Pentola a pressione: come si utilizza e perché

La pentola a pressione è uno strumento che permette di cucinare i cibi in modo molto più veloce. In questo articolo scoprirai come utilizzarla e quali sono i suoi vantaggi!

Come utilizzare una pentola a pressione

Una pentola a pressione è uno strumento fondamentale in cucina, soprattutto se si vogliono ottenere risultati eccellenti in breve tempo. Per utilizzare al meglio questo elettrodomestico, è importante seguire alcune semplici indicazioni.

Innanzitutto, prima di mettere il cibo nella pentola, è necessario assicurarsi che tutti gli ingredienti siano puliti e lavati accuratamente: se non l’avete optate per installare una luce a led bianca in cucina, vi aiuterà tantissimo. In secondo luogo, è importante seguire le istruzioni del manuale d’uso per quanto riguarda la quantità di acqua da utilizzare.

Infatti, se si utilizza troppa acqua, il cibo risulterà molto meno saporito; viceversa, se si utilizza poca acqua, il cibo risulterà molto più asciutto.

Per avere un’idea quanto meno indicativa, occorre mettere nella pentola a pressione, minimo ½ d’acqua ed evitare di riempirla più di 2/3 rispetto alla sua capacità complessiva. Seguite uno dei tanti ricettari online e non sbaglierete le proporzioni.

Una volta messa la pentola sul fornello, è opportuno chiudere il coperchio e accendere il fuoco (la fiamma dev’essere normale, né troppo alta, né troppo bassa). Una volta sentito il fischio, allora significa che il liquino ha raggiunto la sua ebollizione e la pentola è in pressione.

Attenzione perché gli ultimi passaggi saranno decisivi. Occorrerà ridurre la fiamma al minimo, e tener conto del tempo di cottura. Dopo aver finito la cottura è possibile spegnere il fuoco, facendo attenzione a non ustionarsi.

Adesso è possibile procedere all’apertura della valvola, facendo in modo che sfiati il vapore. Dopo che il vapore sarà uscito per intero, sarà possibile aprire la pentola.

Perché usare una pentola a pressione: tutti i buoni motivi

Una pentola a pressione è uno strumento preziosissimo in cucina, soprattutto se si ha poco tempo a disposizione. Grazie alla sua particolare struttura, la pentola a pressione permette di cuocere i cibi in tempi molto più rapidi rispetto ad una normale pentola. Inoltre, essendo chiusa ermeticamente, evita che i sapori si disperdano e che gli aromi si mescolino tra loro.

Inoltre, la pentola a pressione è ottima per cuocere le verdure, che mantengono così tutte le loro proprietà nutritive. Infine, un altro vantaggio da non sottovalutare è il fatto che la pentola a pressione può essere utilizzata anche per cuocere i legumi, che risulteranno così molto più digeribili.

In questi ultimi anni anche la tecnologia in cucina ha fatto passi da gigante. Alle pentole a pressione tradizionali si sono infatti affiancate le pentole a bassa pressione, che permettono di diminuire notevolmente i tempi di cottura garantendo una cucina leggera e senza grassi. Dove trovarle? Semplice sul sito https://www.flonalcookware.it/ dove viene indicata la possibilità di utilizzo anche sui piani di cottura a induzione.

Cosa non si può utilizzare con la pentola a pressione?

Non tutti i materiali sono adatti all’uso in pentola a pressione. In particolare, non si utilizzare con la pentola a pressione i seguenti materiali:

  • Alluminio: l’alluminio è un materiale che non si può mettere nella pentola a pressione perché non è in grado di sopportare la pressione. L’alluminio può anche rilasciare sostanze nocive nel cibo.
  • Legno: il legno non è un materiale adatto all’uso in pentola a pressione perché può assorbire il calore e deformarsi facilmente.
  • Plastica: la plastica non è un materiale adatto all’uso in pentola a pressione perché può sciogliersi e rilasciare sostanze nocive nel cibo.

Serratura della porta rotta, chi paga il danno tra padrone di casa e affittuario?

Le cause di una serratura che si rompe possono essere tantissime e ci sono sempre dei dubbi su chi debba pagare il fabbro. Se tra il padrone di casa e l’affittuario non ci sono degli accordi scritti sul contratto, la legge invita a far riferimento alle regole generali previste dal codice civile sotto la voce riparazioni e manutenzioni.

