Come scegliere l’agenzia di onoranze funebri

In uno dei momenti più tristi della vostra vita è facile incappare in agenzie poco serie e non essere sufficientemente lucidi e accorti per evitare di sbagliare ditta per l’organizzazione del funerale di un vostro caro. Per evitare di incombere a questo problema, la ditta funebre Onoranze funebri Roma di Lorenzetti offre utili consigli per evitare problemi da questo punto di vista:

– Evitare di rispondere ad agenzie a cui non vi siete rivolti e che sono venuti a conoscenza del decesso o che si dichiarano in qualche modo convenzionate;
– Cercate di comprendere da quanti anni l’agenzia è attiva e se ha personale interno dipendente;
– Analizzate il sito dell’agenzia per capire se ha foto sui prodotti che pubblicizza o sui mezzi di cui dispone e se è sufficientemente credibile;
– Se l’agenzia presenta prezzi ribassati online per poi farne di altri è sicuramente indicativo di poca serietà;
– Ricercate sul web opinioni sull’agenzia per capire se ci sono recensioni negative e in che misura;
– Assicurarsi che si occupino anche delle pratiche del decesso e non solo della cerimonia funebre;
– Le agenzie serie generalmente sono operative 24h;
– Chiedere quante persone metterà a disposizione l’agenzia funebre durante il funerale;
– È importante sapere esattamente chi è legalmente responsabile per prendere le decisioni finali per una persona cara. Se il defunto non ha espresso i propri desideri attraverso un documento scritto come per l’assistenza sanitaria, un’ultima volontà oppure un testamento, in cui il defunto ha designato un agente per esaudire i propri desideri.
La persona designata come parte responsabile, chiunque essa sia, deve essere presente per prendere decisioni e firmare i documenti. Bisogna essere chiari su chi è la persona responsabile nella pianificazione del funerale.

– Quando muore una persona cara, non è solo una questione emotiva per chi è rimasto in vita, è legale e richiede anche il completamento puntuale delle pratiche burocratiche. Il direttore delle pompe funebri vi dirà che il primo passo nella cura della persona amata consiste nel completare e archiviare il certificato di morte e il permesso di sepoltura o cremazione. Questi documenti devono essere completati nel modo più accurato possibile e se non si è preparati con le informazioni necessarie, la maggior parte della riunione iniziale verrà utilizzata per recuperare tali informazioni. Per assistere nella preparazione di tutti i documenti necessari, è utile portare con voi presso le pompe funebri alcuni dei seguenti documenti: certificato di nascita del defunto, certificati anagrafici, certificato di matrimonio del defunto, documenti pre-accordi funebri del defunto (se disponibili).
– Quando avete valutato in modo approfondito le informazioni provenienti da diverse agenzie di pompe funebri, scegliete quella che vi piace di più. Se il funerale è imminente, chiamate l’ufficio funerario per iniziare gli accordi. A questo punto, è possibile compilare il modulo di pianificazione pre-bisogno delle pompe funebri e pagare un deposito se è necessario. Ricordate, mai firmare un contratto per più di quanto si possa spendere.
– Se state pianificando un funerale in anticipo, assicuratevi di dire ai vostri cari quali sono le vostre decisioni. Annotate le istruzioni specifiche e la scelta dell’agenzia funeraria. Fornite le copie delle vostre istruzioni ai vostri familiari o agli amici intimi, avvocato e / o consulente spirituale. Non mettete i vostri piani scritti solo nella vostra volontà o cassetta di sicurezza: potrebbero non essere trovati e letti troppo tardi, dopo che il funerale è finito.
– Quando si confrontano i prezzi, assicuratevi di considerare il costo totale di tutti gli articoli insieme, oltre ai costi dei singoli articoli. Ogni casa di pompe funebri dovrebbe avere listini prezzi che includono tutti gli elementi essenziali per i diversi tipi di accordi che offre. Molte pompe funebri offrono pacchetti funebri che possono costare meno rispetto all’acquisto di singoli oggetti o servizi. L’offerta di funerali è consentita dalla legge, purché sia fornito anche un listino prezzi dettagliato. Non è possibile confrontare accuratamente i costi totali a meno che non si utilizzino i listini prezzi.
– È possibile bloccare i prezzi se si acquista un “piano garantito”. I “piani non garantiti” non congelano i prezzi. I pagamenti mensili in entrambi i casi non sono pagati alle pompe funebri, ma a polizze o trust di assicurazione sulla vita al di fuori.
– Ricordate che ciascuna di queste decisioni comporta costi correlati che possono influire sulla propria decisione finale. Questi includono: selezione della bara e volta di protezione richieste dal cimitero.

L’acquisto di una trama all’interno del cimitero, se la tua famiglia non ne ha già i diritti. La lapide o il pennarello e tutte le tasse di collocamento applicate dal cimitero. Nella maggior parte degli stati, i membri della famiglia possono seppellire i propri morti, anche se le normative variano.

