L’iridologo può aiutare a correggere difetti alla vista ?

Iridologo ci fa pensare ad un medico che si occupa degli occhi, in parte è giusto, ma non si occupa della vista, Questo tipo di professionista, tramite l’osservazione dell’iride, fa un’analisi della salute psicofisica del paziente.

Attualmente, si considera che l’analisi iridologica rappresenti una disciplina pseudoscientifica senza un riscontro medico, considerato che esistano studi che provano la sua inefficacia.

Secondo questa “scienza” nell’iride è possibile leggere la mappa topografica del nostro corpo. Avete presente quando vi dicono che gli occhi sono lo specchio dell’anima?

La frase sembra abbastanza veritiera, come affarma anche lo staff di www.iridologo.net

La storia degli occhi

L’iridologia è nata in Ungheria alla fine del XIX secolo, anche se ci sono tracce di questa disciplina nel 1500 a.C. in alcuni papiri egiziani ci sono dei riferimenti sulle analisi degli occhi. Anche nella tradizione della medicina cinese ci sono degli accenni. Alcuni documenti mesopotamici del 669 a.C. descrivono una presunta relazione tra il colore degli occhi e le malattie epatiche.

 

La prima pubblicazione della mappa topografica iridea fu inserita nel 1886 nella rivista  Homeopätische Monatsblätter a cura del Dottor Ignatz von Peczely

Nello stesso periodo il Reverendo svedese Nils Liljequist pubblica le sue osservazione sulla variazione del colore delle iridi in seguito all’assunzione di sostanze chimiche.

La cosa strana che entrambi pubblicano due mappe topografiche dell’iride simili pur non conoscendosi, quasi contemporaneamente.

Ricordiamoci che è una disciplina olistica, secondo questa disciplina l’iride è in grado di fornirci informazioni sulla condizione di salute del soggetto, facendo un quadro fisico ed anche psico-emozionale.

Dall’osservazione della mappa iridea, guardando le alterazione delle fibre dell’iride, è possibile avere un quadro completo, indice di vitalità, umore, difese immunitarie.

Con l’iridologia non si fanno diagnosi, si fanno constatazioni sulla salute considerando fattori emozionali se si riscontrano intossicazione organiche su qualche apparato sarà opportuno indagare.

Secondo questa disciplina l’occhio è collegato al cervello tramite il nervo ottico, la sua osservazione permette di scoprire eventuali squilibri, non solo, ma darà informazioni sul carattere del paziente.

L’iride funge da mappa, ogni sezione corrisponde ad un determinato organo, nell’iride destro possiamo controllare lo stato di salute degli organi del lato destro del nostro corpo, di conseguenza nell’iride sinistro quelli di sinistra

La scienza ufficiale conferma che i disturbi del fegato si manifestano colorando di giallo la congiuntiva dell’occhio, secondo questi studi anche i problemi ad altri organi si manifestano attraverso l’iride, e l’iridologo è la persona che sa leggere questi segnali.

L’esame iridoscopico tiene conto non solo della lettura dell’iride ma anche dello stile di vita del paziente per stabilire lo stato di salute generalizzato.

L’iridologo cercherà di correggere gli stili di vita sbagliati, cercando di ristabilire il suo equilibrio per salvaguardare la salute del paziente.

L’approccio per questo tipo di medicina deve essere un approccio consapevole, le discipline non riconosciute vanno sempre verificate con i medici ufficiali sarebbe a dire quelli iscritti negli albi.

Gli iridologi non sono dei maghi, ma sono dei professionisti che hanno svolto degli studi.

Possono essere utili per avere un parere diverso.

In Italia ci sono delle scuole certificate che possono confermare un percorso di studi qualificato, ma ci sono anche delle scuole private che rilasciano certificazioni approssimative e non ufficiali.

Nei paesi orientali queste discipline sono molto apprezzate e rispettate, da noi invece i test sull’attendibilità hanno dato dei risultati negativi, fa parte di quelle discipline olistiche che aiutano le persone a ripristinare l’equilibrio psicofisico, nella ricerca di uno stato di salute generalizzato, cercando di stimolare il processo di autoguarigione e non sono riconosciute dalla medicina ufficiale.

