Gruppi di continuità: guida alla selezione

Oggigiorno se ne sente sempre di più parlare: si tratta dei gruppi di continuità o UPS, ma difficilmente la maggior parte persone sa effettivamente di cosa si tratta e a cosa serva.

Quali sono i vantaggi che questo set dotato di macchinari con batterie interne può portarci? Quali sono gli ambiti di utilizzo dell’UPS o dell’Uninterruptible Power Supply? Come effettuare la scelta giusta? Per rispondere a questi interessanti quesiti, abbiamo raccolto in questa guida tutte le informazioni utili per consentire ad ogni consumatore finale e ad ogni cliente business di selezionare il proprio gruppo di continuità in base alle diverse esigenze personali e professionali.

Gruppi di continuità: cosa sono?

Capita che ci sia uno sbalzo di energia elettrica o un fulmine provochi un’interruzione della corrente, ciò determina la perdita di tutto il lavoro che stavamo svolgendo sul pc. Che danno! Ore e ore di lavoro “gettato al vento”! E, allora, perché non acquistare un gruppo di continuità o UPS?

Si tratta di una macchina dotata di batterie interne a 12 volt, che al verificarsi di un’interruzione di energia elettrica consente di continuare a mantenere acceso il pc o altro dispositivo, senza alcun problema di perdere i dati e tutto il lavoro che si stava svolgendo.

In buona sostanza, grazie al gruppo di continuità, è possibile proteggere i componenti da “sbalzi” di corrente e, soprattutto, dall’interruzione dell’energia elettrica che potrebbero cagionare non pochi problemi all’infrastruttura tecnologica, specie alle componenti hardware (display, illuminazione, tv, etc.).

UPS: Quali sono le tipologie acquistabili?

Quando si deve selezionare un gruppo di continuità bisogna scegliere tra tre diverse tipologie di macchinari, ognuno con vantaggi e svantaggi.

Offline, online, line-interactive sono le tre tipologie di gruppi di continuità principali che assicurano la protezione da eventuali sbalzi di tensione e di interruzione di energia elettrica.

I gruppi di continuità offline hanno un’autonomia bassa (punto di debolezza rispetto alle altre tipologie di UPS), sono meno esosi, non hanno alcuna protezione da eventuali sbalzi di tensione ed entrano in funzione dopo circa 5/6 millisecondi

I gruppi di continuità online sono quelli che vantano un’autonomia di gran maggiore, sono molto esosi dal punto di vista economico e si azionano subito nel momento in cui avviene l’interruzione dell’energia elettrica. In questo caso, gli UPS sono alimentati dalle batterie, mentre i gruppi di continuità offline sono alimentati dalla stessa energia elettrica.

Se si ricerca i vantaggi dell’uno e dell’altro gruppo di continuità, gli UPS line-interactive sono un “ibrido” tra quelli offline e quelli online: assicurano una protezione maggiore dei gruppi di continuità offline, ma entrano in funzione dopo 5/6 millisecondi. Inoltre, sono vantaggiosi dal punto di vista della convenienza economica.

Tipologie di ingressi/uscite di gruppi di continuità: quali scegliere?

Dopo aver compreso le principali differenze di UPS, è necessario porre l’attenzione alle tipologie di ingressi e uscite.

Se si ricerca gruppi di continuità professionali destinati ad uso industriale, sono diffusi i connettori contrassegnati dalla sigla IEC 320 C13, mentre quelli utilizzati nel campo dell’informatica sono dotati di presa Schuko.

Potenza dei gruppi di continuità

Per conoscere la giusta potenza dei gruppi di continuità, si deve effettuare il calcolo dai voltampere in watt.

Si ricordi che il voltampere vale circa 1.4 volte il valore del watt.

Se si vuole inserire nel gruppo di continuità un Computer + un Monitor + Stampante, è necessario procedere con la somma della potenza alimentatore computer, potenza alimentatore display e potenza alimentatore stampante.

