I distributori automatici di caffè ieri e oggi

Ti sei mai chiesto chi ha inventato i distributori automatici? Prima Service ha pensato di scrivere questo articolo di approfondimento in merito alla ristorazione automatica per tutti gli appassionati di caffè.

La pausa caffè è un momento di intenso piacere, ci si rilassa e ci si allontana per qualche istante dalla routine quotidiana. Oggi fortunatamente grazie ai distributori automatici di caffè assaporare questa bevanda, in uno o più momenti della giornata, è davvero semplice ed economico e permette di risparmiare il tempo speso in fila alla cassa di un bar.

Per utilizzare il distributore automatico basta inserire l’importo richiesto e selezionare il tipo di bevanda desiderata che, in pochi attimi, sarà pronta per essere degustata!

I distributori sono generalmente installati presso uffici e strutture pubbliche come ospedali e scuole, ma anche lungo strade e all’interno di negozi, e consentono di scegliere tra una vasta gamma di bevande come:

  • Caffè espresso
  • Caffè americano
  • Caffè macchiato
  • Cappuccino
  • Mocaccino
  • Cioccolata

Ai distributori di bevande si affiancano il più delle volte distributori di snack dolci e salati perfetti per uno spuntino sostanzioso o leggero, a seconda delle specifiche esigenze.

Quando nascono i distributori automatici di caffè

Sembra che il primo distributore automatico sia stato inventato da Erone di Alessandria che nel lontano 219 a.C. ideò una macchina distributrice di acqua per cerimonie che si svolgevano all’interno dei templi.

Rilevante è poi l’invenzione di William Herny Fruen che mise a punto verso la fine dell’Ottocento il primo distributore automatico di bevande. Questo venne installato nel prestigioso West Hotel di Minneapolis.

Le prime macchine destinate all’erogazione automatica di caffè espresso in Italia risalgono invece a inizi anni ’60 probabilmente per rispondere all’esigenza sempre crescente delle persone di avere un caffè subito pronto anche in strada, nelle stazioni e all’interno di varie strutture. Certo, i costi iniziali erano molto elevati e per questo i distributori automatici dell’epoca erano destinati soltanto a pochi privilegiati.

Il distributore automatico di caffè, bevande e snack ai giorni nostri

Nel corso degli anni i distributori per il caffè si evolvono, cambiano dal punto di vista estetico e si rendono accessibili a tutti. Bevande e snack possono essere acquistati a un prezzo ridotto, sicuramente inferiore rispetto a quello richiesto altrove.

Dal 2000 il caffè nei distributori viene prodotto perlopiù in cialda.

Attualmente il distributore automatico è estremamente diffuso all’interno degli uffici in quanto consente ai dipendenti di prendersi una breve pausa dal lavoro senza per forza dover uscire fuori e andare quindi alla ricerca di un bar, sottraendo magari del tempo prezioso al proprio lavoro.

La tecnologia ha inoltre permesso di migliorare notevolmente la qualità dei prodotti serviti che sono estremamente diversificati. Anche la persona che segue un regime alimentare ristretto può trovare all’interno del distributore automatico ciò che fa al caso suo: dai cracker e biscotti ipocalorici fino al caffè espresso senza zucchero.

Quali vantaggi offre un distributore automatico?

Oltre a permettere un buon risparmio economico, il distributore di caffè, bevande e snack è funzionante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questo significa che, anche di notte, quando bar, supermercati e negozi sono chiusi, chi si trova ad esempio all’interno di un ospedale o di una stazione del treno può usufruire del distributore inserendo l’importo indicato in prossimità del prodotto desiderato.

Insomma, dalla loro nascita ad oggi, i distributori automatici sono cambiati accostandosi sempre più alle necessità delle persone in termini di costi e fruibilità e rivelandosi così invenzioni di grande successo.

Cosa sono le essenze legnose?

