Il percorso da intraprendere per la cessione di un attività commerciale

Quando un imprenditore decide che è giunto il momento di cedere la propria attività commerciale, i passaggi da seguire sono parecchi e la strada non sempre è tutta in discesa.

La cessione di un’azienda non è altro un processo la quale l’imprenditore cede a terzi la sua attività commerciale, tutta o in parte.

Ai sensi dell’ articolo 2555 del codice civile l’azienda viene rappresentata come: “un complesso organizzato di beni a disposizione dell’imprenditore per l’esercizio della sua impresa”

Il primo passo per l’imprenditore: stimare il valore della propria azienda

Il primo passo che l’imprenditore deve intraprendere è di stimare il valore di mercato.

Il valore di mercato è rappresentato dalle consistenze iscritte nello Stato Patrimoniale sommate all’avviamento commerciale, in poche parole: il maggior valore attribuibile al complesso aziendale rispetto alla somma dei valori di mercato dei beni che lo compongono.

Possiamo quindi dire che l’azienda che sta per essere ceduta non è altro che un complesso di beni materiali, che non vengono organizzati e collegati tra loro e questo aumenta il valore dello stabilimento.

L’avviamento commerciale è quindi la capacità dell’azienda di produrre reddito che a sua volta dovrà essere stimato in sede di cessione.

Acquirente e venditore, quali sono gli obblighi da rispettare

Una volta che il valore dell’azienda sarà stato deciso e una volta che l’acquirente è stato trovato, l’atto di cessione dovrà essere obbligatoriamente redatto per iscritto.

L’atto così redatto sarà opponibile a terzi e dovrà essere annotato al Registro delle imprese entro e non oltre i trenta giorni dalla firma.

A seguito del contratto di cessione dell’azienda nasceranno una serie di obblighi sia da parte dell’acquirente sia da parte del venditore.

Acquirente:

l’obbligo principale dell’acquirente è quello di saldare l’importo di acquisto nel momento della stipulazione dell’atto notarile, però possono essere presi accordi diversi tra le parti, in caso di richiesta potrebbe autorizzare il venditore a permanere nell’immobile ceduto o di ritardarne il trasferimento, in questo caso è anche possibile che l’acquirente decida di non saldare interamente il prezzo di vendita.

Potrebbe invece avvenire che il pagamento avvenga integralmente ma senza consegna, specificando una concessione al venditore di un termine ultimo per il rilascio dell’immobile.

Potrebbero essere previste penali nel caso in cui il venditore non rispettasse i tempi di consegna stabiliti.

Venditore:

in questo caso, l’obbligo principale è quello di consegnare l’immobile nel momento dell’avvenuto pagamento.

L’immobile deve essere consegnato libero da persone o cose (a meno che non ci siano stati accordi) nel momento della stipulazione del contratto di compravendita.

Una scelta poco consigliata è quella di far entrare l’acquirente prima del vero e proprio passaggio di proprietà, anche se essendo ancora il proprietario dell’azienda in caso di qualche tragedia o problema sarà lui a rispondere sia dal punto civile che dal punto penale, amministrativo e fiscale,

il venditore ha l’obbligo di consegnare a chi decide di prendere in carico la sua azienda tutti i titoli dell’immobile, nonché la sua completa liberta da ipoteche, pignoramenti e ogni altro genere di vincoli o limitazioni.

Il venditore ha infine l’obbligo di comunicare con apposito modulo all’autorità locale della polizia di stato, entro 48 ore dalla consegna, la cessione della proprietà del fabbricato, indicando le generalità dell’acquirente.

Affidarsi ad un azienda professionista quando si decide di cedere la propria attività commerciale

Uno dei aspetti più importante in questo genere di pratiche è: a chi affidarsi?

Sicuramente di agenzie in questo settore ce ne sono a bizzeffe, ma non tutte sono adatte a te, i responsabili di Immobiliare2000, azienda specializzata nella vendita di attività commerciali ci hanno raccontato perché è importante affidarsi ad aziende specialiste:

Affidarsi ad aziende capaci di capire le esigenze del cliente non è per niente facile, ma un azienda specializzata deve essere in grado di soddisfare tutte le esigenze, garantendo ai propri clienti riservatezza, correttezza e professionalità.

