Domenica 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro voto in merito alla riforma costituzionale promossa dal ministro Maria Elena Boschi e sostenuta dal Governo Renzi, attualmente in carica. In queste ultime settimane che precedono il voto, lo scontro politico, e in generale lo scontro tra i due schieramenti, si è fatto sempre più aspro: gli ultimi dati statistici infatti hanno rilevato che i sostenitori del Si alla riforma, inizialmente in svantaggio sul NO, hanno recuperare un buon margine di terreno, ed ora l’obiettivo è quello di convincere gli indecisi a prendere posizione in merito. Sebbene il dibattito diventi sempre più pungente man mano che i giorni avanzano, soprattutto in considerazione che tra poco si aprirà il periodo del silenzio stampa, che come sempre precede eventi di questo genere, gli ultimi sondaggi in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 hanno evidenziato un dato importante: solo il 20% degli italiani intervistati hanno reale conoscenza della portata della riforma Renzi, a dimostrazione che spesso la politica, con i suoi paroloni e con la troppa dialettica, spessa non è in grado di comunicare in modo efficace con i cittadini.
I PUNTI CARDINE DELLA RIFORMA
L’obiettivo primario della riforma Boschi è quello di superare il cosiddetto Bicameralismo Paritario, ossia il sistema secondo il quale attualmente funziona il nostro Parlamento. Nel 1942 i padri costituenti decisero di attribuire ai due rami del Parlamento, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, le medesime funzioni (art 70 Cost). Con il referendum invece, l’obiettivo è quello di modificare il Senato, nella sua composizione e nelle sue funzioni, al fine di giungere ad un Bicameralismo imperfetto. In sintesi questi i punti della riforma:
- Modifica strutturale del senato: il senato sarà composto da consiglieri regionali e sindaci, in numero pari a 100 senatori.
- Modifica delle funzioni: il senato non sarà più un co-protagonista della funzione legislativa, di cui attrice primaria sarà la Camera. Il nuovo art 70 della Costituzione delineerà in maniera precise le nuove competenze del Senato;
- Riforma del titolo V della Costituzione, per ridefinire competenze e rapporti tra stato e Regioni;
- Abolizione delle provincie;
- Abolizione del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) .
Inoltre la riforma prevede una modifica delle regole e della natura del referendum: viene introdotto il referendum propositivo, al fine di assicurare una maggiore partecipazione del popolo su questioni di attualità.