Rifiuti: un’isola della plastica , è tutta colpa nostra

Ebbene si, L’isola di Henderson situata a sud dell’oceano pacifico e patrimonio mondiale UNESCO, ed è diventata un’isola dei rifiuti.

Nel 2015 una spedizione condotta da un’organizzazione per la protezione degli uccelli ha trovato sull’isola milioni pezzi di plastica sulle sue spiagge.

Se queste ricerche sono allarmanti, gli scienziati dicono che il problema è ancora più grave, infatti le precedenti ricerche non considerano oggetti sepolti dalla terra e sabbia.

Gli stessi dicono inoltre che queste isole servono esclusivamente come contenitori dei rifiuti di tutto il mondo, infatti ogni giorno da qualche parte vengono trascinati rifiuti, componendo così un paesaggio desolato e lugubre.

Il problema non è solo riguardante all’isola, ma anche agli animali che la popolano.

I paguri si ritrovano ad usare vasetti e bottiglie come case, le tartarughe verdi rimangono impigliate tra reti di plastica e impedisce alle femmine di deporre le uova in quella che è la loro unica zona di nidificazione.

Le ricerche affermano che in alcuni parti della spiaggia si trovi più plastica che sabbia.

Anche se ora quest’isola è sotto i riflettori e conosciuta da tutto il mondo, la sua pulizia è chiaramente esclusa, oltre che impossibile sarebbe una soluzione che non porterebbe ad un risultato duraturo, in quanto i rifiuti continuerebbero a sbarcare sull’isola.

Una riflessione corretta sarebbe quella di capire che la pulizia dell’isola non cambierebbe il mondo, ma noi potremmo diminuire la dipendenza  dalla plastica.

I rifiuti responsabili di questi disastri ambientali fanno parte di un’economia in cui gli oggetti in plastica vengono fatti per essere usati e buttati via appena possibile, ma c’è un modo più sostenibile che potrebbe spezzare questa catena viziosa. Riparare e riutilizzare questi oggetti di plastica, dandogli nuove destinazioni e nuove risorse, dandogli così un ciclo della vita dove la chiave di tutto è il riciclare.

Isole create dai rifiuti, esistono davvero

Ebbene si, se prima parlavamo dell’isola di Henderson, popolata da plastica e la difficoltà degli animali di conviverci, ora parliamo di isole create solamente da rifiuti.

Proprio così, nei nostri bellissimi e immensi oceani, oltre alla meravigliosa natura troviamo disgustose isole di rifiuti, che con la loro distesa di oggetti galleggianti rendono la sopravvivenza del nostro ecosistema in pericolo.

Queste isole, neanche a dirlo, sappiamo benissimo quanto siano nocive per il noi e il nostro ecosistema.

Abbiamo scoperto che esiste addirittura una classifica delle isole più grandi e conosciute, andiamo a vederle:

  • Great Pacific Garbage Patch

È l’isola di plastica e accumulo di rifiuti galleggianti, più grande al mondo, la si può trovare nell’oceano pacifico e si sposta seguendo la corrente oceanica. Le sue dimensioni sono simili alla Penisola Iberica, nei peggiori dei casi maggiore degli Stati Uniti.

  • North Atlantic Garbage Patch.

Scoperta per la prima volta nel 1972, L’isola si trova nel nord Atlantico ed è la seconda isola dei rifiuti più grande al mondo.

  • South Pacific Garbage Patch, grande 8 volte l’Italia, scoperta recentemente al largo del Cile.
  • Indian Ocean Garbage Patch, scoperta ufficialmente nel 2010.
  • Arctic Garbage Patch, un’altra piccola isola di rifiuti è stata trovata nel mare di Barents, vicino al circolo polare artico.
  • South Atlantic Garbage Patch,è forse la più piccola di tutte queste gigantesche e orribili isole e la si può trovare tra l’America del sud e l’africa meridionale.

Tutte queste terribili isole sono la conferma di quanto l’uomo sia poco attento e interessato all’ambiente che lo circonda, ma tutto ciò non causa problemi solo ambientali ma va ben oltre.

Infatti tutta la plastica e oggetti vari che con gli anni si deteriorano si trasformano in micro particelle che si mischiano con l’acqua e che i pesci mangiano: questo ha chiaramente delle ripercussioni anche sulla nostra salute.

Trasportare rifiuti a Bologna, chi se ne occupa?

Nel centro di Bologna, si sono create delle vere isole ecologiche, che vedono come protagoniste la raccolta della carta e della plastica, combattendo la nemica della raccolta differenziata, l’indifferenziata.

La plastica come il legno e il vetro è un materiale prezioso,e molteplici sono le tecniche per riciclare la plastica in modo fantasioso e gradevole per evitare  un’inutile spreco.

Il comune della città ha pensato a questo metodo per evitare che i commercianti e i passanti ne approfittassero e pensassero di più alla raccolta dei rifiuti, decidendo di cambiare le abitudine e affidare i suoi rifiuti ad aziende specializzate nel riciclaggio e nel trasporto dei rifiuti.

Riuscendo a raggiungere buoni traguardi per quanto riguarda il bene e la cura della città.