L’arte del Volantinaggio: door to door e hand to hand a confronto

Il volantinaggio è un’arte: hai qualcosa da pubblicizzare o da promuovere e come la maggioranza di aziende o di semplici persone hai deciso di affidarti alla distribuzione dei tuoi volantini? Avrai già stabilito come realizzarli e prima di imbatterti in quest’avventura, devi quale metodo usare.
Ebbene hai aperto la pagina giusta. Qui troverai le informazioni utili per fare di quest’opera di marketing un successo!
Eh si! Anche se siamo nell’era della comunicazione digitale, il volantinaggio è un metodo di comunicazione infallibile. La pubblicità in forma cartacea, il volantino in primis, non ha affatto perso il suo appeal e rimane ancora oggi il canale pubblicitario più efficace, con un ritorno di tutto rispetto.
Questo settore, avvolte considerato poco attuale, gode invece di un ottimo stato di salute. Questo per diversi motivi :

  • il volantinaggio è uno strumento di pubblicità a costi ridotti,
  • oltre ai costi contenuti, il volantino deve la sua fama al grande impatto che ha sul potenziale cliente,
  • permette di comunicare informazioni utili in un minimo spazio,
  • riesce a raggiungere un vasto pubblico e diffondere quasi capillarmente il suo messaggio,
  • il volantino deve la sua potenza e efficienza alla sua capacità di venirti a cercare,
  • è adatto a ogni tipo di esigenza o di business : apertura di un’attività, studio professionale, saldi, liquidazioni, eventi, concerti, manifestazioni, ecc,
  • l’indiscusso valore del volantinaggio è ormai più che conosciuto e sempre molto apprezzato da chi pubblicizza e da chi riceverà la pubblicità,

Ora, per permettere al volantino di svolgere il suo compito è necessario distribuirlo! Vediamo quindi i metodi di distribuzione più usati. Dopo che leggerai le delucidazioni qui di seguito, potrai valutare quale è meglio per te, a seconda delle tue esigenze e degli obbiettivi che vuoi raggiungere.

Nel redigere questo articolo ci siamo ispirati a questa guida su come fare volantinaggio a Roma dove potrai approfondire le tematiche in oggetto.

L’arte del volantinaggio: quale sistema scegliere?

Le tecniche di distribuzione sono prettamente due :

  1. door to door (porta a porta): i volantini vengono distribuiti da operatori nelle cassette della posta collocate fuori dalle abitazioni
  2. hand to hand (mano a mano): i volantini sono consegnati dagli addetti direttamente nelle mani dei potenziali clienti

La differenza può sembrare irrilevante, ma in realtà non è proprio cosi. Analizziamo questi due metodi, cosi potrai scegliere quale è più si adatta alle tue esigenze.

 

L’arte del volantinaggio Door to Door

Il Door to Door, detto DtD o porta a porta, è un’opera di distribuzione di materiale pubblicitario, sia esso volantini, depliant, brochures, flyers, cataloghi, in cassetta postale. E diventata, in questi anni, la tecnica più utilizzata da chiunque voglia rendersi visibile e sponsorizzare al meglio il proprio prodotto.
Questo metodo prevede di lasciare la pubblicità cartacea in ogni cassetta postale di ogni abitazione dell’area stabilita.
Se scegli questo tipo di distribuzione potrai raggiungere una alto numero di destinatari, grazie alla copertura “a tappeto” del territorio prescelto. Il Dtd è sicuramente il mezzo pubblicitario accessibile a tutti, a qualsiasi tipologia di azienda, grande o piccola che sia, per il rapporto costo per contatto. Infatti, anche spendendo poco, potrai ottenere un ritorno di clientela alquanto fruttuoso.
Quest’opera viene normalmente svolta da operatori del settore, capaci, preparati e conoscono il territorio come le loro tasche.
Questo è quanto per il volantinaggio door to door. Passiamo all’altro, anch’esso molto diffuso

L’arte del volantinaggio Hand to Hand

Ti è mai capitato di passeggiare per il centro città o uscire da un centro commerciale e trovare un addetto alla distribuzione di volantini pubblicitari? Se rispondi di si, hai toccato con mano il metodo hand to hand. (e non è un gioco di parole).
Infatti il volantinaggio hand to hand è la distribuzione mano a mano di materiale pubblicitario ad opera di promoter o operatori.

