L’evoluzione di bambole e peluche, da barbie casalinga alla donna emancipata

Le bambole nella storia hanno subito e interpretato i cambiamenti della cultura e delle diverse società. Hanno condiviso evoluzioni e rivoluzioni soprattutto quando si parla di donne ed emancipazione femminile.

Le bambole sono parte del genere umano sin dall’epoca preistorica, quando con legno o creta, venivano rappresentate figure religiose o giocattoli per i più piccoli. Le prime produzioni di bambole realizzate con abiti e mobili a tema risalgono più o meno al 600 a.C. Dal quel momento di strada ne è stata fatta tanta, scopriamone i momenti più interessanti.

Un limitante al gioco

I primi giochi realizzati per i bambini di tutto il mondo avevano un ruolo fondamentale perché grazie a questi venivano distinti dei ruoli nella società. Alle bambine infatti si regalavano spesso utensili da cucina, bambole e vestitini e arredi per la casa, mentre per i maschietti ci si orientava verso soldatini, carrettini, attrezzi da lavoro ecc. Ovviamente poi esistevano anche i giochi in comune attraverso i quali si poteva giocare maschi e femmine insieme senza nessuna distinzione. Spesso anche oggi ci sono giochi e abitudini categorizzate come il calcio o le bambole, spesso si sente dire che l’uno o l’altro sono pensati e destinati esclusivamente a maschietti o femminucce e si storge il naso quando i ruoli si invertono.

L’impronta per la crescita

Molti studi hanno confermato l’importanza del gioco per uno sviluppo sano del bambino. Attraverso esso infatti si aiuta il piccolo a sviluppare la sua curiosità, caratteristica essenziale per l’apprendimento delle realtà che lo circondano. Il gioco inoltre, serve a esprimere la propria personalità e le proprie passioni seguendo l’istinto. Per questo è fondamentale che la società non imponga in nessun modo e a nessuno, di essere e diventare ciò che non si è.

La bambola nel tempo

Il gioco per eccellenza della storia dell’umanità rimane sempre e comunque la bambola, non importa se piccola, grande, mora, bionda, elegante o casual, la bambola è sempre l’oggetto del desiderio di tutti i bambini al punto da ispirare intere linee di giocattoli.

Negli anni questo giocattolo ha subito molte variazioni, in base soprattutto alle influenze della società: ciò significa che il giocattolo si è modificato parallelamente ai cambiamenti della cultura e della società in cui era inserito. Ai giorni d’oggi infatti possiamo trovare in commercio bambole di ogni gusto, dal classico ai look più moderni e contemporanei.

Verso la metà del ‘900 è nata una vera e propria icona di bellezza che ha rivoluzionato il modo di giocare: non più quindi bambolotti infanti da accudire, ma giovani donne adulte con le quali vivere esperienze uniche. Bellissime bambole con silhouette pazzesche sono entrate a far parte della vita di ogni bambino.

Questo giocattolo è stato ed è tuttora amato da molti, ma spesso viene anche criticato per l’ideale di donna che raffigura: una donna che tiene molto ad apparire, truccata e con il sorriso stampato sulle labbra per essere perfetta agli occhi di chi la ammira.

Un’evoluzione straordinaria

Negli anni la bambola si è distinta sviluppandosi in base ai trend del momento e diventando una vera e propria icona. Negli ultimi anni però ha vissuto un grande cambiamento, passando dalla donna bellissima da vedere e ammirare a una donna in carriera, con mille capacità e passioni da coltivare. Con questo enorme cambiamento la bambola ha avuto una grande rivincita ed è diventata un vero e proprio simbolo della figura femminile nella società che, ambiziosa, si pone obiettivi e realizza i suoi sogni.

I bambini tendono a riprodurre lo stile delle proprie figure di riferimento, e oltre alla mamma, anche le bambole diventano fonte di ispirazione.

