Come eliminare virus dal PC

Se si intende acquistare un notebook, magari facendo riferimento a diversi siti come per esempio topnotebook.net, bisogna preventivare la necessità di proteggerlo dai virus, a prescindere dalla marca e dalle caratteristiche tecniche che contraddistingueranno il modello scelto.

Agire in modo preventivo: l’importanza di un buon antivirus

Oggi sono disponibili tantissimi software antivirus di grande efficacia, sia gratuiti che a pagamento, in grado di garantire al notebook tutta la sicurezza di cui ha bisogno, di conseguenza si può affermare senza esitazioni che oggi è possibile utilizzare il web, collegare periferiche e compiere svariate altre operazioni senza che il computer sia esposto a rischi rilevanti.

Come muoversi se il virus ha già fatto ingresso nel PC

Può tuttavia accadere che dei virus si insinuino ugualmente all’interno del computer, magari perché si è stati un po’ superficiali e non si è provveduto a proteggere il dispositivo con un antivirus, oppure perché il malware si è rivelato particolarmente maligno riuscendo ad aggirare gli appositi sistemi di protezione.

Premesso che agire in modo preventivo è sicuramente preferibile, laddove si dovessero riscontrare nel proprio notebook degli inequivocabili segni di un attacco virus è importante capire come muoversi per riuscire a debellarli.

Installare un antivirus di qualità

Una prima opzione, quella più semplice, prevede l’installazione di un buon antivirus. Molti antivirus infatti sono in grado di rilevare delle minacce anche laddove le medesime abbiano già infettato il computer, di conseguenza una volta scaricato il programma il medesimo farà scattare subito l’alert e provvederà all’eliminazione del virus.

In questo modo, dunque, il notebook potrebbe tornare a funzionare regolarmente.

Installare un antivirus auto-avviante

La via che abbiamo appena indicato, tuttavia, non si rivela efficace in tutti i casi: spesso infatti quando un notebook è attaccato da virus il danno è ormai fatto, e l’installazione di un antivirus eseguita successivamente non riesce a garantire i risultati auspicati.

In simili casi si può perseguire una seconda soluzione, ovvero quella che prevede l’impiego dei cosiddetti antivirus auto-avvianti.

Questi particolari antivirus devono il loro nome al fatto di avviarsi prima del sistema operativo, e proprio tale peculiarità consente loro di individuare e debellare i malware che hanno danneggiato il dispositivo nel suo regolare funzionamento.

Questi antivirus vanno sostanzialmente copiati su dei dispositivi esterni, come possono essere ad esempio delle chiavette USB, e spesso richiedono una connessione ad Internet affinché possano rivelarsi realmente efficaci: la presenza di un collegamento alla rete è importante in quanto in questo modo l’antivirus può scaricare gli aggiornamenti e può così rivelarsi efficace anche nel contrasto ai virus più recenti.

Eseguire una formattazione completa

In ultima istanza, nel caso in cui le funzioni del notebook dovessero risultare gravemente compromesse pur avendo eseguito i tentativi precedenti, si può pensare di effettuare una formattazione totale.

La formattazione del notebook è un processo che elimina tutti i file ed i programmi presenti nel computer, di conseguenza al termine del medesimo si ha la certezza assoluta che il virus non sia più presente.

Per contro ovviamente la formattazione cancella tutto ciò che è stato installato nel notebook, e questo può essere, soggettivamente, un problema più o meno rilevante.

I file custoditi nel computer possono essere archiviati in dei dispositivi esterni, o anche in cloud, in modo che a formattazione avvenuta si possa recuperarli senza troppi problemi; per quanto riguarda gli altri programmi che andranno inevitabilmente perduti, invece, sarà necessario installarli nuovamente.

Eliminare un virus è assolutamente possibile

Sono questi, dunque, i diversi modi tramite cui si può eliminare virus dal PC nel caso in cui i medesimi lo abbiano danneggiato.

Le procedure possono rivelarsi un po’ noiose, questo è vero, ma se si riscontra l’indesiderata presenza di virus nel proprio notebook non bisogna disperare: recuperare un computer impeccabile nel suo funzionamento è assolutamente possibile, e in casi particolarmente gravi una formattazione consentirà di recuperarlo come nuovo.