A differenza del DtD, dove la distribuzione avviene in qualsiasi territorio scelto, l’attività hand to hand, richiede di individualizzare il posto, l’area, la zona o la posizione che meglio risponde alle proprie esigenze.

Se vuoi approfittare di questa tecnica, devi scegliere posti molto trafficati dai passanti, come strade pedonali, aeree pedonali dei centri città, l’esterno di centri commerciali, scuole, e cosi via. Insomma, dove c’è un grande afflusso di persone, perché sono loro i tuoi potenziali clienti.

Uno dei vantaggi del hand to hand, che non puoi praticare con il Dtd, è che puoi svolgere un volantinaggio mirato, cioè puoi puntare ad un target ben definito. Per esempio, se devi promuovere un prodotto o un servizio per soli uomini, donne o fasce di età determinate, questo metodo si rivelerà profittevole.

L’approccio informale e non invasivo del hand to hand è molto efficace, perché attira e mantiene viva l’attenzione riguardo al tuo messaggio pubblicitario, aumentando cosi le tue probabilità di successo. Inoltre in fase di contatto, hai la possibilità di prendere i recapiti di potenziali clienti, cosa impossibile da praticare con il Dtd.

E’ ovvio che per funzionare alla grande, la distribuzione hand to hand, come il DtD necessita di una attenta pianificazione. E come per il door to door, o anche di più, bisogna che gli operatori siano scelti con cura. Il contatto diretto con il pubblico richiede atteggiamenti e modi di porsi molto precisi.

In conclusione, qualunque sarà la tua scelta, una campagna di distribuzione dev’essere svolta in modo ottimale, per avere successo. Improvvisare tutto da soli, si hanno buone probabilità di fare fiasco sopratutto se devi promuovere la tua attività in grandi città come Roma. Per questo è fondamentale che ti rivolgi a un’agenzia per la distribuzione della tua pubblicità, che saprà consigliarti secondo le tue esigenze e saprà offriti un servizio di eccellenza, perché ricorda, il volantinaggio è un’arte.

Le traduzioni certificate svedese /italiano per testi e documenti

Per tradurre testi e documenti dallo svedese all’italiano, o viceversa, di qualsiasi livello di difficoltà è indispensabile la presenza di un esperto traduttore.

L’utilizzo della lingua svedese corretta, nel mentre si intrattengono rapporti professionali, o più in generale, interpersonali, che possano prevedere un linguaggio di tipo legale o comunque preciso e tecnico, rappresentano un vantaggio nel raggiungimento di specifici obiettivi.

Infatti, una comunicazione precisa e diretta contribuisce alla riuscita di un affare o di un caso. Per questo motivo diventa sempre più tangibile l’esigenza, da parte di una moltitudine di clienti, di affidarsi a un traduttore che parli sia la lingua svedese che la lingua italiana.

Come ogni consulente, che si prenda in considerazione, la fiducia è alla base del rapporto lavorativo, che si estrinseca mediante la lingua, che un professionista serio, puntuale e professionale deve garantire per ottenere il miglior risultato.

La lingua svedese è conosciuta per la grande quantità di suoni e parole, che vengono utilizzate per articolare un discorso, e molto spesso risulta ostico il suo apprendimento, soprattutto per ciò che concerne varianti di elevato rango professionale.

Un fonema consonantico, una fricativa dorso-palatale velare, può essere la causa di incomprensione e fallimento del rapporto e della comunicazione.

Lo svedese è una lingua di origine indoeuropea e fa parte del rango Germanico settentrionale, appunto legato alle lingue germaniche, in generale accostato alle lingue scandinave, per fare un esempio il danese, ma diversa dall’islandese e dal norvegese.

Lo svedese è la lingua nazionale della Svezia, delle Isole Åland ed è parlato dal 6% dei finlandesi. Acquisire la conoscenza grammaticale svedese vuol dire sapersi districare in ogni dialogo e in ogni frangente, padroneggiare un idioma decisamente diverso dalla lingua italiana.

