L’oro e l’argento, sono la scelta vincente nel mondo degli investimenti?

Nel mondo degli investimenti, pochi asset brillano tanto quanto l’oro e l’argento. Questi due metalli preziosi hanno affascinato gli investitori per secoli, offrendo una combinazione unica di valore intrinseco, utilità pratica e appeal estetico. Tuttavia, quando si tratta di confrontare l’oro con l’argento, gli investitori spesso si trovano di fronte a una serie di considerazioni cruciali.

L’oro ha una storia millenaria come deposito di valore come spiega Roberto Pugno, un noto consulente di investimenti in oro, finito sui più importanti giornali, come il Corriere della Sera e altro ancora., simbolo di ricchezza e stabilità economica. La sua scarsità, la durabilità e l’inerzia chimica lo rendono un’opzione attraente per coloro che cercano di proteggere il proprio patrimonio dai rischi inflazionistici e dalla volatilità dei mercati finanziari. Al contrario, l’argento ha anche una storia ricca come forma di moneta e deposito di valore, ma è più ampiamente utilizzato in applicazioni industriali grazie alle sue proprietà conduttive e antibatteriche.

Le prestazioni come investimento differiscono tra i due metalli. L’oro ha dimostrato nel tempo di essere un investimento stabile e redditizio, come dimostra la borsa giornaliera del valore dell’oro ogni giorno, influenzato da fattori come l’inflazione, la politica monetaria e le tensioni geopolitiche. Tuttavia, l’argento è noto per essere più volatile, con oscillazioni dei prezzi spesso più ampie, offrendo così opportunità di guadagno più elevate ma anche un maggiore rischio.

Inoltre, l’utilizzo industriale e la domanda dei consumatori giocano un ruolo significativo nel determinare i prezzi dell’argento, mentre l’oro è più sensibile ai fattori macroeconomici e geopolitici. Infine, mentre entrambi gli investimenti sono accessibili attraverso una varietà di veicoli, l’oro gode di una maggiore liquidità e accettazione a livello globale rispetto all’argento.

Valore intrinseco e storico:

L’oro ha una storia millenaria come deposito di valore, essendo considerato un simbolo di ricchezza e potere fin dall’antichità. La sua rarità, la resistenza alla corrosione e l’inerzia chimica lo rendono particolarmente attraente per coloro che cercano di proteggere il proprio patrimonio da rischi come l’inflazione e la volatilità dei mercati finanziari. D’altra parte, l’argento ha anch’esso una storia lunga e illustre come forma di moneta e deposito di valore, ma si distingue per il suo ampio utilizzo in applicazioni industriali, grazie alle sue proprietà conduttive e antibatteriche. Questa versatilità lo rende prezioso sia come investimento che come componente chiave in una vasta gamma di prodotti industriali.

Prestazioni come investimento:

Nel corso degli anni, l’oro ha guadagnato una reputazione di investimento stabile e redditizio, con prestazioni influenzate da diversi fattori chiave. Tra questi, l’inflazione, la politica monetaria, le tensioni geopolitiche e la domanda dei consumatori hanno un impatto significativo sui prezzi dell’oro. La sua natura come rifugio sicuro lo rende particolarmente sensibile agli eventi globali e alle fluttuazioni economiche, spesso aumentando di valore durante periodi di incertezza.

D’altra parte, l’argento è noto per la sua maggiore volatilità rispetto all’oro. Le oscillazioni dei prezzi dell’argento sono spesso più ampie e rapide, offrendo potenzialmente maggiori opportunità di guadagno. Tuttavia, questa stessa volatilità comporta anche un maggiore rischio per gli investitori. Le fluttuazioni dei prezzi dell’argento possono essere influenzate non solo dai fattori macroeconomici, ma anche dalla domanda industriale e dalla produzione mineraria.