Ogni settore ha le proprie terminologie e può capitare quindi che alcune parole abbiano significati differenti a seconda del contesto. Una di queste è la parola essenza, che generalmente associata ai profumi. Quando però si parla di legno non ci riferiamo al suo odore, bensì alle diverse tipologie. Esse si distinguono sotto molteplici punti di vista, che adesso vedremo insieme.

Prenderemo infatti in considerazione le caratteristiche tipiche che sono utili per capire gli impieghi d’uso che ne saranno fatti. Per fare costruzioni ti consigliamo di acquistare legno massello e pannelli in legno la cui qualità è garantita ed i prodotti sono tutti certificati come su apropositodilegno.it.

Lo specifichiamo perché ai fini dei risultati finali è importante anche la qualità dei materiali impiegati. Non basta cioè impiegare l’essenza migliore per un uso specifico, serve anche che essa sia di qualità. Dopo questa parentesi, possiamo passare alle caratteristiche delle essenze che si prendono in esame prima di compiere qualsiasi tipo di lavoro.

Le caratteristiche delle essenze del legno

Le caratteristiche delle essenze legnose si dividono in tre categorie: fisiche, tecniche e meccaniche. Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche si considerano il peso ed il volume del legno, oltre che il coefficiente di porosità e quello di conducibilità. Il coefficiente di conducibilità è anche detto conduttività termica.

Le caratteristiche meccaniche sono le risposte alle tipiche operazioni meccaniche, come all’operazione di fresatura per esempio. Ecco che si parla di resistenza a compressione, a flessione e resistenza a trazione in parallelo alla fibratura.

Le caratteristiche tecniche sono in parte anche visive, cioè riscontrabili ad occhio nudo senza bisogno di verifiche. Si tratta infatti dell’aspetto, del colore, della durevolezza, della durabilità naturale, della stabilità dimensionale, della lavorabilità e della densità.

Come si può intuire, si tratta di caratteristiche generali che variano da essenza ad essenza, per questo vanno distinte correttamente. O meglio, vanno sapute distinguere, cosa che non è da poco.  Ecco che, per esempio, il legno da utilizzare per degli infissi sarà diverso da quello per una scala o una trave o, ancora, per un pavimento.

Ogni lavoro necessita di un tipo di essenza, che può essere tenera o dura. Infatti un’altra classificazione riguarda la durezza. In genere si dice che ad essere tenero e duro è il legno che deriva dalle conifere, come per esempio l’abete ed il pino; e si dice anche che è duro il legno che deriva dalle angiosperme, tra cui la quercia. Tuttavia vi sono delle eccezioni e tale distinzione non è così veritiera come si potrebbe pensare. Questo perché tra le conifere ci sono dei legni più duri di quelli delle angiosperme e tra le angiosperme si trovano legni più teneri di quelli di alcune conifere.

Legno ed architettura

Molteplici sono i campi di applicazione del legno e, come abbiamo già detto, la tipologia varia in base al tipo di lavoro. Ecco che oltre al legno massello si parla spesso di pannelli in legno, che altro non sono che derivati del legno. Questi si utilizzano principalmente laddove non sono visibili. Quando invece conta molto l’aspetto esteriore si punta al legno naturale e, possibilmente al legno pregiato.

Rinomati per esempio sono i seguenti legnami: acero, faggio e frassino. Essi rappresenta una piccola parte della lista di tutti i legni, ma si contraddistinguono per essere molto utilizzati in architettura grazie alla loro grande resistenza. Si tratta di tre essenze molto interessanti, valide sia negli ambienti interni che in quelli esterni. Bisogna infatti ricordare che è fondamentale prendere in considerazione anche la collocazione di un mobile p di una certa struttura. A seconda della collocazione e dell’utilizzo, quindi, si renderanno necessari degli interventi ad hoc. Solitamente vengono fatti dei trattamenti specifici per non alterare il legno e consentirgli di mantenere alte le sue performance in ogni situazione.