Un’attenzione massima necessitano le traduzioni dallo svedese all’italiano, o viceversa, sia per ciò che riguarda lo stile, oppure la scelta delle parole, fino alla costruzione della frase, che può variare in base ai riferimenti di cui si parla.

Le traduzioni dallo svedese all’italiano devono essere adattate ai settori di riferimento e all’utilizzo del documento stesso, che viene destinato a motivi specifici.

Un lavoro preciso e puntuale sia in corso d’opera, che alla consegna, è fondamentale per ottenere ottimi risultati in fatto di comunicazione e traduzione. Un traduttore serio e affidabile deve, inoltre, dimostrare di essere all’altezza di ogni argomento trattato.

Ogni specialista può essere esperto in diverse aree e le traduzioni dalla lingua svedese alla lingua italiana possono essere intraprese per la comprensione di documenti semplici, per la realizzazione di servizi per il web, siti internet, pagine e newsletter aziendali.

Maggiore attenzione richiedono le aree dei settori legale, commerciale, finanziario, amministrativo, fiscale e notarile, che non sono richiedono la competenza linguistica ma anche conoscenze di tipo tecnico.

Con la necessità di applicare ai testi e ai documenti competenze relative alla lingua svedese, la vigente normativa italiana, conferisce valore legale alle traduzioni, attraverso la certificazione o asseverazione, che enti e autorità estere richiedono sempre più di frequente.

Le traduzioni certificate e autenticate

L’asseverazione è una pratica che definisce il valore legale di un documento, attraverso una perizia giurata che il traduttore asserisce recandosi in tribunale o tramite il giuramento e l’applicazione di marche da bollo.

I timbri del tribunale sono diventati fondamentali per la certified translation, sempre più richiesta dalle autorità, accostata alla dichiarazione del traduttore o dell’agenzia di traduzioni, con la presenza di dati anagrafici e di contatto, atti a confermare l’esecuzione della traduzione nel migliore dei modi rispetto alle proprie capacità.

Una traduzione autenticata (o certificata) richiede cura e competenza, senza delle quali il rischio è di ottenere documenti erroneamente confusi e travisati.

La terminologia specifica è fondamentale per il lavoro del traduttore che deve saper padroneggiare con consapevolezza, determinando un passo aggiuntivo necessario in vista di una traduzione giurata da presentare all’estero.

Quanto costa imparare l’Inglese?

Imparare l’Inglese è ormai una vera e propria necessità praticamente per tutti. È soprattutto in ambito lavorativo che la richiesta è maggiore, in quanto la maggior parte delle aziende richiede una buona conoscenza della lingua inglese per le posizioni più prestigiose. Non solo, spesso non basta nemmeno più sapere l’Inglese, ma è richiesta anche una certificazione internazionale che lo attesti: nel mondo del lavoro generalmente tale certificazione è il livello b2 del Quadro di riferimento europeo.

Non è difficile capire quindi come mai sul mercato sia così ricca l’offerta di corsi di Inglese: la scuola tradizionale purtroppo non offre ancora un’adeguata preparazione in questa lingua e quindi per chi vuole impararla le uniche alternative valide sono il soggiorno all’estero o un corso di Inglese presso una scuola qualificata.

Qui iniziano i problemi, perché non è facile tra le tante proposte che il mercato ci offre, selezionare quelle valide che potrebbero fare al caso nostro. Ovviamente ogni corso ha un costo diverso e diventa difficile capire se quello che ci viene offerto vale veramente il prezzo richiesto o no.

Quanto costa un corso di Inglese? Non è facile rispondere a questa domanda, perché esistono tanti corsi diversi, da scegliere a seconda di quelle che sono le nostre esigenze. Infatti a seconda dell’obiettivo che abbiamo in mente dovremo scegliere il corso più adatto: general English se vogliamo imparare o migliorare la lingua senza particolari esigenze, business English se abbiamo bisogno dell’inglese in ambito professionale, corsi specifici di preparazione ad un certo esame internazionale se vogliamo prendere una certificazione e così via.

