I migliori quartieri di Siena dove vivere

Siena, la città del Palio, è una vera e propria scoperta. Nota città d’arte della Toscana, ma non così famosa e frequentata dai turisti come Firenze e Pisa, giace su una serie di colli ed è circondata da splendide mura. Una città che vale la pena essere scoperta, sia per una breve vacanza che per viverci: è infatti sempre al vertice delle classifiche della qualità di vita in Italia, e una volta vista non è certo difficile capire il perchè.

Allo stesso tempo, Siena è sede di una delle università più importanti del nostro paese, con oltre 15 mila iscritti ai suoi corsi di laurea, di primo e secondo livello. Essi vivono al 100% la città come un abitante del posto, abitando in centro o negli immediati dintorni, grazie ad appartamenti trovati col passaparola o sul web tramite uniaffitti. Ma gli altri, quelli che scelgono Siena non per l’università, ma per i motivi più disparati? Per loro abbiamo pensato ad una breve guida su quali sono i migliori quartieri di Siena dove vivere, per vicinanza ai servizi, ai mezzi e ai monumenti.

Centro storico

Iniziamo col dire che il centro storico di Siena è effettivamente diviso in 17 quartieri, rappresentanti le contrade che si sfidano due volte l’anno durante il Palio. Ma per un esterno che decide di vivere a Siena, non ha molta importanza la scelta della contrada: pertanto possiamo trattare il centro storico cittadino come se fosse un unico grande quartiere.

Qui si trovano praticamente tutti i monumenti e i punti di riferimento della città, a cominciare dalla splendida Piazza del Campo, su cui si affaccia l’iconica Torre del Mangia, mentre a poca distanza si trova il bellissimo Duomo con la sua facciata gotica. Vivere nel centro storico di Siena porta con sè vantaggi e svantaggi: da un lato avrete tantissime bellezze a portata di sguardo, e non mancheranno certo i bar, i ristoranti e i negozi. Dall’altro il centro storico, come in molte città d’arte, è pesantemente sfruttato dal turismo di massa, il che si traduce in prezzi più alti del normale e qualità molto spesso inferiore. Attenzione anche all’auto: essendo interamente pedonale, potrete scontrarvi contro le difficoltà nell’ottenere l’accesso residenti, e ovviamente a trovare parcheggio.

Scacciapensieri

La zona di Scacciapensieri è un elegante quartiere residenziale a nord del centro storico. Nonostante la breve distanza dal centro sembra di essere totalmente in un altro luogo, dato che ci sono già alcuni B&B, ville di charme e un grosso campeggio. Una zona esclusiva ma comunque dotata dei servizi essenziali: un supermercato in via del Paradiso e le scuole pubbliche di via del Poggetto. Non ci sono però molti negozi o ristoranti. Altro punto a favore della zona di Scacciapensieri è la vicinanza all’ospedale, e la comodità di avere la stazione ferroviaria non troppo distante.

Acquacalda

Acquacalda, o Acqua Calda come a volte si trova scritto, è un ottimo quartiere dove vivere a Siena. E’ collegata al centro tramite Viale Camillo Benso di Cavour, che termina a Porta Camollia, la porta più nord-occidentale del centro storico. Da qui è comodo anche raggiungere la stazione ferroviaria, scendendo il percorso di scale mobili.

Acquacalda è un quartiere dotato di molti servizi: ufficio postale, supermercati, autofficine, impianti sportivi, bar e ristoranti. C’è anche un’importante piscina, sede del Centro Nuoto UISP. Vivere ad Acquacalda consente di rimanere a ridosso della città, ma allo stesso tempo sfruttare un ambiente più rilassato, e senz’altro più moderno rispetto al centro: ci sono infatti parcheggi, autobus e tutto ciò che serve per godersi al massimo la vostra nuova vita a Siena.

Matera: aspetto culturale e paesaggistico

Dichiarata nel 1993 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Matera, la città dei Sassi, è una tra le più antiche al mondo. Il suo territorio custodisce gelosamente testimonianze di insediamenti umani dal paleolitico ai giorni nostri.

Matera, paesaggio culturale: proprio in occasione dell’iscrizione dei Sassi di Matera, l’UNESCO ha utilizzato, per la prima volta, il concetto di ‘paesaggio culturale‘.

Il centro urbano si è sviluppato dalle grotte naturali scavate nella roccia in due anfiteatri naturali: il Sasso Barisano ed il Sasso Caveoso.

