Come scegliere mouse da gaming

Preso atto dell’interesse per il mondo dei videogame, ti sei subito reso conto che le solite periferiche appaiono sono perfette per un uso standard ma mostrano insormontabili limiti, spesso esasperanti, in molti dei più giocati titoli di videogame.

Il mouse, tra tutte le periferiche, è forse la prima ad essere coinvolta in un adeguamento generale dell’hardware. Vuoi perché è un componente economicamente più accessibile di tanti altri, vuoi perché ci si rende subito conto di quanto un mouse inadeguato possa compromettere le performance di gioco.

Dopo aver trattato le cuffie da gaming, in questo articolo scopriremo quanto le prestazioni di un mouse da gaming si discostano da quelle di un dispositivo ordinario ed esporremo tutti gli aspetti rilevanti nella selezione di un tale dispositivo, compresi alcuni aspetti del tutto soggettivi spesso trascurati ma rilevantissimi.

Cosa deve assolutamente avere un mouse da gaming

In via del tutto generale la prima qualità che distingue un mouse da gaming da un mouse ordinario è la rapidità di risposta.

Alcuni giochi più di altri, ma certo un po’ tutti i giochi, richiedono tempi di reazione e risposta molto rapidi, alcuni anche dell’ordine del millisecondo. Tuttavia, questo parametro non dipende esclusivamente dalla componentistica interna al mouse.

Altri due fattori risultano determinanti: il fattore di forma e il software di gestione. Elementi che illustreremo adesso insieme a tutti i più importanti parametri di un mouse da gaming.

Fattore di forma e presa

La presa sul mouse e la disposizione delle dita sui tasti è sì dettata dalla forma e dalle dimensioni del mouse, ma anche da specificità e preferenze del giocatore. Mani grandi e dita lunghe, o viceversa, influiscono sulla scelta del mouse.

Così come altrettanto importante è la posizione assunta dalla mano. C’è chi preferisce distendere le dita, chi invece preferisce una posizione ad artiglio, chi poi gioca con titoli che richiedono l’uso di tasti programmabili, che possono influenzare la presa sul mouse.

Osserva, se non l’hai già fatto, che tipo di presa eserciti sul mouse durante il gioco. Saperlo è fondamentale, perché molti mouse sono perfetti solo per una presa.

Le tre prese più comuni tra i videogiocatori sono:

  • Palm grip – La più diffusa in assoluto. La mano adagiata sulla superficie del mouse, con le dita distese sui tasti principali e la rotella centrale.
  • Tip o Fingertip Grip – Meno comune della precedente, vede indice, medio e anulare inarcati, a poggiare le punte dall’alto sui due tasti e la rotella centrale. Mano contratta, palmo sollevato, peso scaricato fondamentalmente attraverso il polso sul piano d’appoggio. Il pollice agisce sugli eventuali tasti laterali e sposta il mouse in collaborazione col mignolo.
  • Claw Grip – Questa è la posizione intermedia tra Palm e Tip Grip, vede le dita parzialmente distese e il palmo a contatto con l’estremità posteriore del mouse.

Le considerazioni sulla propria presa permettono di individuare il fattore di forma ideale. Una scelta che può anche dipendere dal titolo giocato.

La presa palm grip predilige un mouse dalla pianta larga, con una superficie d’appoggio generosa, laddove tip grip e claw grip suggeriscono mouse dal corpo più compatto.

Fattore di forma e presa possono influire enormemente sui tempi di risposta.

Specifiche tecniche

Le caratteristiche di un gaming mouse sono orientate a precisione, affidabilità e rapidità di puntamento. Analizziamo queste caratteristiche e vediamo di capire come valutarle per un potenziale acquisto.

Sensibilità e rapidità

Ciò che permette ad un giocatore cosiddetto “high senser”, ad alta sensibilità, di effettuare grandi e rapidi spostamenti con piccoli movimenti della mano è la sensibilità del mouse.

Tecnicamente, si esprime in DPI – Dot Per Inch o Punti Per Pollice – un parametro che da solo fornisce indicazioni fondamentali sulla reattività del dispositivo.

Un valore di 10000 DPI o più è tipico dei mouse da gioco più sensibili. Viceversa, un mouse standard, ha oggi una sensibilità compresa tra gli 800 e i 2400 DPI. Ordini di grandezza differenti quindi. Spesso questo parametro può essere modificato attraverso il software fornito col mouse o agendo sul dispositivo.

