“Problemi” da camionisti in estate

La vita “ On the road”, ha sicuramente il suo fascino, sfrecciare sulla strada a bordo di un camion da una visione tutta diversa della realtà circostante, le cose si guardano dall’alto sotto un’altra luce, si ha la possibilità di vedere posti sempre nuovi e se uno ama guidare questo potrebbe essere il lavoro giusto per lui!

Detto così tutti vorrebbero fare i camionisti, se non fosse che questo è uno dei tanti lavori particolarmente usuranti, che comporta diverse ore, a volte troppe di guida e non nelle migliori condizioni.

I camionisti sono dei girovaghi mangiano dove capita, fanno molti sacrifici di orari legati ai turni snervanti, soffrono la lontananza per molti giorni da casa e dagli affetti ed il rischio reale di incidenti dovuti alla stanchezza ed alla carenza di un sonno rigeneratore sono sempre costanti.

E’ nel piccolo abitacolo del camion che si svolge tutta la giornata del camionista, mentre macina chilometri su chilometri, deve far fronte alle variazioni di temperature secondo le varie stagioni, in inverno deve combattere con il freddo, sembra di essere in un frigorifero ed obbligatoriamente il riscaldamento è sempre al massimo, mentre in estate trovare refrigerio, specie nelle giornate calde ed afose è quasi impossibile.

Trascorrere troppe ore alla guida di un camion provoca le cosiddette” patologie del camionista”, ovvero tutta una serie di disturbi più o meno gravi che tendono ad aumentare nel tempo, come:

  • lesioni e danni alla colonna vertebrale dovuti ai continui sbalzi e sollecitazioni,
  • dolori al collo ed agli arti,
  • rischio di obesità dovuto ad una vita sedentaria,
  • disturbi all’apparato cardiovascolare dovuti allo stress continuo.

Effetti del caldo

Il suo spirito di adattamento viene messo duramente alla prova soprattutto in estate, la cabina arroventata si trasforma in una vera e propria sauna, tentare di rinfrescarsi con una sana bevuta d’acqua spesso si corre il rischio di ustionarsi la gola per quanto è calda.

In questo periodo la temperatura interna tende ad aumentare di alcuni gradi, il corpo non è più capace di favorire lo scambio di calore e di conseguenza la temperatura corporea tende a salire, rendendo la traspirazione molto più difficoltosa.

Il primo impulso è quello di abbassare ambedue i finestrini in modo far circolare meglio l’aria, ma con non pochi svantaggi.

Quando si è incolonnati nelle strade più congestionate per lunghe ore, il pericolo maggiore  sono i picchi di esposizione all’inquinamento ambientale, in pratica si respira più smog, tutto a danno del cuore e dei polmoni.

Inoltre i finestrini aperti causano correnti addizionali che fanno aumentare la resistenza all’avanzamento del veicolo, in termini pratici questo sembra andare troppo lento e si è più predisposti ad accelerare, cosa sbagliatissima.

Nelle giornate particolarmente calde ed afose la sudorazione è molto elevata ed il rischio disidratazione è sempre in agguato, se i liquidi persi non vengono gradualmente reintegrati i disagi maggiori rappresentati da: debolezza, vertigini, palpitazioni, ipotensione o ansia possono essere le principali cause di disattenzione e di malori improvvisi e favorire incidenti.

Non solo la cattiva aerazione unita ad un pasto pesante, alle tante ore di percorrenza ed al caldo insopportabile facilmente predispongono ai colpi di sonno, i soggetti più a rischio sono quelli in sovrappeso e soprattutto gli obesi, che sono alla base di numerosi eventi a volte mortali.

Viaggiare in un ambiente fresco e ben aerato oltre ad offrire un maggiore comfort ha riflessi positivi sul livello di sicurezza in strada, con un buon climatizzatore per camion (segui il link suggerito per per visionare i vari modelli di condizionatori per camion, tanto per avere un idea sui prezzi e sui modelli disponibili) le cui bocchette sono regolate per una diffusione in modo uniforme, il problema è risolto.

Il condizionatore aiuta a ridurre gli effetti negativi del caldo sulla salute, creando un microclima interno all’abitacolo che migliora la respirazione a tutto vantaggio del cuore e dei polmoni.

I benefici sono maggiormente riscontrabili se esso viene utilizzato seguendo il buonsenso, ovvero mai abbassare troppo la temperatura interna rispetto a quella esterna, lo sbalzo termico una volta scesi dal camion, può provocare gravi problemi a bronchi e polmoni.

E’ sempre consigliabile tenerlo acceso sulla temperatura più bassa appena saliti per poi alzarla durante il tragitto, in modo da permettere al corpo di adattarsi al nuovo clima, azionare quindi la ventola di aerazione interna per poi passare a quella che immette aria dall’esterno.

In questo modo si permette di conservare l’ossigeno presente nell’aria e soprattutto mai indirizzare il getto in direzione del volto specie se questo è sudato, si rischiano seri malanni.

E che fare di notte? O durante le soste?

Quando in estate la temperatura notturna si aggira tra i 30-35° , ma si è costretti a fermarsi per riposare secondo i tempi di guida, in una cabina surriscaldata diventa davvero un’impresa godere di un sonno rigeneratore, il risultato è che ci si rimette in marcia più stanchi e nervosi di prima.

Si perché secondo l’attuale legge è vietato tenere il motore acceso durante la sosta al solo scopo di mantenere in funzione il condizionatore nel veicolo stesso, le multe sono davvero salate, a meno che non si dispone di un climatizzatore da parcheggio.

I vantaggi che ne derivano sono tanti, iniziando dalla sicurezza, al risparmio fino all’inquinamento.

I camionista può tranquillamente godere dell’aria fresca all’interno tenendo i finestrini chiusi, il suo riposo sarà migliore e soprattutto fatto in piena sicurezza contro i malintenzionati, si risparmia più carburante con nessuna emissione di CO2 nell’ambiente, infine deumidifica e non necessita di una particolare manutenzione.