Matera è stata nominata nel 2014 Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Matera: paesaggio rupestre carico di cultura e tradizioni

Matera è una città dalla storia unica, millenaria, complessa.

E’ una città di confine, contrasti e fusione tra paesaggi, culture e civiltà diverse. Conserva un grande patrimonio tra civiltà rupestre, bizantina, orientale, normanna, cultura romanica, rinascimentale, barocca.

Non a caso, a Matera vengono organizzati eventi espositivi prestigiosi a livello nazionale ed internazionale.

I Sassi, le chiese rupestri e il Parco della Murgia sono i pilastri del paesaggio culturale, i tesori preziosi di Matera.

I Sassi di Matera

I Sassi si sviluppano tra chiese rupestri, grotte, palazzi signorili, ballatoi, archi. Il centro storico realizzato nel tufo è unico al mondo. I Sassi di Matera rappresentano oggi l’evoluzione abitativa di un luogo nato nell’età del bronzo, che si è consolidato nel Medioevo.

Chiese e case sono state costruite tutte nella roccia. Soltanto i luoghi di culto diversi tra loro scavati nel tufo dal Medioevo al XIX secolo sono 150 circa. Le pareti esterne in roccia contrastano con i raffinati affreschi all’interno di chiese come quelle di Santa Barbara, Madonna delle Virtù, San Pietro Barisano, Santa Lucia delle Malve, Santa Maria de Idris e San Giovanni, San Nicola dei Greci.

I Sassi di Matera testimoniano la grande capacità dell’uomo di adattarsi all’ambiente naturale.

Le chiese rupestri raccontano il passaggio evolutivo dell’uomo dalle fasi preistoriche al cristianesimo.

Il Parco della Murgia

Sul canyon opposto a quello dei Sassi di Matera, sorge il Parco della Murgia Materana con un’estensione di 8.000 ettari. Custodisce gli insediamenti più antichi di tutto il territorio risalenti al Paleolitico come la Grotta dei Pipistrelli e villaggi neolitici come quello di Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello.

Nel Parco della Murgia sono presenti varie specie di flora e fauna e differenti zone paesaggistiche: boschi, macchia mediterranea, aree per il pascolo e le tipiche masserie, icone della società rurale.

Del parco citiamo la famosa Contrada Tempa Rossa, una rupe maestosa visibile anche dalla costa ionica del Metapontino.

Qualche consiglio per andare bene a scuola e non essere bocciati

Per molti ragazzi la scuola non è una passeggiata. L’anno scolastico richiede per molti studenti, di scuole di diverso grado, grandi sacrifici per riuscire ad avere a fine anno tutte le materie con la sufficienza e non rischiare così di essere bocciati. Ecco, quindi, qualche semplice consiglio per andare bene a scuola e non essere bocciati.

Scegliere il giusto indirizzo di studi

L’indirizzo è fondamentale, e ogni percorso ha le sue peculiarità e difficolta per cui la scelta iniziale deve essere fatta con lungimiranza. Istituti tecnici o licei (scientifico, classico, linguistico ad esempio) hanno difficoltà completamente differenti.

Avere una buona condotta

Uno dei consigli più importanti per gli studenti che non vogliono essere bocciati è quello di comportarsi bene, arrivando a fine anno scolastico con un buon voto in condotta. Questo consiglio non richiede capacità di studio, ma solo un po’ di responsabilità nell’adottare una buona disciplina a scuola. Non si richiede allo studente di essere una sorta di soldatino, ma di avere rispetto per gli insegnanti e per i compagni di classe. Sono sufficienti pochi e semplici accorgimenti, ad esempio non fare confusione in classe durante le lezioni, rispondere con rispetto agli insegnanti, evitare atteggiamenti di aggressività sia verbale che fisica e rispettare i tempi nel prendere la parola, evitando di creare confusione e litigi.

Studiare in modo costante

Un altro buon consiglio per andare bene a scuola e non essere bocciati riguarda ovviamente lo studio. Per superare l’anno scolastico tutte le materie devono avere voti sufficienti alla fine dell’anno scolastico, altrimenti si rischia di dover studiare anche d’estate e sostenere gli eventuali esami di riparazione o di recupero. Questo implica, in primo luogo, impegnarsi costantemente per avere buoni voti in tutte le materie di studio. Non significa che in ogni disciplina si debba essere il primo della classe, ma solo fare i compiti a casa, stare attento in classe e avere la sufficienza in tutte le materie, o almeno dimostrare di aver studiato.