Un alto DPI potrebbe però risultare inefficace senza un adeguato Polling rate, ovvero la frequenza con la quale il computer aggiorna la posizione del puntatore. Si misura in Hertz e un valore tipico per un mouse da gaming è di 1000 Hz, mille aggiornamenti al secondo. Questo parametro viene gestito dal driver e dal software che accompagna il mouse.

Sensore

Può essere a tecnologia laser o ottica. Il primo lavora bene su qualunque superficie, il secondo detesta superfici riflettenti e in vetro. Per il resto sono quasi sempre equivalenti.

Se si prevede di utilizzare il mouse in circostanze non del tutto prevedibili, allora il sensore laser è certamente la scelta da fare.

Connettività

Cavo o wireless. I professionisti optano per il cavo, perché non è esposto ai rischi di occasionali “input lag”. Fuori dalle competizioni, viceversa, il wireless rimane il più comodo.

Tasti programmabili

Ce li hanno quasi tutti, ma alcuni ne hanno in gran numero. Oltre a ciò, anche disposizione, dimensioni e forma possono incontrare o meno le esigenze di alcuni titoli piuttosto che di altri.

Luci LED, estetica e software

Anche questi fattori influiscono sulla scelta. Se luci ed estetica rientrano nel ramo “personalizzazioni”, tuttavia possono in alcuni casi distrarre. Soprattutto se il software di gestione non consente le personalizzazioni che diamo per scontate. Meglio verificare.

Conclusioni

Riassumendo, è chiaro che il mouse da gaming è un dispositivo da scegliere in base ad esigenze specifiche e preferenze personali. Se tutti i dispositivi di puntamento di questa categoria sono nati per essere veloci, precisi ed affidabili, è pur vero che per selezionare il dispositivo che soddisfi il massimo delle tue aspettative devi tener conto delle tue personali necessità e preferenze.

L’ultimo consiglio è quindi quello di valutare diversi dispositivi sulla base di quanto hai potuto apprendere su questa pagina e, soprattutto, sulla base della tua personale esigenza di velocità e maniera di interagire con il game mouse.

Come scegliere il sistema operativo più adatto alle proprie esigenze

Sei in procinto di acquistare un nuovo computer ma non sai quale sistema operativo scegliere, ci siamo passati tutti, è davvero un dilemma antipatico e da risolvere il prima possibile. Le due soluzioni più gettonate al momento sono il classico Windows e il MAC. Ma ci sono tante altre soluzioni che potrebbero incontrare le tue esigenze in modo più completo e utile al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

I sistemi operativi presenti sul mercato

In questa breve guida vi illustreremo nel dettaglio le caratteristiche principali di alcuni sistemi operativi che potrebbero fare al caso vostro, in modo da fornirvi una panoramica generale e completa ed esaustiva, grazie alla quale potrete fare la giusta scelta evitando un grosso buco nell’acqua

Windows

Attualmente la maggior parte degli utenti, in possesso di un PC, utilizza il sistema operativo Windows. L’ultima versione rilasciata, Windows 10, è stata erogata nel 2015 ed ha subito un cambiamento e conseguente miglioramento, davvero sorprendente rispetto alle versioni precedenti. Il vantaggio di questo sistema operativo è che di default offre un’ampia gamma di software utili a livello aziendale o nell’ambito dell’home computing.

Il punto debole di Windows, ormai da decenni, risiede nella sicurezza del sistema, che è bersaglio di innumerevoli virus o malware. Per ovviare a questo problema, si possono scaricare diversi antivirus, sia gratuiti che a pagamento, che però non garantiscono la dovuta sicurezza al cento per cento.

Se sei un amante dei videogiochi, Windows 10 è sicuramente il sistema operativo che fa per te, oltre ad averne alcuni di default, garantisce un’ottima qualità di gioco su videogame scaricati e installati sul PC.

MacOS

Per i professionisti e i creativi è sicuramente la soluzione ottimale. Il lato negativo, come per la maggior parte dei prodotti Apple, è rappresentato dal fatto che questo sistema operativo è esclusivo per gli hardware Mac e difficilmente si può installare su altri dispositivi.

Parliamo di un sistema operativo per creativi proprio perché supporta in modo ottimale tutti quei software adatti al lavoro basato sull’inventiva, come ad esempio Photoshop. Questa tipologia di programmi gira anche sui dispositivi con installato Windows, ma il MacOS garantisce una prestazione migliore e molte più funzionalità.

Si tratta di un sistema operativo costantemente aggiornato, e con un livello di sicurezza altissimo, infatti è praticamente impossibile che prendiate un virus o un malware se avete un dispositivo Apple o comunque un hardware sul quale avete deciso di installare MacOS.