In che modo sostituire le gomme della sega a nastro?

Ci sono molti produttori di seghe a nastro e tante tipologie di attrezzature, ma il processo di sostituzione della gomma della sega a nastro è in genere lo stesso, il livello di difficoltà per sostituirla è moderato, per la maggior parte delle persone la sostituzione potrebbe avvenire in maniera autonoma.

Il compito di queste gomme è quello di proteggere la lama e la ruota dal contatto reciproco, queste dovranno eventualmente essere sostituite, perché le cattive gomme sono la causa principale della scarsa prestazione della sega a nastro.

Ad un certo punto, le gomme per le seghe a nastro dovranno essere sostituite e sono disponibili sul mercato pacchetti più grandi di 4 o di più, una buona idea è fare in modo che siano sempre a portata di mano nel caso sia necessario sostituirle. Dopo averlo fatto alcune volte, diventerà un semplice e richiederà solo pochi minuti.

Ecco tutti i passaggi da effettuare con accortezza prima di utilizzare la tua sega a nastro.

  • Considerazioni sulla sicurezza: come per ogni progetto, il consiglio è di indossare l’equipaggiamento di sicurezza prescritto. Sono raccomandati occhiali e guanti e verifica che la sega a nastro sia spenta e scollegata.
  • Verifica il posizionamento: assicurati che le ruote siano posizionate correttamente. Osserva che il lato rivolto verso l’esterno sia segnato sul davanti di entrambe le ruote con il pennarello nero. Rimuovi la lama di taglio e le ruote a nastro con le chiavi di dimensioni appropriate.

Se dimentichi accidentalmente di contrassegnare le ruote o il segno si è consumato, la maggior parte delle ruote presenta uno o più dossi di bilanciatura perforati su un lato.

  • Rimuovere le vecchie gomme: posiziona le rotelle della fascia sul pavimento. Rimuovi la vecchia gomma e se necessario tagliala utilizzando il coltello da tasca. Con la spazzola in acciaio, pulisci la superficie della ruota per eliminare eventuali detriti.
  • Posiziona le nuove gomme: posiziona la nuova gomma sulla ruota metallica, utilizza i due cacciaviti per aiutarti a montarla. Prenditi il ​​tempo e non forzare la mano. Fai attenzione a non danneggiare nessuna parte. Rimonta le rotelle della sega a nastro sull’unità.
  • Rotazione: ruota a mano e controlla la nuova gomma per eventuali punti alti e bassi e falla scorrere per eliminare eventuali irregolarità.

Per concludere reinstalla la lama di taglio sulle ruote metalliche, imposta la tensione della lama metallica, come quella che trovi sul sito www.crocoblade.com, che è caratterizzata dal dente temprato e segui le specifiche del produttore, infine monta l’indicatore del quadrante.

Ancora una volta sarà necessario ruotare a mano e osservare l’indicatore, quindi risulta esserci un intervallo di +/- 0,025 pollici per una gomma tonda. Misura le gomme, quella superiore e quella inferiore e la lama deve avere lo stesso spessore per evitare tagli irregolari e instabilità.

Se necessario cambia la lama, controlla che sia abbastanza affilata, per poter tagliare il materiale sul quale stai lavorando. Se è il caso di sostituire la lama utilizza la maniglia di rilascio della tensione posta sull’estremità anteriore della sega.

A differenza di altri utensili elettrici, la lama deve essere salda contro il materiale da tagliare prima di avviarla, pratica una leggera pressione, senza esercitarne troppa, perché in tal caso la sega potrebbe bloccarsi.

Quando sei quasi alla fine del taglio, mantieni una presa salda sulla sega e assicurati che i detriti cadano in un posto sicuro. Dopo aver completato il taglio, dovrai rilasciare il grilletto e attendere che la lama della sega smetta di muoversi. A questo punto puoi passare al taglio successivo o posizionare la sega su una superficie stabile.

