Lavorare nel campo delle assicurazioni: i percorsi migliori

Prima di potersi interrogare su quale sia il percorso migliore per lavorare nell’ambito delle assicurazioni, è bene chiarire chi è l’agente assicuratore, la principale occupazione all’interno di questo mondo. si tratta di un libero professionista che apre una propria agenzia e crea un portafoglio di clienti da gestire e a cui, di conseguenza, vendere polizze assicurative. Il loro operato è per conto di una o più imprese di assicurazione e ciò è regolamentato dall’articolo 109 del Codice delle Assicurazioni, che stabilisci diritti e doveri all’interno di questo ambito lavorativo.

Prima di fare però un’analisi degli step richiesti per lavorare nel ramo assicurativo, è bene fare un passo indietro e soffermarsi su quelle che sono le competenze richieste da un punto di vista formativo. Il percorso triennale prende avvio molto di frequente con una generica laurea in Economia Aziendale e Management. In seguito, si procede spesso con la specializzazione e una magistrale in economia è spesso l’opzione più ovvia, come può essere scienze economiche. Un percorso alternativo che si discosta dal 3+2 classico è Giurisprudenza: gli anni di studio complessivi sono 5 anche in questo caso ma in un unico ciclo di studi. È bene sottolineare che in Italia non vi è alcuna differenza nel caso in cui si scelga di intraprendere questo percorso in via telematica, come nel caso di centri quali Unicusano, oppure si preferisca il percorso tradizionale con le università in presenza.

Il percorso certamente più battuto resta quello in ambito economico e la ragione è presto detta. Tra le competenze di partenza richieste vi sono aspetti che vengono comunemente trattati all’interno di questo corso di studi, come può essere ad esempio la normativa vigente sui contratti oppure la pianificazione aziendale. Non è inusuale, inoltre, specializzarsi anche nel marketing: strategie e tecniche di vendita sono alla base del lavoro di un agente assicuratore, che ha come fine ultimo quello di aumentare il numero di polizze da lui sottoscritte. Esistono, inoltre, master specifici al termine del percorso triennale o magistrale per quanti vogliano muoversi verso il mondo delle assicurazioni. Sono tutti di durata annuale e la totalità delle materie è rivolta unicamente a questo settore, dalle ultime legislazioni in materia ad aspetti magari non toccati durante il percorso di laurea canonico, come il fondo pensione.

Oltre alle doti che si possono acquisire sui libri di testo, lavorare nel mondo assicurativo richiede alcuni elementi che sono innati o vengono perfezionati tramite l’esperienza. Primo tra tutti la capacità di trattare con il cliente, senza dimenticare doti importanti in ogni ambito lavorativo come accuratezza e precisione.

Tuttavia, un aspetto che forse in pochi conoscono è l’esistenza di una prova d’esame obbligatoria per ottenere l’iscrizione al RUI, il Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Rassicurativi, nella sezione dedicata appositamente agli agenti. La prova si suddivide in una prima parte scritta ed una seconda prova orale: nello scritto si tratta di 50 domande a risposta multipla ed il colloquio verterà sui medesimi argomenti. Si stima che il test si possa preparare in circa 5 o 6 mesi di preparazione, si raccomanda spesso un suo svolgimento subito dopo la conclusione degli studi universitari, in modo tale da non rischiare di dover ripassare nozioni già apprese nel percorso appena finito.

Una volta superato il test, è possibile iscriversi al registro RUI e diventare a tutti gli effetti assicuratore. È necessario, però, rispettare alcuni elementi: il primo è avere la residenza in Italia o all’interno di uno dei paesi dell’Unione Europea. Inoltre, è fondamentale essere nel pieno godimento dei diritti civili di quello stato e non avere condanne contro la Pubblica Amministrazione.

Nel mondo delle assicurazioni opera anche una figura che molto spesso viene confusa con quella dell’assicuratore: è il caso del broker assicurativo. Quest’ultimo, tuttavia, pur facendo nella pratica un mestiere molto simile, è sottoposto a vincoli diversi. Mentre l’assicuratore è il riferimento della compagnia assicurativa nei confronti del cliente, il broker è un semplice intermediario. È colui che gestisce il rapporto tra i clienti per cui lavora e le compagnie assicurative, ma non ha alcun vincolo con queste ultime. La sua attività, perciò, non richiede di essere regolamentata e per questo non è possibile l’iscrizione al RUI e il relativo esame. Tra le attività deputate all’assicuratore vi sono, ad esempio, l’elaborazione dei preventivi, offrire consulenza assicurativa e soprattutto una costante formazione e un puntuale aggiornamento. Riguardo al primo aspetto, si sta lavorando sempre più in sinergia con l’Intelligenza Artificiale al fine di fornire polizze a misura del cliente. Per quanto riguarda l’aspetto legato alla formazione, vale sia a proposito delle offerte delle assicurazioni sia per quanto riguarda le novità relative alle più recenti disposizioni legislative. Molti di questi aspetti vengono invece meno nel caso del broker, che non può stilare preventivi o elaborare piani basati sui clienti dal momento che si limita a presentare l’offerta già in essere. Essendo un intermediario che non opera per conto della compagnia assicurativa, infatti, non ha le competenze né tantomeno le possibilità di agire in tal senso.