Capita poi spesso di imbattersi in offerte di scuole più o meno accreditate, che promettono risultati sensazionali a costi decisamente bassi: già questo dovrebbe far scattare il campanello d’allarme, perché come in tutti i settori, anche in quello de corsi di Inglese la qualità si paga.

Come confrontare i costi dei corsi di Inglese

Come detto non sempre è facile confrontare i prezzi dei corsi di Inglese tra le tante offerte presenti sul mercato. Generalmente il primo passo è andare su internet e cercare “corsi inglese costi”, ma dopo questo siamo quasi al punto di partenza.

Ci sono molti modi in cui una scuola di Inglese può risparmiare sul costo dei corsi, potendo così offrire prezzi più bassi ai potenziali clienti…ovviamente a discapito della qualità.

Per prima cosa i corsi di gruppo costano decisamente meno dei corsi individuali e questo è abbastanza scontato perché con un solo insegnante la scuola può tenere occupati più studenti. Tuttavia questo sistema non farà altro che riprodurre le situazioni già sperimentate a scuola e in queso modo il risultato non sarà mai soddisfacente.

L’altro aspetto fondamentale di un corso di Inglese è l’insegnante: questo deve assolutamente essere madrelingua ed è chiaro che un docente madrelingua costerà di più rispetto ad uno senza questa qualifica, quindi questo è un aspetto da verificare quando si sceglie un corso. Tuttavia non è abbastanza: non è sufficiente infatti essere madrelingua per essere automaticamente un buon insegnante di Inglese, come assolutamente non tutti noi saremmo in grado di insegnare l’Italiano con buoni risultati. Spesso le scuole assumono giovani neolaureati che non hanno nessuna esperienza nell’insegnamento e quindi, pur essendo madrelingua, i risultai saranno scadenti.

Quindi per imparare davvero l’Inglese il consiglio è quello di valutare bene la scuola che si sceglie, optare sempre per un corso individuale e verificare che gli insegnanti siano madrelingue e qualificati. Ovviamente poi anche noi dobbiamo fare la nostra parte, perché senza impegno e studio nemmeno il miglior corso di Inglese, tenuto dal miglior insegnante del mondo, potrà farci ottenere i risultati sperati!

Come funziona la consegna di farmaci a domicilio

Per la maggior parte di noi, l’acquisto di farmaci è un’incombenza fastidiosa ma tutto sommato di semplice attuazione: certo, dobbiamo fare i conti con la necessità di trovare una farmacia aperta nei dintorni, affrontare il traffico e la ricerca di un parcheggio, ma si tratta tutto sommato di piccoli inconvenienti se paragonati alla prospettiva di poter guarire in tempi rapidi. Per alcune persone, però, la situazione è molto più complicata: basti pensare a tutti quei soggetti che sono allettati per colpa di una malattia grave, che hanno problemi di mobilità a causa di una disabilità o che per qualsiasi altra ragione si trovano nella condizione di non poter andare in farmacia e di non poter delegare qualcun altro.

In circostanze di questo tipo, la sola soluzione su cui si può fare affidamento è rappresentata dal ricorso al servizio di consegna gratuita di medicinali a domicilio, per casi non urgenti. Il servizio viene garantito da Federfarma e si avvale del patrocinio del Ministero della Salute: chi fosse interessato a usufruirne non deve fare altro che contattare il numero verde 800 189 521 dalle 9 del mattino alle 5 e mezzo del pomeriggio; il numero è attivo dal lunedì al venerdì tranne che nei giorni festivi. Chiamando, si entra in contatto con un operatore, a cui devono essere fornite le generalità insieme con l’indicazione del recapito a cui il farmaco deve essere consegnato.

L’operatore a quel punto si occupa di controllare quali sono le farmacie nei dintorni del domicilio indicato che offrono il servizio di consegna: così si viene messi in contatto direttamente con la farmacia selezionata, per inoltrare la richiesta dei medicinali di cui si ha bisogno. Le modalità di consegna e le relative tempistiche potranno essere concordate in funzione delle esigenze della persona. A questo servizio non partecipano le farmacie comunali, ma solo le strutture associate a Federfarma che hanno scelto di aderire all’iniziativa, eccezion fatta per la provincia di Genova e per quella di Cuneo.

