Iniziare la giornata con un sorriso fa bene all’umore

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Per molti iniziare la giornata con un sorriso è un’impresa ardua: come è possibile svegliarsi di buonumore, quando si deve affrontare un lungo giorno di lavoro (che magari non si ama per niente) o quando si deve andare a scuola (per un compito in classe o un’interrogazione)? Ecco allora che ci alziamo dal letto concentrandoci sugli aspetti più grigi che ci attendono nelle prossime ore, senza considerare che questa attitudine alimenterà le nostre aspettative negative, portandoci in effetti a vivere esperienze poco piacevoli. Eppure esistono dei metodi per spezzare questa catena di pessimismo, ed uno di questi consiste proprio nell’iniziare una giornata sorridendo. Ma quali sono i benefici di questa buona abitudine?

Sorridere al mattino è un modo per “resettare” le esperienze negative della giornata precedente: è un modo per ricordarci che dopotutto ogni giorno è un nuovo giorno, ricco di opportunità, occasioni e sorprese.

Il fatto che il sole sorga ogni mattina è un fatto che tutti danno per scontato, ma in effetti si tratta di un fenomeno spettacolare e ricco di fascino. La notte è finita, ecco che arriva la luce e lo splendore di un nuovo giorno: come è possibile non sorridere di fronte a questo piccolo miracolo quotidiano?

Dal punto di vista della salute, sorridere apporta degli inevitabili benefici: un sorriso contribuisce a diminuire la pressione sanguigna, mentre il buonumore rafforza il sistema immunitario. Inoltre, quando si sorride si è generalmente più belli e piacevoli da guardare.

Lo stress è uno dei nemici principali del tempo in cui viviamo. Preoccupazioni, disagio, paura del futuro, fobie non ci fanno vivere spesso in maniera serena, causando una serie di conseguenze negative sia fisiche che psicologiche. Eppure a volte i nostri problemi sono frutto di esagerazioni, che potrebbero essere evitate prendendo la vita in modo più leggero e sorridendo di fronte alle avversità.

Sempre parlando delle nostre preoccupazioni quotidiane, occorre considerare come spesso queste non siano del tutto oggettive. A volte è la nostra mancanza di fiducia a rendere i piccoli problemi delle montagne insormontabili, specie quando nessuno ci rassicura sulle nostre potenzialità di successo. In questi casi, è bene ricordare che un sorriso ha il potere di renderci più sicuri di noi stessi, rafforzando il nostro ottimismo e la capacità di credere nelle nostre capacità.

Sorridere è un modo per catalizzare persone positive. Una persona costantemente di pessimo umore, negativa, seria e restia a condividere momenti gioiosi si troverà difficilmente circondata da amici. Al contrario, chi è abituato a donare agli altri autentici e sinceri sorrisi, noterà che questa attitudine è essenziale per attirare le persone più piacevoli e simpatiche.

In conclusione, per vivere meglio e per godersi la giornata, malgrado le normali difficoltà che caratterizzano la nostra vista, è sufficiente ricordarsi semplicemente di sorridere più spesso: il sorriso è contagioso, salutare e benefico non solo per noi stessi, ma anche per chi ci sta attorno.

La paura di parlare in pubblico: le tecniche ed i consigli per affrontarla

Parlare bene in pubblico è un’arte che tutti possono imparare e migliorare. Esistono tecniche e consigli che ti possono aiutare a superare la paura di parlare in pubblico. Con il corso di public speaking di Massimiliano Cavallo riuscirai ad addomesticare la paura ed affrontare le “pippe mentali” che ti assalgono prima, dopo e durante il discorso.

  1. CONCENTRAZIONE

Punto primo. Non dare troppa importanza al pubblico. Non pensare al giudizio delle persone ed all’esito finale. Se ti focalizzi su queste tre questioni, rischi di perderti il percorso. Concentrati sul tuo discorso e non pensare ad altro. Il resto viene da se.

