Guida pratica per l’assicurazione professionale da odontoiatra

Nel 2017 il DDL GELLI ha introdotto l’obbligo di assicurazione per tutti i professionisti del settore sanitario, odontoiatri compresi: anche i medici che sono dipendenti di strutture sanitarie. Tutti i medici, indipendentemente dalla loro specializzazione, devono quindi stipulare una polizza assicurativa adeguata che offra una tutela specifica per le diverse situazioni.

In questo modo, si eviterà di rischiare sanzioni e varie problematiche con cui, purtroppo, ci si potrebbe ritrovare a seguito di un errore commesso durante lo svolgimento della propria attività professionale.

E’ opportuno quindi che sia i titolari di uno studio dentistico, sia i professionisti (dentisti o igienisti) che operano al loro interno, stipulino una polizza che sia effettivamente adeguata alle proprie necessità.

Come scegliere la migliore assicurazione professionale odontoiatra

Tipologia di copertura assicurativa

In primis, è bene stabilire quale tipologia di copertura assicurativa è quella più adeguata in base all’attività professionale svolta.

Infatti, esistono due tipologie di responsabilità professionale che richiedono polizze assicurative differenti.

La responsabilità professionale contrattuale, che si applica quando il dentista esercita presso il proprio studio o comunque intrattiene un rapporto contrattuale diretto con il paziente. In questo caso occorre un’assicurazione che copra colpa lieve e colpa grave: cioè una polizza rc professionale classica da odontoiatra.

Invece, la responsabilità professionale di tipo extracontrattuale riguarda quei casi in cui il medico lavora appoggiandosi a strutture di terzi con pazienti non procurati da lui stesso e richiede la stipula di una polizza solo per colpa grave. In questo caso, se il paziente eserciterà una richiesta danni si rivolgerà al titolare dello studio, il quale, se ravviserà gli estremi di condotta da colpa grave da parte del dentista che ha svolto la professione, potrà effettuare rivalsa verso lo stesso.

Quando si parla di assicurazione professionale per odontoiatra è consigliato scegliere formule che includono anche la tutela legale per coprire eventuali spese processuali sia ambito civile extracontrattuale che penale.

Una polizza deve offrire una copertura concreta

Inoltre, quando si valuta la stipula di un’assicurazione professionale da odontoiatra è bene orientarsi verso soluzioni ben strutturate che siano davvero in grado di offrire una copertura concreta.

La franchigia, ovvero l’importo fisso e predeterminato che resta a carico dell’assicurato in caso di danni risarcibili, è sicuramente uno dei fattori meno importanti: 500 euro di franchigia non ci cambieranno la vita. E’ importante invece che la polizza si attivi e non abbia clausola che ne impediscono l’efficacia.

L’importanza del confronto tra le polizze

È sempre opportuno mettere a confronto alcune proposte assicurative in modo da valutare facilmente i pro e i contro di ogni offerta. Il modo più veloce e semplice è quello di rivolgersi a intermediari plurimandatari specializzati, come Rc Medici, che sottopongono già loro stessi, in sede di preventivo, dei confronti tra le proprie offerte.

Molto spesso, magari, si tende a scegliere l’assicurazione professionale con il premio più basso, senza tener conto dell’effettiva validità della polizza stessa e di eventuali limitazioni alla copertura.

Un altro fattore da valutare per scegliere l’assicurazione professionale da odontoiatra è affidarsi a compagnie solide, con un capitale sociale rilevante che siano riconosciute a livello nazionale. Meglio evitare compagnie che sono note in Italia per respingere tutti i sinistri.

Affidarsi a un consulente esperto

È difficile scegliere la polizza assicurativa più adatta senza affidarsi a un consulente esperto. Anche questo può fare la differenza quando si deve stipulare la polizza migliore perché, con la sua professionalità, aiuterà a trovare la soluzione davvero in linea con le esigenze specifiche di un odontoiatra e saprà evidenziarci le criticità.

Infatti, esistono delle casistiche che riguardano più frequentemente questa figura professionale rispetto ad altri professionisti sanitari. Ad esempio, è bene che la polizza assicuri copertura anche per l’inutilità del trattamento e l’esborso non giustificato per le prestazioni pagate dal paziente per il piano terapeutico.

Ci sono stati casi in cui il Giudice ha disposto il rimborso integrale delle spese sostenute dal paziente e non sempre la compagnia assicurativa copre questo rischio peraltro molto frequente nei contenziosi odontoiatrici.