Come si diventa personal trainer

La passione per lo sport può diventare una professione, non solo nell’agonismo ma anche nell’insegnamento sportivo, quando sia supportata da un’effettiva capacità di addestrare e da una formazione adeguata nel settore. Questo concetto, chiaro per molti di coloro che voglio effettuare la scelta dei giusti passi da compiere per diventare personal trainer, è controbilanciato da qualche oscurità, ovvero quale sia la formazione riconosciuta e come si diventa personal trainer tramite delle scuole adeguate.

In Italia molte associazioni e accademie sono presenti con dei corsi di formazione per personal trainer, ma le differenze sono a volte sostanziali sulle modalità e sulla durata della formazione, oltre che sullo svolgimento dei corsi stessi e sui requisiti richiesti per accedervi. Inoltre, il rilascio delle certificazioni, rappresenta il punto chiave per capire se la formazione sia all’altezza di una professionalità riconosciuta.
Prima di tutto, però, vediamo quali possono essere i percorsi da intraprendere per diventare un trainer.

Formazione personal trainer, le due vie per diventare un coach

Si parte dai titoli? Sicuramente si parte dall’impegno formativo, ma alla fine di ogni percorso, sono i titoli che contano nel mondo del lavoro sportivo come in qualsiasi ambito professionale. Attestati e diplomi certificano la propria istruzione, teorica e pratica, e dimostrano un impegno nel settore training, che sia professionale e comunemente approvato.

Per questo, si parla di corsi personal trainer riconosciuti, e di formazione nell’ambito sportivo approvata da enti pubblici come il CONI (il Comitato Olimpico Nazionale Italiano).
Le vie per diventare personal trainer sono sostanzialmente due: la formazione tramite corsi universitari (in linea di massima nella Facoltà di Scienze Motorie) e una successiva specializzazione nel training, oppure la formazione tramite corsi per diventare personal trainer riconosciuti dal CONI.

Il percorso universitario e la formazione specialistica

Non esiste un corso di laurea che possa creare una formazione adeguata al personal trainer. Sono presenti, piuttosto dei corsi di specializzazione che possono essere seguiti dopo aver acquisito una laurea inerente al mondo sportivo, come la laurea in Scienze Motorie.
L’iscrizione alla facoltà universitaria di Scienze Motorie, fornisce la possibilità di frequentare un corso di studio pluriennale (triennale oppure specialistico in 5 anni complessivi), che fornisce le basi teoriche e pratiche per diventare un istruttore. La formazione universitaria, però, non è pensata per specializzarsi in alcune discipline, quindi per approfondire diversi settori dell’insegnamento sportivo, è possibile ampliare il proprio bagaglio culturale nel training tramite dei corsi di formazione.

I corsi per diventare personal trainer

Tramite questi corsi specialistici per istruttori e personal trainer, è possibile ottenere una certificazione che rappresenta una qualifica fondamentale per esercitare la professione del trainer sportivo. Tali corsi di solito sono sia verticali, con livelli diversi di apprendimento (primo, secondo e terzo livello), sia orizzontali – ovvero da completare con una formazione non solo come personal trainer, ma anche nella nutrizione sportiva, nella programmazione sportiva o nell’allenamento dedicato all’ipertrofia, fino ai corsi di management sportivo.

In ogni caso, i corsi per diventare personal trainer devono essere parte di una formazione riconosciuta al CONI e devono portare ad ottenere un attestato di qualifica come personal trainer valido su tutto il territorio nazionale. Tali diplomi li possono rilasciare le scuole e le associazioni riconosciute esse stesse dal CONI, le quali rappresentano una fonte attendibile per chi cerca una formazione credibile e valida.

Tra le migliori Accademie Italiane di formazione troviamo Fitnessway, società leader nella formazione di figure professionali nel settore del fitness. Offre in ben 10 città, corsi di formazione per personal trainer e istruttori di fitness nelle varie discipline riconosciuti da Asi| Coni e dal Ministero dell’Interno. Tra i prossimi corsi in partenza nel nord Italia, troviamo il corso personal trainer a Milano suddiviso in tre giornate dalla durata di 8 ore al giorno.

Tale corso è pensato per sviluppare delle competenze in ambito training, che consentiranno di creare autonomamente un percorso di allenamento per i futuri clienti. Per questo motivo, i corsi di formazione come personal trainer devono presentare un programma ampio sull’anatomia e le metodologie di allenamento, con studio pratico e teorico delle materie.
Soprattutto, è bene che la scuola renda necessario superare un esame alla fine del corso, per poter accedere al diploma da personal trainer – un test a garanzia di una formazione attenta e vagliata da docenti professionisti.
Di regola, come abbiamo accennato la formazione PT verticale si svolge in diversi corsi, dal corso base o propedeutico fino ai livelli successivi, che consentono di acquisire la certificazione ambita – riconosciuta in ambito italiano, e anche in ambito internazionale tramite l’iscrizione al Registro Europeo dei Professionisti dell’Esercizio Fisico (EREPS).

