Realizzare Piscine Senza Bisogno Di Permessi è Possibile

Nella fase di progettazione e costruzione di una piscina può succedere di incappare in lente e noiose trafile burocratiche. Dal punto di vista dei permessi, in Italia la materia “piscine” non è chiara e può generare confusione.

Il Testo Unico sull’Edilizia fornisce regole e pratiche a livello nazionale ma ogni Regione e Comune interpreta le norme applicandole in modo diverso in base al contesto cittadino.

Cercando di fare chiarezza sull’argomento, premettiamo che realizzare piscine senza bisogno di permesso è possibile, ma nella maggior parte dei casi è meglio prepararsi a dover a che fare un minimo con la burocrazia.

Criteri del testo unico sull’edilizia

Come dicevamo, ogni città prevede norme diverse riguardo alla costruzione di piscine, quindi un consiglio molto valido è quello di informarsi nel proprio Comune per essere più sicuri.

Intanto, si può vedere cosa dice a riguardo il Testo Unico sull’Edilizia.

Per quest’ultimo, per realizzare piscine è necessario avere i permessi nei seguenti casi:

  • Nel caso in cui il volume della piscina sia superiore al 20% di quello dell’immobile principale, oppure se per le norme tecniche gli interventi sono classificati come di nuova costruzione, allora è necessario avere il Permesso di Costruire;
  • Se, invece, il volume della piscina non supera il 20% di quello dell’immobile principale e per le norme tecniche l’intervento è classificato come “pertinenziale”, allora sarà sufficiente la Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) per realizzare la piscina;
  • Ad oggi la richiesta dell’Autorizzazione Edilizia per realizzare una piscina non è più prevista in quanto pratica superata. È bene, però, informarsi sulle norme cittadine perché alcuni Comuni ancora la richiedono in certi casi.

Oltre al permesso per la realizzazione delle piscine, può risultare necessario chiedere il permesso anche per lo scarico fognario delle acque utilizzate per la vasca.

Piscine interrate

Abbiamo visto le norme generali del Testo Unico sull’Edilizia.

Purtroppo, queste hanno valenza preminentemente per quanto riguarda la costruzione di piscine interrate. In questo caso, realizzare una piscina interrata senza alcun tipo di permesso è praticamente impossibile.

Lo Stato, infatti, con la sentenza 35 dell’8/1/2016 ha dichiarato che una piscina interrata non equivale a un’attrezzatura per il tempo libero e lo svago, ad esempio come uno scivolo.

Questo perché la realizzazione di una piscina prevede degli interventi massicci sul terreno che lo vanno a modificare in modo invasivo.

In particolare, una piscina interrata non è una struttura precaria che si può rimuovere in fretta. Tutto questo significa che nel caso di piscina interrata sono necessari i permessi previsti dal Testo Unico sull’Edilizia.

Piscine fuori terra

Nel caso di piscine fuori terra la questione è diversa e per fortuna in alcuni casi, sotto certe condizioni, è possibile realizzare piscine senza permessi.

Anche qui, però, la normativa non è chiara e omogenea, sia perché il Testo Unico sull’Edilizia dice poco a riguardo sia perché ogni Regione e Comune applica regole diverse.

La prima cosa che si può dire è che nel caso di piscine fuori terra è necessario chiedere i permessi di realizzazione laddove sia previsto che la vasca sia una struttura di durata e funzione illimitata nel tempo.

Questo perché per il Testo Unico sull’Edilizia occorrono i permessi se l’installazione di una vasca trasforma permanentemente il terreno su cui è realizzata e ciò accade spesso anche per le piscine fuori terra, ad esempio in tutti i casi in cui esse siano ancorate o fissate in modo solido al suolo.

L’unica eccezione in cui realizzare piscine senza permesso è possibile si ha nel caso in cui la vasca fuori terra sia stagionale, ovvero “a uso temporaneo, per fini limitati nel tempo e contingenti, con conseguente e celere rimozione alla fine del tempo prefissato”.

Sotto queste condizioni, la piscina fuori terra equivale ad arredamento da giardino e perciò è realizzabile senza bisogno di alcun permesso. Anche su questo caso, però, è bene informarsi prima sulle regole del proprio Comune perché potrebbero esserci dei vincoli specifici.

Se volete approfittare di questa possibilità che non prevede il bisogno di permessi, potete andare su https://www.dtprimepiscine.it/it/listato-dettaglio.php?idModello=8 per avere un’idea delle vasche fuori terra presenti sul mercato.

