Come curare il personal branding per trovare lavoro

Il personal branding, la gestione della propria immagine professionale così da promuoversi nel mondo del lavoro, è un’opportunità straordinaria non solo per i professionisti affermati.

È infatti particolarmente utile e promettente sia per chi è già nel mondo del lavoro e vuole consolidarsi e crescere che chi, come studenti, neolaureati e disoccupati, sono alla ricerca di una prima o nuova occupazione.

Si tratta di un’attività che permette di rendersi riconoscibili, differenziarsi dai competitor, migliorare la propria autorevolezza e, quindi, essere più appetibile per un maggior numero di potenziali clienti, specialmente quelli più referenziati.

Utilizzare (seriamente) i social media

Tra gli strumenti più efficaci per fare personal branding c’è sicuramente quello di utilizzare in maniera intelligente i social. Non solo LinkedIn, che comunque è la piattaforma di riferimento per creare network professionali, ma anche le altre piattaforme che, in base al tipo di professione cui si ambisce possono diventare utili e vantaggiosi.

I contenuti sui social possono essere di diverso tipo e andare dal racconto del proprio percorso di studi e di formazione professionale all’acquisizione delle varie competenze digitali passando per alla narrazione delle prime esperienze lavorative o per la condivisione e la pubblicazione di contenuti di valore su un determinato argomento.

Sviluppare e aggiornare il sito web

Altrettanto fondamentale per il personal branding è lo sviluppo e l’aggiornamento di un sito web.

Navigando in questo sito troverete un valido aiuto per costruirvi il vostro spazio digitale, permette di avere una vetrina libera di proprietà (e non soggetta alla visibilità degli algoritmi dei social network) nella quale raccontare la propria visione della professione, ciò che contraddistingue il proprio modo di lavorare e, ancora, le varie collaborazioni che si svolgeranno con il passare del tempo.

Imparare dalle figure di riferimento del settore

Un errore comune è quello di pensare che per emergere bisogna essere fin da subito i migliori e non aver bisogno di imparare dagli altri. Per quanto possa apparire retorico non si finisce mai di imparare e sia nel proprio lavoro che nel fare personal branding c’è sempre molto da apprendere, correggere e perfezionare.

È quindi importante seguire i profili di riferimento del proprio settore, capire come si muovono e imparare da loro (senza copiare ovviamente).

Seguire una strategia

Un consiglio importante da tenere sempre a mente è quello di sviluppare una strategia di personal branding e poi seguirla con determinazione. Il rischio, infatti, è quello di farsi trascinare dagli eventi vanificando il lavoro fatto o non sfruttandolo a pieno. Da una parte, infatti, c’è la possibilità di stancarsi e, non vedendo facili risultati, abbandonare anzitempo la strategia su cui si era deciso di investire. Dall’altra c’è il rischio opposto di non proseguire una volta trovato il primo impiego. In realtà il personal branding è fondamentale anche per crescere nel percorso di carriera, oltre che nell’aumentare la propria autorevolezza e non precludersi importanti opportunità professionali.

Quello che in molti ignorano, infatti, è che molte aziende (specie quelle più titolate) spesso non aprono processi pubblici di selezione. Quando sono alla ricerca di una figura professionale la contattano privatamente e direttamente. Ma possono farlo solo con un profilo che si è reso visibile e si è rivelato autorevole. Non investendo sul personal branding ma limitandosi a consultare le posizioni di lavoro aperte si rischia di non emergere mai o di non poter raggiungere un livello superiore (di carriere, retribuzione e autorevolezza) che, invece, sarebbe possibile.