Trasformare il box doccia in un ambiente di benessere e relax

È una cosa che sarà capitata a chiunque.
Una giornata dura, un lavoro che ci ha visti concentrati, qualche problema imprevisto, e una soluzione che stenta ad arrivare. Torniamo a casa, entriamo nella doccia, l’acqua inizia a scorrere sulla nostra testa, sulla nuca, sul nostro corpo… ed ecco la soluzione arrivare come per miracolo! Chissà come mai non ci avevamo pensato prima?

Il fatto che le intuizioni migliori ci vengano sotto la doccia non è un caso: c’è ottima probabilità che arrivino in concomitanza con tutte quelle azioni che ci fanno rompere i ritmi della quotidianità. Lo possiamo provare anche con azioni semplici, come camminare, leggere un libro, parlare con un amico o guardare il paesaggio dal finestrino del treno.

Il bagno può essere un ambiente puramente funzionale, o può servire a risollevare lo spirito: è per questo che, se stai ristrutturando il bagno, vale la pena di investire sul box doccia.

Nella scelta di un box doccia è bene privilegiare robustezza e praticità. La vetratura trasparente di un box doccia in cristallo contribuisce a dare luminosità all’ambiente, e a rendere ancora più piacevole il momento della doccia.

La scelta del box doccia

La cabina doccia deve adattarsi al tuo spazio, a quello che vuoi dalla tua casa: dovrebbe accentuare le sensazioni che trasmette l’arredamento del tuo bagno.

Le ante della cabina doccia possono essere battenti, possono aprirsi in entrambe i versi (porta saloon), scorrere o aprirsi a soffietto. La maggior parte dei box doccia sono costruiti su di un piatto doccia, ma ci sono configurazioni che si sviluppano direttamente sulle piastrelle del pavimento.

È inoltre necessario decidere lo spessore del vetro che desiderate per la vostra cabina doccia. Gli spessori standard sono da 4 mm, 5 mm, 6 mm e 8 mm. Ovviamente, spessore maggiore comporta peso maggiore, ma anche maggiore qualità percepita.

Conformazioni dei box doccia

Come abbiamo detto precedentemente i box doccia sono disponibili in moltissime conformazioni. La decisione su quale possa essere il migliore per te dipenderà dalle dimensioni e dal design del tuo bagno e dalle tue preferenze di stile.

Cabina doccia semicircolare/angolare
Ha una facciata curva, progettata per adattare la cabina doccia alla conformazione di un piatto doccia della stessa forma e misura. Viene utilizzata per la definizione di ambienti doccia ad angolo. La facciata curva offre inoltre molti vantaggi per chi ha spazi ridotti, e offre un aspetto moderno e accattivante.

Box doccia quadrati
Anche le cabine doccia quadrate risultano eleganti e moderne. In caso di porte o telai già presenti, diviene la soluzione ideale.

Box doccia rettangolari
Ideali per ci ha più spazio, e per chi ama la libertà.

Box doccia a nicchia
Le pareti laterali, qui, sono in muratura: il box doccia si compone unicamente dal suo ingresso. Sono una soluzione funzionale ed economica, ma al tempo stesso elegante. Sono inoltre più facili da tenere puliti

Doccia walk-in
Potete anche rinunciare del tutto alla porta della doccia, e optare per una parete fissa in vetro che circonda un lato dell’area della doccia, lasciando aperto l’altro. Se l’area doccia è una nicchia, il lato in vetro definirà l’area della doccia solo parzialmente.

Copertura della vasca
Nelle case dove il bagno è veramente piccolo, in cui vi sia una vasca da bagno e nelle quali si vogliano ridurre al minimo le spese di ristrutturazione, una soluzione davvero ottima è quella di combinare vasca e doccia installando un’anta in vetro temperato ad apertura battente sul lato della vasca, che manterrà l’acqua all’interno della vasca, proprio come se fosse un box doccia chiuso.

Istruzioni per scegliere lo scaldabagno

Lo scaldabagno è un dispositivo che serve per la produzione di acqua calda sanitaria.

É l’alleato ideale di una caldaia (anche se produce acqua calda sanitaria) per aumentare la disponibilità di acqua calda e diventa invece indispensabile in quelle situazioni dove la caldaia si occupa solo del riscaldamento. L’esempio tipico è quello del condominio dove esiste un’unica caldaia che gestisce il riscaldamento di tutti gli appartamenti e ogni appartamento ha poi il proprio scaldabagno per la produzione di acqua calda sanitaria.

Le tipologie di scaldabagno presenti sul mercato sono due: scaldabagni a gas e scaldabagni elettrici.