Permessi E Abusi Edilizi

Da come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi per realizzare piscine è necessario avere i permessi. Per averli, bisogna fare domanda al proprio Comune e aspettare che questo ci dia conferma prima di iniziare i lavori.

Se dopo 60 giorni il Comune non ha dato alcuna risposta, allora la richiesta di permesso viene di fatto considerata come rifiutata.

Nel caso in cui si decida di costruire senza permessi sebbene essi siano necessari, allora si commette il reato di abuso edilizio per cui si è perseguibili dalla legge.

Nel caso si venga condannati, si possono rischiare ingenti sanzioni e probabilmente si dovrà demolire la piscina.

La cosa migliore da fare, quindi, è informarsi bene sulle norme del proprio Comune, affidandosi anche ad esperti del settore come geometri e architetti o chiedere alla stessa azienda a cui viene affidata la realizzazione della piscina.

Pavimento alla veneziana: quanto costa e come si fa

Il pavimento alla veneziana è sempre più richiesto da coloro che amano e desiderano un design raffinato ed elegante. Spesso ci si ritrova frenati per due aspetti: quanto costa? E come si fa questo pavimento alla veneziana?

Questa particolare pavimentazione (anche chiamata seminato), è formata da frammenti di marmo, pietrisco, vetro e coccio, che sono tenuti da una malta cementizia, che successivamente viene lucidata e pressata.

Per realizzare un pavimento alla veneziana con i fiocchi, il lavoro viene svolto da artigiani professionisti, anche noti come terrazzieri. Tutt’oggi, per poterlo creare si adottano le stesse tecniche utilizzate nel XVI secolo.

Il prezzo del seminato alla veneziana può dipendere da diversi fattori: cosa include? (Spesso il massetto è escluso dal preventivo), sono state considerate le materie prime da usare? Il traporto? Tutte le fasi di levigatura? Complessivamente, per una terrazza veneziana il costo è di 100a metro quadrato.

Aggiungendo decorazioni particolari (tipo la madreperla o altri marmi di valore) ed in base a quanto è grande l’ambiente da pavimentare, non sono esclusi prezzi più alti che potrebbero arrivare a 150€ o 180€ per metro quadrato.

Come si fa il pavimento alla veneziana? Viene preparato un sottofondo dove sarà presente una rete elettrosaldata. Successivamente, si crea uno strato da 3 centimetri circa, di granuli di piccola pezzatura che verranno impastati con il cemento.

Fatto ciò, si eseguirà la semina di scaglie o granuli di cocciopesto e marmo. Infine si può procedere con la battitura per livellare e stabilizzare i granuli, facendo in modo che stagionino per un po’ di giorni. L’ultimo step, sarà quello della stuccatura, levigatura e lucidatura.

Nonostante i passaggi possano sembrare semplici, in verità realizzare un’opera di pavimentazione come questa richiede molta precisione ed esperienza, altrimenti si rischierebbe di compromettere l’intero lavoro provocando danni non indifferenti.

Il riscaldamento a pavimento ideale per la tua casa

Scegliere come riscaldare la propria casa non è sempre facile, ormai ci sono diverse opzioni tra le quali poter scegliere per decidere quale impianto di riscaldamento è più adatto per riscaldare gli ambienti della propria abitazione. Al giorno d’oggi sempre più spesso si cerca di valutare quale scelta risulta essere la migliore al fine di assicurarsi un impianto di riscaldamento che sia soddisfacente sia dal punto di vista pratico che economico, offrendo il massimo in termini di calore, a fronte di una spesa adeguata e contenuta.

Tra le varie alternative che sicuramente si considera di valutare c’è quella del riscaldamento di tipo elettrico a pavimento. Si tratta sostanzialmente di un tipo di riscaldamento che produce calore in maniera molto veloce in qualunque ambiente sia installato, senza creare inutili sprechi di energia e quindi modera la spesa economica che si deve affrontare. Ci sono svariate tecnologie tutte molto moderne e al passo coi tempi che sono in grado di produrre il riscaldamento, ma quello a pavimento ad infrarossi ha la possibilità di sfruttare il vantaggio di riuscire ad irradiare di calore direttamente le persone che sono nell’ambiente di riferimento e le superfici che fanno parte di quello spazio, per l’appunto, tutto ciò invece di riscaldare l’aria circostante.