Acque reflue: cosa sono e perché bisogna conoscerle

Un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche si occupa anche delle acque reflue prodotte da un’industria.
Nello specifico cosa sono? Perché bisogna tenerlo sott’occhio? Ecco tutto quel che bisogna sapere delle acque reflue e del loro trattamento.

Acque reflue: una definizione

Le acque reflue sono anche dette di scarico. Sono definite in questo modo quelle acque che sono state alterate dall’attività dell’essere umano. In genere ciò accade a seguito di uso domestico, agricolo e industriale. La loro classificazione è fondamentale. Quando l’acqua diviene reflua è inadatta per un uso diretto. Ciò perché al suo interno sono presenti una serie di sostanze inorganiche o organiche che ne pregiudicano la qualità.

Infatti le acque reflue non possono essere immesse in natura. Il mare, i fiumi, i corsi d’acqua naturali, i laghi e tutti gli altri specchi d’acqua hanno per natura una capacità depurante. Tuttavia questa loro funzione è limitata ad una certa quantità di sostanze. Quando queste sono troppe l’acqua non riesce a purificarsi e resta inquinata. Dunque versare acque reflue in corsi naturali significa alterare e danneggiare per sempre il nostro ecosistema. Oltre ad essere un’operazione poco salubre questo gesto è anche illegale e severamente punito dalla legge.

Classificazione delle acque reflue

Un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche consente di campionare, monitorare, classificare le acque reflue. In primis c’è da dire che ne esistono di quattro tipi. Le prime sono le acque reflue domestiche. Sono prodotte dalle case e dai siti residenziali, frutto del naturale metabolismo umano oppure da attività domestiche o simili a queste. In questa classificazione non rientrano solo case, ville e condomini. Abbiamo anche le scuole, le caserme, gli alberghi, gli uffici pubblici, gli impianti ricreativi, quelli sportivi, i negozi, i bar e gli uffici privati.

Le acque reflue industriali sono quelle provenienti da installazioni o edifici atti alla produzione di beni oppure ospitanti attività commerciali. Anche se sono presenti dei depuratori, comunque si parla di acqua reflua. Queste però non vanno confuse con quelle che invece entrano in contatto con materiale, anche non inquinante, estraneo all’edificio adibito ad attività o industria. Queste sono invece indicate come meteoriche di dilavamento. Le caratteristiche di queste acque cambiano a secondo del tipo di produzione. Non a caso un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche mette a disposizione uno staff di tecnici che ne studiano la composizione chimica e fisica.

Con acque reflue urbane s’indica quell’insieme di acque domestiche, industriali, di ruscellamento e provenienti dal lavaggio delle strade confluite nelle fogne. Per quanto riguarda quelle di ruscellamento è possibile che a loro interno siano presenti pesticidi, idrocarburi, detriti di pneumatici e detergenti, tutte sostante ritenute microinquinanti. Infine abbiamo le acque reflue industriali ma assimilabili a quelle di derivazione domestica. Provengono da imprese e da attività commerciali ma per legge, a seconda di alcune loro caratteristiche qualitative, ma anche per un discorso quantitativo, sono considerata alla stregua di quelle domestiche.

Quali sostanze possiamo trovare nelle acque reflue?

Come abbiamo detto un laboratorio analisi chimiche riesce ad individuare le sostanze presenti nelle acque reflue. C’è anche da sottolineare che per un’impresa è importante campionare ed analizzare le acque che produce. Infatti deve attenersi ad una serie di norme relative all’inquinamento senza le quali non potrebbe essere funzionante.

Le sostanze presenti nelle acque possono essere catalogate come segue. Abbiamo in primis le galleggianti. Si tratta dei composti insolubili più leggeri dell’acqua, l’olio, le schiume e i grassi. Le sostanze sospese sono invece quelle aventi densità pari o superiore all’acqua. Sono mantenute in sospensione da un fenomeno detto turbolenza. A loro volta queste si dividono in due sottocategorie: sedimentabili e non sedimentabili. Vi sono quindi le sostanze collodiali. Formate da particelle da dimensioni tali per cui è ormai impossibile separarle dall’acqua senza l’uso di un trattamento meccanico. Quindi abbiamo quelle disciolte ossia sparse in maniera omogenea allo stato ionico o molecolare dell’acqua. Infine abbiamo organismi vegetali ed animali tecnicamente detti materiale biologico.

Tutte queste sostanze a loro volta sono divisibili in due grandi categorie. I solidi volatili sono quelli che a 600 gradi spariscono senza restare sotto forma di cenere. Gli altri sono i non volatili ed hanno la proprietà diametralmente opposta.