Tra i lati negativi troviamo l’elevata fascia di costo dei Mac che purtroppo non tutti possono permettersi, anche se negli ultimi anni la Apple dà anche la possibilità di prendere finanziamenti in modo da consentire anche a chi è fuori budget di acquistare il suo prodotto.

Linux

Dite la verità, non avevate neanche preso in considerazione l’idea di installare questo sistema operativo sul vostro PC.

Linux, come ci spiegano sul sito www.linearsystem.it è un sistema operativo dalle mille risorse, anche se ha la fama di essere in sistema operativo adatto solo agli esperti, perché difficile da usa e decisamente poco intuitivo.

In realtà il suo punto di forza è l’estrema versatilità e flessibilità, che vi consente di modificarne qualsiasi aspetto in qualsiasi momento. Addirittura, potete copiare l’intero software e crearne due versioni adatte ognuna ad un obiettivo diverso.

Come avrete intuito, Linux non è un sistema operativo adatto a chi non è esperto di tecnologia e computer, ma è sicuramente la scelta migliore per chi programma o si occupa di reti e sistemi. Il suo punto di forza è che si tratta di un software estremamente leggero, in grado di funzionare anche su dispositivi preistorici.

Scegliere il pc portatile: ecco quale modello 

Oggi avere un pc portatile è praticamente un must: per gli studenti, per poter usare gli appunti, studiare e fare riassunti ovunque, per i lavoratori perché ormai il pc fisso è old style, ma anche per i propri hobby.

Insomma, non stupisce che esistano centinaia di modelli di pc portatili davvero per tutti i gusti, dai top di gamma che costano 2mila euro fino a modelli ultra semplici che costano poco più di 100 euro.

Quale scegliere? In che modo è possibile trovare il pc portatile che fa per le proprie esigenze?

Tutto dipende, come sempre, da che tipo di esigenze si hanno. Ad esempio se si cerca un pc portatile molto semplice e pulito, per uso limitato alla scuola o alla scrittura, allora si può puntare su un entry level. Diversamente, se si cerca un pc portatile davvero potente per il gaming, si dovranno fare altre tipologie di scelte.

Ci sono modelli ultra compatti, altri spessi; modelli potenti, altri pensati per un uso davvero minimale e limitato e non per programmi potenti.

Scegliere il pc portatile quindi non è facile ma con i consigli dell’esperto Tindaro Battaglia sicuramente tutto sarà davvero più semplice. Cominciamo!

Caratteristiche nella scelta del pc portatile

Quando vi orientate nella scelta di un pc portatile dovete tenere conto di alcune caratteristiche, ad esempio:

  • Tipologia di pc. Ci sono notebook full-screen, alcuni con tecnologia touch, altri ultra sottili, altri ultra leggeri. Insomma, bisogna orientarsi su un tipo di pc portatile che si adegui al lavoro per il quale serve.
  • Display. La dimensione di un pc portatile varia da un minimo di 12-13 pollici fino a 18 pollici. Insomma, una bella differenza che ovviamente dipende dal tipo di uso che si fa del pc portatile: per uno studente che deve usare il pc per andare all’università e quindi cerca un modello compatto e piccolo, 12-13 pollici possono bastare. Per chi lavora con immagini, può servire un pc più grande.
  • Processore. Il CPU è il cervello del pc portatile e quindi ne stabilisce la potenza: maggiore è la potenza del processore, più il pc è veloce.
  • RAM. La RAM è la memoria del pc portatile sulla quale sono caricare le app in uso: più RAM un pc ha, più riesce a gestire diverse app allo stesso momento.
  • Batteria. Attenzione alla batteria che è l’indice dell’autonomia di un pc portatile. Un pc portatile con scarsa autonomia, infatti, può durare davvero poco e di conseguenza non essere soddisfacente se deve essere usato lontano da fonti di ricarica.
  • GPU. La scheda grafica nei computer di fascia media o economica è integrata nella scheda madre.

I migliori pc portatili a meno di 400 euro

Vogliamo darvi qualche consiglio per scegliere alcuni pc portatili a meno di 400 euro che si distinguono per il buon rapporto qualità prezzo. Ecco alcuni modelli utili se cercate un pc che costa poco adatto per un’attività leggera (come quella da studente).

