Costruire una piscina interrata: quali permessi occorrono?

Secondo alcune ricerche effettuate da eBay, il 27% degli italiani non rinuncerebbe alla piscina. La piscina, quindi, più che uno status symbol è un vero e proprio oggetto necessario nei nostri giardini: non deve per forza trattarsi di una lussuosa piscina interrata per regalarci dei momenti di relax e svago assieme alla nostra famiglia e agli amici.

Se poi parliamo della piscina interrata, si tratta di un vero e proprio sogno per la maggioranza degli italiani, c’è chi risparmia una vita intera per potersela permettere e per poter avere finalmente un oggetto di tale pregio nel proprio giardino. Tuttavia, bisogna conoscere con chiarezza quali sono i termini della legge, se si vuole edificare una piscina interrata. Infatti la legge parla chiaro: ci vogliono permessi speciali per poter costruire la vasca sul terreno, anche se è il nostro, assolutamente privato. Il motivo è chiaro: se così non fosse, chiunque potrebbe costruire senza ritegno, anche rovinando dei paesaggi protetti, o si potrebbe edificare in un terreno a rischio idrogeologico. Ecco perché prima di potersi muovere e progettare seriamente la costruzione di una piscina interrata bisogna rivolgersi al proprio comune di appartenenza e richiedere tutti i permessi necessari, dopo aver raccolto la documentazione necessaria per procedere all’edificazione della piscina interrata.

Ma quali sono i permessi della piscina? Quali autorizzazioni chiedere per costruire finalmente l’agognata piscina interrata nel giardino della casa?

La normativa sui permessi

Dobbiamo premettere che la normativa sui permessi per edificare la piscina interrata è abbastanza complessa. Ad oggi c’è un accordo Stato Regione e un Testo Unico dell’Edilizia i quali però lasciano un’ampia discrezionalità ai vari comuni nella decisione di delimitare al meglio, secondo le proprie caratteristiche, i permessi da chiedere per edificare la piscina interrata. Ne fuoriesce un quadro abbastanza variegato e complesso su quali sono le possibili soluzioni per costruire questa vasca dei sogni nel giardino di casa.

In ogni caso, possiamo distinguere quelli che sono i due principali permessi da chiedere per costruire la piscina interrata:

  • la DIA. La DIA, o denuncia di inizio attività, consiste in un documento che va consegnato al comune il quale ha trenta giorni di tempo per negare l’autorizzazione a costruire. Laddove ciò non avvenisse, esso costituisce titolo per cominciare i lavori, purché conformi (ad esempio non si può costruire una piscina interrata con la DIA se la vasca supera il 20% del volume dell’edificio principale).
  • Autorizzazione edilizia. Oggi come oggi è un titolo praticamene in disuso perché nella maggior parte dei casi in cui può essere chiesta, può essere richiesta anche la DIA, che viene sempre preferita.
  • Il permesso a costruire. Si tratta del tipo di permesso più richiesto, necessario in ogni caso in cui non si possa presentare la DIA. Il permesso va richiesto per l’edificazione di una piscina interrata che non sia pertinenziale, ovvero di dimensioni maggiori del 20% della casa principale, oppure nel caso in cui sia una nuova costruzione. Bisogna presentare al comune il progetto della piscina interrata e il titolo a costruire assieme ad una certificazione del rispetto delle norme sanitarie ed igieniche. Il Comune entro 60 giorni o 120 per comuni grandi può concedere il permesso, che altrimenti si intende negato.
  • Autorizzazione paesaggistica. Si tratta di un permesso ulteriore rispetto a quelli già citati, che viene concesso dalla Sovrintendenza e solamente nel caso in cui ci siano dei vincoli paesaggistici nel terreno che si vuole edificare. In questo caso è possibile che la Sovrintendenza ponga anche dei limiti estetici, di forma o dimensione della piscina interrata rispetto al progetto presentato, ai fini di preservare il paesaggio.