Come pulire il rasoio elettrico Braun

Sin dalla sua nascita, il rasoio elettrico ha rappresentato un vero e proprio alleato per coloro che hanno necessita di togliere un po’ di peli di troppo. Grazie alla sua facilità d’uso e alla possibilità di trasportarlo ovunque, ha completamente sostituito il rasoio normale, sebbene alcune persone continuino ad utilizzarlo.

In commercio ne esistono diversi modelli e di marche diverse, ma quelli più celebri sono della Braun.

La Braun è un produttore di elettrodomestici casalinghi e per la cura personale. Oltre a ferri da stiro e aspirapolvere, tale marca produce anche dei rasoi elettrici, i quali sono molto popolari soprattutto tra il pubblico maschile.

I motivi sono tanti: buona qualità del prodotto, rasatura ottimale, ampia scelta di lame e lunga durata. In poche parole, un vero e proprio gioiellino.

Ma queste caratteristiche positive possono scomparire se il dispositivo non viene pulito costantemente o se la sostituzione delle batterie del rasoio Braun non viene fatta correttamente.

Pulire il rasoio, sebbene sia un’attività scontata, è invece molto importante. In primis si migliora l’efficienza del dispositivo, poiché si eliminano tracce di peli o capelli che potrebbero inceppare le lame; poi si riduce la possibilità che si formino batteri cattivi, portatori di varie infezioni; infine si aumenta la longevità del rasoio, che opererà senza stress.

Una volta spiegato il motivo per cui bisognerebbe pulire regolarmente il rasoio, è il momento di passare alla parte importante: come farlo.

Quest’articolo spiegherà, nel dettaglio, come pulire perfettamente un rasoio elettrico Braun, riportando anche vari suggerimenti su come mantenerlo igienizzato e funzionante al cento per cento.

Pulire il rasoio elettrico – Consigli e procedure

Pulire il rasoio elettrico Braun è veramente un gioco da ragazzi. Ci sono due metodi per poterlo fare: acquistare una stazione di pulizia o lavarlo manualmente.

La stazione di pulizia consiste in un dispositivo ricaricabile con acqua e igienizzante, il quale pulisce il rasoio semplicemente infilandolo dal verso della lama. Visto che il processo avviene all’interno del dispositivo, non c’è neanche rischio che si bagni la superficie e il procedimento avviene in modo automatico.

Sul mercato ce ne sono di diversi modelli e marche, ma anche la Braun ne vende alcuni, fatti apposta proprio per i suoi rasoi elettrici. L’unico svantaggio è che alcuni prodotti potrebbero essere un po’ costosi, sebbene siano un vero e proprio investimento.

La seconda opzione, invece, è quella di lavarlo manualmente. In questo caso l’operazione è veramente semplice e non richiede neanche tanto tempo. Prima di cominciare, però, è bene ricordarsi di togliere la spina dalla corrente o di rimuovere le batterie dal dispositivo per evitare i danni.

Per pulire il rasoio elettrico Braun, qualsiasi esso sia, è necessario mettere la lama sotto acqua corrente calda, per far uscire peli o capelli fastidiosi. Uno spazzolino per rasoio può essere d’aiuto, mentre se i peletti o capelli non ci pensano proprio ad uscire, è possibile utilizzare uno spray detergente che lubrifichi le lame.

Questo tipo di pulizia dev’essere fatto almeno una volta a settimana, mentre è necessario effettuare, una volta al mese, una pulizia ancora più profonda di quella precedente.

Prima di iniziare, è essenziale ispezionare il rasoio per vedere se non ci sono crepe o piccole malformazioni: in caso negativo, è possibile procedere. Bisogna rimuovere le testine di taglio dal dispositivo e metterle a mollo, per due minuti, in una soluzione detergente apposita.

Nel caso non si abbia una soluzione per la pulizia del rasoio, è possibile ricorrere a dell’alcool o del sapone liquido. Dopo di ciò, lasciarlo asciugare e, nel mentre, effettuare una pulizia della superficie del rasoio con il pennellino per eliminare residui di capelli o peli. Una volta fatto questo, sarà possibile montare di nuovo le testine di taglio e lubrificare un po’ il rasoio, per farlo funzionare in modo ottimale. A questo punto non resta che testarlo e vedere come va.

Infine, è necessario notare che sul mercato esistono anche rasoi autopulenti e autolubrificanti. In poche parole, fanno loro il lavoro pesante e non c’è bisogno di pensare alla loro pulizia. L’unica raccomandazione è di sostituire le lamette ogni 18 mesi, visto che col tempo si danneggeranno e ridurranno anche la qualità della rasatura.

Conclusione

Da quanto letto nell’articolo, è possibile constatare che pulire un rasoio elettrico Braun è un’operazione facile e veloce. Inoltre non impiega tanto tempo: basta mezz’ora per mantenere igienizzato e sicuro il proprio rasoio. Tuttavia, prima di effettuare qualsiasi pulizia, è sempre consigliato controllare tra le istruzioni se ci sono delle procedure consigliate o se è già presente una guida apposita su come pulire il dispositivo.

