Una piscina idromassaggio: la terapia a casa vostra 

Tutti conoscono quali sono i benefici dell’idromassaggio, che si prende cura della nostra pelle e del nostro benessere. Non è quindi raro che si sogni di avere, magari in casa, una bella piscina idromassaggio dove potersi liberamente rilassare. Un piccolo accessorio di benessere, per poter curare lo stress e per potersi immergere quando si vuole.

Una piscina idromassaggio è come un piccolo centro benessere in casa propria, e nonostante le dimensioni ridotte, possono comunque offrire gli stessi confort che potreste trovare in un centro benessere o alle terme: i benefici dell’idroterapia a casa vostra possono diventare realtà, sfruttando una piscina idromassaggio.

Ma come si sceglie la soluzione giusta per voi? Quali sono i costi e come si procede all’installazione?

Se non sapete come orientarvi nella scelta di una piscina idromassaggio che faccia davvero al caso vostro, vogliamo darvi qualche consiglio utile nella scelta.

 Cosa scegliere, piscina o vasca?

La prima questione è: cosa scegliere, una piscina idromassaggio o una vasca? La differenza consiste nell’impianto di filtrazione. Ad esempio, le piscine idromassaggio non devono essere svuotate ad ogni uso. Questo perché l’acqua viene continuamente filtrata e pulita, come avviene con le piscine tradizionali. Invece le vasche idromassaggio hanno bisogno di essere continuamente svuotate ad ogni uso, perché non hanno alcun sistema di filtraggio.

Insomma, se dovete scegliere fra una piscina idromassaggio e una vasca dovete tenere conto di questo dettaglio: una piscina idromassaggio vi permette di risparmiare più acqua in quanto non ha certamente il problema dello svuotamento dell’acqua e questo comporta un certo risparmio.

La piscina idromassaggio in genere ha un consumo ridotto (massimo 2Kw, come un elettrodomestico) e il ricircolo dell’acqua consuma circa 100 watt.

 Scelta della piscina idromassaggio

Esistono tanti tipi di piscina idromassaggio, ad esempio ci sono le chaise longue ergonomiche, che sono dotate di poggiatesta e di poggiabraccia, e quelle sedute.

La piscina idromassaggio può avere tante funzioni di massaggio diverse, che possono variare a seconda della postazione. Il sistema di massaggio è dato appunto dall’acqua che viene gestita per mezzo di un sistema di pressione che crea le caratteristiche bolle massaggianti.

La piscina idromassaggio autoportante è quel modello che può essere posto su ogni superficie piana, non solo all’aperto ma anche in zone interne, non richiede opere di muratura e possono essere spostate. Devon essere collegate alla rete elettrica e non c’è alcun allaccio al circuito idraulico esterno. Sono in genere fatte di materiale acrilico, perché più resistente ai batteri ed alle muffe, è pensata per resistere agli agenti atmosferici ed anche agli sbalzi di temperatura.

Il modello di piscina idromassaggio da incasso invece va sistemata in un vano interrato, ed ovviamente sono anche più costose perché hanno bisogno di interventi murari, e dell’allacciamento idrico ed elettrico.

Alla piscina idromassaggio può essere aggiunta una copertura isolante, che fa in modo di non sprecare energia: ogni modello è fornito da una copertura differente che spesso viene fornita con la vasca o come optional aggiuntivo.

 Costi piscina idromassaggio: quali sono?

Ma quanto costa una piscina idromassaggio, quale è l’indicazione media del suo prezzo? Per farsi un’idea del costo della piscina idromassaggio, possiamo dirvi che indicativamente una piscina idromassaggio costa dai 650 ai 990 euro a seconda della grandezza del modello, delle persone che può ospitare e dal numero di getti d’aria che ovviamente crea l’effetto massaggiante.

Le vasche idromassaggio da esterne che possono essere incassate e che sono dotate di diversi confort, come sedute e lettini con poggiatesta, o sistemi di aromaterapia o di cromoterapia, hanno un costo che va da 5mila a 18mila euro circa, ovviamente a seconda del modello.