  1. NON RIMUGINARE

Ecco! Lo sapevo, mi sono dimenticato quella cosa là, ma sono proprio uno stupido, dovevo scrivermelo ecc..”. Classica frase detta da chi ha dato troppa importanza all’esito finale senza pensare al momento, accompagnata da altre esclamazioni tipiche come: “Avrei potuto dire così”, “ho dimenticato un passaggio”, “ho detto una parola per un’altra”. Questo si chiama rimuginare e non serve. Quel che è fatto è fatto e non si può cambiare. Puoi, però, cambiare il tuo atteggiamento!

  1. SI VA IN SCENA

Il modo di porsi davanti al pubblico dice molto di te. Se stai ingobbito e parli con una voce bassa e soporifera, rischierai di risultare timido e poco sicuro di te, oltre che noioso. Esistono anche per questo tipo di paura di parlare in pubblico dei consigli per vincerla. Spalle in dietro, schiena dritta e imposta il tono della voce su “squillante”. Ed entra in scena. Dimostrerai così sicurezza, agli altri ed a te stesso, e in un batter d’occhio diventerai consapevole delle tue capacità.

  1. VINCI L’ANSIA

La paura di floppare, di strafare, di dimenticarsi le parole, di risultare noiosi, di non farsi capire come si sperava, ti possono causare ansia e stress. L’ansia e lo stress non arrivano mai da soli, di solito sono accompagnati da sudorazione alle mani, battito accelerato, mancanza di ossigeno, lapsus momentanei e vuoti di memoria. Tutto questo è dettato dalla paura dell’ignoto; quello che non si conosce fa paura e spaventa. La classica frase di incitamento “Vedrai che andrà tutto bene” a volte non farà ottenere il risultato auspicato. Quello che bisogna mettere in atto sono piccole strategie ed accortezze che ti verranno svelate durante un corso di public speaking.

Scegliere i regali di Natale senza impazzire

Scegliere i regali di Natale può apparire un’impresa ardua e faticosa, se non ci si prepara adeguatamente. A volte l’indecisione su cosa acquistare o la mancanza di tempo dovuta agli impegni lavorativi e familiari, ci spinge a rimandare la scelta dei doni fino ad una settimana prima dell’inizio delle festività, ritrovandoci a fare file chilometriche nei negozi. In questo articolo vi spieghiamo come scegliere i regali di Natale senza impazzire. Per vedere ulteriori idee regalo di Natale, si consiglia di visitare la pagina specifica sul sito Idee Regalo Top che parla proprio di Regali di Natale.

Pianificare la scelta dei regali di Natale

Uno dei metodi più efficaci per arrivare al giorno di Natale senza ansia e stress consiste nel realizzare una lista dettagliata delle persone a cui fare i regali, annotando tutto ciò che può esservi utile nella scelta dei doni. Ecco come creare la vostra lista di Natale:

– Selezionate le persone a cui intendete fare un dono, suddividendole per categoria ( ad esempio i familiari, gli amici, i colleghi ecc.. ) e genere ( uomo, donna, bambino ), in questo modo avrete una panoramica chiara del numero di regali di Natale da fare e non rischierete di dimenticare nessuno;

– Annotate interessi e passioni dei destinatari dei vostri regali, ciò vi aiuterà a capire cosa potrebbe piacergli e non sbaglierete nella scelta;

– Pensate a cosa potrebbe servire alla persona a cui dovete fare il regalo, concentrandovi sulle sue necessità e bisogni, ciò vi indirizzerà verso doni utili e sempre ben accetti;

– Provate a ricordare cosa avete regalato per Natale l’anno precedente, per evitare di acquistare degli imbarazzanti doppioni;

– Scrivete tutte le idee regalo di Natale che vi vengono in mente, specificando i negozi dove trovarle, faciliterà la vostra ricerca.

Iniziare la ricerca un mese prima di Natale

Giocare d’anticipo è sempre la strategia migliore in vista delle festività natalizie. Acquistare i regali una settimana prima della vigilia ha molti svantaggi e può far apparire lo shopping un vero incubo.