Un’azienda in grado di fornire un adeguato supporto per quanto riguarda:

  • determinare l’esatto valore dell’azienda
  • individuare un acquirente serio ed affidabile

Consulenza strategica alle imprese: perché è richiesta

Uno degli aspetti che può essere utile alle aziende è quella di rivolgersi alla consulenza strategica alle imprese. Si tratta di qualcosa che ad oggi si considera essenziale per risolvere problematiche e dare impulso alla crescita del proprio lavoro. Siamo però di fronte a qualcosa di cui moltissime persone ne sanno davvero poco, addirittura qualcuno non ne conosce nemmeno l’esistenza. Nel nostro articolo andremo ad analizzare che cosa sia questo strumento, e perché sia davvero utile alle imprese, qualora si voglia approfondire ancora di più l’argomento è consigliato visitare il sito di questa società di cui vi lasciamo il link che si occupa dello sviluppo di consulenza strategica a Roma.

Consulenza strategica cosa è

Uno degli aspetti su cui va lavorare la consulenza strategica alle imprese, è quello di aiutare le aziende a creare valore nelle attività che svolge e allo stesso tempo nel creare quelle relazioni con il mercato di riferimento che sono necessarie per la crescita del proprio business.

Si può dire che la consulenza strategica alle imprese è quell’insieme di strumenti che i consulenti con esperienza mettono a disposizione delle aziende, per far sì che esse accelerino il processo di cambiamento e di crescita. Il consulente si deve porre un quesito fondamentale, che è quello su come far emergere un’impresa dalla massa e creare alla stessa una propria identità che sia originale e allo stesso tempo unica.

L’azienda dovrà essere pronta a fare i seguenti passi:

  • Trovare soluzioni veloci e concrete che siano anche originali.
  • Trovare soluzioni che non abbiano legami stretti con le dinamiche del passato.
  • Prendersi la responsabilità di cambiare e condividere le scelte con il resto del gruppo.
  • Avere una certa flessibilità nell’essere partner strategico del proprio settore lavorativo.
  • Rafforzare quello che è il rapporto di fiducia tra l’azienda e la sua clientela.

Consulenza strategica e marketing

La strategia dell’azienda è qualcosa di indispensabile al giorno d’oggi, quello di cui non si può fare a meno se si vuole fare un vero e proprio business di successo. La consulenza strategica di marketing è qualcosa che aiuta l’azienda su due aspetti fondamentali:

  • Identificazione dei problemi che impediscono all’azienda di aumentare il proprio fatturato.
  • Pianificazione di tutte le attività aziendali, che deve essere fatta in un’ottica specificamente strategica.

Quali sono gli step importanti della consulenza strategica alle imprese dedicata in particolare al marketing? Sono due, ed ecco quali sono:

  • Identificazione della criticità: prima di fare qualsiasi cosa, è necessario andare ad individuare tutte quelle situazioni critiche che possono essere causa di un intoppo nel sistema produttivo aziendale.
  • Consegna del piano operativo: comprese quali siano le problematiche si agirà in due fasi, la prima è quella di andare a lavorare in maniera capillare per risolvere queste criticità e arrivare ad un punto 0. La seconda fase è quella di preparare un piano strategico la cui finalità sia quella di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Questo piano può prevedere abbattimento dei costi, investimenti di denaro in borsa e molto altro.

Consulenza strategica prezzi

La consulenza strategica aziendale fatta da professionisti garantisce risultati eccellenti e sicuri, ma come si potrà immaginare ha un costo. Quanto si può spendere per un supporto all’azienda di questo tipo?

Bisogna premettere che i consulenti che si occupano di questo genere di attività si pagano a tariffa oraria, che varia chiaramente in base a tanti fattori, per cui non abbiamo la possibilità di stimare un costo standard. Inoltre, non tutte le aziende avranno necessità delle stesse ore per un processo completo di consulenza strategica e di marketing. Un dato che possiamo fornire è quello legato al fatto che trattandosi di un vero e proprio professionista, la tariffa per ogni ora di lavoro si aggira in media tra i 50 e i 60 euro.