Se volevate rivolgervi a loro risolvere problemi di vista, magari perché non vedete bene all’esterno, avete quindi sbagliato professionista. Loro, gli iridologi, guardandovi negli occhi, controlleranno il vostro interno e quindi non soltanto la qualità visiva dei vostri occhi.

Acqua e salute, quello che non sai

Alcuni incidenti domestici con protagonisti i bambini molto piccoli pongono l’attenzione sull’ingestione di piccoli oggetti oppure di sostanze nocive per il corpo, come l’acqua ossigenata ed altri prodotti per la pulizia che spesso vengono ingeriti inconsapevolmente quando si sfugge al controllo degli adulti. Poiché si tratta di un preparato liquido, l’acqua ossigenata tende a fluire più facilmente nel corpo provocando lesioni più diffuse anche se l’entità del danno è correlata a diversi fattori quali: la quantità di sostanza ingerita, il tempo di contatto con i vari tessuti, lo stato di ripienezza gastrica, le modalità di ingestione (casi di ingestione accidentale o volontaria). L’acqua ossigenata, il cui nome scientifico è perossido di idrogeno, è un liquido corrosivo che se introdotto ad alte concentrazioni nell’organismo umano può essere fatale e quando non lo è, può causare gravi danni a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.

L’avvelenamento da acqua ossigenata può causare complicanze vascolari di diversa entità quali:

  • embolie,
  • infarti,
  • ictus cerebrali.

L’ingestione di elevate concentrazioni di perossido di idrogeno può provocare inoltre:

  • difficoltà respiratorie,
  • convulsioni,
  • embolie polmonari.

Il verificarsi di eventi embolici, può associarsi a conseguenze gravi che portano allo sviluppo di disabilità oppure alla morte, per scongiurare queste complicanze è importante rivolgersi prontamente al soccorso medico visto che è necessario un immediato trattamento in camera iperbarica. Questa sostanza ossidante se assunta in quantità non eccessiva può causare necrosi e disidratazione dei tessuti superficiali del tratto gastrointestinale superiore con interessamento di esofago, faringe e stomaco.

Si può bere acqua distillata?

Ad una attenta analisi chimica, dalle caratteristiche dell’acqua distillata si può evincere come non sia da considerarsi potabile, in quanto priva di sali disciolti. Di conseguenza, una sua assunzione provocherebbe come effetto l’eliminazione di sali minerali dall’organismo tra cui il sodio ed il potassio ed è per questo che si sconsiglia di bere acqua distillata o completamente deionizzata perché si potrebbe verificare un grave deficit di sodio, potassio, iodio e magnesio.

La mancanza di sali è quindi pericolosa in quanto questo tipo di acqua pura a contatto con l’aria assorbe anidride carbonica diventando acida: più se ne beve più il corpo diventa acido. Si possono ottenere dei benefici bevendo acqua distillata quando si cerca di disintossicarsi, poiché favorisce una maggiore diuresi, ma questo trattamento può essere seguito solo per 2-3 giorni al mese, integrando con un tipo di alimentazione che prevede minerali ed oligominerali per evitare la carenza di minerali che può causare irregolarità nel battito cardiaco ed ipertensione sanguigna. Possono registrarsi diverse complicanze se si assume acqua distillata per lunghi periodi, visto che la mancanza di sali minerali può portare allo sviluppo di condizioni patologiche quali: ipotiroidismo, osteoporosi, osteoartriti, patologie delle arterie coronarie, malattie degenerative generalmente associate responsabili di un processo di invecchiamento precoce.

Malattie infettive veicolate dall’acqua potabile infetta

Nei Paesi in via di sviluppo, le malattie infettive legate al consumo ed impiego di acqua potabile contaminata da agenti patogeni rappresenta ancora oggi un problema importante per la salute pubblica, anche nei Paesi sviluppati si verificano episodi infettivi a causa soprattutto di focolai infettivi di Escherichia Coli, che possono causare diarrea talvolta emorragica, anemia, insufficienza renale, infezioni del tratto urinario. In Occidente il contagio delle acque potabili viene evitato tramite specifiche analisi, processi di depurazione dell’acqua potabile e accurate misure igieniche.