Il giocattolo quindi deve evolversi per poter accompagnare i piccoli nel nuovo millennio, che sempre più si diversifica grazie alla globalizzazione. Il gioco deve abbattere i pregiudizi che, purtroppo, condizionano il pensiero comune. La bambola non deve più rappresentare quindi la madre casalinga che si fa bella per il marito che torna a casa dal lavoro. La bambola deve essere il simbolo della rivincita e dell’emancipazione femminile, perché anche le donne hanno grandi capacità da applicare nei più svariati settori. Grande successo infatti ha avuto il settore sanitario e dei servizi sociali, diretto e da oltre il 60% da figure femminili motivate e preparate.

La traduzione delle lingue straniere: il fascino e la ricercatezza nella cultura anglosassone

Saper tradurre un testo correttamente in una lingua straniera, inglese o tedesca, comporta conoscenze approfondite della materia in quanto ogni idioma possiede modi di dire e caratteristiche grammaticali proprie di quella lingua.
Per questo il traduttore deve avere un'assoluta padronanza della lingua sia da un punto di vista grammaticale che nelle espressioni tipiche.
Questo vale sia se la traduzione riguarda materie tecniche, per le quali occorre conoscere anche la terminologia appropriata, sia se riguarda la semplice conversazione.

LA TRADUZIONE CORRETTA: PER OGNI IDIOMA LE SUE CARATTERISTICHE
Tradurre un testo dall'italiano all'inglese o tedesco, e viceversa, non è facile, o per lo meno non assicura una traduzione assolutamente fedele al testo.
Questo perché, mentre l'italiano affonda le sue radici nella lingua neolatina, le lingue inglese tedesco sono di origine germanica e quindi differiscono nei modi di dire, nella grammatica e nella pronuncia.
Quindi non si puo' pensare di trovare in queste lingue parole con un'etimologia simile all'italiano, come invece accade con lo spagnolo ed il francese, perché si tratta di termini completamente diversi.
Altri motivi di non affinità sono dovuti alle caratteristiche grammaticali tipiche del tedesco e dell'inglese: basti pensare all'uso dei genitivi.
Per cui "la macchina di Marco" si traduce in inglese "Marco's car" e questa costituisce un'applicazione del genitivo sassone.
Ancora, alcune parole in inglese vengono utilizzate per indicare piu' oggetti, come per esempio il termine "box" viene utilizzato significa sia "scatola" che "rimessa per auto" oppure il verbo "to play" puo' essere utilizzato sia per tradurre il verbo "giocare" ma anche "suonare".
La lingua tedesca invece è caratterizzata da espressioni piuttosto bizzarre che invece indicano sostantivi di uso comune, questo perché una caratteristica di questa lingua è quella di scomporre le parole.
Per esempio la tavoletta del wc è "klobrille" che letteralmente sarebbe l'"occhiale da toilette".
Per quanto concerne poi la pronuncia la traduzione estera in inglese e tedesco risulta essere particolarmente difficoltosa: vocali e consonanti sono espresse in maniera completamente diversa rispetto all'italiano, e la lingua inglese assume un suono molto aspirato mentre quella tedesca è piu' gutturale.

LA TRADUZIONE DELLE MATERIE TECNICHE
Quando ci addentriamo nel settore delle discipline tecniche, infine, la faccenda si complica perché, come anche in italiano, esistono termini propri della materia legati a concetti non sempre comuni a tutti gli Stati.
Proprio per questo le traduzioni estere in inglese e tedesco devono essere per forza eseguite da persone esperte del settore.
In questo caso la corretta espressione di un concetto piuttosto che un altro sortirebbe un effetto fortemente negativo per quanto riguarda l'efficacia e l'esecuzione del servizio.
Basti pensare alla traduzione di un testo giuridico di una sentenza emessa in uno stato.
In questo caso le espressioni linguistiche ed il senso delle frasi che compongono i concetti espressi, aventi oltretutto carattere perentorio, sono inscindibilmente legati alla ratio della norma appartenente all'ordinamento giuridico inglese o tedesco.
Ancora, pensiamo alla traduzione di linee guida adottate nel settore medico.
L'esatta traduzione, in questo caso in inglese o tedesco, è associata alle tecniche che normalmente vengono applicate in quel Paese.

Questo sito è può essere d’aiuto per traduzioni professionali di alta qualità.