Un consiglio è quello di stare attenti a chi propone cifre estremamente basse, perché la cifra ci aiuta a capire chi abbiamo di fronte, difficilmente un vero professionista qualificato chiede meno della cifra oraria che abbiamo indicato.

Hospitality experience design: perché è cosi importante?

Con la continua crescita dei servizi offerti e con le nuove sfide della ricezione alberghiera, oggi la gestione di un hotel è più complicata che in passato. Chi opera in questo settore, infatti, oggi deve porre maggiore attenzione a quelli che spesso sono considerati dei dettagli, come la costante e progressiva presenza sul web, lo studio di una specifica grafica del proprio sito internet, nonché un’attenta ricerca di mercato per riuscire a studiare ed erogare servizi migliori per i propri utenti.

La necessità di una maggiore attenzione a ogni area della propria struttura spinge gli albergatori ad affidarsi a professionisti che si occupano di servizi e consulenze specifiche, come l’hospitality experience designer, un’importante figura professionale che permette di analizzare i bisogni del cliente, capirne le reali disponibilità economiche, individuare i servizi desiderati e migliorare il proprio albergo (e relativo staff) per raggiungere gli obiettivi di crescita.

Quali sono le principali aree d’intervento dell’hospitality experience design

Per riuscire ad attrarre una clientela sempre più vasta e ottenere dei vantaggi economici concreti ci sono diversi interventi che il professionista dell’hospitality experience può attuare.

Innanzi tutto, il suo lavoro partirà da un necessario brainstorming (un’attività creativa che si basa sull’espressione e la condivisione di idee per la risoluzione di un problema), attività che combina praticità e creatività e permette di lavorare su determinati progetti volti a migliorare il posizionamento del brand della struttura sul mercato di riferimento.

Le principali aree d’intervento prevedono:

  • il miglioramento della presenza sul web, attraverso la creazione di un sito funzionale e di pagine social sui principali network;
  • la realizzazione di una nuova grafica per il proprio logo;
  • una rivisitazione, in base al target del cliente, dei vari prodotti e dei servizi offerti ;
  • un’attenta ricerca di mercato per capire i desideri principali dei clienti che raggiungono la località in cui si trova la struttura;
  • un lavoro sulla customer experience mediante una selezione più rigida del personale e relativa formazione;
  • l’attuazione di strategie di marketing diretto e indiretto per migliorare il numero di prenotazioni.

L’intervento su queste aree viene compiuto cercando di operare anche con creatività, rendendo così la struttura competitiva, diversa e migliore rispetto alla concorrenza presente nello stesso raggio di azione dell’hotel.

Inoltre, i professionisti di questo settore lavorano per ri-creare e ri-pensare i vari servizi, studiandoli in base alle esigenze del cliente. Affidarsi a esperti specializzati nel settore dell’hospitality experience design è un modo per riuscire a migliorare la struttura e formare un team che possa offrire al cliente un’esperienza indimenticabile sotto ogni punto di vista.

Grazie a questa strategia, il cliente saprà cosa aspettarsi dalla struttura già al momento della prenotazione, perché avrà consultato un sito web realistico e funzionale. Potrà poi constatare di persona la presenza e la qualità reale di ciò che è stato promesso, i servizi offerti e vivere al meglio l’esperienza che aveva immaginato. Al termine del suo soggiorno avrà l’occasione piacevole di  poter lasciare una recensione positiva sull’hotel e sulla sua esperienza.

Quali sono i principali vantaggi dell’Hospitality Experience Design

Scegliendo di migliorare i vari aspetti della propria struttura ricettiva e gestendo al meglio l’ospitalità del cliente con un programma specifico (ad esempio quello offerto dal servizio di hospitality experience design di GriffaConsulting.com) è possibile ottenere diversi vantaggi.

I principali prevedono la possibilità di:

  • realizzare un’esperienza completa ed emozionante per gli ospiti;
  • ottenere un team formato, efficiente e idoneo all’accoglienza dei clienti in target;
  • vedere un aumento dei profitti della struttura;
  • ottenere il miglioramento dell’efficienza dei servizi e del team;
  • crescere in modo costante e duraturo nel tempo;
  • rinforzare al meglio la propria identità come azienda, con la creazione di un brand forte;
  • riuscire a posizionarsi nella mente del cliente fidelizzandolo.

