Come sturare il lavandino intasato

Accadrà inevitabilmente con qualsiasi impianto idraulico domestico e il lavello della tua cucina non fa eccezione. L’ostruzione del lavandino non si risolverà da sola e richiederà un’attenzione immediata per evitare che l’acqua stagnante risalga fuoriuscendo dal lavandino stesso. Ma non devi correre a chiamare un idraulico costoso o usare una bottiglia di sostanze chimiche pericolose. Leggendo questo articolo e usando semplici graffette da cucina o oggetti domestici comuni, oltre a una certa determinazione, puoi imparare come sturare il lavandino della cucina da solo, senza pagare un centesimo.

In questo articolo cercheremo di dare consigli efficaci per la disostruzione di un lavandino intasato, per un approfondimento dell’argomento suggeriamo di visitare questo sito web di esperti di idraulica.

Motivi dell’ostruzione

Il motivo principale per cui un lavello della cucina si intasa è perché le persone non sono consapevoli di ciò che stanno gettando nello scarico. Nel lavandino della cucina si scarica di tutto, dai gusci alle uova agli oli da cucina. Ma così facendo puoi ritrovarti molto facilmente con un lavandino intasato e causare un’ostruzione seria lungo le pareti del tubo.

Non scaricare mai grasso o fondi di caffè nel lavandino della cucina. Il grasso, anche se fatto scorrere con acqua calda, ad un certo punto si fermerà e si congelerà. In effetti, l’acqua calda ritarda semplicemente il processo, spingendo il grasso più in basso nel sistema di scarico dove sarà più ancora difficile accedere per rimuoverlo. Per quanto riguarda i fondi di caffè, anche questi possono causare l’ostruzione dello scarico del lavandino e costringerti ad effettuare una pulizia dei tubi approfondita.

Molti idraulici esperti, affermano che la maggior parte dei lavandini ostruiti possono essere sturati in pochi minuti, consigliano inoltre di non sovraccaricare inutilmente lo lo scarico del lavandino con rifiuti. Oltre ai suddetti grassi e fondi di caffè, che si solidificheranno una volta stabilizzati, anche carne; cibi ricchi di amido, come pasta, patate e riso; o cibi ricchi di fibre, come sedano e bucce di mais sono rifiuti che non dovrebbero mai finire nel lavandino.

In conclusione, tratta il tuo lavello della cucina con rispetto. Prenditi cura nel presente per evitare di dover affrontare grossi problemi in futuro. Come detto, uno scarico ostruito è praticamente inevitabile per qualsiasi casa, ma non deve essere una scusa per evitare o rimandare di sgorgare il lavandino: minore è il problema, più rapida è la risoluzione.

Sturare il lavandino: ecco come

Ok ho capito, ma l’acqua ora è bloccata e sta salendo – cosa faccio? Gli esperti concordano sul fatto che un lavandino otturato può essere sturato o sgorgato con il fai-da-te e senza richiedere un aiuto professionale. Naturalmente, i professionisti sono la strada da percorrere se i rimedi casalinghi falliscono più di una volta e la situazione si aggrava. Troppi tentativi potrebbero potenzialmente causare danni permanenti a un sistema idraulico. Ma quasi sempre, i rimedi fai-da-te funzionano prima che quel ponte venga attraversato.

Per quanto riguarda i prodotti per pulire lo scarico, va detto che introducono sostanze chimiche pericolose nella tua casa ed emettono fumi nocivi, le bottiglie finiscono in discarica e minacciano l’ambiente e possono anche danneggiare l’integrità dei tubi.

Quindi questo ci porta al rimedio domestico semplice ed economico, che come tutti i progetti fai-da-te, può essere davvero gratificante quando li vedi funzionare. Uno sturalavandino, sale, aceto, bicarbonato di sodio e un gancio di metallo è tutto ciò che ci serve. Sono tutte cose che abbiamo già nelle nostre case, sono anche molto economici in caso avessimo bisogno di comprarli nuovi e sono la base di tutti gli approcci fai-da-te nel mondo dell’idraulica. Procediamo:

  1. Posiziona lo sturalavandino in modo che copra completamente l’apertura di scarico
  2. Assicurarsi che tutte le altre aperture dello scarico siano tappate con stracci bagnati
  3. Tieni lo sturalavandino in posizione verticale e spingilo verso il basso poi tiralo su con un colpo vigoroso. Ripeti velocemente questa operazione per almeno 6-10 volte.