Non lasciare la sega mentre è ancora in movimento, può attrarre sporco e detriti, causando il malfunzionamento dei meccanismi delle pulegge.

Espositori da banco: fare marketing non è solo un fatto di grandi budget

Fate marketing, nel vostro negozio? Siamo sicuri che già al solo leggere la parola molti di voi avranno pensato, e istintivamente risposto, “No, la mia è una piccola attività, e non abbiamo il budget per fare il marketing… ci arrangiamo.”

 

Ecco, chiariamo una cosa: anche non sapendo che cosa facciate esattamente chiamandolo “arrangiarsi”, quello che state facendo è, a tutti i titoli, marketing. Il marketing può essere fatto anche con le grandi cifre, e gli investimenti faraonici: sarebbe sciocco negare che ci siano situazioni in cui è addirittura l'unico modo efficace di farlo. Ma non sempre è così – soprattutto per le realtà più piccole, dove conta molto più l'idea rispetto al budget, e dove le soluzioni più efficaci possono essere quasi a costo zero, e semplicissime – tanto per fare un esempio, è marketing anche fare un uso intelligente dei normalissimi espositori da banco. Non ci credete? Ecco invece tre modi in cui gli espositori da banco si dimostrano formidabili strumenti di marketing!

 

  1. Gli espositori da banco hanno forza psicologica

Molto, nel marketing, è un fatto di psicologia; e quei comunissimi espositori da banco che avete montato ieri, e messo vicino alla cassa, sono in realtà strumenti psicologici molto potenti. Pensateci: qual è il momento in cui il cliente è maggiormente disposto a darvi ascolto, fiducia, disponibilità all'acquisto? Tutti gli studi dimostrano che è al momento del pagamento, quando di fatto sta dimostrando, anche fisicamente, di avere scelto di fidarsi di voi. Ebbene: quando entrano in gioco gli espositori da banco, e quando mostrano i prodotti che contengono? Proprio nel momento in cui, alla cassa, il cliente sta per pagarvi. Si tratta di un'occasione d'oro per la vendita, qualcosa che forse pensavate si potesse ottenere soltanto con strumenti raffinatissimi e invece possedevate già.

 

  1. Gli espositori da banco sono strumenti di posizionamento

Posizionamento, nel marketing, si riferisce alla categoria mentale in cui i clienti tendono a porre un prodotto: “lussuoso”, “necessario”, “sottomarca”… vi state domandando com'è possibile che dei semplici espositori da banco, in cui si piazzano prodotti piccoli, economici e solitamente di immediata utilità, possano svolgere una funzione complessa come questa? Ma se ci fate caso, appena avete pensato agli espositori da banco li avete immaginati pieni di prodotti… piccoli, economici, e di immediata utilità. E questo è posizionamento! L'idea di cosa può essere contenuto negli espositori da banco è talmente diffusa che potete stare sicuri che anche i clienti la condivideranno, e potrete sfruttarla per presentare al meglio i vostri prodotti.

 

  1. Gli espositori da banco hanno appeal

Riconoscete – anche se, magari, non ve lo potete permettere – il valore aggiunto che dà al vostro negozio il lavoro di un vetrinista? Siamo sicuri di sì. In cosa consiste questo valore, però? I prodotti sono gli stessi che potevate disporre voi, lo spazio anche, e la posizione del vostro negozio non cambia. Perchè il vetrinista vi fa vendere di più? La ragione è semplice: perchè presenta quegli stessi prodotti, nello stesso spazio, allo stesso flusso di persone, ma in modo capace di catturarne l'attenzione. E gli espositori da banco possono fare la stessa cosa? Ma certamente! Esistono espositori da banco di tutte le dimensioni, le forme e i materiali, eleganti o economici, solidi o temporanei, ma tutti condividono la possibilità di essere sagomati e decorati nei modi più diversi, proprio per attirare gli sguardi. E non serve nemmeno il vetrinista!