Batteri patogeni, virus e protozoi parassiti trasportati dall’acqua possono causare malattie gravi o mortali, altri agenti infettivi possono provocare dei focus infettivi meno pericolosi con manifestazione di disturbi gastrointestinali che vedono nella diarrea il sintomo principale. Tra le malattie causate da acqua infettata da microorganismi ci sono delle infezioni trasmesse per contagio oro fecale, con trasmissione da ascrivere al circuito feci-mani-bocca in associazione ad una penuria di norme igieniche corrette.
Tra le più importanti protozoosi intestinali ci sono i quadri clinici di amebiasi e giardiasi. Si registrano anche malattie infettive veicolate da microrganismi presenti nelle acque ed infezioni trasmesse da insetti vettori e da animali che vivono in ambiente acquatico. Talvolta i microrganismi patogeni possono essere presenti nell’acqua inquinata ed il contagio umano può avvenire per diverse modalità: per ingestione; per contatto diretto o per utilizzo di acqua per lavare gli alimenti o per irrigare i terreni; per trasmissione dei patogeni dalle mani contaminate alla bocca per la scarsità di acqua da utilizzare per assolvere a misure essenziali di igiene.

Quando si beve acqua contaminata da vermi possono svilupparsi elmintiasi: infestazione da parte di vermi parassiti che l’uomo può ingerire accidentalmente bevendo acqua; una rara malattia tropicale come la dracunculosi è causata da acqua infettata da un verme detto Dracunculus Medinensis, ospitato nel corpo di un piccolo crostaceo. Le acque infette possono provocare malattie batteriche come il colera e la febbre tifoide, oppure focus virali come l’epatite A e l’epatite E.

Intossicazione acuta da acqua

In alcuni casi bere troppa acqua può far male esponendo al rischio di un’intossicazione acuta da acqua (avvelenamento da acqua), da un’approndita ricerca sperimentale è stato rilevato che l’assunzione di più di 5 litri di acqua in poche ore può addirittura causare il decesso. Un’eccessiva assunzione di acqua, che può dipendere anche da una ridotta escrezione da ascrivere ad un’anomalia del funzionamento dell’ormone antidiuretico, provoca una condizione clinica di iperidratazione con grave iponatriemia provocata dal superamento della fisiologica soglia di liquidi che il corpo può assumere, che non dovrebbe superare 1-1,5 litro per ora. Quando si crea uno sbilanciamento fra la quantità d’acqua che necessita il corpo e quella ingerita, si incide negativamente sul normale equilibrio elettrolitico e si determina una rapida diminuzione della concentrazione del sodio con conseguenze fatali connesse con l’intossicazione instaurata dalla caduta del livello di sodio (valori inferiori ai 110-120 mml/litro).

Ayurveda 360°: non solo massaggio, uno stile che può essere utile al tuo benessere

“Conoscenza per una lunga vita”: ayurveda, longevità e conoscenza rivelata, ecco in poche parole cosa si nasconde dietro il termine.

Filosofia che si fonde con pratiche olistiche, origini che si perdono nel mito. Il tutto rilegato nel trattato Caraka Samhita, che al suo interno contiene oltre cinquecento rimedi medicinali. Questa opera preziosissima fu compilata durante il regno dell’imperatore Kanishka, intorno al 227, racconta che l’Ayurveda venne donata al mondo da Brahma, creatore dell’universo.

Dopo questa premessa, possiamo capire che la pratica ha radici in una tradizione antichissima, ma che non ha come soggetto solo il massaggio che è forse il trattamento più famoso, ma tocca l’alimentazione lo spirito e il corpo. Tutto si basa sull’energia che alimenta il nostro essere, questa viene rappresentata come un serpente che quando è vitale e sveglio diventa consapevolezza di noi stessi, cambiamento, passione vitale.

Sicuramente famosi sono i benefici del massaggio Ayurvedico, spesso accompagnato a tecniche meditative, anche il semplice rilassamento, per un maggior beneficio.

Il massaggio appartiene alla tradizione della “scienza della vita”, appunto l’Ayurveda che ha alla base la visione olistica dell’uomo: corpo e mente sono un’unità indivisibile, indissolubile.

