Aprire un negozio di sigarette elettroniche online: quali passi fare

Il boom dei negozi di sigarette elettroniche è scoppiato nel 2012, e dopo di che è stato seguito da una regolamentazione molto severa che ha portato alcune attività a chiudere. A prescindere dalla diatriba sulla sicurezza o meno delle e-cig, ancora oggi aprire un negozio (magari online) di sigarette elettroniche può comportare ottime possibilità di business e di vantaggi: sono milioni nel mondo, e molte in Italia, le persone che hanno optato per questa soluzione per limitare i danni alla salute e cambiare modo di assumere nicotina. Molte le persone che acquistano online, in modo facile, veloce, sicuro: e spesso anche avendo la possibilità di risparmiare e di fare acquisti comodamente, senza muoversi da casa.

Se quindi volete aprire un sigarette elettroniche online, e un e-commerce di conseguenza, sappiate che sono tanti i punti positivi di una simile scelta.

Infatti un e-commerce è una soluzione più economica rispetto ad un negozio fisico, che rende più palpabile il sogno dell’imprenditoria a tutti.

Aprire un negozio online di sigarette elettroniche e magari diventare degli e-commerce affermati come il noto smo-kingshop.it è un sogno che è alla portata di tutti.

Ma come si apre un negozio online di sigarette elettroniche, cosa si può vendere e che cosa no? Bisogna conoscere le leggi per muoversi con sicurezza in questo mondo.

 Cosa sapere sulla legge sulle sigarette elettroniche

La legge sulle sigarette elettroniche impedisce di vendere prodotti con nicotina sui negozi online. Di conseguenza, non è possibile per un e-commerce vendere gli e-liquid online. Ci vuole quindi un negozio con abilitazione – e fisico – per vendere e-liquid.

Una legge del 2019 ha infatti introdotto l’obbligo di un deposito fiscale autorizzato per la vendita di liquidi online, ma ha anche abbassato le tasse, rendendo quindi più agevole la loro vendita. Ci son quindi nuove opportunità per chi vende sigarette elettroniche online, a patto di saperle sfruttare. Ma non importa: un e-commerce di sigarette elettroniche può comunque vendere le sigarette elettroniche e anche tutti i componenti elettronici che possono essere utili per svapare.

 Come aprire il negozio online e quali sono i suoi vantaggi

Per aprire un negozio di sigarette elettroniche online bisogna comunque tenere conto di spese necessarie.

Bisogna implementare un e-commerce, e si ha quindi bisogno di un team esperto nella creazione di siti ad hoc, utili per poter creare un’attività perfetta per le proprie esigenze.

Non solo: serve anche un fornitore che sia affidabile, per seguire al meglio non solo la fase della vendita, ma anche quella post vendita (resi, cambi e via dicendo). Anche per un negozio online di sigarette elettroniche serve un posto dove stoccare la merce, per poterla conservare in modo sicuro. Basta anche un piccolo magazzino.

I costi per avviare un e-commerce di sigarette elettroniche sono più limitati di quelli necessari per un negozio fisico. Il sito costa dai 2-3mila euro in su, più l’acquisto della merce ed il servizio di spedizioni che deve essere molto efficiente per garantire la soddisfazione del cliente. Insomma, un e-commerce di sigarette elettroniche può comportare diversi vantaggi, anche rispetto al classico negozio fisico: nel complesso ci sono sicuramente meno costi da affrontare come quelli dell’affitto e dell’idoneità del locale, c’è anche una maggiore facilità di avvio del mestiere, maggiore semplicità. Tuttavia non bisogna sottovalutare la responsabilità di questo business, sia nel garantire un ottimo servizio ai clienti, sia nel rispettare tutte le normative necessarie comprese quelle fiscali (vi consigliamo di rivolgervi ad un commercialista per conoscere meglio come regolarizzare la posizione fiscale se intendete aprire un negozio online per la vendita di sigarette elettroniche).