 

Il vostro negozio ha bisogno di marketing, e voi potete occuparvene. Imparate a riconoscere la potenza degli strumenti più semplici, come gli espositori da banco: rimarrete meravigliati!

 

Per saperne di più: https://www.colorby.com/v3/espositori-per-prodotti/espositori_da_banco_in_cartone-rwg.htm

Le spille personalizzate sono il modo migliore per esprimersi

Le spille personalizzabili rendono la comunicazione facile, diretta e anche divertente. Sia che le scegliate per festeggiare insieme agli amici un evento importante come una festa di laurea, un addio al celibato o nubilato, un pensionamento, o che siano il vostro modo per far conoscere il vostro marchio in una convention, le spille sono un passe-partout adatte a diverse occasioni.

Disponibili in tante varianti, sia per forma, sia per colore, trovare quella giusta sarà facilissimo e sarete entusiasti del vostro acquisto.
Le spille fanno la loro comparsa negli anni ’70 e vengono adottate in ambito musicale, politico, pubblicitario e anche nel mondo dei cartoni animati. Erano un accessorio fashion che adornava jeans, zaini, giacche e persino le scarpe.
Elemento vintage, ma anche moderno, scelto da varie generazioni come ornamento in grado di trasmettere la propria personalità e il proprio messaggio senza mezze vie. Data la versatilità di questi prodotti, le spille sono state scelte fin da subito per contesti pubblicitari e promozionali.

Lo sviluppo tecnologico ha reso la realizzazione di questi prodotti più semplice e ha permesso di aumentare i modi di personalizzazione. Si inizia con la scelta della grafica preferita per poi elaborarla con gli strumenti appositi e proseguire con il posizionamento sulla superficie della spilla.

Quando la grafica viene stampata, inizia il processo con la fustellatrice, ovvero, il ritaglio delle stampe che vengono poi applicate sull’accessorio. Si termina, infine, con l’aggiunta di una plastica trasparente sul davanti e l’ago di prensione sul retro.

Le diverse finiture e i colori

Le spille possono essere realizzate con diverse finiture: lucide, con stampe fosforescenti, con carta fluo. I colori sgargianti, in particolare, catturano facilmente l’attenzione e piacciono soprattutto ai giovani. Le finiture lucide, con carta argentata o con carta dorata, donano un aspetto raffinato alla spilla che può diventare un oggetto di classe ed elegante.

Chi vuole un oggetto di tendenza può optare per una finitura trasparente su acetato, con grafica specchiata, con pellicola trasparente. Ancora più modaiolo, soprattutto per gli amanti della notte è l’uso della polverina fosforescente che, applicata in una sezione grafica, imprigiona la luce rilasciandola al buio.

Le diverse forme di spille
La forma rotonda è la più classica e la più usata, le dimensioni variano da 25, 32, 38, 45 mm di diametro, ma sono disponibili anche più grandi. Perfetta per ogni occasione d’uso, viene scelta per i più svariati eventi.

La forma quadrata è un’ottima opzione per le aziende che vogliono rappresentare il proprio marchio, sono una scelta meno comune ma più elegante e distintiva. Possono essere anche un originale regalo, pensato su misura per chi lo riceverà.
La forma orizzontale è ideale per raffigurare simboli, foto o disegni. Indicata maggiormente per chi intende pubblicizzare un prodotto, è anche una bella scelta per chi vuole regalarla in ricordo di un evento particolare.
La forma verticale è innovativa, fresca, esce dagli schemi e colpisce l’attenzione. Perfetta per chi vuole trasmettere il proprio pensiero o la propria arte, con disegni o illustrazioni che si estendono in verticale.

La forma ovale è eclettica, perfetta per loghi di aziende, foto, aforismi. Si tratta di un formato che non passa inosservato e che lascia il segno in chi la guarda.