L’installazione di un pavimento che funge da mezzo di riscaldamento, per il principio dell’irraggiamento, utilizzato anche per scopi igienici e terapeutici, assicura una temperatura uniforme che va da zero a circa 2,5 metri da terra. Questa cosa permette di non avere una stratificazione dell’aria, un fenomeno che invece accade sempre con i tradizionali sistemi di riscaldamento che purtroppo tendono a far salire l’aria in alto riscaldando inutilmente i soffitti. In questo modo si rende l’ambiente molto più salutare, perché principalmente non si alza polvere e di conseguenza si evita anche che acari e batteri vari possano essere respirati.

Le caratteristiche dell’impianto di riscaldamento a pavimento

L’impianto di riscaldamento elettrico a pavimento è dotato di alcune caratteristiche come il fatto che sia silenzioso e soprattutto semplice da montare. Tra le altre cose, questo tipo di riscaldamento non prevede nessun criterio o intervento di manutenzione e se, per esempio, si decide di montarlo a seguito della ristrutturazione della propria casa, si potrà applicare direttamente sul pavimento già presente senza eliminare il precedente o fare dei fastidiosi lavori di demolizione del vecchio.

Un’altra qualità che caratterizza questo modello di riscaldamento è data dalla possibilità di diffondere il calore in maniera efficace, ma soprattutto omogenea nei vari interni dell’abitazione. Non si avrà in tal modo una dispersione di calore, nè il rischio di rimanere al freddo, ma anzi vari spazi saranno opportunamente riscaldati senza creare stratificazione dell’aria. Ci sarà un adeguato irraggiamento di tutti i punti con il calore che dal basso si estenderà facilmente verso il resto dello spazio circostante.

I vantaggi del riscaldamento a pavimento elettrico

Un sistema di riscaldamento come questo dell’impianto elettrico a pavimento permette di utilizzare le energie rinnovabili, qualità che per i radiatori tradizionali risulta essere praticamente impossibile, dato che nel caso dei radiatori si ritiene necessario far arrivare l’acqua a settanta gradi, una temperatura tale che per essere raggiunta necessita per forza di un riscaldamento a gas o a gasolio.

A differenza dei radiatori tradizionali, che molto più facilmente possono produrre delle polveri dannose le quali facilmente si respirano, con il riscaldamento a pavimento questo problema è del tutto ridotto, dal momento che l’aria nell’ambiente circostante non si riscalda e mantiene quel livello di umidità utile e necessario per far cadere le particelle malsane nell’aria. Ovviamente, questa cosa comporta dei benefici non da poco per il livello di salute delle persone, in particolare per chi ha gravi problemi di allergie.

Sempre rispetto al consueto sistema di riscaldamento tradizionale con i radiatori, questo proposto a pavimento comporta un ristretto numero di operazioni di manutenzione o di riparazioni. Chiaramente si prevede, comunque, una manutenzione che va fatta in maniera periodica, attraverso un lavaggio totale. Inoltre, ogni ambiente sarà opportunamente riscaldato con la temperatura giusta grazie alla presenza di termostati che controllano la temperatura, in modo da avere ogni stanza con la temperatura ideale e omogenea, così da ridurre anche lo spreco e il consumo di energia elettrica.

Dove acquistare questo sistema di riscaldamento elettrico?

Santoni, un’azienda sul mercato del riscaldamento elettrico da oltre 20 anni, è in grado di proporre una soluzione costituita da GRID, ossia un sistema di riscaldamento elettrico fatto a pavimento basato sul processo di irradiamento del metallo amorfo, che per mezzo del suo spessore minimo, permette di applicare l’isolante, un sistema di produzione di calore sottilissimo a base di metallo amorfo e una nuova pavimentazione in uno spazio di soltanto un centimetro e mezzo al di sopra del precedente pavimento. Quindi procedere a montare un tipo di pavimento del genere, sarà semplicemente rapido e proficuo e non costringerà a sostenere delle spese per lo smaltimento del vecchio pavimento.

Altre tipologie di riscaldamento a pavimento elettrico

Santoni propone, oltre al sistema GRID, che risulta essere quindi molto sottile e molto utile dal punto di vista pratico, diverse tecnologie rappresentate da padane riscaldanti per interni e esterni, sia per ambienti domestici che per quelli prettamente lavorativi. Anche se si tratta di spazi freddi e angusti, come possono essere pescherie, macellerie o capannoni per l’industria, si potranno applicare le pedane che producono calore.

C’è anche un altro sistema di pavimentazione riscaldante “fai da te” che è denominato WARMDOWN, il quale fornisce l’opportunità di posizionare e unire i moduli riscaldanti, in modo molto semplice e nella maniera del tutto personalizzabile. Un sistema di riscaldamento a pavimento che, oltre ad essere modulare, è anche trasportabile da un immobile all’altro in caso, ad esempio, di appartamento in affitto.