Orari Visita Fiscale: ecco le regole per dipendenti pubblici e privati

Quando un lavoratore dipendente si assenta dal lavoro per motivi di salute per legge è tenuto subito a contattare il medico di base per l’emissione del certificato medico che deve prontamente essere girato al datore di lavoro, dallo stesso giorno che parte la malattia il dipendente, sia esso privato o pubblico, dovrà rispettare gli orari della visita fiscale affinché il medico incaricato dall’Inps possa effettuare la visita fiscale, per stabilire l’effettiva malattia del lavoratore ed al tempo stesso verificare la presenza del lavoratore a casa, infatti la legge impone che un lavoratore malato (tranne alcuni casi) resti a casa e non che vada in giro per svolgere attività personali.

Come ricorda il sito https://orarivisitafiscale.it le fasce orarie di reperibilità non sono le stesse per tutti, c’è infatti differenza tra lavoratore pubblico e privato, lo stesso dicasi per l’obbligo di reperibilità che non vale per tutti, esistono infatti alcuni casi dove il malato è esonerato dalla visita fiscale e può uscire.

Dal 2018 la competenza delle visite fiscali anche per i dipendenti pubblici è passata sotto il controllo diretto dell’INPSè stato creato infatti il polo unico dei controlli che ha permesso di gestire meglio i controlli di lavoratori in malattia, con la creazione del polo unico si sono intensificati i controlli e sono state inasprite le pene per tutti coloro che non rispettano la normativa.

Negli anni passati infatti, erano moltissimi i dipendenti (sia pubblici che privati) che sfruttavano lo stato di malattia per assentarsi dal lavoro e svolgere attività personali che nulla centravano con la malattia, ovviamente oltre ad essere un reato questo rappresentava una perdita economica per l’Inps e per lo stato, visto che dopo un certo numero di giorni di malattia è proprio l’Inps a pagare lo stipendio del dipendente.

Per questo motivo è stato istituito il polo unico per centralizzare tutte le operazioni e permettere maggiori controlli sui lavoratori in malattia, oggi il medico fiscale può anche visitare il lavoratore malato più volte al giorno e per diversi giorni consecutivi, cosa che prima invece non accadeva.

Come abbiamo accennato in precedenza gli orari per le visite fiscali cambiano a seconda se il lavoratore appartiene ad un ente pubblico o privato, nel caso in cui il lavoratore dipendente svolga il suo lavoro per un’azienda privata gli orari da rispettare sono i seguenti:

Lavoratore Settore PrivatoOrari Vista Fiscale (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina10:00/12:00
Pomeriggio17:00/19:00

Nel caso in cui il lavoratore sia invece un dipendente pubblico, quindi dipendente dallo stato, gli orari da rispettare sono i seguenti:

Lavoratore Settore PubblicoOrari Visita Fiscale (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina9:00/13:00
Pomeriggio15:00/18:00

Come dicevamo esistono però delle eccezioni a queste regole, in alcuni casi particolari in cui il lavoratore può evitare di rispettare queste fasce orarie, la normativa sulla malattia del dipendente prevede l’esenzione per i seguenti motivi:

  • Esenzione visita fiscale per cause di forza maggiore;
  • Esenzione visita fiscale per scenari dove si rende necessaria la presenza del lavoratore in altro luogo;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici che devono essere svolti simultaneamente alla visita fiscale.

Nel corso degli anni la giurisprudenza ha emesso molteplici sentenze proprio su questo aspetto confermando alcuni casi dove il lavoratore può essere esonerato dal rispetto delle fasce orarie e dalla presenza al domicilio indicato per la malattia:

  • visite mediche che si svolgono presso il proprio medito curante e risulti impossibile effettuarle al di fuori degli orari di reperibilità;
  • necessità di ricevere delle iniezioni legati allo stato di malattia del dipendente;
  • ricovero ospedaliero;
  • ritiro di radiografie o altri documenti che sono strettamente collegati al certificato medico presentato dal lavoratore;
  • cure dentistiche che sono considerate urgenti;
  • necessità di recarsi presso la farmacia al fine di acquistare farmaci strettamente legati alla patologia del lavoratore.
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • tutte le donne dipendenti che sono in gravidanza a rischio;
  • tutti i lavoratori che hanno contratto un infortunio sul lavoro;
  • malattie e patologie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
  • stati patologici o malattie con invalidità che abbiamo determinato una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 67%.