  1. Low cost, ma davvero comodo. Il Chuwi HeroBook 14,1 pollici, è un pc da 14 pollici, risoluzione full HD, processore Intel Atom, porta HDMI integrata, autonomia di 9 ore. Basico e semplice.
  2. Costa davvero poco il Mediacom SmartBook S142, 14 pollici, Full GD, processore integrato con 4 GB RAM e 32 GB di Storage. Un ottimo prodotto della fascia entry level per l’uso scolastico o per hobby. Pesa poco, costa poco e offre la base per tutto, per un uso semplice e senza troppe pretese.
  3. Economico ma di marca, l’HP 250 G6, un hardware di bassa fascia con display 15,6 pollici, risoluzione HD e 4 GB di RAM.

La tua stampante ha smesso di funzionare? Ecco le soluzioni.

Sembra che alcune stampanti abbiano una sorta di cervello maligno, iniziano sempre a stampare male proprio quando ne hai più bisogno.

Se una stampante ha smesso di essere utilizzata e si ha paura che non funzioni, è conveniente scegliere di pulirla accuratamente prima di acquistarne una nuova. La manutenzione regolare della stampante ne prolungherà la durata e allo stesso tempo l’utente garantirà stampe di alta qualità.

Tuttavia, tenere presente che ogni tipo di stampante richiede un diverso tipo di metodo di pulizia anche se tutti i dispositivi condividono una serie di precauzioni e cure comuni, di cui parleremo in dettaglio.

Molte volte la stampante stampa, ma non con la qualità che vogliamo. I principali colpevoli in questi casi sono generalmente inchiostro e testine di stampa, anche se per vari motivi. Scopriamoli.

Mancanza di inchiostro

Qualcosa di abbastanza evidente, ma se la stampante stampa male, potrebbe essere perché manca l’inchiostro per farlo correttamente. Questo accade perché oggi quando il software della stampante rileva che è rimasto poco inchiostro o meglio, quando un certo numero di stampe attraversa tutto l’inchiostro che ha lasciato si rifiuta direttamente di effettuare la stampa, mostrandoci un bel errore nella stampante o sullo schermo.

Per questo motivo è improbabile che se si verifichino problemi durante la stampa corretta, ciò potrebbe essere dovuto alla mancanza o alla scarsa quantità di inchiostro: molto prima che si esaurisca, la stampante richiederà già di sostituire le cartucce .

Con le stampanti laser ciò non accade e nella maggior parte dei casi in cui la stampante non stampa correttamente, ciò sarà dovuto alla mancanza di ricarica del toner. In questi casi, è sufficiente cambiarlo in uno nuovo.

Testine inceppate

Questo problema dovrebbe essere il primo dell’elenco, poiché la maggior parte delle volte che appaiono stampe vuote nelle nostre stampe sono dovute a un inceppamento nelle testine, spesso causato dall’accumulo di inchiostro secco in esse per lungo tempo inutilizzato.

Alcuni modelli di stampante eseguono periodicamente la pulizia della testina per mantenerli in perfette condizioni anche se la stampante non viene utilizzata. Per il resto, se questo accade a te, non avrai altra scelta che fare la pulizia delle teste da solo. Tutte le stampanti dispongono di un’utilità per eseguire questa pulizia dal proprio software di stampa. Se nemmeno con queste pulizie la tua stampante torna in vita, potresti dover eseguire una pulizia più aggressiva a mano. Ci sono liquidi per pulire le testine che possono essere utilizzate come ultima opzione.

Testine danneggiate

Se anche con le pulizie di cui stavamo parlando, puoi recuperare le tue testine, potrebbero essere danneggiate al di là di qualsiasi riparazione tu possa fare. Se la tua stampante è ancora in garanzia, portala al servizio tecnico e, se non lo è … a seconda del modello, acquistare una nuova stampante potrebbe essere più economico che riparare la precedente.

Testine disallineate

A differenza del caso precedente, esiste una soluzione. A volte quando la stampante soffia, a causa di un errore nella corrente o semplicemente a causa dell’uso continuato, le testine di stampa potrebbero essere leggermente disallineate.

Anche in questo caso il software della nostra stampante avrà la soluzione: sarà sufficiente passare al programma di allineamento testine per correggere il problema. Potrebbe essere necessario “aiutare” la stampante a rilevare manualmente dove si trova il problema, ma sarà sufficiente seguire i passaggi mostrati sullo schermo per ottenere  un allineamento migliore.

Bolle d’aria

Questo problema è quasi inesistente nei sistemi di stampa “normali”, ma se si utilizza un sistema CISS (o sistema a getto d’inchiostro continuo) potrebbe essere il problema più comune. Nei tubi che trasportano l’inchiostro dai contenitori agli ugelli, possono formarsi bolle d’aria che, al loro raggiungimento, non iniettano inchiostro nella carta, quindi avremo una bellissima area senza stampa.