Scegliere Santoni e i suoi prodotti Advanced Solutions vorrà dire scegliere un’azienda che offre prodotti di qualità, che assicurano il massimo dei risultati per il massimo del risparmio in ambito economico.

Il riscaldamento a pavimento elettrico sarà sicuramente un vantaggioso investimento, il quale porterà la possibilità di ottimizzare il risparmio dell’energia, per il guadagno di un livello di calore sempre idoneo e con tutti i vantaggi igienici ed ecologici del riscaldamento ad irraggiamento.

Come scegliere una casa vacanze a Madonna di Campiglio

Hai qualche giorno libero e vuoi goderti in massima libertà Madonna di Campiglio? Allora prenota una casa vacanza che ti consente di avere tutte le comodità di cui hai bisogno ed una maggiore autonomia rispetto ad un albergo o un B&B. Non dover impostare la sveglia per poter fare colazione, la possibilità di cucinare e scegliere liberamente cosa e quando mangiare, il poter condividere spazi comuni senza dover incontrare altri ospiti sono soltanto alcuni dei numerosi vantaggi offerti da una casa vacanza. Ma come fare ad evitare appartamenti da incubo e vacanze rovinate? Ecco una semplice guida per assicurarsi un soggiorno da favola.

Casa vacanza: l’importanza dei servizi offerti

Sicuramente le condizioni dell’appartamento sono il primo aspetto da considerare quando prenoti. Ma oltre l’estetica c’è di più. Non sottovalutare i servizi offerti che fanno davvero la differenza. Su www.appartamentibonapace.com trovi un l’esempio di una casa vacanza perfetta per il tuo soggiorno a Madonna di Campiglio. Appartamenti spaziosi e luminosi, con una o più camere, angolo cottura fornito di tutte le stoviglie ed elettrodomestici, lavastoviglie inclusa! In dotazione anche set di biancheria da bagno completo per ogni ospite, letti già preparati con lenzuola pulite e piumoni nei periodi più freddi. Inclusi nel prezzo degli appartamenti ci sono numerosi altri servizi che difficilmente sono offerti dagli host come ad esempio il servizio miniclub e il servizio shuttle con l’impianto Spinale e 5 Laghi. Solitamente su portali come Airbnb o simili il prezzo del soggiorno è molto diverso da ciò che vedi inizialmente. Devi infatti aggiungere i costi di energetici e di riscaldamento che sono invece inclusi nel prezzo del soggiorno prenotando uno degli appartamenti Bonapace. Gli ospiti possono inoltre usufruire di tutti i servizi a pagamento dell’albergo Bonapace come il centro benessere o il ristorante.

Verifica la posizione dell’appartamento

La posizione della casa vacanza è tra le prime cose da verificare. Può essere un appartamento da sogno ma se non è ben posizionato come pensi saranno le tue vacanze? Cerca una soluzione che sia ben collegata alle principali attrazioni di Madonna di Campiglio come i rinomati impianti sciistici ed i sentieri per fare trekking e che non sia troppo distante dal centro che pullula di ristoranti e negozi.

Leggi sempre le recensioni degli ospiti

Hai presente le famose stelline di TripAdvisor, Google o Facebook? Ecco, prenditi qualche minuto e leggi le recensioni degli ospiti. Sono molto più affidabili delle foto e della descrizione dell’appartamento. Spesso basta leggere attentamente le recensioni per evitare soggiorno da incubo. Fai attenzione anche al numero delle recensioni, più ne sono meglio è. Semplice ed elementare. Gli appartamenti Bonapace ad esempio hanno oltre 200 recensioni e ben 4,5 stelle!

Contatta l’inserzionista prima di prenotare

Avere un contatto con l’inserzionista prima di procedere con la prenotazione è fondamentale per recuperare le informazioni principali come ad esempio l’ammontare della caparra, le politiche di cancellazione del soggiorno ma anche per testare la disponibilità e la professionalità dell’host. Mancano i contatti telefonici? Non risponde alle mail? Bene, cerca un’altra soluzione, anche se hai consultato un portale di case vacanze a Madonna di Campiglio. Hai bisogno di una persona che sia attenta alle tue richieste ed esigenze e che sia facilmente reperibile prima e dopo la prenotazione. Eviti le brutte sorprese ed host che spesso, arrivati in loco, se ne lavano le mani dei propri ospiti.

