possibile sia avvertire meno caldo d’estate che stare più caldi nei periodi freddi.
  • Isolamento acustico notevole: a finestre chiuse, il legno tende ad ostacolare i suoni e i rumori esterni, ma anche quelli dall’interno verso l’esterno. Non solo: l’aggiunta dell’alluminio amplifica questa preziosa caratteristica del legno.
  • Resistenza agli agenti esterni: la parte esterna dell’infisso in legno-alluminio è appunto di alluminio, un metallo che non teme pioggia, grandine, e altri fenomeni atmosferici.
  • Design: anche l’occhio vuole la sua parte. Grazie alla vasta scelta di infissi in legno-alluminio, puoi sicuramente trovare il modello che più si addice alla tua casa e ai tuoi gusti.
  • Risparmio energetico: essendo infissi isolanti anche dal punto di vista termico, in inverno permettono una minore dispersione di calore, e di avvertire meno il freddo. D’estate, consentono di attenuare il caldo proveniente da fuori, e di stare più freschi. Ne consegue un vantaggio anche dal punto di vista dei consumi e dei costi in bolletta.
  • Lunga durata: legno e alluminio sono materiali che durano a lungo, di conseguenza sarà così anche per gli infissi composti da entrambi questi elementi.

Quali sono le spese da sostenere in un condominio

Andare a vivere in un condominio ha i suoi pro e i suoi contro e, soprattutto, ha le sue spese. Si tratta di aspetti che vanno presi in considerazione ed è per questo che cercheremo di fare il punto di quelle che sono le spese condominiali da sostenere.

In questo modo, oltre a fare due conti, si potrà prendere anche atto di quelle che sono le incombenze che si hanno quando si decide di fare vita di condominio e non vivere in una casa singola.

Del resto, come è facile immaginare, il condominio funziona proprio come una comunità a tutti gli effetti, Che sia piccola o grande dipende dalle dimensioni del palazzo stesso, ma in linea teorica ovunque si hanno delle spese da dividere con gli altri condòmini e, soprattutto, delle incombenze alle quali è difficile sottrarsi.

Le spese condominiali da conoscere

 Iniziamo con il dire che tutte quelle che sono le spese indicate e deliberate dalla assemblea dei condòmini sono in linea di massima obbligatorie. Queste si dividono in ordinaria e straordinaria manutenzione.

Si tratta, del resto, di spese che si devono fare per migliorare la vita nel condominio e, soprattutto, per migliorare quelli che sono gli spazi comuni dello stesso. Questi ultimi sono di tutti ed è per questo che tutti devono contribuire alla manutenzione.

Ci sono diversi tipi di interventi che possono essere effettuati e che, naturalmente, devono essere sostenuti economicamente dai proprietari degli appartamenti singoli. Gli esempi più semplici sono il rifacimento della facciata del palazzo, la sostituzione del portone o della serratura e via dicendo.

Entrando nel dettaglio, quando si parla di ordinaria manutenzione si intendono tutti quegli interventi che possono essere programmabili e non sono estremamente urgenti.

Tra le spese ordinarie rientrano quelle per l’illuminazione degli spazi comuni come, ad esempio, il giardino, le scale e così via. Ma anche il capitolo delle pulizie condominiali è molto importante. Gli spazi comuni vanno puliti con cura e costanza. Questo sia per garantire il decoro del palazzo che per garantire un grado di pulizia sufficiente per il buon vivere.

Affidarsi a una impresa di pulizie condominiali è il primo step, ma la scelta va presa da tutta l’assemblea dei condòmini che devono scegliere quella più conveniente e che offra il servizio migliore (per una ditta di pulizie condominiali affidabile clicca qui).

Tutte le altre spese da sostenere

 Ma non solo: ci sono anche altre spese da prendere in considerazione oltre alla pulizia delle scale e degli spazi comuni, al rifacimento della facciata e così via. Non si può, infatti, ignorare che ci siano delle spese di straordinaria manutenzione che, come dice il nome stesso, hanno sempre carattere improvviso e più urgente, proprio perché straordinarie.

