5 INTERESSANTI COSE DA FARE NELLA SABINA

p>Nel cuore del centro Italia, a pochi chilometri dalla capitale, esiste un bellissimo territorio fatto di storia, tradizioni e bellezze naturali.
Un’area completamente immersa nel verde che si estende per quasi tutta la provincia di Rieti fino a Roma, toccando alcune zone dell’Umbria e dell’Abruzzo: stiamo parlando della Sabina

Estesa su una superficie di circa 4102,04 km quadrati, la Sabina è un luogo davvero affascinante, dove il tempo sembra essersi fermato: qui la natura diventa la vera protagonista insieme ai piccoli paesini disseminanti su tutto il territorio.

Rieti è il capoluogo di questa regione geografica, la città di riferimento.

La Sabina viene divisa dai Monti Sabini in due aree: la bassa Sabina (cioè la Sabina Romana), corrispondente alla zona a sud ovest e quindi ad alcuni territori in provincia di Roma, e l’alta Sabina, nella parte a nord est, in corrispondenza della provincia di Rieti, dell’Umbria e di alcuni territori abruzzesi.

I PAESAGGI DELLA SABINA

La Sabina si caratterizza per i suoi paesaggi naturali quasi incontaminati, dominati da uliveti, ampie distese di vitigni, boschi e campagne.
L’agricoltura è per questo ancora una della attività principali del territorio.

Essa inoltre è famosa per accogliere alcuni tra i più suggestivi borghi dell’Italia centrale che rendono ancora più importante la sua componente artistica e culturale.

Ragion per cui la zona della Sabina è anche un’importante meta di riferimento per il turismo, soprattutto quello straniero.
Come emerso infatti anche da alcuni studi condotti nel corso della 19° conferenza del Centro internazionale di studi sull'economia turistica (Ciset) dell'università Ca' Foscari di Venezia, supportati dalle ricerche della Banca d'Italia,
il Lazio rientra tra le prime 5 regioni italiane che hanno registrato negli ultimi anni un importante incremento di turisti stranieri.

COSA FARE NELLA SABINA: 5 BUONI CONSIGLI

Ecco una breve guida sulle 5 cose da fare nella Sabina:

  1. SOGGIORNI DI RELAX IN AGRITURISMO
    In tutto il territorio della Sabina sono presenti tantissimi agriturismi pronti ad accogliere e coccolare tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza all’insegna del benessere e del relax.
    La Sabina infatti è il luogo adatto per risposarsi e per recuperare molte delle energie perse durante le intense giornate di lavoro.

    Lontano dal caos della città, avvolti dalla natura e dai suoi delicati profumi, un week end nella Sabina può rivelarsi la cura migliore contro la stanchezza e lo stress e, perché no?, anche una valida alternativa per combattere gli stati di ansia e curare l’insonnia!
    La serenità di questi luoghi donerà al vostro corpo anche una sana pace interiore.

 

  1. PASSEGGIATE A STRETTO CONTATTO CON LA NATURA
    Tra le colline della Sabina è possibile fare lunghe passeggiate, sia a piedi che in bicicletta. In questo territorio è d’obbligo un’uscita a passeggio tra le campagne e le ampie distese di verde che, soprattutto in primavera, si vestono di colori meravigliosi.

     
  2. VISITE NEI BORGHI ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE DEL TERRITORIO
    Angoli e scorci meravigliosi, panorami mozzafiato, antichi casali e castelli: se si passa per questi luoghi bisogna assolutamente fermarsi ad ammirare le bellezze dei borghi più caratteristici del centro Italia.

    Paesini medioevali e borghi incantati vi permetteranno di riscoprire antiche storie passate ed avvenimenti importanti accaduti nei secoli precedenti.
    Accompagnati da una guida potrete scoprire tutte le curiosità del territorio oltre che apprezzare le bellissime e affascinanti strutture secolari di antichi monasteri, come per esempio l’Abbazia di Farfa.
     

  3. RACCOLTA DELLE OLIVE E VISITE AL FRANTOIO
    Alcuni agriturismi del territorio coinvolgono attivamente i loro clienti durante la raccolta delle olive organizzando delle interessantissime visite al frantoio.
    La zona della Sabina infatti è anche famosa per un suo prestigioso prodotto d’eccellenza: l’olio extra vergine di oliva, che vanta il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta). Un valore aggiunto per il territorio che esalta e valorizza ogni piatto mantenendo alta la qualità enogastronomica del posto.

    Per trovare un agriturismo che organizzi delle visite al frantoio durante i mesi della raccolta delle olive date uno sguardo a questa pagina: https://www.iduemelograni.com/all-activities/raccolta-olive/.
     

  4. PASSEGGIATE A CAVALLO
    Un’altra cosa molto carina da fare nella Sabina, riguarda in particolar modo tutti gli amanti degli animali. In diversi agriresort della zona, infatti, è possibile organizzare delle passeggiate a cavallo: un’occasione davvero unica per scoprire la natura in compagnia di uno degli animali più dolci del mondo!

 

10 cose originali da vedere a Venezia

Che sia per un week-end romantico, una gita in giornata dalla Croazia o un viaggio alla scoperta delle bellezze del proprio Paese, Venezia è una delle destinazioni più quotate quando si organizza una vacanza in Italia.