Molti massaggiatori – che hanno avuto modo di frequentare un corso per massaggiatore olistico in una scuola riconosciuta – usano questa “visione” nel loro lavoro. Pensare di curare una contrattura senza andare a capirne le vere cause, può essere un lavoro quasi inutile, soprattutto se si scopre che poi le cause sono psicosomatiche per esempio, come un una cervicale cronica.

In tutti gli ambiti che trattano la salute è condivisa l’idea che il benessere sia il convivere in equilibrio di sentimenti ed emozioni, in quanto questi hanno una certa ripercussione sul corpo. Altrettanto vero che si considera vecchio il concetto di malattia intesa come effetto di una sola causa, ma viene intesa come insieme di fattori.

Le scuole di massaggio devono essere in grado di offrire percorsi completi affiancando alla tecnica anche la tradizione di quelle medicine alternative, come la medicina ayurvedica o altre discipline olistiche come la bioenergetica.

Nella medicina ayurvedica c’è il Massaggio Shirodhara. Qui si usa olio tiepido che viene fatto colare al centro della fronte attraverso un foro nel dhara patra (il recipiente tenuto dal massaggiatore). Grazie al movimento oscillatorio si dovrebbe ottenere un effetto di rilassamento totale in modo che poi il massaggio abbia un effetto molto più potente.

Usare “mezzi” tratti da tradizioni antichissime possono completare il lavoro del massaggiatore professionista: rimedi naturali a base di erbe e tecniche come meditazione e controllo della respirazione può essere decisivo nella risoluzione di malattie psicosomatiche come insonnia, ansia, disturbi gastrici e mal di testa che possono quindi essere eliminati in un percorso completo proprio grazie a questi elementi uniti sapientamente assieme.

Omeopatia: che cos’è e a cosa serve?

L’omeopatia è una forma naturale di medicina utilizzata da oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo per il trattamento di condizioni patologiche acute e croniche. Si basa sul principio di “similitudine del farmaco”. In altre parole, una sostanza presa in piccole quantità curerà gli stessi sintomi che provoca se assunta in grandi quantità. Sono tanti i siti che, all’interno della loro sezione Salute & Benessere se ne occupano e, tra questi, annoveriamo Imiopaese.net.

L’omeopatia e i suoi principi fondamentali.

Cosa significa nello specifico il principio di similitudine? Vuol dire che si prescrive un rimedio che contiene un elemento che, in dosi maggiori, provocherebbe i sintomi della malattia che si vuole curare. La risposta dell’organismo a questa sollecitazione si chiama risposta vitale. Ossia la medicina simile funge da stimolo alla naturale risposta dell’organismo, dando al soggetto tutti gli elementi che servono a completare il percorso verso la guarigione.

L’interezza del paziente.

L’omeopatia intende curare il paziente a partire dall’osservazione dello stesso nella sua interezza. A prescindere dai sintomi, l’omeopata si concentra soprattutto su come questi sintomi si manifestano complessivamente nel paziente.

Parte da un principio che è l’attitudine che maggiormente viene rimproverata alla medicina tradizionale: la tendenza ad esaminare e quindi a curare il paziente partendo dal sintomo, rintracciando in questo modo la patologia specifica ne tentativo di curarla meccanicamente.

Il merito di questa disciplina olistica, almeno secondo il parere di coloro i quali vi si affidano, risiede nel fatto che l’omeopatia non cura la malattia che il sintomo rivela, ma il soggetto, la persona.

Dunque viene data grande importanza al comportamento e alla psicologia individuale. Se ogni soggetto esprime il dolore in maniera del tutto personale, l’omeopatia non cura tutti i pazienti allo stesso modo ma a seconda del modo in cui manifestano la malattia.

Tenendo conto di questi fattori, il medico omeopata sceglierà la medicina più appropriata in base ai sintomi specifici dell’individuo, per stimolare la capacità innata del soggetto di guarire.

Il principio della dose minima

Cosa dice questo principio? Che una quantità molto piccola e dinamizzata, ossia potenziata, dell’elemento medicinale riesce a curare la patologia. Significa che il medicinale stimola una reazione che non è esterna ma interna all’organismo. I farmaci omeopatici, somministrati in dosi minime, mentre stimolano la risposta vitale del corpo non producono gli effetti collaterali indotti dalla medicina convenzionale. I rimedi omeopatici, somministrati in dose minima, non creano dipendenza e non sono testati sugli animali.