Si tratta, nello specifico, di spese non frequenti, ma che vanno affrontate di tanto in tanto. In questo caso rientrano, ad esempio, le spese per la sostituzione della caldaia a causa di un guasto non facilmente prevedibile, solo per dirne una. In questo caso non è come per la manutenzione di un condizionatore privato: quando si tratta di oggetti che appartengono al condominio, sono i condòmini stessi che devono provvedere nella misura che compete loro.

Tra le tante spese da sostenere ci sono, poi, quelle piccole riparazioni generiche, ma anche le spese per la gestione dello stesso, il compenso che viene dato all’amministratore e, ancora, le spese per assicurare il palazzo e così via.

Come si nota, si tratta di somme che possono anche essere decisamente importanti ma che, come sempre, servono per garantire il mantenimento e il miglioramento della cosa comune che, in questo caso, è il condominio stesso.

La manutenzione del condizionatore

Il condizionatore è un elemento fondamentale in casa e in ufficio soprattutto nel periodo estivo. La sua presenza cambia l’approccio che possiamo avere con il contesto circostante perché il caldo umido delle nostre città ci porta a livelli di stress e di irrequietezza non trascurabili di cui risentono la serenità familiare e l’efficienza sul lavoro.

 

Il condizionatore: un oggetto da non trascurare

Spesso capita che il condizionatore venga utilizzato esclusivamente durante il periodo estivo e abbandonato nelle altre stagioni quando non risulta più indispensabile: spegnerlo per lunghi periodi dell’anno però comporta dei malfunzionamenti poi quando si decide di riaccenderlo. Ci lamentiamo infatti col passare delle stagioni che funzioni poco bene o che non mantenga correttamente la temperatura.
Un utilizzo continuativo e una buona manutenzione può aiutare a prendersi cura dei nostro elettrodomestico così da allungarne la vita e l’efficacia. Per una corretta manutenzione del condizionatore clicca qui e trova la soluzione più adatta a te.
Innanzitutto la prima cosa da considerare, quando si decide di acquistare un condizionatore, sia esso fisso o mobile, è di rivolgersi ad un fornitore e rivenditore ufficiale, che abbia in catalogo le marche principali e più vendute, così da garantirci un’alta qualità del prodotto e una corretta assistenza.
Sul mercato ci sono molti rivenditori e la scelta ricade su chi deve acquistare. Oggi abbiamo vari strumenti che possiamo utilizzare per portare a termine una scelta corretta anche su questo tema. Abbiamo la possibilità di valutare la reputazione del rivenditore, cercando le recensioni in rete che possano riguardarlo, così da valutare la sua professionalità. Possiamo poi considerarlo sulla base della possibilità di scelta delle marche di cui è rivenditore: la fiducia di importanti case produttrici, infatti, è già di per sé un’altra garanzia. In rete vi sono siti che presentano all’interno del proprio catalogo varie tipologie e brand di condizionatori presenti sul mercato. Consultando portali di questo genere è possibile farsi un’idea abbastanza precisa di ciò che fa al caso nostro e scegliere tra tutti i modelli disponibili. Se si è indecisi è possibile entrare in contatto, via chat, via e-mail o telefonicamente, con il rivenditore stesso che può rispondere ad ogni domanda e chiarire ogni nostro dubbio.
In seguito all’acquisto del condizionatore, è importante leggere con attenzione il libretto delle istruzioni, che certamente conterrà indicazioni per il mantenimento e la pulizia dello stesso. Ogni tipo e modello, infatti, può avere necessità particolari.
Di seguito proponiamo delle regole generali per il mantenimento di impianti di condizionamento fissi e per moduli mobili.