Fiera Nazionale dell’editoria, boom di vendite online

A Roma dal 5 al 9 dicembre si terrà l’edizione 2018 della Fiera Nazionale della piccola e media editoria. In forte crescita la quota di mercato della vendita dei libri e della distribuzione online.

Alla nuvola dell’Eur ci saranno più di 650 incontri e 1200 ospiti per l’edizione 2018 – “ Più libri più liberi “ e come spiega il Corriere.it e si analizzerà, grazie al programma promosso dall’ Aie, il mercato dell ’editoria italiana con un particolare interesse alla forte crescita del comparto della vendita online che ha fatto registrare un +39%, con un 3,3% solo nell’ultimo periodo.

Aumentano le case editrici online

Alla base della crescita della produzione dei libri e della vendita online ci sono sicuramente le nuove case editrici online che attraverso il web riescono a costi inferiore a sostenere l’editoria ed i sogni di autori emergenti. Una delle case editrici che ha fatto registrare una crescita notevole nell’ultimo periodo è sicuramente Aletheia Editore, associazione no profit di Verona fondata da Federico Faccioli e da un gruppo di giovani appassionati di storie, poesie e sempre pronti ad accogliere manoscritti e racconti.

Come iniziare a pubblicare un libro online con Aletheia

Il primo passo per veder pubblicato il proprio libri è quello di inviate proprio il manoscritto , anche se vi sarà capitato spesso in passato che sia finito per anni nelle caselle mail di tante “grandi” case editrici, grazie al progetto di aletheia gli verrà restituita finalmente la giusta considerazione ed attenzione da parte di collaboratori pronti a sostenervi con passione e professionalità. Dopo aver valutato ed approvato la bozza, ci saranno loro ad aiutarvi a mettere in pratica il vostro sogno in tutte le sue fasi. Fondamentale per un autore emergente è avere una figura sempre disponibile che possa aiutare sia nella parte dell’editing e quindi dalla correzione ma anche nella preparazione della copertina e soprattutto nella fase di pubblicazione e distribuzione.

Come arrivare nelle librerie ed online

La fase della stampa, della pubblicazione e della distribuzione è quella più emozionante per un autore e grazie all’esperienza della casa editrice non dovete avere altre preoccupazioni, saranno loro ad occuparsi di tutto! Di sicuro attiveranno tutti i loro canali per poter dare la massima visibilità

Italia il Paese dei matrimoni 

L’Italia sembra essere il Paese prediletto dei matrimoni. C’è poco da fare, il Belpaese non è soltanto un luogo amatissimo dai turisti che vengono da ogni parte del mondo per visitare le sue bellezze e città d’arte, ma anche per sposarsi. Il motivo è semplice: in Italia ci sono tantissimi luoghi mozzafiato, incantevoli e storici, di grande valore artistico, chiese ed abbazie meravigliose dove dirsi sì per sempre.

Nel 2016, secondo i dati del Centro Studi Turistici di Firenze, 8.085 coppie hanno detto sì in Italia: l’Italia quindi è il Paese prediletto per coloro che si vogliono sposare in luoghi davvero bellissimi, con ricordi e album fotografici indimenticabili per il resto della vita. Il 31,8% delle cerimonie si tiene in Toscana, il 16% in Lombardia, il 14,7% si tiene in Campania.

Il settore wedding in Italia va a gonfie vele perché sempre più coppie italiane e non si sposano nel Belpaese, nelle zone più caratteristiche e famose del mondo, per regalarsi un matrimonio davvero indimenticabile sotto tutti i punti di vista. Fra le decine di migliaia di turisti che ogni anno scelgono di visitare l’Italia, molti lo fanno per sposarsi nel nostro Paese.

Organizzare un matrimonio davvero indimenticabile in Italia è possibile, ma per l’organizzazione è meglio rivolgersi a dei veri esperti. Ad esempio esistono società specializzate che si occupano di tutto, dalla location, al ristorante, all’intrattenimento musicale (per questo ultimo servizio c’è chi come professionalweddingdj.it è iper specializzato) in questo modo si avrà la certezza che tutto, dalla cerimonia al fotografo, dalla location al buffet sarà assolutamente perfetto e indimenticabile. Affidarsi alle mani degli esperti permette quindi di godersi al meglio le sensazioni uniche del matrimonio senza preoccuparsi dell’organizzazione, che è tutta affidata a chi lo fa per lavoro e per passione.