Il principio del potenziamento

La maggior parte delle medicine omeopatiche viene preparata diluendo un materiale attivo mediante un processo chiamato potenziamento. Qual è l’obiettivo di questo processo? Preservare le quantità essenziali dell’elemento e rimuovere tutto quello che è tossico per l’organismo.

Molti dei rimedi omeopatici sono costituiti da una sostanza medicinale diluita in acqua distillata. La sostanza medicinale omeopatica viene dunque diluita in questo modo: vi è una parte di agente medicinale originale e nove parti di acqua distillata; ma possono anche esserci nove parti di alcol o lattosio. La miscela viene quindi energicamente agitata o macinata. Il prodotto di questo processo viene nuovamente diluito nelle medesime proporzioni di uno e nove e ancora una volta mescolato vigorosamente o macinato. Questo processo viene ripetuto quasi all’infinito per ridurre in maniera infinitesimale la parte di medicinale rispetto a quella di diluente.

Secondo il punto di vista omeopatico non è appropriato affermare che i farmaci omeopatici sono diluiti; in omeopatia si usa il termine “potenziato”. Il potenziamento si riferisce allo specifico processo di diluizione sequenziale che prevede il mescolamento del composto. La teoria è che ogni diluizione consecutiva con vigoroso scuotimento si infiltra nella nuova acqua distillata e le imprime la forma frattale della sostanza originale utilizzata.

L’anamnesi omeopatica e la cura

I medici omeopati lavorano come qualsiasi altro medico convenzionale. Valutano la storia clinica del paziente e possono richiedere esami specifici oppure eseguire indagini ai fini di una diagnosi. Tuttavia, oltre a dare grande importanza ai sintomi, l’omeopata si interessa principalmente all’individuo e al modo unico in cui i sintomi incidono sulla sua psicologia.

La medicina omeopatica utilizza da una serie di sostanze naturali, che possono essere sia di natura vegetale che minerale o animale:

  • – Erbe di montagna, fresche o essiccate, come la rosa canina: per curare insonnia, contusioni e mal di pancia;
  • – aceto: gli impacchi vengono adoperati per curare le ustioni nei bambini;
  • – carbone vegetale attivo: contro i disturbi intestinali o della digestione e per purificare l’organismo;
  • – api schiacciate: composto impiegato per curare gli animali punti dalle api ma impiegate anche contro le infiammazioni, come l’orticaria e l’eritema solare;
  • – aglio: indicato per i soggetti che soffrono di artrite, reumatismi e problemi cutanei come la pelle secca;
  • – caffeina cruda: per curare l’insonnia;
  • – arsenico bianco: consigliato contro l’ansia notturna, gli attacchi di panico, le palpitazioni e gli stati di prostrazione;
  • – edera velenosa: efficace contro i dolori ossei e muscolari e alle articolazioni;
  • – piante di ortica: usate per curare la dermatite.

Queste sostanze al pari di tante altre vengono estratte o elaborate per creare compresse, creme per la pelle, gel, gocce o unguenti.

Disturbi severi del sonno, cosa sapere e come comportarsi.txt

Sonno e epilessia sono state ormai messe in relazione anche dalla scienza ufficiale. Capitava infatti molto spesso che la crisi epilettica nel sonno fosse molto più frequente di quanto si pensasse. Addirittura certi tipi di crisi sono solo notturne e mai diurne. Le crisi epilettiche sono un disturbo frequente che colpisce a tutte l’età. Negli ultimi decenni però si è registrata una maggiore incidenza negli anziani che non nei bambini e nei giovani. E’ un problema di natura neurologica e può presentarsi in maniera estemporanea oppure essere cronica. Generalmente il loro manifestarsi ha durata molto breve.

Il verificarsi di questi eventi spesso non è indagabile. Nella maggior parte delle situazioni infatti non ci sono cause evidenti e anche quando ci sono è difficile rintracciarle. Quando ci sono crisi epilettiche e si rintraccia una causa chiara e motivata addirittura la medicina non la considera più tale.