Grazie a tutti questi vantaggi, è possibile avere una struttura più produttiva, meglio organizzata e anche più semplice da gestire sotto ogni aspetto.

Rating di legalità vantaggio per l’impresa

Nell’articolo di oggi, parleremo di un argomento ampliamente discusso da svariate testate negli ultimi tempi, il cosi detto “Rating di Legalità”. Esso è un giudizio di solvibilità, che viene espresso da un soggetto esterno o indipendente, riguardo alla capacità che un’ azienda possa far fronte o meno ai propri debiti.

Il rating di legalità: che cos’è e perché richiederlo?

Il rating di legalità non è altro che un attestato che viene rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato a tutte le imprese che rispettano le norme vigenti sulla legalità e quindi sposano un approccio etico con il business.

Il rating prevede una classificazione che può variare da una a tre stelle.

L’ente preposto a dare questa valutazione sarà l’autorità che in base alla dichiarazione delle aziende ma saranno previste delle verifiche molto approfondite con il controllo di tutti i dati in possesso delle stesse.

Per richiedere il documento di Rating di legalità è sufficiente recarsi nell’apposito sito web www.ratinglegalita.eu

Per potersi guadagnare la prima stella le aziende devono soddisfare i seguenti requisiti:

Gli imprenditori e tutti i soci dell’azienda non devono avere nessun precedente penale, non devono avere né condanne o aver subito patteggiamento attraverso i tribunali. Nel biennio l’impresa inoltre non deve aver subito ulteriori condanne per illeciti gravi per l’ambito dell’antitrust o per pratiche commerciali del tutto scorrette o non aver rispettato le norme di sicurezza sulla salute dei lavoratori sul posto di lavoro. Sempre nel biennio, di non aver subito accertamenti tributari quindi che non ci siano imbrogli sulla paga dei lavoratori. Non deve essere stata nemmeno sanzionata quindi dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. I pagamenti effettuati attraverso le transizioni dall’azienda non dovranno avere un ammontare superiore alla cifra di 1.000 euro. Inoltre, l’impresa potrà incrementare notevolmente il proprio punteggio in base ai comportamenti virtuosi che rispettino sempre del tutto la legalità. Ogni comportamento verrà segnato con l’apposito segno “+”, con tre “+” verrà assegnata una stella. Il massimo numero di stelle è tre. Per poter incrementare le stelle c’è bisogno di alcuni accorgimenti:

Il rispetto di protocolli della legalità sottoscritti al Mistero dell’interno.

Utilizzo dei sistemi di tracciabilità di tutti i tipi di pagamenti, anche di quelli non previsti per legge.
Previsione di clausole di mediazione del tutto non obbligatorie per leggi, oppure all’autoregolamentazione delle associazioni di categoria.
L’adozione del modello 231 che ne espliciti il controllo di conformità dell’azienda.  L’iscrizione alla white list per fornitori e servizi non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa.
Adottare diversi modelli organizzativi per la prevenzione ed il controllo delle corruzioni. Ma adesso entriamo più nello specifico e capire quali sono i vantaggi per un’azienda di ottenere il rating.

Quali sono i vantaggi del Rating

Partiamo dal primo vantaggio, che non è da sottovalutare, è il valore etico del Rating di Legalità. In questo caso rafforza notevolmente l’immagine dell’azienda determinando così un miglior posizionamento sul mercato. Di conseguenza ha
un’influenza diretta sull’azienda e su tutta la clientela. Il secondo vantaggio riguarda le agevolazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Tenendo conto del Rating offrono
un’ulteriore agevolazione in graduatoria.

