Il Castello Ursino di Catania

Edificato tra il 1239 ed il 1250 per volere di Federico II, il Castello Ursino di Catania ospita oggi il Museo Civico della città . Il Comune di Catania lo ha infatti acquisito nel 1932 e sottoposto a lavori di restauro (alcuni di questi terminati di recente, nel 2009) che ne hanno permesso la trasformazione in museo. La sua storia è sicuramente affascinante, e le sue mura presentano ancora oggi i segni di importanti avvenimenti che ne hanno caratterizzato l’esistenza, dei quali ci apprestiamo a parlare in dettaglio.

Cenni storici

L’imperatore, con ogni probabilità, pensò inizialmente a questo edificio come ad un importante sito difensivo della costa Orientale della Sicilia, nonché come simbolo di potenza e magnificenza in un territorio che in più di una occasione gli si era rivelato avverso. Durante i primi secoli dalla sua edificazione, il Castello era circondato dai piccoli poderi e abitazioni rurali che dimoravano nella zona, ma nel 1405 il Re Martino I di Sicilia fece sgomberare tutto lo spazio intorno al fine di ricavare una grande area dedicata alle esercitazioni militari. È possibile che in passato vi fosse anche un ponte levatoio, da quanto è possibile dedurre in base alle testimonianze giunte fino a noi. Il Castello divenne dimora ufficiale dei nobili del casato di Aragona di Sicilia, ed ospitò non solo Re Federico ma anche i suoi discendenti. L’imponente struttura fu anche teatro di alcuni dei più importanti trascorsi della guerra dei Vespri Siciliani : qui si riunì infatti il Parlamento Siciliano nel 1295 per dichiarare l’elezione a Re di Sicilia di Federico III.

L’eruzione dell’Etna del 1669

L’eruzione del 1669 modificò in buona parte quello che era l’aspetto del Castello all’epoca e di ciò che lo circondava. La lava arrivò infatti a sfiorare il lato Sud del Castello in direzione mare, sino ad avvolgerlo completamente anche dagli altri lati colmando del tutto i fossati che erano stati creati in sua difesa, al punto tale da ridurre l’apparente altezza del Castello in seguito all’innalzamento della superficie di calpestio. Addirittura scomparvero del tutto le basi di due torri, le quali vennero riportate alla luce solo 20 anni fa a seguito di appositi lavori di scavo. L’effetto incredibile dell’azione del magma però, fu quello relativo alla nuova striscia di terra ferma che questo riuscì a creare, alterando così la morfologia del territorio e per la quale il Castello Ursino da quel momento non affacciava più sul mare.

Il Castello adibito a prigione

Agli inizi del XVI secolo parte del Castello Ursino venne adibita a prigione: qui vennero infatti reclusi coloro i quali erano anche semplicemente sospettati di essere dei complottasti o personaggi avversi al Re. Le iscrizioni, in particolar modo i graffiti, che i reclusi hanno lasciato all’interno delle piccole celle nelle quali venivano sistemati (dette dammusi), forniscono una testimonianza diretta della loro sofferenza per la carcerazione ritenuta ingiusta. Ciò rende veramente interessante ed affascinante la visita del Castello, tanto che questo è stato inserito tra le tappe imperdibili del tour del centro storico di Catania suggerito da Scoprilasicilia.com.
Le iscrizioni rinvenute riportano il pensiero (il più delle volte espresso in siciliano, ma in alcuni casi anche in latino) ma soprattutto il sentimento di chi si sentiva innocente ed affidava a muri e finestre la propria disperazione per questa detenzione ritenuta ingiusta. Una in particolare, attribuita a Don Rocco Gangemi, recita “Miseru cui troppu ama e troppu cridi” (“hanno imprigionato chi troppo ama e troppo crede”). Tante sono poi le riflessioni di chi ha constatato l’angosciante vita del carcere e ritiene di essere vittima di un tradimento, mentre altre fanno riferimento al senso della vita più in generale.
Si tratta sicuramente di un luogo che in passato è stato teatro di momenti importanti per lo sviluppo dell’economia e della vita della città di Catania, ma anche di atti cruenti le cui testimonianze sono visibili tutt’oggi e che rendono il Castello ancora più importante dal punto di vista storico e culturale.