La liquidazione del danno riconosciuto al paziente è diverso dal caso d’ingiustificato esborso e, quest’ultimo caso, costringe l’odontoiatra a rimborsare il paziente pagando una cifra consistente.

Solo gli addetti ai lavori in ambito assicurativo, poi, potranno indicare l’eventuale presenza di clausole pure o impure che non contemplano la retroattività. Solitamente, si opta per le formule claims-made che, quindi, fanno riferimento al momento in cui viene richiesto il risarcimento e non a quando il danno è stato effettivamente provocato, ma ci sono anche polizze che prevedono una copertura postuma ultra-attività.

Il DDL GELLI ha imposto una revisione alle polizze assicurative per la responsabilità professionale puntando a estendere la copertura del rischio e proponendo nuove formule contrattuali.

Consigli per pulire i tappeti e preservarli nel tempo

Prendersi cura dei tappeti di casa, significa averli sempre belli nel tempo. Come ben sapete, i tappeti, sono uno dei complementi d’arredo più importanti per personalizzare le stanze di casa. Anche loro necessitano della giusta attenzione e cura. Pulire un tappeto regolarmente, vuol dire preservarlo nel tempo, mantenerlo in ordine e con i colori sempre brillanti. Vi assicuriamo che Il tappeto rimarrà splendente per tantissimo tempo, semplicemente con un po’ di cura e attenzione.

Pulizia quotidiana dei tappeti

Si inizia sempre con l’aspirapolvere. Il tappeto si può passare con l’aspirapolvere oppure, se preferite un’aspirazione più profonda, aggiungendo il battitappeto. Questa semplice operazione serve ad eliminare polvere e sporco. Ricordatevi di aspirare anche il retro del tappeto. Molto spesso lo sporco si annida proprio sul retro, la parte del tappeto che è sempre a contatto con il pavimento, rischiando di intaccarne le fibre. Prestate attenzione se il tappeto ha la frangia, perché se l’aspirate rischia di danneggiarsi. Cercate di non passare l’aspirapolvere troppo velocemente. Aspirate piano, con calma e accuratamente per catturare polvere e briciole, anche le più piccole. L’aspirapolvere, con o senza battitappeto, si passa in varie direzioni. Non solo lunghezza e larghezza ma anche in diagonale. Questo è l’unico modo per pulire completamente le fibre del tappeto. Per maggiori informazioni riguardo la pulizia dei tappeti clicca qui.

Come pulire i diversi tipi di tappeti

Ci sono alcune piccole differenze per quanto riguarda la pulizia, che varia a secondo del tipo di fibra di composizione di un tappeto. Se il tappeto è realizzato in una fibra sintetica, come ad esempio il polipropilene, è molto resistente e di facile manutenzione. Il polipropilene è una delle fibre maggiormente utilizzate per la produzione di tappeti. E’ noto anche come “lana sintetica” perché ha l’aspetto e la morbidezza della lana ma al tempo stesso è molto durevole e resistente. I tappeti in polipropilene si possono passare con l’aspirapolvere e battitappeto anche tutti i giorni, senza correre alcun rischio di rovinarli. Non si rovinano e non perdono “pelucchi” e si possono sistemare senza problemi in aree trafficate della casa come l’ingresso o sotto il tavolo da pranzo. Per conoscere tutti i vari tipi di tappeti potete visitare il sito www.webtappeti.it
Se il tappeto è shaggy, a pelo lungo, potete usare l’aspirapolvere con il beccuccio per eliminare la polvere alla radice.
I tappeti in lana richiedono qualche attenzione in più. Quando il tappeto in lana è nuovo può capitare che rilasci delle fibre. All’inizio si potrebbero formare dei “pelucchi” sulla superficie del tappeto. Non è un difetto e non compromette in alcun modo la struttura del tappeto. Tutto questo si risolverà spontaneamente con l’uso e la regolare pulizia del tappeto. Il consiglio è di utilizzare una spazzola a mano ma potete benissimo passare l’aspirapolvere a bassa velocità.

