La tua stampante ha smesso di funzionare? Ecco le soluzioni.

Sembra che alcune stampanti abbiano una sorta di cervello maligno, iniziano sempre a stampare male proprio quando ne hai più bisogno.

Se una stampante ha smesso di essere utilizzata e si ha paura che non funzioni, è conveniente scegliere di pulirla accuratamente prima di acquistarne una nuova. La manutenzione regolare della stampante ne prolungherà la durata e allo stesso tempo l’utente garantirà stampe di alta qualità.

Tuttavia, tenere presente che ogni tipo di stampante richiede un diverso tipo di metodo di pulizia anche se tutti i dispositivi condividono una serie di precauzioni e cure comuni, di cui parleremo in dettaglio.

Molte volte la stampante stampa, ma non con la qualità che vogliamo. I principali colpevoli in questi casi sono generalmente inchiostro e testine di stampa, anche se per vari motivi. Scopriamoli.

Mancanza di inchiostro

Qualcosa di abbastanza evidente, ma se la stampante stampa male, potrebbe essere perché manca l’inchiostro per farlo correttamente. Questo accade perché oggi quando il software della stampante rileva che è rimasto poco inchiostro o meglio, quando un certo numero di stampe attraversa tutto l’inchiostro che ha lasciato si rifiuta direttamente di effettuare la stampa, mostrandoci un bel errore nella stampante o sullo schermo.

Per questo motivo è improbabile che se si verifichino problemi durante la stampa corretta, ciò potrebbe essere dovuto alla mancanza o alla scarsa quantità di inchiostro: molto prima che si esaurisca, la stampante richiederà già di sostituire le cartucce .

Con le stampanti laser ciò non accade e nella maggior parte dei casi in cui la stampante non stampa correttamente, ciò sarà dovuto alla mancanza di ricarica del toner. In questi casi, è sufficiente cambiarlo in uno nuovo.

Testine inceppate

Questo problema dovrebbe essere il primo dell’elenco, poiché la maggior parte delle volte che appaiono stampe vuote nelle nostre stampe sono dovute a un inceppamento nelle testine, spesso causato dall’accumulo di inchiostro secco in esse per lungo tempo inutilizzato.

Alcuni modelli di stampante eseguono periodicamente la pulizia della testina per mantenerli in perfette condizioni anche se la stampante non viene utilizzata. Per il resto, se questo accade a te, non avrai altra scelta che fare la pulizia delle teste da solo. Tutte le stampanti dispongono di un’utilità per eseguire questa pulizia dal proprio software di stampa. Se nemmeno con queste pulizie la tua stampante torna in vita, potresti dover eseguire una pulizia più aggressiva a mano. Ci sono liquidi per pulire le testine che possono essere utilizzate come ultima opzione.

Testine danneggiate

Se anche con le pulizie di cui stavamo parlando, puoi recuperare le tue testine, potrebbero essere danneggiate al di là di qualsiasi riparazione tu possa fare. Se la tua stampante è ancora in garanzia, portala al servizio tecnico e, se non lo è … a seconda del modello, acquistare una nuova stampante potrebbe essere più economico che riparare la precedente.

Testine disallineate

A differenza del caso precedente, esiste una soluzione. A volte quando la stampante soffia, a causa di un errore nella corrente o semplicemente a causa dell’uso continuato, le testine di stampa potrebbero essere leggermente disallineate.

Anche in questo caso il software della nostra stampante avrà la soluzione: sarà sufficiente passare al programma di allineamento testine per correggere il problema. Potrebbe essere necessario “aiutare” la stampante a rilevare manualmente dove si trova il problema, ma sarà sufficiente seguire i passaggi mostrati sullo schermo per ottenere  un allineamento migliore.

Bolle d’aria

Questo problema è quasi inesistente nei sistemi di stampa “normali”, ma se si utilizza un sistema CISS (o sistema a getto d’inchiostro continuo) potrebbe essere il problema più comune. Nei tubi che trasportano l’inchiostro dai contenitori agli ugelli, possono formarsi bolle d’aria che, al loro raggiungimento, non iniettano inchiostro nella carta, quindi avremo una bellissima area senza stampa.

La soluzione è semplice: sbarazzarsi delle bolle d’aria. Questi sistemi sono generalmente molto ben isolati, quindi se compaiono bolle, è molto probabile perché i contenitori di inchiostro e la stampante sono ad altezze diverse. Basterà metterli allo stesso livello ed eseguire un paio di pulizie della testa in modo che tutta l’aria fuoriesca (o aspirarla con una siringa).