Fatto questo dovrebbe essere sufficiente per disostruire il lavandino della tua cucina.

Manutenzione regolare

Inoltre, per evitare che il lavandino della cucina si ostruisca di nuovo prima del dovuto, è possibile utilizzare bicarbonato di sodio e aceto come manutenzione regolare per mantenere lo scarico del lavandino più fluido possibile.

Vicini molesti, le soluzioni per isolare la casa dai rumori

Una delle cose che più disturba quando si è a casa e ci si vuole rilassare sono i rumori molesti dei vicini! Che si abiti in un appartamento all’interno di una palazzina o in una villetta a schiera quando c’è un eccesso di rumore sopportarlo potrebbe essere davvero molto difficile. Specie se i rumori si avvertono durante la notte o il pomeriggio quando si cerca di dormire.

Insomma, sopportare tutti questi fastidi acustici può minare seriamente il proprio benessere. Infatti, si diventa più irritabili, stressati e si inizia a soffrire d’insonnia. Ma come riuscire a risolvere questo problema? Sicuramente, la risposta migliore a questa problematica è adottare un sistema d’isolamento acustico dell’abitazione, che ti permetterà di dire addio per sempre a tutti i rumori molesti che hai dovuto sopportare sino ad oggi.

Ma come riuscire a isolare la casa dai rumori? Scopriamolo insieme!

Come isolare la casa dai rumori: con l’isolamento termo acustico

In molti pensano a isolare la casa per evitare che il calore o la frescura si disperda, ma questo non è l’unico motivo per il quale scegliere di fare questo lavoro. Infatti, puoi decidere d’isolare la tua abitazione non solo termicamente ma anche dal punto di vista acustico.

Oggi esiste un nuovo sistema d’isolamento che prende il nome di termo-acustico, questo indica che la casa sarà protetta sia dalle temperature fredde e calde, nel periodo estivo e invernale, sia eliminare per sempre l’inquinamento acustico causato dai tuoi vicini.

Di solito, per effettuare un buon isolamento termoacustico come consigliato anche da siti quali www.futurazeta.com, è possibile effettuare la costruzione di una parete realizzata in cartongesso, all’interno della quale poi si deve porre all’interno del materiale isolante.

I pannelli isolanti che si possono utilizzare sono quelli in fibre minerali come la lana di vetro o la lana di roccia, oppure si può optare per quelli polimerici, o in materiali sintetici come ad esempio il polistirolo.

Il connubio del cartongesso con un pannello isolante permette dunque in prim’analisi di eliminare i suoni che si diffondono dall’esterno dell’abitazione. Dopo di ché questa permette anche di rendere la casa più accogliente praticamente 365 giorni all’anno.

Dove installare i pannelli e come agire al meglio nell’abitazione

Per installare i pannelli termoacustici e agire nel migliore dei modi all’interno dell’abitazione, in molti consigliano di verificare quali sono le stanze più soggette al rumore, anche se ci sono delle stanze più rumorose di altre però il mio consiglio e di procedere a un isolamento completo dell’abitazione. Infatti, il rumore ha la capacità di propagarsi, quindi se desideri realmente una casa più silenziosa non devi isolare solo una stanza.

Io ti consiglio innanzi tutto d’isolare le pareti di tutte le stanze che compongono la casa a partire dalla cucina sino alla camera da letto. Oltre a dover installare i pannelli sulle pareti, se abiti in un appartamento soprattutto se ci sono inquilini sia sopra di te sia sotto, ti consiglio di effettuare anche l’isolamento termoacustico del soffitto e quello del pavimento. In questo modo allontanerai i rumori molesti dati dal calpestio.

Quali sono i vantaggi principali dell’isolamento termoacustico?