Eliminare le macchie

La prima cosa da fare, quando capita di rovesciare delle bevande o del cibo sul tappeto, è di tamponare e rimuovere l’eccesso il più possibile, con della carta assorbente. Si evita così che il liquido venga assorbito e impregni le fibre del tappeto rendendo la pulizia più complicata. Usate un panno bianco, di cotone, meglio se umido, da appoggiare sulla macchia e lasciate che assorba il liquido versato. Poi strofinate delicatamente la macchia con una spugnetta (o un panno) imbevuta di detergente delicato e acqua tiepida. Va bene anche il detergente per i piatti. Ripassate la spugnetta per risciacquare e togliere il detergente. Leggete questo articolo di casafacile per approfondire l’argomento. Vi consigliamo di non esagerare con l’acqua, per non rischiare che le fibre del tappeto se ne impregnino. E’ importantissimo lasciare asciugare bene il tappeto. Assicuratevi che sia completamente asciutto prima di sistemarlo nuovamente al suo posto.

Consigli per un tappeto sempre nuovo

Se desiderate rinfrescare le texture del tappeto e i colori, potete utilizzare i prodotti per tappeti o tessuti che trovate in commercio. Va benissimo anche il bicarbonato. Dopo aver aspirato bene, cospargete il tappeto di bicarbonato, in modo uniforme, e lasciate agire per circa 40 minuti. Passate l’aspirapolvere per togliere ogni residuo ed il tappeto sarà pulito e brillante. Invece, per un lavaggio più approfondito del tappeto, è meglio rivolgersi a lavanderie specializzate.

Ristrutturare la Piscina è Facile se si fa una buona Manutenzione Ordinaria e Straordinaria

Installare una piscina nella propria casa è un investimento a lungo termine. Dopo tanti anni, però, è normale che la struttura sia meno efficiente o da ammodernare e che, quindi, abbia bisogno di una ristrutturazione. Ristrutturare una piscina ha un certo costo: la cosa migliore da fare, dunque, è avere sempre cura della sua manutenzione, sia ordinaria che straordinaria. In questo modo, i nuovi interventi da operare saranno minori e così anche le spese.

Lavori di ristrutturazione Piscina

Le tipologie di intervento che si fanno solitamente su una piscina già costruita sono fondamentalmente 3:

  • Impiantistico: per ristrutturazioni impiantistiche si intende la sostituzione dei sistemi di filtrazione o delle tubazioni;
  • Estetico: ovvero rendere la propria piscina più bella. Per farlo si possono svolgere vari lavori, come installare nuovi accessori come luci, idromassaggi e trampolini oppure cambiare la pavimentazione, sostituire i rivestimenti della struttura e del bordo vasca;
  • Funzionale: questi lavori si fanno quando si vuole una piscina con performance più efficienti, andando a migliorare, ad esempio, il mantenimento della pulizia dell’acqua o l’impianto di riscaldamento.

Entrando più nello specifico, i tipi di lavori restauro che si possono fare riguardano:

  • Riscaldamento e illuminazione;
  • Impianto di filtrazione e circolo dell’acqua;
  • Pavimentazione;
  • Rivestimento interno;
  • Vari accessori come, per esempio, l’idromassaggio.

Una cosa fondamentale da sapere è che per ristrutturare una piscina e per tutti i tipi di lavori descritti oggi si può godere di importanti agevolazioni. Di fatto, grazie al Bonus Ristrutturazioni istituito dalla Legge n. 178/2020 (la legge di stabilità per il 2021), è possibile usufruire delle detrazioni IRPEF al 50%. Inoltre, si ha anche diritto ad un’IVA agevolata al 10%. L’unica condizione per accedere a questi importanti contributi è che i lavori siano fatti su una piscina che già si possiede (anche appena comprata) e non su una che va ancora costruita. Per farsi un’idea più dettagliata circa la ristrutturazione di una piscina potete rivolgervi a DT PRIME PISCINE, azienda leader del settore.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Come abbiamo visto, grazie alla legge di stabilità per il 2021 si possono ottenere aiuti finanziari importanti per ridurre le spese di ristrutturazione. Ma il modo migliore per spendere poco in questi tipi di lavori è una manutenzione attenta e costante della piscina durante gli anni. Vediamo quali sono le principali operazioni da fare per mantenere in perfetto stato una piscina domestica.

Quando si parla di manutenzione di una piscina, in primo luogo si parla della sua pulizia. Ci sono varie operazioni di pulizia da fare, alcune quotidianamente, altre settimanalmente, mentre alcune solo nei momenti di apertura e chiusura della struttura.