Dirette streaming e promozione di aziende nel post emergenza

Live streaming per promuovere un’ azienda superando i limiti dell’emergenza sanitaria

Il lungo periodo dell’emergenza sanitaria ha portato drammaticamente alla luce una serie di difficoltà dovute all’ impossibilità di riunirsi tra parecchie persone. Facilmente, alla ripresa delle attività, molte restrizioni verranno mantenute, pur se limitate

Tutto quanto è connesso al partecipare a eventi, fiere nazionali o internazionali, appare seriamente compromesso. Ogni intervento istituzionale volto ad internazionalizzare le imprese sarà certamente rivisto anche se attualmente si riduceva semplicemente a contributi per presenziare a fiere di settore. Le aziende dovranno rivolgersi alla tecnologia per continuare l’attività non solo comunicativa, ma anche quella concernente le vendite, l’assistenza e la formazione, dato che occorrerà ridurre viaggi e trasferte. E questo riguarda tutte le attività di presentazione aziendale in ambito internazionale

Dirette promozionali per il mondo delle Piccole e medie imprese

Streaming e trasmissioni live, interattive o no, su piattaforme apposite, dirette su Youtube e Facebook diverranno essenziali, o perlomeno molto più ambite di prima. Quando si presenta la necessità di e-learning e smartworking ci si avvale ormai di sistemi collaudati per condividere documenti e contenuti audio e video; ora è possibile ricorrere a questa tecnologia anche in determinati momenti della attività produttiva, come quelli precedenti e seguenti la vendita e il delivery di una macchina industriale

Diverranno efficaci le dirette streaming per mostrare come funziona un determinato sistema produttivo: le dirette, su Youtube e non, esclusivamente tecniche, avranno la stessa funzione di una dimostrazione in un open house

Non parliamo perciò di una diretta per riprendere, con webcam, cellulare o una o due camere, il commento del relatore a una presentazione PowerPoint, ma di perfette trasmissioni multicamera dotate di apposita regia, per mostrare, al pari di una demo, il funzionamento di un macchinario, non solamente dall’ esterno ma principalmente dall’interno.
Di tale tecnica di trasmissione in live streaming ci si avvaleva alle fiere evitando così lo spostamento del macchinario e raggiungendo un alto livello di interattività. Oggi la medesima tecnologia permette di esibire dal vivo e in tempo reale il funzionamento di una macchina

Dirette in streaming interattive

Se si opera con una diretta live streaming interattiva le operazioni di un macchinario vengono evidenziate con estrema chiarezza: grazie al collegamento tra due o più soggetti che dialogano a vicenda, è possibile rispondere a domande e fornire tutti i chiarimenti in modo puntuale.
Questa tecnologia ha già dato positivi risultati durante la presentazione ad un evento fieristico: in uno stand veniva mandata in diretta streaming una macchina in funzione da uno stabilimento, confrontata con quanto accadeva, su macchine simili, in altri impianti

Inoltre la diretta streaming si rivela interessante nell’ultima fase della vendita quando, nella azienda produttrice, la macchina è sottoposta al collaudo e funziona sotto il controllo attento dell’acquirente, che ha così modo di esaminarla e verificarla a fondo. Fino a ieri il cliente frequentava esposizioni di settore, ora la sua ricerca può essere agevolata dal live streamig interattivo

Ostacoli e impedimenti strutturali

Non mancano tuttavia difficoltà di esecuzione. Queste sono identiche sia per un live streaming su piattaforma apposita (cioè noleggiata per ogni singolo evento), che per una diretta sul canale YouTube dell’azienda o sulla pagina Facebook aziendale.

Fortunatamente esistono services e case di produzione esperti nel settore, e verosimilmente ne seguiranno altri. Bisogna disporre di regia multi camera, e soprattutto di operatori e personale tecnico avvezzo alla ripresa del funzionamento di mezzi meccanici. Non siamo nel campo della ripresa di fiere o di spettacoli. I macchinari in diretta pongono diversi ostacoli e criticità particolari.

Esistono delle limitazioni all’uso di questo procedimento?

Si è constatata durante il periodo di emergenza una prevedibile debolezza a della rete internet italiana. La trasmissione in streaming in HD richiede circa 10 Mbp in upload e lo stesso in download. Teoricamente non sono cifre impegnative, anche se non tutte le località sono adeguatamente coperte.
Si può fare ricorso ad aggregatori di banda: essi “assommano”tra loro i flussi dei dati di diverse linee. Se ne servono da parecchio le troupe sul campo per le trasmissioni in diretta streaming.
Ci sono anche validi router che uniscono tra loro tutte le connessioni internet presenti, simulando un’unica rete. Ma bisogna ricordare che, nello specifico, non è la velocità ad aumentare ma la banda, quindi il numero dei dati trasferibili; l’operazione avviene contemporaneamente su più linee suddividendo il carico.
Infine, a mali estremi, si ricorre al collegamento internet grazie alla connessione satellitare. Sicuro, efficiente ma costoso

Video 3D tecnici per industrie meccaniche e manifatturiere

Progettazione meccanica e animazione tridimensionale sono da sempre un binomio che, se ben sfruttato, può trasformarsi in strumento di marketing per le aziende manifatturiere e le industrie meccaniche.
Animazione 3D e visualizzazione di elementi tridimensionali aiutano a rendere comprensibili risultati di sviluppo e ricerca prevalentemente di carattere ingegneristico e tecnico.