Per ulteriori informazioni, puoi collegarti a www.carrielettronica.it per acquistare il gruppo di continuità che fa per te.

Quanto può valere una pelliccia di visone 

Sempre attuale e di tendenza, la pelliccia di visone è un capo pregiato e lussuoso, che rende chic ogni outfit. A dimostrare quanto questa pelliccia sia di moda sono le numerose proposte di pellicciai prestigiosi che seguono le tendenze.

Famose ad esempio sono le pellicce Elpidio Loffredo, le cui pellicce di visone sono considerate tra le migliori in assoluto per qualità, confezione e finiture. Tante le proposte da indossare, dalle giacche ai cappotti, realizzati in diversi modelli e colori per soddisfare ogni esigenza e gusto.

Oltre a giacche e cappotti, ampia è anche la scelta di mantelle e gilet di visone, stupendi da indossare per vestire alla moda e dare un tocco glamour a qualsiasi stile. Ma quanto può valere una pelliccia di visone? Vediamo quali fattori tenere in considerazione per capire quanto può valere una pelliccia di visone.

Come orientarsi nel settore delle pellicce di visone

Diciamo subito che di pellicce di visone ve ne sono un’infinità di tipi e ognuna va considerata in base alla tipologia del pellame, che naturalmente influisce sul costo. Ad esempio, un visone grigio o zaffiro ha un costo maggiore rispetto ad una pelliccia di visone marrone o demi buff.

I prezzi molto competitivi in genere rivelano qualità scarse e lavorazione poco curata: una pelliccia di ottima qualità non ha mai un costo troppo basso, soprattutto se è Made in Italy. Molto meno valore hanno infatti le pellicce realizzate in Grecia, Cina, India e Turchia, e quindi anche nell’usato i prezzi sono davvero molto bassi.

Come dare un valore alla pelliccia di visone

Per prima cosa bisogna capire se la pelliccia in questione è nuova oppure è usata. Si si tratta di una pelliccia di visone nuova è necessario capire se è realizzata con pelli di visone maschio o femmina e se la qualità delle pelli è elevata.

Il valore di una pelliccia dipende molto dalla qualità delle pelli utilizzate, ma nel caso del visone il valore aumenta se le pelli utilizzate sono di visone femmina. Infatti, rispetto a quelli di visone maschio, le pelli di visone femmina risultano più leggere e più morbide e quindi il valore è maggiore.

Ad avere influenza sul valore della pelliccia è anche la lavorazione Made in Italy, senza dubbio più accurata e prestigiosa, perché sartoriale. Queste considerazioni hanno peso in particolare nella pelliccia di visone nuova, mentre nel caso di un capo usato il valore scende notevolmente in quanto i segni di usura sono visibili nel visone e non danno un bell’aspetto alla pelliccia. In ogni caso, occorre sempre affidarsi ad un esperto pellicciaio per avere una valutazione accurata e precisa sul capo.

Elementi da tenere in considerazione

Altri elementi che influiscono notevolmente nella valutazione di una pelliccia di visone usata sono le dimensioni del manto, il colore e il produttore, dettagli ritenuti fondamentali per poter attribuire un valore reale alla pelliccia.

E’ quindi sempre compito del pellicciaio valutare la tonalità del capo, la foltezza del pelo ed eventuali parti rovinate. Il suo giudizio finale sarà dato da tutti gli elementi presi in considerazione che si esprimeranno in una cifra approssimativa. In genere, tenendo appunto conto dei fattori sopra elencati, il valore di una pelliccia di visone può aggirarsi tra le 500 euro alle 4000 euro, con oscillazioni che dipendono sempre dalla qualità e dallo stato della pelliccia.