 

Regole generali di manutenzione

Tutti i condizionatori, sia fissi che mobili, dovrebbero essere revisionati e puliti alla fine della stagione estiva, per liberarli dalla polvere e dallo sporco residui. Questo tipo di manutenzione può essere effettuata tranquillamente dai proprietari, senza ricorrere ai tecnici, seguendo le istruzioni del libretto delle istruzioni.
Ci sono in commercio spray e detersivi per pulire a fondo ma il consiglio è di utilizzarne il meno possibile per l’eccessiva concentrazione di sostanze tossiche presenti al loro interno che si potrebbero disperdere nell’ambiente e danneggiare la salute, soprattutto se il condizionatore è posizionato all’interno di abitazioni o ambienti piccoli. Basta quindi una pulizia costante e non invasiva del condizionatore per mettersi al riparo da infezioni legate ai germi che si annidano all’interno dell’impianto. La Legionella, per esempio, che è la più nota tra tutte le infezioni del genere, non può formarsi negli impianti di condizionamento se non nel caso di quelli di grandi dimensioni, con torri esterne, su cui si produce il liquido di ristagno. Puliamo con cura, quindi, il nostro impianto, ma senza esagerare. Durante il periodo autunnale se non lo si usa, è possibile tenerlo spento senza pulirlo necessariamente; mentre con i primi caldi è buona regola spolverarlo e eliminare tutta la polvere accumulatasi nei mesi invernali. Una volta pulito si può provare ad accenderlo; se dovesse fare dei rumori che non ci convincono e se ci dovessimo accorgere di un malfunzionamento, è bene chiamare un tecnico prima di utilizzarlo a pieno regime.
Una volta riacceso, è fondamentale provvedere alla pulizia dei filtri una volta al mese per garantire il mantenimento della giusta temperatura. Ciò vale anche nei mesi invernali per quelli a pompa di calore, che vengono utilizzati anche come impianto di riscaldamento.

 

Manutenzione di impianti di condizionamento

L’impianto di condizionamento fisso prevede un modulo esterno, generalmente sottoposto allo smog e comunque a detriti che i moduli interni non subiscono; di conseguenza dobbiamo averne maggiore cura. È importante infatti pulire con la stessa assiduità tutti i moduli. Per questo tipo di impianto si consiglia un controllo annuale da parte di un tecnico, che potrà valutare la condizione del motore.
La pulizia dei filtri, invece, può essere effettuata in modo autonomo dal proprietario. Non è necessario possedere particolari conoscenze tecniche: basta asportarli con delicatezza, lavarli sotto acqua corrente e lasciarli asciugare prima di rimetterli in sede.
Per gli impianti fissi, è bene valutare periodicamente anche la tenuta degli appoggi. Spesso viene data per scontata ma è giusto accertarsi che tutto sia in sicurezza.

Anche per i condizionatori mobili valgono le stesse regole di buonsenso che per quelli fissi: pulizia a fine stagione e controllo con spolveratura all’inizio della stagione calda.
Molti moduli mobili hanno vasche di raccolta dell’acqua accumulata. Non limitiamoci a svuotarle quando troppo piene ma laviamole periodicamente, in modo da impedire la formazione di accumuli di sporcizia, mettendo il condizionatore sempre a contatto con acqua pulita.
Pulire i filtri può essere meno facile per questo tipo di condizionatori, rispetto a quelli a moduli fissi, perché non sempre sono asportabili. È necessario valutarne la collocazione e consultare il libretto delle istruzioni che certamente fornisce indicazioni in merito. Per un’aria pulita e per un ambiente sano è necessario che i filtri siano sempre puliti.
Rispetto ai moduli fissi, in quelli mobili è possibile sostituire il gas senza l’intervento di un tecnico. In commercio esistono kit già pronti con tutto l’occorrente e le istruzioni. È sufficiente seguire le indicazioni del kit per restituire efficienza al condizionatore.
Ci si rende conto di dover intervenire con del gas nuovo quando la potenza diminuisce e l’aria fresca prodotta dal condizionatore risulta essere molto inferiore. Una corretta pulizia ha un impatto positivo anche sull’efficienza e sul consumo di energia: un condizionatore pulito consuma meno energia perché lo sforzo del motore risulta inferiore.
Ricordiamoci che, al di là dell’igiene, un condizionatore pulito consuma meno energia perché il motore sforza meno e ci permette di risparmiare sulle bollette elettriche. Considerando dunque il periodo in cui si utilizza il condizionatore per l’aria fredda, è bene valutare una corretta pulizia per abbattere i costi relativi al consumo di energia elettrica.