Diventare mobile developer: Android o iOS?

Diventare mobile developer costituisce l’obiettivo di molti, visto che, attraverso l’acquisizione delle necessarie competenze si può entrare avanti un business significativo. In fin dei conti non dobbiamo dimenticare che il mondo delle applicazioni è in crescita costante, per cui potrebbe rivelarsi un investimento decisivo per il futuro.

Per diventare uno sviluppatore di successo, tuttavia, bisogna acquisire una conoscenza profonda per quello che riguarda i linguaggi di programmazione e capire qual è il sistema operativo più adatto su cui concentrare le proprie conoscenze (nel 95% dei casi la scelta ricade tra iOS e Android).

Ma vediamo quali sono i passi da compiere per entrare in questo mondo.

Come diventare un mobile developer

Per prima cosa occorre avere una conoscenza dell’ambiente di sviluppo. Per questo motivo bisogna capire le fondamenta della programmazione per mobile, e qui ci sono due strade: la prima è quella di fare tutto in maniera autonoma (con dei libri, ad esempio, ma la curva di apprendimento è lunga), la seconda è seguire un corso per sviluppatori Android o iOS e velocizzare, laddove possibile, le tempistiche.

Per capire verso quale sistema operativo rivolgersi, è fondamentale porsi l’obiettivo di rendersi conto di una particolare applicazione mancante nell’ambito dei vari sistemi operativi mobile. Se c’è un’esigenza ancora da soddisfare, potremmo agire proprio in questo senso, non trascurando le dimensioni del mercato, con cui ci ritroveremo a confrontarci.

Compiamo insomma un’analisi iniziale che abbia lo scopo di farci intraprendere la strada giusta. Valutiamo i possibili ricavi e quali costi ci saranno da sostenere. Sicuramente, se ci rivolgiamo alle applicazioni Android potremmo raggiungere un bacino più ampio di utenti, tuttavia alcuni esperti ritengono che con iOS i margini di guadagno sono maggiori.

Non andiamo oltre le forze che abbiamo a disposizione. Fare salti imprudenti potrebbe essere davvero pericoloso. Non possiamo pensare di inventare necessariamente un social network che possa mettere ko le reti sociali del momento. Valutiamo anche se siamo da soli o se abbiamo con noi altri collaboratori che ci permettano di pensare veramente in grande.

Cerchiamo un’idea che possa essere molto appetibile, ma verifichiamo sempre, prima di iniziare a svilupparla, se già altri hanno avuto modo di progettarla. L’ideale sarebbe trovare una nicchia specifica, anche qualcosa legato ad un determinato territorio e non per forza rapportabile su scala mondiale. In fin dei conti, muovendosi su un terreno abbastanza limitato, abbiamo la possibilità di conoscerlo in maniera più diretta e di comprendere con più precisione le esigenze del pubblico al quale ci rivolgiamo.

Inoltre teniamo in considerazione che per guadagnare non necessariamente dobbiamo sviluppare un’applicazione a pagamento. Anche pubblicarla gratuitamente può rivelarsi un’idea vincente, perché più facilmente il nostro progetto si diffonderà. Teniamo sempre in conto il problema del marketing e della visibilità, che rappresentano due fattori molto importanti per arrivare al successo anche nelle eventuali vendite del prodotto che abbiamo creato.

Scegliere iOS o Android?

È importante anche scegliere il sistema operativo su cui operare. Generalmente la scelta della maggior parte dei mobile developer è orientata su iOS o Android. A seconda del sistema operativo scelto, viene richiesta anche la conoscenza di specifici linguaggi di programmazione. Per le applicazioni iOS il linguaggio più utilizzato è Objective-C, anche se Apple ha lanciato un nuovo linguaggio, che si chiama Swift e che presenta un procedimento più facile da attuare.

L’ambiente di sviluppo più adatto per le app iOS è Xcode, che si può scaricare dallo store e che presenta diversi tool utili a sviluppare l’applicazione, come per esempio anche degli elementi importanti per il design dell’interfaccia. Inoltre non dimentichiamo che Apple mette a disposizione degli sviluppatori un tutorial con tutti i passaggi da seguire per creare il nostro progetto.