Le migliori strutture termali del Lazio: quali sono? 

Il Lazio è una regione antica, ricchissima di bellezze storiche, artistiche, e naturali. Non solo per la Capitale, Roma, un luogo senza tempo, città eterna e più visitata del mondo intero, ma anche per tutto il territorio nel suo complesso.

Non solo. In Lazio sono anche presenti tantissime strutture termali di prima qualità, a due passi dalle principali città d’arte della Regione. Una soluzione che non è certo rivolta solo a chi abbia problemi di salute, ma anche a chi stia bene e voglia cogliere l’occasione per rilassarsi e per poter fare qualche trattamento termale di prima qualità, ideale per la salute della pelle e del corpo nel suo complesso.

Oggi come oggi le terme non sono più un lusso per poche persone, ma qualcosa che tutti possono concedersi per il loro benessere.

L’acqua termale è un ottimo palliativo ed aiuto in caso di tante tipologie di malattie, acciacchi e anche problemi respiratori o della pelle, come è stato dimostrato dalla scienza.

I centri termali del Lazio: quali sono?

  1. QC Termeroma, a Roma. Un complesso termale che si trova a Fiumicino e che sorge nel Parco Traiano. Sono le ex terme di Caracalla, prestigiose e famose in tutto il mondo, in un contesto lussuoso e nate nel 1982 dall’unione di sei centri termali. Oggi è uno dei poli del benessere più famosi ed importanti in tutta Italia. Queste terme permettono di vivere un’esperienza unica, di benessere, pace, tranquillità, e prevede un pacchetto completo di trattamenti come vasche e cascate rigeneranti, la welleness farm, le bio-saune per purificare la pelle e riattivare la circolazione, le sale relax sensoriali, e tantissime tecniche di relax per il corpo e percorsi per il rilassamento e per la bellezza.
  2. La struttura delle Terme di Viterbo. Si tratta di una struttura ideale per chi è alla ricerca di pace e di benessere, che dà tantissimi benefici al corpo intero. Sorge in un luogo storico, ricchissimo di bellezza, storia, mistero e arte. Le sue acque sono famose per essere ricche di preziosissime risorse per la pelle e per la salute: essendo acque sulfuree, infatti, hanno una vera e propria azione di bellezza sulla pelle, azione esfoliante e riparatrice sulle difese immunitarie, stimola la circolazione del sangue e quella capillare, ed è ricca di sostanze preziose per l’organismo. Un luogo magico dove curarsi solo del proprio benessere.
  3. Il Grand Hotel Terme di Stigliano. Uno dei più famosi centri termali del Lazio, consiste in un centro termale tranquillo, in una posizione abbastanza isolata, per poter consentire di staccare da caos e da rumori. Un luogo dove lo scopo è ritrovare la connessione con la natura, e potersi riposare. Il Grand Hotel Terme di Stigliano è dotato di un antico percorso, chiamato percorso Romano, che si ispira proprio alla tradizione termale dell’antica Roma. Dotato di un tiepidarium, calidarium, frigidarium, e della sauna finlandese, per concludere poi con un aromarium. Tutti i trattamenti di Grand Hotel Terme di Stigliano sono pensati per creare dei veri rituali di bellezza che arrivano direttamente dall’antica Roma, in un’atmosfera unica e speciale.
  4. Villa Clementina. Un hotel e centro termale che si trova immerso in un’oasi di pace, quella del parco naturale di Bracciano, un paradiso di natura in Etruria, a 30 km da Roma. Un luogo di relax, pensato per la cura del corpo, ma anche di arte: il proprietario è anche pittore ed ha dipinto diverse stanze, curando il loro arredo e dando un fascino incredibile a questo luogo. La villa è dotata di una piscina all’aperto, campo d tennis, SPA di valore e un giardino botanico. Un luogo per fare immersione non solo nel relax ma anche nella bellezza.