L’isolamento termoacustico permette di ottenere diversi vantaggi i principali prevedono:

  • La possibilità di rendere la casa più silenziosa e allontanare i rumori dei vicini
  • La casa diventa meno umida e più asciutta sia d’estate sia d’inverno
  • L’abitazione manterrà al meglio la temperatura sia durante il periodo estivo sia in quello invernale
  • I tuoi vicini non sentiranno più i rumori che produci dalla tua abitazione
  • Allontanerai la possibilità che si formi la muffa e l’umidità di condensa

Grazie a tutti questi vantaggi sono sempre più coloro che scelgono di optare per l’isolamento termoacustico dell’abitazione, e finalmente creare un’ambiente silenzioso e sicuro.

Umidificatore fai da te: trucchi per un’aria migliore

Che sia troppa o troppo poca l’umidità nelle case è sempre un problema. In posti con troppa umidità è possibile vedere la comparsa di muffa nei muri, condensa nei vetri e altri fastidiosi fenomeni che rendono l’aria della casa meno salubre. Ma il problema opposto, ovvero la poca umidità, non crea meno problemi.

L’aria secca rende difficoltosa la respirazione, soprattutto in presenza di tosse o raffreddore. Per questo motivo si è largamente diffuso l’uso degli umidificatori e in questo articolo ti voglio parlare di alcuni trucchi per fare degli umidificatori fai da te.

Come si può costruire un umidificatore?

Ci sono tanti strumenti che possono essere adibiti all’utilizzo come umidificatori, che richiedono davvero pochi semplici accorgimenti.

I più noti ed utilizzati, solo in periodo invernale, sono i classici piccoli recipienti da appendere ai termosifoni. Il calore del radiatore fa evaporare l’acqua, aumentando così il livello di umidità della stanza.

Una soluzione di emergenza è invece quella di far bollire dell’acqua in un fornello. In questo caso, per lo stesso principio dell’evaporazione, aumenterà l’umidità della stanza molto velocemente.

Ad aumentare l’umidità dell’aria possono essere anche i panni stesi in una stanza, meglio se vicino ai termosifoni o altra fonte di calore.

Infine potrai posizionare delle piante con sottovaso riempito con uno strato d’acqua, che aiuterà a mantenere il giusto livello di umidità evaporando lentamente giorno per giorno.

Sei sicuro di non aver bisogno di un vero umidificatore?

Tutti i rimedi semplici, naturali ed economici proposti nel paragrafo precedente, seppure utili, non riescono però minimamente ad equiparare le prestazioni e i vantaggi di un umidificatore realizzato dalle tante aziende che se ne occupano.

Cosa blocca l’acquisto di un dispositivo del genere per propendere invece verso soluzioni poco efficienti seppure funzionali? Solitamente il prezzo di vendita. Ma forse ti interesserà sapere che, grazie all’evolversi della produzione, del commercio online e del libero mercato, i modelli proposti coprono davvero tutte le fasce di prezzo. Potrai comprare un ottimo umidificatore anche con poche decine di euro. Ti consiglio perciò per farti un’idea più precisa di guardare la classifica sui migliori umidificatori creata da lemiglioriopinioni.it, con modelli sempre aggiornati e raggruppati per fasce di prezzo, per facilitare la consultazione e trovare il prodotto giusto qualunque sia il tuo budget, anche se basso. Scoprirai che potresti spendere davvero molto meno di quanto pensi!

I vantaggi di questa soluzione sono davvero tanti. Gli umidificatori in commercio garantiscono la possibilità di avere aria pulita e sicura, con il giusto livello di umidità, quando e solo quando lo desideri. Questo grazie alla possibilità di essere accesi o spenti secondo necessità. Alcuni sono dotati anche di autospegnimento e timer, per poterne regolare il funzionamento nelle ore della giornata che preferisci. Gli umidificatori fai da te chiaramente non permettono queste opzioni, per farli “spegnere” sarà necessario togliere l’acqua, o toglierli dalla stanza. Lo stesso discorso vale per l’”accensione”. Inoltre è facile intuire che in caso di aria molto secca si rivelano totalmente insufficienti, e l’opzione di acquistare un umidificatore sarà l’unica possibile.