La classificazione dell’acqua reflua

In che modo un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche classifica le varie acque reflue? Tramite le sue analisi può studiarne la composizione e in base a questa definirle. I primi parametri da prendere in considerazione sono quelli fisici. Viene dunque analizzata la temperatura, l’odore, il colore, la presenza di solidi e la conducibilità elettrica. Quindi ci sono quelli chimici. Questi sono l’alcanilità, il pH, il total organic carbon, la domanda chimica d’ossigeno, la total oxygen demand, la domanda biochimica di ossigeno, il fosforo, i polifosfati, gli ortofosfati, i nitrati, i nitriti, l’ammoniacale, i tensioattivi, gli oli minerali, l’ossigeno disciolto e le sostanze tossiche. Infine abbiamo quelli biologici fatti di coliformi fecali, totali, le salmonelle, le escherichia coli e gli streptococchi fecali.

Cosa sono gli impianti di depurazione?

Un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche installa anche impianti di depurazione. Ecco come funzionano e da cosa sono composti. Costituiti in genere da calcestruzzo armato operano sulla linea fanghi e quella delle acqua. Quest’ultima viene purificata dai liquami grezzi tramite un processo diviso in tre stadi. Nel primo abbiamo grigliatura, sgrassatura, sabbiatura e sedimentazione primaria. Nel secondo abbiamo un processo biologico atto ad eliminare le sostanze organiche sedimentabili e non sedimentabili. Si tratta della sedimentazione secondaria combinata all’aerazione. Il procedimento terziario opera sull’effluente derivato dal processo precedente appena descritto. Si basa su trattamenti specifici incentrati all’eliminazione di quelle sostanze che non possono essere epurate con i trattamenti relativi alle due prime tappe.

I fanghi subiscono un’altra lavorazione. Questi vengono generati proprio dalla fase di sedimentazione con cui si depura l’acqua. Con questa linea è possibile ridurne il volume, eliminare gli organismi patogeni in esso presente e stabilizzare il materiale organico. Lo smaltimento in questa maniera non solo è meno dannoso per l’ambiente ma anche meno oneroso dal punto di vista dei costi. Si otterrà quindi un nuovo effluente che dovrà essere poi condotto nell’emissario.
Ecco dunque in che modo un laboratorio analisi chimiche e microbiologiche si occupa delle acque reflue.

Corsi di formazione gratuiti per informatico contabile

Formarsi oggi è fondamentale, nel mondo del lavoro: la nuova professionalità in diversi ambiti si acquisisce tramite studi extra-scolastici, corsi di approfondimento strutturati, anche gratuitamente, al fine di acquisire nozioni e competenze in diversi ambiti, come in quello dell’informatica contabile.

Obiettivi formativi del corso di informatica contabile

Se sei un giovane laureato, o semplicemente diplomato, ma vuoi entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale attraverso una competenza specifica e professionalmente ricercata, puoi ponderare la frequentazione di un corso rivolto proprio a nuove professionalità come in ambito di informatica contabile.
Diverse scuole sul territorio italiano presentano corsi di questo tipo: se sei di Ferrara, o zone limitrofe, perché non considerare l’opportunità di frequentare una scuola che organizza corsi gratuiti per informatici contabili a Ferrara? Cosa si prefiggono questi corsi? Innanzitutto lo sviluppo in autonomia della tua professionalità, quindi una reale competenza specifica supportata dall’apprendimento delle nozioni fondamentali per svolgere online una professione richiesta, la quale offre un servizio fondamentale soprattutto rivolto a chi richiede al web anche un’assistenza di questo tipo.

Ma in cosa si fonda un corso di informatico contabile? Il piano di studio è variegato puntando sempre comunque all’obbiettivo formativo: attraverso l’utilizzo di software specifici, potrai imparare a gestire richieste rivolte da parte di chi necessita della compilazione di documenti relativi a vari ambiti della gestione commerciale. In questa fase di sviluppo importante dell’e-commerce, i confini sono divenuti aleatori, il marketing si rivolge a diverse aree per mercati in piena espansione.
Qui nasce la competenza sulla quale focalizzerai il lavoro di studio all’interno del corso, le documentazioni, sia nazionali che rivolte all’estero, richiedono nozioni di base e competenze intrinseche.

Quali nozioni apprenderai nel corso di informatica contabile?

Sono diverse le materie sviluppate e tutte sono concentrate sull’acquisizione di competenze specifiche in ambiti gestionali soprattutto commerciali.
Alla fine del corso avrai ben chiari gli iter di compilazione, attraverso software gestionali di ultima generazione, di procedure per la redazione ed emissione dei documenti relativi a disposizioni di compravendita.
All’interno di questo importante settore dovrai disbrigare richieste relative ad ordini, fatturazioni, ricevute, documenti relativi a transazioni e aspetti commerciali sia sul suolo nazionale che nel mercato internazionale.
Non solo questo però: nel rispetto delle normative inerenti la sicurezza in ogni tipo di lavoro e nei diritti e doveri di ogni lavoratore, il corso sviluppa sempre un parallelo livello d’istruzione in cui le norme sulla sicurezza e le normative relative ai contratti di lavoro, vengono trattati per concedere al corsista un’istruzione ampia sul mondo del lavoro, i diritti ma anche i doveri nel rispetto delle normative vigenti.