Il policarbonato: cosa lo rende il camaleonte dei materiali e perché ormai non se ne può fare a meno

Il policarbonato è un composto a base di acido carbonico trasparente, termoformabile, impermeabile e resistente. Anche se con molte distinzioni fa parte della famiglia dei poliesteri e nelle etichette lo possiamo trovare con la sigla PC. Ha avuto il suo esordio intorno agli anni 60 sotto forma di Bisfenolo A ed hanno continuato a migliorarlo per via delle sue caratteristiche che lo rendono un materiale dalle varie applicazioni.

Caratteristiche fisiche

Il policarbonato può assumere varie forme e lo si può utilizzare in varie situazioni. La sua bassa biodegradabilità lo rende utile nel caso in cui lo si debba utilizzare sotto la pioggia (resiste a vari agenti tra cui grassi, oli, benzina ma l'alcool metilico lo distrugge). Non va utilizzato al di sopra dei 70°C in quanto oltre a questa temperatura la semplice acqua lo può far disciogliere. Le caratteristiche molecolari lo rendono particolarmente adatto alla lavorazione tramite estrusione/laminazione e lo fanno essere un ottimo sostituto del vetro. Se utilizzato tale e quale i raggi solari lo ingialliscono, quindi per preservarne la trasparenza occorre rivestirlo di stabilizzatori che ne fermano l'invecchiamento. La struttura è per sua natura negata alla rotazione e superficialmente risente se viene a contatto con punte o oggetti taglienti.
La sua lavorazione dovendo essere fatta ad alte temperature necessita di tempi lunghi, di macchine speciali ed essendo abbastanza rigido anche gli stampi vanno scelti ad ok.

Dove lo si utilizza

Il policarbonato lo possiamo trovare pressoché ovunque visto che può assumere varie forme ed utilizzi. In lastre vere e proprie lo si utilizza per le pareti e le coperture delle serre (essendo isolante non disperde il calore prodotto dai raggi solari all'esterno) oppure nell'edilizia in generale per sostituire vetri o separare ambienti, rendendoli lo stesso comunicanti visivamente. Nella video-fotografia lo troviamo sotto forma di lenti (anche negli occhiali) e protezioni subacquee delle telecamere. La sua resistenza lo rende utilizzabile nella costruzione di caschi, giubbotti antiproiettile, scudi antisommossa, oblò dei fanali delle automobili, finestrini e tettucci degli aerei, protezioni al lavoro (esempio il vetro protettivo dei transpallet), produzione di CD o DVD. Una volta era al posto del PET nell'industria di contenitori alimentari. In elettronica ha svariati usi essendo un ottimo isolante elettrico, resistente e con una lunga durata. Avendo
la possibilità di essere sterilizzato tramite autoclave o raggi gamma lo hanno scelto per la produzione di presidi sanitari quali biberon, strumenti chirurgici e ausili per emodialisi o cure tramite aerosol. La sua sicurezza ed infrangibilità unite al suo essere un isolante termico lo portano ad essere eccellente per la costruzione delle incubatrici.
Sebbene normalmente possiamo pensare a lastre di policarbonato lo possiamo trovare anche sotto forma di tubi nelle aziende (nel settore alimentare lo si trova nelle condutture che aspirano o portano aria o gas nelle affettatrici/termoformatrici) o in altre applicazioni che ne suggeriscano tale formato.

Non solo bianco

Una delle caratteristiche del policarbonato è che lo si può colorare sia in fase di miscelatura producendo così alveolari, lastre, ondulati ed altre soluzioni di varie cromature. Lo si può anche rendere impermeabile ai raggi UV. Un materiale quindi con moltissimi campi di utilizzo.

Per scoprire utilizzi industriali del policarbonato visitate questo link.

I distributori automatici di caffè ieri e oggi

Ti sei mai chiesto chi ha inventato i distributori automatici? Prima Service ha pensato di scrivere questo articolo di approfondimento in merito alla ristorazione automatica per tutti gli appassionati di caffè.

La pausa caffè è un momento di intenso piacere, ci si rilassa e ci si allontana per qualche istante dalla routine quotidiana. Oggi fortunatamente grazie ai distributori automatici di caffè assaporare questa bevanda, in uno o più momenti della giornata, è davvero semplice ed economico e permette di risparmiare il tempo speso in fila alla cassa di un bar.