Accumulo di sporco

Più comune nelle stampanti laser che nelle stampanti a getto d’ inchiostro , l’accumulo di sporco può influire in modo significativo sulla qualità di stampa. Se ciò si verifica nel tamburo delle stampanti laser, appariranno macchie e macchie.

Innanzitutto, per pulire correttamente la stampante, è necessario scollegarla. Quindi la stampante deve essere lasciata raffreddare per alcuni minuti prima di tornare a lavorare con essa.

La soluzione è semplice: basta pulire delicatamente il tamburo per rimuovere lo sporco che può essere attaccato ad esso. E come ultima raccomandazione, cambia carta, potresti star usando un cattivo tipo di cellulosa che si accumula nel tamburo. A volte l’economico è in realtà costoso.

Errori fisici

Se la stampante emette strani rumori o non ne emette affatto, potrebbe esserci qualche errore nell’hardware della stampante che ne impedisce la stampa. Di solito sullo schermo appare un errore che spiega il motivo, ma vale la pena controllare la macchina all’interno per verificare una serie di cose di base per evitare di portarlo al servizio tecnico.

Verificare la presenza di eventuali inceppamenti della carta, che la rete o il cavo dati sia inserito correttamente, che i rulli ruotino correttamente, che se è installato un sistema CISS, i cavi dell’inchiostro arrivino fino alla fine senza tirare.

Tutti questi controlli possono essere eseguire in un minuto e si spera che possano farci risparmiare tempo e denaro evitando la riparazione della stampante o l’ acquisto di una nuova.

Cartucce compatibili: Sono affidabili? Qual è la differenza con il prodotto originale?

Comprare una stampante ad un prezzo super vantaggioso ed accorgersi, al primo ricambio delle cartucce d’inchiostro, di spendere una fortuna se le si acquista originali, ossia fabbricate dalla stessa azienda che ha prodotto la stampante? Probabilmente il tuo portafogli ha vissuto questa non troppo entusiasmante esperienza.

Tutte le maggiori e più famose aziende produttrici (dall’HP alla Canon, fino all’Epson, alla Samsung e così via) sono d’altronde solite adottare una strategia di vendita che si basa sul vendere, in media, a prezzi non esagerati anche stampanti multifunzione e di alta qualità, mettendo però poi a costi questi sì esagerati, le loro cartucce e toner.

A venire in aiuto a quanti desiderano dotarsi di un’ottima stampante ma senza per questo svuotarsi le tasche per comprare gli inchiostri (soprattutto se la stampante si usa spesso e quindi c’è necessità di ricambi frequenti), oggi ci sono le cartucce compatibili.

Cosa sono?

Le cartucce compatibili sono prodotti non originali fabbricati da aziende terze che tuttavia, se si fa la scelta giusta, offrono una qualità di stampa che nulla ha da invidiare a quella delle marche più blasonate e sono comunque garantiti. Pur non essendo cartucce originali, in genere si adattano molto bene alla stampate per la quale sono state progettate e difficilmente si possono riscontrare dei problemi di identificazione da parte del dispositivo e quindi di compatibilità.

Molti pensano che il costo molto contenuto, rispetto a quelle originali, delle cartucce compatibili si traduca in una resa di stampa in scarsa qualità, in particolare se si tratta di dover riprodurre su carta immagini, grafici o foto. In realtà a meno che tu non debba realizzare delle stampe altamente professionali e ricche di dettagli e sfumature, neanche noterai la differenza.

Come in tutte le cose, infatti, anche quando si intende acquistare cartucce d’inchiostro compatibili, il mercato propone sia soluzioni di bassa fattura, sia prodotti eccellenti.

Acquistare i migliori inchiostri compatibili in grado di assicurare la giusta via di mezzo tra prezzo e qualità è molto importante perché i pigmenti e la polvere d’inchiostro contenuti nella cartuccia, se non ben trattati, potrebbero danneggiare la stampante ed essere anche nocivi.