Se non ci sei mai stato, sicuramente conoscerai piazza San Marco, piazza principale della città, quantomeno per la sua fama.

Sarai però curioso di sapere cos’altro c’è da fare nella Serenissima, magari dei tour particolari.

Innanzitutto, bisogna tenere a mente che Venezia si divide in due parti: la terraferma e la laguna. Questa caratteristica la rende una città unica, speciale.

L’intera laguna veneziana è stata iscritta da UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale e presenta canali, isole e ponti caratteristici e in alcuni casi riprodotti in altre città del mondo.

All’interno della laguna i posti da scoprire sono numerosi, e tutti magici.

Scopriamo insieme Venezia e i suoi itinerari alternativi, per rendere indimenticabile la tua vacanza.

 

I canali

Se stai pensando di andare a Venezia, stai sicuramente bramando il momento in cui ti rilasserai su una gondola, mentre ammiri i palazzi che ti circondano, sentendoti il protagonista di qualche film.

Per collegare i sei sestieri della città esistono delle vere e proprie “strade” fatte di acqua: i canali.

Sono il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca, il Canale della Scomenzera e il principale, il Canal Grande.

 

  1. Il Canal Grande.

L’itinerario su cui ti muoverai  ti permetterà di percorrere sicuramente il Canal Grande, il principale canale della laguna che si espande per quasi quattromila metri, tracciando una S rovesciata.

Il canale va dal Ponte della Libertà, collegato alla terra ferma, al Bacino di San Marco, proprio di fronte alla famosa piazza, ed è possibile navigarlo su gondole, traghetti, vaporetti e motoscafi.

Una delle caratteristiche del canale deriva proprio dalla sua estrema lunghezza: attraversandolo, è possibile intraprendere un vero e proprio viaggio nel tempo passando tra i palazzi della città che percorrono vari stili architettonici, dal gotico veneziano al barocco veneziano, dal rinascimentale all’architettura neoclassica.

 

I Ponti

Risulta superfluo specificare che muoversi tra le strade di Venezia non è come muoversi sulle strade di altre città: oltre ai canali, è necessario che ci siano dei ponti. Innumerevoli ponti.

Ogni sestiere infatti ne ha tanti, più o meno grandi: per raccontarli tutti non basterebbe un articolo.

  1. Ponte dei Sospiri

 

Raccontato, fotografato, filmato, copiato: il Ponte dei Sospiri è uno dei ponti più conosciuti di Venezia.

In stile barocco, attraversa la via Rio di Palazzo, confinante col sestiere San Marco.

Forse una cosa che non sapevi su Venezia è che, oltre ad essere la città italiana più romantica per eccellenza, era anche luogo di esecuzioni.

L’importanza storica del Ponte risiede nell’essere stato il passaggio dalle Prigioni Nuove agli uffici degli Inquisitori.

Da qui ne deriva il nome: i prigionieri, attraversandolo, sospiravano alla vista del mondo per l’ultima volta.

Il Ponte è stato “citato” in più città: da Cambridge a Lima a New York, infatti in queste città è possibile trovare un rifacimento del ponte. A Cambridge, ad esempio, attraversa un canale del campus del College – con tanto di gondole!

A New York invece, Venezia è piaciuta così tanto che il ponte sovrasta una normale strada asfaltata ed è accompagnato da una torre che ricorda il campanile di San Marco.

 

  1. Ponte Rialto

 

È il ponte più antico e famoso tra i quattro che attraversano il Canal Grande.

Tale passaggio è stato modificato più volte nel corso dei secoli, fino ad assumere la forma attuale, nel 1591.

Il suo nome deriva dal Mercato di Rialto, a cui si congiunge, ancora oggi punto di riferimento del sestiere, pur avendo perso la storica centralità.

Le isole della laguna

 

Venezia si compone di numerose isole, più o meno vaste. Alcune di queste sono più conosciute, altre caratteristiche ma assenti dall’immaginario comune. Voglio segnalare le mie preferite.
Sono anche un ottimo modo di esplorare l’eterogeneità della città, anche se ci stai solo per il weekend e cerchi cosa fare in due o tre giorni a Venezia.

 

  1. Burano e le sue case colorate

 

È un centro abitato di poco più di duemila abitanti e sorge su quattro isole della laguna.

La cittadina è conosciuta per la lavorazione del merletto e, soprattutto, per i colori delle sue abitazioni.

Burano ha una piazza principale, Baldassarre Galuppi, e una chiesa officiata, quella di San Martino.
Uno scorcio senz’altro interessante è l’incrocio dei Tre Ponti, dove si collegano le tre strade più colorate del paesino: via San Mauro, via San Martino Sinistro, via Giudecca.

  1. Murano e il suo Museo del Vetro

 

È uno dei centri più popolati della laguna e si compone di sette isole, divise da canali e collegate anch’esse da ponti.
Notoriamente, la sua caratteristica principale è la produzione di vetro artistico, su cui si fonda una vera e propria tradizione.

