A cosa servono gli attuatori elettrici

Nel settore industriale, uno degli inconvenienti più fastidiosi con cui si può avere a che fare è rappresentato dalle perdite di olio che si possono verificare a causa della presenza di tubi, di valvole o di pompe: perdite che rischiano di andare a contaminare non solo gli ambienti di lavoro, ma anche i prodotti che vengono realizzati negli stabilimenti. Per evitare questi imprevisti si è soliti ricorrere agli attuatori lineari, che sono degli strumenti elettromeccanici che costituiscono una alternativa molto efficace rispetto ai sistemi pneumatici e a quelli oleodinamici: così, non c’è più bisogno di tubi e pompe.

Il compito di un attuatore è quello di convertire in un movimento lineare il movimento rotatorio di un motore a corrente: così, non c’è altro da fare che schiacciare un pulsante per tirare, per spingere, per inclinare, per regolare o per sollevare carichi più o meno elevati. Tra i pregi degli attuatori si segnala la manutenzione ridotta che richiedono, ma vale la pena di mettere in evidenza anche la loro facilità di installazione: qualunque sia l’applicazione a cui sono destinati, garantiscono una considerevole longevità.

Ma come sono fatti gli attuatori elettrici? Sono tre gli elementi che li costituiscono: un riduttore, un motore e un pistone comprensivo di una madrevite. La flessibilità è uno dei tratti distintivi di queste soluzioni elettriche che, non a caso, possono essere progettate in una vasta varietà di alternative: insomma, si tratta di strumenti perfetti per l’industria 4.0, che facilitano il controllo grazie ai comandi digitali e che permettono di effettuare qualunque tipo di movimento. Gli attuatori miniaturizzati, per esempio, hanno dimensioni ridotte per agevolare la misura, la spinta e il trasporto, mentre le pinze consentono manipolazioni al tempo stesso sicure e delicate.

Nell’automazione industriale e civile, gli attuatori sono ormai molto diffusi: tramite un input elettrico consentono di comandare un relè e hanno il pregio di poter essere gestiti – a seconda delle necessità e delle preferenze – in configurazione singola o in configurazione multipla. Il wifi permette di gestire i comandi nel caso delle configurazioni multiple, mentre per quelle singole si fa riferimento al protocollo BUS: esso comporta che tutti i componenti siano collegati fisicamente tra loro. Al di là delle soluzioni elettriche, poi, esistono anche gli attuatori elettrostatici, che vengono usati – tra l’altro – per le valvole, per i display, per gli interruttori ottici e per quelli elettromeccanici, e sono realizzati su wafer di silicio.