Cosa fare per rendere più gradevole il tuo spazio esterno

Per valorizzare al meglio lo spazio esterno è molto importante prestare la giusta cura e attenzione al balcone, terrazzo e/o giardino. Riuscire a rendere confortevole e pratico l’outdoor è infatti un buon modo per rendere la casa più accogliente e funzionale. Nello specifico ottimizzare gli spazi nel modo giusto consente di creare un ulteriore ambiente, ai vani dell’abitazione, da sfruttare sia d’estate che d’inverno. Il primo consiglio per poter usufruire dello spazio esterno nel modo giusto è, senza dubbio, tenerlo il più possibile ordinato, evitando di trasformarlo in un magazzino. L’area esterna infatti è da considerare una sorta di biglietto da visita della casa, in quanto è il primo ambiente visibile, pertanto è fondamentale che chi osserva la nostra abitazione da fuori possa vedere un outdoor curato e gradevole.
Per rendere lo spazio esterno bello, comodo e utile è bene arredarlo con elementi idonei in grado di soddisfare le singole esigenze e gli spazi a disposizione. Per far ciò è possibile scegliere i complementi d’arredo in internet e in particolare su https://www.giordanoshop.com/giardino-e-arredo-per-esterni/arredo-giardino.html.

Come decorare lo spazio esterno: i consigli

Per decorare l’outdoor si può puntare oltre che sugli arredi e sui colori anche sui fiori e sulle piante in vaso. In questo modo l’ambiente è sempre piacevole e accogliente, oltre a favorire il relax all’aria aperta durante le belle giornate estive e primaverili. In base allo stile della propria casa è possibile determinare anche quello dello spazio esterno e realizzare così una continuità o in alcuni casi anche contrasto. Gli stili da adottare possono essere i più diversi che vanno, dal classico al moderno, passando per il minimalismo. Tuttavia per rendere l’ambiente confortevole ed accogliente è fondamentale collocare nel nostro giardino o terrazzo, divani, poltroncine, cuscini e luci soffuse. E’ bene ricordare però che prima di cominciare ad acquistare i complementi d’arredo, è fondamentale considerare le dimensioni dello spazio da curare. Infatti se l’area è particolarmente ristretta è necessario inserire pochi e piccoli elementi, puntando su colori brillanti ed accessori. Al contrario se si dispone di spazi più ampi potrebbe essere molto utile un gazebo, elemento realizzato in diversi modelli e materiali, magari abbellito da piante rampicanti o circondato da vasi di fiori e piante. In questo ultimo caso è possibile riempire l’ambiente acquistando poltroncine, dondoli, panche e tavoli. Infine è importante sottolineare che, poiché l’arredamento degli spazi outdoor deve essere personale non esistono complementi e colori di tendenza: infatti si consiglia di scegliere le nuance che si preferiscono, come l’uso di tonalità più chiare e materiali naturali o design moderno e ricercato e l’uso di tinte decise. L’importante è scegliere in modo da creare un ambiente armonico, optando per soluzioni equilibrate e bene ponderate.

Consigli utili

Abbiamo finora elencato alcuni suggerimenti da tener presente quando si vuole valorizzare il proprio spazio esterno, scegliendo tuttavia le soluzioni più adatte in base a gusti, esigenze e spazi. Tuttavia ci sono dei fattori imprescindibili che non possono essere tralasciati, ma al contrario sono gli elementi chiave nell’arredamento dello spazio esterno. Prima di ogni altra cosa non può mancare un tavolo da posizionare in una zona riparata, allo stesso modo in un’area relax all’aperto è necessaria una sedia a sdraio, lettino, o divanetto, infine è bene, munirsi di una copertura e ciò possibile scegliendo di istallare un gazebo, un tendone, un patio o per i più romantici la realizzazione di un pergolato.