Il terzo vantaggio, invece riguarda le banche, nel possesso dell’istruttoria per la concessione dei finanziamenti che tengono in considerazione il Rating dell’impresa.
L’attribuzione del rating verrà valorizzato ai fini di una riduzione dei tempi sia di istruttoria, dei costi, della determinazione condizioni economiche e di erogazione. Passiamo adesso al quarto ed ultimo vantaggio, il quale rappresenta il codice degli appalti. Ove è previsto un premio per tutte le imprese che hanno rispettato il rating di legalità. Tale attribuzione renderà l’impresa un elemento di scelta tra le aziende concorrenti esistenti. Le amministrazioni giudicatrici prevedono che nel bando di gara, che sia nell’avviso o nell’invito, quali siano i criteri premiali che si intendano applicare nella valutazione dell’offerta. Garantendo così all’azienda una notevole importanza dal punto di vista qualitativo.

Per le aziende ottenere il Rating di legalità rappresenta un ottima opportunità per poter migliorare notevolmente la propria immagine sul mercato, ma non solo. Permette altresì di ottenere numerevoli vantaggi competitivi, sia sul mercato nazionale che su quello internazionale. Oggi sono oltre 2100 le imprese che hanno il rating.

Quali sono le caratteristiche per ottenere il Rating

Le caratteristiche che un’azienda deve avere per poter richiedere ed usufruire del rating sono le seguenti:

  • avere una sede operativa sul territorio italiano
  • avere un fatturato minimo di due milioni di euro
  • essere iscritta nel Registro delle Imprese almeno da due anni

Una volta verificato che l’azienda possiede i requisiti richiesti, si può procedere alla compilazione dell’apposito modulo, il quale va redatto in ogni sua parte, in maniera corretta. Solitamente è consigliato affidarsi ad esperti nel settore per la compilazione del documento di richiesta del rating.
Il rating di legalità si richiede come specificato in precedenza attraverso il sito www.ratinglegalita.eu, ha valore di 2 anni a partire dalla data di emissone dello stesso. Può essere rinnovato su richiesta.
Al tal proposito è possibile visitare il sito dove sono inserite tutte le aziende che hanno ottenuto questo attestato potranno consultare il sito ufficiale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Fatturazione elettronica: prepararsi per tempo per evitare le multe

A partire dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica diventerà una realtà diffusa anche nel nostro Paese. Entro tale termine infatti per aziende e privati entrerà in vigore l’obbligo di utilizzare la fattura elettronica in ogni situazione. Ad oggi tale obbligo vige solo per le aziende che devono fatturare verso la Pubblica Amministrazione.

Le multe
Insieme con l’obbligo di utilizzare la fattura elettronica ovviamente sono già state delineate le sanzioni per coloro che non utilizzeranno il documento in formato idoneo. Chi, dal 1° gennaio 2019, dovesse continuare ad emettere fatture in formato cartaceo, evitando di inviarne una copia elettronica tramite il sistema di interscambio, incorrerà in una sanzione pari ad una cifra che va dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile che non è stato documentato in modo corretto, secondo la legge. Tale sanzione invece va da 250 a 2.000 euro nel caso in cui il tributo sia stato comunque correttamente liquidato. In pratica la legislazione considera il mancato utilizzo del nuovo strumento come una mancata fatturazione, un’omissione di documentazione.

Per il primo anno
Si deve comunque considerare che da più parti si sta parlando delle varie problematiche che interesseranno l’avio dell’utilizzo della fattura elettronica. Per molte aziende, soprattutto quelle di ridotte dimensioni, introdurre un nuovo modo di fatturazione può essere un compito arduo da eseguire. Per questo motivo i legislatori, consci delle problematiche che si attueranno, hanno dichiarato che in caso di invio della fattura elettronica in leggero ritardo rispetto all’effettiva transazione di beni o servizi non ci sarà alcun tipo di sanzione. In pratica sarà possibile utilizzare la fattura elettronica entro un periodo di tempo di qualche giorno, indicato come minimo ritardo, senza che questo provochi alcun tipo di violazione punibile, sempre che tale ritardo non pregiudichi la corretta liquidazione delle imposte.