Stare attenti in classe e prendere appunti

Questo consiglio di base porta ad altri suggerimenti. Per avere un buon rendimento scolastico, infatti, si consiglia, in primo luogo, di essere sempre attenti in classe. Non si tratta di una cosa semplice, dal momento che agli studenti viene richiesta un’attenzione costante ogni mattina per cinque ore affrontando tematiche diverse che non sempre possono essere interessanti, ma uno sforzo in tal senso è doveroso. Per non distrarsi in classe, specie durante la spiegazione di argomenti che possono risultare meno interessanti, il consiglio è quello di prendere appunti mentre l’insegnante spiega. In questo modo lo studente evita di distrarsi con il vicino di banco e, scrivendo nero su bianco quello che viene detto dall’insegnante, potrà fissare in testa alcuni concetti importanti che gli saranno utili durante lo studio a casa. Le informazioni fornite dall’insegnante, infatti, sono riassuntive dell’intero materiale di studio. A casa, quindi, sarà sufficiente leggere il libro di testo e rivedere gli appunti per capire quali sono i concetti fondamentali da tenere a mente in vista del compito o dell’interrogazione.

Fare domande in classe

Altro consiglio importante per andare bene a scuola riguarda l’interazione con l’insegnante in classe. Fare domande all’insegnante, attinenti all’argomenti che sta affrontando, o rispondere ad eventuali domande poste in classe è prova di un’attenzione costante da parte dello studente ed è molto apprezzata dagli insegnanti. In questo modo, oltre a dimostrare attenzione in merito alla tematica affrontata, lo studente avrà modo di capirla meglio e affrontare con serenità compiti e interrogazioni su questo argomento.

Studiare con gli amici

Se una materia risulta particolarmente ostica, si può chiedere aiuto a un compagno di classe che ha buoni voti e che ha capito meglio la materia in questione. Studiare con gli amici può rivelarsi molto produttivo, ma solo se non si rischia di perdersi nelle distrazioni. Non tutti sono portati per lo studio collettivo. Quindi, se studiare insieme ad altri porta lo studente ad distrarsi, è meglio scegliere lo studio individuale, eventualmente chiedendo l’aiuto dei genitori o all’insegnante sui punti che non si sono compresi.

Chiedere aiuto

Le materie di studio a scuola sono tante e di diverso tipo. Non tutti riescono a entrare nei meccanismi, ad esempio, della matematica o della fisica, mentre alcuni hanno difficoltà ad articolare concetti scrivendoli. Se una materia risulta particolarmente ostica e, nonostante le ore passate sui libri, i risultati non sono ancora buoni, il consiglio è di chiedere aiuto ai propri genitori o all’insegnante ed eventualmente chiedere di essere affiancato da un tutor.

Studiare durante le vacanze

Le vacanze sono il periodo più ambito dagli studenti, ma attenzione: va bene rilassarsi e recuperare le energie in questi momenti, ma non perdiamo la costanza nello studio. Per andare bene a scuola e non essere bocciati il consiglio è quello di sfruttare bene il tempo delle vacanze scolastiche per approfondire concetti che sono rimasti più difficili da capire e non perdere l’esercizio nelle altre materie. Il tempo perso difficilmente si recupera.

Dormire bene e svagarsi

Infine, un consiglio importante per andare bene a scuola riguarda anche i necessari momenti di relax e di svago. Per avere un buon rendimento a scuola lo studente deve avere la possibilità di dormire bene per recuperare le energie e ritagliarsi dei momenti nella giornata da dedicare alle sue passioni. Fare sport o seguire corsi di musica, teatro o di altro tipo, oltre a far bene al corpo e alla mente dello studente, ampliano il suo curriculum extra scolastico, trovando apprezzamenti anche da parte degli insegnanti.

Bocciatura: tutte le cause alla base degli anni scolastici perduti

Le cause di una bocciatura sono molteplici e anche se la bocciatura viene spesso vista come un fallimento, questa non pregiudica il futuro dello studente. Il mancato raggiungimento della promozione a fine anno non può essere attribuito banalmente come responsabilità dello studente. Le cause da indagare, infatti, possono essere molte e non è sempre facile individuare i motivi che possono portare all’insuccesso. Vediamo una panoramica delle principali cause alla base degli insuccessi scolastici.