La corretta manutenzione dei prodotti Braun

Una corretta manutenzione dei prodotti Braun non si tratta di un dettaglio: è un gesto essenziale al fine di mantenere un dispositivo che funzioni in modo preciso e duraturo.
Con questo articolo spiegheremo nel dettaglio come prenderci cura del nostro prodotto. Che sia un epilatore femminile, un rasoio per la barba o per la cura dei capelli, le modalità per allungarne la vita e mantenerne a lungo l’efficienza sono semplici ma importanti. Vediamo quali.

La manutenzione inizia con un uso attento

Una corretta manutenzione parte sempre dalla cura che avete dei vostri prodotti durante il loro uso. Nel caso dei prodotti Braun la casa fornisce per ciascuno dei suoi utensili elettrici un manuale che spiegherà le accortezze da adottare allo scopo di evitare spiacevoli incidenti come per esempio nella delicatissima procedura per sostituire le batterie del rasoio Braun.

A prescindere da quale sia il prodotto Braun in questione il primo dettaglio sul quale fare particolare attenzione è il montaggio della testina. Quando è nuova sarà pulita e tagliente ma è facile dentellarla o alternarne le caratteristiche con il passare del tempo.

Ricordate che si tratta di elementi non solo affilati ma anche molto delicati: sono questi piccoli elementi che assicurano un taglio netto e preciso del pelo. Seguire scrupolosamente le informazioni che vi vengono fornite, non solo assicurerà una lunga prestazione ma vi terrà al sicuro da improvvisazioni. Al momento di installazione e pulizia, mantenete sempre una presa ben salda sul vostro rasoio o epilatore ed evitate colpi.

Come seconda attenzione, ricordatevi di non avvicinare mai e per nessuna ragione il vostro apparecchio a fonti d’acqua o di utilizzarli in ambienti troppo umidi a meno che il prodotto in questione non sia certificato come resistente all’acqua.

Come eliminare i peli o parti del capello incastrati tra le lame dopo un uso intensivo

Vi sarete già posti questa domanda: come attuare una corretta manutenzione ai vostri prodotti di depilazione, una volta che hanno avuto un uso intensivo?

I peli che vengono rimossi rimarranno infatti all’interno degli ingranaggi e sarà indispensabile rimuove la copertura delle testine per accedervi. Apritela senza timore e pulite ciascuna, con le sue varie parti, per mezzo di uno spazzolino. Solitamente ne troverete uno con varie durezze all’interno della confezione al momento dell’acquisto. Se non ne disponete, potete provare con l’uso di un cotton fioc.

In caso desiderate prodotti specifici e igienizzanti, potrete svolgere la manutenzione con uno spray di pulizia per rasoio elettrico o attraverso l’uso di cartucce Braun Clean&Charge, che offrono una soluzione detergente e solitamente arricchita di un gradevole profumo.

Il lavaggio delle testine negli epilatori

Negli epilatori è invece consigliabile smontare direttamente le testine e lavarle sotto acqua corrente. Prendetele con attenzione per non tagliarvi e non rovinare il filo della lametta dopodiché immergetele senza paura, utilizzando acqua calda quando possibile.

Al fine di rafforzare il potere pulente è consigliabile utilizzare del sapone neutro, sostanze disinfettanti come Amuchina o meglio, prodotti specifici.

Non dimenticate di riservare lo stesso trattamento alle spazzole esfolianti, le quali altrimenti potrebbero correre il rischio di incrostarsi e alla lunga rovinare la vostra depilazione.
Una volta terminata l’operazione, ricordatevi di asciugare con cura per evitare che la ruggine possa prendere il sopravvento sulla parte in metallo e rimontate le varie parti precedentemente smontate.

Lubrificare lame e componenti

Per la corretta manutenzione dei prodotti Braun è molto importante lubrificare il vostro dispositivo dopo averlo lavato. Un lubrificante, infatti, permetterà alle lame di rimanere affilate nel tempo.

Troverete vari prodotti in vendita marchiati Braun, specifici per questo tipo di manutenzione ordinaria. Un esempio di facile e comodo utilizzo è l’olio lubrificante per rasoio, un prodotto specifico Braun, venduto in boccette da 5ml che ne rendono pratico e facile il trasporto.

Dove e come riporre il vostro dispositivo

Una volta che avete finito la manutenzione del vostro prodotto Braun sarà giunto il momento di riporlo ma assicuratevi che il luogo prescelto sia al sicuro da accidentali cadute e che l’umidità non possa intaccare l’utensile senza che ve ne accorgiate.