Utilizzo industriale e domanda dei consumatori:

Una delle principali differenze tra oro e argento risiede nel loro utilizzo. L’oro è principalmente visto come riserva di valore e ornamento, con una lunga storia come simbolo di ricchezza e status sociale. È ampiamente utilizzato in gioielleria e viene considerato un rifugio sicuro dagli investitori in tempi di incertezza economica. Al contrario, l’argento ha una vasta gamma di applicazioni industriali. È un componente essenziale in elettronica, fotografia, produzione di pannelli solari e molte altre industrie. Questa diversificazione di utilizzo rende l’argento più suscettibile alla domanda industriale rispetto all’oro. La variazione della domanda industriale può influenzare in modo significativo il prezzo dell’argento sul mercato. D’altra parte, l’oro è più sensibile ai fattori macroeconomici e geopolitici. Eventi come l’inflazione, le fluttuazioni valutarie e le tensioni geopolitiche possono avere un impatto significativo sul prezzo dell’oro. Pertanto, mentre entrambi i metalli preziosi sono influenzati da una serie di fattori, la natura della loro domanda e utilizzo li rende distinti nei loro comportamenti di mercato e nella loro reattività agli eventi globali.

Accessibilità e liquidità:

Entrambi gli investimenti in oro e argento sono accessibili attraverso una varietà di veicoli, tra cui lingotti fisici, monete, fondi negoziati in borsa (ETF) e futures. Tuttavia, l’oro gode di una maggiore liquidità e accettazione a livello globale rispetto all’argento. Le transazioni di lingotti d’oro possono essere eseguite più facilmente e a prezzi più competitivi rispetto all’argento.

Diversificazione del portafoglio:

Sia l’oro che l’argento possono svolgere un ruolo essenziale nella diversificazione di un portafoglio di investimenti. Grazie alla loro bassa correlazione con altri asset come azioni e obbligazioni, possono offrire una protezione contro eventi avversi che potrebbero influenzare i mercati tradizionali. Questo li rende preziosi per gli investitori che cercano di ridurre il rischio complessivo del proprio portafoglio e preservare il valore in periodi di turbolenza economica o finanziaria.

Migliorare una struttura alberghiera: ecco alcune idee che potrete sfruttare

Essere un imprenditore nel settore del turismo è un compito molto difficile in questo momento storico: la concorrenza a livello nazionale è davvero sfrenata e purtroppo si è ancora alle prese con la gestione dei conti delle società per riuscire ad assorbire gli effetti devastanti che la pandemia ha generato sul settore tra 2020 e 2021.

Chiaramente non ci si può fermare ed è per questo motivo che un albergatore deve continuamente cercare soluzioni per riuscire a migliorare la propria struttura, in modo da attrarre un maggior numero di ospiti e migliorare così costantemente i profitti.

Nelle prossime righe di questo articolo cercheremo di concentrarci sull’argomento, vedendo insieme alcune idee che possono essere sfruttate per far crescere una struttura alberghiera nel settore turistico.

L’identità aziendale e il branding per i turisti

Con un mercato sempre più competitivo anche a livello internazionale, grazie ai portali comparatori che permettono di prenotare a costi sensibilmente inferiori, un imprenditore deve riuscire a gestire nel migliore dei modi il brand del proprio hotel.

Se una volta era sufficiente il numero di stelle, oggi invece diventa ancora più importante la tipologia di struttura e i servizi offerti. Sono nati i family hotel, i bike hotel, gli spa hotel, i business hotel e non solo.

I vostri potenziali ospiti cercano servizi e pacchetti che si adattino al meglio alle loro esigenze: siete in grado di identificarvi con un segmento specifico del mercato in questione in modo da proporvi nel modo corretto ai vostri potenziali clienti? Se la risposta è negativa vi suggeriamo di leggere questo articolo molto interessante sul branding di un hotel che vi fornirà senza dubbio degli spunti interessanti.

L’ottimizzazione dei costi

I costi sono un fattore fondamentale per le aziende di grandi dimensioni e anche il settore alberghiero sta subendo i terribili effetti dell’aumento delle tariffe energetiche.

Il modo migliore per affrontare la situazione è quello di investire su interventi di efficientamento energetico che siano in grado di ridurre le spese in bolletta. Al contempo avrete anche modo di migliorare la vostra percezione agli occhi degli ospiti, potendo utilizzare questa tipologia di interventi a vostro favore nell’ottica della riduzione dei consumi e delle emissioni per la salvaguardia dell’ambiente.

Gli interventi di efficientamento energetico sono quindi un fattore da tenere in considerazione, da eseguire sia su larga scala che in modo mirato. Un esempio che si adatta alla perfezione è l’installazione delle pensiline fotovoltaiche nel vostro eventuale parcheggio interno, che vi darà enormi benefici fin da subito.