Presentazioni aziendali per prodotti tecnologicamente complessi

Prima del rilascio di prodotti tecnologicamente sofisticati ci sono evidentemente studi particolarmente complessi. E questo vale, spesso, ancora di più per quei beni e servizi che all’apparenza risultano di immediato utilizzo. Anzi la semplicità di uso sovente presuppone un complesso meccanismo che non sempre è facile mostrare.

La conseguenza di questo è che le aziende produttrici incontrano maggiori difficoltà nella realizzazione di supporti destinati ad attività di video marketing. I settori in cui si assiste a questa tendenza sono quelli connessi all’intelligenza artificiale, alla robotica, all’ automazione, alle macchine utensili e al comparto di industria 4.0. Tutti settori in cui è più importante mostrare contenuti che non fare storytelling. E sono ambiti in cui proprio per mostrare funzionamento, dati e case history diventa utile impiegare video con parti virtuali e in 3d

Marketing industriale e animazione 3D per aziende manifatturiere

Quando si tratta di prodotti come un nuovo brevetto, un sistema robotizzato, una linea di montaggio, la principale richiesta di chi si occupa di comunicazione di impresa è poter visualizzare nell’immediato il risultato ottenibile grazie al funzionamento per mostrarne i vantaggi, e di conseguenza, trasformarlo, spesso nei casi di brevetti,  in vere e proprie opportunità economiche.
In questi casi le animazioni e i video 3D si rivelano uno tra gli strumenti più utili quando bisogna mostrare e spiegare complicati procedimenti meccanici, termici, chimici, o semplicemente teorici.

Ciò avviene in tutti quei casi in cui diventa laborioso se non impossibile servirsi di metodi tradizionali per filmare ciò che accade all’interno delle macchine, utensili e non. Al contrario, impiegando video in 3d e animazioni virtuali si possono mostrare le caratteristiche di uno strumento mentre questo è ancora in costruzione, o durante la fase progettuale.
Grazie poi alle possibilità di stampare in 3d i medesimi files, si riesce a mostrare ai potenziali clienti, de visu, in maniera tangibile parti meccaniche e il loro funzionamento. E’ una possibilità spesso sottovalutata e non ancora sfruttata appieno nel campo del marketing aziendale.

Come si arriva al video 3D partendo da un modello tridimensionale

Il lavoro inizia quasi sempre dal modello che nasce dentro al software di progettazione meccanica, quali Inventor, Solid Works o Catia; si sfrutta nella maggioranza dei casi il formato STL (Stereo Lithography Interface Format, acronimo di “Standard Triangulation Language). E’ un formato che può essere portato con relativa facilità in un programma di animazione 3D, perchè descrive le superfici mediante suddivisione in triangoli, indicando le coordinate spaziali di ciascun vertice.

Non è un’operazione nè lineare nè semplice perché spesso nei modelli nati per la progettazione sono presenti dettagli che risultano di ostacolo nella visualizzazione: questo perchè,  per la complessità intrinseca del modello progettuale, aumentano i tempi di calcolo in fase di rendering.  I modelli devono essere adattati e gli elementi riordinati per essere utilizzati con successo nei programmi che generano video in 3d. E’ un aspetto da considerare con attenzione nel campo della  lavorazione 3D e che è opportuno sia svolto a quattro mani tra il progettista e l’animatore

Nel sito di questo studio di animazione e video 3d si trovano un interessante calcolatore di tempi di rendering e delle risorse utili per scambiare files con uffici tecnici, oltre a tutorial per esportare dai principali programmi di progettazione meccanica.

La “resa” di un video 3d, cioè il rendering

Il rendering è il processo di calcolo tramite il quale si va a “restituire”, ovvero ricreare un’ immagine dal carattere più o meno realistico partendo da una descrizione matematica di uno o più elementi tridimensionali. Spesso lungo e dispendioso, tanto da sembrare un time lapse durante il quale le immagini nascono lentamente, una dopo l’altra,  il processo comporta calcoli complessi: questi individuano i colori dei pixel nell’immagine, simulando luci, ombre, dinamiche della luce e materiali. Ad esempio: un raggio di luce interagisce con un materiale. Questo rimbalza infinite volte, assumendo colori e generando aree ombreggiate. Più sono i rimbalzi, più elevato sarà il tempo di calcolo. E’ la tecnica definita come illuminazione globale, o global illumination.