Come prepararsi alla fatturazione elettronica
Visto che la fatturazione elettronica interesserà un’ampia fetta delle aziende oggi operanti nel nostro Paese, conviene a tutti cominciare subito ad utilizzare tale strumento. Per altro il sistema di interscambio e i servizi necessari alla fatturazione elettronica realizzati dall’Agenzia delle Entrate sono già perfettamente funzionanti. Una qualsiasi azienda potrà quindi cominciare sin da subito ad utilizzare strumenti adatti a creare fatture in formato XML, sfruttando programmi come Agyo fatturazione di Team System. Si tratta infatti di strumenti molto facili da utilizzare, che portano a notevoli vantaggi per tutti coloro che li utilizzano. Le fatture infatti potranno essere compilate in tempi minimi, inviate al cliente tramite il sistema di interscambio e salvate sul cloud o sul server aziendale, risparmiando ovviamente lo spazio oggi dedicato a questa pratica.

Fattura elettronica non per tutti
Conviene comunque ricordare che nelle ultime settimane si parla di limitare l’obbligo della fatturazione elettronica solo ad alcune tipologie di aziende, evitandolo ad esempio a chi sceglie il regime dei minimi. Nonostante questo, una volta a regime la fatturazione elettronica risulta uno strumento pratico e comodo, in qualsiasi transazione, cosa su cui conviene fare qualche valutazione prima di decidere di non utilizzarla.

Fattura elettronica: come si crea, come si compila, come si invia

La fattura elettronica in formato XML è obbligatoria, a partire da luglio 2018 per tutte le aziende che trattano cessione di carburanti (benzina e gasolio per il 2018 e tutte le altre da gennaio 2019).
Le aziende dovranno inviarle in formato elettronico ai loro clienti, lo stesso si dica per quelle ricevute dai loro fornitori.

Come si invia la fattura elettronica?
Bisogna innanzi tutto prepararla in formato XML, quindi, i dati che normalmente si trovano su fatture stampate o in PDF, devono essere predisposte per il formato corretto.
La fattura deve essere firmata digitalmente, passaggio che la rende a tutti gli effetti una fattura elettronica e successivamente inviata allo SDI, dal quale viene inoltrata ai clienti.
Il compito dello SDI non è solo quello d'inviare le fatture, ma anche quello di fare alcune verifiche e controlli, riportando eventuali errori come la mancata consegna e l'errato invio.
Il linguaggio XML non è molto agevole nell'utilizzo, ragione per la quale la preparazione di una fattura in tale formato potrebbe risultare macchinoso a causa della formattazione dei dati da rispettare, il numero di campi da compilare alcuni dei quali obbligatori e altri invece opzionali.

Come si crea una fattura in XML?
Viste le non poche difficoltà, per realizzare facilmente i file XML delle varie fatture, si può ricorrere a una procedura nativa AS400 che converte in maniera automatica un file a campi sequenziali, in un formato XML conforme alla normativa dell'Agenzia delle Entrate.

Qual è la procedura per il passaggio al formato XML?
Con la procedura nativa AS400 (XMLFatt) convertire una fattura nel formato XML richiede solo due passaggi:

1. Predisposizione dei dati in un file AS400.
L'AS400 è un file semplice sequenziale multicampo che contiene le informazioni, se non complete, quantomeno basilari per produrre il file XML. Basta preparare una procedura che, tramite la lettura degli archivi del proprio database, riassume i dati delle fatture che sono state emesse o ricevute.
Invece che compilare un complesso file XML, basta redigere un file sequenziale a campi con le informazioni base per semplificare l'operazione. In alternativa, si può creare il file XML utilizzando un modulo ExtractXML, il quale genera il file XML partendo dalla sorgente AS400.
Si possono attivare funzioni di controllo dei dati inseriti e di tutti i contenuti, così che l'utente può verificare la correttezza dei dati in preparazione.
XMLFatt può anche importare XML già esistenti nel caso in cui l'azienda possieda già una procedura per la creazioni di questi file, per seguire i passaggi d'invio, storage e controllo.

2. Per la conversione in file XML si esegue la procedura nativa AS400.
Questo programma si occupa di tutti i passaggi nei quali avviene la conversione dei dati, dando come risultato un file XML conforme agli standard stabiliti dalla normativa dell'Agenzia delle Entrate. Questa poi, viene spedito tramite FTP, oppure esportato sull'IFS e conservato in archivi per AS400 per la storicizzazione.