Pagamenti comodi e sicuri

Se richiede il pagamento anticipato dell’intero soggiorno o ti chiede di pagare in contanti senza alcun tipo di ricevuta non prenotare! Scegli soluzioni che utilizzano metodi di pagamento sicuri e tracciati (carta di credito, bonifico bancario, PayPal etc).

Rifare il tetto, scegliere le tegole o i coppi? Guida alla scelta 

Avete bisogno di sistemare il tetto? Notate che il tetto della casa ha bisogno di un urgente intervento radicale di manutenzione, o addirittura di rifacimento? Se si vuole costruire un tetto nuovo, sicuro e moderno, ci sono diversi materiali che è possibile utilizzare per il rivestimento.

In genere, la scelta più classica da fare nel caso di un intervento di questo tipo è fra le tegole in cotto oppure i coppi, ma come sappiamo, è possibile anche optare per un tetto in legno, o in alternativa di cemento.

La scelta del materiale giusto è questione spesso di budget personale, ma anche di valutazione di altri elementi, come ad esempio il clima, le caratteristiche strutturali della casa, ed ovviamente anche il risultato estetico che non è di poco conto.

Sicuramente fra le soluzioni più classiche e gettonate abbiamo i coppi le tegole, andiamo alla scoperta di questi materiali e delle loro caratteristiche.

 Materiali per fare il tetto

Le soluzioni per rifare il tetto possono essere diverse. Ad esempio, è possibile optare per i coppi, una soluzione antichissima (era nota già al tempo dei romani) fra i più antichi materiali da costruzione ancora in commercio.

Si tratta dei classici coppi ‘ad onda’, detti così a causa della loro forma. La soluzione in questione è vantaggiosa per la loro grande adattabilità alle irregolarità del tetto o a condizioni climatiche anche in caso di climi freddi e piovosi. I coppi sono in genere in cotto, con una colorazione che varia fra il rosso mattone ed il rosso più acceso.

Le tegole sono una soluzione economica e semplice per il rifacimento del tetto: si tratta di una soluzione che ha una forma semicilindrica come quella del doppio, ma con una superficie anche piana.

In realtà si parla in genere di tegole, ma esistono tanti tipi differenti di tegole con costi e materiali diversi: le marsigliesi, o le canadesi, le tegole di plastica e quelle in cemento, e poi ovviamente anche le tegole in cotto che sono particolarmente resistenti e pregiate (qui potete scoprire i prezzi delle tegole in cotto).

Fra le varie tipologie possiamo ricordare le tegole portoghesi, che sono realizzare in laterizio. Ma ci sono anche soluzioni in grès porcellanato, o anche in vetro per una soluzione particolare e luminosa.

In caso in cui si viva in una zona dove sono frequenti forti temporali, le tegole canadesi, o bituminose, che sono impermeabili, son le migliori.

 Coppi e tegole per rifare il tetto

Cosa è meglio fra tegole e coppi, se si sceglie di rifare il tetto?

Tenete conto che per ricoprire un tetto, usare le tegole composta costi minori rispetto ai coppi: le tegole quindi sono una soluzione più economica anche perché essendo più grandi, ne servono di meno per poter coprire la stessa estensione.

Ecco perché anche se il prezzo per coppo è più basso di quello delle tegole, comunque alla fine servono più coppi per coprire un tetto che non tegole. Si tratta di un elemento da tenere da conto quando si acquista il materiale per il rifacimento del tetto.

Le tegole sono diverse da impostare, rispetto ai coppi. Per le tegole, basta il posizionamento una sull’altra nell’apposita scanalatura per poter fissare le tegole. Più complessa invece è l’operazione di predisposizione dei coppi, per cui bisogna creare due strati, a posizione inversa, e disporli ad incastro. Quale è la soluzione migliore? Di certo le tegole possono essere il materiale più economico per completare un tetto e sono anche quelli più veloci da predisporre, nella posa in opera, con un fissaggio rapido.

Anche la solidità dell’incastro del materiale privilegia le tegole, mentre i coppi, col passare del tempo, possono tendere ad un leggero scivolamento verso il basso rendendo quindi più frequenti le opere di manutenzione del tetto. I coppi sono invece più resistenti rispetto alle tegole specie se si vive in una zona dove sono frequenti le precipitazioni atmosferiche e le intemperie.