Motivi per usare una Render farm

Cos’è una render farm? E’ un insieme di computer ad alte prestazioni il cui compito è fare rendering di immagini create al pc o CGI, oppure sequenze di immagini. In altre parole, le render farm offrono un’elevata potenza di calcolo per produrre video 3D.
Una volta terminato, il file di progetto, correttamente configurato, arriva alla render farm tramite plug-in all’interno del software, o via ftp. Qui si fa partire il rendering, distribuendo il lavoro nel proprio network di macchine.

Il rendering è il prezzo, spesso non indifferente, da pagare tra il lavoro e la consegna. E’ posto alla fine della pipeline di un video 3D, e purtroppo richiede più tempo di calcolo quanto più l’immagine debba apparire essere realistica o complessa. Nonostante il tempo che si sia speso per la fase di ottimizzazione del modello all’interno di un software nato per la progettazione meccanica, e gli sforzi di accelerare il tempo di calcolo della scena.

Ecco perchè quando si parla di costi di una render farm è più che mai vera questa frase: “Pagare per l’uso di una render farm è pagare per il tempo, e il tempo è un bene prezioso.”

Strategia d’impresa in sanità

Gestire una struttura sanitaria è alquanto complesso e proprio in virtù delle implicazioni coinvolte (la dimensione etica, umana, il contesto sanitario, ect) rende assolutamente necessaria una strategia che, supportata da una azione di consulenza strategica, favorisca  l’integrazione tra i servizi offerti, apporti efficacia ed efficienza nella gestione dell’offerta di salute ed ottimizzi la soddisfazione dei pazienti.

Per definire una strategia d’impresa occorre considerare questi step fondamentali:

  1. Individuazione e condivisione degli obiettivi: management e singoli operatori devono esser consapevoli degli obiettivi dell’organizzazione ed ottimizzare la loro operatività per raggiungerli,
  2. Analisi della domanda e del mercato di riferimento dell’impresa,
  3. Analisi della concorrenza (numero, dimensione, entità, storicità, etc),
  4. Definizione e sviluppo del modello organizzativo ideale all’impresa (focus su processi, pratiche, attività, etc).

Ma tale orientamento strategico è replicabile anche in una struttura sanitaria?

E cosa è opportuno considerare nello sviluppo di un ottimale processo in sanità?

Il presupposto vincente per gestire con efficacia ed efficienza una struttura sanitaria è disporre di un sistema ed un modello organizzativo ottimale, con cui facilitare l’implementazione della strategia ed ottimizzare la gestione dell’offerta.  L’azione organizzativa ed i suoi modelli, diventano prioritari in una struttura sanitaria proprio per definire ed orientare le attività del processo di salute, supportare la pianificazione e l’erogazione dei servizi e puntare alla loro ottimizzazione.

Pertanto, un ottimale sistema organizzativo in sanità dovrebbe:

  • Essere strutturato per rispondere con efficacia alla strategia definita, disponendo di risorse e procedure adeguate,
  • Permettere alla struttura di adattarsi con repentinità alla nuova domanda di salute, alle esigenze di mercato, ai condizionamenti e ai cambiamenti del settore,
  • Facilitare l’operatività della struttura, massimizzando le risorse disponibili e riscontrando con efficacia la domanda di salute,
  • Supportare il management nell’individuare criticità ed opportunità del processo di servizio ed orientare la struttura a nuove e più profittevoli opportunità.

Presentando queste peculiarità:

  • Flessibilità: l’organizzazione deve adeguarsi, in maniera tempestiva e mirata, al mercato, ai suoi mutamenti, alla domanda, etc.
  • Integrazione: ogni singolo servizio e/o pratica dell’organizzazione deve essere integrato così da sviluppare un processo agile e funzionale (sistema informativo condiviso, controllo e gestione del personale, organicità dell’offerta, etc). Una gestione integrata può essere supportata efficacemente da software professionali per le strutture sanitarie, come le soluzioni Doctor Manager (clicca qui, per approfondire).
  • Innovazione tecnologica: l’informatizzazione si rileva uno dei maggiori supporti del processo organizzativo (sia sanitario che non), semplifica e velocizza le procedure, ottimizza l’intero processo di servizio e semplifica l’esperienza di ogni paziente (mediante, ad esempio, servizi di prenotazione online, gestione delle code allo sportello, sms per appuntamenti, etc)
  • Formazione: è importante coinvolgere ogni addetto del processo di servizio e dedicarsi alla sua formazione per accrescerne la professionalità e fornire una risposta efficace alla domanda di salute.