La soluzione è semplice: sbarazzarsi delle bolle d’aria. Questi sistemi sono generalmente molto ben isolati, quindi se compaiono bolle, è molto probabile perché i contenitori di inchiostro e la stampante sono ad altezze diverse. Basterà metterli allo stesso livello ed eseguire un paio di pulizie della testa in modo che tutta l’aria fuoriesca (o aspirarla con una siringa).

Accumulo di sporco

Più comune nelle stampanti laser che nelle stampanti a getto d’ inchiostro , l’accumulo di sporco può influire in modo significativo sulla qualità di stampa. Se ciò si verifica nel tamburo delle stampanti laser, appariranno macchie e macchie.

Innanzitutto, per pulire correttamente la stampante, è necessario scollegarla. Quindi la stampante deve essere lasciata raffreddare per alcuni minuti prima di tornare a lavorare con essa.

La soluzione è semplice: basta pulire delicatamente il tamburo per rimuovere lo sporco che può essere attaccato ad esso. E come ultima raccomandazione, cambia carta, potresti star usando un cattivo tipo di cellulosa che si accumula nel tamburo. A volte l’economico è in realtà costoso.

Errori fisici

Se la stampante emette strani rumori o non ne emette affatto, potrebbe esserci qualche errore nell’hardware della stampante che ne impedisce la stampa. Di solito sullo schermo appare un errore che spiega il motivo, ma vale la pena controllare la macchina all’interno per verificare una serie di cose di base per evitare di portarlo al servizio tecnico.

Verificare la presenza di eventuali inceppamenti della carta, che la rete o il cavo dati sia inserito correttamente, che i rulli ruotino correttamente, che se è installato un sistema CISS, i cavi dell’inchiostro arrivino fino alla fine senza tirare.

Tutti questi controlli possono essere eseguire in un minuto e si spera che possano farci risparmiare tempo e denaro evitando la riparazione della stampante o l’ acquisto di una nuova.

Cartucce compatibili: Sono affidabili? Qual è la differenza con il prodotto originale?

Comprare una stampante ad un prezzo super vantaggioso ed accorgersi, al primo ricambio delle cartucce d’inchiostro, di spendere una fortuna se le si acquista originali, ossia fabbricate dalla stessa azienda che ha prodotto la stampante? Probabilmente il tuo portafogli ha vissuto questa non troppo entusiasmante esperienza.

Tutte le maggiori e più famose aziende produttrici (dall’HP alla Canon, fino all’Epson, alla Samsung e così via) sono d’altronde solite adottare una strategia di vendita che si basa sul vendere, in media, a prezzi non esagerati anche stampanti multifunzione e di alta qualità, mettendo però poi a costi questi sì esagerati, le loro cartucce e toner.

A venire in aiuto a quanti desiderano dotarsi di un’ottima stampante ma senza per questo svuotarsi le tasche per comprare gli inchiostri (soprattutto se la stampante si usa spesso e quindi c’è necessità di ricambi frequenti), oggi ci sono le cartucce compatibili.

Cosa sono?

Le cartucce compatibili sono prodotti non originali fabbricati da aziende terze che tuttavia, se si fa la scelta giusta, offrono una qualità di stampa che nulla ha da invidiare a quella delle marche più blasonate e sono comunque garantiti. Pur non essendo cartucce originali, in genere si adattano molto bene alla stampate per la quale sono state progettate e difficilmente si possono riscontrare dei problemi di identificazione da parte del dispositivo e quindi di compatibilità.

Molti pensano che il costo molto contenuto, rispetto a quelle originali, delle cartucce compatibili si traduca in una resa di stampa in scarsa qualità, in particolare se si tratta di dover riprodurre su carta immagini, grafici o foto. In realtà a meno che tu non debba realizzare delle stampe altamente professionali e ricche di dettagli e sfumature, neanche noterai la differenza.

Come in tutte le cose, infatti, anche quando si intende acquistare cartucce d’inchiostro compatibili, il mercato propone sia soluzioni di bassa fattura, sia prodotti eccellenti.

Acquistare i migliori inchiostri compatibili in grado di assicurare la giusta via di mezzo tra prezzo e qualità è molto importante perché i pigmenti e la polvere d’inchiostro contenuti nella cartuccia, se non ben trattati, potrebbero danneggiare la stampante ed essere anche nocivi.