Mancanza di interesse per lo studio

Uno dei motivi principali che può portare alla perdita dell’anno scolastico, e potremmo dire il più scontato, è dovuto alla riduzione di interesse da parte dello studente. Molte difficoltà che un alunno può incontrare nello studio sono dovute a una mancanza di motivazione. Queste difficoltà possono aumentare in concomitanza all’adolescenza, periodo delicato nella vita dello studente. Oppure ancora in prossimità dell’inizio di un nuovo ciclo di studi, in cui si va incontro inesorabilmente a cambiamenti per quanto riguarda i compagni, per gli insegnanti e per le materie affrontate. La mancanza di motivazione può essere generica oppure incentrata su alcune materie in particolare. Spesso gli studenti non si sentono motivati perché percepiscono la scuola come un obbligo senza cogliere le reali prospettive, altre volte semplicemente perché manca qualcosa che scateni in loro la curiosità di imparare. Per stimolare la curiosità degli studenti si può ricorrere a molti espedienti dal gioco, soprattutto per il coinvolgimento degli studenti più piccoli, fino al coinvolgimento attivo.

La mancanza di impegno, inoltre, può essere ricondotta alla paura del fallimento, che conduce lo studente a rinunciare a provare di svolgere i compiti più impegnativi, lo studente può ricadere in un circolo vizioso in cui per paura di non avere successo, si rifiuta di impegnarsi nello studio, ricadendo inevitabilmente nell’insuccesso. Ogni indirizzo ha le sue peculiarità e difficoltà: leggi il nostro approfondimento, ad esempio, sul liceo linguistico.

Problemi familiari

Un altro motivo che può influenzare in maniera negativa sull’apprendimento e il successo scolastico è legato alla presenza di problematiche familiari. Un clima familiare sereno è importante per far sì che lo studente riesca a rimanere concentrato sulla sua carriera scolastica. Viceversa, problematiche familiari possono indurre a situazioni di stress di cui risente anche lo studio.

A volte la scuola non è l’obiettivo principale dei ragazzi, sempre più spesso le attività sportive e artistiche sono parte fondamentale nella vita degli studenti, che rischiano quindi di trascurare lo studio per dedicarsi a queste attività. Questo non significa che lo studente deve rinunciare allo sport o alla musica, ma semplicemente che sarà necessaria una maggiore organizzazione per dedicare il giusto tempo a tutte le attività.

Bullismo

Un altro elemento che può condurre al rifiuto verso la scuola può essere il bullismo, le vittime di bullismo potrebbero, infatti, tendere a mancare spesso a scuola e a impegnarsi meno nello studio fino a sviluppare un vero e proprio rifiuto. Accorgersi di episodi di bullismo non è semplice come si potrebbe pensare, questo per via del fatto che il bullismo non solo può manifestarsi in forma diretta, attraverso aggressioni fisiche e verbali, di cui gli insegnanti possono essere testimoni e che quindi fanno emergere la problematica. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si assiste invece a una più subdola forma di bullismo indiretto, fatto di emarginazione e discriminazione, che lo rende più difficile da individuare.

Problemi di apprendimento

Dietro alla bocciatura talvolta si possono nascondere problemi di apprendimento, i disturbi di questo genere sono di diverso tipo e possono andare a influire su diverse sfere. Ci sono disturbi di apprendimento che condizionano la capacità di comprensione della lingua parlata o scritta, altri che ne rendono difficoltoso l’utilizzo corretto, altri ancora che vanno a influire sulla capacità di calcolo, e ci sono poi i disturbi legati all’attenzione.

Nel gergo medico si parla di “disturbi specifici dell’apprendimento” anche detti DSA. Si parla di disturbi specifici proprio per indicare che la difficoltà riguarda lo svolgimento di una specifica azione, come ad esempio la lettura, e non dipende invece dalle funzionalità intellettive generali. Uno dei disturbi più comuni è rappresentato dalla dislessia, ossia la difficoltà nella lettura e nella comprensione di un testo; accanto a questa abbiamo la disortografia, che si manifesta con problemi di apprendimento dell’ortografia; e inoltre la disgrafia che va ad interessare sia la componente motoria che l’elaborazione “linguistica”. Infine, la discalculia, si presenta con difficoltà nell’apprendimento dei metodi di calcolo. Questa problematica può essere legata alla dislessia, o presentarsi anche in assenza di questa. La discalculia può presentarsi con problematiche come la difficoltà nell’identificazione dei numeri, nello svolgimento delle operazioni e nella numerazione progressiva.