Le differenze tra le cartucce originali e quelle compatibili

Si possono riassumere così:

  • Acquistando cartucce originali, si è sicuri di avere la completa compatibilità, e quindi non ci saranno intoppi con la stampante; la qualità di stampa poi è al massimo, ovviamente rispetto al modello di stampante posseduto, dal momento che l’inchiostro è del tutto compatibile con la testina di stampa adoperata. Di contro, come detto, il costo delle cartucce d’inchiostro originali è molto alto, considerando, tra l’altro, che con una sola cartuccia si riescono a stampare un numero di fogli, in proporzione al prezzo dell’inchiostro, notevolmente basso.
  • Comprare cartucce compatibili significa spendere 4/5 volte meno rispetto all’acquisto di quelle originali; caratteristica non da poco se si è soliti stampare molto materiale per lavoro, scuola ecc. La qualità di stampa in media non ne risente, ma molto dipende dall’affidabilità e dalla competenza dell’azienda che produce questo tipo d’inchiostri; in genere gli standard ai quali si attengono sono alti (le cartucce sono nuove e ricaricate pienamente), ma comunque al momento dell’acquisto è bene controllare sulla confezione della cartuccia che i materiali adoperati per la realizzazione della cartuccia e del suo contenuto siano conformi alle normative UE.

Dove comprare le cartucce compatibili

Oramai, oltre ai vari negozi fisici presenti un po’ ovunque, è possibile acquistare cartucce compatibili anche attraverso i numerosi rivenditori online. Esistono, infatti, veri e propri siti internet che, oltre a vendere i prodotti, ti forniscono anche utili consigli per usare al meglio le tue cartucce compatibili ed un’assistenza pronta a risolvere qualsiasi problema o dubbio.

Come eliminare virus dal PC

Se si intende acquistare un notebook, magari facendo riferimento a diversi siti come per esempio topnotebook.net, bisogna preventivare la necessità di proteggerlo dai virus, a prescindere dalla marca e dalle caratteristiche tecniche che contraddistingueranno il modello scelto.

Agire in modo preventivo: l’importanza di un buon antivirus

Oggi sono disponibili tantissimi software antivirus di grande efficacia, sia gratuiti che a pagamento, in grado di garantire al notebook tutta la sicurezza di cui ha bisogno, di conseguenza si può affermare senza esitazioni che oggi è possibile utilizzare il web, collegare periferiche e compiere svariate altre operazioni senza che il computer sia esposto a rischi rilevanti.

Come muoversi se il virus ha già fatto ingresso nel PC

Può tuttavia accadere che dei virus si insinuino ugualmente all’interno del computer, magari perché si è stati un po’ superficiali e non si è provveduto a proteggere il dispositivo con un antivirus, oppure perché il malware si è rivelato particolarmente maligno riuscendo ad aggirare gli appositi sistemi di protezione.

Premesso che agire in modo preventivo è sicuramente preferibile, laddove si dovessero riscontrare nel proprio notebook degli inequivocabili segni di un attacco virus è importante capire come muoversi per riuscire a debellarli.

Installare un antivirus di qualità

Una prima opzione, quella più semplice, prevede l’installazione di un buon antivirus. Molti antivirus infatti sono in grado di rilevare delle minacce anche laddove le medesime abbiano già infettato il computer, di conseguenza una volta scaricato il programma il medesimo farà scattare subito l’alert e provvederà all’eliminazione del virus.

In questo modo, dunque, il notebook potrebbe tornare a funzionare regolarmente.

Installare un antivirus auto-avviante

La via che abbiamo appena indicato, tuttavia, non si rivela efficace in tutti i casi: spesso infatti quando un notebook è attaccato da virus il danno è ormai fatto, e l’installazione di un antivirus eseguita successivamente non riesce a garantire i risultati auspicati.

In simili casi si può perseguire una seconda soluzione, ovvero quella che prevede l’impiego dei cosiddetti antivirus auto-avvianti.

Questi particolari antivirus devono il loro nome al fatto di avviarsi prima del sistema operativo, e proprio tale peculiarità consente loro di individuare e debellare i malware che hanno danneggiato il dispositivo nel suo regolare funzionamento.

Questi antivirus vanno sostanzialmente copiati su dei dispositivi esterni, come possono essere ad esempio delle chiavette USB, e spesso richiedono una connessione ad Internet affinché possano rivelarsi realmente efficaci: la presenza di un collegamento alla rete è importante in quanto in questo modo l’antivirus può scaricare gli aggiornamenti e può così rivelarsi efficace anche nel contrasto ai virus più recenti.

Eseguire una formattazione completa

In ultima istanza, nel caso in cui le funzioni del notebook dovessero risultare gravemente compromesse pur avendo eseguito i tentativi precedenti, si può pensare di effettuare una formattazione totale.

La formattazione del notebook è un processo che elimina tutti i file ed i programmi presenti nel computer, di conseguenza al termine del medesimo si ha la certezza assoluta che il virus non sia più presente.