Le differenze tra le cartucce originali e quelle compatibili

Si possono riassumere così:

  • Acquistando cartucce originali, si è sicuri di avere la completa compatibilità, e quindi non ci saranno intoppi con la stampante; la qualità di stampa poi è al massimo, ovviamente rispetto al modello di stampante posseduto, dal momento che l’inchiostro è del tutto compatibile con la testina di stampa adoperata. Di contro, come detto, il costo delle cartucce d’inchiostro originali è molto alto, considerando, tra l’altro, che con una sola cartuccia si riescono a stampare un numero di fogli, in proporzione al prezzo dell’inchiostro, notevolmente basso.
  • Comprare cartucce compatibili significa spendere 4/5 volte meno rispetto all’acquisto di quelle originali; caratteristica non da poco se si è soliti stampare molto materiale per lavoro, scuola ecc. La qualità di stampa in media non ne risente, ma molto dipende dall’affidabilità e dalla competenza dell’azienda che produce questo tipo d’inchiostri; in genere gli standard ai quali si attengono sono alti (le cartucce sono nuove e ricaricate pienamente), ma comunque al momento dell’acquisto è bene controllare sulla confezione della cartuccia che i materiali adoperati per la realizzazione della cartuccia e del suo contenuto siano conformi alle normative UE.

Dove comprare le cartucce compatibili

Oramai, oltre ai vari negozi fisici presenti un po’ ovunque, è possibile acquistare cartucce compatibili anche attraverso i numerosi rivenditori online. Esistono, infatti, veri e propri siti internet che, oltre a vendere i prodotti, ti forniscono anche utili consigli per usare al meglio le tue cartucce compatibili ed un’assistenza pronta a risolvere qualsiasi problema o dubbio.

Come eliminare virus dal PC

Se si intende acquistare un notebook, magari facendo riferimento a diversi siti come per esempio topnotebook.net, bisogna preventivare la necessità di proteggerlo dai virus, a prescindere dalla marca e dalle caratteristiche tecniche che contraddistingueranno il modello scelto.

Agire in modo preventivo: l’importanza di un buon antivirus

Oggi sono disponibili tantissimi software antivirus di grande efficacia, sia gratuiti che a pagamento, in grado di garantire al notebook tutta la sicurezza di cui ha bisogno, di conseguenza si può affermare senza esitazioni che oggi è possibile utilizzare il web, collegare periferiche e compiere svariate altre operazioni senza che il computer sia esposto a rischi rilevanti.

Come muoversi se il virus ha già fatto ingresso nel PC

Può tuttavia accadere che dei virus si insinuino ugualmente all’interno del computer, magari perché si è stati un po’ superficiali e non si è provveduto a proteggere il dispositivo con un antivirus, oppure perché il malware si è rivelato particolarmente maligno riuscendo ad aggirare gli appositi sistemi di protezione.

Premesso che agire in modo preventivo è sicuramente preferibile, laddove si dovessero riscontrare nel proprio notebook degli inequivocabili segni di un attacco virus è importante capire come muoversi per riuscire a debellarli.

Installare un antivirus di qualità

Una prima opzione, quella più semplice, prevede l’installazione di un buon antivirus. Molti antivirus infatti sono in grado di rilevare delle minacce anche laddove le medesime abbiano già infettato il computer, di conseguenza una volta scaricato il programma il medesimo farà scattare subito l’alert e provvederà all’eliminazione del virus.

In questo modo, dunque, il notebook potrebbe tornare a funzionare regolarmente.

Installare un antivirus auto-avviante

La via che abbiamo appena indicato, tuttavia, non si rivela efficace in tutti i casi: spesso infatti quando un notebook è attaccato da virus il danno è ormai fatto, e l’installazione di un antivirus eseguita successivamente non riesce a garantire i risultati auspicati.

In simili casi si può perseguire una seconda soluzione, ovvero quella che prevede l’impiego dei cosiddetti antivirus auto-avvianti.

Questi particolari antivirus devono il loro nome al fatto di avviarsi prima del sistema operativo, e proprio tale peculiarità consente loro di individuare e debellare i malware che hanno danneggiato il dispositivo nel suo regolare funzionamento.

Questi antivirus vanno sostanzialmente copiati su dei dispositivi esterni, come possono essere ad esempio delle chiavette USB, e spesso richiedono una connessione ad Internet affinché possano rivelarsi realmente efficaci: la presenza di un collegamento alla rete è importante in quanto in questo modo l’antivirus può scaricare gli aggiornamenti e può così rivelarsi efficace anche nel contrasto ai virus più recenti.

Eseguire una formattazione completa

In ultima istanza, nel caso in cui le funzioni del notebook dovessero risultare gravemente compromesse pur avendo eseguito i tentativi precedenti, si può pensare di effettuare una formattazione totale.