Dove ci si sposa di più in Italia?

L’Italia è davvero ricca di posti meravigliosi e ogni regione ne vanta diversi. Ma ci sono alcune zone che sono statisticamente predilette per chi intende sposarsi in Italia, e sono:

  1. Piacenza, al Castello di Vigoleno, una splendida struttura con pilastri circolari e in stile medievale perfetta per una location da sogno.
  2. Milano. Già, la caotica Milano offre degli scorci di grande fascino per una coppia che voglia sposarsi… ad esempio la splendida Villa Litta.
  3. Monza, alla Villa Reale, un autentico spettacolo per gli occhi che contribuisce a rendere davvero indimenticabile il giorno più importante per chi voglia sposarsi.
  4. Roma. La città eterna, ovviamente, è presa di mira da tantissime coppie di sposi, italiane e non. I Castelli Romani, con la loro vista sulla Capitale, sono fra le zone più amate, come anche quella del Lago Albano.
  5. Verona. Romantica e bellissima la città di Romeo e Giulietta: ecco perché sempre più persone scelgono Verona come location perfetta per dirsi di sì per sempre.
  6. Como. Il Lago di Como è un luogo assolutamente meraviglioso e tranquillo, immerso nella natura con le sue ville storiche. Fra di queste, Villa Erba è una delle più belle per chiunque si voglia sposare in una cornice da principi.
  7. Alto Adige, fra i monti e le bellezze dell’arte gotica. L’Alto Adige è una regione storica, di bellezza e col sapore autentico del Medioevo.
  8. Polignano a Mare, una cornice unica che tutto il mondo invidia all’Italia, perfetta per sposarsi.
  9. Napoli, la città colorata dei mille profumi, è una delle più affascinanti per un matrimonio con vista mare davvero indimenticabile: per sposarsi, il golfo è molto gettonato.
  10. Catania. La regale vecchia signora di Sicilia, una città meravigliosa e splendida, con antichi palazzi, giardini nascosti e ville meravigliose.

Prescrizione del reato di lesioni personali

Prima di affrontare nello specifico il tema della prescrizione del reato di lesioni personali ci sembra opportuno: 1) chiarire cosa si intende per prescrizione 2) sintetizzare gli estremi del reato di lesioni personali 3) riportare un caso di lesione personale che chiarisca la natura del reato e i termini della prescrizione.

Decorso un certo lasso di tempo dalla commissione di un reato senza che sia sopraggiunta alcuna sentenza di condanna, si ritiene che vengano meno le esigenze di prevenzione proprie della punizione, per cui scatta la prescrizione del reato.

Ogni reato ha il suo termine di prescrizione, per individuare il quale si fa riferimento alla durata della pena edittale massima prevista per esso dalla legge; tuttavia, in ogni caso:

  • La prescrizione non può essere inferiore a sei anni per i delitti e a quattro anni per le contravvenzioni.
  • In caso di pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria il termine non può scendere al di sotto dei tre anni.
  • Quando siano stabilite congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e la pena pecuniaria, ci si riferisce solo alla prima.
  • Non si tiene conto delle circostanze, salvo in caso di aggravanti autonome o ad effetto speciale.
  • Per reati di particolare gravità la prescrizione viene raddoppiata: così, ad esempio, per l’omicidio stradale la pena edittale massima è la reclusione per sette anni, per cui il termine della prescrizione è di quattordici anni.
  • Per reati che prevedono la pena dell’ergastolo (anche solo come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti) la prescrizione non è applicabile.

Esistono poi circostanze che possono determinare la sospensione o l’interruzione della prescrizione: a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • L’autorizzazione a procedere
  • Il deferimento della questione ad altro giudizio
  • Un impedimento delle parti e dei difensori
  • Una richiesta dell’imputato o del suo difensore
  • L’ordinanza che applica le misure cautelari personali
  • L’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice
  • La richiesta di rinvio a giudizio
  • Il decreto di fissazione dell’udienza preliminare
  • L’ordinanza che dispone il giudizio abbreviato.