In tal modo, l’impresa sanitaria potrà conseguire risultati concreti poiché potrà erogare con tempestività ed efficacia informazioni e servizi, risolvere con tempestività le criticità dell’organizzazione e migliorare il processo di servizio e le prestazioni offerte.

Una ottimale strategia, coordinata con un modello organizzativo d’efficienza assicura ad una struttura sanitaria l’opportunità di implementare interventi operativi mirati e delineare un percorso di efficacia ed efficienza in sanità. 

Il business plan: principi e strumenti per farlo al meglio

Il business plan o piano economico aziendale è un documento di programmazione utilizzato dall’imprenditore per definire la propria idea di business e delineare gli obiettivi da raggiungere e le risorse per farlo, in modo da verificare la reale fattibilità economica del progetto.

Per questo motivo, redigere un business plan è un’attività prioritaria per un’azienda, in particolare per una startup che intende lanciare sul mercato un nuovo prodotto o servizio.

Il business plan è particolarmente complesso, per una compilazione precisa e senza errori lo strumento migliore a cui affidarsi è un software di business plan che permette di strutturare il documento in base alle proprie esigenze e all’attività imprenditoriale da svolgere.

Principi fondamentali per redigere il business plan

Come fare un business plan? Questo documento varia in base al tipo di attività imprenditoriale, ma ci sono alcuni principi fondamentali che deve avere per fornire un’idea completa del progetto di business, scopriamo insieme quali.

Per chi necessità di un aiuto professionale, sul sito Bsness è possibile ottenere business plan pronti in Excel per diverse tipologie di attività.

Indice

L’indice o sommario permette di semplificare la lettura del documento, numerare le pagine rende il business plan facilmente comprensibile e permette una consultazione rapida e immediata delle informazioni.

Descrizione del progetto

È una sezione importantissima perché contiene la descrizione dettagliata ma sintetica del progetto imprenditoriale, evidenziando gli aspetti fondamentali  del piano aziendale con i suoi punti di forza e di debolezza.

Solitamente, in questa parte sono presente le spiegazioni del prodotto o del servizio, le sue caratteristiche, i processi produttivi per la realizzazione e i punti che lo differenziano dalla concorrenza.

Presentazione dell’azienda

Viene presentata la società per fornire una panoramica dell’azienda e del settore di mercato in cui opera, in questa parte viene indicato il nome e forma giuridica della società, la mission, gli obiettivi da raggiungere, la descrizione del settore in cui si opera, i punti di forza dell’azienda e la sua originalità.

Descrivere il settore di riferimento è un punto importante del business plan, riuscire a dimostrare di poter fare la differenza utilizzando statistiche e ricerche con fonti dimostrabili, aiuta a rafforzare la fattibilità dell’idea progettuale del business.

Organizzazione dell’azienda

Questa sezione è dedicata alla descrizione delle  risorse presenti all’interno dell’organico aziendale, in primis vengono citate le specifiche dell’amministratori e poi le varie qualifiche commerciali dei soci e tutte le informazioni che riguardano l’organizzazione del lavoro e le risorse umane.

Analisi di mercato

La ricerca di mercato è un’analisi che serve a studiare le imprese che operano nel settore, studiare il contesto economico e il comportamento del potenziale pubblico.

Senza un’accurata analisi di mercato è impossibile valutare le opportunità di profitto e i fattori di rischio che possono portare a un possibile fallimento dell’attività.

Strategia di marketing e promozione

Un business plan di successo deve avere una strategia di marketing e di promozione vincente, in questa sezione bisogna descrivere come si intende distribuire il prodotto e le modalità che consentono all’azienda di posizionarsi in modo positivo nel mercato del settore di riferimento.

Tutte le attività strategiche vanno pianificate in base alle esigenze del target audience, inoltre, bisogna indicare i canali di distribuzione dei prodotti e le modalità di promozione.

