Sport: l’attività fisica può contrastare la stipsi?

Da sempre problema taciuto e sottovalutato, la stipsi è un disturbo dell’intestino che provoca difficoltà  più o meno gravi nell’​espletamento delle funzioni intestinali. Comunemente detta “stitichezza”, ha le sue radici in una grande varietà di cause differenti, tali che una larga fetta della popolazione mondiale, diversificata per genere, età e provenienza geografica, ne soffre quasi abitualmente. Ma da tempo è chiaro che tra i consigli e i rimedi per la stipsi c’è anche – e non per ultimo – la pratica costante di sport e attività fisica: il moto, specie all’aria aperta, è sempre stato indicato come una pratica salutare per l’organismo ma la connessione con il benessere intestinale ha motivazioni profonde e merita un approfondimento.

 

Gli studi sulla gastroenterologia comportamentale

Sebbene la connessione positiva tra sport e salute intestinale sia conosciuta da tempo, è divenuta oggetto di studio da parte della comunità scientifica in tempi relativamente recenti. La gastroenterologia comportamentale è infatti una scienza nuova, che sfrutta l’interdisciplinarità delle sue competenze per comprendere a fondo l’impatto di uno stile di vita più o meno sano sulla funzionalità intestinale e, allo stesso tempo, il rapporto tra alcuni processi e fenomeni psichici (ansia, depressione, nervosismo) e lo stato di salute dell’apparato digerente. La connessione tra l’attività fisica e il modo in cui questa influisce sui processi intestinali è proprio uno degli aspetti più interessanti di questa disciplina medica: ecco alcune delle conclusioni che abbiamo dedotto da questi studi.

 

Un secondo cervello

La relazione tra sport e apparato digerente è molto più profonda di quanto comunemente si creda, e ha inizio in quello che tecnicamente si chiama “sistema nervoso enterico”: una sorta di “secondo cervello” che regola l’attività motoria gastrointestinale. Il sistema nervoso enterico è in grado di funzionare anche indipendentemente dal “vero” cervello, ovvero il sistema nervoso centrale, e si occupa della trasmissione di specifici segnali alle pareti dell’intestino – la muscolatura enterica – le quali, a loro volta, sono all’origine dei movimenti di contrazione e rilassamento che permettono all’intestino di svolgere le sue funzioni. Va da sé che quando c’è un problema al sistema nervoso enterico, ci sarà anche un problema “meccanico”, e l’intestino non lavorerà correttamente, generando – tra l’altro – anche episodi più o meno gravi di stipsi.

 

Un fenomeno in crescita

Sono molti i motivi per cui il nostro “secondo cervello” può non lavorare correttamente, e alcuni – innegabilmente – sono connessi a problemi che derivano dal “cervello numero uno”. Ansia, stress, nervosismo, cattive abitudini, stile di vita scorretto, ritmi di lavoro incessanti possono creare scompensi di vario tipo, che si ripercuotono anche sull’intestino. Da ciò si comprende facilmente come a soffrire di stipsi, perciò, non sia una piccola minoranza, ma una larga fetta della popolazione.

La stitichezza cronica affligge circa il 30% della società occidentale, con conseguente impatto sia nella qualità della vita sia nelle spese sanitarie di chi ne soffre. Ultimamente, inoltre, sembra che il fenomeno sia stato incrementato anche dai recenti sviluppi storici, che hanno visto l’insorgere della pandemia come un ulteriore motivo di stress per i cittadini, che ne hanno pagato le conseguenze anche attraverso i propri disordini intestinali: i casi di stipsi sono aumentati anche in relazione all’emergenza sanitaria.

 

Un alleato contro la stitichezza: lo sport

Fare attività fisica, però, può aiutare a risolvere alcuni problemi legati al sovraccarico di stress e, di conseguenza, è utile ad allentare anche il malessere intestinale. Gli studi condotti in materia hanno dimostrato che tra i soggetti che praticano attività fisica regolare, che si mantengono in forma e si allenano costantemente, l’incidenza della stitichezza è di gran lunga minore rispetto al campione di persone che hanno uno stile di vita sedentario. Molti esperimenti sono stati condotti per indagare anche la sponda opposta, ovvero lo stesso fenomeno da un altro punto di vista: si è accertata la correlazione tra ridotta mobilità e aumento della costipazione (non solo su periodi a lungo termine, ma anche in caso di interruzione dell’attività sportiva per brevi momenti).

Sport e stitichezza: alcune considerazioni finali

È bene qui ricordare che ogni problema di salute deve essere analizzato e contestualizzato dal parere di un medico, perché ogni organismo è diverso dall’altro e solo il giudizio di un esperto può fornire un’adeguata terapia. Ma su una questione non sembrano esserci dubbi: una regolare attività fisica – condotta nei limiti delle proprie forze, con costanza e senza sforzi eccessivi – è certamente fondamentale per la salute, non solo dell’intestino. La buona notizia è che, a grandi linee, è ininfluente il tipo di attività sportiva: in base ai casi, può essere efficace già solo una breve passeggiata all’aria aperta, condotta a passo svelto. In base ai gusti personali, inoltre, si può scegliere lo sport più adatto a soddisfare le esigenze di chi lo pratica. In questo modo non solo si avranno immediati riscontri nel benessere generale del proprio organismo, ma si otterranno prendendosi cura del proprio corpo in modo naturale, senza l’uso di farmaci o interventi.