In virtù di questa opportunità, viene assicurato il trasporto medicinali per chiunque non abbia la possibilità di allontanarsi da casa, per esempio perché si trova su una sedia a rotelle o a causa di condizioni di salute precarie. Il trasporto di medicinali a domicilio in grandi città come  Milano, Roma, Napoli, ma anche nelle piccole città, ovviamente, viene effettuato con tutte le cautele del caso, in modo particolare per ciò che concerne le caratteristiche dell’ambiente in cui devono essere conservati i farmaci, che potrebbero necessitare di temperature basse e di refrigerazione.

Quali sono i migliori certificati di lingua inglese?

In Italia non c’è molta informazione sulle Certificazioni Ufficiali di Lingua Inglese, ossia i diplomi veri e propri.

Dal momento che non ci sono molte informazioni in merito e che spesso si crea anche confusione tra un certificato e l’altro, tanti si trovano in difficoltà nel momento in cui per un obiettivo in particolare viene richiesto un diploma e spesso non si sa quale scegliere con il rischio di sbagliare la decisione o trovarsi in mano un attestato non valido per l’obiettivo.

Per prepararsi ad un esame internazionale il più delle volte non è sufficiente seguire dei normali corsi di inglese, anche se di ottima qualità, in quanto è richiesta una preparazione specifica che si acquisisce solo con dei percorsi di studio dedicati.

Gli esami Internazionali vengono infatti spesso sottovalutati ma bisogna sapere che per essere sicuri di superarli è necessario studiare con i libri ufficiali e svolgere appositi test di simulazione per allenarsi alla tecnica che occorre. In mancanza di questo è fondato il rischio di non superare l’esame anche per pochi punti, pur avendo una buona preparazione generale in Inglese.

Partiamo dal presupposto che gli esami per i certificati Internazionali vengono svolti presso gli Enti Preposti, ossia gli Enti certificatori di fronte ad una commissione Esterna Ufficiale; le date sono pubbliche e si possono trovare anche su Internet in quanto esistono vere e proprie tabelle con le sessioni; si possono quindi scegliere quelle più appropriate per le proprie tempistiche ed esigenze.

Anche il costo è già predefinito ed in genere cambia solo in funzione del livello.

Ci sono invece tempistiche specifiche per l’iscrizione, in quanto in molti esami è necessario effettuare l’iscrizione anche un mese prima e bisogna mettere in conto che per il risultato ed il diploma ci vorrà poi altrettanto tempo.

In altri casi invece, alcuni esami si possono prenotare poco prima, anche fino ad una settimana ed il rilascio del diploma può avvenire anche dopo 10 giorni.

È importante quindi non aspettare l’ultimo momento per effettuare l’esame richiesto ed è consigliato prendersi qualche mese per svolgere una buona preparazione specifica e prenotare l’esame.

Le commissioni infatti non hanno un occhio di riguardo in quanto i parametri sono standard e uguali in tutto il Mondo quindi è possibile non passare l’esame anche per un punto.

I certificati più diffusi e quindi da scegliere sono:

  • Cambridge: diviso per livelli, quindi il candidato può scegliere l’esame in base al livello che occorre o in base al proprio grado di preparazione
  • IELTS: è un esame a punteggio da 1 a 9; svolto l’esame viene rilasciato il punteggio raggiungo che corrisponderà ad un livello del Quadro Europeo
  • TOEFL: è un esame a punteggio, fino al 120 e come per l’esame IELTS viene rilasciato il livello relativo al punteggio ottenuto. Serve per motivi di studio o lavoro negli Stati Uniti

È importante quindi appurare che la scuola in cui si svolge un corso di Lingua Inglese prepari esami Internazionali ufficiali; purtroppo infatti capita spesso che una scuola poco seria prometta di rilasciare Diplomi Ufficiali ma che poi ci si renda conto che erano semplici attestati di frequenza al corso di preparazione.