Le tante tipologie di spille personalizzabili sono possibili grazie al miglioramento sempre più innovativo della tecnologia che consente così di produrre diverse varianti di forme, di colori e di materiali.
Questo prodotto consente di esprimere la propria individualità, il proprio messaggio in maniera chiara e diretta. Comunica in modo immediato e rimane impresso nella mente di chi osserva, per questo viene scelto spesso per promuovere un marchio o un brand.
Fondamentale per ottenere un risultato finale ineccepibile è la realizzazione delle spille in centri specializzati. La lavorazione di questi materiali deve essere affidata a esperti del settore per ottenere un prodotto perfetto e duraturo nel tempo.

Additivi impermeabilizzanti per calcestruzzo: la vasca bianca nei piani interrati

Per definizione, un piano interrato è una struttura i cui muri esterni sono al di sotto del livello del terreno, come box e cantine. La posizione dei muri di tutte le strutture interrate comporta il fatto che essi devono non solo svolgere una funzione portante rispetto ai carichi verticali, ma una funzione parete e di impermeabilizzazione rispetto alle falde freatiche, alle acque del suolo e della pioggia.

Le cause dell’umidità nelle strutture interrate

Alla base dell’umidità nelle strutture interrate vi sono due cause essenziali, che distinguono l’umidità da infiltrazione o da risalita.

L’umidità da infiltrazione è quella che si forma a causa della presenza, in aeree troppo prospicienti all’edificio, di falde acquifere, oppure quella che ha origine da incidenti imprevisti, come la rottura di fognature o tubazioni.

Lumidità ascendente, o da risalita, invece, proviene dal terreno e dalle falde freatiche, risalendo, per capillarità, nelle murature. L’umidità ascendente è quella che maggiormente deve preoccupare, perché mina la struttura di un edificio, accelerandone il degrado.

A queste due cause si aggiunge l’acqua piovana, che può infiltrarsi in edifici quali box, danneggiandoli e imponendone il ripristino per un corretto e agibile funzionamento.

Additivi per calcestruzzo: impermeabilizzare gli ambienti interrati

Impermeabilizzare cantine e box consente da un lato di bloccare l’ingresso dell’acqua all’interno delle strutture e dall’altro di prolungarne la vita. In questo modo i locali interrati di un edificio possono dirsi sani e asciutti. Per riqualificare gli ambienti interrati è possibile adoperare degli additivi per calcestruzzo per adottare la tecnica della vasca bianca.

Con vasca bianca si intende una tecnologia, mediante la quale il calcestruzzo, oltre ad assorbire il carico assume il ruolo di impermeabilizzante. In questo modo non è necessario l’ulteriore uso di membrane sintetiche. Per giunti, raccordi e passaggi sono previsti dei sistemi particolari di impermeabilizzazione.

Per dar forma a questo sistema è fondamentale definire sia la sollecitazione che l’acqua infonde alla struttura e in un secondo momento stabilire la classe d’uso dell’ambiente interrato. Per trasformare quindi il calcestruzzo in impermeabilizzante si deve conoscere il livello della falda freatica e la pressione mediante la quale l’acqua agisce.

Una volta compreso il dimensionamento dell’acqua si potrà stabilire poi se è indispensabile realizzare un’impermeabilizzazione di classe A o B. Per semplificare possiamo dire che nel primo caso l’impermeabilizzazione deve possedere una qualità tale da poter essere frequentata da persone, come ad esempio le cantine. Il secondo caso va a indicare, ad esempio, i garage interrati.