Per contro ovviamente la formattazione cancella tutto ciò che è stato installato nel notebook, e questo può essere, soggettivamente, un problema più o meno rilevante.

I file custoditi nel computer possono essere archiviati in dei dispositivi esterni, o anche in cloud, in modo che a formattazione avvenuta si possa recuperarli senza troppi problemi; per quanto riguarda gli altri programmi che andranno inevitabilmente perduti, invece, sarà necessario installarli nuovamente.

Eliminare un virus è assolutamente possibile

Sono questi, dunque, i diversi modi tramite cui si può eliminare virus dal PC nel caso in cui i medesimi lo abbiano danneggiato.

Le procedure possono rivelarsi un po’ noiose, questo è vero, ma se si riscontra l’indesiderata presenza di virus nel proprio notebook non bisogna disperare: recuperare un computer impeccabile nel suo funzionamento è assolutamente possibile, e in casi particolarmente gravi una formattazione consentirà di recuperarlo come nuovo.

Diventare mobile developer: Android o iOS?

Diventare mobile developer costituisce l’obiettivo di molti, visto che, attraverso l’acquisizione delle necessarie competenze si può entrare avanti un business significativo. In fin dei conti non dobbiamo dimenticare che il mondo delle applicazioni è in crescita costante, per cui potrebbe rivelarsi un investimento decisivo per il futuro.

Per diventare uno sviluppatore di successo, tuttavia, bisogna acquisire una conoscenza profonda per quello che riguarda i linguaggi di programmazione e capire qual è il sistema operativo più adatto su cui concentrare le proprie conoscenze (nel 95% dei casi la scelta ricade tra iOS e Android).

Ma vediamo quali sono i passi da compiere per entrare in questo mondo.

Come diventare un mobile developer

Per prima cosa occorre avere una conoscenza dell’ambiente di sviluppo. Per questo motivo bisogna capire le fondamenta della programmazione per mobile, e qui ci sono due strade: la prima è quella di fare tutto in maniera autonoma (con dei libri, ad esempio, ma la curva di apprendimento è lunga), la seconda è seguire un corso per sviluppatori Android o iOS e velocizzare, laddove possibile, le tempistiche.

Per capire verso quale sistema operativo rivolgersi, è fondamentale porsi l’obiettivo di rendersi conto di una particolare applicazione mancante nell’ambito dei vari sistemi operativi mobile. Se c’è un’esigenza ancora da soddisfare, potremmo agire proprio in questo senso, non trascurando le dimensioni del mercato, con cui ci ritroveremo a confrontarci.

Compiamo insomma un’analisi iniziale che abbia lo scopo di farci intraprendere la strada giusta. Valutiamo i possibili ricavi e quali costi ci saranno da sostenere. Sicuramente, se ci rivolgiamo alle applicazioni Android potremmo raggiungere un bacino più ampio di utenti, tuttavia alcuni esperti ritengono che con iOS i margini di guadagno sono maggiori.

Non andiamo oltre le forze che abbiamo a disposizione. Fare salti imprudenti potrebbe essere davvero pericoloso. Non possiamo pensare di inventare necessariamente un social network che possa mettere ko le reti sociali del momento. Valutiamo anche se siamo da soli o se abbiamo con noi altri collaboratori che ci permettano di pensare veramente in grande.

Cerchiamo un’idea che possa essere molto appetibile, ma verifichiamo sempre, prima di iniziare a svilupparla, se già altri hanno avuto modo di progettarla. L’ideale sarebbe trovare una nicchia specifica, anche qualcosa legato ad un determinato territorio e non per forza rapportabile su scala mondiale. In fin dei conti, muovendosi su un terreno abbastanza limitato, abbiamo la possibilità di conoscerlo in maniera più diretta e di comprendere con più precisione le esigenze del pubblico al quale ci rivolgiamo.

Inoltre teniamo in considerazione che per guadagnare non necessariamente dobbiamo sviluppare un’applicazione a pagamento. Anche pubblicarla gratuitamente può rivelarsi un’idea vincente, perché più facilmente il nostro progetto si diffonderà. Teniamo sempre in conto il problema del marketing e della visibilità, che rappresentano due fattori molto importanti per arrivare al successo anche nelle eventuali vendite del prodotto che abbiamo creato.

Scegliere iOS o Android?