Lo scaldabagno a gas (alimentato a metano o GPL a seconda dell’utenza attiva nella casa) è la soluzione più consigliata per ridurre gli sprechi. Tutti gli scaldabagni a gas riscaldano l’acqua solo nel momento in cui serve (proprio per questo sono anche chiamati “istantanei”). Lo scaldabagno rimane quindi spento nel restante tempo evitando sprechi e rispettando l’ambiente.

Il vantaggio dello scaldabagno a gas è legato ad un evidente risparmio in bolletta, dovuta sia al prezzo del gas metano sia alla possibilità di avere acqua calda infinita con un’attesa di pochi minuti e solo quando serve.

Si può scegliere tra due modelli differenti di scaldabagno a gas: a camera stagna o a camera aperta.

Quelli a camera stagna aspirano l’aria dall’esterno e funzionano con una combustione tradizionale. Possono essere installati sia all’interno che all’esterno a seconda del modello.

Lo scaldabagno a camera aperta invece si installa solo all’interno: aspira l’aria direttamente dall’ambiente in cui è installato e la espelle attraverso la canna fumaria e proprio per questo ci sono delle norme da rispettare per la sua installazione (non si possono installare in camera da letto; si possono installare in cucina ma deve essere presente un’apertura di ventilazione di almeno 150 cmq; si possono installare in bagno a patto che sia grande almeno 20mq).

Tutti i modelli di  scaldabagno elettrico è dotato di una resistenza elettrica che riscalda l’acqua e la mantiene in temperatura per tutto il tempo in cui lo scaldabagno è acceso. A differenza dello scaldabagno a gas, lo scaldabagno elettrico va lasciato sempre attivo per mantenere l’acqua sempre in temperatura, con conseguente maggiore utilizzo di energia.

Lo scaldabagno elettrico viene scelto per quelle situazioni in cui non è possibile attaccarsi all’impianto di metano o GPL dell’abitazione; per le seconde case (dove viene quindi utilizzato per periodi di tempo limitati) oppure quando la casa è dotata di impianto fotovoltaico, così da alimentare lo scaldabagno direttamente con l’energia dei pannelli.

Per capire quale tipo di scaldabagno scegliere, è necessario effettuare dei calcoli per stimare il consumo di acqua medio della propria abitazione.

Come nel caso in cui si debba scegliere la caldaia per la propria casa, l’ideale sarebbe rivolgersi ad un professionista qualificato per stimare correttamente la portata dello scaldabagno. Lo schema riportato di seguito è infatti molto semplificato ed ha una funzione puramente indicativa.

  • Scaldabagno a GAS: bisogna stabilire cosa si ipotizza di far funzionare contemporaneamente.

Ad esempio: doccia e rubinetto (che sia lavabo, bidet oppure il lavello della cucina). La doccia consuma mediamente 0,15 l/s mentre il miscelatore solo 0,10 l/s. In contemporanea si consumano circa 0,25 l/s.

L’unità di misura degli scaldabagni è l/m quindi è necessario trasformare i l/s in l/m.

Il calcolo da effettuare è: 0,25 l/m x 60s/1m. Il risultato che si ottiene è 15 l/m.

Ciò significa che, a fronte dei consumi stimati, si deve acquistare uno scaldabagno da almeno 15 l/m.

  • Scaldabagno ELETTRICO: il principio per il dimensionamento è lo stesso.

Provando quindi ad ipotizzare il consumo di acqua di una doccia che dura 5 minuti, possiamo stimare circa 0,15 l/s. Il consumo totale della doccia è quindi di 45 l. Ciò significa quindi che il mio scaldabagno elettrico deve avere un serbatoio che contiene almeno 45 l.

L’ideale per avere abbastanza acqua calda per la doccia e anche una quantità di acqua calda da usare in altri contesti è uno scaldabagno da 80 l, come ad esempio l’Ariston Velis Evo.

E’ sempre meglio puntare su una quantità di acqua calda maggiore rispetto al reale fabbisogno stimato perché quando l’acqua calda del serbatoio è esaurita serve del tempo per riscaldarla nuovamente. Il tempo medio è di circa mezz’ora, ma può variare a seconda del produttore.

Vale la pena fare in ultima battuta un cenno agli scaldabagni sotto lavello.

Servono per gestire una quantità minima di acqua calda e possono lavorare sia in abbinamento ad un altro scaldabagno oppure con una caldaia, per incrementare la produzione di acqua prodotta dalla caldaia stessa.

Come scegliere il rasoio elettrico

Stai cercando un rasoio che ti dia soddisfazione e soprattutto che sia di qualità? Ultimamente ti trovi con mille tagli sul volto e sembra che tu abbia preso parte ad una colluttazione tra gatti?

Scherzi a parte, ciò di cui hai bisogno è una guida su come scegliere il rasoio adatto a te e per capire qual è, non devi fare altro che seguire alcune regole fondamentali.

