Hai un’attività a livello locale? Il tuo business deve essere incentivato nella tua area geografica? Vuoi incrementare i clienti del tuo negozio?
Local Search, Google Local, Google My Business, Local Search Marketing, sono le riposte alle tue domande. L’obiettivo che si prefigge il Local Search Marketing è quello che gli Americani chiamano “drive to store”, ovvero portare persone nel punto vendita.
Ma cerchiamo di capirne qualcosa in più con l’aiuto di Luca Bove il massimo esperto italiano di Local Search Marketing.
Introduzione all’uso della Local Search.
Cerchiamo di comprendere innanzitutto cos’è la Local Search o, volendo utilizzare il termine italiano, cosa sono le ricerche locali. Siamo in presenza di ricerche locali ogniqualvolta un utente effettua un tipo di ricerca che include un delimitatore geografico come città, prefisso, tel, ad es. “Hotel Roma”, ristorante Milano, ecc. sono tutte ricerche di tipo locale.
E non è tutto, dopo il lancio del Venice Update, un importante aggiornamento di algoritmo di google, il motore di ricerca è in grado di restituire risultati organici geolocalizzati anche in presenza di ricerche a carattere generico (senza riferimenti geografici espliciti), questo sulla base dell’ip dell’utente per ricerche da desktop e sulla base del gps per ricerche da mobile. Facciamo un esempio: per un utente che ricerca la query “ristorante”, la Serp di Google restituirà, in maniera sempre più precisa, i risultati fisicamente più vicini a lui.
Qualcuno potrebbe chiedersi se la Local Search interessi solo le ricerche che avvengono tramite smartphone e dispositivi mobili in genere, oppure anche nel caso di ricerche da desktop. La risposta è piuttosto semplice: è possibile fare Local Search da ogni luogo e da ogni dispositivo. A tal proposito, ricordiamo che Google, in un recente passato, affermava che tra il 25 e il 30% delle ricerche da pc hanno un intento locale, percentuale che aumenta fino anche al 50% da telefonino, strumento “local” per eccellenza.
Appare dunque evidente che le ricerche locali prendono il sopravvento nel caso in cui si effettuino ricerche da dispositivi mobile.
Un altro elemento da prendere in considerazione è il fatto che le ricerche locali non si fanno solo tramite Google, ma interessano anche altri motori di ricerca, altri sistemi di mappe e un’infinità di app: Bing Maps, AppleMaps per iPhone e altri. Chi si occupa di Seo, in particolare di Local Seo.
Ma quali sono i segnali che influenzano il ranking locale? In altre parole come fare a far comparire un business prima di un altro tra i risultati a carattere locale, su G Maps (il motore verticale di Google) e ricerche di Google?
Esistono dei segnali che influenzano il ranking locale che vedremo di seguito.
Segnali di ranking
Il primo step, imprescindibile, è quello di creare, verificare e ottimizzare la scheda local riferita al proprio business, tramite Google My Business, per poter comparire correttamente tra i risultati locali.
Una volta verificata e ottimizzata la scheda di Google My Business è necessario lavorare su altri segnali, definiti segnali di ranking local, che favoriscono una buona posizione, tra cui le recensioni, le citazioni, i backlink al sito, …
A proposito delle recensioni, il punteggio medio delle recensioni sulla scheda local è a tutti gli effetti un segnale di ranking. Quindi è importante lavorare sulla reputazione del business, sulla brand identity e incentivare i clienti, in particolar modo quelli soddisfatti, a pubblicarle.
Un altro elemento di ranking local sono le citazioni: è importante essere presenti su tutti i sistemi di local search, portali local, directory, ma anche siti non espressamente a carattere local, con dati consistenti, cioè uguali tra loro, riferiti al business.
Vi sono poi i segnali seo tradizionali, tra cui i backlink verso il sito collegato alla scheda local, che hanno un grosso impatto anche sul posizionamento locale.
Attenzione ai dati sporchi.
Prima di creare ex novo una scheda local, è necessario accertarsi che non sia già presente online una scheda creata automaticamente da Google sulla base delle informazioni che trova online durante il processo di web crawling.
In questi casi, è necessario procedere con la rivendicazione della scheda automatica, così da poterne prendere possesso e gestirla, evitando di creare duplicazioni. Oltretutto, nella maggior parte dei casi, le schede automatiche contengono dati sporchi, non corretti, che invece di avvantaggiare il proprietario del business, producono l’effetto opposto. Quindi accertatevi sempre che non vi siano schede automatiche e, se presenti, rivendicatele!
Inoltre, fate attenzione anche agli aggiornamenti automatici da parte di Google, che vi vengono segnalati tramite notifiche che compaiono direttamente nella dashboard Google My Business. Non sempre gli aggiornamenti automatici che Google effettua sono corretti, quindi è importante sempre monitorare la propria scheda local e intyervenire tempestivamente aggiornando i dati, se necessario.
Contenuti “Local”
I contenuti, dopo gli ultimi aggiornamenti di algoritmo da parte di Google, stanno diventando sempre più un elemento fondamentale per i siti web a condizione che siano univoci.
Scrivere dei contenuti originali, anche in presenza di copywriter esperti, però, è sempre più difficile perché il rischio di essere ridondati o di scrivere testi similari ad altri contenuti presenti nel web è dietro l’angolo. Non lo è nel caso di contenuti di tipo local. È possibile, infatti, inserire sul sito dei contenuti univoci che rispondano alle classiche domande di rito di un potenziale cliente, del tipo: come raggiungere la sede (descrivendo l’itinerario come se si stesse al telefono), ci sono parcheggi nelle vicinanze, se sì sono a pagamento….
Concludiamo dicendo che il local Search Marketing è, senz’altro, una risorsa importantissima per tutte le attività con una o più sedi fisiche. Ma non improvvisatevi, fatevi seguire da veri esperti del settore per invetsire in campagne local di successo.