I Trend per l’interior design nel 2020

Quello dell’arredamento o se si preferisce dell’interior design è un mercato in crescita e continua evoluzione, molto attento a trend e suggestioni che spesso vengono da lontano.

Quali sono i maggiori trend che caratterizzeranno le scelte di arredatori e architetti nel 2020, cosa dovremo fare per avere della case di tendenza?

Come conoscere i migliori trend dell’interior design

Se desideriamo restare sempre aggiornati sui trend del settore possiamo senza dubbio affidarsi alla rete e seguire uno o più dei tanti siti, blog e web magazine dedicati a interior design e arredamento. Ce ne sono di molto validi anche in Italia, ma senza dubbio spaziare tra più fonti, anche estere, permette di avere una panoramica maggiormente ampia, diversificata e quindi ricca di stimoli.

Anche la stampa di settore, con le tante riviste dedicate alla casa e in particolare proprio al design di interni e all’arredamento possono essere un ottimo modo per tenersi aggiornati e individuare per tempo nuovi trend particolarmente promettenti.

Un altro modo molto semplice, ma al contempo efficace per individuare trend e spunti interessanti è quello di seguire le tante trasmissioni televisive, su canali dedicati o generalisti, che si occupano di arredamento. In alcuni casi possono dare spunti utili e nuove idee che possiamo adattare alle nostre esigenze.

I maggiori trend dell’interior design nel 2020

Tra i trend da tenere senza dubbio d’occhio nel 2020 c’è quello dell’utilizzo di materiali sostenibili o come si usa spesso dire all’estero eco-friendly. Parliamo ad esempio del legno, meglio se non trattato con sostanza chimiche, ma anche di materiali di recupero. Tutto quello che impatta poco sull’ambiente, che non inquina, che permette di abbattere i consumi energetici e che magari da nuova vita ad oggetti che altrimenti finirebbero in discarica. La sensibilità sulle tematiche ambientali è per fortuna in crescita e anche l’interior design ne viene inevitabilmente influenzato. Avere in casa materiali più naturali, ha inoltre un impatto positivo anche sulla nostra salute, evitando o comunque limitando problemi sempre più diffusi, come dermatiti da contatto o disturbi respiratori.

Tra le mode del momento merita senza dubbio di essere citata quella dello stile Countryside Chic, perfetto per chi apprezza atmosfere calde, romantiche, ma al contempo ricche di suggestioni campestri, dove forte è il richiamo ad elementi naturali, senza però mai rinunciare ad una ricercata eleganza. Chi arreda casa in questo modo cura in genere i minimi dettagli, sa bene quello che fa e cosa vuole ottenere. Se si dosano bene i giusti elementi si possono creare ambienti molto accoglienti e al contempo decisamente di tendenza.

Altro trend in forte crescita all’estero, ma che inizia ad affermarsi anche da noi e che senza dubbio crescerà e saprà imporsi nel corso del 2020 è quello del cosiddetto Natural Luxury. Spesso siamo legati ad un’idea di lusso che richiama elementi riccamente decorati, ma il Natural Luxury intende ridisegnare questo paradigma, ricercando un lusso più autentico, semplice e naturale. Questo trend prevede l’utilizzo di pochi elementi e di arredi semplici e realizzati partendo da materiali naturali, come ad esempio il legno grezzo o le canne di bambù. Quando il risultato è pienamente raggiunto si ottengono spazi ordinati, minimali, ma al contempo raffinati e in grado di avvicinare chi li abita all’ambiente, riscoprendo un contatto più profondo con la natura.

Veniamo ora ai colori, quali sono i più trendy del 2020? Non è affatto facile dare una risposta sintetica e al contempo esaustiva, molto dipende naturalmente dai gusti di ognuno e da come si vanno ad accostare tinte e texture per dar vita a creazioni uniche. Senza dubbio il 2020 vedrà una forte affermazione di tinte chiare, neutre e dei colori pastello.

Chi opta per arredi o scelte “New Nordic” spesso predilige proprio i colori pastello, meglio se chiari o molto chiari per le pareti, e magari gioca e osa un po’ con tinte più accese, come un azzurro o un viola per singoli elementi d’arredo, come vasi o cuscini, ma anche sedie o poltrone, che possano così risaltare e diventare facilmente protagonisti di una stanza dove regna la sobrietà.