La fattura elettronica creata, dopo essere stata firmata in digitale, può quindi essere inviata allo SDI per l'inoltro al cliente, oppure essere inserita all'interno di una rete aziendale o inoltrata a un servizio Cloud esterno.

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Missione lavoro: che cosa serve per aprire un bar

Aprire un proprio locale è il sogno di tantissimi. C’è chi lo cova da sempre e chi è arrivato a questa conclusione dopo un susseguirsi di mestieri vari. Indipendentemente dal perché, avviare un’attività porta con sé un ensemble enorme di sensazioni, richieste e timori.

Questo avviene prima di tutto perché è molto difficile poter stimare quale sarà l’andamento del locale, nonostante le speranze e la voglia di fare, aprire un bar è sempre una bella incognita che grave sulle spalle di chi decide di compiere questa grande avventura. Non vogliamo assolutamente sconfortarti, anzi, siamo qui per vedere insieme i passi da seguire per avviare un’attività commerciale alimentare.

I requisiti per aprire un bar

Ci siamo, se ti trovi qui probabilmente vuoi dare vita a qualcosa di tuo, un bar, un locale o un ristorante, magari un home restaurant che va tanto per la maggiore in questo periodo. Ecco i primi step da compiere per evitare di sbagliare (oltre alla lettura ti consigliamo anche di chiedere il supporto di esperti del settore, saranno al tuo fianco per ogni fase del progetto!).

  1. Assicurati di godere di tutti i diritti legali.

La prima cosa su cui devi accertarti, come titolare dell’attività che vuoi aprire, è di essere in possesso delle qualità da proprietario: devi avere un’età superiore ai 18 anni, almeno un diploma di scuola media superiore, aver frequentato il corso ex rec per la somministrazione di alimenti e bevande.

  1. Individua bene la struttura del locale.

Quando inizi a dare un’occhiata alle possibili location, che si tratti di affitto, gestione oppure acquisto, devi assicurarti che si tratti di locali con una destinazione d’uso commerciale riconosciuta. Tieni a mente che ogni attività ha bisogno di strutture specifiche, con requisiti imprescindibili.

  1. Non dimenticare i vincoli urbanistici.

Ogni città ha delle vincoli urbanistici e regole ben precise per quanto riguarda l’apertura di attività commerciali. Risulta, quindi, fondamentale chiedere aiuto ad una società di consulenza, che opera nel campo e che ha un’esperienza tale da starti accanto sempre.

+1. Porta sempre con te tanta forza di volontà.

Come abbiamo detto prima, non importa se il bar è il sogno di una vita oppure un’ambizione recente, non potrai mai lavorare in questo campo se non ci metti sacrificio. Sebbene ogni mestiere richiede sudore e impegno, aprire un’attività alimentare implica tanti altri fattori: orari stancanti, rapporto continuato con la clientela, possesso di numerose licenze e aggiornamenti in fatto di HACCP e somministrazione degli alimenti.

L’importanza della SCIA

Hai trovato il posto perfetto, hai a disposizione i fondi necessari per l’avviamento, hai fatto anche incetta di costanza e buona volontà, non ti resta che compiere il primo passo pratico verso l’apertura del tuo bar: la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Come avviene per qualsiasi tipologia di locali commerciali, dovrai segnalare l’inizio della tua attività all’ASL della città di riferimento e alle autorità competenti. Parliamo di un documento di autocertificazione che tu, come titolare, dovrai compilare con le caratteristiche del bar e in cui specificherai di possedere tutti i requisiti necessari.

La SCIA raggruppa i dati anagrafici tuoi e della tua azienda; gli allegati sanitari; la relazione tecnica e la planimetria del locale, che confermano le regolarità dell’immobile; i certificati del locale e tue le certificazioni.

Non dimenticare l’HACCP

Un ruolo importantissimo quando parliamo di somministrazione di cibi e bevande è rivestito dall’HACCP. In un bar, quanto in un ristorante, il contatto diretto con gli alimenti è continuo, ed ogni fase di manipolazione va seguita con la massima attenzione.

Non basta poi agire con riguardo. C’è bisogno anche di formazione, e questo vale tante per i responsabili che per gli addetti alla cucina e alla sala.