L’isola ospita il Museo del Vetro, all’interno di Palazzo Giustinian. Visitandolo è possibile sperimentare varie tipologie di percorsi e ammirare collezioni divise per secoli di appartenenza, oltre a delle mostre temporanee.

  1. Isole caratteristiche

 

All’interno della laguna di Venezia sono presenti numerose altre isole, minori ma non per questo meno caratteristiche.

Sant’Erasmo. Sorge al centro di un triangolo tra Burano, Murano e Punta Sabbioni. La sua particolarità sta nell’estensione di zone verdi, in quanto isola fortemente dedita ad agricoltura e alla coltivazione.

San Francesco del Deserto. Isola consigliatissima per chi ha una passione per i chiostri: ospita, infatti, un convento fondato originariamente da San Francesco. Caratteristica è anche la vista su Burano.

Torcello. Una tra le più lontane isole della laguna ma davvero da visitare. La piccola isoletta di Torcello ha un’atmosfera caratteristica e onirica, che sembra catapultarla nella realtà da un sogno, da un tempo passato. Trovi una descrizione completa di cosa fare a Torcello sul blog di Venezia Lines.

  1. Peggy Guggheneim collection e i musei

Se sei un appassionato d’arte, un museo caratteristico della città di Venezia è la collezione d’opere di Peggy Guggheneim, collezionista trasferita a Venezia nel 1949.
Situato nel sestiere Dorsoduro, ospita la collezione permanente e altre mostre temporanee.

La collezione permanente comprende opere di Picasso, De Chirico, Ernst, Pollock, Magritte, Dalì e moltissimi altri.

Altre collezioni includono opere africane, pre-colombiane, oceaniche e sculture.

Durante la programmazione è possibile visitare anche mostre temporanee.

Gallerie dell’Accademia. Situate ai piedi dell’omonimo ponte, nel sestiere Dorsoduro, costituiscono un museo statale. Qui è possibile trovare una collezione di  opere d’arte veneziana e veneta, tra pittura e scultura. Inoltre, è possibile assistere frequentemente a mostre dedicate agli artisti più apprezzati nella storia dell’arte.

Ca’ Pesaro. È la Galleria Internazionale d’Arte Moderna e si affaccia sul Canal Grande dal sestiere Santa Croce. Ospita frequentemente mostree temporanee, oltre a conenere in modopermanente opere di artisti come De Chirico, Morandi, Zecchin.

  1. I teatri e luoghi del sapere a Venezia

In giro per la città puoi trovare svariati teatri e altri palazzi adibiti a luoghi del sapere – d’altronde Venezia è una città universitaria!

Libreria Acqua Alta. Una delle librerie più iconiche del mondo, nonché un esempio dei negozi e locali strani di Venezia, si trova a pochi passi da Piazza San Marco. Oltre a scaffali, molti libri sono posti su gondole e barchette, per essere al riparo dall’acqua alta.

Il proprietario inoltre ha preso dei libri inutilizzabili e ne ha creato una scala, per affacciarsi sul canale.
Ah: ci sono anche dei meravigliosi gatti.

 

Teatro Stabile Carlo Goldoni. Inaugurato nel 1622, è il teatro più antico ancora esistente all’interno della Laguna. È situato a San Marco, in prossimità di Ponte Rialto.
All’interno del teatro è possibile anche trovare una lapide su cui viene ricordata la beffa del Goldoni, evento del 1945 in cui un gruppo di Partigiani irruppe sul palco durante la messa in scena di una commedia di Pirandello. In quell’occasione, pronunciarono un appello alla libertà, davanti alla presenza in sala di fascisti e nazisti.

Gran Teatro La Fenice. Anch’esso situato nel sestiere San Marco, è il principale teatro lirico della città. Inaugurato nel 1792, il teatro è stato piegato da due incendi nel corso dei secoli, di cui uno doloso.

  1. I luoghi delle leggende di Venezia

Una città magica come la nostra Regina dell’Adriatico, inevitabilmente, vive anche di leggende e racconti fantastici sul suo conto. I racconti sugli avvenimenti più incredibili della città sono veramente numerosi, eccone alcuni posti insoliti di Venezia in cui è possibile “toccare con mano” queste storie strane.

Ca’ Dario, il palazzo maledetto. Posto nel sestiere Dorsoduto, si affaccia sul Canal Grande. Viene considerato maledetto ormai da anni, tanto che attualmente è inabitato.
Nel corso dei secoli si sono succeduti numerosi proprietari deceduti per omicidio, suicidio o incidenti in strane circostanze.

Palazzo Mastelli o del Cammello. Situato nel sestiere Cannareggio, questo palazzo presenta ben due leggende!
La prima è una leggenda d’amore e nasce dal bassorilievo sulla sua facciata, che raffigura un cammello e il suo cammelliere. Si racconta che un ricco mercante abbandonò la sua terra per Venezia, trasferendosi in questo palazzo, su cui fece raffigurare l’immagine per renderla riconoscibile. Il motivo era una proposta di matrimonio finita con un rifiuto, a cui però il mercante non voleva arrendersi: sperava infatti di essere trovato facilmente nel caso in cui la sua amata l’avesse cercato.