Concludiamo con un trend che sta rapidamente prendendo piede in vari paesi nel mondo, quello di texture e materiali soffici ed avvolgenti. Questa tendenza riguarda molti diversi settori, si va dalle tende ai tappeti, passando per innumerevoli elementi decorativi e funzionali. C’è voglia di calore e magari di un po’ di coccole.

Grandi artisti italiani, ecco quali sono 

L’Italia è stata sicuramente una delle nazioni che ha dato di più al mondo dell’arte in assoluto. Se pensiamo a dei grandi artisti italiani, la mente corre subito a grandi come Caravaggio, Leonardo da Vinci, Botticelli, Giotto, e moltissimi altri. Tuttavia anche il panorama dell’arte contemporanea italiana ha davvero tanto da raccontare: si tratta di uno stile diverso da quello classico che siamo abituati a vedere, ma comunque molto affascinante, che racconta la realtà di oggi attraverso i sensibili occhi degli artisti.

La pittura, sia classica che contemporanea, rimane quindi un appannaggio del nostro Paese che sa distinguersi ancora oggi per la presenza di tanti artisti. Designer ed architetti, certo, ma anche pittori di talento che consentono all’Italia di avere ancora un ruolo di rilievo nel panorama internazionale, influenzando lo stile e la critica.

Ma quali sono alcuni dei nomi dei più grandi artisti italiani contemporanei? Andiamo alla scoperta dei loro nomi e delle loro storie.

I maggiori artisti italiani di oggi

  1. Gianluca Corona. Grande artista italiano, pur essendo un contemporaneo da sempre la sua ispirazione si trova nell’arte classica, e soprattutto nei maestri del XVI e del XVII secolo. Si forma all’Accademia di belle arti di Brera e studia a Bergamo dal Maestro Donizetti, da dove poi arriva ad esporre in tutta Italia. Corona rappresenta soprattutto opere naturali, figure morte attraverso una tecnica di fedeltà naturale che ricorda l’iperrealismo. Mette in luce così, nelle nature morte, una luce ed una vita unica che parte direttamente dall’oggetto rappresentato. I suoi sono dipinti semplici e complessi allo stesso tempo, affascinanti nella loro bellezza grazie all’uso sapiente della luce e dei colori.
  2. Fabio Massimo Ulivieri. Fabio Massimo Ulivieri nasce a Milano, dove cresce, studia e dove lavora tutt’oggi. Pittore per passione, è considerato uno dei pittori meneghini contemporanei più importanti in assoluto ed uno degli esponenti primari dell’arte contemporanea in Italia. Dipinge la sua città, Milano, in modo assolutamente eclettico, come dimostrano le sue opere del ciclo ‘Resurrezioni’ cominciato nel 1996, che rappresenta il cuore pulsante della sua opera artistica. Fra sogno e apparizione, Fabio Massimo Ulivieri è sicuramente uno degli artisti più bravi ed apprezzati nel racconto della sua città e delle sue sfumature, misteri e bellezze.
  3. Domenico Paladino. Paladino è un pittore estremamente apprezzato non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Nato nel 1948 a Benevento, è un esponente della Transavanguardia, un movimento che si ispira alla pittura degli anni Settanta. Non solo opere artistiche e pittura, Paladino è anche amante dei collage e della scultura e si è avvicinato alla fotografia, dimostrandosi un artista estremamente poliedrico e versatile in grado di cogliere la realtà in mille sfaccettature diverse, sempre in modo originale.
  4. Tiziano Baravelli. Tiziano Baravelli nasce innamorato dell’arte, a Bologna, nel 1963. Già da bambino, con una grande predilezione per la musica, comincia a suonare e diventa produttore musicale: solo attorno ai 40 anni si avvicina al mondo della pittura e comincia a dipingere, scoprendo così un nuovo talento ed una nuova passione. Una passione che lo divora a tal punto che oggi Tiziano Baravelli è uno degli artisti più importanti del panorama contemporaneo italiano, tanto da essere apprezzato in tutto il Belpaese. Tiziano Baravelli ama soprattutto fare ritratti, e ritratti di donna, di volto o corpo intero: attraverso le sue opere, sonda la fragilità dell’attimo del corpo umano, le sue mille espressioni, le sue caratteristiche. Con colori neutrali, mai troppo accesi, raffigura la grazia femminile e le emozioni dei personaggi, con una sensualità velata e mai volgare, attraverso larghe pennellate che disegnano volti e spazi.

