Missione lavoro: che cosa serve per aprire un bar

Aprire un proprio locale è il sogno di tantissimi. C’è chi lo cova da sempre e chi è arrivato a questa conclusione dopo un susseguirsi di mestieri vari. Indipendentemente dal perché, avviare un’attività porta con sé un ensemble enorme di sensazioni, richieste e timori.

Questo avviene prima di tutto perché è molto difficile poter stimare quale sarà l’andamento del locale, nonostante le speranze e la voglia di fare, aprire un bar è sempre una bella incognita che grave sulle spalle di chi decide di compiere questa grande avventura. Non vogliamo assolutamente sconfortarti, anzi, siamo qui per vedere insieme i passi da seguire per avviare un’attività commerciale alimentare.

I requisiti per aprire un bar

Ci siamo, se ti trovi qui probabilmente vuoi dare vita a qualcosa di tuo, un bar, un locale o un ristorante, magari un home restaurant che va tanto per la maggiore in questo periodo. Ecco i primi step da compiere per evitare di sbagliare (oltre alla lettura ti consigliamo anche di chiedere il supporto di esperti del settore, saranno al tuo fianco per ogni fase del progetto!).

  1. Assicurati di godere di tutti i diritti legali.

La prima cosa su cui devi accertarti, come titolare dell’attività che vuoi aprire, è di essere in possesso delle qualità da proprietario: devi avere un’età superiore ai 18 anni, almeno un diploma di scuola media superiore, aver frequentato il corso ex rec per la somministrazione di alimenti e bevande.

  1. Individua bene la struttura del locale.

Quando inizi a dare un’occhiata alle possibili location, che si tratti di affitto, gestione oppure acquisto, devi assicurarti che si tratti di locali con una destinazione d’uso commerciale riconosciuta. Tieni a mente che ogni attività ha bisogno di strutture specifiche, con requisiti imprescindibili.

  1. Non dimenticare i vincoli urbanistici.

Ogni città ha delle vincoli urbanistici e regole ben precise per quanto riguarda l’apertura di attività commerciali. Risulta, quindi, fondamentale chiedere aiuto ad una società di consulenza, che opera nel campo e che ha un’esperienza tale da starti accanto sempre.

+1. Porta sempre con te tanta forza di volontà.

Come abbiamo detto prima, non importa se il bar è il sogno di una vita oppure un’ambizione recente, non potrai mai lavorare in questo campo se non ci metti sacrificio. Sebbene ogni mestiere richiede sudore e impegno, aprire un’attività alimentare implica tanti altri fattori: orari stancanti, rapporto continuato con la clientela, possesso di numerose licenze e aggiornamenti in fatto di HACCP e somministrazione degli alimenti.

L’importanza della SCIA

Hai trovato il posto perfetto, hai a disposizione i fondi necessari per l’avviamento, hai fatto anche incetta di costanza e buona volontà, non ti resta che compiere il primo passo pratico verso l’apertura del tuo bar: la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Come avviene per qualsiasi tipologia di locali commerciali, dovrai segnalare l’inizio della tua attività all’ASL della città di riferimento e alle autorità competenti. Parliamo di un documento di autocertificazione che tu, come titolare, dovrai compilare con le caratteristiche del bar e in cui specificherai di possedere tutti i requisiti necessari.

La SCIA raggruppa i dati anagrafici tuoi e della tua azienda; gli allegati sanitari; la relazione tecnica e la planimetria del locale, che confermano le regolarità dell’immobile; i certificati del locale e tue le certificazioni.

Non dimenticare l’HACCP

Un ruolo importantissimo quando parliamo di somministrazione di cibi e bevande è rivestito dall’HACCP. In un bar, quanto in un ristorante, il contatto diretto con gli alimenti è continuo, ed ogni fase di manipolazione va seguita con la massima attenzione.

Non basta poi agire con riguardo. C’è bisogno anche di formazione, e questo vale tante per i responsabili che per gli addetti alla cucina e alla sala.