Tartarughe terrestri: guida alle specie più famose

Le tartarughe terrestri sono i rettili più diffusi nelle famiglie italiane, anche per la semplicità con cui si allevano. Tutti coloro i quali ne posseggono vi smentiranno sulla loro proverbiale lentezza e vi sapranno parlare della loro intelligenza e dello spiccato senso dell’orientamento di questo animale spesso sottovalutato.

L’alimentazione delle tartarughe terrestri è fondamentale per il corretto sviluppo e la salute di questo animale: carenze di calcio o vitamina D3 ad esempio, possono portare gravi scompensi e malattie. Dar da mangiare verdure e frutta è una scelta corretta ma si può integrare questa dieta con mangimi studiati per le tartarughe, come quelli che potete trovare sul portale petingros.it, specializzato in piccoli animali.

Di tartarughe ne esistono diverse specie ma sono solo tre quelle che è possibile detenere legalmente in Italia: Testudo grecaTestudo HermanniTestudo marginata. Inoltre il possesso delle tartarughe va denunciato in quanto sono rettili a rischio di estinzione.

Specie di tartarughe di terra

La caratteristica comune a tutte le specie di tartarughe è quella di essere animali pacifici e poco esigenti. Sono principalmente erbivore, anche se alcune non disdegnano piccoli insetti e molluschi. Inoltre non temono l’uomo e sono molto attive in sua presenza.

Andiamo ora a vedere alcune tra le specie di tartarughe più famose e le peculiarità e le differenze tra loro.

Tartaruga mediterranea o di Hermman

La tartaruga autoctona dei Paesi mediterranei viene chiamata Testudo Hermanni ed è presente in tutto il sud Europa, compresi i Balcani fino al Mar Nero e in Nord Africa fino alla penisola saudita. In libertà si tratta di una specie protetta ma è uno di quei rettili per cui c’è il permesso della legge di adottarli.

A parità di età, la femmina è più grande del maschio, anche se la differenza è minima. Si ha traccia di alcuni individui di questa specie che sono arrivati a compiere addirittura 110 anni di vita, questo vale se trattate bene ovviamente.

La loro attività diurna si ferma con il letargo che varia come durata in base alla temperatura della zona in cui vivono e, a seconda delle suddette zone, le sottospecie di questo rettile assumono diversi nomi.

Tartaruga russa o di Horsfield

La tartaruga russa vive in tutti i territori dell’Asia Continentale, dalla Russia alla Cina, fino all’India. Rispetto alla Testudo Hermanni è più grande e la differenza tra maschio e femmina della specie si nota maggiormente. Per riconoscere facilmente questa specie basta contare le unghie delle zampe: ne ha solo 4 invece delle 5 solite delle altre specie. Per la rigidità dei climi da cui proviene, il suo letargo è molto lungo ma non basta a farla vivere tanto quanto quella europea.

Tartaruga stellata indiana

Tipica delle zone aride di India e Sri Lanka, la tartaruga stellata indiana è molto piccola (può arrivare ai 10 cm).

La sua colorazione e i disegni sul carapace la rendono una delle più belle anche se non è facile tenerla: ha infatti la fama di essere una tra le più delicate di salute della sua specie.

Testuggine africana

La testuggine africana è originaria del nord Africa ma per ora è la specie più vicina all’estinzione e viene tenuta come animale da proteggere e salvaguardare nei parchi e nelle riserve di tutta l’Africa. In questa specie il maschio è più grande della femmina e può arrivare a pesare anche 100 kg. Questa è infatti una delle tartarughe più grandi, arrivando a misurare 80 cm.

Questa specie di tartaruga è protetta ma può essere tenuta in casa se regolarmente denunciata e proveniente da allevamento.

Testuggine sarda

La Testudo marginata è conosciuta anche come tartaruga sarda. Questa specie è autoctona della Sardegna e di alcune zone della Grecia. Le sue dimensioni possono raggiungere i 55 cm e non vi è differenza tra esemplari maschi e femmine della specie.

Testuggine greca

La tartaruga moresca, detta anche Testudo greca, è molto simile alla Testudo Hermanni per i territori in cui vive e per aspetto. La differenza che la rende diversa è che all’estremità del carapace ha delle sporgenze cornee che la rendono facilmente riconoscibile. Le sue dimensioni possono arrivare a 35 cm.