Ma come cercare strutture che organizzano questo tipo di corsi? In Emilia Romagna, nella provincia di Ferrara, ti basterà cercare una scuola che organizza corsi gratuiti per informatici contabili, un primo passo nella definizione di una professionalità che potrai esplicare sia all’interno di uno studio di competenza così come, se sarai bravo ad implementare la tua attività in ambito domestico, lavorando online dalla tua postazione dotata di personal computer, potrai svolgere questa professione non solo presso il tuo domicilio ma in qualunque parte del mondo nella quale, grazie alle tue competenze, ai software di cui avrai appreso l’utilizzo ed installati sul tuo personal computer, potrai rispondere al tuo portfolio clienti nei tempi e nei modi da te ritenuti ideali.

Come creare un calendario editoriale efficace per il blog

È arrivato il momento di scrivere un nuovo post per il blog, ma la domanda è sempre la stessa: “Cosa ci scrivo adesso?”.  Scenario ancora più difficile se, oltre al non saper cosa scrivere, siamo affetti dal blocco dello scrittore. Puoi passare ore a dare un’occhiata ad altri blog, interrogare Google, rileggere i tuoi vecchi post, cerchi in ogni modo di farti venire qualche idea. Ma questo è solamente un modo per stressarti, stancarti e perdere anche un po’ della passione per la scrittura.

Ma come siamo arrivati fin qui? Che ne è di tutto l’entusiasmo dell’inizio, del divertimento che c’era quando nella tua testa correvano decine di idee per i blogpost? Niente panico ora, siamo qui per dirti che succede, è una cosa normale e capita a tantissimi blogger. E accade soprattutto perché, nella maggior parte dei casi,  sei solo ad affrontare tutto: sei l’editore, il social media manager, il grafico, l’addetto alle attività di marketing… insomma sei tu il tuo blog.

Sai come fanno tanti blog ad affermarsi e diventare popolari? Uno dei segreti del loro successo è saper pianificare le cose. E uno dei modi migliori è sapere creare un calendario editoriale dei contenuti per il blog. Avere una strategia dei contenuti può trasformare il tuo blog da hobby a qualcosa di davvero più professionale. Abbiamo chiesto ai ragazzi di blogdg.com:

Perché il calendario editoriale può aiutare il tuo blog a crescere?

Ecco le loro risposte:

  1. Parola d’ordine: organizzazione

Chi non ha idee per blogpost che vanno a zonzo per vari canali digitali, google doc, trello, evernote, asana… e chi più ne ha più ne metta. Che si tratti di strumenti tech oppure dei più classici fogliettini di un block notes, i tuoi prossimi articoli sono lì, sparsi

Come stupirti allora se non riusciamo a dare continuità all’attività di scrittura. Se abbiamo, invece, un calendario dove inserire tutto, dalla tematiche, ai contenuti, incluse le date per la pubblicazione, daremo al nostro lavoro ordine, scadenze e programmazione.

  1. Velocizza la tua attività online

Riuscire a programmare mensilmente le uscite sul tuo blog è un grande punto di arrivo per la crescita del tuo spazio virtuale. Ti dà l’opportunità di vedere cosa va e cosa andrebbe migliorato, ti permette di dedicarti con anticipo anche alla condivisione su piattaforme social e ti dà modo di rendere i contenuti variegati al punto giusto, quello che piace ai lettori!

  1. Ti dà autorevolezza

Elaborare un calendario editoriale e rispettarlo (ovviamente) è un modo potentissimo per trasformare la tua attività da blogger in qualcosa di più consistente. I lettori capiranno che fai sul serio, daranno maggior peso alle tue parole e diventeranno visitatori usuali del tuo blog. Nelle cose ci vuole impegno, e una content strategy aiuta anche in questo.

Come creare un calendario editoriale per il blog

Ti abbiamo detto alcuni dei motivi per cui occorre averlo, ora vediamo insieme come creare un calendario editoriale efficace e su misura del tuo blog.