L’additivo per calcestruzzo Multiseal di Supershield

Quando si pensa ad un’impermeabilizzante di tipo tradizionale si pensa ad una tipologia di prodotto che viene applicata al calcestruzzo, proteggendolo in maniera superficiale. Per questa ragione, l’impermeabilizzazione in questo caso, deve essere ripetuta a distanza di tempo per ripristinarne l’azione. La nuova tecnologia messa a punto da Supershield va a rivoluzionare il concetto di impermeabilizzazione. L’additivo per calcestruzzo realizzato da questo brand, infatti, non va a coprire il calcestruzzo ma si mescola ad esso. L’azione dell’additivo è rivoluzionaria. Infatti, l’additivo si compone di cristalli che non fanno altro che sfruttare la natura porosa e la struttura chimica del calcestruzzo per fondersi ad esso.

L’acqua è il catalizzatore degli agenti di Supershield: essi reagendo si trasformando in cristalli che vanno a riempire pori, capillari e microfessurazioni. Ciò rende il calcestruzzo davvero impenetrabile. Anche quando il calcestruzzo è successivamente intaccato dall’acqua, gli agenti chimici si riattivano, producendo nuovi cristalli sigillanti.

Inoltre, il prodotto, è ecologico, perché non prevede l’uso di sostanze inquinanti quali bitumi e resine. Usando si accresce la classe dell’intero edificio.

La serie di additivi cristallizanti per calcestruzzo (Crystalline Waterproofing for Concrete) di Supershield è denominata Multiseal. Si tratta di formule addizionali differenti capaci di adattarsi a tipologie di progetti diversi e a differenti temperature di applicazione.

Pensa all’ambiente: inizia dalle capsule di caffè compostabili

Il caffè ad oggi è una delle bevande più consumate al mondo, è infatti una delle merci più scambiate insieme al petrolio e all’acciaio.
I più grandi stati produttori di caffè sono in Brasile, Vietnam, Colombia, Indonesia seguiti poi da altri paesi che stanno cercando di prendere sempre più importanza in questo mercato.
Con il passare degli anni si è sempre cercato di creare nuovi tipi di caffè e ad oggi ne esistono centinaia, alcuni esempi sono il caffè macchiato, il caffè americano, il caffè espresso, il cappuccino e il marocchino.
Oltre le tipologie di caffè esistono anche diversi metodi per la sua preparazione, negli ultimi anni sta sopratutto spopolando il caffè in capsule che permette di prepararsi un ottimo caffè espresso come se fossi al bar direttamente a casa propria con una semplice macchinetta e delle semplici capsule acquistabili nei più svariati gusti.

La produzione di capsule
Per la produzione dei suoi caffè in capsula l’azienda seleziona i chicchi migliori e li sottopone alle più attente analisi e controlli; il processo dopo la raccolta dei chicchi inizia con la pulizia e il controllo degli stessi. I chicchi vengono posati su dei rulli dove grazie a delle macchine vengono aspirati corpi diversi dai chicchi e inoltre vengono eliminati quelli non idonei al passaggio successivo che è quello della tostatura.
Il processo di tostatura rappresenta una delle parti più importanti dell’intera produzione e molte aziende produttrici adottano un processo di torrefazione molto lento per garantire una migliore qualità dove i cicli di tostatura durano circa 12/15 minuti e tosta all’incirca 350kg di chicchi di caffè. Durante l’arco della giornata vengono eseguiti fino a 15 cicli.
Dopo il processo di tostatura il tutto viene lasciato raffreddare per 5 minuti per poi essere macinato, dosato e inserito nelle capsule.
Ogni singola capsula viene poi confezionata in dei pacchetti di plastica che permettono di conservare a lungo la freschezza e la qualità del caffè.

Le tipologie di miscele
L’arabica è la miscela che a contatto con il palato libera aromi floreali e di frutta fresca con una grande dolcezza, consigliabile consumarlo in una dose di metà tazzina.
Cremoso è la miscela che grazie alla sua rotondezza e alla sua intensità ricorda molto le spezie orientali.
Intenso è una miscela che nel prolungato retrogusto fa provare un sapore di mandorle tostate con toni leggermente speziati.
Lungo e intenso è invece perfetto per chi ama i sapori prolungati con gradevoli retrogusti di cioccolato fondente.
Napoli è una miscela intensa e cremosa, da consumare preferibilmente in una dose di mezza tazzina per assaporarlo al meglio.
Dec è un’ottima miscela decaffeinata, ricca di un caldo aroma speziato.
Bio arabica 100% è una miscela dall’aroma molto forte e bio.

