Piscina, quali permessi occorrono per edificarla?

Ci siamo: finalmente vi siete decisi, avete il budget e lo spazio, la vostra piscina interrata si farà. La decisione di costruire una piscina interrata spesso è il frutto della decisione e dei risparmi di decenni, quindi è davvero molto importante progettarla al meglio. Tuttavia essa non rientra all’interno del novero degli interventi edilizi liberi: in sostanza, per realizzarla servono delle autorizzazioni pena pesanti sanzioni. Qui, però, spesso comincia la confusione: quali sono le autorizzazioni necessarie per edificare una piscina in giardino? Non c’è sempre molta chiarezza a riguardo e la colpa è nella maggior parte dei casi da attribuire ad una normativa, quella dei permessi, che è abbastanza caotica e confusionaria. Gli accordi stato-regione sul punto infatti sono spesso derogati da norme comunali particolari, per cui l’unica certezza di come si debbano svolgere i lavori deriva, alla fine, solamente dalla richiesta di delucidazioni all’ufficio tecnico del comune dove si trova il terreno interessato dai lavori. Il nostro consiglio è di informarvi sul tipo di autorizzazione da richiedere prima di cominciare ogni tipo di lavoro: infatti potrebbe esserci anche qualche vincolo paesaggistico nei piani regolatori comunali del quale non siete a conoscenza.

Se anche voi avete tantissimi dubbi su quali siano i permessi per costruire una piscina interrata, ecco qualche consiglio che vi può tornare utile per riuscire a districarvi nella complessa materia.

Che permessi ci vogliono per la piscina interrata?

Esistono diverse tipologie di permessi che possono dover essere richiesti per procedere alla costruzione della piscina interrata.

  • DIA. Si tratta di un permesso governato dal principio del silenzio assenso.
  • Permesso a costruire. Vale per le nuove costruzioni e per gli interventi non pertinenziali, si basa sul principio del silenzio diniego.

Quale è il vostro caso? Che tipo di permesso dovete chiedere? Sempre specificando che comunque ogni comune decide da sè, ecco quali sono le differenze fra i due permessi.

Quando basta la DIA?

La DIA è sufficiente quando si tratta di realizzare un intervento pertinenziale, quindi quando il volume della piscina è minore del 20% di quello della casa, e comunque se la piscina è considerata un’attrezzatura per lo svago ed il tempo libero. Purtroppo le più recenti pronunce della giurisprudenza hanno sostanzialmente escluso che la piscina interrata possa considerarsi alla stregua di uno scivolo o di un dondolo da edificare sul terreno, quindi probabilmente la DIA non sarà considerata valida (ma ricordiamo di chiedere al vostro ufficio tecnico comunale per le delucidazioni sul punto).

La DIA potrebbe essere richiesta solo se la piscina è un intervento pertinenziale e che comunque non sia considerata un intervento di nuova costruzione, tenendo conto anche del suo impatto paesaggistico.

In ogni caso la DIA prevede che, una volta presentata tutta la documentazione ed il progetto, il comune debba negare il permesso entro 30 giorni trascorsi i quali il permesso di edificare la piscina è considerato concesso.

Il permesso a costruire

Sarà molto più probabile che per la costruzione della vostra piscina il comune vi chieda il permesso a costruire. Per poter ottenere il permesso bisogna presentare documenti come il progetto della piscina, la legittimazione all’opera ovvero il titolo della proprietà, ed infine un’autocertificazione di rispetto delle norme tecniche e sanitarie.

Dalla presentazione della documentazione (che in genere viene fatta dal geometra che cura il progetto della piscina) passano 60 giorni, 120 giorni se il comune ha più di 100mila abitanti, decorsi i quali il permesso si intende negato se il comune non ha deliberato contrariamente.

Infine, c’è anche il titolo dell’autorizzazione edilizia, che oramai è del tutto in disuso ma che potrebbe anche essere richiesta da alcuni comuni italiani.