La seconda leggenda vede il palazzo abitato da tre mercanti provenienti dal Peloponneso, raffigurati dalle statue che si trovano agli angoli del campo. Si pensa che le statue siano proprio i tre uomini, pietrificati.

Palazzo Ducale e la colonna consumata dai condannati. Tra le colonne del Palazzo Ducale di Piazza San Marco, ce n’è una che risulta consumata. Infatti, i condannati a morte venivano condotti sul lato che dà direttamente sul mare e messi davanti ad un’occasione per ottenere la grazia: girare intorno alla colonna senza cadere.

Pur trovandosi su uno dei palazzi più visitati della vittà, questo sicuramente  l’esempio più eclatante di quanti siano i luoghi nascosti a Venezia!

 

  1. La terra ferma

 

Il comune di Venezia non è fatto solo di isole: ha anche una porzione di terraferma su cui è possibile trovare anche delle città interessanti.

Una di queste è senz’altro Mestre, integrata nel comune di Venezia solo nel corso del Novecento.

Dopo decenni di cambiamenti, ufficialmente si presenta come una città senz’altro affascinante da visitare. La sua piazza Erminio Ferretto regala degli scorci interessanti, tra la torre dell’Orologio e il Duomo di San Lorenzo.

In giro per la città sono presenti numerose chiese e palazzi interessanti, che la rendono un valore aggiunto per la Serenissima.

 

Sembra difficile raccontare con originalità qualcosa quando è conosciuto e a volte anche dato per scontato da tutti, ma il bello di questa città è che riesce a far convivere la Venezia alternativa e il suo lato più turistico, riuscendo a  sorprendere i visitatori anche dopo secoli d’importanza storica e artistica.

Sentiti libero di scegliere l’attività che più ti attrae: ne ha per tutti!

Organizzare un tour dell’Andalusia ecco come fare

L’Andalusia è una delle più affascinanti regioni della Sicilia, ricchissima di città pregevoli e di natura, di divertimento e di avventura. Un tour in Andalusia è una delle destinazioni più classiche di tutta la Spagna, è possibile usufruire di numerosissime strutture ricettive di ogni tipo e organizzare bene il viaggio. Appunto perché l’Andalusa è una delle regioni più battute della penisola iberica, però, bisognerebbe cercare di organizzare al meglio il tour per non perdere neppure una delle migliori attrazioni del luogo (clicca qui per leggere ottimi consigli sulle cose da vedere). Ecco quindi qualche consiglio per gestire ed organizzare al meglio un tour in Andalusia in modo da vivere un viaggio davvero unico.

 Dove iniziare il tour in Andalusia?

Il tour in Andalusia dovrebbe cominciare, per ragioni organizzative, direttamente dallo scalo aeroportuale di Malaga. L’aeroporto in questione è lo scalo maggiore della regione e potete trovare degli eccellenti voli low cost che partono dall’Italia e arrivano a Malaga. Non solo: una volta in loco, se scegliete di spostarvi in auto (cosa che consigliamo) potrete noleggiare un mezzo ad un piccolo prezzo.

Malaga inoltre ha il vantaggio di essere la città ideale per cominciare un tour in Andalusia perché è davvero ricca di attrazioni turistiche da vedere, il centro storico è interamente pedonale e potete cominciare a gustare la cucina andalusa.

 Come spostarsi in un tour in Andalusia?

Nulla vieta di fare un tour in Andalusia sui mezzi pubblici, se avete un po’ di senso dell’avventura. Se però, come spesso capita, avete del tempo limitato e volete spostarvi di città in città in modo sicuro e rapido, il nostro consiglio è di noleggiare un’auto. Potete optare per un’offerta volo e noleggio, o noleggiare una vettura direttamente allo scalo di Malaga, dove ci sono spesso ottime offerte.

Il consiglio di noleggiare un’auto vale anche perché un tour in Andalusia non è tale senza un po’ di avventura on the road e muovendovi solo coi mezzi pubblici potreste essere limitati nell’andare alla scoperta delle zone più nascoste, fuori dai classici itinerari turistici.

 Cosa vedere durante un tour in Andalusia?

L’Andalusia è una regione ricchissima di cose da vedere e da fare. Se avete un’auto potete cominciare a girare la regione seguendo un itinerario personalizzato che vi permetta di vedere un po’ di tutto senza sprecare tempo. Vi sono però delle città che non ci si può assolutamente perdere durante un tour in Andalusia: parliamo di Siviglia, la bellissima ed elegante città andalusa che è diventata famosa per il suo Barrio di Santa Cruz e per il celeberrimo Alcazar.

Granada è un’altra destinazione che non potete perdere, non solo per il centro storico, ma anche e soprattutto per la famosissima Alhambra ed i suoi spettacolari giardini. Infine, anche Cordoba è una cittadina dell’Andalusia che vi consigliamo di visitare, soprattutto il quartiere de la Juderia, pittoresco e unico, e la Mezquita. In quasi tutte le città, durante il tour in Andalusia, potete tranquillamente spostavi a piedi. L’unica cosa da pianificare sono gli orari, che in Andalusia (anche per musei e attrazioni, bar e ristoranti) non sempre sono “canonici” come quelli a cui si è abituati.