Infatti in prossimità delle feste, le strade e i negozi sono sempre molto affollati e i commessi appaiono più nervosi e meno disponibili a seguirvi nei vostri acquisti. Inoltre spesso i prezzi risultano più alti e molti articoli sono ormai esauriti, costringendoci ad accontentarci di ciò che resta invenduto sugli scaffali.

Per impedire che ciò accada, vi consigliamo di iniziare la vostra ricerca dei regali di Natale almeno un mese prima, intorno a Novembre, per potervi dedicare serenamente allo shopping natalizio. Ecco i principali vantaggi:

– Non ci sono file da fare nei negozi e il personale è completamente a propria disposizione;

– C’è una maggiore disponibilità di articoli e si può scegliere tra tante varianti diverse;

– Si ha più tempo per scegliere con cura gli acquisti e si fanno regali migliori;

– Ci si gode il momento della scelta dei regali di Natale e si arriva sereni e rilassati alla festività, senza dover fare corse frenetiche dell’ultimo minuto;

– Gli acquisti on-line arrivano in tempo per Natale e nessuno rischia di rimanere a mani vuote la notte della vigilia.

Risparmiare stabilendo un budget per i regali di Natale

La frenetica corsa per i regali di Natale spesso ci porta a spendere cifre eccessive. Per impedire che ciò accada una strategia utile è quella di stabilire in anticipo quanto si intende spendere per ogni regalo, annotandolo sulla propria lista di natale.

Si tratta di un buon metodo per orientare la vostra ricerca esclusivamente verso prodotti appartenenti ad una determinata fascia di prezzo, senza rischiare di incombere in doni troppo costosi. Così facendo risparmierete e avrete più denaro a disposizione per concedervi qualche capriccio anche voi, e non prosciugare tutto il budget per le idee regalo degli altri!

Papillon da uomo: ecco come scegliere quello giusto

Oggi voglio parlarvi di uno degli accessori più amati del menswear: il papillon.

Non avete mai indossato un papillon? Vi piacerebbe provarlo ma non sapete come sceglierlo? Questo articolo fa proprio al caso vostro.

Se avete voglia di dare un tocco creativo al vostro stile non vi resta che entrare nel mondo dei papillon, un accessorio oggi in gran voga soprattutto tra i giovani e persino fra le donne!

In questa guida vi darò alcune dritte essenziali su come scegliere il papillon adatto a voi.

Se non avete molta dimestichezza negli abbinamenti dei colori la prima cosa da fare è seguire la semplice regola di abbinare un papillon a fantasia con una camicia a tinta unita e viceversa.

Essendo il papillon un accessorio alquanto appariscente è preferibile infatti non esagerare con le fantasie per non rischiare di attirare troppo l’attenzione.

E’ altrettanto vero però, che i risultati più interessanti, a volte si ottengono soltanto osando un pò più del dovuto, per esempio mixando più fantasie. E’ chiaro che occorre un pò di esperienza e quest’ultima la si acquisisce solo osservando e facendo delle prove.

La cosa che più conta è che il disegno della camicia e quello del papillon non si annullino visivamente e per quanto riguarda il colore non deve per forza esserci un richiamo con la camicia o la giacca, ma basta che il tutto risulti equilibrato e bello.

Passiamo adesso ai tessuti.  Dovete sapere che i papillon sono realizzati in diversi tessuti tra cui lana, cotone, seta, lino, twill, raso, velluto e tanti altri. E’ essenziale dunque creare nel vostro outfit un efficace contrasto con tessuti differenti.

Mi spiego meglio. Se scegliete di indossare un papillon in velluto o lana è opportuno abbinarlo ad una giacca di tessuto più raffinato. Se optate invece per un papillon in raso o in seta invece è preferibile associarlo ad una giacca più consistente come quella in tweed.