Per utilizzare il distributore automatico basta inserire l’importo richiesto e selezionare il tipo di bevanda desiderata che, in pochi attimi, sarà pronta per essere degustata!

I distributori sono generalmente installati presso uffici e strutture pubbliche come ospedali e scuole, ma anche lungo strade e all’interno di negozi, e consentono di scegliere tra una vasta gamma di bevande come:

  • Caffè espresso
  • Caffè americano
  • Caffè macchiato
  • Cappuccino
  • Mocaccino
  • Cioccolata

Ai distributori di bevande si affiancano il più delle volte distributori di snack dolci e salati perfetti per uno spuntino sostanzioso o leggero, a seconda delle specifiche esigenze.

Quando nascono i distributori automatici di caffè

Sembra che il primo distributore automatico sia stato inventato da Erone di Alessandria che nel lontano 219 a.C. ideò una macchina distributrice di acqua per cerimonie che si svolgevano all’interno dei templi.

Rilevante è poi l’invenzione di William Herny Fruen che mise a punto verso la fine dell’Ottocento il primo distributore automatico di bevande. Questo venne installato nel prestigioso West Hotel di Minneapolis.

Le prime macchine destinate all’erogazione automatica di caffè espresso in Italia risalgono invece a inizi anni ’60 probabilmente per rispondere all’esigenza sempre crescente delle persone di avere un caffè subito pronto anche in strada, nelle stazioni e all’interno di varie strutture. Certo, i costi iniziali erano molto elevati e per questo i distributori automatici dell’epoca erano destinati soltanto a pochi privilegiati.

Il distributore automatico di caffè, bevande e snack ai giorni nostri

Nel corso degli anni i distributori per il caffè si evolvono, cambiano dal punto di vista estetico e si rendono accessibili a tutti. Bevande e snack possono essere acquistati a un prezzo ridotto, sicuramente inferiore rispetto a quello richiesto altrove.

Dal 2000 il caffè nei distributori viene prodotto perlopiù in cialda.

Attualmente il distributore automatico è estremamente diffuso all’interno degli uffici in quanto consente ai dipendenti di prendersi una breve pausa dal lavoro senza per forza dover uscire fuori e andare quindi alla ricerca di un bar, sottraendo magari del tempo prezioso al proprio lavoro.

La tecnologia ha inoltre permesso di migliorare notevolmente la qualità dei prodotti serviti che sono estremamente diversificati. Anche la persona che segue un regime alimentare ristretto può trovare all’interno del distributore automatico ciò che fa al caso suo: dai cracker e biscotti ipocalorici fino al caffè espresso senza zucchero.

Quali vantaggi offre un distributore automatico?

Oltre a permettere un buon risparmio economico, il distributore di caffè, bevande e snack è funzionante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questo significa che, anche di notte, quando bar, supermercati e negozi sono chiusi, chi si trova ad esempio all’interno di un ospedale o di una stazione del treno può usufruire del distributore inserendo l’importo indicato in prossimità del prodotto desiderato.

Insomma, dalla loro nascita ad oggi, i distributori automatici sono cambiati accostandosi sempre più alle necessità delle persone in termini di costi e fruibilità e rivelandosi così invenzioni di grande successo.

Cosa sono le essenze legnose?

Ogni settore ha le proprie terminologie e può capitare quindi che alcune parole abbiano significati differenti a seconda del contesto. Una di queste è la parola essenza, che generalmente associata ai profumi. Quando però si parla di legno non ci riferiamo al suo odore, bensì alle diverse tipologie. Esse si distinguono sotto molteplici punti di vista, che adesso vedremo insieme.