La formattazione del notebook è un processo che elimina tutti i file ed i programmi presenti nel computer, di conseguenza al termine del medesimo si ha la certezza assoluta che il virus non sia più presente.

Per contro ovviamente la formattazione cancella tutto ciò che è stato installato nel notebook, e questo può essere, soggettivamente, un problema più o meno rilevante.

I file custoditi nel computer possono essere archiviati in dei dispositivi esterni, o anche in cloud, in modo che a formattazione avvenuta si possa recuperarli senza troppi problemi; per quanto riguarda gli altri programmi che andranno inevitabilmente perduti, invece, sarà necessario installarli nuovamente.

Eliminare un virus è assolutamente possibile

Sono questi, dunque, i diversi modi tramite cui si può eliminare virus dal PC nel caso in cui i medesimi lo abbiano danneggiato.

Le procedure possono rivelarsi un po’ noiose, questo è vero, ma se si riscontra l’indesiderata presenza di virus nel proprio notebook non bisogna disperare: recuperare un computer impeccabile nel suo funzionamento è assolutamente possibile, e in casi particolarmente gravi una formattazione consentirà di recuperarlo come nuovo.

Diventare mobile developer: Android o iOS?

Diventare mobile developer costituisce l’obiettivo di molti, visto che, attraverso l’acquisizione delle necessarie competenze si può entrare avanti un business significativo. In fin dei conti non dobbiamo dimenticare che il mondo delle applicazioni è in crescita costante, per cui potrebbe rivelarsi un investimento decisivo per il futuro.

Per diventare uno sviluppatore di successo, tuttavia, bisogna acquisire una conoscenza profonda per quello che riguarda i linguaggi di programmazione e capire qual è il sistema operativo più adatto su cui concentrare le proprie conoscenze (nel 95% dei casi la scelta ricade tra iOS e Android).

Ma vediamo quali sono i passi da compiere per entrare in questo mondo.

Come diventare un mobile developer

Per prima cosa occorre avere una conoscenza dell’ambiente di sviluppo. Per questo motivo bisogna capire le fondamenta della programmazione per mobile, e qui ci sono due strade: la prima è quella di fare tutto in maniera autonoma (con dei libri, ad esempio, ma la curva di apprendimento è lunga), la seconda è seguire un corso per sviluppatori Android o iOS e velocizzare, laddove possibile, le tempistiche.

Per capire verso quale sistema operativo rivolgersi, è fondamentale porsi l’obiettivo di rendersi conto di una particolare applicazione mancante nell’ambito dei vari sistemi operativi mobile. Se c’è un’esigenza ancora da soddisfare, potremmo agire proprio in questo senso, non trascurando le dimensioni del mercato, con cui ci ritroveremo a confrontarci.

Compiamo insomma un’analisi iniziale che abbia lo scopo di farci intraprendere la strada giusta. Valutiamo i possibili ricavi e quali costi ci saranno da sostenere. Sicuramente, se ci rivolgiamo alle applicazioni Android potremmo raggiungere un bacino più ampio di utenti, tuttavia alcuni esperti ritengono che con iOS i margini di guadagno sono maggiori.

Non andiamo oltre le forze che abbiamo a disposizione. Fare salti imprudenti potrebbe essere davvero pericoloso. Non possiamo pensare di inventare necessariamente un social network che possa mettere ko le reti sociali del momento. Valutiamo anche se siamo da soli o se abbiamo con noi altri collaboratori che ci permettano di pensare veramente in grande.

Cerchiamo un’idea che possa essere molto appetibile, ma verifichiamo sempre, prima di iniziare a svilupparla, se già altri hanno avuto modo di progettarla. L’ideale sarebbe trovare una nicchia specifica, anche qualcosa legato ad un determinato territorio e non per forza rapportabile su scala mondiale. In fin dei conti, muovendosi su un terreno abbastanza limitato, abbiamo la possibilità di conoscerlo in maniera più diretta e di comprendere con più precisione le esigenze del pubblico al quale ci rivolgiamo.

Inoltre teniamo in considerazione che per guadagnare non necessariamente dobbiamo sviluppare un’applicazione a pagamento. Anche pubblicarla gratuitamente può rivelarsi un’idea vincente, perché più facilmente il nostro progetto si diffonderà. Teniamo sempre in conto il problema del marketing e della visibilità, che rappresentano due fattori molto importanti per arrivare al successo anche nelle eventuali vendite del prodotto che abbiamo creato.

Scegliere iOS o Android?