Ma non è finita qui. Il papillon è disponibile in due differenti forme:

  • Butterfly: si tratta della forma tradizionale, a farfalla. Le sue dimensioni si aggirano intorno ai 7 cm
  • Ali di pipistrello: in questo caso le dimensioni sono tra i 3 e i 5 cm. Questa è una forma sicuramente più difficile da indossare in quanto implica un outfit casual ma al contempo raffinato.

Un elemento alquanto essenziale nella scelta del papillon riguarda i revers della giacca: meglio mantenere la grandezza del papillon in proporzione alla larghezza di questi ultimi.

Spesso infatti accade che i papillon richiedano la presenza del gilet. Perchè? Perchè il papillon riempie molto meno della cravatta lo spazio tra i due revers della giacca. Un gilet dunque, riempie e completa, a meno che non indossiate una giacca con l’abbottonatura piuttosto alta, tipo un doppio petto molto incrociato.

Generalmente però il papillon a farfalla rispetto agli altri modelli,si sposa bene con la larghezza media dei revers della giacca.

Infine non trascurate mai la scelta della camicia: in particolare il dettaglio più importante è il colletto. Esso deve essere tendenzialmente piccolo, oppure con le punte sfuggenti verso l’esterno (alla “francese”) in modo tale che queste non spuntino da sotto il papillon.

Per quanto riguarda l’acquisto di papillon, dovete sapere che negli ultimi anni si sono molto sviluppati gli shop online. Tra questi abbiamo la nota azienda Papillonart specializzata  nella produzione di farfallini artistici in cartone compresso. La particolarità di questi papillon risiede non solo nel materiale rispettoso dell’ambiente ma anche nel fatto che sono rivestiti con vere e proprie opere d’arte.

Se siete interessati a saperne di più vi basterà consultare il catalogo online dove è possibile scegliere tra una grande vastità di versioni diverse.

Riforma Costituzionale

Domenica 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro voto in merito alla riforma costituzionale promossa dal ministro Maria Elena Boschi e sostenuta dal Governo Renzi, attualmente in carica. In queste ultime settimane che precedono il voto, lo scontro politico, e in generale lo scontro tra i due schieramenti, si è fatto sempre più aspro: gli ultimi dati statistici infatti hanno rilevato che i sostenitori del Si alla riforma, inizialmente in svantaggio sul NO, hanno recuperare un buon margine di terreno, ed ora l’obiettivo è quello di convincere gli indecisi a prendere posizione in merito. Sebbene il dibattito diventi sempre più pungente man mano che i giorni avanzano, soprattutto in considerazione che tra poco si aprirà il periodo del silenzio stampa, che come sempre precede eventi di questo genere, gli ultimi sondaggi in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 hanno evidenziato un dato importante: solo il 20% degli italiani intervistati hanno reale conoscenza della portata della riforma Renzi, a dimostrazione che spesso la politica, con i suoi paroloni e con la troppa dialettica, spessa non è in grado di comunicare in modo efficace con i cittadini.

I PUNTI CARDINE DELLA RIFORMA

L’obiettivo primario della riforma Boschi è quello di superare il cosiddetto Bicameralismo Paritario, ossia il sistema secondo il quale attualmente funziona il nostro Parlamento. Nel 1942 i padri costituenti decisero di attribuire ai due rami del Parlamento, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, le medesime funzioni (art 70 Cost). Con il referendum invece, l’obiettivo è quello di modificare il Senato, nella sua composizione e nelle sue funzioni, al fine di giungere ad un Bicameralismo imperfetto. In sintesi questi i punti della riforma:

  • Modifica strutturale del senato: il senato sarà composto da consiglieri regionali e sindaci, in numero pari a 100 senatori.
  • Modifica delle funzioni: il senato non sarà più un co-protagonista della funzione legislativa, di cui attrice primaria sarà la Camera. Il nuovo art 70 della Costituzione delineerà in maniera precise le nuove competenze del Senato;
  • Riforma del titolo V della Costituzione, per ridefinire competenze e rapporti tra stato e Regioni;
  • Abolizione delle provincie;
  • Abolizione del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) .

