La Fecondazione In Vitro e rischio di complicanze in gravidanza

Le donne che hanno trattamenti di fertilità hanno un rischio leggermente più elevato di gravi complicazioni durante la gravidanza e il parto, rispetto alle donne non sottoposte a trattamento.

Evidenziato come un argomento poco trattato e studiato, nella letteratura medica del campo, una nuova ricerca ha messo in evidenza l’importanza di identificare le donne a rischio di esiti così negativi in maniera che possano essere evitati.

Lo studio/ricerca è stato eseguito in sinergia tra la McGill University di Montreal e l’Ospedale di San Michele a Toronto, in Canada. Sono state analizzate più di 11.000 pazienti in Ontario, sottoposte a trattamenti di fertilità, e Oltre 47.000 pazienti che, invece, non hanno ricevuto alcun trattamento. La ricerca si è basata su pazienti in cura tra il 2006 e il 2012. Sono stati registrati e catalogati tutti i tipi di trattamento, inclusa l’induzione all’ovulazione, oltre alle classiche tecniche di l’inseminazione intrauterina ( IUI) e  Fecondazione In Vitro, questa sia con sia senza iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (quindi sia FIVET sia ICSI).

I Risultati della ricerca

La ricerca ha evidenziato che il 30,8 ‰ (per mille) delle donne inserite nello studio, che hanno ricevuto un trattamento d’infertilità, hanno avuto esperienza di una grave complicanza della gravidanza.

Di contro, tra le pazienti che non sono state sottoposte a trattamenti pe rl’infertilità, questo dato scende al 22.2 ‰. Tra queste complicanze possiamo enumerare complicanze emorragiche, infezioni gravi, ricoveri in terapia intensiva e, in casi più rari, la morte.

Lo studio non ha ancora stabilito se, tra le donne sottoposte a trattamenti di fertilità, vi siano evidenze di maggior rischio di complicanze per determinate tecniche o stimolazioni. Allo stesso modo non è stato evidenziato se vi siano differenze tra i trasferimenti in utero di embrioni freschi, generati in seguito a stimolazione ovarica o congelati.

Generalmente le pazienti che si sottopongono a trattamenti di fertilità sono più anziane della norma, possono essere madri per la prima volta o possono rimanere incinta di due o più gemelli. In questi casi le loro gravidanze sono già ad alto rischio. Quando questi fattori si sommano ai fattori di rischio di una normale gravidanza, le cose si fanno più difficili.

Studi simili hanno dimostrato un duplice aumento del rischio di gravi complicanze nelle donne che avevano subito un trattamento di fertilità. Tuttavia, i tipi di trattamenti utilizzati non sono stati identificati.

Conclusioni

FIVET, ICSI o altre tecniche di riproduzione assistita sono associabili a gravi complicazioni in gravidanze, è stato dimostrato in diversi studi precedenti, già di per se a rischio, come quelle in tarda età.

Tuttavia, questo aumento di complicazioni durante la gravidanza è più probabile che sia un riflesso delle condizioni di salute materne precedenti,  piuttosto che della fecondazione in vitro in sé.

La ricerca, pubblicata nel  Canadian Medical Association Journal , ha anche rivelato che la probabilità di una donna che sta vivendo tre o più gravi complicanze in gravidanza, è aumentato con la fecondazione in vitro, ma non con procedure non invasive, come l’inseminazione intrauterina (IUI).

E’ importante ricordare che il numero assoluto di donne che sviluppano queste complicazioni rimane piuttosto piccolo, il che significa che per la stragrande maggioranza delle donne o coppie che non possono concepire naturalmente, i trattamenti per la fertilità sono un modo molto sicuro ed efficace di rimanere incinta e di avere un figlio.