Certamente radersi è una delle azioni che un uomo compie più di frequente nella vita.
Probabilmente per alcuni è un gesto quotidiano, semplice routine, per altri un po’ meno frequente, ad ogni modo, il rasoio resta un oggetto tipicamente maschile, con il quale l’uomo si interfaccia prima o poi.

Ogni adolescente guarda il rasoio del papà come un obiettivo, e quando finalmente arriva il momento, quando spuntano i primi peli, ecco il flop: sono più i danni che le soddisfazioni.

Capire come radersi e quale possa essere la tecnica giusta, è sicuramente importante, ma tecnica a parte, un rasoio di qualità non gioca un ruolo secondario nel risultato. Come fare a scegliere tra quelli presenti sul mercato, dunque? All’interno del portale specializzato sulla barba troverai preziosi consigli e come scegliere il miglior rasoio elettrico.

Ecco una piccola guida:

Per prima cosa bisognerebbe distinguere due grandi tipologie di rasoio, consistenti in modello a testine rotanti e in un modello a lame singole.
Dal momento in cui la barba di ogni uomo è diversa da un’altra, e non tutte crescono in maniera uniforme, ma soprattutto molte presentano zone meno “piene ” di altre, la questione fondamentale per una rasatura ottimale non consiste tanto nella scelta delle testine, ma nella scelta di un rasoio in grado di seguire le forme del viso, di adattarsi quindi alla persona.

Soltanto in questo modo il rasoio diventa davvero personale e si dimezzano incidenti e disagi.
È importante ricordare che non è il tipo di testina o lama ad interferire negativamente sul risultato, quanto la qualità e la flessibilità del sistema di taglio del rasoio che andremo a scegliere.

La flessibilità di un rasoio è ancor più importante se avete i tratti del viso particolarmente spigolosi. Questa caratteristica consente al rasoio di aderire alla vostra pelle seguendo in maniera agevole le curve del volto. Un rasoio “duro” da maneggiare non è sicuramente un buon rasoio.

Potrebbe essere superfluo sottolineare quanto il costo di un rasoio sia direttamente implicato nella qualità della rasatura: un rasoio più costoso sarà dotato di una maggiore flessibilità e ciò si traduce in un risultato migliore. Quindi il primo consiglio, se volete ottenere un’ottima rasatura è: non badare al prezzo!

Ma quante altre caratteristiche dovrà possedere un buon sistema di rasatura? Se raderti è una di quelle azioni che compi con regolarità ti sarai accorto di quanto importante sia il cosiddetto “sollevamento del pelo”.

Molti rasoi hanno la pecca di non riuscire a sollevare i peli della barba più corti, riempiendo la pelle di fastidiose pustole e peli incarniti.
Nulla di più irritante! Un buon rasoio quindi deve possedere anche questa caratteristica, se non volete ritrovarvi con una pelle effetto “barba finta” sotto pelle.

Queste caratteristiche predominano nelle regole da seguire per ottenere un’ottima rasatura. Per quanto riguarda la scelta della struttura, il mercato propone vari modelli e certamente ognuno di questi può essere l’ideale per voi. La scelta del modello è strettamente personale.

Il tutto dipende anche dalle geometrie del proprio volto e dalla superficie che si vuole radere. Un uomo che predilige una barba curata nel dettaglio e nelle linee prediligerà una lama sottile, così come chi preferisce una barba meno impegnativa e più rudimentale, opterà per un rasoio dalle testine rotanti. La scelta come vedete è soggettiva. Buona rasatura!

Come sostituire la batteria di un rasoio Braun

Sempre più uomini decidono di curare barba e capelli direttamente da soli, nella totale tranquillità di casa, non solo per risparmiare tempo e denaro, ma soprattutto per cambiare tutte le volte che vogliono il proprio look.

E spesso, proprio quando meno ci si aspetta, proprio mentre si stanno tagliando i capelli o mentre si sta ritoccando il taglio della barba il rasoio inizia ad andare sempre più piano fino a che non si ferma del tutto.

Niente panico, perché molto probabilmente si è semplicemente esaurita la batteria. Se una volta messo in carica il regola barba si vede che continua a non funzionare vuol dire che è giunto il momento di cambiare la pila interna del rasoio.

Ecco quindi una breve guida per imparare a sostituire la batteria di un rasoio Braun da soli.

I modelli dei rasoi della marca Braun sono dotati di una batteria ricaricabile interna. Questo permette con un semplice gesto di poterli ricaricare attacando direttamente l’apparecchio alla presa di corrente tramite il cavo fornito in dotazione ed aspettare circa 6 ore per avere una ricarica completa.

Ma quando la batteria ha esaurito il suo ciclo di vita bisogna per forza sostitirla perché a differenza di altre marche di taglia capelli elettrici se il rasoio Braun ha la pila interna esaurita è del tutto inutilizzabile anche se inseriamo il cavo di alimentazione nella presa di corrente, perché è stato progettato affinche la corrente serva solo alla ricarica della pila interna e non al diretto funzionamento del piccolo elettrodomestico.