Non abbiate paura di uscire fuori dai percorsi turistici e di sfruttare il vostro tour in Andalusia anche per scoprire i pittoreschi villaggi andalusi come Frigiliana, Setenil de las Bodegas o le città di Baeza ed Ubeda, o di avventurarvi nelle Gole del Rio Chillar o (se avete molto, molto coraggio) di affrontare il Caminito del Rey. Amate le spiagge? Il tour in Andalusia vi porterà anche sulle spiagge del Mediterraneo o dell’Oceano, al bel lido di Tarifa, di Nerja o al paradiso di Cibo de Gaeta.

Itinerari a Brescia e consigli di viaggio 

È una delle città più eleganti del Nord Italia, un piccolo e signorile gioiello incastonato fra i Ronchi, sovrastata da un Castello medievale e ricca di bellezze nascoste, musei e siti archeologici. Stiamo parlando di Brescia, una interessante città lombarda, piccola ma davvero ricchissima di cultura e bellezza, e oggi sempre più inserita negli itinerari turistici più particolari per scoprire le bellezze dell’Italia locale. Fra musei e chiese, con il bellissimo Castello ed il suo Duomo, fra piazze storiche e siti archeologici romani, Brescia è davvero una delle città più interessanti sotto ogni punto di vista e merita sicuramente una visita, anche per il patrimonio gastronomico (non dimentichiamo che la Franciacorta è una delle zone più rinomate per la produzione del vino). 

Inoltre Brescia è anche una città low cost se confrontata con altre destinazioni del Nord Italia, quindi è possibile pernottare in uno dei tanti bed and breakfast della zona (se ne cercare uno con un ottimo rapporto qualità prezzo date un occhiata qua https://www.lerondini.net/bed-breakfast/)

 Come muoversi a Brescia: qualche consiglio 

 Brescia è una città piccola e con degli efficienti mezzi pubblici, il che rende facile spostarsi in diversi modi. Una volta in centro storico (al quale si può arrivare in bus oppure in metro, alle fermate San Faustino e Vittoria) è possibile spostarsi tranquillamente a piedi o in bici: il centro storico è ricchissimo di cose da vedere ma piccolo e prevalentemente pedonale, quindi spostarsi a piedi è molto comodo. 

 Cosa vedere a Brescia

 Brescia è una città molto ricca di bellezze e cose da vedere. Partiamo dal castello, che si trova sul colle Cidneo, all’inizio di via San Faustino. Arrivarci è molto semplice e per entrare non bisogna pagare nessun biglietto l’ingresso: la splendida vista panoramica tutta da fotografare su Brescia è quindi al 100% gratuita. Potete acquistare anche un biglietto per visitare il Museo delle Armi o il Museo del Risorgimento, che sono davvero molto interessanti. Una volta finita la visita del castello, che potrebbe assorbirvi con la sua bellezza anche per ore, tornate in via San Faustino e percorretela fino in fondo per sbucare nella bella Piazza Loggia. Piazza in stile veneziano edificata alla fine del Rinascimento, è di medie dimensioni ed ospita la Torre dell’Orologio astronomico con le due famose statue di bronzo, che i bresciani chiamano ‘i macc de le ore’.

Sulle colonne sotto l’orologio si possono vedere ancora i segni dell’ordigno che esplose nel 1974 facendo diversi morti. 

A due minuti da Piazza della Loggia si sbuca in Piazza della Vittoria, che non potrebbe essere più diversa da quella precedente. Piazza della Vittoria, progettata da Marcello Piacentini, è in pieno stile razionale fascista con linee nette ed edifici grandiosi e monumentali. Qui ci sono diversi bar storici dove potete prendere il caffè e tirare il fiato. 

Da Piazza della Vittoria a Piazza del Duomo (il cui nome originale è Piazza Paolo VI) ci vogliono due minuti a piedi: la piazza ospita due Duomi affiancati, quello vecchio in stile romanico ed il grandioso Duomo Nuovo con la facciata di marmo di Botticino. Le due chiese non potrebbero avere uno stile più diverso e questo effettivamente le rende uniche, come è unica la bella piazza che le accoglie. 

Da Piazza Duomo potete raggiungere Via dei Musei e quindi la Brescia Romana. Brixia era un’antica città romana che ancora oggi ospita il Capitolium edificato da Vespasiano e il Teatro Romano: patrimonio dell’UNESCO, sono fra gli edifici di epoca romana meglio conservati di tutta l’Italia del Nord. Nel Museo di Santa Giulia, invece, potete visitare la mostra permanente sulla storia di Brescia e molte interessanti mostre temporanee dedicate a pittori celebri.  

Cosa fare in un weekend a Castiglione della Pescaia  

Castiglione della Pescaia è uno dei borghi marittimi più belli di tutta la Maremma Grossetana. Caratterizzato da un piacevole mix fra storia, architettura medievale, divertimento e mare, non stupisce che sia una delle località turistiche estive (e non solo) più amate di tutta la Toscana. Vita notturna e belle spiagge con un mare cristallino, un bel borgo antico: ci sono tutti gli ingredienti per una vacanza all’insegna del relax, del divertimento e della natura. Castiglione della Pescaia è un vero paradiso del turismo, premiato da Touring Club e da Legambiente, nonché con una doppia bandiera blu per la pulizia delle acque specie della bella spiaggia delle Rocchette. Si tratta di una delle località turistiche più belle d’Italia e permette di godersi un weekend rilassante fra passeggiate, serate, giornate in spiaggia e cultura e arte. 