In generale queste crisi sono dovute ad un’eccessiva attività neurologica. Per avere certezza dell’avvenuto episodio si procede con esami del sangue e con elettroencefalogramma.

Oggi giorno esistono dei farmaci che curano bene queste crisi restituendo la normalità a chi ne ha sofferto. Se invece i farmaci non sono in grado di apportare benedici in alcuni casi si può ricorrere alla chirurgia.

Per poter diagnosticare questo tipo di problema bisogna che gli attacchi avvengano con una alta percentuale di incidenza proprio durante il sonno. In questo caso si parlerà di epilessia notturna.

Si è cercato di dare anche una qualche spiegazione a questo manifestarsi notturno. Probabilmente ciò avviene perchè il cervello modifica la propria attività elettrica in alcuni  momenti della notte. La maggior parte delle crisi infatti avvengono durante la fase di transizione e darebbe origine a manifestazioni solo parziali.

Non c’è dubbio che se si soffre di queste crisi durante il sonno ci sono anche delle conseguenze diurne.  Poi anche durante il giorno ne consegue stanchezza e naturalmente stress. Attenzione inoltre perchè proprio la mancanza di sonno può essere una causa scatenante di manifestazioni epilettiche passeggere.

Se ad essere colpiti sono neonati o bambini nella maggior parte dei casi con la crescita scompariranno le crisi. Si capisce bene che diagnosticarle non è affatto semplice. Molto spesso infatti si confondono con altri disturbi del sonno.

Generalmente una buona indagine parte dalla storia famigliare e da eventuali casistiche. Ma le indagini diagnostiche sono le uniche a confermare.

La carie provoca problemi al cuore

Lo sapevate che la carie ai denti può portare problemi al cuore? Uno stile di vita errato come una dieta calorica, l’uso eccessivo di zuccheri, le sigarette e soprattutto la scarsa igiene del cavo orale e la poca prevenzione con visita dal dentista ogni sei mesi, introducono all’interno dell’organismo batteri che possono provocare infezioni leggere ma anche molto pericolose per il cuore e non solo.

La cura dei denti attraverso la prevenzione non è una questione meramente estetica ma soprattutto legata alla salute del proprio organismo. L’informazione è carente in questo senso verso i pazienti e la comunità che dovrebbe essere educata ed informata per evitare problemi degenerativi con conseguente più o meno gravi.

Non è stato ufficialmente dichiarato dalla comunità scientifica che ci sia una vera correlazione tra il fenomeno della carie e le malattie legate al cuore, ma vari studi hanno dimostrato che effettivamente esiste in base a varie ricerche ad hoc su casi clinici. Il padre della medicina, Ippocrate, sosteneva che “Le malattie dovrebbero essere combattute alla loro origine” e proprio lui nelle sue ricerche e negli studi effettuati è stato un grande sostenitore sull’esistenza di un collegamento che molte malattie possono essere collegate a infezioni del cavo orale. Nei suoi metodi di indagine l’osservazione del cavo orale come causa di insorgenza di malattie era un punto focale e non secondario o superficiale.

Le raccomandazioni più diffuse fornite dai dentisti e dagli specialisti del settore, sono quelle di lavarsi bene e regolarmente i denti; utilizzare il filo interdentale; effettuare una visita dal proprio dentista ogni sei mesi con pulizia regolare dei denti; evitare cibi zuccherati e sigarette; evitare uno stile di vita sedentario. Queste forme precauzionali servono a combattere il formarsi della placca, il nemico numero uno dei denti, perchè attacca lo smalto provocando infezioni e sintomi come dolore, fastidi, ipersensibilità al caldo e al freddo, carie, fenomeni di parodontite deleteri per la salute dei denti e del cavo orale.

Ma perchè la carie provoca problemi al cuore?

Gli acidi che attaccano i denti, provenienti dai cibi che vengono ingeriti, sono molto nocivi perchè contengono batteri e germi che, in caso di aumento eccessivo, possono provocare fenomemeni di parodontite; durante questo processo viene prodotta la glicoproteina plasmatica che ha la funzione di favorire la coagulazione del sangue. Quindi attraverso l’aumento delle piastrine e della loro aggregazione vi è la possibile formazione di coaguli e quindi la manifestaionze di infarti e ictus.