Ovviamente, sarà compito del fabbro evidenziare quale sia stata la causa della rottura della serratura al fine che si possa decidere a chi farla pagare tra i due protagonisti.

Se l’inquilino necessita cambiare la serratura per motivi vari e personali, allora sarà lui stesso a dover pagare l’intervento. Proviamo a fare chiarezza?

Cause serratura rotta

Qualsiasi sia la causa, il consiglio è di rivolgersi a soli esperti, come spiegato approfonditamente in questo sito, per non aumentare il livello del danno alla serratura. Un fabbro esperto si occuperà di trattare il danno e sostituire la serratura se necessario.

Le cause potrebbero essere molte, tra cui:

  • Chiave che entra nella serratura e non gira. In questo caso ci potrebbe essere della sporcizia interna o avvallamenti della chiave rovinati con l’usura e il tempo. Una manutenzione e pulizia ordinaria della serratura consente di evitare questi spiacevoli episodi;
  • La chiave si incastra e non si riesce ad entrare o uscire da casa. È possibile che con il tempo, lo sporco e l’usura si possa avere questo problema ed è sbagliato continuare e sforzare perché la chiave si potrebbe rompere al suo interno. Una volta al mese sarebbe ottimale lubrificare l’interno della serratura e il suo meccanismo, prima che si spezzi e l’operazione diventi complicata;
  • La serratura è danneggiata per usura o per un tentativo di scasso da parte di ladri. Ci sono degli scassinatori che utilizzano il sistema Bumping per cercare di aprire le porte blindate: inseriscono un pezzo di ferro nella toppa e spingono con un martello. Spesso e volentieri non riescono ad entrare in casa, ma la serratura viene danneggiata gravemente.

Serratura rotta della porta: quando paga l’affittuario?

Come accennato, le cause del cambio serratura potrebbero essere molte. Se l’affittuario decide di cambiare la serratura per volontà sua personale basterà applicare il buon senso. In questo caso non dovrà essere il proprietario dell’abitazione a pagare, bensì l’inquilino. Nel momento in cui lascerà la casa, il proprietario potrà cambiarla nuovamente per sicurezza anche se le chiavi sono state riconsegnate al legittimo proprietario.

In tutti gli altri casi si applica il codice civile e si fa uso della parola, spiegando al proprietario dell’immobile cosa è accaduto. Come noto, il Codice Civile regola  una suddivisione delle spese in base al carattere e a quanto accaduto. Il conduttore dell’abitazione paga se sono riparazioni di piccola manutenzione personale, tutte le altre spese spettano direttamente al proprietario.

Gli interventi di piccola manutenzione sono quelli dipendenti dall’usura – dal tempo che passa o un logoramento. Se la serratura si rompe per l’uso, sarà l’inquilino a dover provvedere alla spesa. Nel caso in cui il difetto sia stato generato da un uso non corretto e precedente all’entrata dell’inquilino, il proprietario dovrà assicurare la sostituzione immediata della serratura anche per motivi di sicurezza.

Come ristrutturare un casale

Il numero di persone che decide di fuggire dai centri cittadini per optare ad una vita più tranquilla in campagna diventa sempre più grande. Difatti, è ormai da qualche anno che i vecchi casali sono diventati i protagonisti indiscussi, da poter acquistare e ristrutturare senza spendere cifre esorbitanti.

L’unico fattore da dover tenere in mente è che la ristrutturazione di un casale è un lavoro impegnativo, in quanto deve essere fatto in maniera scrupolosa e corretta.

Prima di tutto, bisogna verificare la sicurezza del casale e la sua salubrità, rivolgendosi a delle ditte qualificate per questo lavoro. Dopodiché, va fatta una valutazione delle operazioni da dover effettuare: interventi sugli impianti idrici ed elettrici, messa in sicurezza del tetto, fino al recupero tecnico ed architettonico della struttura originaria.

Una volta stimata la spesa necessaria per tutti questi interventi, si può decidere di acquistare la struttura. È importante che la ristrutturazione del casale non vada ad intaccare la sua struttura originaria, ma faccia in modo di creare un perfetto connubio tra lo stile scelto e la tradizione.