Per sviluppare le applicazioni per Android, si deve utilizzare il linguaggio Java. Basta ricorrere all’utilizzo di Android SDK, dove troviamo tutti i tool e le API particolarmente interessanti per sviluppare il nostro progetto. L’ambiente di sviluppo integrato e che viene supportato a livello ufficiale si chiama Android Studio. Alcuni sviluppatori preferiscono ricorrere anche ad altri tool creati da soggetti esterni, con l’opportunità di servirsi anche di altri eventuali ambienti di sviluppo.

Qual è il peso ideale?

Il peso ideale è anche detto: peso forma. Esso è inteso come il peso espresso in kg di un individuo, adatto a far stare in salute quella persona. Ovviamente è anche quel valore del peso che consenta all’individuo di non soffrire delle patologie più comuni come: ipertensione, arteriosclerosi, diabete, o della stessa anoressia. E, dato che è indispensabile ad una salute sana, c’è da ribadire che va anche mantenuto nel tempo. Questi varia moltissimo dalle condizioni all’età di ogni persona. In particolare ogni persona che voglia seguire una dieta abbastanza dimagrante. Ovviamente per questa vanno preferite le ricette light.

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Formule per il peso ideale

Dobbiamo per il peso ideale, considerare fattori come: l’età, il sesso, l’altezza e valori medici come: problemi tiroidei o di ritenzione idrica. Importante risulta anche l’ossatura. Così chi avesse questa di grosse dimensioni, potrà pesare leggermente di più del previsto, e chi avesse un’ossatura piccola, potrà pesare anche di meno del normale. C’è un indice che ci chiarisce questo valore (del peso ideale), e cioè l’Indice di Massa Corporea, ossia: l’BMI. Per determinarlo esistono due formule: di Lorentz e di Creff. La prima si giustifica in base al sesso, la seconda in base alla morfologia.

Vediamo la prima. Secondo la formula di Lorentz, il calcolo si basa su un range di età che va dai 18-65 anni. E si calcola con tabelle specifiche, così come quello di Creff (che però è più completo poiché tiene in considerazione un fattore indispensabile che è la morfologia, appunto). Se siamo di corporatura sottile, conteremo valori del 10% inferiori a quelli di una corporatura normale; così come se saremo di corporatura robusta, per cui conteremo valori innalzati del 10% rispetto a chi abbia una corporatura normale. Il peso ideale in genere viene rappresentato e calcolato dal rapporto numerico esistente tra peso e altezza in cm. E, per una persona normopeso esso corrisponderà a circa 25. Mentre per chi sia robusto, sarà intorno a 30.

Diete dimagranti

Comunque, attenzione se fossimo di corporatura normale ed il valore del BMI fosse inferiore a 18, perché significherebbe che siamo vicini e stiamo andando incontro ad un disturbo (anche psicologico) dell’anoressia. Per mantenere il peso ideale, si deve seguire una dieta adatta, che può variare da valori pari a 1000 calorie fino a 3500. Così dovrai riportare nella tua dieta alimenti poveri di glucosio e carboidrati e ricchi di proteine se vorrai dimagrire, e poi considerare quanta attività fisica svolgi durante il giorno. Inoltre vanno tenute presente le proprie masse grasse e masse magre, intendendo per la prima: i pannicoli adiposi, e per la seconda le strutture ossee e muscolari. Ma in una dieta deve sempre essere protagonista uno specialista che ce la indichi, tenendo bene d’occhio tutti quei valori che delineano il nostro fisico e il nostro stile di vita, poiché senza questi fattori non sarà possibile stilare una perfetta e precisa dieta dimagrante o “ingrassante” che dir si voglia. Questa dovrà considerare anche le cure che stiamo seguendo (in caso le seguissimo), con i vari medicinali. Praticamente è vietato fare diete da soli.

Come assemblare un pc gaming

I videogiochi sono la vostra passione e vi occorre un pc gaming nuovo che vi regali un’esperienza di gioco eccezionale? Se avete un budget limitato e desiderate ottenere le migliori prestazioni al minor prezzo, assemblarlo in casa potrebbe essere la soluzione giusta. Seguite passo dopo passo il procedimento per scoprire come assemblare un pc gaming in poco tempo e senza incontrare difficoltà! Vi sorprenderete di quanto sia semplice e gratificante!