Gli umidificatori in commercio hanno la possibilità di diventare un vero e proprio elemento d’arredamento, che si abbina sicuramente meglio dei panni stesi per esempio, e che può essere posizionato in qualsiasi punto della stanza. Inoltre gli umidificatori in vendita offrono spesso una doppia funzione, unendo alle funzionalità note anche quelle di diffusori di aromi.

Misurare l’umidità: l’igrometro

Verifica che il tuo umidificatore sia dotato di igrometro o in alternativa comprane uno. Si tratta del dispositivo in grado di misurare l’umidità ed è fondamentale che tu lo abbia a casa tua se hai problemi di regolazione dell’umidità. Se sceglierai di utilizzare un umidificatore fai da te sarà davvero fondamentale comprarne uno. Se invece deciderai di optare per l’acquisto di un umidificatore verifica se questo ne è già fornito, ed acquistalo solo se non è già presente.

Come organizzare una festa di compleanno

Hai intenzione di organizzare una festa di compleanno ma non sai proprio da dove iniziare? Ecco i 5 consigli da rispettare per un party per bambini perfetto! A venirci in aiuto sono stati gli esperti delle Giovani Marmotte animazione di Napoli, che con le feste per bambini ci lavorano. Ecco i punti chiave che ci hanno raccomandato:

  1. La DATA e l’ORARIO

Al contrario di quanto sembra la data e l’orario di inizio festa sono molto importanti. Per quanto riguarda la DATA, ovviamente i giorni festivi, o meglio, i prefestivi sono i più indicati, per lo stato d’animo e la spensieratezza degli invitati. Da buona animazione della Campania, ci teniamo a consigliare di non organizzare una festa durante le partite del calcio Napoli, per evitare le poche adesioni e le inimicizie da parte dei papà!
L’ORARIO, invece, deve basarsi per lo più sull’età dei giovani festaioli: se si tratta di un party per 3/6 anni, allora va benissimo il range di ore dalle 16:00 alle 19:00; mentre per feste per i più grandicelli, dai 7 ai 12 anni, meglio iniziare di sera, a partire dalle 19:00!

  1. La LOCATION

Il luogo in cui organizzare una festa può essere molto variabile. Noi dell’animazione abbiamo svolto feste in tantissimi luoghi, dai garage ai terrazzi, dalle taverne ai campi da calcio. Ciò che è più necessario, però, è sicuramente uno spazio delimitato, in cui i bambini riescono a trovarsi concentrati, senza avere il rischio che possano allontanarsi, ma allo stesso tempo lo spazio non  deve essere troppo ristretto.

  1. Il BUFFETRisultati immagini per pizzette compleanno

Sbizzarrisciti quanto più ti pare nel creare i piatti più prelibati e ricercati per gli adulti, ma lascia ogni speranza per i piccoli invitati! I bambini penseranno a tutto tranne che a cibarsi! Ovviamente, a una buona festa di compleanno non deve mai mancare una buona scorta di Coca Cola e Patatine. Poi si continua con le Pizzette, Panini col prosciutto e col salame (consigliati i cosiddetti “bacetti”) e gran finale con le piccole Graffette e la TORTA! Mi raccomando anche nel non trascurare la quantità di bicchieri, piattini e tovaglioli: si sa, i bambini sono un po’ pasticcioni!