La cucina

Cuore di ogni abitazione, generalmente ad essa è dedicato lo spazio più grande. Secondo la tradizione dei casali, alle cucine venivano dedicati ampi spazi perché dovevano essere il punto di ritrovo delle famiglie patriarcali, che si riunivano per consumare i pasti. Ristrutturare questo spazio non è un lavoro complicato: bisogna scegliere gli elementi da voler ripristinare (ad esempio le travi in legno o i pavimenti in cotto) e progettare la disposizione dei nuovi impianti e degli accessori.

Elemento essenziale della cucina è il camino, da sempre considerato il miglior punto di ritrovo per chiacchierare e scaldarsi. Per questo motivo è comune trovarlo all’interno di questo spazio ed è fondamentale, durante la ristrutturazione, preservarlo e poterlo sfruttare per l’inverno.

Nonostante la natura rustica del casale, sono sempre più diffuse le cucine moderne. Questo perché molte persone le trovano più funzionali rispetto alle classiche cucine in muratura e più facili da pulire.

Il soggiorno

In questo ambiente molto importanti sono le pietre dei muri a vista, da poter accostare ad ampi divani per poter apprezzare il relax e la calma che sono un casale sito in campagna può offrire. Il suggerimento, per avere un ambiente più caldo, è quello di ripristinare solo una o due pareti, stuccando e colorando le altre, per dare al soggiorno un tono meno freddo e coerente con gli stili contemporanei. Fondamentale in un casale ristrutturato è lasciare vecchi oggetti (come botti di legno da utilizzare come vasi) per dare un tocco un po’ più rurale nell’ambiente.

Le camere da letto

In origine, i casali avevano le camere da letto ai piani superiori, accessibili tramite scale in pietra. Ristrutturare queste stanze è più impegnativo di quelle precedenti, soprattutto a livello termico e acustico. Infatti, è veramente importante creare ambienti ospitali e, in particolar modo, confortevoli. Per esempio, i pavimenti possono essere rimpiazzati con il parquet, in quanto materiale molto caldo e isolante.

In generale, va considerato che per ristrutturare un casale vanno utilizzati materiali di ottima qualità, in quanto devono impedire il distacco della pittura dalla pietra che è causato dall’umidità e dagli sbalzi termici.

Tra i materiali maggiormente apprezzati vi è il pavimento in cotto. Poiché ne esistono di vari tipi (ad esempio il cotto chiaro umbro), è ideale per rendere unico ogni spazio del casale. Un pavimento in cotto di qualità si riconosce dal fatto che dopo tanto tempo non presenta macchie superficiali o segni di usura. È quindi fondamentale optare per un cotto fatto a mano o un cotto a legna, come quello di Fornace Bernasconi, poiché permette l’utilizzo di trattamenti naturali (ad esempio olio di lino o cera d’api), garantendone assoluta protezione.

Il tetto

L’entità della ristrutturazione del tetto del casale dipende dal suo stato di conservazione. Per definire ciò, è sufficiente un’analisi visiva, esterna e poi interna, per rendersi conto del suo stato. Se si notano superfici non omogenee o travi danneggiate da umidità e tarli, diventa inevitabile rifare il tetto.

Se si decide di trasformare il sottotetto in uno spazio abitabile, è necessario isolare il locale applicando sul solaio del materiale isolante per rendere lo spazio vivibile sia in inverno che in estate.

Nello specifico, sarà necessario creare un tetto ventilato, vale a dire pianificare una camera di ventilazione tra il manto e la soletta di copertura, al fine di ridurre il caldo d’estate e diminuire i costi per il riscaldamento durante l’inverno.

Durante la ristrutturazione va verificato lo stato dei cornicioni del tetto: questi, infatti, hanno come scopo quello di proteggere la muratura che si trova sotto dalle intemperie.

Elementi che generalmente non sono presenti nei vecchi casali, ma che si ritiene opportuno aggiungere, sono le grondaie (con lamiera zincata o di rame) che possano svolgere la loro funzione senza intaccare l’estetica dell’edificio.

Noti tutti questi elementi, non resta che mettersi all’opera e iniziare a ristrutturare il proprio casale da poter utilizzare per godersi relax e tranquillità.

Cosa fare quando la lavastoviglie Bosch da errore E24

Ogni lavastoviglie, così come quella Bosch, indica sul display un errore numerico ben preciso. Ad esempio, quale guasto rappresenta il codice E24 dell’elettrodomestico della multinazionale tedesca? In questa guida vedremo l’eventuale problema e la possibile soluzione.