Riconoscere la presenza dei disturbi di apprendimento nel bambino non è semplice, e a volte può esserci una sorta di rifiuto da parte del genitore nell’affrontare queste problematiche. Tuttavia vorremmo sottolineare che disturbi come la dislessia non sono una malattia, e che per identificarli correttamente occorre rivolgersi a degli specialisti che saranno in grado di valutare le problematiche e guidare genitori e figli nel migliore percorso per agevolare l’apprendimento e lo studio.

Liceo Linguistico: le principali difficoltà per gli studenti

Oggi molti studenti scelgono di frequentare il liceo linguistico, scuola che consentirà di parlare in maniera corretta due lingue moderne, raggiungendo il livello B 2, così come previsto dalla regolamentazione riconosciuta a livello europeo. lo studente inoltre parlerà una terza lingua ma ad un livello più basso, ovvero B 1. In ogni caso questi gradi di conoscenza permetteranno, una volta conseguito il diploma, di poter affrontare senza difficoltà una conversazione scorrevole. Tuttavia, i ragazzi che decidono di affrontare il piano di studi previsto dal liceo linguistico possono anche andare incontro a tutta una serie di difficoltà (molto ben descritte in questo articolo), comunque superabili con l’impegno e la giusta dose di passione per le lingue straniere e per lo studio in generale.

Spesso non basta avere una predisposizione per l’apprendimento delle lingue straniere. Ecco quali sono i principali ostacoli da affrontare e che bisogna conoscere prima di iscriversi al liceo linguistico (leggi anche il programma ministeriale).

Liceo linguistico: non solo lingue europee

Quello che rende il liceo linguistico un’esperienza davvero dinamica e al passo con i tempi è proprio la scelta delle lingue da studiare. Ogni ragazzo in aggiunta alle solite lingue più diffuse, quali inglese, francese, tedesco e spagnolo, ha la possibilità di prendere parte ai corsi che offriranno una marcia in più nel momento in cui si farà ingresso nel mondo del lavoro. La prima difficoltà che può essere riscontrata riguarda proprio l’apprendimento di queste ulteriori lingue come russo, arabo o giapponese, che molti trovano più complicate rispetto a quelle europee ma che sono indispensabili nella comunicazione internazionale. Si tratta comunque di una grande opportunità per il futuro dello studente, per cui vale la pena dedicare il tempo necessario per apprendere al meglio anche queste lingue internazionali.

Disponibilità a viaggiare

Coloro che intendono frequentare il liceo linguistico dovranno anche tenere in stretta considerazione che non trascorreranno il tempo a studiare solo fra i banchi di scuola e le mura domestiche. Molto spesso infatti vengono organizzati soggiorni studio anche all’estero, che permetteranno di migliorare e di affinare le conoscenze già acquisite in aula. L’attività didattica si svolge solitamente alla mattina presso le classi internazionali e questo richiede da parte dello studente un grande spirito di adattamento, oltre all’ampia disponibilità negli spostamenti. Durante queste esperienze i ragazzi collaboreranno a stretto contatto con gli insegnanti accompagnatori alla realizzazione di un intenso programma che prevede anche attività ricreative pomeridiane e/o serali, spettacoli teatrali, visite ai musei o presso vari luoghi di interesse culturale e tanto altro.

Il terzo anno e la scelta della materia non linguistica

Un’altra difficoltà che accomuna gli studenti del liceo linguistico è quella che si presenta nel corso del terzo anno, fase in cui bisogna dedicarsi allo studio di una materia non linguistica ma in lingua straniera. I ragazzi possono spaziare fra diverse possibilità e ad esempio optare per lo studio della matematica in inglese oppure della filosofia in francese. L’approccio con queste materie genera spesso qualche problema nell’apprendimento, a prescindere dalle caratteristiche individuali dello studente. Infatti in questi casi non si è solo chiamati ad imparare nuove parole, la grammatica o la sintassi, ma ad associare queste conoscenze ad un’altro ambito non strettamente linguistico.

Studio di fisica, matematica e non solo

Diversamente da quello che si possa pensare, il liceo linguistico non si risolve solo ed esclusivamente nello studio delle lingue straniere. Gli studenti che scelgono questa scuola dovranno essere ben disposti anche ad impegnarsi con apprendimento di altre materie quali storia, geografia e filosofia. Il corso prevede anche 3 ore settimanali nel biennio e 2 nel triennio di matematica, spesso associata all’informatica. La fisica verrà studiata per 2 ore alla settimana, così come biologia, chimica e scienze della terra. Gli studenti dovranno anche impegnarsi nella storia dell’arte e svolgeranno anche scienze motorie per 2 ore a settimana.