È importante anche scegliere il sistema operativo su cui operare. Generalmente la scelta della maggior parte dei mobile developer è orientata su iOS o Android. A seconda del sistema operativo scelto, viene richiesta anche la conoscenza di specifici linguaggi di programmazione. Per le applicazioni iOS il linguaggio più utilizzato è Objective-C, anche se Apple ha lanciato un nuovo linguaggio, che si chiama Swift e che presenta un procedimento più facile da attuare.

L’ambiente di sviluppo più adatto per le app iOS è Xcode, che si può scaricare dallo store e che presenta diversi tool utili a sviluppare l’applicazione, come per esempio anche degli elementi importanti per il design dell’interfaccia. Inoltre non dimentichiamo che Apple mette a disposizione degli sviluppatori un tutorial con tutti i passaggi da seguire per creare il nostro progetto.

Per sviluppare le applicazioni per Android, si deve utilizzare il linguaggio Java. Basta ricorrere all’utilizzo di Android SDK, dove troviamo tutti i tool e le API particolarmente interessanti per sviluppare il nostro progetto. L’ambiente di sviluppo integrato e che viene supportato a livello ufficiale si chiama Android Studio. Alcuni sviluppatori preferiscono ricorrere anche ad altri tool creati da soggetti esterni, con l’opportunità di servirsi anche di altri eventuali ambienti di sviluppo.

Qual è il peso ideale?

Il peso ideale è anche detto: peso forma. Esso è inteso come il peso espresso in kg di un individuo, adatto a far stare in salute quella persona. Ovviamente è anche quel valore del peso che consenta all’individuo di non soffrire delle patologie più comuni come: ipertensione, arteriosclerosi, diabete, o della stessa anoressia. E, dato che è indispensabile ad una salute sana, c’è da ribadire che va anche mantenuto nel tempo. Questi varia moltissimo dalle condizioni all’età di ogni persona. In particolare ogni persona che voglia seguire una dieta abbastanza dimagrante. Ovviamente per questa vanno preferite le ricette light.

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Formule per il peso ideale

Dobbiamo per il peso ideale, considerare fattori come: l’età, il sesso, l’altezza e valori medici come: problemi tiroidei o di ritenzione idrica. Importante risulta anche l’ossatura. Così chi avesse questa di grosse dimensioni, potrà pesare leggermente di più del previsto, e chi avesse un’ossatura piccola, potrà pesare anche di meno del normale. C’è un indice che ci chiarisce questo valore (del peso ideale), e cioè l’Indice di Massa Corporea, ossia: l’BMI. Per determinarlo esistono due formule: di Lorentz e di Creff. La prima si giustifica in base al sesso, la seconda in base alla morfologia.

Vediamo la prima. Secondo la formula di Lorentz, il calcolo si basa su un range di età che va dai 18-65 anni. E si calcola con tabelle specifiche, così come quello di Creff (che però è più completo poiché tiene in considerazione un fattore indispensabile che è la morfologia, appunto). Se siamo di corporatura sottile, conteremo valori del 10% inferiori a quelli di una corporatura normale; così come se saremo di corporatura robusta, per cui conteremo valori innalzati del 10% rispetto a chi abbia una corporatura normale. Il peso ideale in genere viene rappresentato e calcolato dal rapporto numerico esistente tra peso e altezza in cm. E, per una persona normopeso esso corrisponderà a circa 25. Mentre per chi sia robusto, sarà intorno a 30.

Diete dimagranti

Comunque, attenzione se fossimo di corporatura normale ed il valore del BMI fosse inferiore a 18, perché significherebbe che siamo vicini e stiamo andando incontro ad un disturbo (anche psicologico) dell’anoressia. Per mantenere il peso ideale, si deve seguire una dieta adatta, che può variare da valori pari a 1000 calorie fino a 3500. Così dovrai riportare nella tua dieta alimenti poveri di glucosio e carboidrati e ricchi di proteine se vorrai dimagrire, e poi considerare quanta attività fisica svolgi durante il giorno. Inoltre vanno tenute presente le proprie masse grasse e masse magre, intendendo per la prima: i pannicoli adiposi, e per la seconda le strutture ossee e muscolari. Ma in una dieta deve sempre essere protagonista uno specialista che ce la indichi, tenendo bene d’occhio tutti quei valori che delineano il nostro fisico e il nostro stile di vita, poiché senza questi fattori non sarà possibile stilare una perfetta e precisa dieta dimagrante o “ingrassante” che dir si voglia. Questa dovrà considerare anche le cure che stiamo seguendo (in caso le seguissimo), con i vari medicinali. Praticamente è vietato fare diete da soli.