Se siete interessati all’argomento vi suggeriamo anche di leggere questo approfondimento sulle pensiline fotovoltaiche scritto dagli ingegneri energetici di innovasol.it.

La disintermediazione tramite azioni di marketing mirate

Se volete generare profitti maggiori nel lungo periodo non è più possibile puntare sull’intermediazione per la vendita delle vostre camere.

Portali come Booking, Expedia e Trivago sono validi per chi è alle prime armi, ma richiedono commissioni elevate che non vi permetteranno di ottenere utili nel lungo periodo. A tal proposito vi suggeriamo anche di leggere questo interessante articolo sulle commissioni richieste dai portali online.

Per questo motivo dovreste investire su azioni di marketing mirate che facilitino la prenotazione diretta nel vostro hotel, eliminando il pagamento delle commissioni ed ottenendo contatti che potrete sfruttare a vostro favore per operazioni di remarketing e follow up future.

Un investimento sul sito web, posizionamento Seo, campagne di marketing tramite Google Ads e social media saranno in grado di effettuare un processo di disintermediazione nel medio periodo che renderà la spesa sostenibile.

Cosa sono i CFD e che vantaggi propongono

I contratti per differenza sono prodotti finanziari derivati molto utilizzati da chi fa trading online, puntando sui mercati extra-europei e specie su quelli della green economy.

Solo che il loro utilizzo non è così scontato, anzi a volte molto pericoloso. Motivo per cui è preferibile talvolta scegliere sicav come questo Sicav FLOSSBACH VON STORCH

anziché giocare con i propri risparmi.

Andiamo ad ogni modo a vedere possibilità e potenzialità dei CFD.

Dove si usano i CFD?

Questi contratti sono molto in voga per chi ama contrattare sui movimenti dei prezzi di elementi del mercato quali i Forex, gli indici, le materie prime, i bitocoin, le azioni e tanto altro.

In pratica nei CFD un utente può giocare al rialzo o ribasso e questo perché il contratto è fra un investitore e e un intermediario. Questo guadagna o perde a seconda della differenza fra il prezzo stabilito dalla negoziazione e il valore di mercato, finché la posizione viene chiusa.

A chiusura della borsa può accadere che se c’è profitto questo ti venga versato, mentre se c’è danno ne paghi l’addebito.

Come funzionano i CFD?

In pratica se puntiamo al rialzo di un asset, il profitto è dato dalla differenza di prezzo con valore positivo, viceversa il guadagno sarà nello scarto fra il prezzo di apertura e quello di chiusura.

Per cui i guadagni dipendono dall’andamento del mercato e se sbagliamo le previsioni chiaro che perdiamo.

I CFD sono prodotti con leva e richiedono il deposito di una somma ovvero un margine e poi questa sarà resa o presa in modo direttamente proporzionale alla borsa. Se la negoziazione è maggiore rispetto al margine abbiamo una situazione detta leva.

Le posizioni nei CFD possono essere lunghe o corte. Nel primo caso si scommette sul rialzo, nel secondo sul ribasso.

Che costi hanno i CFD

Il primo costo da tenere in considerazione è lo spread, che deve essere pagato.

Il secondo peso economico è dato dalle spese di mantenimento di fine giornata che conteggiano l’andamento del mercato e i tassi.

Il terzo costo è dato dalle commissioni che si hanno quando si fanno scambi con i CFD.

I vantaggi dei CFD

La prima proprietà interessante di questi prodotto è la loro flessibilità che può portare a buoni guadagni e poche perdite, purché non si agisca da principianti.

Si possono ottenere profitti indipendentemente dal mercato con più o con meno. Questo perché i trader possono aprire multiple posizioni su più scenari.

I CFD possono essere utilizzati per coprire le perdite di un titolo con lo scambio posizione lunga o corta.

Poi si possono pianificare piani d’azione su ridotti lotti o su lotti più corposi.

La piccola somma di deposito iniziale può essere pagata con profitti più alti, perché nei CFD c’è margine.

Spesso lo scambio dei CFD avviene con un solo conto, ma su più asset, mentre se utilizzi altri strumenti finanziari a ogni conto corrisponderà un asset.

Insomma come tutti gli strumenti di trader i CFD se ben utilizzati possono essere molto fruttuosi.