Per la manutenzione ordinaria, ogni giorno bisogna controllare l’efficienza dei vari componenti dell’impianto, come filtro e pompa; inoltre, il filtro va anche pulito, così come lo skimmer. Ogni settimana va pulita l’acqua della vasca eliminando eventuali insetti, foglie e altri residui. Questo è importante per evitare che le pareti della piscina si macchino. A proposito, è importante pulire settimanalmente anche la zona circostante alla struttura.

Per quanto riguarda la pulizia mensile, è importante far sì che la linea di galleggiamento dell’acqua non macchi le pareti della piscina. Per svolgere questa operazione ci si può aiutare con uno sgrassatore e una spugna morbida.

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, bisogna essere molto attenti alle operazioni di pulizia nel momento in cui si apre la piscina per la nuova stagione. Le pareti della piscina, infatti, potrebbero essere sporche e quindi vanno pulite e igienizzate. Inoltre, è bene controllare che tutti i sistemi (filtrazione e disinfezione dell’acqua; impianto elettrico, di riscaldamento e altri accessori) siano perfettamente funzionanti. Nel caso non lo siano, allora vanno immediatamente riparati.

In generale, per la pulizia di una piscina è bene usare spugne e spazzole morbide così da evitare di danneggiare l’impianto. Per una pulizia più professionale e sicura, però, si consiglia l’utilizzo di aspiratori, che agiscono direttamente sulle superfici della piscina tramite spazzole e ugelli, e idropulitrici, che grazie al loro potente getto d’acqua consentono di pulire la piscina da una certa distanza.

Oltre a ciò, per la manutenzione ordinaria e straordinaria si può ricorrere anche a robot pulitori automatici. Invece, va assolutamente evitato l’utilizzo di aspirapolveri o altri strumenti non specifici per la pulizia della piscina.

Occupandosi nel tempo della manutenzione ordinaria e straordinaria della piscina, svolgendo le varie operazioni di pulizia sia quotidiani e settimanali che quelle eccezionali, con un po’ di lavoro ci si assicura minori costi in fase di ristrutturazione dell’impianto e, inoltre, ancora più importante, la salute dei bagnanti non sarà mai messa a rischio.

Ecocert INPS: che cos’è e quali sono le tempistiche di rilascio

I contribuenti ogni anno, versano dei contributi validi ai fini dell’ottenimento della pensione. Per avere una panoramica generale, chi lo desidera può richiedere all’INPS il documento Ecocert. Esso riassume tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa di un cittadino italiano.

L’Ecocert viene anche chiamato Estratto Conto Certificativo o Comunicazione Certificativa del Conto Assicurativo. Questo documento serve a tutelare il contribuente, qualora abbia il dubbio che possa essere presente un errore in uno dei suoi versamenti contributivi.

Qualora dovessero sorgere delle criticità all’interno dell’estratto conto certificativo dovrete rivolgervi direttamente agli sportelli INPS. L’Istituto nazionale della previdenza sociale provvederà a correggere tale errore, al fine di tutelare il cittadino ed erogare correttamente la sua pensione.

Tempi di ottenimento dell’Ecocert rilasciato dall’INPS

L’estratto conto contributivo Ecocert, può essere richiesto direttamente sull’area riservata del sito Inps. Per poter accedere è sufficiente avere a portata di mano il PIN personale. Successivamente basterà seguire la procedura che verrà mostrata dalla schermata principale.

Le tempistiche di rilascio da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale si aggirano solitamente, in poco meno di 30 giorni. Tale termine in verità, si tratta del tempo massimo che l’ente ha per approvare e rilasciare il documento richiesto dal contribuente.

Qualora i giorni di attesa oltrepassino i trenta previsti, sarà necessario contattare l’INPS usufruendo del servizio di assistenza tramite email oppure telefonicamente.

Con l’evoluzione digitale, le pubbliche amministrazioni hanno reso molto più semplice la richiesta per poter ottenere l’estratto conto certificativo (Ecocert). L’utente dovrà semplicemente seguire questi passaggi dalla sua area riservata:

  1. Recarsi sulla sezione “Prestazioni e Servizi”.
  2. Cliccare la parte relativa a “Tutte le prestazioni”.
  3. Andare nella sezione dove è possibile notare la lettera D.
  4. Procedere con il download del modello apposito per far richiesta di ottenimento Ecocert, andando successivamente su “Domanda pensione”.