Come assemblare un pc gaming

I videogiochi sono la vostra passione e vi occorre un pc gaming nuovo che vi regali un’esperienza di gioco eccezionale? Se avete un budget limitato e desiderate ottenere le migliori prestazioni al minor prezzo, assemblarlo in casa potrebbe essere la soluzione giusta. Seguite passo dopo passo il procedimento per scoprire come assemblare un pc gaming in poco tempo e senza incontrare difficoltà! Vi sorprenderete di quanto sia semplice e gratificante!

Quali sono i componenti necessari per assemblare un pc da gaming?

Spesso, quando si decide di assemblare un pc da gaming, le maggiori indecisioni risiedono sui componenti da acquistare. In base al proprio budget a disposizione è possibile scegliere tra varie tipologie di processori e schede video. Qualunque sia la vostra scelta finale, nel momento in cui dovrete assemblare il computer, dovete assicurarvi di avere sottomano i seguenti pezzi:

– Case
– Scheda madre
– Processore con dissipatore incluso
– Ram
– Hard disk meccanico o SSD
– Scheda video
– Alimentatore

Precisiamo che la scheda video non è sempre necessaria, e, specialmente se volete risparmiare, potreste in un primo momento ommetterla. Chiaramente, una scheda video potente e con almeno 4 gb ram dedicata, non potrà che migliorare qualitativamente la vostra esperienza di gioco. Scegliere se optare per un Hard disk o una SSD è arduo, in ragion del fatto che quest’ultima ha un prezzo decisamente maggiore. Tuttavia offre altissime velocità di avvio, sia del pc che dei software installati. Senza alcun dubbio, installarli entrambi e scegliere di utilizzare l’Hard Disk per i giochi più pesanti è un buon compromesso.

Step 1

Per assemblare un pc da gaming, occorre innanzitutto alloggiare il processore nell’apposito socket della scheda madre, prestando attenzione a individuare fin da subito la giusta posizione. Dopodichè, assicuriamoci che sia presente una giusta quantità di pasta termica sotto il dissipatore e posizioniamo quest’ultimo sopra il processore. Infine, colleghiamo il cavetto del dissipatore all’attaco cpu fan 1 della scheda madre.

Step 2

Alloggiamo la ram nell’apposito slot situato nella scheda madre, tenendo conto del fatto che è a verso univoco. Essendo a incastro, è sufficiente esercitare una leggera pressione da ambo i lati per agganciarla correttamente. Fatto ciò, inseriamo l’alimentatore nel case, assicurandolo adeguatamente con le apposite viti.

Step 3

Posizioniamo i distanziali in dotazione nel case e procediamo con l’installazione della scheda madre in esso, fissandola con le viti presenti nella confezione al momento dell’acquisto. Una volta inserita la scheda madre e l’alimentatore nel case, non ci resta che collegare i due tra loro tramite il corrispondente cavo.

Step 3

Procediamo ora con l’inserimento dell’SSD e dell’Hard disk nel case, collegando i loro cavi di alimentazione e i cavi SATA alla scheda madre. Fatto ciò, possiamo eventualmente dedichiamoci all’installazione della scheda video. Come detto in precedenza, essa non è fondamentale per l’avvio del pc. Alloggiamo dunque la scheda video nell’apposito slot della scheda madre e colleghiamola con il cavo di alimentazione e il cavo SATA.

Ora non ci resta che collegare i pin del case alla scheda madre e verificare la corretta accensione del nostro pc gaming!

Scheda SD, come scegliere la migliore

È più o meno dal 1990 che si sono diffusi dispositivi di archiviazione di memoria che poi si sono evoluti nel tempo migliorando le proprie prestazioni in termini di velocità e capacità.

La loro ampia diffusione è dovuta al fatto che le schede sono piccole, registrabili più volte e in grado di conservare dati in assenza di alimentazione.

Se state per acquistare una scheda SD è meglio sapere alcune cose prima. Se l’intenzione è di acquistarla via web occorre prima accertarsi del tipo di scheda SD compatibile con il proprio dispositivo, accertarsi che quest’ultimo disponga dell’apposito slot, alloggiamento per la scheda SD e leggere attentamente la scheda hardware presente sul web.

Quindi prima dell’acquisto bisogna sapere esattamente di quale scheda abbiamo bisogno tenendo conto di 3 fattori, velocità, dimensioni e capacità.