Altro dettaglio per una corretta manutenzione è controllare ad ogni uso l’assenza di depositi di polvere, la quale potrebbe incastrarsi tra le lame e rovinare il lavoro svolto. Una scatola o una custodia sono sempre i posti migliori anche per riunire in un unico spazio tutti gli accessori.

Packaging compostabile e biodegradabile: cosa c’è da sapere?

Da qualche anno tutto ciò che riguarda i rifiuti e il loro riciclo è diventato di grande interesse. Questa è un’ottima notizia, ma a fronte di tantissime informazioni sorgono altrettanti dubbi.

Il packaging compostabile sembrerebbe un elemento molto semplice da definire, ma inizialmente è stata fatta molta confusione su di esso, sia da parte dei consumatori sia da parte degli addetti ai lavori.

Tutto dipendeva dal fatto che non ci fosse una norma univoca a cui far riferimento, però ora c’è e non ci si può più sbagliare.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Packaging sostenibile e normativa di riferimento

La normativa da tenere in considerazione quando si parla di packaging compostabile o biodegradabile è la EN 13432:2002, il cui titolo è “Imballaggi – Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione – Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi”.

Oggi, quindi, si può definire compostabile o biodegradabile un imballaggio solo se le sue caratteristiche sono aderenti a quanto descritto dalla norma.

Per essere ancora più chiari sul tema packaging compostabile e biodegradabile riportiamo un chiaro elenco di parametri che determinano queste caratteristiche tecniche:

  • Biodegradazione: significa che il materiale organico deve risultare completamente scomposto in anidride carbonica, acqua e bio materiale dopo il test in specifiche condizioni.
    La somma dei materiali costituenti il packaging NON biodegrabili non deve superare il 5% del peso secco per poter ottenere la certificazione.
    Il test richiede che in un massimo di 6 mesi più del 90% del carbonio organico deve essere degradato in CO2 e materiale bio.
  • Dopo cinque settimane il 90% del peso secco della confezione deve disintegrarsi in pezzi più piccoli di 2mm.
  • Caratteristiche chimiche: l’ammontare dei seguenti elementi deve essere limitato nei materiali compostabili: Zn, Cu, Ni, Cd, Pb, Hg, Cr, Mo, Se, As e F.
  • Ecotossicità: è misurata dalla germinazione e dalla crescita di due piante test. La germinazione delle due piante è comparata fra i due ecosistemi: quello contaminato e quello standard senza contaminazione. Il requisito minimo è che la crescita e la biomassa della pianta contaminata sia almeno il 90% di quella standard.

Il packaging compostabile nella precedente direttiva 94/62/CE

Già nel dicembre del 1994 il Parlamento Europeo si era occupato di questo tema con la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

È importante sapere che la normativa EN 13432:2002 ha rivisto alcune lacune della precedente direttiva proveniente dall’Europa, così da rendere chiari i parametri e non lasciare spazio all’utilizzo di sostanze in concentrazioni giudicate nocive per l’ambiente e gli esseri viventi.

Ad esempio è stato rivisto l’uso di additivi che favoriscono la scomposizione in piccoli pezzi dei sacchetti in polietilene, ma che contengono metalli pesanti, notoriamente tossici e, inoltre, non così efficaci.

L’intento delle due linee guida è il medesimo, quello di creare un’omogeneità in un settore molto vasto che riguardava chiunque produce o utilizza packaging per imballare, trasportare, mettere sugli scaffali le proprie merci.

Quindi, già dal ’94 gli Stati facente parte della Comunità Europea sono stati chiamati a fare leggi per tutelare l’ambiente agendo anche sui materiali con cui venivano fabbricati gli imballaggi utilizzati in ogni ambito: industrie, uffici, negozi, case private.

Etichette biodegradabili: anche questi elementi fanno parte del packaging

Non bisogna dimenticare che un imballaggio spesso è corredato di etichetta e anche questo elemento, nella maggioranza dei casi, deve essere biodegradabile o compostabile per definire un packaging davvero green.

Non è una questione di puntigliosità, ma di dovuta attenzione, perché basta un’etichetta tradizionale su un sacchetto biodegradabile per inficiare il processo che porta a una rapida dispersione dei materiali nell’ambiente.

Oggi la sensibilità ecologista è sempre più presente nel tessuto sociale e anche le aziende si devono adeguare non solo alle normative ma anche alle nuove richieste dei clienti consapevoli.