L’importanza dell’apprendimento in aula

Ogni anno gli studenti affronteranno diverse ore di conversazione con insegnanti madrelingua. Buona parte dell’impegno richiesto dovrà svolgersi in classe, in cui si richiede grande concentrazione e attenzione. Infatti i chiarimenti e le spiegazioni che offriranno gli insegnanti sono più facili da comprendere rispetto a quelle che presentano i libri. Lo studente, pertanto, al fine di evitare brutti voti e complicazioni nello studio, dovrà essere abile nel prendere appunti in aula e chiedere aiuto all’insegnante in caso di dubbi. Buona regola è quella di incominciare a studiare a casa dopo poco essere ritornati dalla scuola. In questa maniera si evita l’accumulo di vuoti, oltre che lo sforzo eccessivo che richiede un ripasso finale. Questo sistema stimolerà anche la concentrazione, la padronanza di linguaggio e l’acquisizione di un pensiero più critico. Molto utile è anche imparare a formulare schemi e mappe per non ritrovarsi impreparati durante l’interrogazione o il compito in classe.

Una piscina idromassaggio: la terapia a casa vostra 

Tutti conoscono quali sono i benefici dell’idromassaggio, che si prende cura della nostra pelle e del nostro benessere. Non è quindi raro che si sogni di avere, magari in casa, una bella piscina idromassaggio dove potersi liberamente rilassare. Un piccolo accessorio di benessere, per poter curare lo stress e per potersi immergere quando si vuole.

Una piscina idromassaggio è come un piccolo centro benessere in casa propria, e nonostante le dimensioni ridotte, possono comunque offrire gli stessi confort che potreste trovare in un centro benessere o alle terme: i benefici dell’idroterapia a casa vostra possono diventare realtà, sfruttando una piscina idromassaggio.

Ma come si sceglie la soluzione giusta per voi? Quali sono i costi e come si procede all’installazione?

Se non sapete come orientarvi nella scelta di una piscina idromassaggio che faccia davvero al caso vostro, vogliamo darvi qualche consiglio utile nella scelta.

 Cosa scegliere, piscina o vasca?

La prima questione è: cosa scegliere, una piscina idromassaggio o una vasca? La differenza consiste nell’impianto di filtrazione. Ad esempio, le piscine idromassaggio non devono essere svuotate ad ogni uso. Questo perché l’acqua viene continuamente filtrata e pulita, come avviene con le piscine tradizionali. Invece le vasche idromassaggio hanno bisogno di essere continuamente svuotate ad ogni uso, perché non hanno alcun sistema di filtraggio.

Insomma, se dovete scegliere fra una piscina idromassaggio e una vasca dovete tenere conto di questo dettaglio: una piscina idromassaggio vi permette di risparmiare più acqua in quanto non ha certamente il problema dello svuotamento dell’acqua e questo comporta un certo risparmio.

La piscina idromassaggio in genere ha un consumo ridotto (massimo 2Kw, come un elettrodomestico) e il ricircolo dell’acqua consuma circa 100 watt.

 Scelta della piscina idromassaggio

Esistono tanti tipi di piscina idromassaggio, ad esempio ci sono le chaise longue ergonomiche, che sono dotate di poggiatesta e di poggiabraccia, e quelle sedute.

La piscina idromassaggio può avere tante funzioni di massaggio diverse, che possono variare a seconda della postazione. Il sistema di massaggio è dato appunto dall’acqua che viene gestita per mezzo di un sistema di pressione che crea le caratteristiche bolle massaggianti.

La piscina idromassaggio autoportante è quel modello che può essere posto su ogni superficie piana, non solo all’aperto ma anche in zone interne, non richiede opere di muratura e possono essere spostate. Devon essere collegate alla rete elettrica e non c’è alcun allaccio al circuito idraulico esterno. Sono in genere fatte di materiale acrilico, perché più resistente ai batteri ed alle muffe, è pensata per resistere agli agenti atmosferici ed anche agli sbalzi di temperatura.

Il modello di piscina idromassaggio da incasso invece va sistemata in un vano interrato, ed ovviamente sono anche più costose perché hanno bisogno di interventi murari, e dell’allacciamento idrico ed elettrico.

Alla piscina idromassaggio può essere aggiunta una copertura isolante, che fa in modo di non sprecare energia: ogni modello è fornito da una copertura differente che spesso viene fornita con la vasca o come optional aggiuntivo.

 Costi piscina idromassaggio: quali sono?