Il PIN è indispensabile per accedere all’area riservata INPS e quindi procedere al download del modulo, in assenza di quest’ultimo dev’essere fatta esplicita richiesta all’ente previdenziale.

L’unico passaggio diverso risulta per quei contribuenti iscritti alle gestioni pubbliche. Loro infatti, prima di scaricare il modello per richiedere l’Ecocert, dovranno fare due passaggi. Dovranno compilare nel pannello informativo che gli si presenta, sia i dati anagrafici richiesti che la tipologia di pensione e il fondo di appartenenza.

Ecco quali sono tutte le voci che appariranno all’interno del menù dell’area riservata dell’ente previdenziale:

  • Pensionamento anticipato;
  • Pensione per la vecchiaia;
  • Pensione d’anzianità.

In definitiva è opportuno inserire i dati che riguardano l’ultimo datore di lavoro. La data che ha segnato la cessazione del lavoro precedente e la titolarità di ulteriori pensioni o prestazioni assistenziali.

Nel caso in cui sia presente la sigla “ANF”, l’acronimo sta per “assegno del nucleo familiare”. Ciò significa che l’Istituto nazionale della previdenza sociale desidera essere a conoscenza del reddito complessivo del nucleo familiare di riferimento.

Termina qui la guida su che cos’è il documento Ecocert INPS e quali sono le tempistiche di rilascio.

Lavorazioni meccaniche: come rendere più efficiente la produzione

Il progredire della tecnologia ha reso possibile un notevole incremento della produttività, ciò significa che, grazie a meccanismi automatizzati, è possibile produrre una determinata quantità di prodotti in un tempo considerevolmente minore.

Partendo dal presupposto che si sta andando verso un aumento costante della domanda di beni, questa caratteristica si rivela preziosissima per riuscire garantire un ritmo di produzione sempre più elevato.

Quali sono i limiti delle lavorazioni manuali?

La manodopera è sempre stata una componente essenziale per svolgere ogni tipo di lavoro, con il tempo e l’avanzamento del progresso tecnologico, però, il lavoro dell’uomo si è spostato dall’ambito fisico a quello intellettuale, facendo così svolgere a delle attrezzature meccaniche e automatizzate le operazioni più faticose.

Tutt’oggi la ricerca e lo sviluppo per le imprese si stanno muovendo in questa direzione, per cercare di automatizzare sempre più processi e lavorazioni che prima venivano svolti manualmente, al fine di sollevare gli operai da carichi di lavoro eccessivi e di superare i limiti intrinseci della natura umana.

Uno dei principali vantaggi derivanti dall’adozione delle lavorazioni meccaniche per il proprio processo produttivo è l’indiscutibile diminuzione o addirittura azzeramento dei tempi morti che invece sono necessari agli operai per poter svolgere alcune operazioni. Ciò significa sostanzialmente una sola cosa per l’imprenditore: aumento della produzione e di conseguenza di fatturato.

Le lavorazioni meccaniche rendono la produzione più efficiente

Ovviamente aumentare la produttività non è un beneficio totalmente a costo zero, infatti si rendono necessari investimenti più o meno importanti, per poter adeguare il processo produttivo al nuovo metodo di lavoro. Ovviamente andranno fatte tutte le valutazioni del caso per capire se l’esborso necessario sarà effettivamente ripagato da un’aumentata efficienza produttiva.

Per attuare questo tipo di valutazione occorre attenersi ad alcuni indicatori che possano misurare direttamente, in maniera oggettiva, l’efficienza del processo produttivo. In questo modo sarà immediatamente visibile qual è la portata dei vantaggi derivanti dall’automazione del processo produttivo.

Affidandosi dunque a questi risultati si potranno avere le idee più chiare su ciò che comporta, in termini di crescita dell’azienda, un investimento verso quello che si prospetta essere una trasformazione digitale dei processi produttivi.

L’automazione applicata ai caricatori per torni

L’automazione dei caricatori per torni rappresenta una delle innovazioni più interessanti nel settore della produzione industriale meccanica, Grazie a questi dispositivi, il lavoro dell’uomo viene notevolmente facilitato, in più si ottimizzano i tempi morti che sarebbero altrimenti inevitabili per dare la possibilità ai lavoratori di eseguire tutte le operazioni manualmente.