Qualora il codice di errore della lavastoviglie Bosch sia E24, quest’ultimo potrebbe segnalare un problema alla pompa dell’elettrodomestico. Le cause potrebbero essenzialmente due, un blocco dovuto alla sporcizia al suo interno, oppure legato a qualcosa di più grave.

Il primo consiglio che possiamo dare è di pulire la pompa della lavastoviglie Bosch e provare a risolvere in questo modo. Innanzitutto. L’elettrodomestico va spento e successivamente andrà staccata la spina d’accensione.

Inoltre, andranno rimossi i filtri ed anche il coperchio della pompa. Durante questo step è assolutamente importante, osservare eventuali frammenti di vetro (durante un lavaggio non è raro che si rompa qualche bicchiere o piatto), che incastrandosi nei meccanismi provocano il malfunzionamento della lavastoviglie.

Fatto ciò, se presenti, togliere i frammenti di vetro e controllare eventuali altre presenze di corpi estranei all’interno dell’elettrodomestico. Quest’ultimi andranno rimossi (insieme a tutti i residui di sporco), e soltanto dopo aver fatto questo, bisognerà assicurarsi che la pompa ruoti liberamente senza impedimenti.

Se l’esito avrà dato risultato positivo, sarà sufficiente riporre correttamente il coperchio, chiuderlo ed infine avvitarlo. Dopo aver riposizionato correttamente tutti i filtri, si potrà riprendere con i regolari lavaggi.

Quando e come contattare l’assistenza Bosch per la lavastoviglie

Qualora la pulizia della lavastoviglie Bosch non avesse rimosso il codice d’errore E24, che rappresenta il blocco della pompa, allora è il caso di contattare l’assistenza della sede legale tedesca. Il problema in questo caso, potrebbe essere di natura tecnica e ben più grave di quel che ci si aspettasse.

Esistono diverse modalità per mettersi in contatto con il call center Bosch, eccone qualcuna:

  1. Rivolgersi al Service Assistant: basterà entrare nella pagina dedicata, inserire il numero di modello (E-NR), della lavastoviglie e leggere tutte le informazioni che verranno fornite. Il numero identificativo spesso è reperibile sulla targhetta dell’apparecchio o nella zona della porta.
  2. Leggi il manuale di istruzioni: ogni libretto informativo riporta delle guide per risolvere laddove possibile, i problemi più semplici. Sarà sufficiente immettere il numero di modello e procedere al download del manuale.
  3. Trovare il centro di assistenza Bosch più vicino: è disponibile lo Store Locator che mostra sulla mappa le filiali autorizzate e più vicine alla città nella quale si vive.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di contattare l’assistenza Bosch tramite il numero di telefono dedicato 02.412.678.100, assicurandosi di avere a portata di mano, sia il codice di produzione (FD-NR), che quello del modello della lavastoviglie in questione (E-NR).

L’unica alternativa alla chiamata è il modulo online rintracciabile sul sito della casa madre da poter compilare inserendo i propri dati anagrafici e riportando sempre il numero di modello e quello di produzione.

Suggeriamo in presenza del codice d’errore E24, di non compiere nessun’altra azione se non quella di pulire la pompa della lavastoviglie adeguatamente.

Realizzare Piscine Senza Bisogno Di Permessi è Possibile

Nella fase di progettazione e costruzione di una piscina può succedere di incappare in lente e noiose trafile burocratiche. Dal punto di vista dei permessi, in Italia la materia “piscine” non è chiara e può generare confusione.

Il Testo Unico sull’Edilizia fornisce regole e pratiche a livello nazionale ma ogni Regione e Comune interpreta le norme applicandole in modo diverso in base al contesto cittadino.

Cercando di fare chiarezza sull’argomento, premettiamo che realizzare piscine senza bisogno di permesso è possibile, ma nella maggior parte dei casi è meglio prepararsi a dover a che fare un minimo con la burocrazia.

Criteri del testo unico sull’edilizia

Come dicevamo, ogni città prevede norme diverse riguardo alla costruzione di piscine, quindi un consiglio molto valido è quello di informarsi nel proprio Comune per essere più sicuri.

Intanto, si può vedere cosa dice a riguardo il Testo Unico sull’Edilizia.