  1. La MUSICA
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Non può mancare durante un compleanno della buona musica. Si raccomandano le hit del momento in sottofondo, oppure ascoltare la radio del giorno. Mentre per il momento DANCE, si ha bisogno delle canzoni mai fuori moda dei BALLI DI GRUPPO. Ecco alcuni pezzi da poter ballare in compagnia: “Bomba”, “La colita”, “A mi me gusta”, “Una zia a Forlì”, “Balada Boa”, “il ballo della Casalinga”…

  1. Il DIVERTIMENTO

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Ad una festa per bambini che si rispetti le attività ludiche sono la priorità. Si consiglia ovviamente di rivolgersi ad una buona animazione per potere avere il minimo stress. Clicca qui per alcuni pacchetti festa. In caso si voglia sostituire il prezioso aiuto di un animatore, allora, non resta che rimboccarsi le maniche e scatenarsi con i bambini. Tipico di una festa di compleanno è organizzare giochi di squadra o giochi musicali, quali il famoso “gioco della patata bollente”, oppure il “gioco della sedia”, o il semplice “nascondino”. Il festeggiato deve essere sempre al centro dell’attenzione: cercate di aiutarlo a vincere durante le varie sfide, si sentirà fiero di sé! A fine festa non lasciare che i bambini vadano via senza un ricordo della favolosa giornata: fai scorta di piccoli gadget che possono rivelarsi dei doni fantastici per i bambini.

 

Allora cosa aspetti ad organizzare una festa di compleanno strepitosa? Sarà stancante, e alla fine avrai la casa in subbuglio, ma la gioia del tuo bambino ti ripagherà di tutti gli sforzi! D’altronde, come diceva un certo Italo Calvino: il divertimento è una cosa seria!”

3 considerazioni sulla la fresatura del legno

Le frese per il legno sono degli strumenti fondamentali per chi vuole dare libero sfogo alla propria creatività circa la lavorazione del legno, ma anche per chi ha un animo un po’ più tecnico e mira a divenire un provetto falegname. Di sicuro, così come accade per ogni attività, è molto importante avere un bagaglio di conoscenze tecniche.

Se sei un neofita, è molto probabile che queste 3 considerazioni per usare le frese per il legno, in maniera consapevole e corretta siano utilissime, ma anche se sei già un esperto della lavorazione del legno, potrai trovare piacevole ripassare le nozioni cardine del tuo lavoro o hobby preferito: per esempio, ti ricordi sempre di fare la manutenzione delle tue frese per il legno?

Conoscenza e manutenzione della propria attrezzatura

Tutte le macchine necessitano di manutenzione poiché solo in questo modo si sarà certi di usarle più a lungo possibile, al massimo delle potenzialità e nel modo più giusto e sicuro. La più diffusa fra le fresatrici è quella manuale, compatta e semplice da usare, che consente di operare su diverse tipologie di legno, supportando le più svariate frese. Se hai bisogno di consigli per scegliere la fresa per legno più adatta alle tue esigenze consulta la guida di Fraiser Tools.

Fermo restando che ogni lavorazione e tipo di materia, richiede una fresa specifica è fondamentale in che modo si effettua la manutenzione degli strumenti e di tutto il kit per la lavorazione del legno, per fare in modo che la resa rimanga eccellente nel tempo.

Per la pulizia della fresatrice assicurati di:

  • pulire sempre bene le frese dopo l’utilizzo
  • scegliere dei prodotti certificati e non aggressivi per le superfici degli strumenti
  • scegliere dei prodotti che fungano da isolante per il metallo.

Avere le idee chiare sul proprio progetto

Non importa quale sia il progetto che vuoi realizzare con il legno che hai a disposizione, importa, invece, che tu abbia le idee chiare, per un motivo semplice, ovvero, che per ogni tipo di taglio, di incastro e di legno bisogna scegliere la fresa più opportuna.

Ogni fresa è differente ed è studiata appositamente per ottenere la fresata ideale, per esempio non si può pensare di realizzare una rifinitura con una fresa in acciaio, poiché questa tenderà a consumarsi troppo in fretta, così come non è pensabile usarla su legni duri.

Non avere le idee chiare può implicare un uso improprio sia della fresatrice e delle frese, di conseguenza una fresa non adeguata può rovinare il pezzo di legno sul quale stai lavorando comportando uno spreco di tempo e soldi, inoltre, anche gli strumenti che stai utilizzando potrebbero rovinarsi, spezzarsi e potresti farti male.

La fresatrice non è un gioco! Dunque è necessario procedere con criterio.