Indipendentemente dal tipo di blog che curi, che si tratti di food, bellezza oppure consigli tecnologici, la struttura base del calendario editoriale è sempre la stessa.  Si tratta, in grandi linee, di una pagina, word, excel, pages, di google calendar… scegliete la piattaforma che più fa per te; quello che è fondamentale sono le sezioni da inserirci:

  • Tematica generale del blogpost
  • Categoria
  • Titolo (anche provvisorio)
  • Concept da sviluppare nel dettaglio, inclusi titoletti e argomenti secondari
  • Parole chiave
  • Fonte per le immagini e idea visuale
  • Proposta di Call-To-Action finale
  • Data di scrittura
  • Data di pubblicazione
  • Canali di ricondivisione

Queste sono alcune delle informazioni che non facciamo mai mancare nei nostri blog post, tutto è, ovviamente, modificabile, ampliabile e personalizzabile. Quello che ti consigliamo è di alternare le tematiche, offrendo ai tuoi lettori contenuti sempre differenti, temi mai ripetitivi e blogpost da leggere e condividere.

Ricordati un assioma fondamentale della scrittura web: non scrivi mai solamente per te stesso, pensa sempre agli utenti.

Trucchi per trovare voli low cost

Volare oggi è più semplice, ed il mondo è tutto più connesso. Trovare del aerei per raggiungere Paesi lontani a basso prezzo non è un sogno, ma una realtà.

Esiste la possibilità di prenotare voli aerei low cost per quasi tutte le destinazioni del mondo, ma ci sono alcuni trucchi che possono aiutare a risparmiare, scegliendo il volo nel momento migliore. Ecco una lista di trucchi che sono stati affinati nel tempo e che vi permetteranno di trovare sempre i migliori voli a basso prezzo senza troppi problemi.

  1. Iscrivetevi alle newsletter. Uno dei migliori modi per assicurarsi i biglietti per i voli aerei a basso costo è quello di iscriversi alla newsletter del sito. Spesso e volentieri le compagnie aeree inviano, anche durante la notte, le offerte: se tenete d’occhio la mail potrete prendervi per primi i biglietti meno costosi.
  2. Prenotate di martedì. Si considera assodato che il giorno migliore per acquistare i voli low cost è il martedì pomeriggio. Da evitare, invece, il weekend. Il martedì pomeriggio secondo gli esperti è il momento in cui le compagnie aeree espongono le tariffe nuove per i giorni a venire, ed in genere si assiste ad una vera e propria corsa al ribasso per cercare di vendere più biglietti possibili. Questo è il momento ideale per fare la vostra ricerca.
  3. Comprate biglietti andata ritorno separati. Spesso e volentieri quando si acquistano i voli low cost per un viaggio si compra direttamente il biglietto per il ritorno, in modo da stare più tranquilli e senza pensieri. Eppure qui si cela una piccola fregatura. Spesso infatti si trovano delle tariffe agevolate per le singole tratte e non per il pacchetto andata/ritorno. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni, ma controllate bene prima di acquistare, quanto vi costa comprare i due biglietti assieme e quanto invece acquistarli separatamente.
  4. Sì alle date flessibili. Se avete possibilità di un po’ di flessibilità nelle date del viaggio, allora cercate di non fossilizzarvi su un giorno determinato. La flessibilità permette spesso di risparmiare delle cifre interessanti sui biglietti. Potreste risparmiare fino al 50%…
  5. Fate la pulizia dei cookie. Quando acquistate sempre dallo stesso pc, i cookie tengono nota delle visite al sito e dei vostri acquisti e vi proporranno una tariffa più alta ogni volta che tornerete a guardare. Pulite i cookie e se possibile usate device diversi per controllare la disponibilità di biglietti.
  6. Pazienza e costanza. La ricerca online dei voli low cost spesso e volentieri è molto lunga; o vi accontentate del primo volo che trovate, rischiando di spendere qualcosa di più, o cercate con pazienza fino a quando troverete l’occasione della vita.
  7. Viaggiate solo con bagaglio a mano. Il bagaglio a mano entro certe misure è gratis su tutti i voli. Se volete davvero risparmiare e state viaggiando per un weekend, evitate di preparare enormi valigie, e cercate di viaggiare leggeri, lasciando a casa quello che non vi serve davvero. In questo modo il viaggio sarà molto economico.

L’arte del Volantinaggio: door to door e hand to hand a confronto

Il volantinaggio è un’arte: hai qualcosa da pubblicizzare o da promuovere e come la maggioranza di aziende o di semplici persone hai deciso di affidarti alla distribuzione dei tuoi volantini? Avrai già stabilito come realizzarli e prima di imbatterti in quest’avventura, devi quale metodo usare.
Ebbene hai aperto la pagina giusta. Qui troverai le informazioni utili per fare di quest’opera di marketing un successo!
Eh si! Anche se siamo nell’era della comunicazione digitale, il volantinaggio è un metodo di comunicazione infallibile. La pubblicità in forma cartacea, il volantino in primis, non ha affatto perso il suo appeal e rimane ancora oggi il canale pubblicitario più efficace, con un ritorno di tutto rispetto.
Questo settore, avvolte considerato poco attuale, gode invece di un ottimo stato di salute. Questo per diversi motivi :