Castiglione della Pescaia si trova nel cuore della Maremma, a qualche km da Grosseto. Ha solo 7mila abitanti ma nella stagione estiva c’è molta vita e turismo. 

Inoltre, sono tante le strutture ricettive a disposizione di chi voglia passare qualche piacevole giorno di relax a Castiglione della Pescaia. In zona ci sono molti hotel e alberghi, ma per chi preferisse dormire in B&B Fattoria Pian di Roccia (sito web http://www.fattoriapiandirocca.it/)  sito a pochi km da Castiglione, in località Pien di Rocca.)

Vediamo quali sono le attrazioni da non perdere in questo paesino toscano. 

 Le spiagge di Castiglione della Pescaia

 Inutile girarci intorno: una delle maggiori attrazioni di questo borgo sono le belle spiagge, perché il mare di Castiglione della Pescaia, secondo Legambiente, è addirittura il più bello d’Italia. I numerosi lidi attrezzati e non permettono a tutti, dalle famiglie a chi cerchi un luogo più selvaggio e isolato. Le spiagge di Castiglione della Pescaia sono facilmente raggiungibili dal centro cittadino e sono tutte caratterizzate da un mare calmo, dal fondale degradante e dalla sabbia molto fine. La maggior parte delle spiagge è attrezzata con lettini e ombrelloni e servizi vicino al lido. 

Perfetta per i bambini e per le famiglie, perché riparata dalle correnti, è la Spiaggia di Ponente, che si spinge fino a Punta Ala ed è ben servita. 

La spiaggia di Levante è meno affollata e meno riparata dalle correnti ma per il resto assomiglia molto alla prima. 

Sicuramente la spiaggia delle Rocchette, premiata con la bandiera blu per la pulizia delle acque, è uno dei lidi più ambiti ed è perfetto per chi voglia fare anche snorkeling e immersioni, e lo stesso vale per la spiaggia di Cala Violina. Spiaggia delle Marze è situata verso Marina di Grosseto ed è attorniata dalla Pineta del Tombolo, un luogo davvero rilassante dove poter godere dell’ombra naturale degli alberi. 

 Cosa vedere a Castiglione della Pescaia

 Castiglione della Pescaia è un luogo ricco di attrazioni turistiche. Vi consigliamo in particolar modo di visitare la zona alta del borgo, che è quella più antica. Si tratta del vecchio borgo medievale dove è possibile visitare le antiche porte, le mura, i camminatori ed anche il Palazzo Centurioni. 

Le porte dedicate a San Giovanni ed alla Madonna del Giglio sono molto belle e meritano una visita, come anche la Torre Lilli. La Chiesa di San Giovanni Battista, invece, ospita le reliquie di San Guglielmo. Ma anche i dintorni di Castiglione della Pescaia offrono possibilità di esplorazione, come per esempio l’area archeologica di Vetulonia del IX secolo e la riserva naturale protetta di Diaccia, ideale per un’escursione a piedi nella natura incontaminata e per passare qualche ora in totale relax. 

Se amate lo shopping, nella parte bassa della città, quella più vicina al mare, ci sono diverse vie dedicate alle boutique e ai negozi vari, oltre che ristoranti e locali. 

 

Maremma cinque destinazioni da non perdere 

La Maremma Toscana è una delle località più note d’Italia, e non ci si stupisce del perché. Si tratta di una regione davvero ricchissima di cose da fare e da vedere, dai panorami costantemente in mutamento, dove si passa dal mare alla collina e da un Museo al negozio per fare shopping con estrema naturalezza. Anche per questo la Maremma attira sempre più turismo, sempre più visitatori appassionati che vogliono scoprire a fondo la bellezza di questo territorio, diviso fra borghi, la bellezza del Monte Argentario e le sue spiagge.

Anche per questa complessità e versatilità della Maremma non è per nulla semplice indicare cinque destinazioni: le cose ed i luoghi da vedere e da vivere sono davvero molti, molti di più.

Cerchiamo di sintetizzare però cinque destinazioni da visitare assolutamente quando ci si reca in Maremma Toscana.