Fisco, novità in arrivo per le Partite Iva?

Mentre sullo sfondo resta sempre la questione legata alla flat tax che dovrebbe rivoluzionare l’assetto fiscale in Italia, un intervento molto più immediato potrebbe essere rappresentato dall’estensione del regime di forfait a un’ampia platea di Partite Iva: l’ipotesi viene anticipata dal Sole 24 Ore, che racconta anche i dettagli di questa operazione su cui sta ragionando il Governo.

Il regime forfettario

Il blog di Danea, uno dei riferimenti più apprezzati dai professionisti del settore, ricorda che il regime forfettario 2018 è l’unico regime agevolato presente nel sistema fiscale del nostro Paese, e può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività che dai soggetti già in attività, se rispondono a determinati requisiti: tra i principali, un tetto alle spese per lavoro dipendente e assimilati, un massimale per il costo complessivo per l’acquisto di beni strutturali e soprattutto un limite per ricavi e compensi.

Requisiti e vantaggi

Proprio quest’ultimo è il criterio maggiormente dirimente, perché stabilisce che, in base all’attività esercitata, il libero professionista possa beneficiare del sistema agevolato solo se rientra in un tetto massimo che va da 25 mila a 50 mila euro di reddito. Il vantaggio concreto per questa platea, che secondo l’indagine del noto quotidiano economico è composta da circa 700 mila Partite Iva, è la tassazione sostituiva con aliquota al 15 per cento, che “ingloba” oltre alle addizionali Irpef anche l’Irap e non prevede l’applicazione di Iva, consentendo ai forfettari di non liquidare l’imposta e di essere esonerati dai principali adempimenti connessi.

Una misura per quasi mezzo milione di persone

Nello specifico, soltanto nel 2017 quasi il 40 per cento di chi ha aperto una partita Iva ha scelto il regime agevolato, vale a dire poco più di 182 mila tra ditte e autonomi di nuova costituzione; inoltre, a differenza da altri sistemi precedenti, il forfettario consente anche di entrare in corso, sempre nel rispetto delle condizioni previste, e si rivela perciò particolarmente interessante.

La nuova mossa del Governo

Come dicevamo, il Governo starebbe studiando una estensione della misura attraverso un pacchetto dedicato alle partite Iva, progettando l’innalzamento (a quanto si apprende da fonti giornalistiche, in modo sensibile) dell’asticella di ricavi e compensi che consentono di sfruttare il regime vantaggioso, e che andrebbe oltre l’attuale autorizzazione comunitaria a prevedere regimi speciali per i soggetti Iva, che si ferma a 65mila euro. In dettaglio, si parla di un tetto a 100 mila euro, con il via libera decisivo di Bruxelles, con requisiti ancora da definire al meglio.

Estensione per altre 500 mila partite Iva

Stando alle indiscrezioni, e sulla base delle attuali statistiche fiscali, il Sole 24 Ore ha provato a simulare l’impatto della misura: “restringendo il campo ai soli professionisti e considerando le classi di volume d’affari”, i potenziali interessati potrebbero essere almeno tra 500 mila e 550 mila, nuovi beneficiari di questo forfait a maglie larghe. È chiaro che, oltre alla valutazione comunitaria, la “partita” si gioca anche nella ricerca delle coperture, perché un tale provvedimento necessita almeno di 800 milioni di euro.

Interventi contro il sommerso

Non è la prima volta che questo tema finisce al centro delle speculazioni mediatiche e, soprattutto, dell’attenzione del Governo: già agli inizi dello scorso mese la vice presidente della Camera, Mara Carfagna, aveva parlato di una proposta per estendere il “regime dei Minimi con flat tax al 15% per i professionisti, i precari, i free-lance e le altre tipologie di partite IVA, portando il limite di reddito da 30.000 euro annui a 50.000 euro, con una fascia di uscita graduale sino a 55.000 euro”. Un intervento che, secondo Carfagna, “favorirebbe la crescita dimensionale, scoraggerebbe il sommerso e semplificherebbe gli adempimenti burocratici-fiscali per una fascia più ampia di lavoratori autonomi”.