Una volta che sia stata interrotta, la prescrizione inizia nuovamente a decorrere dal giorno dell’interruzione.

Passiamo ora al punto 2 del nostro incipit: il reato di lesioni personali è un delitto contro la persona dal quale deriva una malattia nel corpo o nella mente (e in ciò consiste la differenza rispetto al reato di percosse), tale per cui è possibile distinguere tra lesioni personali dolose (a loro volta categorizzabili come lievissime, lievi, gravi e gravissime) e colpose (distinguibili in semplici, gravi e gravissime).

Contro le prime si può procedere d’ufficio (tranne per quelle lievissime), mentre le lesioni personali colpose sono perseguibili a querela di parte offesa (tranne quelle gravi e gravissime determinate da inosservanza delle norme sugli infortuni del lavoro o da malattia professionale).

A questo punto proseguiamo, come anticipato, con un esempio chiarificatore in merito al reato di lesione personale, e alla circostanza di prescrizione della lesione subita da un soggetto, reperito sul web e completo anche della risposta legale fornita:

“Circa 4 anni fa sono stata aggredita e picchiata dal mio fidanzato di allora, sono andata in pronto soccorso dove mi hanno riconosciuto un trauma contusivo distorsivo con prognosi di 7 giorni. Quel giorno non ho denunciato ai carabinieri quella persona perché avevo paura. Oggi ho 25 anni e non ho più paura, vorrei sapere se sono ancora in tempo a denunciare e ottenere un risarcimento per le botte prese e per il mio collo che ancora mi dà problemi. Grazie in anticipo per la vostra risposta”.

“Poiché i danni alla salute sono ancora sussistenti, si tratta del reato di lesioni personali gravi, reato perseguibile d’ufficio e non necessariamente a querela della persona offesa, ai sensi dell’articolo 582 del codice penale. Tale reato si prescrive dopo sei anni dalla sua commissione… dunque sei perfettamente nei termini per sporgere denuncia e per chiedere un risarcimento dei danni morali e del danno biologico (alla salute)”.

L’esempio riportato ci permette di capire come, nonostante l’illecito di lesioni personali preveda una pena edittale massima di tre anni, il nostro ordinamento abbia stabilito che la prescrizione scatti dopo un periodo non inferiore ai sei anni, per cui questo è il termine cui fare riferimento anche per la prescrizione del reato di lesioni personali.

Metodo Montessori

Con la denominazione di Metodo Montessori si indica un sistema educativo che coinvolge il bambino dalla nascita fino al compimento dei diciotto anni.

Apprezzato in tutto il mondo e praticato in più di 20.000 scuole, questo metodo pedagogico si basa su principi quali:

  • indipendenza e autonomia
  • scelta del personale percorso educativo
  • rispetto personale dello sviluppo psicologico, sociale e fisico del bambino
  • libertà di far manifestare al bambino la sua spontaneità.

La libertà del bambino nel metodo Montessori

Nel metodo Montessori dare libertà al bambino è un presupposto fondamentale e necessario per il suo sviluppo.

Solo attraverso le sue manifestazioni spontanee, il bambino potrà concentrarsi e sviluppare al meglio le sue capacità cognitive.

Questo fondamentale principio su cui si basa il metodo, può sembrare semplice da comprendere ma non lo è altrettanto da praticare.

Questo perché sia nell’ambiente scolastico, come del resto in tutta la nostra società, si vive attraverso delle regole che impongono un determinato atteggiamento di obbedienza e di disciplina. Atteggiamento che, per essere rispettato, toglie proprio il concetto di libertà.

E questo meccanismo, purtroppo, dagli adulti si ripercuote negativamente e inevitabilmente anche sui bambini.

L’angelo custode del metodo Montessori

La famosa pedagogista Maria Montessori, creatrice di quest’importante metodo educativo, definisce l’adulto che si relaziona con il bambino come una sorta di angelo custode.