Per sostituire la batteria originale Braun di un rasoio bisogna seguire pochi passaggi nell’ordine corretto e in pochi secondi il regola capelli tornerà perfettamente funzionante.

Come ci spiega Simone Ciucci il web manager del sito crel.it centro assistenza autorizzato Braun specializzato nella riparazione nonché nella vendita di pezzi di ricambio di piccoli elettrodomestici, le batterie che generalmente utilizza la Braun sono le stilo (AA) ricaricabili al Nickel Cadmio (NiCd) o al Nickel Metal Idrogeno NiMh che permettono al rasoio di avere un’autonomia fino a 50 minuti senza essere ricaricate.

La differenza tra i due modelli di pila sta semplicemente nella durata: quelle al NiMh hanno una maggiore capacità ed un prezzo leggermente più alto.

Importante come ricorda Simone è obbligatorio utilizzare solo le batterie originali, perchè non tutte le pile hanno le stesse modalità di ricarica e quindi si rischia di danneggiare o rompere del tutto l’apparecchio perché si potrebbe bruciare il circuito elettrico.

Ma torniamo a noi e prima di iniziare qualsiasi operazione è bene munirsi di un cacciavite che ci permetterà di aprire il rasoio, dopo di che basterà seguire i successivi sette passaggi e in pochi minuti l’apparecchio tornerà perfettamente funzionante:

1) smontare la testina con la lama, quella che si trova nella parte superiore del rasoio.
2) con l’ausilio di un piccolo cacciavite piatto si vanno, con una leggera pressione, a sganciare le due mollette laterali che si trovano in prossimità del perno centrale.
3) attenzione a ricordare la corretta posizione delle mollette, che dovranno essere rimontate esattamente nello stesso verso. Si consiglia di utilizzare delle pinzette per completare questa delicata procedura.
4) ancora massima attenzione, questa volta alle molle che reggono la testina perché molto spesso aprendo l’involucro dle molle schizzano e cadono a terra. Memorizziamo quindi l’alloggiamento, così da durare meno fatica quando andranno ricollocate nel loro alloggiamento.
5) ancora una volta ci viene in aiuto il piccolo cacciavite che dovremmo farlo passare nella scanalatura laterale del rasoio così da poter aprire l’apparecchio in due parti separate.
6) il cacciavite ci servirà ancora per spostare verso l’alto il circuito stampato così da poterlo più facilmente sfilare completamente.
7) siamo giunti alla parte finale e con l’aiuto di un saldatore per circuiti elettronici bisognerà dissaldare la vecchia batteria e andare a saldare i terminali della nuova, facendo estrema attenzione alla polarità della pila.

A questo punto basterà ripercorre i suddetti passi all’inverso posizionando il circuito elettronico il più delicatamente possibile nel suo alloggiamento. Poi a seguire dovremo incastrare le due mollette di blocco della testina e così potremo richiudere il guscio del rasoio.

NB: Se non si è totalmente sicuri di quello che si deve fare è sempre bene contattare preventivamente il centro assistenza o andare sul sito ufficiale della Braun per scaricare il libretto di istruzioni del rasoio e leggere con estrema attenzione tutte le note di sicurezza.

Sempre più uomini decidono di curare barba e capelli direttamente da soli, nella totale tranquillità di casa, non solo per risparmiare tempo e denaro, ma soprattutto per cambiare tutte le volte che vogliono il proprio look.

E spesso, proprio quando meno ci si aspetta, proprio mentre si stanno tagliando i capelli o mentre si sta ritoccando il taglio della barba il rasoio inizia ad andare sempre più piano fino a che non si ferma del tutto.

Niente panico, perché molto probabilmente si è semplicemente esaurita la batteria. Se una volta messo in carica il regola barba si vede che continua a non funzionare vuol dire che è giunto il momento di cambiare la pila interna del rasoio.

Ecco quindi una breve guida per imparare a sostituire la batteria di un rasoio Braun da soli.

I modelli dei rasoi della marca Braun sono dotati di una batteria ricaricabile interna. Questo permette con un semplice gesto di poterli ricaricare attacando direttamente l'apparecchio alla presa di corrente tramite il cavo fornito in dotazione ed aspettare circa 6 ore per avere una ricarica completa.

Ma quando la batteria ha esaurito il suo ciclo di vita bisogna per forza sostitirla perché a differenza di altre marche di taglia capelli elettrici se il rasoio Braun ha la pila interna esaurita è del tutto inutilizzabile anche se inseriamo il cavo di alimentazione nella presa di corrente, perché è stato progettato affinche la corrente serva solo alla ricarica della pila interna e non al diretto funzionamento del piccolo elettrodomestico.