Shopper di Cotone: perché amarle, perché usarle

Perché avere uno stile di vita green e cosa vuol dire?
Vivere green significa reinventarsi, cambiando non solo le proprie abitudini alimentari ma anche utilizzando alcuni piccoli accorgimenti, così da prendersi cura dell’ambiente. Infatti, sono sempre di più le persone che, prendendo coscienza di quanto ormai il mondo sia vicino al collasso, decidono di non prenderne semplicemente coscienza, ma di fare qualcosa per cambiare la situazione.
Avere uno stile di vita green non vuole dire solo questo, ma ci permetterà anche di dimostrare amore verso noi stessi e verso coloro a cui vogliamo bene, infatti, avere un pianeta più pulito e meno inquinato, consentirà a tutti noi di vivere meglio e di garantire le stesse possibilità che abbiamo avuto noi, anche alle future generazioni.
Parlando di piccoli accorgimenti, non possiamo non citare immediatamente l’eliminazione della plastica dalla nostra vita quotidiana, ogni anno vengono prodotti milioni di buste in plastica, che la terra impiegherà secoli prima di smaltire. Questo non crea semplicemente un danno all’ambiente, ma a tutti gli esseri viventi. Basti pensare alla flora e alla fauna marina, che sono state enormemente danneggiate dalle tonnellate di plastica prodotte negli ultimi decenni. Cosa possiamo fare noi per cambiare questa situazione?

Perché usare e amare le shopper di cotone

Da tantio anni sulla cresta dell’onda, le shopper in cotone sono un’alternativa green alle classiche buste in plastica, che potresti valutare se vuoi risparmiare e allo stesso tempo avere un occhio di riguardo per l’ambiente.
Il vantaggio non lo si ha solo in termini di rispetto dell’ambiente, visto che i costi per produrle e i materiali utilizzati, non danneggiano il pianeta, ma anche in termini economici e pratici. Infatti, queste borse in cotone costano davvero poco e se conservate bene, posso durare a lungo, senza che si deformino e senza correre il rischio che si rompano all’improvviso, versando a terra tutto il contenuto, decisamente una buona notizia vero? Alzi la mano chi non si è mai trovato a raccogliere per terra il contenuto di una busta in plastica rotta, ecco ora non dovrai più farlo. Un ulteriore vantaggio che offrono queste shopper riguarda la possibilità di lavarle e disinfettarle facilmente in lavatrice o a mano. Infatti, ciò rende le shopper utilizzabili anche per diversi scopi, magari nella stessa giornata potrai prima metterci le scarpe e poi, dopo averle opportunamente lavate, potrai riporvi la tua tuta da palestra.
Tali borse in cotone occupano pochissimo spazio, possono essere piegate esattamente come una maglietta e riposte ad esempio dietro al portabagagli della propria auto o all’interno di un cassetto. Si possono disporre anche in valigia in modo da riporvi all’interno la biancheria sporca, per portare con sé le scarpe o l’intimo, dividendolo dal resto degli indumenti. Sono anche utili per riporre oggetti ingombranti che non vogliamo tenere in mano o in borsa, oppure possono essere utilizzate in alternativa ad una borsa tradizionale, per uscire di casa con pochi oggetti essenziali.

Le shopper di cotone personalizzate sono anche un ottimo regalo per i propri dipendenti: si tratta di un modo per “confezionare” i doni offrendo un packaging riutilizzabile con il proprio brand. Per grandi quantità-  ad esempio dai 100 pezzi in su –  sul sito Sacchettiditessuto.it è possibile ordinare shopper in cotone naturale o tnt personalizzate con vari tipi di stampa, in pochi giorni lavorativi.

 

Tipi di shopper, utilizzi e possibili modi per personalizzarle

Se volete farvi un’idea di tutti i tipi diversi di shopper disponibili, oppure ancora meglio se vi abbiamo convinti ad acquistarle, passando ad uno stile di vita più green, potete visitare il sito Sacchettiditessuto.it. Qui potrete trovare modelli e misure diverse, su cui inserire ad esempio il logo di un’azienda, un modo nuovo e consapevole di farsi pubblicità, che sta prendendo sempre più piede, spingendo anche colui o colei che riceverà la borsa a sfruttarla anche semplicemente per la spesa, così da non acquistare inutili buste in plastica. Inoltre, sarà a vostra disposizione un servizio clienti che vi assisterà nella scelta del modello e della grafica migliore da utilizzare, così da avere un prodotto di grande qualità.
Ma dire che queste shopper servono solo per farsi pubblicità o per fare la spesa, sarebbe davvero riduttivo, tali borse possono essere anche un bel regalo da fare ad un’amica. Infatti, è possibile personalizzare con frasi e foto; quale miglior pensiero se non uno che viene fatto con la testa oltre che con il cuore.
se sei uno stilista e ami creare stili nuovi. Il sito Sacchettiditessuto.it dà libero sfogo alla tua fantasia, consentendoti di creare una vera e propria linea di shopper in cotone personalizzate, ognuna con un’immagine e un colore diverso. Pensi sia una follia? Allora dovresti cercare le foto delle ultime sfilate di noti marchi, noterai che molti di essi hanno già inserito nelle proprie collezioni questo tipo di borse, tra l’altro alcune volte anche a prezzi spropositati, rispetto a quelli che ti troverai a spendere realizzando una borsa di questo tipo personalizzata a modo tuo.
Se sei un’artista, potrai personalizzare le shopper con i tuoi disegni, così da far conoscere a tutti la tua arte oppure potrai scegliere di crearne tante, di colori diversi, così da regalarle ai tuoi cari o a coloro a cui desideri trasmettere la tua più profonda essenza.
Se sei uno scrittore o se semplicemente ami la letteratura, puoi far scrivere sulle shopper in cotone le tue frasi preferite, così da darti nuovi spunti di riflessione o incoraggiarti nei momenti più difficili.
Se sei una persona che ama viaggiare, potrai sfruttare questa borsa anche per trasportare gli oggetti che non vuoi riporre nel bagaglio, così da averli sempre a portata di mano durante il viaggio.
Infine, se sei un’insegnante o uno studente, probabilmente conosci bene la difficoltà di dover trasportare con te tanti libri nella borsa o nello zaino, la shopper in cotone potrebbe aiutarti a dividere meglio il peso, così da evitare di affaticare troppo la schiena.