I prestiti personali in 5 punti  

Il prestito personale è una forma di finanziamento a privati che viene erogato da una banca o da una finanziaria autorizzata. Proseguendo la lettura troverai tutte le informazioni del caso per capire come scegliere il migliore. Quando avrai le idee chiare, siti specializzati come il comparatore Chetariffa.it (sezione prestiti) potranno aiutarti gratuitamente a confrontare le proposte presenti sul mercato in tempo reale.

Prestiti personali: cosa devi sapere prima di iniziare la ricerca

 

  • Cosa intendiamo per prestito personale

Abbiamo già detto che il prestito personale è una forma di finanziamento a privati erogato da un ente come una banca o una finanziaria. Il prestito personale rientra a pieno titolo nella categoria dei cosiddetti prestiti non finalizzati, ovvero prestiti che non sono collegati in alcun modo all’acquisto di un bene o servizio. Tale prestito prevede delle tutele particolari qualora dovesse essere erogato a consumatori. Considera inoltre che con il prestito personale riceverai una somma di denaro che ti impegnerai a restituire a rate in un periodo ben preciso. Dovrai però mettere in conto che la concessione del prestito personale è subordinata all’applicazione di interessi fissi o variabili e al pagamento di costi o oneri come le spese di istruttoria, le spese assicurative e le spese di estinzione anticipata. Prima di richiedere un prestito ti consigliamo quindi di valutare con grande attenzione l’operazione anche in base al proprio budget familiare di spesa e al reddito mensile.

  • Valuta con attenzione i requisiti

Una volta chiarito che cosa intendiamo per prestito personale dovresti anche considerare che ogni istituto finanziario adotta dei criteri specifici per valutare singolarmente ogni singola richiesta di prestito personale. Sulla base delle direttive generali e delle norme che sono disposte dalla Banca d’Italia devi sapere che il prestito personale può essere richiesto da chiunque abbia già compiuto 18 anni di età e abbia una capacità di rimborso, ovvero la possibilità di rimborsare il finanziamento ottenuto mantenendo sempre un rapporto sostenibile tra il debito contratto e le rate. Ricorda comunque che per ottenere il prestito dovrai essere considerato attendibile dal punto di vista finanziario e quindi non risultare iscritto nel registro dei cattivi pagatori. Per dimostrare la tua capacità di rimborso dovrai mostrare la tua documentazione reddituale (busta paga, CUD, dichiarazione dei redditi per autonomi e lavoratori indipendenti, cedolino per pensionati).

  • I casi in cui il prestito personale viene rifiutato

L’erogazione di un prestito personale non viene concesso sempre e comunque. Esistono dei casi in cui viene rifiutata e dovresti tenerne conto se non vuoi andare incontro a brutte sorprese. Ad esempio qualora la documentazione da te esibita dovesse evidenziare una mancata capacità di rimborso il prestito personale ti verrà rifiutato. Non solo, la tua richiesta potrebbe anche essere rifiutata se in passato tu avessi subito protesti o risultassero delle evidenze di ritardi o mancati pagamenti per prestiti già ottenuti. Al fine di valutare nel dettaglio la tua capacità di rimborso le banche e le finanziarie hanno la possibilità di consultare delle banche dati privati e la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

  • Valuta con attenzione le diverse offerte

Se hai deciso di richiedere il prestito personale ti consigliamo di prenderti tutto il tempo necessario e magari di valutare diverse offerte sfruttando strumenti come Chetariffa.it. Secondo l’attuale normativa le banche e gli istituti finanziari sono obbligati a fornire tutta una serie di informazioni così da metterti in condizione di scegliere secondo la tua effettiva convenienza. Quando negozi il prestito la banca o la finanziaria hanno sempre l’obbligo di consegnare le informazioni europee di base sul credito al consumo. Stiamo parlando di un documento, detto SECCI, che contiene informazioni molto chiare sulle condizioni applicate. In questo modo potrai davvero valutare se il prestito personale proposto ti conviene o meno.