Inoltre la riforma prevede una modifica delle regole e della natura del referendum: viene introdotto il referendum propositivo, al fine di assicurare una maggiore partecipazione del popolo su questioni di attualità.

I migliori brand di abbigliamento secondo i Millennials.

I giovani nati tra gli anni novanta e duemila, i cosiddetti “Millennials” sono sempre più oggetto di indagini di mercato. In America poi sembra che sia una vera e propria categoria di consumatori. Attenti alla moda, alle nuove uscite tecnologiche, al design e dotati di un gusto ben definito. Stiamo ovviamente parlando di tutti quei ragazzi che oggi hanno tra i 15 e i 25 anni, che sono stati i protagonisti di moltissimi cambiamenti che hanno investito la vita quotidiana, come il boom di Internet e l’introduzione dei social network.
Come dicevamo però, questi ragazzi però sono anche particolarmente attenti alla moda. Ma quali sono i brand preferiti dai Millennials?

Levi’s

Un brand che attraversa diverse generazioni, fino ad arrivare agli ultimi, i millennials. Levi’s ha sempre puntato ad un pubblico giovane e amante di uno stile casual, e a quanto pare riesce ancora oggi ad essere al passo con i tempi, proponendo capi attuali. Infatti, i Millennials amano il jeans, declinato in tutte le sue forme. Dalle giacche, fino ai pantaloni, passando per le salopette, fino ad arrivare alle camicie.
Levi’s negli ultimi anni ha iniziato anche a proporre capi di urban style, come giacche di pelle, t-shirt e scarpe.

Van’s

Van’s è ancora oggi, come qualche anno fa, un brand icona del mondo skater. E chissà che i suoi fondatori, nel 1966, avranno mai pensato che cinquant’anni dopo i giovani avrebbero continuato ad apprezzare quelle scarpe. Lo stile proposto è sempre quello metropolitano, underground, con capi dedicati ad una nicchia, che però nel tempo si è andata via via sempre più espandendo, interessando un pubblico più vasto. Forse anche per la collaborazione con il festival musicale rock/punk Warped Tour, che sicuramente ha contribuito a far conoscere e apprezzare ancora di più le scarpe Van’s.

Cheap Monday

Brand di origine svedese, nato in origine come negozio di abbigliamento di seconda mano, in una zona periferica di Stoccolma. Il prodotto più conosciuto di Cheap Monday sono i jeans, ma negli anni ha arricchito la propria offerta con sneakers, capi di flanella, t-shirt e camicie. Si tratta di un brand molto amato dai Millennials, anche per il prezzo, che è decisamente più basso di molti altri marchi che producono denim, pur proponendo jeans di qualità. Si può facilmente riconoscere per il logo distintivo del teschio con un crocifisso invertito.

Ralph Lauren

Ralph Lauren è un marchio intramontabile, famoso in passato come oggi, e ancora apprezzato dai più giovani. Nonostante questo il suo stile si è sempre mantenuto costante, negli anni. E le polo sono ancora oggi uno dei prodotti più famosi del brand.

Converse

Quella di Converse è una storia che inizia lontano. Si tratta infatti di un brand che ha vissuto molti alti e bassi, per arrivare ai giorni nostri e diventare uno dei marchi “feticcio” per i Millennials.
Icona di moltissimi musicisti, solo per citare uno dei gruppi più famosi della storia della Musica, i Nirvana, Converse è diventato un vero e proprio simbolo anche di una cultura alternativa o underground, particolarmente amata anche dai Millennials. Si tratta di scarpe comode, colorate e facili da portare con qualunque tipo di abbigliamento.

Paura

Il brand di abbigliamento Paura è giovane, e forse anche per questo piace ai più giovani. Si tratta di un’azienda italiana, che in maniera ironica propone capi di abbigliamento che rappresentano le star e le icone di musica, sport e società. Le linee proposte sono attuali e i materiali insoliti. Amato da tutti quei ragazzi che stanno cercando di indossare qualcosa che comunichi qualche dettaglio in più della propria personalità.