In parole povere, quando vi è in atto un processo di carie dentale e non viene fatto nulla, la carie arriva fino alla radice del dente, al nervo e alla polpa, che è formata da vasi sanguigni. E’ in quel momento che i batteri si inseriscono nel sangue attaccando varie parti dell’organismo. Quindi i batteri possono raggiungere il cuore, così come possono raggiungere le tonsille, gli occhi, il polmoni e non solo. Di conseguenza vi è l’insorgere di gengiviti, problemi al cuore, congiuntiviti, ecc…

Prevenzione e igiene al primo posto

Morale della favola bisogna aver cura dei propri denti con visite almeno una volta l’anno da un dentista di fiducia professionale e competente, e consigliato rivolgersi a un centro Impladent che può fornire consulenza a 360° garantendo soluzioni tempestive grazie all’attrezzature moderne e tecnologiche e a un team di professionisti al servizio del paziente sette giorni su sette, quindi anche di domenica.

Meglio agire subito all’insorgere di dolori o sintomi prima che l’infezione si propaghi nell’organismo. Ciò vale sia per i bambini che per gli adulti e gli anziani in egual misura. L’igiene e la prevenzione sono sempre al primo posto per evitare problemi gravi che potevano essere bloccati ancor prima del loro insorgere.

EcoSlim funziona?

Brucia grassi naturale? Cosa significa e cosa comporta l’assunzione di EcoSlim? Una recensione chiarirà ogni dubbio su questo integratore sponsorizzato in diverse pubblicità anche online.

Cos’è EcoSlim

EcoSlim è un integratore alimentare formulato prevalentemente con le Vitamine del Gruppo B, questo genere di Vitamine sostengono e aiutano a promuovere la scissione dei grassi che si trovano nell’organismo.
Nella combinazione (Ingredienti) si trovano:

  • estratto di guaranà
  • taurina
  • caffeina

quest’ultima è capace di sciogliere i depositi di grasso delle aree che presentano maggiori problematiche, e EcoSlim agisce inoltre in pochi giorni consentendo un progressivo e costante calo del peso.
EcoSlim, nella sua formulazione come accennato precedentemente, risulta essere naturale al 100% il che lo rende un prodotto molto sicuro e assente in controindicazioni, si tratta quindi di una valida alternativa a integratori con ingredienti chimici che intossicano e sovente tendono ad affaticare diversi organi, questa seconda tipologia di integratori inoltre nella maggior parte dei casi portano più svantaggi che vantaggi rispetto all’obiettivo che ci si pone, e la salute deve sempre essere messa al primo posto.
Gli Ingredienti e gli effetti di EcoSlim
La lista degli ingredienti e la loro azione potenziale sull’organismo di chi assume EcoSlim:

  • Caffeina: è come noto un Alcaloide e il suo effetto è generalmente stimolante sull’organismo. La caffeina stimola il rilascio dell’adrenalina e della noradrenalina, è un naturale acceleratore del metabolismo in virtù dell’azione che svolgono le catecolamine, infine ha una funzione diuretica.
  • Vitamine del gruppo B: presenti in EcoSlim le Vitamine В2, В5, В6, В8 e В12 tutte vitamine estremamente efficaci nella lotta gli accumuli di grasso. Vitamina B2: normalizza il livello degli ormoni; Vitamina B6: regolatrice del metabolismo e rafforzante per unghie e capelli; Vitamina B12: potenziante del metabolismo; Vitamina B5: aiuta nel processo di scissione di carboidrati e grassi; Vitamina B8: è regolatrice dell’apparato gastrointestinale andando a ridurre i livelli di colesterolo.
  • Estratto di Coleus Forskohlii: un eccellente brucia grassi che aiuta a favorisce la perdita di peso in eccesso e assieme a ciò svolge un azione antinfiammatoria e antidepressiva.
  • Acido succinico: questo è un acido carbossilico che si trova nella frutta e nella verdura. Ha il compito di stimolare il funzionamento del sistema immunitario, aumentando la resistenza nei confronti delle infezioni, inoltre svolge un effetto antinfiammatorio e aiuta ad eliminare le tossine che si trovano nel fegato.
  • L Carnitina: sostanza capace di aiutare ad eliminare le adiposità localizzate contrastando la formazione stessa di adipe. Viene utilizzata spesso da coloro che praticano sport, perché è capace di aumentare la perdita di peso senza danneggiare la massa muscolare faticosamente conquistata.
  • Estratto di Guaranà: di cui si è accennato in precedenza, questo estratto riesce ad accelerare il metabolismo, aumentando il consumo di calorie. Migliora le prestazioni e aiuta a smaltire il peso in eccesso aumentando la combustione delle calorie.
  • Chitosano: derivato della chitina, una sostanza che si trova nel guscio dei crostacei e che è capace di abbassare il livello del colesterolo e della glicemia.
  • Estratto di alghe Fucus: capaci di apportare un miglioramento della circolazione linfatica, stimolando il rinnovamento delle cellule e andando a ridurre il senso di fame grazie ai minerali presenti in essa.