Un banalissimo esempio di come i caricatori automatici per torni della topautomazioni.com possano contribuire al miglioramento e alla velocizzazione del flusso produttivo, è data dalla funzione che permette un adeguamento automatico della dimensione delle barre in un solo minuto, ciò comporta un aumento impressionante della velocità di esecuzione, se rapportato a quello necessario un operaio per compiere a mano la stessa operazione.

Attraverso un PLC touch screen l’operatore può dialogare con il caricatore e inserire tutte le istruzioni; il sistema invia poi gli ordini al motore Brushless che esegue il lavoro in maniera meccanica e completamente automatica in soli 60 secondi.

Nessuna strumentazione aggiuntiva

Un altro aspetto da considerare quando si decide di acquistare un caricatore automatico per torni fabbricato da aziende Italiane come Top Automazioni, è che non necessita né di accessori né di ricambi, in quanto integra già tutte le funzionalità al suo interno; la spesa da sostenere si limiterà quindi unicamente al macchinario, in grado di funzionare perfettamente senza nessuna strumentazione aggiuntiva.

La ricerca costante in campo tecnologico favorisce un’ottimizzazione del flusso produttivo sotto numerosi aspetti, dalla tutela dei lavoratori al recupero di tempi improduttivi che altrimenti risulterebbero solo un costo.

Corso di Fotografia a Roma: come diventare professionista

La fotografia è la tua passione? Vuoi diventare un professionista in questo settore? A Roma puoi trovare tantissime offerte sia per corsi amatoriali e professionali che ti consentiranno anche di aprire un’attività in proprio come fotografo professionista. Ecco una panoramica su tutte le offerte formative della città per chi desidera approfondire le proprie conoscenze in materia.

Corso di fotografia a Roma Regione Lazio

Dai corsi online ai corsi della Scuola di Fotografia, ognuno ha la possibilità di scegliere il corso più adatto in base alle proprie esigenze.

Corso fotografia a Roma online

Il Corso di Fotografia Base di Accademia Fotografia è la scelta ideale per chi di decide apprendere la tecnica fotografica di base fino ai fondamenti di post produzione. Si tratta di un corso fruibile anche online e in collegamento con il docente. Il corso è strutturato tenendo conto delle richieste e della disponibilità dei docenti. Gli studenti, in piccoli gruppi, avranno la possibilità di collegarsi tramite apposite piattaforme di collegamento con possibilità di confronto immediato con i docenti e relativa revisione delle foto.

Scuola superiore di fotografia a Roma

Fondato nel 1985 nel quartiere di San Lorenzo, l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata è una delle scuole di fotografia che nell’arco di trent’anni è diventata un importante punto di riferimento per la formazione di fotografi qualificati. Da sempre, infatti, l’obiettivo della scuola è fornire ai propri studenti tutti gli strumenti professionali e più aggiornati per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro sia in Italia che all’estero oltre alla volontà di stimolare e sviluppare il talento creativo di chi decide di intraprendere questo percorso di studi.

L’offerta è soddivisa su tre livelli:

-Corso Triennale: per tutti coloro che vogliono diventare fotografi professionisti della fotografia e intraprendere una carriera in questo ambito;

-Corsi Brevi: per amatori e semiprofessionisti che desiderano migliorarsi affrontando professionalmente il mondo della fotografia;

-SdF-Fotogiornalismo: Scuola di Fotogiornalismo che propone un percorso ideale per affrontare la fotografia documentativa in modo competente con determinazione ed etica professionale.

Corso fotografia Roma EUR

In zona Roma EUR è previsto il Corso di Fotografia Digitale e si tiene nella sede di DAM, del gruppo REA ACADEMY. I corsi sono preceduti da una prima lezione gratuita durante la quale gli allievi potranno conoscere l’insegnante, valutare il programma nel dettaglio e gli obiettivi. Perfetto dunque per chi vuole ampliare le proprie conoscenze. Alle lezioni di teoria sono affiancate le lezioni di pratica con possibilità di analisi degli scatti. E’ possibile prenotarsi tramite apposito form sul sito   per partecipare gratuitamente alla prima lezione. Successivamente si sarà ricontattati e saranno fornite tutte le indicazioni sugli orari e l’indirizzo della sede del corso.

Corsi di fotografia a Roma: costi

I corsi di fotografia generalmente sono organizzati di anno in anno e i costi variano a seconda della tipologia di corso scelta. Si parte da un costo base che si aggira attorno ai 250 euro per chi decide di seguire un corso online fino ad arrivare a più di 4000 euro per chi decide di seguire un corso più articolato con annesso esame finale del Corso di Fotografia Regionale che consente di ottenere l’Attestato di Qualifica Professionale di Fotografo valido in tutta Italia e per l’Unione Europea.