Quali sono i componenti necessari per assemblare un pc da gaming?

Spesso, quando si decide di assemblare un pc da gaming, le maggiori indecisioni risiedono sui componenti da acquistare. In base al proprio budget a disposizione è possibile scegliere tra varie tipologie di processori e schede video. Qualunque sia la vostra scelta finale, nel momento in cui dovrete assemblare il computer, dovete assicurarvi di avere sottomano i seguenti pezzi:

– Case
– Scheda madre
– Processore con dissipatore incluso
– Ram
– Hard disk meccanico o SSD
– Scheda video
– Alimentatore

Precisiamo che la scheda video non è sempre necessaria, e, specialmente se volete risparmiare, potreste in un primo momento ommetterla. Chiaramente, una scheda video potente e con almeno 4 gb ram dedicata, non potrà che migliorare qualitativamente la vostra esperienza di gioco. Scegliere se optare per un Hard disk o una SSD è arduo, in ragion del fatto che quest’ultima ha un prezzo decisamente maggiore. Tuttavia offre altissime velocità di avvio, sia del pc che dei software installati. Senza alcun dubbio, installarli entrambi e scegliere di utilizzare l’Hard Disk per i giochi più pesanti è un buon compromesso.

Step 1

Per assemblare un pc da gaming, occorre innanzitutto alloggiare il processore nell’apposito socket della scheda madre, prestando attenzione a individuare fin da subito la giusta posizione. Dopodichè, assicuriamoci che sia presente una giusta quantità di pasta termica sotto il dissipatore e posizioniamo quest’ultimo sopra il processore. Infine, colleghiamo il cavetto del dissipatore all’attaco cpu fan 1 della scheda madre.

Step 2

Alloggiamo la ram nell’apposito slot situato nella scheda madre, tenendo conto del fatto che è a verso univoco. Essendo a incastro, è sufficiente esercitare una leggera pressione da ambo i lati per agganciarla correttamente. Fatto ciò, inseriamo l’alimentatore nel case, assicurandolo adeguatamente con le apposite viti.

Step 3

Posizioniamo i distanziali in dotazione nel case e procediamo con l’installazione della scheda madre in esso, fissandola con le viti presenti nella confezione al momento dell’acquisto. Una volta inserita la scheda madre e l’alimentatore nel case, non ci resta che collegare i due tra loro tramite il corrispondente cavo.

Step 3

Procediamo ora con l’inserimento dell’SSD e dell’Hard disk nel case, collegando i loro cavi di alimentazione e i cavi SATA alla scheda madre. Fatto ciò, possiamo eventualmente dedichiamoci all’installazione della scheda video. Come detto in precedenza, essa non è fondamentale per l’avvio del pc. Alloggiamo dunque la scheda video nell’apposito slot della scheda madre e colleghiamola con il cavo di alimentazione e il cavo SATA.

Ora non ci resta che collegare i pin del case alla scheda madre e verificare la corretta accensione del nostro pc gaming!

Scheda SD, come scegliere la migliore

È più o meno dal 1990 che si sono diffusi dispositivi di archiviazione di memoria che poi si sono evoluti nel tempo migliorando le proprie prestazioni in termini di velocità e capacità.

La loro ampia diffusione è dovuta al fatto che le schede sono piccole, registrabili più volte e in grado di conservare dati in assenza di alimentazione.

Se state per acquistare una scheda SD è meglio sapere alcune cose prima. Se l’intenzione è di acquistarla via web occorre prima accertarsi del tipo di scheda SD compatibile con il proprio dispositivo, accertarsi che quest’ultimo disponga dell’apposito slot, alloggiamento per la scheda SD e leggere attentamente la scheda hardware presente sul web.

Quindi prima dell’acquisto bisogna sapere esattamente di quale scheda abbiamo bisogno tenendo conto di 3 fattori, velocità, dimensioni e capacità.