  • Cosa contiene un prestito personale

Ma cosa deve contenere esattamente un prestito personale? Partiamo dal presupposto che deve avere la forma scritta e deve contenere una serie di informazioni obbligatorie come l’indicazione della somma e delle modalità con cui erogarla, il tasso di interesse praticato (T.A.N.), il tasso annuo effettivo globale (T.A.E.G.), le modalità di variazione del costo del contratto, l’elenco dettagliato di tutti i costi che dovranno essere sostenuti, l’ammontare delle rate e la loro scadenza e, infine, l’indicazione delle garanzie e delle assicurazioni richieste. Ricorda anche che la banca o la finanziaria possono, dopo la stipula del contratto, modificare in modo unilaterale le condizioni stabilite nel contratto a esclusione del tasso di interesse e solo se previsto dal contratto. Ti conviene quindi dedicare qualche minuto in più alla lettura del contratto e ad analizzare il T.A.E.G, ovvero il costo effettivo del prestito che dovrai corrispondere al finanziatore in termini percentuali.

Infine quando si parla di prestiti personali considera che il diritto di recesso è la facoltà di ripensamento che viene concessa al consumatore di interrompere il contratto di finanziamento senza consenso della banca o dell’intermediario finanziario erogante.

Il contratto di mutuo: le caratteristiche, gli obblighi e i costi

Il mutuo è un contratto che si accompagna spesso alle operazioni di credito: le parti si accordano perché una delle due consegni una certa quantità di denaro o di cose fungibili all’altra, che a sua volta si impegna a restituire ciò che ha ricevuto, nella stessa quantità e con gli interessi, entro un determinato arco di tempo.

1. Cos’è il contratto di mutuo

il contratto di mutuo è disciplinato dall’art. 1813 del Codice Civile e consiste in uno scambio di prestazioni: una parte (mutuante) consegna una determinata quantità di denaro o di cose fungibili all’altra (mutuatario), che si obbliga a restituirle altrettante cose della stessa specie e qualità.

1.1 Caratteristiche

Il mutuo è un contratto:

  • reale, perché si perfeziona con la consegna delle cose, non bastando il mero consenso delle parti;
  • traslativo, perché consta di due azioni reciproche delle parti, una che consegna e l’altra che si obbliga alla restituzione;
  • unilaterale, perché l’obbligazione è unica e grava solo in capo al mutuatario.

È un contratto a forma libera, in quanto nel mutuo è rilevante la consegna, in qualunque modo avvenga e da chiunque venga effettuata, anche da un terzo per conto del mutuante e anche simbolicamente, tramite il conferimento di un oggetto che rappresenti il bene trasferito: conta, infatti, la disponibilità giuridica delle cose da parte del mutuatario.

1.2 Funzionamento

Il termine entro il quale le cose oggetto del contratto devono essere restituite viene fissato dalle parti nello stesso accordo di consegna e, di norma, non è ammessa la restituzione anticipata, ovvero effettuata prima della scadenza del termine.

Il termine può anche essere stabilito dal Giudice in due casi (art 1817):

  • quando, al momento della consegna, le parti non hanno fissato il termine di restituzione;
  • quando le parti hanno concordato che il mutuatario restituirà le cose nel momento in cui sarà in grado di farlo.

1.3 Garanzie

Nel contratto di mutuo, relativamente alla responsabilità delle parti, si applicano le disposizioni dell’art. 2740 del Codice civile che regola le modalità di adempimento delle obbligazioni contrattuali.
Nella fattispecie del mutuo, a garanzia del mutuante, il debitore (mutuatario) risponderà dell’adempimento con tutti i suoi beni presenti e futuri e non è ammissibile alcun esonero o limitazione della sua responsabilità.
Le garanzie prestate sul mutuo possono avere natura reale (come il pegno o l’ipoteca) o personale, come, ad esempio, quando interviene la fideiussione di un terzo estraneo al rapporto originario, che si impegna ad adempiere in luogo del mutuatario.

Per approfondimenti sul contatto di mutuo, Consulenza Legale Italia, studio legale con sedi a Padova e Milano, offre anche un servizio di assistenza on line, semplicemente compilando il form dedicato, presente sul sito web, www.consulenzalegaleitalia.it. Sempre sul sito web di Consulenza Legale Italia sono inoltre disponibili guide e trattati su tutti gli ambiti della giurisprudenza, da consultare liberamente.