Prenderemo infatti in considerazione le caratteristiche tipiche che sono utili per capire gli impieghi d’uso che ne saranno fatti. Per fare costruzioni ti consigliamo di acquistare legno massello e pannelli in legno la cui qualità è garantita ed i prodotti sono tutti certificati come su apropositodilegno.it.

Lo specifichiamo perché ai fini dei risultati finali è importante anche la qualità dei materiali impiegati. Non basta cioè impiegare l’essenza migliore per un uso specifico, serve anche che essa sia di qualità. Dopo questa parentesi, possiamo passare alle caratteristiche delle essenze che si prendono in esame prima di compiere qualsiasi tipo di lavoro.

Le caratteristiche delle essenze del legno

Le caratteristiche delle essenze legnose si dividono in tre categorie: fisiche, tecniche e meccaniche. Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche si considerano il peso ed il volume del legno, oltre che il coefficiente di porosità e quello di conducibilità. Il coefficiente di conducibilità è anche detto conduttività termica.

Le caratteristiche meccaniche sono le risposte alle tipiche operazioni meccaniche, come all’operazione di fresatura per esempio. Ecco che si parla di resistenza a compressione, a flessione e resistenza a trazione in parallelo alla fibratura.

Le caratteristiche tecniche sono in parte anche visive, cioè riscontrabili ad occhio nudo senza bisogno di verifiche. Si tratta infatti dell’aspetto, del colore, della durevolezza, della durabilità naturale, della stabilità dimensionale, della lavorabilità e della densità.

Come si può intuire, si tratta di caratteristiche generali che variano da essenza ad essenza, per questo vanno distinte correttamente. O meglio, vanno sapute distinguere, cosa che non è da poco.  Ecco che, per esempio, il legno da utilizzare per degli infissi sarà diverso da quello per una scala o una trave o, ancora, per un pavimento.

Ogni lavoro necessita di un tipo di essenza, che può essere tenera o dura. Infatti un’altra classificazione riguarda la durezza. In genere si dice che ad essere tenero e duro è il legno che deriva dalle conifere, come per esempio l’abete ed il pino; e si dice anche che è duro il legno che deriva dalle angiosperme, tra cui la quercia. Tuttavia vi sono delle eccezioni e tale distinzione non è così veritiera come si potrebbe pensare. Questo perché tra le conifere ci sono dei legni più duri di quelli delle angiosperme e tra le angiosperme si trovano legni più teneri di quelli di alcune conifere.

Legno ed architettura

Molteplici sono i campi di applicazione del legno e, come abbiamo già detto, la tipologia varia in base al tipo di lavoro. Ecco che oltre al legno massello si parla spesso di pannelli in legno, che altro non sono che derivati del legno. Questi si utilizzano principalmente laddove non sono visibili. Quando invece conta molto l’aspetto esteriore si punta al legno naturale e, possibilmente al legno pregiato.

Rinomati per esempio sono i seguenti legnami: acero, faggio e frassino. Essi rappresenta una piccola parte della lista di tutti i legni, ma si contraddistinguono per essere molto utilizzati in architettura grazie alla loro grande resistenza. Si tratta di tre essenze molto interessanti, valide sia negli ambienti interni che in quelli esterni. Bisogna infatti ricordare che è fondamentale prendere in considerazione anche la collocazione di un mobile p di una certa struttura. A seconda della collocazione e dell’utilizzo, quindi, si renderanno necessari degli interventi ad hoc. Solitamente vengono fatti dei trattamenti specifici per non alterare il legno e consentirgli di mantenere alte le sue performance in ogni situazione.

In che modo sostituire le gomme della sega a nastro?

Ci sono molti produttori di seghe a nastro e tante tipologie di attrezzature, ma il processo di sostituzione della gomma della sega a nastro è in genere lo stesso, il livello di difficoltà per sostituirla è moderato, per la maggior parte delle persone la sostituzione potrebbe avvenire in maniera autonoma.

Il compito di queste gomme è quello di proteggere la lama e la ruota dal contatto reciproco, queste dovranno eventualmente essere sostituite, perché le cattive gomme sono la causa principale della scarsa prestazione della sega a nastro.