In conclusione, comprare una shopper magari non ti cambierà la vita e purtroppo non porrà fine ai disastri ecologici, però potrà di sicuro contribuire a diminuire l’impatto che hai tu sull’ambiente. Ognuno di noi può fare la sua parte, non tutti però possiamo pretendere di compiere grandi atti eroici nei confronti nel nostro pianeta, soprattutto se prima non partiamo da noi stessi. Smettere di chiedere le buste di plastica al supermercato, scegliendo di utilizzare una borsa in cotone, potrebbe a lungo andare spingere coloro che ti stanno intorno ad emularti e questo potrebbe bastare a fare la differenza.

Come vestire un neonato in inverno

La nascita di un bambino è uno di quegli eventi che ti cambiano la vita. Ti ritrovi catapultato in un mondo fatto di pappine, pannolini, body e le tante preoccupazioni di chi è alle prime armi. Soprattutto per chi, per la prima volta, vive questi momenti, si dovranno scegliere con cura i vestiti del neonato per le prime settimane di vita, con un occhio alla sicurezza e alla comodità. Se poi il neonato sta per affrontare la stagione più fredda, dovrai scegliere con criterio i vestiti invernali del bebè.

In poco tempo i tuoi pensieri saranno orientati alla scelta del tipo di stoffa invernale che non provoca irritazioni al neonato e al tipo di vestito da scegliere per proteggerlo dal freddo o al tipo di vestito da evitare per garantirgli comodità e sicurezza.

Tante le domande che ti passeranno per la testa. Posso scegliere un body invernale con tanti bottoni? Posso lavare il vestito del neonato con il normale sapone? Devo scegliere per forza un body invernale o posso vestirlo con una maglietta?

Come scegliere i vestiti per un neonato

Prima di scoprire il migliore abbigliamento invernale per un neonato, iniziamo a capire come dobbiamo orientare la nostra scelta per tutti i suoi vestiti, estivi o invernali.

Per farlo seguiamo anche i consigli di Paolo Sarti, pediatra di famiglia, in passato professore alla facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Firenze, su UPPA (Un Pediatra Per Amico).

Praticità e semplicità

Il bambino non deve essere troppo vestito. Anche in inverno, infatti, dobbiamo evitare di vestire troppo il bambino, questo perché madre natura lo ha già dotato di meccanismi per regolare la sua temperatura corporea: vestendolo troppo in inverno non potrà usare i meccanismi di regolazione del calore e sarà meno abituato a reagire alle variazioni termiche.

Comodità

Comodo non vuol dire caldo! Non lasciarti prendere dal panico durante i mesi invernali, vestendo troppo il neonato e alzando troppo la temperatura degli ambienti in cui vive. Il troppo caldo, infatti, rischia di seccare le mucose del piccolo pargolo.

Sicurezza

Scegli sempre tessuti naturali, evitando quelli sintetici. Il cotone, ad esempio, è il migliore alleato della pelle del neonato: a differenza di un tessuto sintetico, infatti, assorbe bene il sudore e lasciano traspirare la pelle. Dopo le prime settimane, non appena avrai preso confidenza con le abitudini e i vestiti del neonato, inizierai a pensare anche all’acquisto di un vestitino più carino. Evita però la presenza di troppi bottoni o zip troppo grandi che possano arrecare danno o fastidio.

Qualità

Un tocco di eleganza nell’abbigliamento del neonato è possibile, ma prima di tutto la qualità. Qualità dei vestiti e delle stoffe utilizzate per realizzarli. Preferisci, come anticipato, tessuti naturali e lava i vestiti del tuo neonato con saponi dermatologicamente testati. Se devi scegliere tra un detersivo da discount e l’ammorbidente, evita entrambi e preferisci un semplice sapone di Marsiglia con l’aggiunta di aceto e bicarbonato.

Come vestire un neonato in inverno

Dopo aver visto i consigli di base per scegliere i vestiti di un neonato e considerata la stagione invernale alle porte, vediamo come vestire il proprio bambino per proteggerlo dal freddo.