Ma quanto costa una piscina idromassaggio, quale è l’indicazione media del suo prezzo? Per farsi un’idea del costo della piscina idromassaggio, possiamo dirvi che indicativamente una piscina idromassaggio costa dai 650 ai 990 euro a seconda della grandezza del modello, delle persone che può ospitare e dal numero di getti d’aria che ovviamente crea l’effetto massaggiante.

Le vasche idromassaggio da esterne che possono essere incassate e che sono dotate di diversi confort, come sedute e lettini con poggiatesta, o sistemi di aromaterapia o di cromoterapia, hanno un costo che va da 5mila a 18mila euro circa, ovviamente a seconda del modello.

Orari Visita Fiscale: ecco le regole per dipendenti pubblici e privati

Quando un lavoratore dipendente si assenta dal lavoro per motivi di salute per legge è tenuto subito a contattare il medico di base per l’emissione del certificato medico che deve prontamente essere girato al datore di lavoro, dallo stesso giorno che parte la malattia il dipendente, sia esso privato o pubblico, dovrà rispettare gli orari della visita fiscale affinché il medico incaricato dall’Inps possa effettuare la visita fiscale, per stabilire l’effettiva malattia del lavoratore ed al tempo stesso verificare la presenza del lavoratore a casa, infatti la legge impone che un lavoratore malato (tranne alcuni casi) resti a casa e non che vada in giro per svolgere attività personali.

Come ricorda il sito https://orarivisitafiscale.it le fasce orarie di reperibilità non sono le stesse per tutti, c’è infatti differenza tra lavoratore pubblico e privato, lo stesso dicasi per l’obbligo di reperibilità che non vale per tutti, esistono infatti alcuni casi dove il malato è esonerato dalla visita fiscale e può uscire.

Dal 2018 la competenza delle visite fiscali anche per i dipendenti pubblici è passata sotto il controllo diretto dell’INPSè stato creato infatti il polo unico dei controlli che ha permesso di gestire meglio i controlli di lavoratori in malattia, con la creazione del polo unico si sono intensificati i controlli e sono state inasprite le pene per tutti coloro che non rispettano la normativa.

Negli anni passati infatti, erano moltissimi i dipendenti (sia pubblici che privati) che sfruttavano lo stato di malattia per assentarsi dal lavoro e svolgere attività personali che nulla centravano con la malattia, ovviamente oltre ad essere un reato questo rappresentava una perdita economica per l’Inps e per lo stato, visto che dopo un certo numero di giorni di malattia è proprio l’Inps a pagare lo stipendio del dipendente.

Per questo motivo è stato istituito il polo unico per centralizzare tutte le operazioni e permettere maggiori controlli sui lavoratori in malattia, oggi il medico fiscale può anche visitare il lavoratore malato più volte al giorno e per diversi giorni consecutivi, cosa che prima invece non accadeva.

Come abbiamo accennato in precedenza gli orari per le visite fiscali cambiano a seconda se il lavoratore appartiene ad un ente pubblico o privato, nel caso in cui il lavoratore dipendente svolga il suo lavoro per un’azienda privata gli orari da rispettare sono i seguenti:

Lavoratore Settore PrivatoOrari Vista Fiscale (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina10:00/12:00
Pomeriggio17:00/19:00

Nel caso in cui il lavoratore sia invece un dipendente pubblico, quindi dipendente dallo stato, gli orari da rispettare sono i seguenti:

Lavoratore Settore PubblicoOrari Visita Fiscale (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina9:00/13:00
Pomeriggio15:00/18:00

Come dicevamo esistono però delle eccezioni a queste regole, in alcuni casi particolari in cui il lavoratore può evitare di rispettare queste fasce orarie, la normativa sulla malattia del dipendente prevede l’esenzione per i seguenti motivi:

  • Esenzione visita fiscale per cause di forza maggiore;
  • Esenzione visita fiscale per scenari dove si rende necessaria la presenza del lavoratore in altro luogo;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici che devono essere svolti simultaneamente alla visita fiscale.