Quest’angelo custode si occuperà di:

  • rendere gli ambienti a misura bimbo e a ricrearli simili a quelli familiari
  • dare al piccolo oggetti pedagogici specifici
  • favorire il suo sviluppo intellettuale e sensoriale.

Egli sarà per il bambino una guida senza risultare “invadente”. Tutte le attività del bambino dovranno, infatti, svolgersi sempre in completa autonomia e libertà.

L’adulto, maestro o genitore, riveste pertanto un ruolo chiave nel metodo Montessori.

Il metodo Montessori nelle scuole di tutto il mondo

Applicare questo metodo nell’ambiente scolastico, significa andare in una direzione molto diversa rispetto a quella che viene considerata la via tradizionale: invece di pretendere obbedienza e disciplina si deve lasciare il bambino libero di esprimersi.

Inoltre il metodo Montessori richiede uno studio attento e continuo di ogni singolo bambino, sia dal punto di vista psicologico sia sui suoi atteggiamenti.

Le lezioni devono essere brevi e semplici e, soprattutto, devono essere strutturate in modo tale che l’allievo possa poi agire in completa libertà e autonomia senza interferenze da parte degli stessi educatori.

Qui entra in gioco il principio dell’autocorrezione, fondamentale per  sviluppare l’intelligenza del bambino che deve trovare da solo una soluzione all’errore.

Come esercitare il metodo Montessori

Il metodo Montessori prevede, nel percorso d’apprendimento del bambino, lo svolgimento di lezioni individuali al fine di lasciar spazio alla spontaneità e all’attenta concentrazione del piccolo cosa che, in un lavoro di gruppo, non può avvenire.

Nell’applicazione del Metodo Montessori il maestro si prenderà cura di presentare al bambino tutti gli esercizi che coinvolgono la vita pratica e di collocarli nella vita quotidiana. Il piccolo così potrà affinare i suoi movimenti e responsabilizzarsi.

L’adulto non deve dimenticare che anche i gesti più semplici sono per lui una continua scoperta e stimolo. E’ veramente importante non dare nulla per scontato, nemmeno il modo di muoversi con naturalezza nei vari ambienti.

Se si andrà, ad esempio, a rimproverare perché “a prima vista” sembra stia facendo qualcosa di sbagliato gli verrà tolta la libertà di imparare da solo un’azione che invece gli sarebbe utile per crescere.

La conoscenza del bene e del male nel metodo Montessori

La libertà che viene concessa nel Metodo Montessori è utile al bambino anche per imparare la differenza tra il bene ed il male e come comportarsi di conseguenza.

Se un bimbo in conseguenza ad un torto reagisce in modo violento la cosa più giusta da fare è intervenire immediatamente in modo che possa associare fin da subito quel gesto al male.

L’atteggiamento giusto è spiegarli che non si reagisce in quel modo. Questo tipo di intervento potrebbe rivelarsi necessario anche due, tre volte o più ma capito il concetto, in conseguenza di questo nuovo insegnamento appreso, si comporterà diversamente.

Il ruolo fondamentale dell’ambiente Montessori

L’ambiente, secondo il Metodo Montessori, deve rispettare una certa tipologia di arredamento. Tutto dev’essere pensato in modo che sia alla portata di bambino.
Per questo motivo è necessario apportare cambiamenti estetici e soprattutto funzionali a quello che è considerato l’ambiente tradizionale.

Tra i cambiamenti più importanti da ricordare ci sono:

  • sedie della giusta misura in cui il bambino può sedersi in autonomia
  • armadietti, lavandini ed attaccapanni dell’altezza adeguata che permettano al piccolo di compiere piccoli gesti in autonomia
  • tavolini e sedie leggeri che possano essere spostati con facilità.

Anche gli oggetti che vengono proposti devono essere facili da prendere così da poter essere scelti in autonomia e utilizzati.

Gli oggetti che vengono proposti ai piccoli devono sviluppare il loro interesse per cui devono essere di colori vivaci, appariscenti e decorati in modo simpatico in modo che i bambini ne siano attratti e stimolati ad usarli.