Per sostituire la batteria originale Braun di un rasoio bisogna seguire pochi passaggi nell'ordine corretto e in pochi secondi il regola capelli tornerà perfettamente funzionante.

Come ci spiega Simone Ciucci il web manager del sito crel.it centro assistenza autorizzato Braun specializzato nella riparazione nonché nella vendita di pezzi di ricambio di piccoli elettrodomestici, le batterie che generalmente utilizza la Braun sono le stilo (AA) ricaricabili al Nickel Cadmio (NiCd) o al Nickel Metal Idrogeno NiMh che permettono al rasoio di avere un'autonomia fino a 50 minuti senza essere ricaricate.

La differenza tra i due modelli di pila sta semplicemente nella durata: quelle al NiMh hanno una maggiore capacità ed un prezzo leggermente più alto.

Importante come ricorda Simone è obbligatorio utilizzare solo le batterie originali, perchè non tutte le pile hanno le stesse modalità di ricarica e quindi si rischia di danneggiare o rompere del tutto l'apparecchio perché si potrebbe bruciare il circuito elettrico.

Ma torniamo a noi e prima di iniziare qualsiasi operazione è bene munirsi di un cacciavite che ci permetterà di aprire il rasoio, dopo di che basterà seguire i successivi sette passaggi e in pochi minuti l'apparecchio tornerà perfettamente funzionante:

1) smontare la testina con la lama, quella che si trova nella parte superiore del rasoio. 
2) con l'ausilio di un piccolo cacciavite piatto si vanno, con una leggera pressione, a sganciare le due mollette laterali che si trovano in prossimità del perno centrale.
3) attenzione a ricordare la corretta posizione delle mollette, che dovranno essere rimontate esattamente nello stesso verso. Si consiglia di utilizzare delle pinzette per completare questa delicata procedura.
4) ancora massima attenzione, questa volta alle molle che reggono la testina perché molto spesso aprendo l'involucro dle molle schizzano e cadono a terra. Memorizziamo quindi l'alloggiamento, così da durare meno fatica quando andranno ricollocate nel loro alloggiamento.
5) ancora una volta ci viene in aiuto il piccolo cacciavite che dovremmo farlo passare nella scanalatura laterale del rasoio così da poter aprire l'apparecchio in due parti separate. 
6) il cacciavite ci servirà ancora per spostare verso l'alto il circuito stampato così da poterlo più facilmente sfilare completamente.
7) siamo giunti alla parte finale e con l'aiuto di un saldatore per circuiti elettronici bisognerà dissaldare la vecchia batteria e andare a saldare i terminali della nuova, facendo estrema attenzione alla polarità della pila. 

A questo punto basterà ripercorre i suddetti passi all'inverso posizionando il circuito elettronico il più delicatamente possibile nel suo alloggiamento. Poi a seguire dovremo incastrare le due mollette di blocco della testina e così potremo richiudere il guscio del rasoio.

NB: Se non si è totalmente sicuri di quello che si deve fare è sempre bene contattare preventivamente il centro assistenza o andare sul sito ufficiale della Braun per scaricare il libretto di istruzioni del rasoio e leggere con estrema attenzione tutte le note di sicurezza.

Ella By Fiorella: moda mare di alta qualità

È un capo di abbigliamento che si usa molto poco durante l’anno, ma ogni volta che lo dobbiamo acquistare siamo sempre indecisi e pretendiamo che ci calzi alla perfezione. Si tratta del costume da bagno, un accessorio che sfruttiamo solo durante l’estate o in particolari occasioni, ma che in base al suo stile può valorizzare il nostro corpo oppure no. Può apparire come un capo di poca importanza, ma essendo considerato quasi come l’intimo è fondamentale che sia di ottima qualità, realizzato con materiali eccellenti e privi di ogni tossicità e in linea con i nostri gusti. Quando lo acquistiamo dobbiamo dunque rivolgerci a un punto vendita specializzato, in grado di fornirci vari spunti e un catalogo ricco, per essere sicuri di trovare sempre ciò che fa al caso nostro.

Ella By Fiorella e le sue interessanti collezioni di costumi da bagno

Tra tutti i negozi di costumi da bagno merita una menzione speciale il punto vendita Ella by Fiorella, specializzato da anni nell’offrire alla clientela femminile di tutte le età il capo giusto per l’estate. Presso il negozio sono disponibili molte collezioni, appartenenti a stili e design diversi, interi o bikini, sia per donne che per bambine.
Fondata circa trent’anni da fa Fiorella Magarò, Ella By Fiorella rigorosamente alla produzione Made in Italy, in tutte le fasi, e alla realizzazione di prodotti di altissima qualità. I criteri qualitativi devono essere rispettati per tutti i clienti, ma l’utilizzo di materie prime il più pregiate e atossiche possibile è ancora più importanti nei prodotti per l’infanzia.