Dipendo ovviamente da quanto sia fredda la temperatura. Ricordati che, anche nei mesi invernali, la temperatura della stanza dovrebbe oscillare intorno i 21 gradi. Ovviamente, i vestiti del piccolo dovranno essere proporzionati alla temperatura dell’ambiente.

Ricordati inoltre di scegliere sempre una maglietta di cotone per il contatto con la pelle. Anche se la temperatura fuori dalla carrozzina è molto bassa, infatti, il tessuto a contatto diretto con la pelle dovrà essere di cotone e non di lana. Questo darà al neonato più libertà nei movimenti: potrai scegliere la lana per il maglione da indossare come vestito esterno, non a diretto contatto con la pelle.

Come vestire il neonato in carrozzina?

Anche se ci troviamo all’aperto, la carrozzina consente di proteggere il neonato dalle temperature esterne. Utilizzando una copertina o un piumino, sarà sufficiente una tutina di ciniglia o di cotone spesso. Non necessariamente devi vestire il bambino con spesse tute di lana.

Come proteggere la testa del neonato?

Quando ci troviamo in un ambiente esterno, dove la temperatura non è regolata e dove il vento e il freddo potrebbero giocare brutti scherzi, dobbiamo proteggere la nuca del bambino. Questo perché la testa del piccolo è ricca di vasi sanguigni, che contribuiscono alla perdita di calore dal capo. Devi quindi coprire il capo per ridurre la perdita di calore e mantenere stabile la temperatura.

Per proteggere la testa del neonato in inverno, puoi coprirla con un piccolo cappello di ciniglia o lana. Se invece vuoi aggiungere un tocco di colore, senza rinunciare alla sicurezza, puoi fargli indossare una fascia per capelli da neonato. Un piccolo turbante per capelli da bambina o bambino, che proteggerà la sua nuca, donandogli anche un tocco di colore.

Puoi approfondire la lettura delle migliori fasce per capelli per neonata e trovare consigli per sceglierle in sicurezza sul sito fascepercapelli.com.

Sfatiamo un mito: il body in inverno

Per molti anni è stato considerato come il vestito per neonati ideale in inverno e in estate. In realtà, Il Dott. Paolo Sarti di Uppa ne sconsiglia la scelta.

Questo perché, facendo indossare il body, si impedisce il naturale passaggio dell’aria versi il pube, diminuendo quindi l’ossigenazione della pelle. Lasciando infine più libertà di gestione al piccolo, come nel caso di utilizzo di una maglietta, sarà più autonomo nel reagire alle variazioni termiche, imparando a chiedere aiuto o a ricoprirsi da sé in caso di freddo.

Perché acquistare le borse online

Nell’ultimo periodo lo shopping online prende sempre più piede e questo perché stanno cambiando le abitudini dei consumatori.

Se, fino a qualche mese fa, gli italiani erano abbastanza lontani dall’idea di acquistare borse online, preferendo invece i negozi fisici, ad oggi le cose sono cambiate. Del resto la situazione mondiale, aggravata dalla pandemia da Covid-19, ci ha portato a dover prediligere lo shopping online, soprattutto per beni reputati non di prima necessità.

Per questo motivo ci sono sempre più persone che decidono di acquistare tutto il necessario in rete e questo vale anche per le borse da donna.

I motivi che dovrebbero spingere allo shopping online

Lo shopping online è, quindi, sempre più di moda. Ma perché?

Chi ama la moda ed è sempre attenta alle nuove tendenze in termini di accessori e di borse in particolare sa che in rete trova tutto quello che preferisce. Tra le fashion lover, quindi, fare acquisti online è diventata una vera e propria abitudine, ma per chi ancora non si è avvicinato a questo mondo è utile sapere perché.

Chi cerca un modello particolare o un colore specifico di una borsa ha molta più possibilità di trovarla online. Questo perché  nei vari e-commerce è come avere un vastissimo catalogo sempre a propria disposizione.

Quando ci si reca in uno store fisico non sempre si trova tutto quello che si desidera. Magari manca proprio il modello di borsa che si vorrebbe acquistare o il colore prescelto. Ed è per questo motivo che tantissime donne ormai preferiscono affidarsi al mondo online per fare i propri acquisti (ecco un e-shop che vende borse da donna online a prezzi convenienti).

 La possibilità di scegliere esattamente quello che si desidera non è il solo vantaggio. Se si vuole un altro buon motivo per acquistare le borse online c’è anche il prezzo. In rete si trovano moltissimi sconti e tanti prezzi stracciati. Questo significa che è possibile non rinunciare alle griffe a prezzi accessibili a tutte le tasche.