Per quest’ultimo, per realizzare piscine è necessario avere i permessi nei seguenti casi:

  • Nel caso in cui il volume della piscina sia superiore al 20% di quello dell’immobile principale, oppure se per le norme tecniche gli interventi sono classificati come di nuova costruzione, allora è necessario avere il Permesso di Costruire;
  • Se, invece, il volume della piscina non supera il 20% di quello dell’immobile principale e per le norme tecniche l’intervento è classificato come “pertinenziale”, allora sarà sufficiente la Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) per realizzare la piscina;
  • Ad oggi la richiesta dell’Autorizzazione Edilizia per realizzare una piscina non è più prevista in quanto pratica superata. È bene, però, informarsi sulle norme cittadine perché alcuni Comuni ancora la richiedono in certi casi.

Oltre al permesso per la realizzazione delle piscine, può risultare necessario chiedere il permesso anche per lo scarico fognario delle acque utilizzate per la vasca.

Piscine interrate

Abbiamo visto le norme generali del Testo Unico sull’Edilizia.

Purtroppo, queste hanno valenza preminentemente per quanto riguarda la costruzione di piscine interrate. In questo caso, realizzare una piscina interrata senza alcun tipo di permesso è praticamente impossibile.

Lo Stato, infatti, con la sentenza 35 dell’8/1/2016 ha dichiarato che una piscina interrata non equivale a un’attrezzatura per il tempo libero e lo svago, ad esempio come uno scivolo.

Questo perché la realizzazione di una piscina prevede degli interventi massicci sul terreno che lo vanno a modificare in modo invasivo.

In particolare, una piscina interrata non è una struttura precaria che si può rimuovere in fretta. Tutto questo significa che nel caso di piscina interrata sono necessari i permessi previsti dal Testo Unico sull’Edilizia.

Piscine fuori terra

Nel caso di piscine fuori terra la questione è diversa e per fortuna in alcuni casi, sotto certe condizioni, è possibile realizzare piscine senza permessi.

Anche qui, però, la normativa non è chiara e omogenea, sia perché il Testo Unico sull’Edilizia dice poco a riguardo sia perché ogni Regione e Comune applica regole diverse.

La prima cosa che si può dire è che nel caso di piscine fuori terra è necessario chiedere i permessi di realizzazione laddove sia previsto che la vasca sia una struttura di durata e funzione illimitata nel tempo.

Questo perché per il Testo Unico sull’Edilizia occorrono i permessi se l’installazione di una vasca trasforma permanentemente il terreno su cui è realizzata e ciò accade spesso anche per le piscine fuori terra, ad esempio in tutti i casi in cui esse siano ancorate o fissate in modo solido al suolo.

L’unica eccezione in cui realizzare piscine senza permesso è possibile si ha nel caso in cui la vasca fuori terra sia stagionale, ovvero “a uso temporaneo, per fini limitati nel tempo e contingenti, con conseguente e celere rimozione alla fine del tempo prefissato”.

Sotto queste condizioni, la piscina fuori terra equivale ad arredamento da giardino e perciò è realizzabile senza bisogno di alcun permesso. Anche su questo caso, però, è bene informarsi prima sulle regole del proprio Comune perché potrebbero esserci dei vincoli specifici.

Se volete approfittare di questa possibilità che non prevede il bisogno di permessi, potete andare su https://www.dtprimepiscine.it/it/listato-dettaglio.php?idModello=8 per avere un’idea delle vasche fuori terra presenti sul mercato.

Permessi E Abusi Edilizi

Da come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi per realizzare piscine è necessario avere i permessi. Per averli, bisogna fare domanda al proprio Comune e aspettare che questo ci dia conferma prima di iniziare i lavori.

Se dopo 60 giorni il Comune non ha dato alcuna risposta, allora la richiesta di permesso viene di fatto considerata come rifiutata.

Nel caso in cui si decida di costruire senza permessi sebbene essi siano necessari, allora si commette il reato di abuso edilizio per cui si è perseguibili dalla legge.

Nel caso si venga condannati, si possono rischiare ingenti sanzioni e probabilmente si dovrà demolire la piscina.

La cosa migliore da fare, quindi, è informarsi bene sulle norme del proprio Comune, affidandosi anche ad esperti del settore come geometri e architetti o chiedere alla stessa azienda a cui viene affidata la realizzazione della piscina.

