Giocattoli in legno: tradizione o cura dell’infanzia?

I giocattoli in legno sono un classico, ma anche una riscoperta che ci fa riflettere sul passato, sul come i nostri parenti giocavano e interagivano con oggetti realizzati in materiali naturali.

Non è un caso che anche in Italia si siano aperte delle gallerie e delle mostre che vedevano protagonisti questi giocattoli, proprio in virtù del fascino antico e ispiratore che ancora oggi influisce sulle nostre scelte.

Viviamo in una società iper razionale, che spesso dimentica il linguaggio non verbale, in tale linguaggio tipico dell’infanzia e che permane fin quando non interviene il linguaggio verbale per come lo intendiamo noi adulti, nei bambini lasciare un gioco fuori dalla cesta significa non solo evidenziare una dimenticanza, ci aiuta la psicologia dell’infanzia a comprendere al meglio questo linguaggio che un tempo riguardava anche noi.

Raramente tale “dimenticanza” o abbandono fuori dalla cesta avviene con giochi in legno.

Talvolta con i giocattoli in legno avviene un qualcosa di particolare, il bambino o la bambina li prediligono ad altri giocattoli, anche più moderni, sponsorizzati e promossi da marchi anche molto famosi.

I giocattoli “di una volta” particolarmente quelli in legno, stimolano il linguaggio della fantasia, dell’interconnessione, per cui aiutano a creare una personalità indipendente, curiosa e fantasiosa, bastano queste ragioni per sceglierli?

Certamente aiutano!

Ci poniamo una domanda:

“Tradizione o cura dell’infanzia?”

I giocattoli in legno sono entrambe le cose, in un approccio olistico la formazione ha anche a che fare con la parte emotiva del cervello, quella relativa alla fantasia, alla ricerca di linguaggi molteplici, che vengono sollecitati da questo genere di giocattoli.

E questa è una forma di cura dello spirito.

Giocare è la base dello sviluppo dei nostri figli, e non occorre soltanto a divertirsi o a soddisfare il capriccio di un momento, aiuta anche ad imparare a relazionarsi con gli altri e con l’ambiente che circonda i più piccoli, è una forma di interazione molto importante, per cui giocare con materiali vivi o prodotti artificiali assume una rilevanza specifica.

I giocattoli in legno stimolano la parte del cervello deputata all’immaginazione, come detto, e aiuta ad interconnettere con una serie di sensazioni, per cui se scegli di comprare e far comprare giochi in legno, opterai per questo “classico” mai diventato obsoleto sapendo che stimola caratteristiche innate che da altri giochi non vengono stimolate.

I giochi in legno sono anche molto resistenti, dal lato pratico questa caratteristica permette loro di distinguersi ulteriormente rispetto ad altri generi di giochi realizzati con materiali dalla dubbia durata.

Oggi viviamo in una realtà iper connessa e tecnologizzata, per cui i giocattoli in legno ci possono apparire erroneamente come “vecchi”, ad una prima osservazione, ma invece tali oggetti (anche da collezione per alcuni cultori) hanno animato il gioco dei più piccoli per anni ed anni, costituivano anche prodotti artigianali che portavano con loro una sapienza manuale e creativa che oggi in parte si è persa.

I giochi di un tempo rischiavano di perdersi, passando di moda, ma così fortunatamente non è stato.

Oggi stanno vivendo una nuova alba e molti genitori stanno acquistando questi “prodotti di un tempo” preferendoli ad altre tipologie di giocattoli tecnologici che non allenano la fantasia, nella maggioranza dei casi, e quindi non fanno sviluppare abilità se non quelle di dirigerli.

In un mondo quasi completamente digitalizzato, rivolgersi a giocattoli in legno può apparire anacronistico, ma in realtà non lo è affatto perché i giochi di questo tipo rispondono ad un bisogno primario, quello della scoperta di un modo di giocare, stimolando una forma di personalizzazione assente nei giochi tecnologici.

In conclusione, se ancora ti stai chiedendo la ragione per cui dovresti scegliere giocattoli in legno, sappi che questi, rispetto ad altri, promuovono una genuina creatività senza imporre schemi programmati e vanno a favorire lo sviluppo delle attività motorie primarie e anche della ricerca di soluzioni tipiche del cosiddetto “problem solving”, oltre che il pensiero laterale e come detto in precedenza, l’immaginazione.