Omeopatia: che cos’è e a cosa serve?

L’omeopatia è una forma naturale di medicina utilizzata da oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo per il trattamento di condizioni patologiche acute e croniche. Si basa sul principio di “similitudine del farmaco”. In altre parole, una sostanza presa in piccole quantità curerà gli stessi sintomi che provoca se assunta in grandi quantità. Sono tanti i siti che, all’interno della loro sezione Salute & Benessere se ne occupano e, tra questi, annoveriamo Imiopaese.net.

L’omeopatia e i suoi principi fondamentali.

Cosa significa nello specifico il principio di similitudine? Vuol dire che si prescrive un rimedio che contiene un elemento che, in dosi maggiori, provocherebbe i sintomi della malattia che si vuole curare. La risposta dell’organismo a questa sollecitazione si chiama risposta vitale. Ossia la medicina simile funge da stimolo alla naturale risposta dell’organismo, dando al soggetto tutti gli elementi che servono a completare il percorso verso la guarigione.

L’interezza del paziente.

L’omeopatia intende curare il paziente a partire dall’osservazione dello stesso nella sua interezza. A prescindere dai sintomi, l’omeopata si concentra soprattutto su come questi sintomi si manifestano complessivamente nel paziente.

Parte da un principio che è l’attitudine che maggiormente viene rimproverata alla medicina tradizionale: la tendenza ad esaminare e quindi a curare il paziente partendo dal sintomo, rintracciando in questo modo la patologia specifica ne tentativo di curarla meccanicamente.

Il merito di questa disciplina olistica, almeno secondo il parere di coloro i quali vi si affidano, risiede nel fatto che l’omeopatia non cura la malattia che il sintomo rivela, ma il soggetto, la persona.

Dunque viene data grande importanza al comportamento e alla psicologia individuale. Se ogni soggetto esprime il dolore in maniera del tutto personale, l’omeopatia non cura tutti i pazienti allo stesso modo ma a seconda del modo in cui manifestano la malattia.

Tenendo conto di questi fattori, il medico omeopata sceglierà la medicina più appropriata in base ai sintomi specifici dell’individuo, per stimolare la capacità innata del soggetto di guarire.

Il principio della dose minima

Cosa dice questo principio? Che una quantità molto piccola e dinamizzata, ossia potenziata, dell’elemento medicinale riesce a curare la patologia. Significa che il medicinale stimola una reazione che non è esterna ma interna all’organismo. I farmaci omeopatici, somministrati in dosi minime, mentre stimolano la risposta vitale del corpo non producono gli effetti collaterali indotti dalla medicina convenzionale. I rimedi omeopatici, somministrati in dose minima, non creano dipendenza e non sono testati sugli animali.

Il principio del potenziamento

La maggior parte delle medicine omeopatiche viene preparata diluendo un materiale attivo mediante un processo chiamato potenziamento. Qual è l’obiettivo di questo processo? Preservare le quantità essenziali dell’elemento e rimuovere tutto quello che è tossico per l’organismo.

Molti dei rimedi omeopatici sono costituiti da una sostanza medicinale diluita in acqua distillata. La sostanza medicinale omeopatica viene dunque diluita in questo modo: vi è una parte di agente medicinale originale e nove parti di acqua distillata; ma possono anche esserci nove parti di alcol o lattosio. La miscela viene quindi energicamente agitata o macinata. Il prodotto di questo processo viene nuovamente diluito nelle medesime proporzioni di uno e nove e ancora una volta mescolato vigorosamente o macinato. Questo processo viene ripetuto quasi all’infinito per ridurre in maniera infinitesimale la parte di medicinale rispetto a quella di diluente.

Secondo il punto di vista omeopatico non è appropriato affermare che i farmaci omeopatici sono diluiti; in omeopatia si usa il termine “potenziato”. Il potenziamento si riferisce allo specifico processo di diluizione sequenziale che prevede il mescolamento del composto. La teoria è che ogni diluizione consecutiva con vigoroso scuotimento si infiltra nella nuova acqua distillata e le imprime la forma frattale della sostanza originale utilizzata.

L’anamnesi omeopatica e la cura

I medici omeopati lavorano come qualsiasi altro medico convenzionale. Valutano la storia clinica del paziente e possono richiedere esami specifici oppure eseguire indagini ai fini di una diagnosi. Tuttavia, oltre a dare grande importanza ai sintomi, l’omeopata si interessa principalmente all’individuo e al modo unico in cui i sintomi incidono sulla sua psicologia.

La medicina omeopatica utilizza da una serie di sostanze naturali, che possono essere sia di natura vegetale che minerale o animale:

  • – Erbe di montagna, fresche o essiccate, come la rosa canina: per curare insonnia, contusioni e mal di pancia;
  • – aceto: gli impacchi vengono adoperati per curare le ustioni nei bambini;
  • – carbone vegetale attivo: contro i disturbi intestinali o della digestione e per purificare l’organismo;
  • – api schiacciate: composto impiegato per curare gli animali punti dalle api ma impiegate anche contro le infiammazioni, come l’orticaria e l’eritema solare;
  • – aglio: indicato per i soggetti che soffrono di artrite, reumatismi e problemi cutanei come la pelle secca;
  • – caffeina cruda: per curare l’insonnia;
  • – arsenico bianco: consigliato contro l’ansia notturna, gli attacchi di panico, le palpitazioni e gli stati di prostrazione;
  • – edera velenosa: efficace contro i dolori ossei e muscolari e alle articolazioni;
  • – piante di ortica: usate per curare la dermatite.

Queste sostanze al pari di tante altre vengono estratte o elaborate per creare compresse, creme per la pelle, gel, gocce o unguenti.