  1. Orbetello. Orbetello è una città della Maremma di origini etrusche, vicina al monte Argentario. Un luogo di cultura, di storia, di bellezza, molto accogliente: visitare Orbetello significa fare un tuffo in un luogo di natura, fino all’interno della Riserva Naturale Duna Feniglia, o l’Oasi WWF di Laguna di Orbetello, alcune delle località protette naturali che è possibile visitare nel territorio della città. Oltre a ciò, però, Orbetello è bellissima anche da visitare come cittadina. Il centro storico è preceduto da una diga, che venne fatta costruire nel 1842. Lungo Corso Italia, si arriva alla Piazza Plebiscito e a Piazza Garibaldi. Il centro storico è ricco di antichi palazzi e chiese, inoltre nei dintorni è possibile visitare i resti dell’antica colonia romana di Cosa, nonché la Tagliata Etrusca e lo Spacco della Regina. Orbetello è anche una cittadina di spiagge, come quella della Feniglia e della Giannella, entrambe con fondale basso e quindi indicate anche per famiglie con bambini. Poco distante da Orbetello si trova un altro borgo marittimo con alcune delle spiagge più belle della Maremma: si tratta di Castiglione della Pescaia, dove si trovano alcuni lidi premiati dalla Bandiera Blu e noti per la pulizia delle acque. Per fare un’esperienza più tipica, potete dormire in uno dei tanti agriturismi presenti in maremma (se siete in zona Castiglione della Pescaia, date un’occhiata a questo http://www.agriturismoterredicastiglione.it/)
  2. Magliano in Toscana è un borgo della Maremma che bisogna assolutamente visitare. Questo antico paese, racchiuso fra le mura del XIV secolo, nasconde fra chiese romaniche e antichi palazzi nobiliari anche l’Olivo della Strega. Secondo la leggenda, questo era un luogo dove si riunivano le streghe durante i Sabba col Demonio.
  3. Il Parco Naturale della Maremma. Visitare il Parco Naturale della Maremma è d’obbligo per scoprire le bellezze della natura in questa zona. Vi consigliamo di procedere a piedi o in bici per scoprire al meglio la natura incontaminata e la varietà faunistica. Potete anche andare alla scoperta delle Grotte delle Caprarecce. un vecchio rifugio dei pastori che vivevano qui, nascoste fra le falesie in una zona popolata da daini e cinghiali.
  4. La foce del Fiume Ombrone. La grande foce del fiume Ombrone è uno dei tratti caratteristici della Maremma ed anche uno dei motivi della grandissima varietà naturalistica presente in questo territorio. Il percorso per arrivarci è molto semplice ed adatto a tutti, sono meno di 6 km da percorrere per esplorare l’area attorno alla foce. Si parte dal bel paese di Talamone e si percorrono tutte le zone paludose, alla scoperta delle varie specie di uccelli che vivono in zona.
  5. Punta del Corvo. Una delle località più belle della maremma Toscana è senza dubbio Punta del Corvo, che vi consigliamo per fare una escursione davvero indimenticabile. Da questa località, immersa nella macchia mediterranea, è possibile vedere un panorama veramente magnifico, da mozzare il fiato, sull’Isola del Giglio, quella di Montecristo, l’Elba e le Formiche di Grosseto.

 

Le terme nel lazio tra passato e presente

Come ormai è noto, viste anche le numerose ricerche condotte a proposito, le acque termali rappresentano per il nostro organismo la classica e gergale manna dal cielo, con proprietà che altro non possono fare che mitigare positivamente molteplici e diverse funzioni fisiologiche.
Tra le regioni italiane più ricche di un patrimonio, come quello delle terme, che chiede di essere tutelato in tutte le sue forme e sfaccettature, vi è senza ombra di dubbio il Lazio.
A questo punto, cosa buona e giusta sarebbe fare un riferimento prettamente storiografico, in un legame tra benessere e storia che, contrariamente a ciò che si potrebbe erroneamente credere, è stato sempre e comunque forte e ben saldo.

Un benessere, quello del corpo e della mente, la cui importanza rappresentava, sin dai tempi dei romani e prima ancora della popolazione etrusca, non un particolare di secondaria e risibile importanza, ma un dogma quasi imprescindibile, una sorta di via maestra per vivere una esistenza il più possibile sana.
I primi bagni pubblici e luoghi di ritrovo, tra cui appunto le terme, costituivano una parte immancabile di tutte le città romane ed etrusche.
Luoghi la cui fruibilità poteva essere esercitata indipendentemente dall’appartenenza sociale e dai possedimenti materiali, senza distinzione alcuna tra ricchi e meno ricchi.
Delle antiche terme romane ed etrusche sono ai giorni nostri sopravvissute numerose testimonianze, in tutto il perimetro territoriale laziale, cimeli che in qualche caso sono servite da fonte di ricostruzione, per un benessere che sopravvive in un filo storico lungo millenni.
Se è vero che numerosi reperti storici trapuntano a macchia di leopardo tutto il territorio laziale, è altrettanto vero che tra le più famose ci sono le Terme dei Papi nel Viterbese.

Terme dei Papi

Le acque termali delle Terme dei Papi sono sinonimo di salute e benessere fin dall’antichità; Situate a Viterbo, nel cuore della Tuscia, è composta da ben dodici chilometri di superficie che accolgono sorgenti ricche di sali di zolfo, magnesio e tanto altro ancora. Fra queste sorgenti, quella più importante è sicuramente la sorgente Bullicame.
Il suo pregio principale sta nel fatto che le sue acque, in base alle caratteristiche chimiche studiate e certificate, svolgono una spiccata efficacia nel trattamento di patologie croniche concernenti sia il sistema respiratorio sia l’apparato osteoarticolare.
Come in precedenza accennato, diverse documentazioni attestano la presenza, sin dai tempi antichi, di siti termali.
In età medievale la zona divenne addirittura luogo frequentatissimo dai pontefici, tra cui Papa Gregorio IX e Bonifacio IX.
Tuttavia, le terme si chiameranno “dei Papi”, grazie all’opera di un altro pontefice, Niccolò V.
Dopo aver testato l’efficacia delle acque nella cura delle malattie di cui era affetto, egli fece costruire tutt’intorno uno sfarzoso palazzo, con finestre a croce e stanze addobbate da maestose volte.
Negli anni a venire, Papa Pio II decise ulteriori lavori di abbellimento.