  • il volantinaggio è uno strumento di pubblicità a costi ridotti,
  • oltre ai costi contenuti, il volantino deve la sua fama al grande impatto che ha sul potenziale cliente,
  • permette di comunicare informazioni utili in un minimo spazio,
  • riesce a raggiungere un vasto pubblico e diffondere quasi capillarmente il suo messaggio,
  • il volantino deve la sua potenza e efficienza alla sua capacità di venirti a cercare,
  • è adatto a ogni tipo di esigenza o di business : apertura di un’attività, studio professionale, saldi, liquidazioni, eventi, concerti, manifestazioni, ecc,
  • l’indiscusso valore del volantinaggio è ormai più che conosciuto e sempre molto apprezzato da chi pubblicizza e da chi riceverà la pubblicità,

Ora, per permettere al volantino di svolgere il suo compito è necessario distribuirlo! Vediamo quindi i metodi di distribuzione più usati. Dopo che leggerai le delucidazioni qui di seguito, potrai valutare quale è meglio per te, a seconda delle tue esigenze e degli obbiettivi che vuoi raggiungere.

Nel redigere questo articolo ci siamo ispirati a questa guida su come fare volantinaggio a Roma dove potrai approfondire le tematiche in oggetto.

L’arte del volantinaggio: quale sistema scegliere?

Le tecniche di distribuzione sono prettamente due :

  1. door to door (porta a porta): i volantini vengono distribuiti da operatori nelle cassette della posta collocate fuori dalle abitazioni
  2. hand to hand (mano a mano): i volantini sono consegnati dagli addetti direttamente nelle mani dei potenziali clienti

La differenza può sembrare irrilevante, ma in realtà non è proprio cosi. Analizziamo questi due metodi, cosi potrai scegliere quale è più si adatta alle tue esigenze.

 

L’arte del volantinaggio Door to Door

Il Door to Door, detto DtD o porta a porta, è un’opera di distribuzione di materiale pubblicitario, sia esso volantini, depliant, brochures, flyers, cataloghi, in cassetta postale. E diventata, in questi anni, la tecnica più utilizzata da chiunque voglia rendersi visibile e sponsorizzare al meglio il proprio prodotto.
Questo metodo prevede di lasciare la pubblicità cartacea in ogni cassetta postale di ogni abitazione dell’area stabilita.
Se scegli questo tipo di distribuzione potrai raggiungere una alto numero di destinatari, grazie alla copertura “a tappeto” del territorio prescelto. Il Dtd è sicuramente il mezzo pubblicitario accessibile a tutti, a qualsiasi tipologia di azienda, grande o piccola che sia, per il rapporto costo per contatto. Infatti, anche spendendo poco, potrai ottenere un ritorno di clientela alquanto fruttuoso.
Quest’opera viene normalmente svolta da operatori del settore, capaci, preparati e conoscono il territorio come le loro tasche.
Questo è quanto per il volantinaggio door to door. Passiamo all’altro, anch’esso molto diffuso

L’arte del volantinaggio Hand to Hand

Ti è mai capitato di passeggiare per il centro città o uscire da un centro commerciale e trovare un addetto alla distribuzione di volantini pubblicitari? Se rispondi di si, hai toccato con mano il metodo hand to hand. (e non è un gioco di parole).
Infatti il volantinaggio hand to hand è la distribuzione mano a mano di materiale pubblicitario ad opera di promoter o operatori.

A differenza del DtD, dove la distribuzione avviene in qualsiasi territorio scelto, l’attività hand to hand, richiede di individualizzare il posto, l’area, la zona o la posizione che meglio risponde alle proprie esigenze.

Se vuoi approfittare di questa tecnica, devi scegliere posti molto trafficati dai passanti, come strade pedonali, aeree pedonali dei centri città, l’esterno di centri commerciali, scuole, e cosi via. Insomma, dove c’è un grande afflusso di persone, perché sono loro i tuoi potenziali clienti.

Uno dei vantaggi del hand to hand, che non puoi praticare con il Dtd, è che puoi svolgere un volantinaggio mirato, cioè puoi puntare ad un target ben definito. Per esempio, se devi promuovere un prodotto o un servizio per soli uomini, donne o fasce di età determinate, questo metodo si rivelerà profittevole.

L’approccio informale e non invasivo del hand to hand è molto efficace, perché attira e mantiene viva l’attenzione riguardo al tuo messaggio pubblicitario, aumentando cosi le tue probabilità di successo. Inoltre in fase di contatto, hai la possibilità di prendere i recapiti di potenziali clienti, cosa impossibile da praticare con il Dtd.

E’ ovvio che per funzionare alla grande, la distribuzione hand to hand, come il DtD necessita di una attenta pianificazione. E come per il door to door, o anche di più, bisogna che gli operatori siano scelti con cura. Il contatto diretto con il pubblico richiede atteggiamenti e modi di porsi molto precisi.