Come scegliere la migliore memory card in base ai tre fattori principali

Velocità: La velocità di una scheda SD diventa importante se il vostro dispositivo registra video 4K o se avete l’esigenza di trasferire una grande mole di dati in una volta sola.

Dimensione: Di solito gli smartphone supportano schede del tipo microSD. Controllare nel manuale d’istruzioni del vostro dispositivo.

Capacità: Le schede SD possono essere di tipo SDHC con un’elevata capacità di memoria (spazio), da 4 GB a 32 GB, progettate per l’utilizzo quotidiano, oppure di tipo SDXC, da 32GB a oltre 2TB indicate per un utilizzo di tipo professionale e quindi dotate di notevole capacità di memoria.

Le schede SD standard di solito utilizzate per i dispositivi come stampanti, laptop, e reader, computer, videocamere e registratori audio e digitali, hanno una capacità di memoria intorno ai 2 GB.

Anche in questo caso bisogna controllare la tipologia di scheda SD supportata dal vostro dispositivo prima dell’acquisto.

Le informazioni sul tipo di scheda che si sta acquistando le troverete sulla scheda stessa  attraverso loghi e lettere che indicano il tipo di scheda stesso, la sua capacità e la sua velocità.

SD Association

Si tratta di un’organizzazione no profit che comprende importanti aziende del settore delle schede SD. Questa associazione stabilisce gli standard relativi a questi supporti con lo scopo di renderne più semplice l’utilizzo e di uniformarne parametri e prestazioni di modo che siano uguali e condivisibili in qualsiasi parte del mondo.

Quindi la SD Association crea degli standard e ne promuove la diffusione  e l’impiego di modo che le schede di memoria risultino compatibili con qualsiasi dispositivo.

Grazie alla SD Association ogni dispositivo è in grado di gestire una scheda SD e allo stesso tempo l’utente ha a disposizione dei parametri che gli permettono di scegliere la migliore scheda SD.

Scheda microSD: Come scegliere la migliore

Se avete bisogno di una scheda microSd,  vi conviene scegliere  una scheda da 64GB e più. Questo vi permetterà di avere a disposizione uno spazio di archiviazione maggiore. Per quanto riguarda la velocità, se il vostro dispositivo ha alte prestazioni vi conviene una scheda di classe 10 o UHS-1, questa scelta ridurrà al minimo i tempi di trasferimento dei file compresi i video.

Articolo scritto in collaborazione con Terra Invisibile

Come scegliere le cuffie da gaming

Penso che sarai d’accordo con me quando dico:

“Delle buone cuffie sono d’obbligo se ami giocare!”

Nell’articolo di oggi andremo a vedere esattamente cosa guardare quando si cercano le migliori cuffie da gaming in una specifica fascia di prezzo.

Le cuffie nel mondo dei videogiochi sono molto popolari al giorno d’oggi in quanto non aggiungono solo un senso di realismo alla tua sessione di gioco attraverso una migliore qualità del suono; ti danno anche l’opportunità di parlare con altri giocatori online. Ciò aiuta a migliorare esponenzialmente la tua esperienza di gioco.

Tuttavia, come con qualsiasi prodotto in questo mondo, ci sono buone cuffie e ce ne sono molte altre pessime. La chiave è identificare esattamente ciò che si desidera e quindi abbinare il miglior prodotto a queste esigenze.

Le cuffie sono compatibili con il tuo sistema di gioco?

Questo è assolutamente fondamentale. Non ha senso comprare delle cuffie se non sono compatibili con la piattaforma di gioco su cui intendi utilizzarle.

Alcune cuffie sono compatibili con diversi tipi di piattaforma, mentre altre solo per un singolo tipo. Pertanto, è essenziale che questo sia uno dei fattori da tenere a mente quando si acquista. A dimostrazione di questo, basti girare per il web e vedere le varie guide dedicate alle cuffie da gaming: alcune, come questa sulla ps4, sono incentrate su un unico sistema di gioco.

Sono delle cuffie comode?

Può sembrare una cosa stupida, ma in realtà è un fattore importantissimo. Parliamoci chiaro, chi è che gioca per meno di un’ora? Probabilmente nessuno, e avere delle cuffie scomode sulle orecchio dopo qualche decina di minuti possono cominciare a dar molto fastidio.