La filosofia di Ella By Fiorella

C’è un preciso progetto estetico alla base del lavoro di Ella By Fiorella. Non si tratta del progetto frivolo di voler essere perfetti e sottostare a modelli di bellezza a ogni costo, durante le giornate al mare, ma di sentirsi belle con sé stesse ogni istante della vita. I modelli realizzati presso questo laboratorio e punto vendita mirano a esaltare tutti gli aspetti del corpo di una donna in ogni loro naturale dettaglio. Con i capi Ella By Fiorella ci si sente bene perché ogni donna è bella e lo può dimostrare in un momento casuale e sereno come una semplice giornata in spiaggia.

Il catalogo

Ella By Fiorella fornisce ai suoi clienti un ricchissimo catalogo di costumi da bagno e articoli di Beachwear. Presso il negozio è possibile acquistare costumi per donna e per bambina, di tutti gli stili, colori e formati, sia interi che due pezzi. Sono presenti costumi appositamente pensati per le taglie comode, ma anche per occasioni particolari, per la sposa che vuole donare al proprio matrimonio un tocco di mare e i costumi da bagno da sera, eleganti e sofisticati. Qualunque sia l’esigenza, Ella By Fiorella sa rispondere con prodotti qualitativamente eccellenti ed esteticamente inimitabili. Tra i capi Beachwear è inoltre possibile trovare canotte, parei, caftani, abiti, shorts e mantelline, per una passeggiata in spiaggia con stile.

Fondendo qualità dei materiali e delle realizzazioni e bellezza estetica, Ella By Fiorella fornisce alle sue clienti collezioni di moda mare davvero imperdibili, a un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il catalogo è ricco di prodotti realizzati rigorosamente in Italia, appartenenti alla categoria dei costumi e del Beachwear.
Il punto vendita e l'atelier si possono trovare a Gallarate in provincia di Varese, in Via Marco Polo 27.

Manutenzione predittiva dei ventilatori industriali

02La manutenzione periodica e predittiva dei ventilatori industriali permette di evitare il più possibile degli imprevisti e rispettare le norme di sicurezza sul lavoro. Un programma di manutenzione può essere fondamentale in questo passaggio per non incorrere in ingenti spese di budget.

I controlli periodici e predittivi della macchina permettono di tenere sotto controllo e aggiornati tutti i dati di funzionamento, con lo scopo di conoscere in ogni dettaglio il ciclo di vita di tutta la componentistica degli strumenti. Una soluzione che evita guasti e pericolosi incidenti, molto spesso imprevisti.

La conservazione e l’inutilizzo di un macchinario, come il ventilatore industriale, deve essere accurata, perché la trascuratezza comporterebbe una disfunzione dell’attrezzatura. La tua responsabilità, dunque, non si esaurisce con la conservazione, ma essa deve essere sempre controllata, per fare in modo che i ventilatori sfruttino al massimo le loro potenzialità.

Per evitare il fermo dell’impianto non previsto devi attuare un piano di manutenzione corretta per i ventilatori installati nello stabilimento.

Ecco quali sono i controlli da eseguire, per evitare di perdere tempo e budget, soprattutto di seguito trovi alcuni consigli per evitare disastrose rotture causate da un ventilatore tenuto fermo per un lungo periodo. Come non spendere budget inutilmente nell’acquisto di ricambi, che poi rimangono dismessi per lunghi periodi, durante i quali le deformazioni e la ruggine fanno il loro corso causando rotture e malfunzionamenti?

La soluzione? Evitare di tenere fermi gli strumenti. Quindi se hai acquistato un ventilatore industriale nuovo di zecca e sai che dovrai conservarlo in magazzino per un periodo di tempo abbastanza lungo prima di installarlo, un consiglio utile è quello di non tenerlo all’aperto, evitando di sottoporlo alle intemperie.

Meglio evitare che subisca grossi sbalzi di temperatura, perché sono la principale causa delle deformazioni. Ma come evitare i problemi causati da un lungo inutilizzo? Ecco altri indicazioni interessanti:

  • appena puoi gira il motore a mano, bastano dieci giri;
  • registra su una scheda in che giorno hai effettuato questa operazione;
  • ripeti questa procedura ogni due settimane.

Come vedi è molto semplice avere un po’ di cura della strumentazione e fare manutenzione, per evitare deformazioni e ruggine.

Nel caso in cui dovessero verificarsi altri tipi di guasti, mostrando al fornitore la tua scheda di registrazione della manutenzione, potrai dimostrare che non hai effettuato una errata conservazione del ventilatore industriale (scopri su ventilazionesicura.it tutta l’assistenza per i ventilatori industriali).

Cosa fare se il ventilatore è già installato, ma viene acceso solo al momento opportuno?

