In quest’articolo vorremmo trattare un argomento quasi mai considerato nel giornalismo economico, spesso quindi trascurato o dato per sottointeso, ma che in realtà risulta centrale per capire il funzionamento dell’economia nella sua totalità ed anche i movimenti di beni e capitali: le interconnessioni tra mercati.
Cercheremo quindi di dare risposte logiche che permettano al lettore di capire perché un movimento rialzista o ribassista in un mercato influenza l’andamento di un secondo (e magari anche di un terzo o quarto) mercato e, soprattutto, quali sono i legami tra i mercati reali ed i mercati finanziari.
La prima cosa da evidenziare è che, se volete capire a fondo tutte le interconnessioni, è necessario rimanere sempre aggiornati su quelle che sono le più calde news in ambito economico e finanziario. Per esempio, tra i tanti esistenti, vi suggeriamo la lettura di Job&Trading, giornale gratuito online che offre un’ampia informazione specializzata riguardanti tutti gli ambiti dell’economia.
Un primo collegamento si può effettuare tra le economie nazionali ed i prezzi delle commodities. Ad esempio, quindi: come mai se l’economia cinese rallenta il prezzo del rame scende? Di base c’è da sapere che la Cina è il primo compratore al mondo di oro rosso, quindi se la sua economia rallenta, la domanda di rame diminuirà. Regole base della microeconomia ci insegnano che se la domanda cala il prezzo sale.
Se quindi il prezzo del rame scende, i ricavi (e quindi gli utili) delle società che operano nell’estrazione e nella vendita di questa materia prima si ridurranno. Se gli utili scendono, molte metriche di bilancio usate per valutare la qualità delle aziende al fine di effettuare decisioni di investimento in borsa (come i multipli di bilancio), si riducono. Ne consegue immediatamente che anche il prezzo dell’azione scenderà, cosa che si rifletterà sull’andamento del listino in cui la società è quotata e quindi, più in generale, sui mercati finanziari.
Si pensi ora al petrolio. Se il prezzo del petrolio scende (come sta succedendo da diversi mesi a questa parte), economie nazionali come quella dell’Arabia Saudita, che ruotano principalmente intorno alla vendita dell’oro nero, ne risentiranno significativamente (e così abbiamo spiegato la medesima relazione ma dal punto di vista opposto). Se quindi l’Arabia ha meno entrate a causa del prezzo del greggio troppo basso, potrebbe imporre nuove tasse alle aziende del paese, cosa che nuovamente influenza negative i bilanci e le quotazioni.
Altre relazioni riguardano gli investimenti ed i tassi di interesse. Se le banche centrali del mondo abbassano i tassi, prestiti come i mutui diventano meno costosi, quindi potenziali interessati sono stimolati all’investimento dei propri risparmi. Più investimenti significa più occupazione, più tasse pagate e quindi un benessere generale crescente. Potremmo poi chiamare in causa anche le valute: se è più conveniente per qualsivoglia motivo investire in Cina piuttosto che nel resto del mondo, i capitali fluiranno da quest’ultimo verso il primo.
Come abbiamo brevemente illustrato, senza nessuna presunzione di esaustività, le interconnessioni che si possono creare nel mondo reale sono innumerevoli e colpiscono qualsiasi tipologia di mercato (reale come finanziario, delle materie prime come dei beni di lusso, e vi discorrendo). L’unica cosa che risulta sicuramente chiara è che ci sarà sempre ulteriore spazio in materia per approfondire l’argomento.