Una nota positiva che non si può non prendere in considerazione. Se ci si domanda perché gli e-shop riescano a fare sconti e proporre prezzi più bassi è utile ricordare che un negozio fisico ha molte più spese di gestione e, quindi, ha difficoltà a tagliare i prezzi. Le vere fashion lover, quindi, approfitteranno immediatamente di questi costi più bassi per fare un po’ di sano shopping senza tanti sensi di colpa.

Attenzione, però, a scegliere con cura l’e-commerce da cui acquistare i propri accessori in generale e le proprie borse in particolare.

Quali sono le caratteristiche che deve avere un ottimo e-shop? Innanzitutto deve essere affidabile. Questo è un requisito a cui si deve sempre prestare attenzione. Del resto, quando si fanno acquisti online si va anche a effettuare pagamenti con carte e conti virtuali. Questo significa che ci si deve assicurare che le transazioni siano sicure e che i propri soldi siano al sicuro.

Uno shop affidabile, inoltre, ha un’ottima assistenza clienti. Si tratta di un punto fondamentale. Chi acquista online ha spesso bisogno di assistenza come se fosse in un negozio fisico. Anzi, in alcuni casi ancora di più. Il prodotto non può essere toccato con mano ed è per questo che è importante che ci sia un supporto all’acquisto ove richiesto.

Il portale dovrà, per quanto possibile, rendere semplice l’acquisto. Il consiglio è quello di affidarsi a portali che offrono delle immagini nitide e ben definite dei prodotti messi in vendita e questo vale in particolar modo quando si parla di borse. Dovrebbero sempre essere indicati i materiali, le caratteristiche della borsa e tutte quelle informazioni necessarie per un acquisto anche a distanza.

Infine, segnaliamo che un buon e-commerce offre ai suoi utenti anche la possibilità di usufruire dei migliori corrieri. Ricevere a casa in breve tempo quello che si è acquistato è il sogno di ogni donna che aspetta con ansia la sua borsa appena acquistata.

Capsule compatibili, come preparare un buon caffè

Un tempo la preparazione del caffè era demandata unicamente all’utilizzo della moka, la celebre caffettiera italiana ideata da Alfonso Bialetti. Con il passare degli anni, però, la tecnologia ha permesso di realizzare nuovi macchinari per la produzione della bevanda. È il caso delle macchinette domestiche e da bar, funzionanti attraverso l’impiego delle cialde.

Tra le cialde più apprezzate, specie per via della loro comodità, vi sono le cosiddette “compatibili”, come quelle presenti all’interno del nostro catalogo. Ma cosa si intende per “compatibile”?

 

Indice

  • Capsule compatibili: una definizione esplicativa
  • Esempi di capsule compatibili: il catalogo di Toro Caffè
  • Perché scegliere di acquistare le capsule su Toro Caffè

 

Capsule compatibili: una definizione esplicativa

Quando si parla di capsule compatibili ci si riferisce a capsule differenti da quelle concepite appositamente dallo stesso produttore della macchinetta di destinazione.

Prendendo come esempio una macchinetta Lavazza e una Nespresso, una capsula compatibile, realizzata da una ditta esterna, potrà trovare impiego in entrambe le macchinette (purché la compatibilità sia espressamente dichiarata sulla confezione del prodotto).

Le capsule in questione sono particolarmente apprezzate per il loro costo ridotto, associato anche a un sapore gustoso.

Al giorno d’oggi, il mercato delle compatibili è saturo: i marchi produttori di capsule simili si sono moltiplicati, a fronte della maggiore richiesta di compatibilità da parte dei consumatori. Anche i grandi brand si sono cimentati nella produzione delle capsule di tale tipologia, così da guadagnarsi un ruolo importante in un mercato in forte espansione.

 

Esempi di capsule compatibili: il catalogo di Toro Caffè

Un esempio di capsule è dato dalle bidose Lavazza prodotte da Torocaffe.com, all’interno delle quali è presente la classica miscela arabica in una quantità pari al 100% del prodotto.

Stiamo parlando di capsule di notevole qualità, dotate di un’aroma inconfondibile e, per tale motivo, in grado di produrre un caffè dal sapore unico.

Oltre a tutto ciò, le bidose Lavazza prodotte da Toro Caffè si contraddistinguono per il costo ridotto. Tuttavia, un prezzo di listino minore non significa perdere in qualità: pur a un costo ribassato, le capsule Toro Caffè mantengono inalterate le loro proprietà organolettiche, garantendo sempre la fuoriuscita di un caffè eccellente.

 

Perché acquistare le capsule su Toro Caffè

Scegliere di acquistare le capsule su Toro Caffè è vantaggioso per diversi motivi. In primo luogo, le compatibili vanteranno un gusto analogo a quello delle capsule originali, una peculiarità dovuta alla presenza della miscela arabica al 100% della composizione del prodotto.

In secondo luogo, le capsule vengono vendute a un prezzo estremamente vantaggioso. Ciò consente di risparmiare denaro e, allo stesso tempo, poter fare affidamento su tutta la qualità della produzione di Toro Caffè.