Le capsule compostabili
La particolarità delle capsule è che sono compostabili cioè costruite con dei materiali che permettono di essere gettate per intero nel bidone dell’umido senza dover separare il caffè dall’involucro.
Tutto ciò è possibile grazie all’ottimo lavoro di diverse aziende produttrici italiane che hanno iniziato a porre grande attenzione all’ambiente cercando di limitare l’impatto ambientale, tra le prime ad essersi attivate si distingue Caffè Vergnano,  che da qualche anno produce le sue capsule con materiali compostabili mantenendo però sempre un alto livello qualitativo del caffè.

Bomboniere di carta fai da te

Realizzare delle bomboniere è importantissimo con l’avvicinarsi di un evento, che sia un matrimonio, un battesimo, ma talvolta anche un compleanno o un’altra festività di questo genere. Quasi tutti le scelgono già pronte, alcuni fanno ricorso a quelle il cui ricavato viene devoluto a scopi benefici, mentre c’è chi sceglie di realizzarne almeno una parte direttamente a casa, per dare un tocco di fai da te alla celebrazione che si sta andando a festeggiare. Come bisogna fare e cosa bisogna sapere per una cosa come questa?

La prima cosa di cui c’è bisogno è una piccola busta per alimenti, quella che si può trovare facilmente nei supermercati o negli e-commerce e che ha il suo interno, generalmente, confetti o caramelle. Se non abbiamo la possibilità di acquistarla, magari perché non la troviamo da nessuna parte, possiamo realizzarle direttamente noi. In questo caso sarebbe utile utilizzare un plotter da taglio (diverse sono le marche e i brand a disposizione, noi vi consigliamo i plotter in vendita su https://www.graphtec-italia.it/, importatore ufficiale per l’Italia dei prodotti Graphtec), in quanto bisognerà ritagliare il cartoncino e trasformarlo in una sorta di busta. L’operazione è molto semplice e quasi tutti sanno come portarla a termine.

Prendiamo dei fili resistenti di qualunque colore, preferibilmente viene scelto il rosa ma se si tratta di un battesimo per un maschietto sarà preferibile la scelta dell’azzurro, e fissiamoli nella parte bassa o intermedia della piccola busta.

L’altra estremità del filo, quella che va verso l’alto, è preferibile fermarla con degli adesivi dalle forme gradevoli come cuoricini, stelline o altre cose; c’è chi decide invece di utilizzare le stesse forme ma in questo caso di zucchero, in maniera tale da rendere l’aspetto della busta ancora più vero e papabile, nonché dare l’effetto del palloncino che viene lasciato libero di volare, aspetto importante quando realizziamo questo tipo di busta.

In questo modo quando andremo ad aprire e chiudere la bustina, l’effetto principale sarà proprio legato a questi palloncini. Ovviamente per fissare sia sotto che sopra i fili sarà necessario usare una colla, ed in questo caso viene scelta quella liquida perché non restano grumi né altri rilievi e per questo motivo è sicuramente migliore dal punto di vista estetico.

Ovviamente è doveroso ricordare che potremo scegliere anche il colore della bustina, che però dovrà essere, almeno secondo alcuni punti di vista, diverso da quello del filo anche solo per quanto riguarda la tonalità: questo perché altrimenti non si avrà l’effetto del filo del palloncino, ma i colori non si distingueranno e perciò verrà persa la vera anima di questa creazione che invece si basa proprio sul modo di apertura diverso ed originale.

A noi ora l’impresa di occuparcene per ogni invitato: buona fortuna!