In questo modo viene ricreato un ambiente sicuro in cui il bambino può muoversi in sicurezza e sentirsi a proprio agio.
Condizione necessaria per potergli permettere di sviluppare al meglio le sue capacità sensoriali e cognitive.

La rivoluzione-evoluzione della lavanderia a gettoni

Le lavanderie a gettoni sono realtà che esistono da diversi anni, e sono particolarmente diffuse negli Stati Uniti; in Italia, al contrario, stanno prendendo piede solo negli ultimi tempi, ma rappresentano un’alternativa molto conveniente.

La lavatrice in casa: uno strumento (presto) obsoleto
La lavatrice è di sicuro un elettrodomestico che non manca nelle case italiane. Le massaie, che per molti anni sono state costrette a lavare gli indumenti a mano nel periodo del dopoguerra, hanno tirato un sospiro di sollievo quando grazie alla crescita economica hanno potuto inserire in casa propria questo strumento, insegnando poi alle proprie figlie (e anche ai propri figli) ad usarlo.
Oggi, però, conviene ancora possedere una lavatrice? È vero che possedere una lavatrice permette di detergere i propri capi in ogni momento, ma porta con sé anche alcuni aspetti poco convenienti. Innanzitutto, nonostante le classi di risparmio energetico (soprattutto A, A+ e A++), la lavatrice consuma parecchia corrente elettrica, il che si traduce non solo in un aumento del prezzo della bolletta, ma anche in un incremento degli sprechi (con il conseguente impatto sull’ambiente). Inoltre, le lavatrici moderne – sempre più innovative dal punto di vista tecnologico – sono sempre più costose e, in caso di danneggiamento di uno dei componenti, richiedono costi di riparazione piuttosto elevati. Valutando i pro e i contro, e ponendo l’attenzione sulle alternative esistenti, si può asserire con la quasi assoluta certezza che le lavatrici diventeranno obsolete.

L’alternativa ecologica ed economica
Come sarà possibile lavare i propri capi se le lavatrici verranno sempre meno utilizzate in futuro (soprattutto da chi vive da solo)? In Italia si sta rapidamente diffondendo un servizio che è già ampiamente utilizzato negli USA: quello delle lavanderie a gettoni.
La lavanderia a gettoni non è altro che un locale in cui è possibile installare una serie di lavatrici automatiche, in grado di erogare autonomamente detersivo e ammorbidente, e di asciugatrici (molto spesso assenti nelle case, per motivi puramente economici), tutte collegate a un impianto elettrico. Il cliente, dunque, può usufruire del servizio semplicemente recandosi nel locale, pagando il prezzo del lavaggio e avviando la pulizia. La comodità sta anche nel fatto che durante il processo è possibile svolgere altre attività. Alcune lavanderie self, inoltre, offrono la possibilità di acquistare dosi precise di detersivi e ammorbidenti, scegliendo tra una vasta gamma, in base ai propri gusti.

Perché aprire una lavanderia a gettoni
La lavanderia a gettoni (qui maggiori informazioni), essendo un servizio molto comodo e in rapida diffusione, può essere un’attività che può garantire ottimi profitti. Oltretutto, non richiede un impegno eccessivo da parte del proprietario, il quale dovrà soltanto assicurarsi di far sì che tutti i macchinari funzionino a dovere. Se si possiede un locale, è possibile adibirlo a lavanderia self semplicemente chiedendo il supporto di alcune aziende, che permettono di installare impianti adeguati alle dimensioni dell’area a propria disposizione. Una volta che i macchinari sono stati collegati all’impianto della corrente e dell’acqua, c’è poco altro da fare.
Per chi desidera differenziarsi, dunque, la lavanderia a gettoni può risultare un’attività proficua e unica; non bisogna poi dimenticare che questo sistema potrebbe diventare parte integrante del futuro, anche grazie al risparmio energetico di cui può essere responsabile.

Matrimonio medievale: quando la storia e l’amore si incontrano

Chi non ha sognato che il giorno più bello della propria vita rispecchiasse una passione in comune?