Ad un certo punto, le gomme per le seghe a nastro dovranno essere sostituite e sono disponibili sul mercato pacchetti più grandi di 4 o di più, una buona idea è fare in modo che siano sempre a portata di mano nel caso sia necessario sostituirle. Dopo averlo fatto alcune volte, diventerà un semplice e richiederà solo pochi minuti.

Ecco tutti i passaggi da effettuare con accortezza prima di utilizzare la tua sega a nastro.

  • Considerazioni sulla sicurezza: come per ogni progetto, il consiglio è di indossare l’equipaggiamento di sicurezza prescritto. Sono raccomandati occhiali e guanti e verifica che la sega a nastro sia spenta e scollegata.
  • Verifica il posizionamento: assicurati che le ruote siano posizionate correttamente. Osserva che il lato rivolto verso l’esterno sia segnato sul davanti di entrambe le ruote con il pennarello nero. Rimuovi la lama di taglio e le ruote a nastro con le chiavi di dimensioni appropriate.

Se dimentichi accidentalmente di contrassegnare le ruote o il segno si è consumato, la maggior parte delle ruote presenta uno o più dossi di bilanciatura perforati su un lato.

  • Rimuovere le vecchie gomme: posiziona le rotelle della fascia sul pavimento. Rimuovi la vecchia gomma e se necessario tagliala utilizzando il coltello da tasca. Con la spazzola in acciaio, pulisci la superficie della ruota per eliminare eventuali detriti.
  • Posiziona le nuove gomme: posiziona la nuova gomma sulla ruota metallica, utilizza i due cacciaviti per aiutarti a montarla. Prenditi il ​​tempo e non forzare la mano. Fai attenzione a non danneggiare nessuna parte. Rimonta le rotelle della sega a nastro sull’unità.
  • Rotazione: ruota a mano e controlla la nuova gomma per eventuali punti alti e bassi e falla scorrere per eliminare eventuali irregolarità.

Per concludere reinstalla la lama di taglio sulle ruote metalliche, imposta la tensione della lama metallica, come quella che trovi sul sito www.crocoblade.com, che è caratterizzata dal dente temprato e segui le specifiche del produttore, infine monta l’indicatore del quadrante.

Ancora una volta sarà necessario ruotare a mano e osservare l’indicatore, quindi risulta esserci un intervallo di +/- 0,025 pollici per una gomma tonda. Misura le gomme, quella superiore e quella inferiore e la lama deve avere lo stesso spessore per evitare tagli irregolari e instabilità.

Se necessario cambia la lama, controlla che sia abbastanza affilata, per poter tagliare il materiale sul quale stai lavorando. Se è il caso di sostituire la lama utilizza la maniglia di rilascio della tensione posta sull’estremità anteriore della sega.

A differenza di altri utensili elettrici, la lama deve essere salda contro il materiale da tagliare prima di avviarla, pratica una leggera pressione, senza esercitarne troppa, perché in tal caso la sega potrebbe bloccarsi.

Quando sei quasi alla fine del taglio, mantieni una presa salda sulla sega e assicurati che i detriti cadano in un posto sicuro. Dopo aver completato il taglio, dovrai rilasciare il grilletto e attendere che la lama della sega smetta di muoversi. A questo punto puoi passare al taglio successivo o posizionare la sega su una superficie stabile.

Non lasciare la sega mentre è ancora in movimento, può attrarre sporco e detriti, causando il malfunzionamento dei meccanismi delle pulegge.

Espositori da banco: fare marketing non è solo un fatto di grandi budget

Fate marketing, nel vostro negozio? Siamo sicuri che già al solo leggere la parola molti di voi avranno pensato, e istintivamente risposto, “No, la mia è una piccola attività, e non abbiamo il budget per fare il marketing… ci arrangiamo.”