Il primo modello da me acquistato è stato uno di quelli da 20€, e mi sono reso conto del suo reale valore dopo soli 20 minuti! Strette sulle orecchie, pesanti, qualità del suono orribile, adattamento terribile… insomma, ci siamo capiti.

Il modo più semplice per scoprire se un paio di cuffie sono comode è leggere le recensioni online prima di effettuare qualsiasi tipo di investimento finanziario. Valuta anche il peso, è importantissimo.

La qualità costruttiva prima di tutto

Oltre per la questione comodità, la qualità costruttiva è molto importante anche per garantirne un utilizzo durevole nel tempo. Nella mia esperienza, il prezzo di un paio di cuffie è di solito una buona rappresentazione della sua qualità. I modelli più economici tendono a essere fragili e si rompono piuttosto facilmente.

Cerca recensioni che menzionino il modo in cui l’archetto è attaccato all’orecchio. Quelli più economici avranno viti minuscole che si tirano indietro o in plastica economica che tenderà a rompersi.

Rapporto resa sonora/prezzo prima di tutto

Un altro tipo di requisito fondamentale è che il suono delle cuffie da gaming sia di qualità, ovviamente considerando il prezzo di acquisto.

Ancora una volta, come per valutare il livello di comfort delle cuffie, ci sono alcune cose da tenere in considerazione in termini di qualità del suono che potrebbero aiutarti a separare i buoni prodotti da quelli pessimi.

Bassi: ho scoperto che delle cuffie capaci di bassi potenti sono un must per i giochi sparatutto in prima persona. I suoni degli spari e delle esplosioni prendono vita con l’uso dei bassi.

Surround 7.1 simulato – Non assolutamente necessario, ma in alcune cuffie di fascia più alta è bello in quanto fornisce il senso del realismo alla tua esperienza di gioco. Stai lontano dal cosiddetto suono surround in cuffie economiche. È una trovata commerciale e la qualità del suono sarà terribile.

Cancellazione del rumore – questa è una caratteristica molto utile che alcune cuffie impiegano. Un microfono esterno viene utilizzato per invertire qualsiasi rumore esterno e quindi annullarlo. Ciò significa che puoi giocare sulla tua console di gioco indipendentemente dal caos che ti circonda.

Cuffie over-ear o on-ear: qual è la differenza?

Le cuffie over-ear hanno delle coppe solide che circondando completamente le orecchie e permettono solitamente di isolarci dall’esterno. Questo è fantastico se stai giocando e non vuoi sentire i rumori del mondo esterno mentre giochi. Aiuta anche a contenere i suoni nelle cuffie in modo che le persone intorno non possano sentire rumori fastidiosi.

Le cuffie on-ear invece hanno dei padiglioni che non circondano completamente le orecchie e aiutano a creare un suono più naturale e meno ovattato. Molte persone preferiscono cuffie aperte e alcuni giochi saranno effettivamente più divertenti. Lo svantaggio di una cuffia on-ear è che, naturalmente, lascia entrare più rumori esterni. Faranno anche più risuonare, così le persone intorno a te saranno anche in grado di sentire ciò che senti dai padiglioni.

Per capire meglio, ecco un approfondimento.

Un buon microfono è un must!

Un aspetto fondamentale nel gaming d’oggi è la possibilità di giocare online e parlare con i giocatori di tutto il mondo. Questa “feature” ha portato il gioco al livello successivo e quindi è importante che le cuffie selezionate permetta di comunicare con gli altri.

Controlla se le recensioni delle cuffie da gioco che stai vedendo menzionano il microfono. Niente è peggio di un microfono scoppiettante o aperto quando stai provando a giocare. Inoltre, se hai un auricolare aperto, assicurati che il microfono non rilevi i suoni dall’altoparlante.

Un buon microfono sarà in grado di distinguere tra rumore di fondo e voce. Vale a dire, quando parli, agisce. Quando non parli, i tuoi compagni di gioco non sentiranno nulla.

Wireless o cavo?

Potrebbe sembrare una domanda abbastanza facile, dopotutto la tecnologia wireless rimuove il fastidio dei fili districati e il rischio di inciampare.