È importante anche scegliere il sistema operativo su cui operare. Generalmente la scelta della maggior parte dei mobile developer è orientata su iOS o Android. A seconda del sistema operativo scelto, viene richiesta anche la conoscenza di specifici linguaggi di programmazione. Per le applicazioni iOS il linguaggio più utilizzato è Objective-C, anche se Apple ha lanciato un nuovo linguaggio, che si chiama Swift e che presenta un procedimento più facile da attuare.

L’ambiente di sviluppo più adatto per le app iOS è Xcode, che si può scaricare dallo store e che presenta diversi tool utili a sviluppare l’applicazione, come per esempio anche degli elementi importanti per il design dell’interfaccia. Inoltre non dimentichiamo che Apple mette a disposizione degli sviluppatori un tutorial con tutti i passaggi da seguire per creare il nostro progetto.

Per sviluppare le applicazioni per Android, si deve utilizzare il linguaggio Java. Basta ricorrere all’utilizzo di Android SDK, dove troviamo tutti i tool e le API particolarmente interessanti per sviluppare il nostro progetto. L’ambiente di sviluppo integrato e che viene supportato a livello ufficiale si chiama Android Studio. Alcuni sviluppatori preferiscono ricorrere anche ad altri tool creati da soggetti esterni, con l’opportunità di servirsi anche di altri eventuali ambienti di sviluppo.

Qual è il peso ideale?

Il peso ideale è anche detto: peso forma. Esso è inteso come il peso espresso in kg di un individuo, adatto a far stare in salute quella persona. Ovviamente è anche quel valore del peso che consenta all’individuo di non soffrire delle patologie più comuni come: ipertensione, arteriosclerosi, diabete, o della stessa anoressia. E, dato che è indispensabile ad una salute sana, c’è da ribadire che va anche mantenuto nel tempo. Questi varia moltissimo dalle condizioni all’età di ogni persona. In particolare ogni persona che voglia seguire una dieta abbastanza dimagrante. Ovviamente per questa vanno preferite le ricette light.

vuoi monitorare il peso ideale cosrtantemente? cerca tra le migliori bilance pesapersone di amazon

Formule per il peso ideale

Dobbiamo per il peso ideale, considerare fattori come: l’età, il sesso, l’altezza e valori medici come: problemi tiroidei o di ritenzione idrica. Importante risulta anche l’ossatura. Così chi avesse questa di grosse dimensioni, potrà pesare leggermente di più del previsto, e chi avesse un’ossatura piccola, potrà pesare anche di meno del normale. C’è un indice che ci chiarisce questo valore (del peso ideale), e cioè l’Indice di Massa Corporea, ossia: l’BMI. Per determinarlo esistono due formule: di Lorentz e di Creff. La prima si giustifica in base al sesso, la seconda in base alla morfologia.

Vediamo la prima. Secondo la formula di Lorentz, il calcolo si basa su un range di età che va dai 18-65 anni. E si calcola con tabelle specifiche, così come quello di Creff (che però è più completo poiché tiene in considerazione un fattore indispensabile che è la morfologia, appunto). Se siamo di corporatura sottile, conteremo valori del 10% inferiori a quelli di una corporatura normale; così come se saremo di corporatura robusta, per cui conteremo valori innalzati del 10% rispetto a chi abbia una corporatura normale. Il peso ideale in genere viene rappresentato e calcolato dal rapporto numerico esistente tra peso e altezza in cm. E, per una persona normopeso esso corrisponderà a circa 25. Mentre per chi sia robusto, sarà intorno a 30.

Diete dimagranti

Comunque, attenzione se fossimo di corporatura normale ed il valore del BMI fosse inferiore a 18, perché significherebbe che siamo vicini e stiamo andando incontro ad un disturbo (anche psicologico) dell’anoressia. Per mantenere il peso ideale, si deve seguire una dieta adatta, che può variare da valori pari a 1000 calorie fino a 3500. Così dovrai riportare nella tua dieta alimenti poveri di glucosio e carboidrati e ricchi di proteine se vorrai dimagrire, e poi considerare quanta attività fisica svolgi durante il giorno. Inoltre vanno tenute presente le proprie masse grasse e masse magre, intendendo per la prima: i pannicoli adiposi, e per la seconda le strutture ossee e muscolari. Ma in una dieta deve sempre essere protagonista uno specialista che ce la indichi, tenendo bene d’occhio tutti quei valori che delineano il nostro fisico e il nostro stile di vita, poiché senza questi fattori non sarà possibile stilare una perfetta e precisa dieta dimagrante o “ingrassante” che dir si voglia. Questa dovrà considerare anche le cure che stiamo seguendo (in caso le seguissimo), con i vari medicinali. Praticamente è vietato fare diete da soli.