Pavimento alla veneziana: quanto costa e come si fa

Il pavimento alla veneziana è sempre più richiesto da coloro che amano e desiderano un design raffinato ed elegante. Spesso ci si ritrova frenati per due aspetti: quanto costa? E come si fa questo pavimento alla veneziana?

Questa particolare pavimentazione (anche chiamata seminato), è formata da frammenti di marmo, pietrisco, vetro e coccio, che sono tenuti da una malta cementizia, che successivamente viene lucidata e pressata.

Per realizzare un pavimento alla veneziana con i fiocchi, il lavoro viene svolto da artigiani professionisti, anche noti come terrazzieri. Tutt’oggi, per poterlo creare si adottano le stesse tecniche utilizzate nel XVI secolo.

Il prezzo del seminato alla veneziana può dipendere da diversi fattori: cosa include? (Spesso il massetto è escluso dal preventivo), sono state considerate le materie prime da usare? Il traporto? Tutte le fasi di levigatura? Complessivamente, per una terrazza veneziana il costo è di 100a metro quadrato.

Aggiungendo decorazioni particolari (tipo la madreperla o altri marmi di valore) ed in base a quanto è grande l’ambiente da pavimentare, non sono esclusi prezzi più alti che potrebbero arrivare a 150€ o 180€ per metro quadrato.

Come si fa il pavimento alla veneziana? Viene preparato un sottofondo dove sarà presente una rete elettrosaldata. Successivamente, si crea uno strato da 3 centimetri circa, di granuli di piccola pezzatura che verranno impastati con il cemento.

Fatto ciò, si eseguirà la semina di scaglie o granuli di cocciopesto e marmo. Infine si può procedere con la battitura per livellare e stabilizzare i granuli, facendo in modo che stagionino per un po’ di giorni. L’ultimo step, sarà quello della stuccatura, levigatura e lucidatura.

Nonostante i passaggi possano sembrare semplici, in verità realizzare un’opera di pavimentazione come questa richiede molta precisione ed esperienza, altrimenti si rischierebbe di compromettere l’intero lavoro provocando danni non indifferenti.

Il riscaldamento a pavimento ideale per la tua casa

Scegliere come riscaldare la propria casa non è sempre facile, ormai ci sono diverse opzioni tra le quali poter scegliere per decidere quale impianto di riscaldamento è più adatto per riscaldare gli ambienti della propria abitazione. Al giorno d’oggi sempre più spesso si cerca di valutare quale scelta risulta essere la migliore al fine di assicurarsi un impianto di riscaldamento che sia soddisfacente sia dal punto di vista pratico che economico, offrendo il massimo in termini di calore, a fronte di una spesa adeguata e contenuta.

Tra le varie alternative che sicuramente si considera di valutare c’è quella del riscaldamento di tipo elettrico a pavimento. Si tratta sostanzialmente di un tipo di riscaldamento che produce calore in maniera molto veloce in qualunque ambiente sia installato, senza creare inutili sprechi di energia e quindi modera la spesa economica che si deve affrontare. Ci sono svariate tecnologie tutte molto moderne e al passo coi tempi che sono in grado di produrre il riscaldamento, ma quello a pavimento ad infrarossi ha la possibilità di sfruttare il vantaggio di riuscire ad irradiare di calore direttamente le persone che sono nell’ambiente di riferimento e le superfici che fanno parte di quello spazio, per l’appunto, tutto ciò invece di riscaldare l’aria circostante.

L’installazione di un pavimento che funge da mezzo di riscaldamento, per il principio dell’irraggiamento, utilizzato anche per scopi igienici e terapeutici, assicura una temperatura uniforme che va da zero a circa 2,5 metri da terra. Questa cosa permette di non avere una stratificazione dell’aria, un fenomeno che invece accade sempre con i tradizionali sistemi di riscaldamento che purtroppo tendono a far salire l’aria in alto riscaldando inutilmente i soffitti. In questo modo si rende l’ambiente molto più salutare, perché principalmente non si alza polvere e di conseguenza si evita anche che acari e batteri vari possano essere respirati.

Le caratteristiche dell’impianto di riscaldamento a pavimento

L’impianto di riscaldamento elettrico a pavimento è dotato di alcune caratteristiche come il fatto che sia silenzioso e soprattutto semplice da montare. Tra le altre cose, questo tipo di riscaldamento non prevede nessun criterio o intervento di manutenzione e se, per esempio, si decide di montarlo a seguito della ristrutturazione della propria casa, si potrà applicare direttamente sul pavimento già presente senza eliminare il precedente o fare dei fastidiosi lavori di demolizione del vecchio.