Iso Fotografia: la sensibilità della fotocamera

Quando leggi la scheda tecnica di una fotocamera o quando vedi le impostazioni di scatto di una foto avrai sicuramente fatto caso alla sensibilità ISO. Il termine ISO in fotografia ed indica la sensibilità alla luce del sensore con cui viene scattata la foto. In questo articolo vediamo cos’è, come funzione e come si usa.

Che cos’è la Sensibilità ISO

I nostalgici della fotografia analogica avranno già una certa familiarità col termine perché questa sigla veniva già utilizzata. In analogica, la sensibilità ISO indicava la sensibilità della pellicola, i cui granuli d’argento erano più o meno grandi quanto più alto il valore. I granuli d’argento erano in grado di imprimere una maggiore quantità di luce in pellicola, quindi le foto erano più luminose.
Per analogia oggi indichiamo con sensibilità ISO la sensibilità del sensore alla luce. I fotoni luminosi vengono trasformati dal DAC della fotocamera in scariche elettriche che infine vengono convertite in pixel colorati dal processore d’immagine, dando vita alla foto finale. A valori ISO bassi i raggi di fotoni vengono catturati con molta precisione dando vita a immagini molti nitide, mentre invece con valori alti la cattura è meno precisa, quindi nasce il fenomeno del rumore digitale.

Differenza fra rumore e grana

In fotografia analogica è piuttosto comune assistere al fenomeno della grana, ossia delle ‘imperfezionii’ che troviamo sulla foto finale. In fotografia digitale invece ti troverai di fronte al rumore digitale, dovuto il 90% ad alti Iso, ma non bisogna confondere i due fenomeni. La grana fa parte di un processo di produzione di una fotografia materiale e quindi ha anche un certo fascino, mentre invece il rumore digitale è il risultato di un limite tecnico delle macchine fotografiche e il più delle volte risulta sgradevole (anche perché la resa è differente rispetto alla grana).

Valori ISO e come impostarli

In fase di scatto controllare il valore ISO è piuttosto facile perché la logica alla base è semplice. Quanto più il valore è alto tanto più luminosa verrà la nostra foto, ma se alziamo eccessivamente la levetta allora potrebbe crearsi il fenomeno del rumore digitale. Allora come capiamo a che valori Iso impostare la nostra macchina fotografica?
Non c’è una risposta precisa, molto dipende dalle situazioni e condizioni di luce (di cui parleremo fra poco) e dalla macchina in sè.
I valori ISO sono comunemente 50 – 100 – 200 – 400 – 800 – 1600 – 3200 – 6400 – 12.800 – 25.600 a salire, nei dispositivi più costosi si arriva oltre il milione (un buon trucco per ricordare questi numeri è partire da 100 e poi moltiplicare per 2). A seconda della qualità del sensore (spesso direttamente proporzionale al costo della macchina fotografica) possiamo più o meno operare in un certo range di Iso. Cioè per capire fino a che puoi spingerti con questi valori prima di incorrere in troppo rumore devi provare fino al valore che ritieni più accettabile.

Quando usare Iso elevati

A primo impatto ti verrebbe da dire che se alti Iso creano rumore digitale, basta impostare sempre al minimo. In linea teorica è giusto ma ci sono delle situazioni in cui diventa indispensabile.
La situazione più comune è quando ti trovi a fotografare delle scene con luci molto basse, come ad esempio di notte o in una stanza poco illuminata. Se scatti a mano libera non puoi spingere i tempi troppo in là altrimenti potresti ritrovarti una foto mossa e il diaframma ti può servire impostarlo ad una certa apertura. A questo punto dovrai per forza giocare con le ISO per raggiungere un’esposizione ottimale. A volte in queste situazioni ricorda che è meglio un compromesso che nessuna foto. Ricorda che di fronte a soggetti statici (come il panorama notturno) puoi ovviare al problema usando tempi lunghi e un cavalletto.
Ci sono momenti con molta luce in cui abbiamo bisogno di alzare le Iso. Ad esempio se ti trovi a fotografare una corsa automobilista o manifestazione sportiva avrai la necessità di usare tempi di scatto molto rapidi, togliendo molta luce al sensore ed il diaframma alla massima apertura non è sufficiente. A questo punto non ti resta che ricorrere alla sensibilità ISO.