Mentre sono d’accordo sul fatto che passare al wireless è nel complesso un’idea migliore, non è una cosa così semplice come credono le persone. A causa del fatto che gli auricolari wireless si collegano alle piattaforme di gioco tramite bluetooth e reti wireless anziché fili, questo può portare a interferenze occasionali.

Nel complesso, tuttavia, le cuffie wireless sono sempre più buone e migliorano con il passare degli anni. L’unico contro è il prezzo, che per i modelli senza fili aumenta decisamente a parità di resa sonora e qualità costruttiva rispetto ad un modello cablato.

Android tv o smart tv: le principali differenze

L’offerta nel mercato dei televisori negli ultimi anni è diventata sempre più ampia, grazie all’introduzione di nuove tecnologie anche nel settore delle TV. Questi strumenti ora permettono di accedere a Internet e di conseguenza avere un mondo di possibilità a portata di telecomando: dalla navigazione online all’utilizzo di popolari App come Netflix, Infinity, Youtube e molto altro ancora. Le smart tv, da bene “di lusso” che inizialmente erano, sono ora dispositivi alla portata di tutti e probabilmente la tipologia di televisore predominante nel mercato. Sono disponibili in qualsiasi dimensione (dai trenta pollici in su) e di qualsiasi definizione e tipologia di schermo: diversi anche i sistemi operativi dai quali sono gestite, alcuni esempi possono essere Android, Smart Hub, Tizen OS, FirefoxOS, WebOS. Vedremo ora le principali differenze tra una qualsiasi tv “intelligente” e una android tv, ovvero i pregi e i difetti di questi dispositivi.

Le smart tv si differenziano le une dalle altre secondo alcuni principali parametri, primo fra tutti la tecnologia dello schermo: oltre agli ormai datati televisori al plasma, che presentano diversi svantaggi (spessi, si surriscaldano, hanno vita più breve), sono presenti sul mercato tecnologie LCD, LED e OLED. Quest’ultima è la tipologia migliore, poiché permette il massimo rendimento al minimo costo energetico. Altro fattore fondamentale è la definizione: HD Ready, Full HD e Ultra HD sono i tre gradi di qualità delle immagini che un televisore può offrire. Tralasciando optional accessori quali il 3D o il Display curvo, è importante sapere come la tv che si vuole acquistare si connette ad Internet: non tutte infatti sono dotate del supporto per le reti wireless, e necessitano perciò di un collegamento mediante cavo Ethernet al router/ripetitore.

Come si è detto prima, il sistema operativo presente nel televisore smart può variare, ed ogni OS presenta caratteristiche differenti. Con un Android tv si ha, come esplicitato nel nome stesso, una versione del celebre sistema operativo per cellulari, tablet e pc a portata di telecomando. Che una persona sia amante o meno di Android, avere una tv del genere presenta molti vantaggi in termini di offerta di App, interfaccia e connettibilità con altri dispositivi. Unico difetto di questi televisori è che al momento ve ne sono solo di un gruppo ristretto di marchi, ovvero Sharp, Philips e Sony. Per risolvere tale problema si può optare per un tv box Android, ovvero un media center che, collegato ad un qualsiasi televisore, permette di connettersi ad Internet e avere accesso a tutti i servizi offerti da Android. Ve ne sono di diversi case produttrici, e differiscono per prezzo e qualità, determinata dal processore posseduto. Si potrà, con una tv box, navigare sul web, utilizzare applicazioni dal Play Store e molto altro, tutto controllato da un telecomando dedicato.

Il sistema operativo Android ha perciò l’offerta più completa rispetto ad altri OS per televisori. Smart Hub e Tizen OS sono i sistemi operativi delle tv Samsung: ampiamente diffusi, presentano tutte le applicazioni più importanti ma mancano comunque di qualche funzionalità secondaria. WebOS è invece appartenente alla LG: veloce ma con un’interfaccia a volte poco intuitiva. Infine, tra i sistemi operativi per tv più diffusi abbiamo FirefoxOS, di casa Panasonic, basato sul browser Mozilla Firefox: prestazioni discrete ma sempre di poco inferiore ad Android.