Da qualche anno, infatti, non sono poche le coppie che hanno deciso di compiere il grande passo in uno stile che differisce da quello classico, trasformando cerimonia e festeggiamenti un po’ come se si trattasse di vere e proprie feste a tema: videogiochi, metal, cinema e tantissimi altri sono i temi utilizzati per realizzare una giornata perfetta che sia differente da quella di chiunque altro.

Perché, quindi, non celebrare una giornata così importante vestiti da dame e cavalieri che riportino al periodo medievale?

La location ideale per un matrimonio medievale

Per un matrimonio medievale che si rispetti, la location svolge un ruolo fondamentale e sono in molti a optare per un bel castello. Purtroppo però, la cerimonia medievale non ha valore né a livello religioso né a livello civile, per cui è necessario prima eseguire il rito in chiesa o in comune.

La soluzione migliore sarebbe quindi quella di celebrare il matrimonio in una chiesa in stile gotico e, successivamente, eseguire i festeggiamenti in un meraviglioso castello.

Gli abiti per gli sposi e per gli invitati al matrimonio

Uno degli aspetti più belli di quel periodo è l’abbigliamento; dame con abiti lunghi e corpetti in grado di mettere in risalto i punti giusti del loro corpo e cavalieri pronti a proteggere il proprio re sono l’emblema di un periodo che faceva molta attenzione all’aspetto estetico delle famiglie importanti. E allora perché non vestirsi proprio come un cavaliere e una dama medievale, in modo da celebrare non solo un matrimonio ma anche una rievocazione storica?

Il bouquet in stile medievale

Per quanto riguarda il bouquet della sposa, sarebbe molto più da medioevo se fosse composto, oltre che da fiori, da erbe aromatiche quali rosmarino, timo e basilico, poiché queste erano considerate di buon auspicio proprio in quell’epoca storica.

Il bouquet perfetto sarebbe dunque un mix tra erbe aromatiche e rose o gigli. Il consiglio è di inserire anche alcune spighe di grano, poiché anche queste erano ritenute di buon auspicio, soprattutto per la fertilità.

Le fedi nuziali in stile medievale e celtico

Non è un matrimonio se non ci si scambia le fedi durante la cerimonia e non c’è fede migliore di quella in stile celtico per celebrare un matrimonio medievale. Sono fedi grezze, realizzate prevalentemente in oro bianco e sembrano appena forgiate. La semplicità che non sbaglia mai è proprio quella di questo stile di anelli, buona idea anche per matrimoni più tradizionali per cui non si vuole finire con lo scegliere il tipico anello d’oro.

Il banchetto nuziale medievale

Il momento del banchetto era molto importante nelle corti medievali e ciò che caratterizzava questi grandi eventi – perché erano realizzati come se si trattasse proprio di eventi importanti – erano le grandi tavolate.

Infatti, nessuno era escluso e, dunque, per il matrimonio non sarà necessario ammattirsi per far sì che nessuno si azzuffi ai tavoli a causa delle antipatie. Si crea un unico tavolo in cui si sta tutti insieme – rettangolare e molto lungo oppure a ferro di cavallo – e, magari, si organizza un menu con molte pietanze e, soprattutto, selvaggina.

Le foto e il fotografo di matrimonio

La parte fotografica è, forse, una tra le più importanti perché un matrimonio sia perfetto. Il fotografo di matrimonio ha infatti una grande responsabilità, in quanto saranno le foto realizzate da lui a ricordare agli sposi il giorno più bello della loro vita. La scelta diventa dunque molto impegnativa, soprattutto se l’offerta è alta.

Ad esempio, se stai cercando un fotografo matrimonio Bergamo (zona ricca di castelli che si prestano ad ospitare ricevimenti nuziali, come il Castello di Marne o il castello di Cavernago, ad esempio) perché hai trovato tutto ciò che renderà il tuo matrimonio medievale perfetto nella città in questione, non saranno certamente pochi i fotografi a disposizione, proprio a causa della grandezza della città. La soluzione migliore per far sì che ogni aspetto di questo matrimonio venga esaltato sarebbe scegliere un fotografo affascinato dal tema scelto dagli sposi, così che possa essere più coinvolto in una giornata all’insegna dell’amore.