Fotografare le emozioni del giorno più bello

Tra i preparativi del matrimonio uno degli aspetti che richiede una particolare attenzione è la scelta del fotografo. L’album di nozze, con buona probabilità, resterà il principale ricordo del giorno più atteso da una coppia di sposi. È quindi fondamentale rivolgersi ad un professionista, una persona capace di realizzare scatti che trasmettano l’emozione del momento.

Affidarsi all’amico che ha l’hobby della fotografia può essere un grave errore perché esiste il forte rischio che il risultato non sia soddisfacente e che, in caso di imprevisti (ad esempio condizioni meteo inclementi), non ci sia la preparazione necessaria per gestire gli scatti in maniera adeguata.

Come riconoscere un bravo fotografo di matrimonio? Come scegliere la persona a cui affidare il servizio fotografico? Lo abbiamo chiesto a Luca Fabbian (https://lucafabbian.it/ )fotografo specializzato in matrimonio che opera a Vicenza e su tutto il territorio veneto.

“Nel giorno del matrimonio – dice Fabbian – il ruolo delle emozioni è quello da protagonista, il centro di tutto. Un bravo fotografo deve sapere raccontare una storia di emozioni e momenti, fin dalla preparazione degli sposi, passando attraverso la cerimonia ed arrivano fino al banchetto e a tutti i festeggiamenti con gli invitati. La scelta che più valorizza questo racconto è l’abilità di catturare istanti e attimi di magia attraverso la spontaneità degli sposi. Ogni scatto deve essere autentico e cogliere la gioia, la commozione, e gli sguardi dei presenti.”

“Gli scatti posati – aggiunge Fabbian – sono certamente da evitare. Fanno trasparire l’imbarazzo degli sposi e spesso non rendono onore al racconto del giorno più bello, trasformando un’immagine in qualcosa di banale e già visto. Per questo è necessario sempre creare un’empatia con gli sposi, comprenderne le esigenze, mettendoli a proprio agio durante tutto il servizio fotografico matrimoniale. È il fattore chiave per ottenere una genuina spontaneità e ottimi scatti”.

Un ulteriore abilità è legata anche a valorizzare i particolari, come le location, il bouquet, gli sguardi degli invitati. In particolare, alcune location per matrimoni offrono innumerevoli occasioni di ottenere fotografie emozionanti ed evocative. Inserire le immagini del matrimonio in un contesto caratteristico e particolare può aiutare a costruire un servizio fotografico che assomiglia ad una vera e propria favola.

Raccontare un matrimonio non significa solo immortalare gli sposi: è possibile fare scatti straordinari anche cogliendo la commozione dei genitori o la gioia degli amici. Ogni prospettiva diversa rappresenta un tassello importante per il racconto dell’intera giornata, rendendo unico l’album di nozze.

Come scegliere il fotografo per il tuo matrimonio

Innanzitutto è opportuno affrontare la scelta con un largo anticipo rispetto alla data della cerimonia. Spesso i migliori professionisti ricevono un gran numero di richieste ed hanno in calendario diversi servizi fotografici, quindi è consigliabile muoversi per tempo.

Il primo passo è cercare su internet i fotografi specializzati in matrimoni nella tua zona. Questa operazione permette di visionare alcuni lavori precedenti, comprendere lo stile di scatto e ridurre le opzioni tra cui scegliere. In seguito è opportuno richiedere alcuni preventivi e fissare un appuntamento per spiegare al professionista le proprie esigenze e chiarire quali servizi offre e a che prezzo.

Una chiacchierata col fotografo permette inoltre di capire se c’è sintonia tra le vostre necessità e quanto viene offerto. Un ulteriore aspetto a cui fare attenzione è la data di consegna dell’album. Talvolta può capitare che passi diverso tempo prima che gli scatti vengano consegnati. A volte capita per la presenza di altri impegni lavorativi, altre volte perché il fotografo svolge un grosso lavoro di post-produzione e fotoritocco, per rendere le foto ancora più gradevoli. Avere le idee chiare riduce la possibilità di rimanere delusi per eventuali ritardi nella consegna.

Quando ogni aspetto è definito e il servizio fotografico è nelle mani di un professionista potrete rilassarvi e tornare a pensare al vostro giorno più bello. La cerimonia è sempre più vicina!