Analizzando i diversi tipi di televisori “intelligenti” si è visto come Android si distingua positivamente tra tutti per la sua ampia offerta di qualità, che permette a chi ne usufruisce di avere a disposizione numerosi servizi. Tuttavia ad ognuno spetta la scelta, tenendo conto che un televisore presenta caratteristiche tecniche che possono incidere anche maggiormente rispetto al sistema operativo.

Stampante portatile Brother. Il paradiso del professionista

Partiamo da un criterio logico. Tendenzialmente, se un prodotto costa di più è perchè qualitativamente vale di più. Ora, se una stampante portatile Brother ha un prezzo 5-6 volte superiore del prezzo delle stampanti competitors nel settore, vorrà dire necessariamente qualcosa.

Noi professionisti della stampa portatile, questo qualcosa, lo definiamo con garanzia. Assicurandoti una stampante portatile Brother, ti sei di fatto garantito il top di gamma, e la certezza di non ricevere brutte sorprese. Sei un professionista ed hai bisogno di avere sempre a portata di mano, la possibilità di stampare contratti, fatture o quello che più ti serve. Con Brother, ti stai dando l’occasione per risolvere questo problema.

La nostra storia

Noi, ad esempio, ci trovavamo in macchina tornando a casa dopo una giornata di lavoro. A un certo punto ci chiama un cliente, deciso finalmente a chiudere l’accordo, con il problema di voler firmare assolutamente la sera stessa, dal momento che, il giorno dopo sarebbe ripartito. Gli uffici stavano chiudendo e noi avevamo bisogno di una stampante che potesse stampare la bozza del contratto, in fretta. Ma niente, non l’avevamo. Fino a quando, arrivati al luogo dell’incontro, stavamo per trovarci nell’imbarazzante situazione di dover rimandare le firme sul contratto. Quando, il nostro futuro cliente tira fuori dalla tasca interna della sua giacca questo piccolo e misterioso oggetto. Era proprio lei. Una stampante portatile Brother, piccolissima ma dal design veramente moderno. In pochi secondi, strette di mano e firme sui contratti.

Ma abbiamo capito, dopo quella sera, che non potevamo non avere una stampante portatile leggera, facile da usare e che soprattutto stampi in formato A4.

Stampanti portatili Brother: caratteristiche

La gamma Brother rispecchia a pieno le esigenze di un professionista . Più veloce delle migliori stampanti laser. Compatta al massimo, le Brother, infatti, sono nettamente le stampanti più piccole al mondo. Risoluzione ad un ottimo dpi, che permette stampe senza sgranature e durature nel tempo. Design compatto e resistente agli urti, che le rende perfette per essere utilizzate in situazioni di emergenza e quando non c’è tempo da perdere. Eccellente connettività con qualsiasi dispositivo, tramite Usb, Bluetooth e Wifi. Inoltre, il brand Giapponese ha introdotto la nuova tecnologia a termosublimazione. Quest’innovazione ha reso possibile la stampa diretta, senza la schiavitù del toner e riducendo notevolmente i costi di manutenzione. 

Le migliori stampanti portatili Brother. Le PocketJet

La serie più importante prodotta da Brother è quella PJ, o PocketJet. Oltre ad avere tutte le caratteristiche sopraelencate, la gamma PJ rappresenta un notevole passo in avanti per quanto riguarda la tecnologia di questi accessori, che danno al lavoratore mobile notevoli possibilità in più, con nuove funzioni e come detto sono sempre più piccole e leggere. I modelli sono molti, ognuno con la propria caratteristica principale, e , come normale che sia, anche qualche piccolo neo. In effetti, qualche piccolo difetto le stampanti portatili Brother lo presentano:

1) Solo stampa monocromatica in alcuni modelli

2) Set di accessori troppo ampio, attenzione a non farsi prendere troppo la mano!

Ultimo dettaglio, attenzione a questo paradiso tecnologico, con un prezzo che se confrontato agli altri potrebbe spaventare. Tuttavia, come abbiamo detto all’inizio, se queste stampanti hanno un prezzo superiore c’è un motivo. Una volta acquistata una Brother PJ, scoprirete il perchè!