Quando l’ambiente di lavoro diventa casual e l’uomo pure

L’ambiente di lavoro è mutato ed è in continuo mutamento. Se è cambiato quello che era il mondo del lavoro come lo conoscevamo, il posto fisso e le sue certezze, questo ha significato anche un cambio di rotta colossale nel modo in cui oggi viene concepito il posto di lavoro. Da una parte le aziende stesse cercano di creare un clima di collaborazione fra i dipendenti e molto meno formale, dall’altro oggi, e sempre di più, si assiste a fenomeni nuovi di lavoro dove si è imprenditori di se stessi o freelancer e lo spazio di lavoro è ridotto a quello che gravita attorno ad un personal computer. Tutto ciò ha portato al fiorire di nuove situazioni di lavoro altamente informali, elastiche e mutevoli che trovano il proprio apice nell’esperienza del coworking, una soluzione in rapida ascesa che presenta ancora una preponderanza della presenza maschile (nonostante le statistiche diano la presenza femminile in costante crescita, con una percentuale del 5% annuo.)
Saranno tutte queste cose insieme e tanti altri elementi di carattere sociale e culturale ma, fatto sta, che oggi l’uomo sul lavoro è decisamente più casual e che lo stereotipo dell’uomo in giacca e cravatta è oramai pressoché limitato a poche sfere lavorative, si pensi ad esempio all’avvocato o al manager.

L’abbigliamento sul luogo di lavoro:  la scarpa

Questo trand dell’abbigliamento maschile è confermato anche dai report delle vendite attraverso gli shop on-line. Se a farla da padrone, come calzatura maschile, è ovviamente la sneaker, la scarpa elegante, intesa come derby od oxford difende la propria posizione mentre, capofila del nuovo stile urban-chic, tornano a farla da padroni i polacchini ed i chelsea boot. I primi in particolare sono diventati il compromesso perfetto fra un allacciata ed uno stile casual adatto sia ad un posto di lavoro non troppo formale che al tempo libero. La scarpa quattro fori che ha fatto storia continua a restare pressoché immutata, a dispetto delle mode, aggiornandosi solo in piccoli particolari e nei colori più o meno di tendenza, risultando l’abbinamento perfetto tanto con un jeans quanto con un pantalone da uomo dal taglio dritto, la soluzione giusta per un pantalone chino o con un cargo dal taglio slim.
Sempre all’insegna della praticità e della versatilità, anche la scelta orientata verso lo stivaletto Chelsea che sempre più marchi propongono per questa stagione autunno -inverno; ha un tocco più rock ed ancora meno informale rispetto al polacchino, questo tanto per la mancanza di allacciatura sia per i pellami lucidi od opachi di norma utilizzati per questo modello, a differenza di quelli scamosciati tradizionalmente riferiti al polacchino. Questa scarpa vuole un pantalone che non superi la caviglia, così da non mozzarla e poterne fare pienamente sfoggio.

La riscoperta della camicia in chiave casual

Anche la camicia cambia e diventa meno formale, sempre rigorosamente slim-fit. Al colletto alla francese o all’italiana viene preferito sempre più quello alla coreana, che di per sé non prevede la cravatta come complemento e non pone alcun dubbio amletico su abbinamenti di colore o bottoni da lasciare slacciati. Già da un paio di anni si è assistito al grande ritorno delle camicie in denim che anche per questa stagione nella moda maschile, continuano ad essere un must dell’abbigliamento informale maschile; rigorosamente in lavaggi chiari, questo capo sembra molto easy ma in realtà pone maggiori problemi di abbinamento di quelli che si potrebbero supporre: fra un abbigliamento casual ed uno trasandato il passo è breve!
Ma chi davvero la fa da padrone è la fantasia. La camicia stampata, da semplice pois al floreale, fino ad arrivare a fantasie assolutamente stravaganti, lascia spazio all’espressione, chiara ed ineludibile, del proprio stile: nerd, gipsy oppure preppy, la camicia stampata è uno strumento flessibile ed estroso.
Infine si assiste al grande ritorno del blazer. Sfoderato, molto meno formale, dal taglio elementare e nelle stoffe più varie, finanche in felpa, non è più la giacca del completo da uomo che vuole, anzi pretende, una cravatta ed una camicia ben inamidata, ma diventa un’alternativa al solito maglioncino, per dare un tocco diverso, magari un po’ hipster, al proprio stile.