 

Ecco, chiariamo una cosa: anche non sapendo che cosa facciate esattamente chiamandolo “arrangiarsi”, quello che state facendo è, a tutti i titoli, marketing. Il marketing può essere fatto anche con le grandi cifre, e gli investimenti faraonici: sarebbe sciocco negare che ci siano situazioni in cui è addirittura l'unico modo efficace di farlo. Ma non sempre è così – soprattutto per le realtà più piccole, dove conta molto più l'idea rispetto al budget, e dove le soluzioni più efficaci possono essere quasi a costo zero, e semplicissime – tanto per fare un esempio, è marketing anche fare un uso intelligente dei normalissimi espositori da banco. Non ci credete? Ecco invece tre modi in cui gli espositori da banco si dimostrano formidabili strumenti di marketing!

 

  1. Gli espositori da banco hanno forza psicologica

Molto, nel marketing, è un fatto di psicologia; e quei comunissimi espositori da banco che avete montato ieri, e messo vicino alla cassa, sono in realtà strumenti psicologici molto potenti. Pensateci: qual è il momento in cui il cliente è maggiormente disposto a darvi ascolto, fiducia, disponibilità all'acquisto? Tutti gli studi dimostrano che è al momento del pagamento, quando di fatto sta dimostrando, anche fisicamente, di avere scelto di fidarsi di voi. Ebbene: quando entrano in gioco gli espositori da banco, e quando mostrano i prodotti che contengono? Proprio nel momento in cui, alla cassa, il cliente sta per pagarvi. Si tratta di un'occasione d'oro per la vendita, qualcosa che forse pensavate si potesse ottenere soltanto con strumenti raffinatissimi e invece possedevate già.

 

  1. Gli espositori da banco sono strumenti di posizionamento

Posizionamento, nel marketing, si riferisce alla categoria mentale in cui i clienti tendono a porre un prodotto: “lussuoso”, “necessario”, “sottomarca”… vi state domandando com'è possibile che dei semplici espositori da banco, in cui si piazzano prodotti piccoli, economici e solitamente di immediata utilità, possano svolgere una funzione complessa come questa? Ma se ci fate caso, appena avete pensato agli espositori da banco li avete immaginati pieni di prodotti… piccoli, economici, e di immediata utilità. E questo è posizionamento! L'idea di cosa può essere contenuto negli espositori da banco è talmente diffusa che potete stare sicuri che anche i clienti la condivideranno, e potrete sfruttarla per presentare al meglio i vostri prodotti.

 

  1. Gli espositori da banco hanno appeal

Riconoscete – anche se, magari, non ve lo potete permettere – il valore aggiunto che dà al vostro negozio il lavoro di un vetrinista? Siamo sicuri di sì. In cosa consiste questo valore, però? I prodotti sono gli stessi che potevate disporre voi, lo spazio anche, e la posizione del vostro negozio non cambia. Perchè il vetrinista vi fa vendere di più? La ragione è semplice: perchè presenta quegli stessi prodotti, nello stesso spazio, allo stesso flusso di persone, ma in modo capace di catturarne l'attenzione. E gli espositori da banco possono fare la stessa cosa? Ma certamente! Esistono espositori da banco di tutte le dimensioni, le forme e i materiali, eleganti o economici, solidi o temporanei, ma tutti condividono la possibilità di essere sagomati e decorati nei modi più diversi, proprio per attirare gli sguardi. E non serve nemmeno il vetrinista!

 

Il vostro negozio ha bisogno di marketing, e voi potete occuparvene. Imparate a riconoscere la potenza degli strumenti più semplici, come gli espositori da banco: rimarrete meravigliati!

 

Per saperne di più: https://www.colorby.com/v3/espositori-per-prodotti/espositori_da_banco_in_cartone-rwg.htm

Le spille personalizzate sono il modo migliore per esprimersi

Le spille personalizzabili rendono la comunicazione facile, diretta e anche divertente. Sia che le scegliate per festeggiare insieme agli amici un evento importante come una festa di laurea, un addio al celibato o nubilato, un pensionamento, o che siano il vostro modo per far conoscere il vostro marchio in una convention, le spille sono un passe-partout adatte a diverse occasioni.