Conoscenze tecniche sulla fresatura

Tutti aspirano a una fresata liscia e senza bruciature, ecco alcune indicazioni pratiche in questo sito, ma quanti ci riescono fin da subito? Pochi, sicuramente, il motivo è semplice, è l’esperienza, se si ha poca esperienza in merito e scarse conoscenze tecniche sicuramente sarà necessaria una certa quantità di tempo per “allenare” le proprie capacità e avere una buona strumentazione, ti permette di imparare più in fretta e meglio, quindi ecco quali sono le principali conoscenze tecniche che bisogna avere per realizzare una fresata perfetta:

  • la velocità di rotazione: mai forzare una fresa, ma attenersi sempre al massimo di giri consentiti dalla sua tipologia;
  • la velocità di avanzamento: varia a seconda del tipo di passata e di legno, ma anche dall’usura della fresa;
  • profondità della passata: a un taglio più profondo corrisponde una minore velocità di avanzamento e viceversa.

Tutte queste dritte e considerazioni ti saranno utili per iniziare a fresare e a farlo sempre meglio. Buon lavoro!

Televisori a schermo piatto: come montarli su una parete

I moderni televisori, privi dell’ingombrante tubo catodico caratteristico di qualche decennio fa, sono divenuti molto più sottili, si parla infatti di televisori a schermo piatto, e possono di conseguenza essere montati su una parete. Come fossero un quadro questi televisori occupano evidentemente meno spazio, permettono di non ingombrare con i cavi e sono decisamente molto più gradevoli anche dal punto di vista estetico. Vediamo quindi cosa c’è da sapere per il montaggio di un televisore a schermo piatto su una parete.

I supporti

È possibile scegliere tra due diversi sistemi di fissaggio, quello regolabile e quello fisso e l’unica differenza sta nella possibilità di ruotare il televisore e la scelta dipende dallo spazio a disposizione e dal tipo di esigenze che si vogliono soddisfare.

Gli strumenti necessari

Per fissare ad una parete uno dei televisori a schermo piatto è necessario avere a disposizione un metro a nastro, le staffe per il montaggio, una livella per verificare la corretta disposizione, un trapano e un avvitatore. Per quel che riguarda le staffe per il montaggio dovrebbero essere incluse, diversamente si possono acquistare staffe e supporti su siti come questo. Tutti gli altri strumenti sono sempre presenti in casa, in alternativa possono essere acquistati in una qualsiasi ferramenta o negozio di accessori per la casa.

La collocazione dei televisori a schermo piatto

A questo punto è importante individuare, misurare e calcolare la giusta collocazione dei televisori a schermo piatto. Come abbiamo anticipato parlando dei supporti è bene individuare la posizione anche in base al tipo di fissaggio che si vuole utilizzare; è infatti da prevedere l’eventuale rotazione del televisore, utile per avere un’ottima visuale anche stando seduti in diverse posizioni.

In questa fase bisogna anche tenere in considerazione l’altezza giusta cui montare il televisore. Solitamente il bordo inferiore di questi dispositivi deve essere ad una distanza di circa 50/60cm dal pavimento. Molto dipende anche dalla situazione della stanza in cui ci si trova ed è importante ponderare bene la decisione prima di passare alla fase di montaggio vera e propria.

A livello di misure va considerata anche quella tra il retro del televisore e la parete. Se è vero che più la distanza è ridotta più la resa estetica è migliore, è altrettanto vero che i televisori a schermo piatto generano calore quando sono in funzione ed è importante preoccuparsi anche della ventilazione dello stesso sia per impedire che si danneggi sia per evitare che si rovini la parete.

Il montaggio

A questo punto bisogna individuare la staffa di montaggio adatta sia in base al peso del televisore che alla distanza dei fori sul retro dell’apparecchio. A questo punto si può procedere con le operazioni di foratura della parete, fissaggio della staffa e installazione del televisore. Un’accortezza molto importante riguarda la disposizione dei cavi. Essendo sempre tanti i dispositivi collegati alla tv (console, lettore DVD/BluRay, impianto audio, eccetera), per evitare di intrecciare i cavi di collegamento e fare confusione è preferibile utilizzare una canalina che li tiene correttamente divisi e li nasconda alla vista, migliorando la bellezza dell’arredamento della casa.