Sigarette elettroniche: un ausilio per smettere di fumare

Contrariamente a quanto si ritiene in Italia le sigarette elettroniche non sono dannose per la salute, se utilizzate in modo corretto. Anzi, possono addirittura essere usate come ausilio per smettere di fumare. Questo assunto, ormai accertato da alcune ricerche ed accettato in modo quasi universale da tanti esperti del settore, ha portato alcuni centri per il controllo del fumo del Regno Unito a proporre ai loro assistiti un rimborso sulle spese sostenute per acquistare la sigaretta elettronica.

La sigaretta elettronica e il fumo

Sono diversi gli Stati in cui si considera la sigaretta elettronica un buon metodo per smettere di fumare. Del resto il suo utilizzo è molto simile al classico fumo di sigaretta tradizionale, senza la parte nociva della questione. Mentre con una sigaretta elettronica infatti si inalano delle sostanze modificate dalla combustione, che le rende cancerogene e dannosissime per la salute, quando si svapa si inala del vapore. I fluidi appositamente preparati sono semplicemente riscaldati e vaporizzati, senza quindi produrre sostanze nocive per la salute del sistema respiratorio. Nonostante questa maggiore salubrità, lo svapo simula il fumo per molti versi, sia per quanto riguarda il gesto di tenere la sigaretta in mano, o tra le labbra, sia per quanto riguarda l’assunzione di nicotina o l’inalazione dei vapori caldi, che con il loro aroma colpiscono il gusto e l’olfatto. Questo consente di sostituire le due abitudini: abbandonare quella dannosa per acquisire quella molto meno pericolosa per la salute nostra e di chi ci sta intorno.

Cosa avviene nel Regno Unito

Visti questi fatti, nel Regno Unito da tempo si invoglia i fumatori incalliti all’uso della sigaretta elettronica come sostituto del fumo, per riuscire a smettere di fumare in modo definitivo. Inoltre, alcuni centri per il controllo del fumo propongono ai loro assistititi un voucher – del valore di 25 euro – da utilizzare per l’acquisto di una sigaretta elettronica. Fatti molto diversi da quanto avviene nel nostro Paese, dove l’uso delle sigarette elettroniche viene osteggiato da più parti. L’ultima novità è una tassa da pagare ogni volta in cui si acquista un fluido per sigaretta elettronica, anche di quelli totalmente privi di nicotina. Inoltre nel nostro Paese le sigarette elettroniche e i fluidi non possono essere venduti da chiunque, è necessario avere apposita autorizzazione ministeriale.

I fluidi per la sigaretta

La norma è tanto iniqua quanto di difficile applicazione. La tassazione viene infatti imposta solo sui fluidi per lo svapo miscelati e pronti da utilizzare, non sulle materie prime per prepararli. Questo significa che qualsiasi svapatore può procurarsi con facilità gli ingredienti per preparare il suo fluido preferito, aromatizzandolo come preferisce. Tali fluidi sono infatti costituiti quasi interamente da sostanze utilizzate nell’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica. Sono quindi disponibili nei negozi che vendono materie prime per questo tipo di industrie, così come in farmacia. L’unico ingrediente complesso da trovare è la nicotina, ma online e nei negozi specializzati sono disponibili basi per lo svapo con diverso contenuto di questa sostanza.