Piano operativo dell’impresa

Vengono descritte le attività quotidiane dell’impresa, i processi produttivi, il personale, l’ambiente circostante. È fondamentale evidenziare i potenziali benefici che la propria attività può portare alla comunità come la creazione di nuovi posti di lavoro e i possibili effetti sull’ambiente, descrivendo i piani di gestione conformi alle leggi ambientali vigenti.

Piano finanziario

Questa è la parte più importante del business plan, viene descritta l’effettiva fattibilità dell’idea imprenditoriale. Vengono inseriti i numeri di tutto ciò che è stato descritto con le parole nelle altre parti del documento: spese iniziali, capitale, proiezione dei profitti e delle perdite a un anno, flusso di cassa annuale e trimestrale, bilancio a tre anni, calcolo del break even point e altri dati utili.

È necessario utilizzare anche grafici, formule e tabelle per rendere facilmente consultabile i dati dai potenziali investitori.

Parte finale

È utile chiudere il business plan inserendo la motivazione di base dell’idea imprenditoriale, spiegare perché è nato quel progetto e perché si è sicuri di volerlo portare avanti, elencandone i punti solidi.

Infine, per un business plan vincente, allegare anche i documenti essenziali che i finanziatori possono consultare per ottenere dati di interesse presenti all’interno  del plan, come gli studi di settore, le mappe, le foto dell’azienda, i calcoli finanziari, le proiezioni economiche, le ricerche di mercato,il materiale pubblicitario e tutto ciò che può essere utile a rendere ancora più credibile e fattibile la propria idea.

Le migliori tecniche di vendita per aumentare il business 

Se la vendita è un’arte, la professione del venditore è sicuramente quella di un artista, che deve cogliere gli aspetti psicologici ed umani del cliente per proporre una soluzione che sia davvero consona alle sue esigenze.

Si dice che venditori perfetti non si nasce, ma si diventa. Ed in effetti è così: ovviamente ci sono alcune doti naturali, come l’essere proattivi, estroversi, leader ed empatici che possono favorire le tecniche di vendita, tuttavia spesso ogni persona che svolge un lavoro commerciale ha bisogno di un input per poter migliorare le modalità attraverso le quali vende e attraverso le quali convince il cliente.

Le tecniche di vendita sono strategie usate in ambito commerciale allo scopo di convincere il cliente e riuscire a piazzare un prodotto o un servizio, convincendolo quindi, eliminando i suoi dubbi e rompendo eventuali resistenze, senza farlo sentire manipolato.

Quello che è certo è che conoscere le tecniche di vendita è indispensabile per poter promuovere un certo business e migliorare il fatturato dell’attività. Mantenersi continuamente aggiornati può aiutare ad avere più successo, ad esempio imparando e sfruttando a proprio vantaggio le tecniche che sono più usate dai venditori professionisti con tanti anni di esperienza alle spalle, cosa che si può fare comodamente, ad esempio, nel

frequentare un corso di vendita specifico sul proprio business. In questo modo si può investire su una formazione che dura nel tempo e che può rendere veramente tanto, in quanto insegna quali sono gli elementi di base per poter imparare a conoscere al meglio quei trucchi psicologici che fanno leva sui clienti.

Cerchiamo di vedere quindi cosa sono le tecniche di vendita più famose e come possono funzionare.

Le tecniche di vendita migliori in circolazione

  1. La tecnica dell’urgenza. Fra le tecniche di vendita è una delle più usate e in alcuni casi anche delle più abusate, quindi fate attenzione. Non dovete abusare delle tecniche di vendita con urgenza, altrimenti potreste ritrovarvi con un pugno di mosche in mano. Questa modalità di vendita si basa sul mettere fretta all’acquirente, ricordandogli ad esempio che l’offerta è in scadenza, oppure che sono a disposizione ormai gli ultimi pezzi di prodotto.
    Dato che le persone tendono ad acquistare impulsivamente ed in modo emozionale, è importante usare bene questa leva della fretta per poter spingere il cliente a decidersi (un piccolo sconto può essere fondamentale).
  2. Proporre sconti. Proporre sconti è una delle tecniche di vendita più usate ed ovviamente anche una di quelle che funziona meglio. Meglio ancora se si è in grado di proporre al cliente degli sconti altamente unici e personalizzati, soprattutto se lo si vede un po’ titubante sulla scelta. Gli sconti vanno usati anche come sistema di pubblicità per attirare la clientela nel proprio negozio.
    Inoltre se il cliente alla fine della trattativa non sa proprio decidersi, magari un bello sconto solo per lui può fare la differenza nella sua decisione finale.
  3. Up-selling. Si tratta in sostanza dell’upgrade della vendita: se il vostro cliente acquista il prodotto X, voi potete proporgli il prodotto X+1 al posto di quello scelto, spiegandogli per quale motivo pensiate che possa essere più adatto alle sue esigenze. Ovviamente l’up-selling non deve comportare un budget eccessivamente diverso per il prodotto proposto al posto di quello scelto inizialmente dal cliente.
  4. Cross-selling. Tutti noi, quando acquistiamo un menù in un fast-food, ci sentiamo chiedere: ‘vuole anche un dolce/patatine/gelato?’. Si tratta del cross selling, cioè della vendita di un altro prodotto strettamente correlato a quello che si acquista. Se comporta una differenza di prezzo minima, allora è possibile vendere davvero di più con questo metodo.