Un’altra qualità che caratterizza questo modello di riscaldamento è data dalla possibilità di diffondere il calore in maniera efficace, ma soprattutto omogenea nei vari interni dell’abitazione. Non si avrà in tal modo una dispersione di calore, nè il rischio di rimanere al freddo, ma anzi vari spazi saranno opportunamente riscaldati senza creare stratificazione dell’aria. Ci sarà un adeguato irraggiamento di tutti i punti con il calore che dal basso si estenderà facilmente verso il resto dello spazio circostante.

I vantaggi del riscaldamento a pavimento elettrico

Un sistema di riscaldamento come questo dell’impianto elettrico a pavimento permette di utilizzare le energie rinnovabili, qualità che per i radiatori tradizionali risulta essere praticamente impossibile, dato che nel caso dei radiatori si ritiene necessario far arrivare l’acqua a settanta gradi, una temperatura tale che per essere raggiunta necessita per forza di un riscaldamento a gas o a gasolio.

A differenza dei radiatori tradizionali, che molto più facilmente possono produrre delle polveri dannose le quali facilmente si respirano, con il riscaldamento a pavimento questo problema è del tutto ridotto, dal momento che l’aria nell’ambiente circostante non si riscalda e mantiene quel livello di umidità utile e necessario per far cadere le particelle malsane nell’aria. Ovviamente, questa cosa comporta dei benefici non da poco per il livello di salute delle persone, in particolare per chi ha gravi problemi di allergie.

Sempre rispetto al consueto sistema di riscaldamento tradizionale con i radiatori, questo proposto a pavimento comporta un ristretto numero di operazioni di manutenzione o di riparazioni. Chiaramente si prevede, comunque, una manutenzione che va fatta in maniera periodica, attraverso un lavaggio totale. Inoltre, ogni ambiente sarà opportunamente riscaldato con la temperatura giusta grazie alla presenza di termostati che controllano la temperatura, in modo da avere ogni stanza con la temperatura ideale e omogenea, così da ridurre anche lo spreco e il consumo di energia elettrica.

Dove acquistare questo sistema di riscaldamento elettrico?

Santoni, un’azienda sul mercato del riscaldamento elettrico da oltre 20 anni, è in grado di proporre una soluzione costituita da GRID, ossia un sistema di riscaldamento elettrico fatto a pavimento basato sul processo di irradiamento del metallo amorfo, che per mezzo del suo spessore minimo, permette di applicare l’isolante, un sistema di produzione di calore sottilissimo a base di metallo amorfo e una nuova pavimentazione in uno spazio di soltanto un centimetro e mezzo al di sopra del precedente pavimento. Quindi procedere a montare un tipo di pavimento del genere, sarà semplicemente rapido e proficuo e non costringerà a sostenere delle spese per lo smaltimento del vecchio pavimento.

Altre tipologie di riscaldamento a pavimento elettrico

Santoni propone, oltre al sistema GRID, che risulta essere quindi molto sottile e molto utile dal punto di vista pratico, diverse tecnologie rappresentate da padane riscaldanti per interni e esterni, sia per ambienti domestici che per quelli prettamente lavorativi. Anche se si tratta di spazi freddi e angusti, come possono essere pescherie, macellerie o capannoni per l’industria, si potranno applicare le pedane che producono calore.

C’è anche un altro sistema di pavimentazione riscaldante “fai da te” che è denominato WARMDOWN, il quale fornisce l’opportunità di posizionare e unire i moduli riscaldanti, in modo molto semplice e nella maniera del tutto personalizzabile. Un sistema di riscaldamento a pavimento che, oltre ad essere modulare, è anche trasportabile da un immobile all’altro in caso, ad esempio, di appartamento in affitto.

Scegliere Santoni e i suoi prodotti Advanced Solutions vorrà dire scegliere un’azienda che offre prodotti di qualità, che assicurano il massimo dei risultati per il massimo del risparmio in ambito economico.