Come scegliere la migliore memory card in base ai tre fattori principali

Velocità: La velocità di una scheda SD diventa importante se il vostro dispositivo registra video 4K o se avete l’esigenza di trasferire una grande mole di dati in una volta sola.

Dimensione: Di solito gli smartphone supportano schede del tipo microSD. Controllare nel manuale d’istruzioni del vostro dispositivo.

Capacità: Le schede SD possono essere di tipo SDHC con un’elevata capacità di memoria (spazio), da 4 GB a 32 GB, progettate per l’utilizzo quotidiano, oppure di tipo SDXC, da 32GB a oltre 2TB indicate per un utilizzo di tipo professionale e quindi dotate di notevole capacità di memoria.

Le schede SD standard di solito utilizzate per i dispositivi come stampanti, laptop, e reader, computer, videocamere e registratori audio e digitali, hanno una capacità di memoria intorno ai 2 GB.

Anche in questo caso bisogna controllare la tipologia di scheda SD supportata dal vostro dispositivo prima dell’acquisto.

Le informazioni sul tipo di scheda che si sta acquistando le troverete sulla scheda stessa  attraverso loghi e lettere che indicano il tipo di scheda stesso, la sua capacità e la sua velocità.

SD Association

Si tratta di un’organizzazione no profit che comprende importanti aziende del settore delle schede SD. Questa associazione stabilisce gli standard relativi a questi supporti con lo scopo di renderne più semplice l’utilizzo e di uniformarne parametri e prestazioni di modo che siano uguali e condivisibili in qualsiasi parte del mondo.

Quindi la SD Association crea degli standard e ne promuove la diffusione  e l’impiego di modo che le schede di memoria risultino compatibili con qualsiasi dispositivo.

Grazie alla SD Association ogni dispositivo è in grado di gestire una scheda SD e allo stesso tempo l’utente ha a disposizione dei parametri che gli permettono di scegliere la migliore scheda SD.

Scheda microSD: Come scegliere la migliore

Se avete bisogno di una scheda microSd,  vi conviene scegliere  una scheda da 64GB e più. Questo vi permetterà di avere a disposizione uno spazio di archiviazione maggiore. Per quanto riguarda la velocità, se il vostro dispositivo ha alte prestazioni vi conviene una scheda di classe 10 o UHS-1, questa scelta ridurrà al minimo i tempi di trasferimento dei file compresi i video.

Articolo scritto in collaborazione con Terra Invisibile

Come scegliere le cuffie da gaming

Penso che sarai d’accordo con me quando dico:

“Delle buone cuffie sono d’obbligo se ami giocare!”

Nell’articolo di oggi andremo a vedere esattamente cosa guardare quando si cercano le migliori cuffie da gaming in una specifica fascia di prezzo.

Le cuffie nel mondo dei videogiochi sono molto popolari al giorno d’oggi in quanto non aggiungono solo un senso di realismo alla tua sessione di gioco attraverso una migliore qualità del suono; ti danno anche l’opportunità di parlare con altri giocatori online. Ciò aiuta a migliorare esponenzialmente la tua esperienza di gioco.

Tuttavia, come con qualsiasi prodotto in questo mondo, ci sono buone cuffie e ce ne sono molte altre pessime. La chiave è identificare esattamente ciò che si desidera e quindi abbinare il miglior prodotto a queste esigenze.

Le cuffie sono compatibili con il tuo sistema di gioco?

Questo è assolutamente fondamentale. Non ha senso comprare delle cuffie se non sono compatibili con la piattaforma di gioco su cui intendi utilizzarle.

Alcune cuffie sono compatibili con diversi tipi di piattaforma, mentre altre solo per un singolo tipo. Pertanto, è essenziale che questo sia uno dei fattori da tenere a mente quando si acquista. A dimostrazione di questo, basti girare per il web e vedere le varie guide dedicate alle cuffie da gaming: alcune, come questa sulla ps4, sono incentrate su un unico sistema di gioco.

Sono delle cuffie comode?

Può sembrare una cosa stupida, ma in realtà è un fattore importantissimo. Parliamoci chiaro, chi è che gioca per meno di un’ora? Probabilmente nessuno, e avere delle cuffie scomode sulle orecchio dopo qualche decina di minuti possono cominciare a dar molto fastidio.

Il primo modello da me acquistato è stato uno di quelli da 20€, e mi sono reso conto del suo reale valore dopo soli 20 minuti! Strette sulle orecchie, pesanti, qualità del suono orribile, adattamento terribile… insomma, ci siamo capiti.