In definitiva, l’uomo informale ci piace purché non dimentichi che informale non significa sciatto. Casual sì, ma con stile!

I 5 accessori uomo di moda che fanno la differenza

L’uomo contemporaneo segue le tendenze della moda per migliorare il proprio look e sempre più spesso, allo scopo, per farlo si affida a piccoli ma significativi accessori uomo.

Da tempo la funzione stessa dell’accessorio va ben oltre il suo valore commerciale: il vero focus delle collezioni è l’originalità.

L’estetica maschile sta vivendo negli ultimi anni anni un vero e proprio boom e il target su cui puntano oggi le aziende produttrici di abbigliamento ed accessori uomo è molto più ampio di un tempo.

L’uomo moderno si cura, si ama, si vuole migliorare e certamente indossare una bella scarpa abbinata al giusto marsupio fa la differenza. 

Accessori uomo: quanto contano i dettagli

Superata l’era in cui il valore degli accessori uomo era dato dalla capacità degli stessi di rendere più classico il look, oggi si punta sui dettagli in grado di rendere unici ed originali, visto che la moda maschile odierna e futura tende a dare ampio spazio anche e soprattutto a stili casual e sportivi.

Marsupio e tracolla restano in assoluto gli accessori in grado di unire all’eleganza la comodità.

Oggi più che mai questi diventano indispensabili strumenti in cui collocare smartphone e dispositivi mobili diversamente impossibili da tenere in tasca, vista la loro grandezza e l’uso continuo che se ne fa.

La borsa a tracolla diventa segno distintivo per l’uomo contemporaneo, accessorio irrinunciabile per chi ama i look metropolitani e casual e si adatta bene alle scarpe, nei vari modelli più utilizzati, che sono certamente i sandali bassi, le sneakers, i mocassini e gli stivaletti.

Gli accessori uomo si vestono di colore e forme differenti, recuperando e rinnovando stili di un tempo, sempre però adattandoli al trend del momento.

Il primato della pelle negli accessori uomo

Gli accessori uomo seguono le rinnovate tendenze e, oltre alla intramontabile cintura in pelle, torna in auge il chiodo. Il fascino di questo giubbotto nato in origine come capo militare, con i suoi 90 anni di vita, torna di gran moda affascinando il pubblico maschile, ma anche quello femminile di ogni età.

Il suo successo, passato dai set cinematografici alle più famose passerelle di tutto il mondo, si vede oggi aggiornato in base ai gusti e alle tendenze del momento ed è sempre più indossato anche dalle donne, sulla scia dell’uso che ne fanno le celebrities in televisione.

La pelle si conferma uno dei materiali maggiormente di tendenza e chic e il chiodo un must-have per le mezze stagioni e non solo, visto che, con un adeguato abbigliamento da mettervi sotto, può essere comodamente utilizzato anche nella stagione più fredda.

Oltre alla cintura, al chiodo, alla borsa a tracolla e al marsupio, il portafoglio resta in assoluto uno degli accessori uomo tra i più utilizzati. La sua funzionalità, per quanto importante, si vede superata dalla cura maniacale per l’estetica che l’uomo di oggi possiede: è questa a conferire a questo accessorio un valore che va ben oltre quello di contenere banconote.

Il portafoglio interpreta perfettamente l’animo versatile di ogni uomo che lo possiede: la praticità si unisce all’eleganza, la semplicità al gusto.