Come illuminare con i led per cartongesso

L’illuminazione degli spazi domestici è un elemento veramente molto importante per renderli pienamente confortevoli, funzionali e anche per determinarne al meglio la loro specifica personalità (che dovrebbe poi rispecchiare quella di chi li abita). Spesso ci si concentra molto sull’arredamento d’interni, sugli accessori, ma si tende a trascurare o comunque a dare un po’ troppo per scontata la luce che invece può diventare una grande protagonista e contribuire a rendere unici e veramente belli ed originali degli spazi.

Con la nascita delle strip led, ai progettisti e agli arredatori d’interni è stato dato uno strumento molto versatile per creare effetti scenografici veramente accattivanti. Si possono ottenere dei tagli di luce, ad esempio nel controsoffitto in cartongesso, ottenendo vari differenti effetti: si può optare, ad esempio per un taglio di luce ad emissione diretta, oppure laterale o indiretta. Creando diversi effetti e atmosfere.

Dei buoni profili led in alluminio per il cartongesso permettono di posizionare strisce luminose dando libero sfogo alla propria creatività ed arredando letteralmente con la luce. Si può dar vita a soluzioni veramente molto innovative e sempre dal forte impatto visivo. Questa illuminazione può valorizzare enormemente una casa e renderla moderna, accattivante e unica.

Scegliendo dei tagli di luce ad emissione diretta si potrà ottenere il massimo della luce dalle strisce a led. Per ottenere questo effetto si effettua un taglio longitudinale nel cartongesso e si applica un profilo per led, in sostanza un canale in alluminio che funge da base e supporto per la striscia a led che va applicata e fissata al suo interno.

Per ottenere l’emissione diretta della luce, il profilo led in alluminio andrà posizionato nel soffitto, con apertura parallela al pavimento e in genere per non rendere la striscia led troppo visibile si applicherà un apposito tappo che, se satinato o trattato in altro modo, potrà contribuire a diffondere e modulare la luce in vari modi, rendendola più calda o diffusa in base alle proprie preferenze.

Se si opta per la scelta di una luce ad emissione laterale si dovranno utilizzare profili in alluminio appositamente curvati che riflettano la luce in modo parabolico verso l’alto. Questa soluzione rende la strip a led del tutto invisibile e può creare effetti di luce veramente molto interessanti.

L’emissione di luce indiretta si può invece ottenere posizionando un profilo led nel taglio del cartongesso e la striscia luminosa nella sua parte più interna e nascosta. L’illuminazione di tipo indiretto, ottenuta con dei tagli di luce che si aprono nel cartongesso è perfetta ad esempio per delle zone di passaggio, come i corridoi o nei disimpegni dove magari già si trovano altre fonti di luce o dove si voglia creare un particolare bagliore che crei una sorta di aura attorno al perimetro del cartongesso. Un effetto che se ben calibrato è veramente gradevole e senza dubbio originale.

Come scegliere la tipologia di emissione luminosa più adatta alla nostra casa

Dobbiamo considerare che una striscia led emette in genere luce a 120 gradi, in modo diffuso, la direzione data al flusso luminoso è senza dubbio molto importante per determinante l’effetto finale che si andrà ad ottenere. Bisogna quindi posizionare con massima attenzione il profilo in alluminio e la strip al suo interno.

Una strip led posizionata in modo da emettere luce direttamente permette di avere ambienti più luminosi, ma se si desidera giocare con la luce per creare contorni o altri effetti, l’emissione diretta non è la soluzione ideale.

La scelta di materiali di qualità e l’intervento di un artigiano esperto potranno sempre garantire i migliori risultati possibili. In ogni caso bisognerà partire da un progetto dettagliato, nel quale avere le idee molto chiare sul tipo di luce che si desidera per i diversi spazi di casa propria. Le possibilità e le loro possibili diverse combinazioni sono pressoché infinite. Illuminare con i led per cartongesso permette veramente di esprimersi con grande libertà e creatività, ottenendo risultati spesso sorprendenti per efficacia ed impatto estetico.

La luce delle strisce a led diventa sia un elemento funzionale che estetico e questo complica un po’ la sua gestione, bisogna senza dubbio progettare gli interventi capendo quale sarà l’effetto a luci spente e accese e magari prendendo spunto da foto e video che si possono facilmente trovare online.

Casa: Acquisto o Affitto?

Scegliere tra l’acquisto di una casa o continuare a rimanere in affitto è qualcosa che tocca un po’ tutti nella vita. Per gli Italiani avere un tetto sulla testa è un concetto molto importante, un modo per decretare che nella vita, qualunque cosa accada, tu abbia una casa in cui abitare. Ecco perchè, in particolare noi italiani,  siamo cresciuti con il mito del: “Un giorno crescerai, avrai un bel lavoro, ti farai una famiglia e ti comprerai una casa”

La casa diventa quindi un simbolo di solidità e sinonimo di per sempre .