In conclusione, qualunque sarà la tua scelta, una campagna di distribuzione dev’essere svolta in modo ottimale, per avere successo. Improvvisare tutto da soli, si hanno buone probabilità di fare fiasco sopratutto se devi promuovere la tua attività in grandi città come Roma. Per questo è fondamentale che ti rivolgi a un’agenzia per la distribuzione della tua pubblicità, che saprà consigliarti secondo le tue esigenze e saprà offriti un servizio di eccellenza, perché ricorda, il volantinaggio è un’arte.

Le traduzioni certificate svedese /italiano per testi e documenti

Per tradurre testi e documenti dallo svedese all’italiano, o viceversa, di qualsiasi livello di difficoltà è indispensabile la presenza di un esperto traduttore.

L’utilizzo della lingua svedese corretta, nel mentre si intrattengono rapporti professionali, o più in generale, interpersonali, che possano prevedere un linguaggio di tipo legale o comunque preciso e tecnico, rappresentano un vantaggio nel raggiungimento di specifici obiettivi.

Infatti, una comunicazione precisa e diretta contribuisce alla riuscita di un affare o di un caso. Per questo motivo diventa sempre più tangibile l’esigenza, da parte di una moltitudine di clienti, di affidarsi a un traduttore che parli sia la lingua svedese che la lingua italiana.

Come ogni consulente, che si prenda in considerazione, la fiducia è alla base del rapporto lavorativo, che si estrinseca mediante la lingua, che un professionista serio, puntuale e professionale deve garantire per ottenere il miglior risultato.

La lingua svedese è conosciuta per la grande quantità di suoni e parole, che vengono utilizzate per articolare un discorso, e molto spesso risulta ostico il suo apprendimento, soprattutto per ciò che concerne varianti di elevato rango professionale.

Un fonema consonantico, una fricativa dorso-palatale velare, può essere la causa di incomprensione e fallimento del rapporto e della comunicazione.

Lo svedese è una lingua di origine indoeuropea e fa parte del rango Germanico settentrionale, appunto legato alle lingue germaniche, in generale accostato alle lingue scandinave, per fare un esempio il danese, ma diversa dall’islandese e dal norvegese.

Lo svedese è la lingua nazionale della Svezia, delle Isole Åland ed è parlato dal 6% dei finlandesi. Acquisire la conoscenza grammaticale svedese vuol dire sapersi districare in ogni dialogo e in ogni frangente, padroneggiare un idioma decisamente diverso dalla lingua italiana.

Un’attenzione massima necessitano le traduzioni dallo svedese all’italiano, o viceversa, sia per ciò che riguarda lo stile, oppure la scelta delle parole, fino alla costruzione della frase, che può variare in base ai riferimenti di cui si parla.

Le traduzioni dallo svedese all’italiano devono essere adattate ai settori di riferimento e all’utilizzo del documento stesso, che viene destinato a motivi specifici.

Un lavoro preciso e puntuale sia in corso d’opera, che alla consegna, è fondamentale per ottenere ottimi risultati in fatto di comunicazione e traduzione. Un traduttore serio e affidabile deve, inoltre, dimostrare di essere all’altezza di ogni argomento trattato.

Ogni specialista può essere esperto in diverse aree e le traduzioni dalla lingua svedese alla lingua italiana possono essere intraprese per la comprensione di documenti semplici, per la realizzazione di servizi per il web, siti internet, pagine e newsletter aziendali.

Maggiore attenzione richiedono le aree dei settori legale, commerciale, finanziario, amministrativo, fiscale e notarile, che non sono richiedono la competenza linguistica ma anche conoscenze di tipo tecnico.

Con la necessità di applicare ai testi e ai documenti competenze relative alla lingua svedese, la vigente normativa italiana, conferisce valore legale alle traduzioni, attraverso la certificazione o asseverazione, che enti e autorità estere richiedono sempre più di frequente.

Le traduzioni certificate e autenticate

L’asseverazione è una pratica che definisce il valore legale di un documento, attraverso una perizia giurata che il traduttore asserisce recandosi in tribunale o tramite il giuramento e l’applicazione di marche da bollo.

I timbri del tribunale sono diventati fondamentali per la certified translation, sempre più richiesta dalle autorità, accostata alla dichiarazione del traduttore o dell’agenzia di traduzioni, con la presenza di dati anagrafici e di contatto, atti a confermare l’esecuzione della traduzione nel migliore dei modi rispetto alle proprie capacità.

Una traduzione autenticata (o certificata) richiede cura e competenza, senza delle quali il rischio è di ottenere documenti erroneamente confusi e travisati.

La terminologia specifica è fondamentale per il lavoro del traduttore che deve saper padroneggiare con consapevolezza, determinando un passo aggiuntivo necessario in vista di una traduzione giurata da presentare all’estero.