Dove soggiornare a Viterbo

Per concedersi un weekend di benessere alle Terme il miglior modo è trovare una sistemazione tra gli hotel termali del Lazio, a Viterbo e Provincia vi sono numerose strutture alberghiere di qualità, alcune strutture si trovano in prossimità delle Terme dei Papi ma anche fuori città ci sono ottime strutture dotati di tutti i confort per passare un bel weekend nella Tuscia e spingersi magari fino a Roma dove poter visitare anche le Terme di Caracalla, uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali della civiltà romana.

Il Castello Ursino di Catania

Edificato tra il 1239 ed il 1250 per volere di Federico II, il Castello Ursino di Catania ospita oggi il Museo Civico della città . Il Comune di Catania lo ha infatti acquisito nel 1932 e sottoposto a lavori di restauro (alcuni di questi terminati di recente, nel 2009) che ne hanno permesso la trasformazione in museo. La sua storia è sicuramente affascinante, e le sue mura presentano ancora oggi i segni di importanti avvenimenti che ne hanno caratterizzato l’esistenza, dei quali ci apprestiamo a parlare in dettaglio.

Cenni storici

L’imperatore, con ogni probabilità, pensò inizialmente a questo edificio come ad un importante sito difensivo della costa Orientale della Sicilia, nonché come simbolo di potenza e magnificenza in un territorio che in più di una occasione gli si era rivelato avverso. Durante i primi secoli dalla sua edificazione, il Castello era circondato dai piccoli poderi e abitazioni rurali che dimoravano nella zona, ma nel 1405 il Re Martino I di Sicilia fece sgomberare tutto lo spazio intorno al fine di ricavare una grande area dedicata alle esercitazioni militari. È possibile che in passato vi fosse anche un ponte levatoio, da quanto è possibile dedurre in base alle testimonianze giunte fino a noi. Il Castello divenne dimora ufficiale dei nobili del casato di Aragona di Sicilia, ed ospitò non solo Re Federico ma anche i suoi discendenti. L’imponente struttura fu anche teatro di alcuni dei più importanti trascorsi della guerra dei Vespri Siciliani : qui si riunì infatti il Parlamento Siciliano nel 1295 per dichiarare l’elezione a Re di Sicilia di Federico III.

L’eruzione dell’Etna del 1669

L’eruzione del 1669 modificò in buona parte quello che era l’aspetto del Castello all’epoca e di ciò che lo circondava. La lava arrivò infatti a sfiorare il lato Sud del Castello in direzione mare, sino ad avvolgerlo completamente anche dagli altri lati colmando del tutto i fossati che erano stati creati in sua difesa, al punto tale da ridurre l’apparente altezza del Castello in seguito all’innalzamento della superficie di calpestio. Addirittura scomparvero del tutto le basi di due torri, le quali vennero riportate alla luce solo 20 anni fa a seguito di appositi lavori di scavo. L’effetto incredibile dell’azione del magma però, fu quello relativo alla nuova striscia di terra ferma che questo riuscì a creare, alterando così la morfologia del territorio e per la quale il Castello Ursino da quel momento non affacciava più sul mare.

Il Castello adibito a prigione

Agli inizi del XVI secolo parte del Castello Ursino venne adibita a prigione: qui vennero infatti reclusi coloro i quali erano anche semplicemente sospettati di essere dei complottasti o personaggi avversi al Re. Le iscrizioni, in particolar modo i graffiti, che i reclusi hanno lasciato all’interno delle piccole celle nelle quali venivano sistemati (dette dammusi), forniscono una testimonianza diretta della loro sofferenza per la carcerazione ritenuta ingiusta. Ciò rende veramente interessante ed affascinante la visita del Castello, tanto che questo è stato inserito tra le tappe imperdibili del tour del centro storico di Catania suggerito da Scoprilasicilia.com.
Le iscrizioni rinvenute riportano il pensiero (il più delle volte espresso in siciliano, ma in alcuni casi anche in latino) ma soprattutto il sentimento di chi si sentiva innocente ed affidava a muri e finestre la propria disperazione per questa detenzione ritenuta ingiusta. Una in particolare, attribuita a Don Rocco Gangemi, recita “Miseru cui troppu ama e troppu cridi” (“hanno imprigionato chi troppo ama e troppo crede”). Tante sono poi le riflessioni di chi ha constatato l’angosciante vita del carcere e ritiene di essere vittima di un tradimento, mentre altre fanno riferimento al senso della vita più in generale.
Si tratta sicuramente di un luogo che in passato è stato teatro di momenti importanti per lo sviluppo dell’economia e della vita della città di Catania, ma anche di atti cruenti le cui testimonianze sono visibili tutt’oggi e che rendono il Castello ancora più importante dal punto di vista storico e culturale.