Italiani: la popolazione con più case di proprietà

Secondo i dati Istat gli Italiani sono la popolazione con più case di proprietà, che sia acquistato o lasciato in eredità. Una percentuale che spiazza tutti gli altri paesi dell’Europa.  Il valore medio di una casa è di circa 170 mila euro, con percentuali di acquisto differenti tra nord e sud. Nella maggior parte dei casi al sud e nelle isole  più dell’80% vive in abitazioni di proprietà, al nord sale la percentuale di affitto e diminuisce la percentuale di acquisto. Ulteriore differenza è data tra l’acquisto in grosse città e in paesini. Tra gli acquirenti ci sono in particolare gente matura con un lavoro fisso e pensionati, solo una piccola percentuale riguarda i giovani.

Nuovi stili di vita: il fenomeno degli affitti brevi

I nuovi stili di vita, la crisi economica e la maggiore mobilità lavorativa hanno portato, in parte, a  cambiare alcune abitudini degli italiani facendo crescere, per esempio, in maniera esponenziale il settore affitti, anche e soprattutto i cosidettì “affitti brevi”.

Si definiscono affitti brevi quegli affitti che vanno sotto i trenta giorni sottoscritti in particolare per turismo e per ragioni lavorative. Il sistema è abbastanza semplice: basta pubblicare le foto e video della propria casa magari in piattaforme intermediarie come Airbnb per avere nuovi clienti.  Il fenomeno riguarda quasi tutte le città del mondo, con alta concentrazione nelle mete più turistiche ma il processo è in via di definizione dal punto di vista legislativo e fiscale.

Acquisto o Affitto? : il dilemma di sempre

Sull’argomento abbiamo cercato, letto statistiche e articoli e abbiamo notato come l’idea di acquisto sia particolarmente favorevole in questi anni grazie a prezzi di acquisto molto convenienti e tassi di mutuo particolarmente bassi. Gli specialisti del settore consigliano addirittura di prendere in considerazione l’acquisto di una casa da qui ai prossimi anni. Allo stesso tempo abbiamo letto decine di idee discostanti  poichè un affitto di locazione con una durata, per esempio di 12 mesi, risulta essere vantaggioso e non vincolante, ciò favorisce una maggiore mobilità e quindi possibilità di crescita professionale.

Il dilemma rimane quindi irrisolto e senza una risposta netta. Abbiamo però cercato di raccogliere i principali elementi positivi sia dell’uno che dell’altro mondo. Se anche tu sei indeciso di seguito troverai due elenchi, uno per il mondo dell’affitto e l’altro per il mondo dell’acquisto.

Ah, oggi ci sentiamo particolarmente positivi e non vorremmo confonderti ulteriolmente le idee mettendo anche i contro di entrambi i casi, pertanto troverai i pro di entrambe le scelte.J

Il vantaggi dell’essere affittuario:

  • Affittare una casa significa gestire meno documenti,
  • Non serve una somma iniziale corposa,
  • Non paghi tu l’Imu ma il proprietario dell’immobile,
  • Maggiore flessibiltà.

I vantaggi dell’essere il proprietario:

  • Significa investire in un bene immobile che non muta nel tempo.,
  • Sei libero di modificare gli spazi a tuo piacimento,
  • Se sei sicuro di voler vivere nello stesso luogo può essere un buon investimento.

Stai pensando di comprare casa o rimanere in affitto? Facci sapere la tua.

Come scegliere il piatto doccia più adatto al proprio bagno

Sebbene in passato acquistare il piatto doccia per il nuovo bagno fosse un’azione molto semplice, oggi è diventata una ricerca accurata di giusti materiali e giuste caratteristiche. Inizialmente, infatti, i piatti doccia erano tutti uguali: in ceramica e rialzati rispetto al livello del pavimento. Invece oggi il commercio offre vari tipi di piatti doccia ed è dunque possibile scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Cosa bisogna valutare prima dell’acquisto

Prima di acquistare un piatto doccia bisogna prendere le misure, ovvero calcolare quanto spazio si ha a disposizione non solo per il piatto doccia ma per i restanti componenti sanitari del bagno. In base a questo bisogna decidere dove posizionarlo.
Bisogna, inoltre, valutare la proiezione verticale del box doccia e quindi fare attenzione a posizionare il piatto doccia in prossimità di porte o finestre.