Come sfruttare a proprio vantaggio le tecniche di vendita

Oggi come oggi, saper vendere non è semplice, ma abbiamo a disposizione tantissimi strumenti che ci permettono di affinare le nostre tecniche di vendita e di poter migliorare la comunicazione con la clientela, allo scopo di raggiungere successi commerciali.

Tuttavia, è vero che oggi i potenziali clienti sono bombardati da tantissime informazioni diverse, che spesso li rendono diffidenti e sospettosi. Poter comunicare e usare l’empatia, quindi, diventa fondamentale come condizione necessaria per poter procedere alle tecniche di vendita più efficaci sul mercato.

E saper sfruttare queste vendite, poi, è a maggior ragione ancora più importante, come anche individuare le strategie di marketing più mirate specifiche per il settore di riferimento.

Di base, sappiamo che la vendita di un prodotto è un affare abbastanza complesso, che richiede competenze personali anche innate (non tutti sanno vendere allo stesso modo), doti comunicative, empatia, e una buona dose di esperienza. Ma quali sono le strategie di marketing e le tecniche di vendita che possono aiutarci a progredire in questo settore e a fare sempre di meglio?

Ne abbiamo parlato con l’esperto di strategia di vendita Gio Talente del sito tecnichedivenditaavanzate.com, che ci racconta che l’uso di tecniche di comunicazione può incrementare le possibilità di vendere un prodotto ad un cliente.

Vediamo quali sono le più note tecniche di vendita.

Le tecniche di vendita da conoscere

Parlando di tecniche di vendita ci vengono in mente subito due vecchie scuole di pensiero che non possono essere certo ignorate da chiunque voglia migliorare l’approccio al marketing.

  • AIDA, acronimo di Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione. La vendita, secondo questa tecnica, si suddivide in quattro fasi diverse: nella fase dell’attenzione è necessario catturare l’attenzione della controparte, ed è spesso questione di secondi farsi concedere qualche minuto di tempo per farsi ascoltare e per evitare il rifiuto. Nella fase dell’interesse, si deve passare dalla semplice curiosità ad un vero interesse per il prodotto, stimolando il cliente a credere che effettivamente esso possa essere utile per la soluzione di alcune problematiche. Nella fase del desiderio, si è riusciti a creare nel cliente un desiderio di ottenere quel prodotto o quel servizio. Infine, la fase dell’azione: se tutto è andato bene fino a questo momento, il cliente acquisterà.
  • SPIN. Fra le tecniche di vendita, la SPIN si basa soprattutto su domande che vengono poste alla controparte in modo da far emergere i loro bisogni. In sostanza si indaga sulle abitudini del cliente, per poi far emergere eventuali problemi che, ovviamente, potrebbero essere risolti grazie al prodotto/servizio venduto. Bisogna evidenziare tutto ciò che è legato al problema, per indurre il cliente all’acquisto per poter appunto eliminare un certo problema.

Errori da non commettere

Nell’uso delle tecniche di vendita bisogna anche evitare alcuni errori che possono sembrare banali ma possono in realtà compromettere il risultato.

  1. Vendere tutto a tutti. Il manager non avrà bisogno di un aspirapolvere per il suo ufficio, e probabilmente alla casalinga non interessano asset finanziari.
  2. Usare strategie logorroiche, vecchie e poche efficaci, stressando ed annoiando il cliente senza alcun risultato pratico.
  3. Vantarsi di essere i migliori, di avere il prodotto migliore, e non dare neppure la minima prova di ciò al vostro cliente. Questo non li convincerò affatto, anzi. Invece una tecnica di vendita abbastanza usata e che funziona davvero, al contrario, consiste nel ‘prestare’ in prova al cliente il prodotto senza alcun obbligo, in modo che possa lui stesso decidere di tenerlo o di ridarlo indietro. In questo modo si conquista anche la fiducia del cliente e si dimostrano gli effetti reali del prodotto e servizio ed i suoi vantaggi.