Il panico del microfono: sintomi e come superarlo

Il panico del microfono è una delle paure più grandi delle persone di tutto il mondo, che si spaventano all’idea di doversi trovare di fronte a un pubblico per tenere un discorso. Ma perché questo semplice dispositivo in metallo provoca così tanto terrore, quali sintomi comuni si hanno e soprattutto com’è possibile superarla?

Se anche tu soffri del panico da microfono, continua a leggere qui di seguito perché troverai la definizione di questa fobia, i sintomi che aiutano a comprendere se ne si soffre davvero e soprattutto utili informazioni su come vincerla e salire sul palcoscenico tenendo un discorso in pubblico convincente ed efficace.

Microphonebia, o più semplicemente glossofobia

La paura del microfono o la paura del palcoscenico è un sintomo della glossofobia, che è la paura di parlare in pubblico. L’origine della parola glossofobia deriva dal greco γλῶσσα glōssa , che significa lingua, e φόβος phobos, paura o terrore, ed è stato stimato che è il 75% delle persone in tutto il mondo a soffrirne. Ricerche e statistiche hanno dimostrato che la maggior parte delle persone ha paura di fare un discorso in pubblico più di quanto teme la morte e, se non trattata, quest’ansia può portare a gravi effetti dannosi sulla qualità della vita, sugli obiettivi di carriera e su numerosi altri aspetti, personali e professionali.

Sintomi

A pensarci, il microfono è un dispositivo magico, che prende la voce di una persona e la trasforma in energia elettrica, che può essere amplificata o registrata in modo tale che tutti possano sentirla. E spesso e volentieri è proprio questa la parte più spaventosa che porta a un vero panico da microfono, scatenando una serie di sintomi fisici, verbali e non verbali, che includono:

  • ansia intensa
  • disagio fisico, nausea o panico
  • voler evitare eventi che focalizzano l’attenzione sulle persone presenti in sala
  • aumento della frequenza cardiaca
  • aumento della pressione sanguigna
  • aumento della sudorazione
  • aumento dell’assunzione di ossigeno nel corpo, dovuto a respiri brevi e continui
  • udito acuto
  • pupille dilatate
  • irrigidimento del corpo
  • irrigidimento muscolare
  • bocca secca
  • agitazione incontrollabile.

Cause

Sono molte le cause del panico da microfono, che possono essere correlate a condizioni di salute ma soprattutto, o più comunemente, ad esperienze traumatiche accadute in passato, specialmente durante l’infanzia, come quando un genitore ci ha rimproverati perché “ci stavano guardando tutti!”. Anche i fattori genetici possono avere un ruolo nell’avere paura di parlare in pubblico, con un microfono tra le mani, ma appunto solitamente tutto ciò deriva da eventi accaduti negli anni passati.

Aiuto per vincere il panico del microfono

Per superare il panico del microfono vi sono diversi corsi di formazione che possono aiutare a ridurre la paura di parlare in pubblico e portarla a livelli gestibili. Per curare temporaneamente questa fobia o ansia, alcune persone si rivolgono a determinati tipi di farmaci, come i beta-bloccanti, ma appunto tutto ciò è momentaneo e non si supererà mai questa sensazione di panico.

Il miglior consiglio è dunque quello di rivolgersi a un esperto specializzato proprio in corsi per superare la paura di parlare in pubblico e comunque di non prendersi troppo sul serio, ricordando che spesso e volentieri il pubblico non fa nemmeno troppo caso agli errori. Acquisire esperienza, armandosi del microfono e praticando magari a poco a poco, di fronte a gruppi più piccoli, aiuta, e porta a diventare meno ansiogeni nel tempo.

Come oratori, si ha l’opportunità di prendere tra le mani una potente bacchetta magica, il microfono per l’appunto, e condizionare positivamente il futuro delle persone che ci ascolteranno. Non lasciate che il microfono vi trasmetta panico e che vi blocchi: salite su quel palcoscenico e parlate, il vostro futuro ne beneficerà.