Caratteristiche dei piatti doccia

Le caratteristiche principali che un buon piatto doccia dovrebbe avere sono essenzialmente tre:

  • antiscivolo: deve garantire la stabilità dell’utente in presenza di acqua e detergenti. Ideali sono, quindi, piatti doccia che presentano scanalature, materiali antiscivolo o porosi;
  • termoresistente: deve resistere alle variazioni di temperatura;
  • antimacchia: questo serve a garantire la durata nel tempo.

Tipologie dei piatti doccia

Il piatto doccia può essere di vari tipi:

  • Piatto doccia in appoggio: rialzato rispetto al livello del pavimento, va a creare uno scalino sconsigliato per le persone con problemi fisici ma che può tornare utile in caso di ridotta pendenza dello scarico perché consente di dare più pendenza, appunto, al tubo di scarico dell’acqua. Questo tipo di piatto doccia è quello tradizionale.
  • Piatto doccia a filo pavimento: si trova sullo stesso livello del pavimento (è come se fosse una sua continuazione). È consigliatissimo per persone disabili perché permette di entrare in doccia direttamente con la carrozzella; risulta esteticamente più gradevole e più facile da pulire. Lo sforo di scarico è più grande per consentire all’acqua di defluire più velocemente. Per questo motivo, a volte, è impossibile installarla se il tubo di scarico non ha un’adeguata pendenza.

    Un punto notevolmente a favore di questa scelta, è che risulta di design moderno e minimalista -infatti è molto usato negli alberghi più lussuosi-. Scegliendo questa soluzione, si dovrà anche scegliere un’adeguata porta doccia: se ne consiglia una in vetro resistente con un’oculata scelta delle cerniere che la sosterranno, poichè saranno l’unico punto visibile di tutta la doccia, per cui è bene non scegliere a caso (si consiglia di visitare l’ampia sezione di esconti.it).

Materiali dei piatti doccia

Mentre, come abbiamo già detto, in passato i piatti doccia erano esclusivamente in ceramica, oggi ne esistono di vari materiali innovativi. Dal più economico al più caro, sono questi:

  • Acrilico: il piatto doccia in acrilico è quello più economico, si trova in spessori molto sottili e quindi può essere installato anche a filo pavimento. È esteticamente gradevole ma se viene a contatto con saggi solari ultravioletti, profumi, candeggina e qualsiasi prodotto un po’ più aggressivo, tende a macchiarsi o ingiallirsi.
  • Ceramica: il piatto doccia in ceramica, attualmente, è il migliore per il rapporto qualità/prezzo. Solitamente è spesso circa 6 cm e quindi antiestetico, ma lo si trova anche in spessori ridotti. La ceramica rende il piatto doccia un po’ anonimo ma si può richiedere la finitura in pietra (la finitura è solo superficiale, perciò attenzione alle rotture perché sotto si vedrebbe il bianco).
  • Acciaio: il piatto doccia in acciaio costa leggermente di più rispetto a quello in ceramica ma è sicuramente più affascinante. È molto sottile, quindi facilmente installabile a filo pavimento ma si riga facilmente e può arrugginirsi e, in alcuni casi, bucarsi. A contatto con agenti aggressivi tende ad opacizzare.
  • Resina: il piatto doccia in resina è quello più richiesto al momento. Composto da resina unita a miscele minerali (molti la confondono con la pietra), il piatto doccia è molto sottile e si installa nella maggior parte dei casi a filo pavimento. È rivestito superficialmente da un gelcoat che rende la resina resistente agli agenti aggressivi, altrimenti si rovinerebbe facilmente. Il colore tende a variare col tempo poiché è termolabile (soffre le alte temperature) ma è un materiale facilmente riverniciabile.
  • Ecomalta: il piatto doccia in ecomalta non contiene resine. Facilmente installabile a filo pavimento grazie al suo sottile spessore, presenta superficialmente un effetto spatolato che lo rende bello esteticamente. Si consiglia di lavarlo solo con acqua e sapone perché soffre molto l’azione di agenti aggressivi.
  • Corian: il piatto doccia in corian è il massimo a cui si possa ambire, sebbene i prezzi siano decisamente più elevati. È formato da idrossido di alluminio e resina acrilica, è molto bello da vedere, sottilissimo e quindi a filo pavimento, resistente agli urti e si pulisce facilmente. Unica pecca, non resiste molto alle temperature elevate.

Adesso che conoscete caratteristiche, tipologie e materiali dei vari piatti doccia attualmente in commercio, siete pronti per scegliere il piatto doccia più giusto per voi!