Taniche con rubinetto: perchè sono indicate per conservare l’acqua durante il campeggio

Le taniche con rubinetto sono uno strumento che si rivela utile in diverse occasioni, ad esempio quando si va in campeggio per conservare l’acqua.

A questo proposito ci sono numerosi “Miti” che vorrei sfatare riguardo alla conservazione dell’acqua in questo tipo di contenitori, dal momento che ci sono molte persone che pensano che la plastica possa in qualche modo alterarne le caratteristiche.

In questo articolo voglio sfare cinque falsi miti più diffusi a questo proposito e mostrarti come le taniche con rubinetto ti potranno essere utili in questa tua vacanza “all’avventura”.

# 1 : l’acqua non “scade”.

Molte persone credono, sbagliando, che dopo un certo periodo di tempo l’acqua possa scadere: l’acqua non scade.

L’acqua può essere contaminata chimicamente oppure biologicamente, ma non è di certo questo il caso.

L’unica cosa che può accadere è che il sapore dell’acqua diventi un po’ stantio, ma questo piccolo inconveniente può essere evitato non lasciando per tanto tempo l’acqua in uno stesso contenitore.

# 2 : puoi conservare l’acqua in un qualsiasi tipo di contenitore in plastica.

L’acqua deve essere conservata in un contenitore di plastica alimentare resistente ai raggi UV o in contenitori metallizzati.

Tradizionalmente per il consumo umano vengono utilizzate taniche dal colore blu, mentre il colore rosso viene utilizzato per la conservazione della benzina.

Il colore blu limita l’esposizione ai raggi del sole e la conseguente crescita di alghe e batteri.

Le taniche con rubinetto in plastica risultano i contenitori più sicuri per conservare l’acqua in quanto sono realizzati in polietilene e privi di BPA.

Ti consiglio inoltre di:

  • Non usare mai i contenitori per il latte per conservare l’acqua: questi contenitori essendo biodegradabili si degradano nel tempo ed inoltre qualsiasi coltura viva presente nel latte rimane nella brocca dunque sei più esposto al rischio di contaminazione.
  • Non usare mai contenitori usa e getta, non sono adatte per la conservazione per lunghi periodi;
  • Non utilizzare contenitori dove sono state conservate altre bevande: la plastica assorbe i sapori, dunque l’acqua potrebbe avere il gusto della bevanda che c’era prima.

# 3 : non fare affidamento solo sull’acqua che hai nelle taniche con rubinetto.

Anche se esistono diverse misure di taniche con rubinetto, non sempre sono sufficienti per tutto il viaggio: potrebbero esserci situazioni di emergenza da affrontare.

Dunque conserva l’acqua in diversi contenitori, pianifica quello che sarà il suo utilizzo tenendo conto dei consigli di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Potresti per esempio travasare l’acqua in altri contenitori e riempirli prima che si verifichi una situazione di emergenza.

# 4 : sistema le taniche in modo da non occupare tanto spazio.

Quando si parte per una vacanza in camper o in campeggio è necessario portare con se molte taniche di acqua: per cercare di occupare meno spazio possibile ti consiglio di impilarle una sopra l’altra.

Mi raccomando non stenderli perché l’acqua potrebbe fuoriuscire: potresti anche usare dei barili in modo da avere delle scorte ed utilizzare le taniche con rubinetto per esempio quando sei a tavola, dal momento che il rubinetto risulta molto pratico in queste occasioni.

Non conservare le taniche con rubinetto a contatto con superfici di cemento o dove sono cadute sostanze chimiche: potrebbero assorbire sapori ed odori sgradevoli; i piani in legno sono l’ideale.