Nike

Marchio di abbigliamento sportivo per eccellenza, Nike ancora oggi fa la voce grossa sul mercato della moda. Forse non sarà apprezzata da chi cerca uno stile elegante, ma sicuramente da moltissimi Millennials che vogliono spezzare il proprio look con pezzi diversi. Ancora oggi le scarpe da ginnastica sono tra gli articoli più venduto, ma non solo. Anche felpe e altri capi, soprattutto legati ad atleti come Michael Jordan, Cristiano Ronaldo, Anna Sharapova e Serena Williams.

E voi, conoscete altri brand?

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Boom delle birre artigianali italiane, tra moda e cultura

Se c’è un argomento in materia di food & beverage che sta dilagando più di altre negli ultimi anni in Italia è la birra artigianale. Chiunque, da qualche anno a questa parte, si è trovato al cospetto di una birra definita artigianale ed il riflesso sul mercato è stato a dir poco devastante.

Ogni giorno il lungo elenco di microbirrifici nazionali ed internazionali si fa sempre più corposo ed interessante ed il fenomeno birre artigianali italiane pare ben lontano dal fermarsi.

Birra artigianale in Italia: un po’ di numeri

Secondo una ricerca realizzata e divulgata da UnionBirrai, la diffusione dei birrifici artigianali e dei loro prodotti brassicoli è in espansione a tutti livelli. Aumenta in modo considerevole il volume di produzione annuale (che raggiunge la stratosferica cifra di 445 mila ettolitri prodotti in media, il 3,3% del totale) e raggiunge il migliaio scarso il numero di attività legate al mondo della birra non filtrata attivi sul territorio italiano (500 microbirrifici, circa 220 beer firm e 140 brewpub). Numeri importanti se rapportati alla superficie italiana che è molto più modesta rispetto ad altre realtà birrarie nel mondo e che lasciano nuovamente tutta l’intraprendenza italiana quando c’è da sedersi a tavola.

Cosa s’intende per birra artigianale?

Attorno alla definizione di birra artigianale esiste una lunga diatriba che ha alimentato più e più discussioni sul tema. C’è chi sostiene che la birra artigianale non esista ma che esista semplicemente la birra e ci sono istitutizioni come la Camera che hanno definito la birra artigianale come “la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione.” Ne derivano divisione vere e proprie tra i puristi e coloro che si lasciano guidare dal mercato in una costante ricerca dell’ultimo gusto in fatto di birra artigianale.

Ma quindi qual è la migliore birra artigianale italiana?

Impossibile stabilirlo. Tra stili, colorazioni, sapori e provenienze sono stati assegnati diversi premi ad hoc durante la fiera dedicata alla birra artigianale tenutasi a Rimini nel mese di febbraio. Tuttavia il maggior riconoscimento è andato al famoso (e giovanissimo) birrificio Birra Perugia che si è contraddistinto in un alto numero di categorie. Suburbia nelle English IPA, Isterica tra le acide e Golden Ale nella categoria omonima sono alcune delle birre che hanno consentito al birrificio umbro di spezzare l’egemonia del prestigioso birrificio Baladin. Piazza d’onore per il birrificio di Borgorose Birra del Borgo.

Quanto è di moda la birra artigianale in Italia?

Bisogna ammetterlo, una componente modaiola e legata più allo status symbol che alla vera e propria cultura della birra esiste ed è piuttosto marcato nel Belpaese. Si moltiplicano eventi che hanno a che fare col tema ma che sono ben lontani dalla definizione e dal concetto di artigianalità.E allo stesso modo spuntano etichette che strizzano l’occhio alla grande distribuzione nel buon nome della birra artigianale. Fanno comunque parte di un grande sistema in movimento che ha generato numeri sempre più importanti di cui hanno giovato sia i grandi che i piccoli del settore.

E voi avete mai assaggiato una birra artigianale italiana? Se sì cosa avete apprezzato in modo particolare in quel bicchiere?