Infine, si tenga presente l’eccezionale vantaggio derivante dalla compatibilità delle capsule, usufruibili su una vasta gamma di macchinette e dispositivi per la preparazione del caffè, senza dover costringere a spendere somme rilevanti per l’acquisto delle capsule originali.

Che cosa sono i plantari su misura e a cosa servono

Il plantare su misura è un dispositivo medico che si inserisce all’interno della scarpa e serve per correggere, prevenire e curare alcune disfunzioni causate da lievi o gravi malformazioni del piede e che di conseguenza, influenzano il benessere di caviglie, di ginocchia, e anche della schiena. Una visita specialistica da un ortopedico è di grande aiuto, soprattutto per capire la tipologia di plantare di cui si ha effettivamente bisogno.

Le problematiche più comuni che solitamente vengono risolte grazie all’uso di plantari sono ad esempio: il piede piatto, il piede cavo, l’alluce valgo, i problemi ai talloni, ai tendini e ai muscoli. Il plantare su misura in sostanza, agisce migliorando la distribuzione delle forze sulla superficie del piede, in modo tale da non gravare sui punti che risultano problematici. Tutto ciò quindi, contribuisce al benessere del corpo del paziente, allevia i dolori, migliora i movimenti del piede e la funzionalità delle articolazioni.

I dispositivi medici in questione, purtroppo non curano definitivamente e non eliminano del tutto le problematiche e le patologie del piede ma sono dei validissimi supporti che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita con la patologia. Infatti, il loro ruolo è quello di alleviare i piccoli fastidi, di rallentare eventuali peggioramenti e di permettere una diminuzione dei sintomi e delle infiammazioni.

Perché scegliere il plantare su misura e quali sono i prezzi

Il piede è una parte molto delicata ed il suo benessere, garantisce un sollievo per tutto il corpo. Proprio per questo motivo, è necessario essere scrupolosi nella scelta del plantare su misura giusto. Esistono dei dispositivi in serie ma generalmente i medici li sconsigliano perché il piede di ciascuna persona è diverso dagli altri e un trattamento errato di una patologia, potrebbe causare un grave e rapido peggioramento. A tal proposito, sono stati creati i plantari su misura che vengono progettati tenendo conto di tutte le caratteristiche del piede del paziente, grazie alle odierne tecnologie.

Le aziende che progettano plantari su misura, hanno come obiettivo la creazione di un prodotto di alta qualità, che abbia una buona durata nel tempo e che si adatti perfettamente al piede di chi ne necessita. Le nuove tecnologie permettono una progettazione precisa e la creazione di un prodotto realmente efficace. La prima fase di progettazione è quella dell’analisi del passo, cioè uno studio delle forze e delle pressioni esercitate sul suolo dal piede fermo e in movimento. Successivamente, a seguito della scansione computerizzata, si elabora un modello tridimensionale del piede su cui si progetterà il plantare.

I plantari su misura, generalmente sono costosi, infatti il prezzo varia tra i 180 e i 450 euro. Bisogna però tener conto del fatto che un prezzo elevato implica l’uso di materiali high-tech di alta qualità, che assicurano la massima efficacia per circa un anno, a differenza di quelli più economici che tendono a usurarsi prima. Tuttavia ci sono casi in cui è possibile ottenere il dispositivo gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, che li assicura ai minori di 18 anni e a persone con una certa percentuale di invalidità, a causa di particolari patologie degenerative ai piedi o all’apparato locomotore, tra le aziende convenzionate possiamo indicarvi la Ortopedia e Mobilità, per ulteriori informazioni vi consigliamo di accedere alla loro pagina dedicata ai plantari su misura.

I plantari su misura per fare sport

I difetti ai piedi e alla postura sono molto comuni e spesso vengono corretti e curati con l’uso di specifici plantari su misura. Esistono infatti, dei particolari plantari che permettono anche a chi ha questo tipo di difetti, di fare sport e possono essere di due tipi: l’ortesi dinamica e il plantare a lievitazione. Nel caso dell’ortesi dinamica, si tratta di una tecnologia che permette al plantare di adattarsi velocemente al piede in movimento. Nel caso del plantare a lievitazione invece, si tratta di un dispositivo creato per adattarsi e solidificarsi rispettando le forme della pianta del piede grazie a sostanze contenute al suo interno.

Le caratteristiche principali che devono avere tutti i plantari sportivi su misura, sono innanzitutto la leggerezza. Questo perché non devono causare sforzi poiché: si inseriscono all’interno delle scarpe e devono ingombrare poco, devono permettere ai piedi di respirare e devono essere lavabili a causa della sudorazione elevata durante l’attività fisica. È inoltre necessario che siano elastici per non compromettere la libertà di movimento. Infine, soprattutto per quegli sport svolti all’aperto è utile che i plantari isolino il piede dal caldo o dal freddo.