In questo caso non è possibile girare a mano le ventole, ma anche in questo caso esiste una soluzione ed è più semplice di quella descritta prima, ovvero, ti basterà accendere di tanto in tanto la macchina, già collegata alle tubazioni e alla rete elettrica.

Quindi, metti in azione le ventole ogni due settimane e utilizza il ventilatore di scorta al posto di quello principale, puoi richiedere al tuo fornitore di automatizzare questa procedura. In questa maniera i due ventilatori dureranno più a lungo e potrai evitare spiacevoli inconvenienti in caso di urgenza.

Rispettando queste procedure riscontrerai subito dei vantaggi interessanti, quali:

  • diminuzione dei costi di manutenzione, in tal caso, infatti, verranno sostituiti solo i pezzi che nell’ultima ispezione sono risultati non idonei;
  • riduzione del fermo dei ricambi, quindi, per i ventilatori che non presentano uno stato critico, i pezzi di ricambio verranno ordinati solo in caso di necessità, evitando lo stoccaggio;
  • riduzione del fermo impianto imprevisto;
  • riduzione dei controlli da effettuare e memorizzare;

Quando avrai completato il piano di manutenzione appunta tutte le scadenze in agenda, preferibilmente un’agenda digitale condivisa, come quella di Google Calendar o di Outlook, in questo modo avrai il promemoria al momento opportuno per tutte le attività che bisognerà svolgere.

 

Polveri assorbenti: tipoligia e campi d’suo

Spesso in ambito industriale capita di avere a che fare con liquidi di qualsiasi natura, e in caso di versamenti accidentali si ha la necessità di recuperare facilmente la situazione per ristabilire un normale ambiente lavorativo.

I versamenti di liquidi, pericolosi, tossici, scivolosi mettono duramente a repentaglio l’incolumità degli operatori e del personale aziendale ed industriale in fabbriche, ma anche in scuole, depositi, ospedali, mense, ristoranti, e ambienti in cui si utilizzano liquidi o contenitori per materiale liquido diverso.

A livello di prevenzione, le aziende devono in qualche maniera munirsi di materiale assorbente, che siano tappeti assorbenti o polveri, che permettono un rapido recupero del materiale versato e ripristino dell’operatività in tempi brevi.

Spesso in officine meccaniche, cantieri, anche in situazioni di ambienti lavorativi all’aperto, il recupero di materiale versato permette di evitare danni elevati e poi difficilmente recuperabili all’ambiente, alla flora e alla fauna del luogo. Un versamento accidentale di liquidi altamente inquinanti e pericolosi in fognature, falde acquifere, orti, corsi d’acqua può causare tragedie ecologiche non quantificabili.

SOLUZIONE AL RECUPERO DI VERSAMENTI ACCIDENTALI: LE POLVERI ASSORBENTI

In questo senso sono molto utili le polveri assorbenti, che permettono un intervento rapido ed un recupero dell’eventuale danno che causerebbe un contatto dei liquidi dannosi per l’ambiente.

Le polveri assorbenti per liquidi sono composte di materiale altamente assorbente, ed ogni tipologia di polvere può essere adatta ad un determinato ambito e tipo di liquido da assorbire, avendo un’efficacia specifica a seconda del tipo di materiale versato da recuperare.

Il materiale maggiormente usato per le polveri assorbenti è la sepiolite. La sepiolite è un materiale molle che si asciuga rapidamente se esposto all’aria o alla luce solare, e la sua caratteristica è altamente assorbente per acqua e sostanze oleose, rimanendo indeformabile. E’ relativamente inattaccabile dalle sostanze acide, a parte l’acido cloridrico, e questo la rende una delle sostanze più usate in ambito industriale per l’assorbimento di liquidi pericolosi.

Un’altra sostanza centrale nei prodotti assorbenti per liquidi è l’allumina, derivata dalla bauxite ad altissimo potere assorbente.

L’altro aspetto fondamentale di molti tipi di polvere assorbente è che evitano l’inquinamento assorbendo completamente il liquido estraneo all’acqua, e quindi alcune polveri sono efficaci anche nel recupero di versamento di liquidi dannosi in acque.

Come tipologia di liquidi che possono essere assorbiti abbiamo: Liquidi Acidi e Alcalini, liquidi non acidi di tipo universale, sostanze liquidi di natura oleosa e idrocarburi.

TIPOLOGIE DI LIQUIDI DA ASSORBIRE

I Liquidi Acidi fanno parte di quel tipo di sostanze dannose a contatto, che possono causare danni non solo all’ambiente naturale, ma anche deformare superfici, oggetti, e creare ustioni e danni permanenti alle persone.