# 5 : se possiedi un depuratore non hai bisogno dei filtri. 

Depuratori d’acqua come il biossido di cloro uccideranno il 99,9% dei microrganismi (come protozoi, batteri e virus) presenti nella tua acqua: il biossido di cloro infatti è eccellente per il trattamento dell’acqua dalle botti o dell’acqua che si raccoglie da corsi d’acqua o fiumi durante le escursioni. Tuttavia, i purificatori da soli non rimuovono la torbidità (sporco, limo, “floaties” e sostanze chimiche) dall’acqua, quindi mi raccomandiamo utilizza un purificatore e un filtro, soprattutto se stai raccogliendo acqua per bere e lavare.ù

Tipi di frese per legno

Qualsiasi falegname e carpentiere che si rispetti possiede degli attrezzi professionali per eseguire dei lavori impeccabili. E anche gli appassionati del fai da te, nonostante alcuni attrezzi siano molto costosi, cercano di procurarsi i migliori attrezzi possibile.

Una cosa però è certa: tutti avranno un attrezzo in particolare, la fresatrice, fondamentale per eseguire rifiniture e fori perfetti. Ma per poter essere utilizzata, una fresatrice necessita obbligatoriamente di utensili da montare: le frese. Esistono frese per molti materiali: in questo articolo esamineremo le frese per legno, illustrandone le varie tipologie e caratteristiche.

Cos’è una fresatrice e come funziona

Per poter parlare delle frese, è necessario conoscere l’attrezzo con cui queste vanno utilizzate. Una fresatrice è una macchina utensile che permette, proprio grazie alle frese, di eseguire rifiniture e fori perfetti sul legno.

Spesso però c’è una disambiguazione quando si tratta di questo attrezzo. Il termine fresatrice infatti si riferisce all’attrezzo e non agli utensili che vengono montati su di esso, i quali prendono appunto il nome di frese. Ma il termine fresa viene erroneamente utilizzato anche per denominare l’attrezzo.

Il suo funzionamento è molto simile a quello di un trapano, in quanto possiede un motore rotante che fa sì che la fresa esegua, attraverso l’erosione del legno, dei fori o delle lavorazioni. La differenza è che, grazie alla sua conformazione, si può  intervenire con grande precisione anche su ampie superfici o su tutto il bordo dei pannelli di legno.

Tipologie di fresatrici

Sul mercato esistono tantissime tipologie di fresatrici, ma queste, oltre che differenziarsi per dimensioni e potenza, si dividono principalmente in due grandi categorie:

  • Fresatrici verticali: possiedono un asse verticale su cui viene montato il motore. In questo modo la fresatrice può eseguire dei lavori tridimensionali. Queste sono le più diffuse nell’ambito dell’hobbistica e fai da te.
  • Fresatrici orizzontali: questo tipo di fresatrici invece è costituito da un gruppo di taglio che viene montato su una guida laterale. Sono dunque adatte per spianare dei blocchi piani e per realizzare fessure e incavi, in quanto non permettono un movimento totale

Sul mercato esistono inoltre delle fresatrici universali.

Tipologie di frese per legno

Anche per quanto riguarda le frese per legno è possibile distinguere quattro principali tipologie:

  • Frese HS: queste frese sono realizzate in acciaio rapido e sono le più economiche. Di contro, però, si usurano in fretta e sono adatte solamente su legni dolci
  • Frese HSS: le frese HSS sono realizzate in acciaio super-rapido e sono adatte per lavorazioni su legni mediamente duri
  • Frese HM: sono frese in metallo duro e possono lavorare, oltre che legni molto duri, anche materiali in lega leggera e plastiche dure
  • Frese CMT: queste frese sono realizzate con tre tipi di materiale differenti: calcio, magnesio e titanio

Sono inoltre disponibili varie forme, ognuna adatta per tipi di rifinitura differenti, tra cui:

  • A raggio convesso: le frese a raggio convesso permettono di eseguire delle scanalature a forma di semisfera concava. Sono inoltre utilizzate per realizzare scanalature decorative
  • A raggio concavo: questo tipo di frese è utilizzato per realizzare scanalature bombate
  • Per smussare: questa fresa è utile per appiattire gli angoli di una tavola di legno. Sono disponibili tante angolature, ma generalmente la più utilizzata è quella con angolatura di 45°
  • Per rifilare a “V”