Il percorso da intraprendere per la cessione di un attività commerciale

Se state trattando una cessione attività commerciale a Bologna, fareste bene ad affidarvi ad un’agenzia immobiliare come lo Studio 2000, in grado di fungere da mediatore della trattativa, a tutela del vostro interesse. In questo modo avrete la garanzia di vedere una valutazione corretta degli immobili e del valore dell’attività, senza rischiare di vendere male e di perdere delle opportunità interessanti di incasso.

Come stabilire il valore di una attività commerciale

Stabilire il valore di un’attività commerciale non è certo operazione semplice e immediata, ma ci sono diversi parametri che meritano attenta valutazione. Da soli risulta spesso difficile poter svolgere una valutazione oggettiva poichè si tende ad essere influenzati da aspetti soggettivi. Voi tenderete a dare valore eccessivo alla vostra attività commerciale, la controparte proverà invece a sminuire la vostra stima al fine di spuntare un prezzo di acquisto migliore. Talvolta capita che le parti non si incontrano e l’affare salta. Un’agenzia immobiliare sa certamente fungere da mediatore tra le parti non solo seguendovi passo passo nella compravendita, ma aiutandovi a stabilire il giusto valore alla vostra attività. La cessione attività commerciale a Bologna passa per lo Studio 2000, agenzia immobiliare esperta del settore e riferimento per il territorio emiliano.

La valutazione immobiliare è argomento interessante sia per chi acquista che per chi vende. Affidare la trattativa ad un’agenzia immobiliare significa cogliere i migliori aspetti della compravendita, nel rispetto della privacy e del proprio patrimonio.

Prezzo di vendita e valutazione non sempre coincidono poichè in fase di vendita entrano in gioco diversi aspetti che possono influenzare i valori in gioco.

Un’agenzia come Studio 2000 conosce perfettamente il valore degli immobili a Bologna e riesce a stabilire un valore partendo da una base iniziale, ovvero la quotazione al metro quadro moltiplicata per la superficie di riferimento, oggetto di trattativa. Vi sono poi delle variabili che entrano in gioco, come l’anno di costruzione dell’immobile, i servizi, la presenza o meno di spazi aperti, la posizione, la clientela reale e potenziale, il giro di affari effettivo e stimato e altri parametri che è utile tenere in considerazione.

Perchè scegliere un’agenzia immobiliare per la cessione attività commerciale a Bologna

Studio 2000 opera in modo professionale in caso di cessione attività commerciale a Bologna. Il suo approccio riservato con il cliente avviene con un team di esperti in grado di fornire una valutazione molto vicina a quella reale. Il valore esatto non esiste e non è possibile stabilirlo con formule matematiche, in quanto è il mercato che decide un punto di incontro tra domanda e offerta. Un agente immobiliare viene retribuito a titolo provvigionale in quanto pone a disposizione del le parti la propria professionalità e competenza per poter stabilire una valutazione consona e favorire la conclusione dell’affare. Ecco perchè è importante affidarsi ad uno studio di consulenza come un’agenzia immobiliare per la cessione di attività commerciale.

Lo studio Immobiliare 2000 si impegna a proporre attraverso i suoi canali di riferimento l’attività commerciale che volete cedere, diffondendo l’informazione con l’obiettivo di aiutarvi a trovare possibili interessati acquirenti.

Il contratto di compravendita attività commerciale

Solitamente, prima di definire l’atto di cessione attività immobiliare a Bologna, lo studio Immobiliare 2000 suggerisce  una stipula di un accordo preliminare tra le parti, sottoscritto in agenzia davanti all’agente in modo che questo possa tutelare entrambe le parti. Queste ultime si impegnano a rendersi disponibili a consegnare la documentazione richiesta per l’analisi e per potare a termine l’affare, mentre l’agenzia firma un accordo di riservatezza verso le parti, impegnandosi a non divulgare all’esterno le informazioni  relative alla trattativa. In questo caso è come se l’agenzia immobiliare facesse da “garante” alla privacy e alla tutela delle persone che ha di fronte: voi e la controparte. In questo, Immobiliare 2000 rappresenta il miglior partner.