Il modo più semplice per scoprire se un paio di cuffie sono comode è leggere le recensioni online prima di effettuare qualsiasi tipo di investimento finanziario. Valuta anche il peso, è importantissimo.

La qualità costruttiva prima di tutto

Oltre per la questione comodità, la qualità costruttiva è molto importante anche per garantirne un utilizzo durevole nel tempo. Nella mia esperienza, il prezzo di un paio di cuffie è di solito una buona rappresentazione della sua qualità. I modelli più economici tendono a essere fragili e si rompono piuttosto facilmente.

Cerca recensioni che menzionino il modo in cui l’archetto è attaccato all’orecchio. Quelli più economici avranno viti minuscole che si tirano indietro o in plastica economica che tenderà a rompersi.

Rapporto resa sonora/prezzo prima di tutto

Un altro tipo di requisito fondamentale è che il suono delle cuffie da gaming sia di qualità, ovviamente considerando il prezzo di acquisto.

Ancora una volta, come per valutare il livello di comfort delle cuffie, ci sono alcune cose da tenere in considerazione in termini di qualità del suono che potrebbero aiutarti a separare i buoni prodotti da quelli pessimi.

Bassi: ho scoperto che delle cuffie capaci di bassi potenti sono un must per i giochi sparatutto in prima persona. I suoni degli spari e delle esplosioni prendono vita con l’uso dei bassi.

Surround 7.1 simulato – Non assolutamente necessario, ma in alcune cuffie di fascia più alta è bello in quanto fornisce il senso del realismo alla tua esperienza di gioco. Stai lontano dal cosiddetto suono surround in cuffie economiche. È una trovata commerciale e la qualità del suono sarà terribile.

Cancellazione del rumore – questa è una caratteristica molto utile che alcune cuffie impiegano. Un microfono esterno viene utilizzato per invertire qualsiasi rumore esterno e quindi annullarlo. Ciò significa che puoi giocare sulla tua console di gioco indipendentemente dal caos che ti circonda.

Cuffie over-ear o on-ear: qual è la differenza?

Le cuffie over-ear hanno delle coppe solide che circondando completamente le orecchie e permettono solitamente di isolarci dall’esterno. Questo è fantastico se stai giocando e non vuoi sentire i rumori del mondo esterno mentre giochi. Aiuta anche a contenere i suoni nelle cuffie in modo che le persone intorno non possano sentire rumori fastidiosi.

Le cuffie on-ear invece hanno dei padiglioni che non circondano completamente le orecchie e aiutano a creare un suono più naturale e meno ovattato. Molte persone preferiscono cuffie aperte e alcuni giochi saranno effettivamente più divertenti. Lo svantaggio di una cuffia on-ear è che, naturalmente, lascia entrare più rumori esterni. Faranno anche più risuonare, così le persone intorno a te saranno anche in grado di sentire ciò che senti dai padiglioni.

Per capire meglio, ecco un approfondimento.

Un buon microfono è un must!

Un aspetto fondamentale nel gaming d’oggi è la possibilità di giocare online e parlare con i giocatori di tutto il mondo. Questa “feature” ha portato il gioco al livello successivo e quindi è importante che le cuffie selezionate permetta di comunicare con gli altri.

Controlla se le recensioni delle cuffie da gioco che stai vedendo menzionano il microfono. Niente è peggio di un microfono scoppiettante o aperto quando stai provando a giocare. Inoltre, se hai un auricolare aperto, assicurati che il microfono non rilevi i suoni dall’altoparlante.

Un buon microfono sarà in grado di distinguere tra rumore di fondo e voce. Vale a dire, quando parli, agisce. Quando non parli, i tuoi compagni di gioco non sentiranno nulla.

Wireless o cavo?

Potrebbe sembrare una domanda abbastanza facile, dopotutto la tecnologia wireless rimuove il fastidio dei fili districati e il rischio di inciampare.

Mentre sono d’accordo sul fatto che passare al wireless è nel complesso un’idea migliore, non è una cosa così semplice come credono le persone. A causa del fatto che gli auricolari wireless si collegano alle piattaforme di gioco tramite bluetooth e reti wireless anziché fili, questo può portare a interferenze occasionali.

Nel complesso, tuttavia, le cuffie wireless sono sempre più buone e migliorano con il passare degli anni. L’unico contro è il prezzo, che per i modelli senza fili aumenta decisamente a parità di resa sonora e qualità costruttiva rispetto ad un modello cablato.