Piccoli o grandi, rettangolari o quadrati, con chiusura a clutch o a zip: i portafogli sono oggi realizzati per rispondere a qualsiasi esigenza di praticità ed estetica, diventando accessorio uomo che esprime appieno la personalità maschile.

Pensiamo a quanto un portafoglio in pelle durevole e raffinato, ad esempio, possa fare davvero la differenza nel look maschile e rappresentare un prezioso alleato in ogni circostanza.

Oggetti da sempre amati, gli accessori uomo rappresentano in conclusione un oggetto esclusivo da regalare per le feste, con la certezza di fare cosa gradita.

La tradizione dell’Antiquariato a Milano

A Milano, si respira arte da sempre; basti pensare al Cenacolo di Leonardo da Vinci, al Castello Sforzesco e alla meravigliosa Accademia d’Arte di Brera.

Il capoluogo lombardo, è da sempre sinonimo di eleganza, lusso e ricercatezza, anche per quanto riguarda la tradizione antiquaria.

Sono molti, infatti, i luoghi dove è possibile trovare, vendere e acquistare arredi, accessori e opere d’arte vintage e di grande valore storico.

Mostra AMART, la fiera dell’Antiquariato di Milano

Milano ha una lunghissima tradizione antiquaria che le ha permesso nel corso dei decenni di assurgere ad una posizione di prestigio nell’ambito artistico internazionale per quanto riguarda la compravendita di oggetti di antiquariato.

Dal 2018 questa tradizione si è concretizzata nella Fiera Amart Antiquariato a Milano che, grazie al lavoro dell’Associazione Antiquari Milanesi, è in grado di proporre allestimenti di altissimo livello che consentono al visitatore di ammirare alcuni tra i più interessanti capolavori dell’arte italiana e non solo.

La sede della mostra è il palazzo neoclassico conosciuto come il Museo Della Permanente, un vero e proprio gioielli di architettura che espone collezioni d’arte tra le più note e di grande rilievo.

Ogni anno, l’AMART seleziona i pezzi più affascinanti tra quelli appartenenti a varie epoche per attirare visitatori appassionati di storia dell’arte e dello stile antico, moderno e contemporaneo; in occasione della mostra che si è tenuta a maggio 2019, la Mostra dell’Antiquariato di Milano ha restaurato ed esposto un’opera molto nota appartenente al ‘600 lombardo, il “Morazzone”, di proprietà del Museo Poldi Pezzoli.

Le botteghe di antiquariato a Milano

L’AMART, Associazione degli Antiquari Milanesi, è una società che si è costituita nel 1957 con l’obiettivo di difendere gli interessi della categoria e valorizzare il patrimonio artistico lombardo e non solo.

Ogni membro dell’Associazione, è una realtà consolidata nel panorama dell’antiquariato milanese che, da sempre, è fiorente di iniziative culturali per promuovere l’arte in ogni sua sfaccettatura.

Le numerose botteghe antiquarie presenti nell’area milanese sono la testimonianza di una passione che dura da generazioni e che costantemente si rinnova per consentire agli appassionati di arte di scoprire, ammirare e acquistare opere di alto valore artistico.

Tra le missioni dell’Associazione, una delle più importanti riguarda l’aspetto normativo ed etico della professione dell’antiquario che deve sempre svolgere la sua attività nel pieno rispetto dell’autenticità e del valore degli oggetti commercializzati nelle botteghe antiquarie di Milano.

Mercatini Antiquariato a Milano

Tra i mercati dell’Antiquariato di Milano più noti troviamo senza dubbio il Mercatone dell’antiquariato che si tiene la penultima domenica di ogni mese sul Naviglio Grande.

Si tratta di una vera e propria mostra all’aperto dove oggetti di antiquariato e modernariato si mischiano per creare un’atmosfera davvero di altri tempi.

Anche l’hinterland milanese ha i suoi mercatini dell’antiquariato; quelli più famosi sono quelli che si svolgono a Corsico (prima e terza domenica del mese), a Buccinasco (seconda domenica del mese) e San Donato (terza domenica del mese).

Non è difficile, passeggiando tra i tanti espositori di questi mercati, imbattersi in oggettistica e piccole opere di modernariato e antiquariato.