Iso Fotografia: la sensibilità della fotocamera

Quando leggi la scheda tecnica di una fotocamera o quando vedi le impostazioni di scatto di una foto avrai sicuramente fatto caso alla sensibilità ISO. Il termine ISO in fotografia ed indica la sensibilità alla luce del sensore con cui viene scattata la foto. In questo articolo vediamo cos’è, come funzione e come si usa.

Che cos’è la Sensibilità ISO

I nostalgici della fotografia analogica avranno già una certa familiarità col termine perché questa sigla veniva già utilizzata. In analogica, la sensibilità ISO indicava la sensibilità della pellicola, i cui granuli d’argento erano più o meno grandi quanto più alto il valore. I granuli d’argento erano in grado di imprimere una maggiore quantità di luce in pellicola, quindi le foto erano più luminose.
Per analogia oggi indichiamo con sensibilità ISO la sensibilità del sensore alla luce. I fotoni luminosi vengono trasformati dal DAC della fotocamera in scariche elettriche che infine vengono convertite in pixel colorati dal processore d’immagine, dando vita alla foto finale. A valori ISO bassi i raggi di fotoni vengono catturati con molta precisione dando vita a immagini molti nitide, mentre invece con valori alti la cattura è meno precisa, quindi nasce il fenomeno del rumore digitale.

Differenza fra rumore e grana

In fotografia analogica è piuttosto comune assistere al fenomeno della grana, ossia delle ‘imperfezionii’ che troviamo sulla foto finale. In fotografia digitale invece ti troverai di fronte al rumore digitale, dovuto il 90% ad alti Iso, ma non bisogna confondere i due fenomeni. La grana fa parte di un processo di produzione di una fotografia materiale e quindi ha anche un certo fascino, mentre invece il rumore digitale è il risultato di un limite tecnico delle macchine fotografiche e il più delle volte risulta sgradevole (anche perché la resa è differente rispetto alla grana).

Valori ISO e come impostarli

In fase di scatto controllare il valore ISO è piuttosto facile perché la logica alla base è semplice. Quanto più il valore è alto tanto più luminosa verrà la nostra foto, ma se alziamo eccessivamente la levetta allora potrebbe crearsi il fenomeno del rumore digitale. Allora come capiamo a che valori Iso impostare la nostra macchina fotografica?
Non c’è una risposta precisa, molto dipende dalle situazioni e condizioni di luce (di cui parleremo fra poco) e dalla macchina in sè.
I valori ISO sono comunemente 50 – 100 – 200 – 400 – 800 – 1600 – 3200 – 6400 – 12.800 – 25.600 a salire, nei dispositivi più costosi si arriva oltre il milione (un buon trucco per ricordare questi numeri è partire da 100 e poi moltiplicare per 2). A seconda della qualità del sensore (spesso direttamente proporzionale al costo della macchina fotografica) possiamo più o meno operare in un certo range di Iso. Cioè per capire fino a che puoi spingerti con questi valori prima di incorrere in troppo rumore devi provare fino al valore che ritieni più accettabile.

Quando usare Iso elevati

A primo impatto ti verrebbe da dire che se alti Iso creano rumore digitale, basta impostare sempre al minimo. In linea teorica è giusto ma ci sono delle situazioni in cui diventa indispensabile.
La situazione più comune è quando ti trovi a fotografare delle scene con luci molto basse, come ad esempio di notte o in una stanza poco illuminata. Se scatti a mano libera non puoi spingere i tempi troppo in là altrimenti potresti ritrovarti una foto mossa e il diaframma ti può servire impostarlo ad una certa apertura. A questo punto dovrai per forza giocare con le ISO per raggiungere un’esposizione ottimale. A volte in queste situazioni ricorda che è meglio un compromesso che nessuna foto. Ricorda che di fronte a soggetti statici (come il panorama notturno) puoi ovviare al problema usando tempi lunghi e un cavalletto.
Ci sono momenti con molta luce in cui abbiamo bisogno di alzare le Iso. Ad esempio se ti trovi a fotografare una corsa automobilista o manifestazione sportiva avrai la necessità di usare tempi di scatto molto rapidi, togliendo molta luce al sensore ed il diaframma alla massima apertura non è sufficiente. A questo punto non ti resta che ricorrere alla sensibilità ISO.