I liquidi di natura oleosa, come quelli di derivazione naturale, come olio d’oliva o altri, e idrocarburi, sono difficilmente deperibili nell’ambiente, e causano problemi vitali agli animali e alle piante, nonché procurando spesso blocchi e interruzioni di condutture e tubazioni, causando quindi danni collaterali diversi.

Un altro tipo di liquido organico da recuperare può essere cibo in forma liquida, vomito o altri liquidi e fluidi organici, come sangue e deiezioni, che possono procurare malattie in caso di contatto  con l’uomo o gli animali.

MATERIALI CHE COMPONGONO LE POLVERI ASSORBENTI

Le polveri assorbenti in genere tendono, una volta posate sulla superficie di liquido da assorbire, ad aumentare di volume formando una sorta di materiale gelificato, che permette facilmente il recupero senza perdere e disperdere ulteriormente la sostanza liquida tossica, dannosa, da raccogliere.

la composizione e l’agglomerazione facilitano gli operatori nelle operazioni di recupero, permettendo di circoscrivere l’area colpita dal versamento accidentale e ripristinando la superficie colpita, riportandola alla natura originale, evitando quindi successivi contatti con sostanze tossiche o scivolamenti pericolosi.

In commercio sono reperibili tutte le diverse tipologie di polveri assorbenti, tra i tanti shop online che offrono questa varietà segnaliamo Mi.To. SMGroup.

La cementazione dell’acciaio

Innanzitutto andiamo a definire quali sono gli acciai da cementazione: sono quelli a bassa
concentrazione di carbonio (solitamente inferiore allo 0.2%) chiamati così in quanto
destinati ad un processo termico di cementazione, allo scopo di riorganizzare gli atomi di
carbonio lungo la superficie dei metalli, in modo di conferirgli una elevata durezza e una
spiccata resistenza all'usura.

Principali tipologie

Andiamo ora ad elencare le principali tipologie di acciaio adatte a questo tipo di trattamento:
– 10NiCr5-4
– 14NiCrMo13
– 15NiCr13
– 16MnCrB5
– 16MnCr5
– 16MnCrS5
– 16NiCr4
– 16NiCrS4
– 17CrNi6-6
– 17NiCrMo6-4
– 17NiCrMoS6-4
– 18CrMo4
– 18CrMoS4
– 20NiCrMoS6-4
– 20NiCrMoS2
– 20NiCrMo2-2
– 18NiCr5-4
– 18CrNiMo7-6
– 20MoCr4
– 20MoCrS4
– 22CrMoS3-5
– 20MoCr4
– 20MoCrS4;
– 20MnCr5
– 20MnCrS5
– 28CrS4
– 28Cr4
In queste sigle le lettere identificano la composizione chimica ed i numeri identificano la percentuale di massa, secondo la designazione alfanumerica UNI EN 10084.
Ad esempio le tipologie di acciaio NiCrMo sono impiegate principalmente per parti di
macchine sottoposte ad usura (quali ingranaggi, semiassi di autoveicoli, ecc) che
necessitano di alte performance in durezza superficiale (62÷64 HRC), minima deformazione
alla tempra, buona tenacità e buone caratteristiche meccaniche.

Trattamenti ed utilizzi

La cementazione acciai o carbocementazione (questo il nome tecnico del trattamento termico di cementazione)
prevede l'arricchimento di carbonio sulla superficie dell'acciaio, ottenuto tramite
diffusione nella fase solida e contempla successivamente una o al massimo due tempre, questo per ottenere un parametro considerato minimo di durezza ovvero 58 HRC.
Anche gli strati di diffusione hanno dei valori da rispettare e vanno da un minimo di 0.2 millimetri ad un massimo di 4 millimetri a seconda dello scopo per cui sono creati e vengono definiti già in fase di progettazione.
I materiali per eseguire il trattamento possono trovarsi sia allo stato solido, sia allo
stato liquido e sia allo stato gassoso, ma in tutti i casi la diffusione avviene mentre si è
sulla fase gassosa, momento in cui vengono liberate particelle di carbonio sullo strato
superficiale del metallo in trattamento.
Esistono due diverse tipologie di tempra (diretta ed indiretta) a seconda del risultato che
si vuole raggiungere, infatti quella diretta (meno costosa) produce meno deformazione dei
pezzi ma quella indiretta fa raggiungere livelli di raffinatezza e diffusione maggiori
contribuendo a rendere più omogenea la struttura composta con minori presenze di differenti
strati nella struttura cementata.
Sicuramente un aspetto da tenere in considerare è che, minore è la concentrazione degli
elementi leganti, più difficile è controllare, in termini di durezza e di profondità di
cementazione, l'acciaio.

L'utilizzo di questi materiali è principalmente legato al campo meccanico soprattutto per
quei pezzi fortemente soggetti all'usura ovvero alberi di trasmissione, alberi di
distribuzione, ingranaggi vari, boccole, perni ecc.