Nel corso degli anni la giurisprudenza ha emesso molteplici sentenze proprio su questo aspetto confermando alcuni casi dove il lavoratore può essere esonerato dal rispetto delle fasce orarie e dalla presenza al domicilio indicato per la malattia:

  • visite mediche che si svolgono presso il proprio medito curante e risulti impossibile effettuarle al di fuori degli orari di reperibilità;
  • necessità di ricevere delle iniezioni legati allo stato di malattia del dipendente;
  • ricovero ospedaliero;
  • ritiro di radiografie o altri documenti che sono strettamente collegati al certificato medico presentato dal lavoratore;
  • cure dentistiche che sono considerate urgenti;
  • necessità di recarsi presso la farmacia al fine di acquistare farmaci strettamente legati alla patologia del lavoratore.
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • tutte le donne dipendenti che sono in gravidanza a rischio;
  • tutti i lavoratori che hanno contratto un infortunio sul lavoro;
  • malattie e patologie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
  • stati patologici o malattie con invalidità che abbiamo determinato una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 67%.

Le migliori strutture termali del Lazio: quali sono? 

Il Lazio è una regione antica, ricchissima di bellezze storiche, artistiche, e naturali. Non solo per la Capitale, Roma, un luogo senza tempo, città eterna e più visitata del mondo intero, ma anche per tutto il territorio nel suo complesso.

Non solo. In Lazio sono anche presenti tantissime strutture termali di prima qualità, a due passi dalle principali città d’arte della Regione. Una soluzione che non è certo rivolta solo a chi abbia problemi di salute, ma anche a chi stia bene e voglia cogliere l’occasione per rilassarsi e per poter fare qualche trattamento termale di prima qualità, ideale per la salute della pelle e del corpo nel suo complesso.

Oggi come oggi le terme non sono più un lusso per poche persone, ma qualcosa che tutti possono concedersi per il loro benessere.

L’acqua termale è un ottimo palliativo ed aiuto in caso di tante tipologie di malattie, acciacchi e anche problemi respiratori o della pelle, come è stato dimostrato dalla scienza.

I centri termali del Lazio: quali sono?

  1. QC Termeroma, a Roma. Un complesso termale che si trova a Fiumicino e che sorge nel Parco Traiano. Sono le ex terme di Caracalla, prestigiose e famose in tutto il mondo, in un contesto lussuoso e nate nel 1982 dall’unione di sei centri termali. Oggi è uno dei poli del benessere più famosi ed importanti in tutta Italia. Queste terme permettono di vivere un’esperienza unica, di benessere, pace, tranquillità, e prevede un pacchetto completo di trattamenti come vasche e cascate rigeneranti, la welleness farm, le bio-saune per purificare la pelle e riattivare la circolazione, le sale relax sensoriali, e tantissime tecniche di relax per il corpo e percorsi per il rilassamento e per la bellezza.
  2. La struttura delle Terme di Viterbo. Si tratta di una struttura ideale per chi è alla ricerca di pace e di benessere, che dà tantissimi benefici al corpo intero. Sorge in un luogo storico, ricchissimo di bellezza, storia, mistero e arte. Le sue acque sono famose per essere ricche di preziosissime risorse per la pelle e per la salute: essendo acque sulfuree, infatti, hanno una vera e propria azione di bellezza sulla pelle, azione esfoliante e riparatrice sulle difese immunitarie, stimola la circolazione del sangue e quella capillare, ed è ricca di sostanze preziose per l’organismo. Un luogo magico dove curarsi solo del proprio benessere.
  3. Il Grand Hotel Terme di Stigliano. Uno dei più famosi centri termali del Lazio, consiste in un centro termale tranquillo, in una posizione abbastanza isolata, per poter consentire di staccare da caos e da rumori. Un luogo dove lo scopo è ritrovare la connessione con la natura, e potersi riposare. Il Grand Hotel Terme di Stigliano è dotato di un antico percorso, chiamato percorso Romano, che si ispira proprio alla tradizione termale dell’antica Roma. Dotato di un tiepidarium, calidarium, frigidarium, e della sauna finlandese, per concludere poi con un aromarium. Tutti i trattamenti di Grand Hotel Terme di Stigliano sono pensati per creare dei veri rituali di bellezza che arrivano direttamente dall’antica Roma, in un’atmosfera unica e speciale.
  4. Villa Clementina. Un hotel e centro termale che si trova immerso in un’oasi di pace, quella del parco naturale di Bracciano, un paradiso di natura in Etruria, a 30 km da Roma. Un luogo di relax, pensato per la cura del corpo, ma anche di arte: il proprietario è anche pittore ed ha dipinto diverse stanze, curando il loro arredo e dando un fascino incredibile a questo luogo. La villa è dotata di una piscina all’aperto, campo d tennis, SPA di valore e un giardino botanico. Un luogo per fare immersione non solo nel relax ma anche nella bellezza.