Saper scegliere i corsi di inglese: corsi su misura

Tutti hanno bisogno di un corso di Lingua Inglese, chi per studiare dall’inizio la Lingua, chi per perfezionare, chi per mantenere. L’offerta è molto vasta ed è piuttosto facile trovare una scuola di Inglese a Roma, Milano o in qualsiasi altra grande città. Ma come saper scegliere un buon corso di Inglese?

Molte volte chi frequenta un corso rimane deluso, anche perché giustamente, quando si paga un servizio privato, ci si aspetta sempre il massimo della qualità, ma purtroppo non sempre è così.

La delusione deriva dal fatto che molte volte ci si ritrova a svolgere un corso, che può durare anche più mesi, e non vedere mai progressi.

Dopo aver fatto sacrifici economici e di tempo le aspettative sono alte ma è importante valutare molti fattori. Spesso ci si chiede infatti: possibile non parlare bene una Lingua dopo aver frequentato per un anno un corso? Certo che sì. Bisogna intanto diffidare delle scuole che creano false aspettative.

Molte scuole poco serie illudono infatti i potenziali clienti dicendo loro che con un corso si possono ottenere molti risultati e creano false promesse anche solo per far iscrivere la persona.

Bisogna capire che studiare una Lingua non è una cosa facile, soprattutto se non si è nel paese della Lingua scelta e quindi si hanno poche possibilità di praticarla al di fuori delle ore di lezione.

Un buon corso che possa dare risultati ottimali deve essere necessariamente su misura: strutturare un corso esclusivamente sulle proprie esigenze è l’unico metodo soddisfacente, in quanto essendo esseri umani esistono veramente infinite variabili ed ognuno di noi ha difficoltà, obiettivi ed esigenze soggettive.

Un tutor infatti non può preventivare i progressi ma deve decidere di volta in volta come andare avanti, soffermandosi sulle singole difficoltà. C’è quindi da diffidare dagli Istituti che generalizzano creando una velocità di programma standard uguale per tutti.

Un percorso deve essere personalizzato anche perché esistono vari aspetti nella Lingua che sono ascolto, grammatica, lettura, fonetica, pronuncia, conversazione; ognuno di noi può essere più propenso per un aspetto specifico in base anche a come l’ha studiato in passato oppure alcuni hanno difficoltà specifiche proprio su aspetti della Lingua su cui soffermarsi; chi per esempio è stato molto all’Estero parlerà magari con scioltezza ma avrà moltissime difficoltà grammaticali o nella scrittura trovandosi a fare molti errori, mentre chi ha studiato l’Inglese solo a scuola conosce molto bene le regole, non ha difficoltà a scrivere ma non è assolutamente allenato a parlare.

Quindi è importante affidarsi ad una struttura seria, solida, con molti anni di esperienza e che selezioni docenti qualificati in grado di costruire un percorso per ogni singola persona.

Solo con l’esperienza un tutor sa realmente come improntare un percorso garantendo il massimo della soddisfazione da un corso personalizzato.

La gestione e la conservazione della protesi dentaria da parte dell’Operatore Socio Sanitario

I compiti dell’operatore socio sanitario e la procedura per la gestione delle dentiere

La vita è breve. Sorridi mentre hai ancora i denti.

(Mallory Hopkins)

Si, giusto, ma se uno i denti non li ha più??? Per fortuna ci sono le dentiere!

Le dentiere e le protesi dentali, gioia e dolore di diversi milioni di italiani che hanno perso uno o più denti, esse ci permettono di mantenere intatto e sfoggiare il più potente mezzo di comunicazione non verbale che abbiamo dopo lo sguardo: il sorriso!

È importante quindi, che gli Operatori Socio Sanitari sino in grado di riconoscere, gestire e conservare le dentiere e, più in generale, le protesi dentarie dei loro assistiti oltre a riconoscere tempestivamente i problemi collegati che possono insorgere.

Curare l’igiene della protesi dentaria dei soggetti assistiti significa garantire che la sua bocca sia sana e funzionale oltre che a curare un fattore estetico che contribuisce al suo stato di benessere psico-fisico e alla sua serenità.

Per comprendere in modo chiaro tutti gli aspetti della cura delle protesi dentarie e delle procedure da seguire è necessario fare un passo indietro e partire dall’accettazione del paziente.