I veri prezzi degli elettrodomestici da incasso   

Quali sono i prezzi degli elettrodomestici da incasso? Gli elettrodomestici da incasso hanno costi che variano per tipologia, marchio e misura e anche dalle offerte in corso. Ad esempio, il prezzo di un forno a incasso può andare da un minimo di 200 euro e superare anche i mille euro in base al modello e al marchio scelto. I prezzi di altri elettrodomestici come una lavastoviglie invece vanno da un minimo di 500 euro a più di 1000 euro. Si possono poi acquistare altri componenti, come ad esempio un microonde ad incasso, il frigorifero oppure la cucina con fornelli a gas oppure a induzione. Quindi per conoscere i veri prezzi degli elettrodomestici da incasso si consiglia di valutare le offerte che ci sono nei vari negozi, https://www.quareco.com/ è uno di questi, cercare i marchi che più ci interessano e infine scegliere qual è quello che offre il miglior rapporto tra prezzo e qualità.

Perché da Incasso

Perché scegliere degli elettrodomestici da incasso? Quando si acquista una cucina moderna si ha la possibilità di porre al suo interno diversi tipi di elettrodomestici ma arriva sempre il momento in cui si desidera modificarli. Un’altra ipotesi che permette di inserire degli elettrodomestici ad incasso è la costruzione di una cucina in muratura. Quando si realizza una cucina in muratura è normale dover acquistare tutti gli elettrodomestici da incasso che possano adattarsi al meglio alla propria costruzione. In entrambi  i casi, bisogna innanzitutto valutare le misure e gli spazi che si hanno a disposizione. Una volta calcolate le misure, allora si può procedere alla scelta degli elettrodomestici da incasso che meglio si posizionano e si adattano alla nuova cucina, come un nuovo forno, una cucina, un frigorifero ecc…

Elettrodomestici da incasso online

È possibile acquistare degli elettrodomestici da incasso online? Oggi grazie agli e-commerce di elettrodomestici e arredamento si ha la possibilità di scegliere i nuovi modelli che si vuol porre all’interno della cucina. Se si decide di acquistare gli elettrodomestici online, bisogna naturalmente basarsi come prima cosa sulle misure che si hanno a disposizione. Calcolare la lunghezza e la larghezza dello spazio adibito ad esempio al forno, al microonde oppure alla lavastoviglie, o al frigorifero. Quando si avranno le giuste dimensioni di larghezza, lunghezza e profondità allora si potrà scegliere il modello che si desidera, il marchio e le funzioni per i nuovi elettrodomestici. Una volta che si è in possesso di tutte le informazioni, compreso il materiale di questi prodotti, magari il policarbonato, navigando in internet si può iniziare a scegliere di vedere i prezzi degli elettrodomestici in un compara prezzi online, oppure direttamente sui siti e-commerce delle catene che vendono questi prodotti.

Elettrodomestici da incasso nella tua zona

Se si vuol acquistare elettrodomestici da incasso nella propria zona, il consiglio è quello di munirsi di tutti i volantini dei negozi che vendono elettrodomestici nelle vicinanze. In questo modo è anche più facile iniziare a farsi un’idea e capire se ci sono elettrodomestici a incasso che possono interessare e che magari si presentano in saldo. Nel caso in cui non si trovino offerte interessanti, si può scegliere di recarsi direttamente in uno di questi negozi e decidere se ci sono o meno degli elettrodomestici ad incasso che offrono il giusto rapporto tra il prezzo e la qualità.

Cercare elettrodomestici da incasso nella propria zona può essere molto complesso e prevede anche molto tempo libero, perché è necessario girare, cercare le offerte migliori, visualizzare quali sono gli elettrodomestici che si adattano meglio alle tue esigenze. Insomma, di solito sarebbe meglio scegliere di controllare prima online se ci sono gli elettrodomestici che interessano e magari in un secondo momento prendere in esame la possibilità di cercarli nei negozi della propria zona.