Disponibili in tante varianti, sia per forma, sia per colore, trovare quella giusta sarà facilissimo e sarete entusiasti del vostro acquisto.
Le spille fanno la loro comparsa negli anni ’70 e vengono adottate in ambito musicale, politico, pubblicitario e anche nel mondo dei cartoni animati. Erano un accessorio fashion che adornava jeans, zaini, giacche e persino le scarpe.
Elemento vintage, ma anche moderno, scelto da varie generazioni come ornamento in grado di trasmettere la propria personalità e il proprio messaggio senza mezze vie. Data la versatilità di questi prodotti, le spille sono state scelte fin da subito per contesti pubblicitari e promozionali.

Lo sviluppo tecnologico ha reso la realizzazione di questi prodotti più semplice e ha permesso di aumentare i modi di personalizzazione. Si inizia con la scelta della grafica preferita per poi elaborarla con gli strumenti appositi e proseguire con il posizionamento sulla superficie della spilla.

Quando la grafica viene stampata, inizia il processo con la fustellatrice, ovvero, il ritaglio delle stampe che vengono poi applicate sull’accessorio. Si termina, infine, con l’aggiunta di una plastica trasparente sul davanti e l’ago di prensione sul retro.

Le diverse finiture e i colori

Le spille possono essere realizzate con diverse finiture: lucide, con stampe fosforescenti, con carta fluo. I colori sgargianti, in particolare, catturano facilmente l’attenzione e piacciono soprattutto ai giovani. Le finiture lucide, con carta argentata o con carta dorata, donano un aspetto raffinato alla spilla che può diventare un oggetto di classe ed elegante.

Chi vuole un oggetto di tendenza può optare per una finitura trasparente su acetato, con grafica specchiata, con pellicola trasparente. Ancora più modaiolo, soprattutto per gli amanti della notte è l’uso della polverina fosforescente che, applicata in una sezione grafica, imprigiona la luce rilasciandola al buio.

Le diverse forme di spille
La forma rotonda è la più classica e la più usata, le dimensioni variano da 25, 32, 38, 45 mm di diametro, ma sono disponibili anche più grandi. Perfetta per ogni occasione d’uso, viene scelta per i più svariati eventi.

La forma quadrata è un’ottima opzione per le aziende che vogliono rappresentare il proprio marchio, sono una scelta meno comune ma più elegante e distintiva. Possono essere anche un originale regalo, pensato su misura per chi lo riceverà.
La forma orizzontale è ideale per raffigurare simboli, foto o disegni. Indicata maggiormente per chi intende pubblicizzare un prodotto, è anche una bella scelta per chi vuole regalarla in ricordo di un evento particolare.
La forma verticale è innovativa, fresca, esce dagli schemi e colpisce l’attenzione. Perfetta per chi vuole trasmettere il proprio pensiero o la propria arte, con disegni o illustrazioni che si estendono in verticale.

La forma ovale è eclettica, perfetta per loghi di aziende, foto, aforismi. Si tratta di un formato che non passa inosservato e che lascia il segno in chi la guarda.

Le tante tipologie di spille personalizzabili sono possibili grazie al miglioramento sempre più innovativo della tecnologia che consente così di produrre diverse varianti di forme, di colori e di materiali.
Questo prodotto consente di esprimere la propria individualità, il proprio messaggio in maniera chiara e diretta. Comunica in modo immediato e rimane impresso nella mente di chi osserva, per questo viene scelto spesso per promuovere un marchio o un brand.
Fondamentale per ottenere un risultato finale ineccepibile è la realizzazione delle spille in centri specializzati. La lavorazione di questi materiali deve essere affidata a esperti del settore per ottenere un prodotto perfetto e duraturo nel tempo.