Il riscaldamento a pavimento elettrico sarà sicuramente un vantaggioso investimento, il quale porterà la possibilità di ottimizzare il risparmio dell’energia, per il guadagno di un livello di calore sempre idoneo e con tutti i vantaggi igienici ed ecologici del riscaldamento ad irraggiamento.

Come scegliere una casa vacanze a Madonna di Campiglio

Hai qualche giorno libero e vuoi goderti in massima libertà Madonna di Campiglio? Allora prenota una casa vacanza che ti consente di avere tutte le comodità di cui hai bisogno ed una maggiore autonomia rispetto ad un albergo o un B&B. Non dover impostare la sveglia per poter fare colazione, la possibilità di cucinare e scegliere liberamente cosa e quando mangiare, il poter condividere spazi comuni senza dover incontrare altri ospiti sono soltanto alcuni dei numerosi vantaggi offerti da una casa vacanza. Ma come fare ad evitare appartamenti da incubo e vacanze rovinate? Ecco una semplice guida per assicurarsi un soggiorno da favola.

Casa vacanza: l’importanza dei servizi offerti

Sicuramente le condizioni dell’appartamento sono il primo aspetto da considerare quando prenoti. Ma oltre l’estetica c’è di più. Non sottovalutare i servizi offerti che fanno davvero la differenza. Su www.appartamentibonapace.com trovi un l’esempio di una casa vacanza perfetta per il tuo soggiorno a Madonna di Campiglio. Appartamenti spaziosi e luminosi, con una o più camere, angolo cottura fornito di tutte le stoviglie ed elettrodomestici, lavastoviglie inclusa! In dotazione anche set di biancheria da bagno completo per ogni ospite, letti già preparati con lenzuola pulite e piumoni nei periodi più freddi. Inclusi nel prezzo degli appartamenti ci sono numerosi altri servizi che difficilmente sono offerti dagli host come ad esempio il servizio miniclub e il servizio shuttle con l’impianto Spinale e 5 Laghi. Solitamente su portali come Airbnb o simili il prezzo del soggiorno è molto diverso da ciò che vedi inizialmente. Devi infatti aggiungere i costi di energetici e di riscaldamento che sono invece inclusi nel prezzo del soggiorno prenotando uno degli appartamenti Bonapace. Gli ospiti possono inoltre usufruire di tutti i servizi a pagamento dell’albergo Bonapace come il centro benessere o il ristorante.

Verifica la posizione dell’appartamento

La posizione della casa vacanza è tra le prime cose da verificare. Può essere un appartamento da sogno ma se non è ben posizionato come pensi saranno le tue vacanze? Cerca una soluzione che sia ben collegata alle principali attrazioni di Madonna di Campiglio come i rinomati impianti sciistici ed i sentieri per fare trekking e che non sia troppo distante dal centro che pullula di ristoranti e negozi.

Leggi sempre le recensioni degli ospiti

Hai presente le famose stelline di TripAdvisor, Google o Facebook? Ecco, prenditi qualche minuto e leggi le recensioni degli ospiti. Sono molto più affidabili delle foto e della descrizione dell’appartamento. Spesso basta leggere attentamente le recensioni per evitare soggiorno da incubo. Fai attenzione anche al numero delle recensioni, più ne sono meglio è. Semplice ed elementare. Gli appartamenti Bonapace ad esempio hanno oltre 200 recensioni e ben 4,5 stelle!

Contatta l’inserzionista prima di prenotare

Avere un contatto con l’inserzionista prima di procedere con la prenotazione è fondamentale per recuperare le informazioni principali come ad esempio l’ammontare della caparra, le politiche di cancellazione del soggiorno ma anche per testare la disponibilità e la professionalità dell’host. Mancano i contatti telefonici? Non risponde alle mail? Bene, cerca un’altra soluzione, anche se hai consultato un portale di case vacanze a Madonna di Campiglio. Hai bisogno di una persona che sia attenta alle tue richieste ed esigenze e che sia facilmente reperibile prima e dopo la prenotazione. Eviti le brutte sorprese ed host che spesso, arrivati in loco, se ne lavano le mani dei propri ospiti.

Pagamenti comodi e sicuri

Se richiede il pagamento anticipato dell’intero soggiorno o ti chiede di pagare in contanti senza alcun tipo di ricevuta non prenotare! Scegli soluzioni che utilizzano metodi di pagamento sicuri e tracciati (carta di credito, bonifico bancario, PayPal etc).