Al momento di accogliere il paziente in reparto, nella casa di cura, nella RSA o, in ogni caso, al primo incontro, è necessario chiedere espressamente al paziente se è portatore di protesi mobile e, in caso di risposta affermativa, consegnare al paziente un contenitore apposito ed etichettato per la sua conservazione e compilare e far sottoscrivere un apposito “Modulo per la custodia delle protesi mobili”.

Due grandi classi di protesi sono le fisse, che non possono essere rimosse dal portatore, e le mobili, che possono essere rimosse e che necessitano di conservazione in appositi contenitori quando non vengono utilizzate; inoltre le protesi dentarie possono essere parziali, e sostituire solo alcuni denti, o totali e sostituire tutta l’arcata dentaria.

È importante ricordare che i materiali di cui sono fatte le protesi dentarie, specie quelle mobili, sono estremamente delicati (resine, ceramiche, etc.) e vanno trattati con la massima cura e attenzione.

La procedura per la detersione e l’igiene della dentiera varia di poco sia che la protesi parziale sia totale.

È ovviamente necessario lavarsi le mani prima e dopo l’operazione ed indossare un paio di guanti monouso.

Per rispettare e preservare l’autonomia residua del paziente è necessario accertarsi che esso sia in grado di rimuovere la protesi da solo e, in caso affermativo, lasciarglielo fare aiutandolo se necessario. Solo nel caso il paziente non sia autonomo l’operatore procederà alla sua rimozione non prima di aver informato l’assistito su quello che si sta per fare.

Si consiglia di staccare la dentiera facendo piccoli e lievi movimenti con il pollice e l’indice per creare il minimo disagio possibile al paziente.

Una volta rimossa, la protesi andrà inserita in un contenitore, solitamente di plastica, per evitare di danneggiarla.

Fatto questo sarà possibile spazzolare la dentiera avendo cura di effettuare movimenti sempre dall’alto verso il basso, utilizzando uno spazzolino apposito, medio o morbido, acqua fredda e detergenti specifici o un dentifricio non aggressivo e non abrasivo.

Dopo averla accuratamente spazzolato la dentiera, l’Operatore Socio Sanitario potrà risciacquarla sotto acqua corrente e valutare il risultato e la necessità di eventuali ulteriori ritocchi.

In attesa che il paziente abbia completato l’igiene del cavo orale, o, nel caso debba essere aiutato, in attesa di completarla, la protesi andrà riposta in un contenitore pulito.

Prima di riposizionare la dentiera, o riporla se il paziente non vuole rimetterla, è necessario controllare l’integrità del cavo orale e segnalare eventuali anomalie. In particolare è necessario prestare attenzione a lesioni, afte, piccole ferite, infiammazioni, carie su denti residui, etc.

Accertatisi che non ci siano lesioni della bocca tali da impedire il riposizionamento della dentiera si può procedere a reinserirla facendo attenzione a riposizionarla correttamente e fissarla, eventualmente avvalendosi di apposite sostanze adesive, reperibili in commerci in forma di creme, polveri o strisce. La scelta del metodo di fissaggio dipende dalle caratteristiche della protesi e dalle abitudini del paziente.

Ricordarsi di registrare sempre la prestazione e riferire eventuali anomalie.

Se il paziente decide di sospendere l’utilizzo della protesi o si rilevano lesioni tali da sconsigliarne il riposizionamento, essa va conservata in uno dei seguenti modi:

– Avvolta in una salvietta umida all’interno dell’apposito contenitore. Tale modalità di conservazione è indicata per periodi di tempo brevi.

– Nel suo contenitore immersa in una soluzione di acqua e sostanze a base di ossigeno nascente (in pastiglie o liquido) che prevengono lo sviluppo di batteri aerobi.

Si sconsiglia di conservare la protesi in acqua semplice per molto tempo poiché questa pratica può provocare la comparsa e lo sviluppo di batteri potenzialmente nocivi.

Se vuoi maggiori informazioni su come diventare un oss ti consigliamo di visitare il sito www.infoares.it