2. Tipologie del contratto di mutuo

Per sua natura, il mutuo è un contratto a titolo oneroso, specie quando ha per oggetto una somma di denaro e prevede il pagamento di interessi sull’importo mutuato.
Tuttavia, può anche essere gratuito quando il mutuante cede un credito o consegna una quantità di cose al mutuatario senza che quest’ultimo sia obbligato alla restituzione di quanto ha ricevuto. In questa fattispecie, la causa del contratto consiste nel vantaggio del mutuatario di ottenere un credito senza assumere alcuna obbligazione.

2.1 Il mutuo di scopo

È una fattispecie di mutuo riscontrabile spesso nelle operazioni di finanziamento, quando l’oggetto del contratto consiste nella consegna di una somma di denaro, il cui uso è subordinato a una destinazione specificata nell’accordo.
In questo caso, il mutuo viene stipulato con lo scopo di vincolare il mutuatario alla realizzazione di una determinata attività, che costituisce elemento essenziale del contratto e si aggiunge, a titolo di obbligazione, alla restituzione della somma ricevuta e degli interessi dovuti.
A differenza del tipico contratto di mutuo, questa fattispecie si inquadra come accordo consensuale, perché si perfeziona con il consenso prestato reciprocamente dalle parti, che costituisce l’oggetto del contratto, rimanendo la consegna del denaro solo un’obbligazione in capo al mutuante.

3. Estinzione del contratto di mutuo

Il mutuo si estingue per una serie rilevante di motivi diversi, che possono riguardare:

  • i vizi della consegna, ad esempio se il mutuante al momento dell’accordo era privo della capacità legale: in questa ipotesi il contratto è annullabile;
  • l’inadempimento del mutuatario nel pagamento degli interessi dovuti sulla somma ricevuta, in caso di mutuo oneroso: in questo caso si verifica la risoluzione del contratto;
  • l’inadempimento del mutuatario nel versamento anche di una sola rata prevista nelle modalità di restituzione: in tal caso si avrà il recesso dal contratto;
  • la scadenza del termine, previsto dalle parti alla stipula del contratto.

Carte prepagate gratuite: ecco le migliori senza canoni e commissioni

Una carta prepagata può aiutare a stabilire abitudini di spesa sicure e responsabili. Dopotutto, un modo per evitare i debiti è quello di prevenire le spese eccessive. Le carte prepagate possono essere utilizzate per fare acquisti ovunque siano accettate carte di credito o di debito, anche online.

A differenza di una carta di credito, una carta di debito prepagata non permette di accumulare debiti. Si carica un saldo sulla carta e, una volta che il denaro è stato speso, la carta viene rifiutata nel caso in cui si tentasse di effettuare una transazione. Per coloro che hanno difficoltà a controllare le proprie spese, le carte prepagate offrono una misura preventiva.

Le migliori carte prepagate gratuite senza canoni e commissioni

 

 

Revolut

Revolut è un’alternativa bancaria digitale che include una carta di debito prepagata (MasterCard o VISA), il cambio valuta e i pagamenti peer-to-peer.

Con il conto gratuito è possibile prelevare fino a 200 euro al mese senza costi aggiuntivi. Revolut è il compagno di viaggio perfetto, che permette di spendere gratuitamente con il tasso di cambio reale in oltre 130 valute, inoltre è possibile inviare denaro in tutto il mondo gratuitamente.

Trasferimenti di denaro veloci, gratuiti e sicuri su conti bancari in oltre 120 paesi, risparmiando fino all’8% utilizzando il tasso di cambio reale.

Assicurazione di viaggio

A partire da 1,00 euro al giorno, si è coperti in tutto il mondo per le spese mediche e dentistiche e si dovrà pagare solo per i giorni in cui si andrà via. Inoltre, la tecnologia di geolocalizzazione intelligente Revolut è in grado di rilevare automaticamente quando si parte e si torna nel proprio paese d’origine ed è possibile attivare o disattivare la copertura. Per leggere tutte le ulteriori caratteristiche vantaggiose di Revolut, basta andare sul sito ufficiale.

 

N26

N26 è la prima banca mobile d’Europa. Fornisce un conto corrente di base gratuito e una carta di debito MasterCard per i propri clienti. Inoltre, i clienti possono richiedere prodotti d’investimento e conti correnti premium. Il processo di apertura del conto richiede solo 8 minuti. Solo chi è in possesso di carte d’identità o altri documenti identificativi può verificare la propria identità online.

Si tratta di un conto bancario per il proprio telefono. Bisogna considerare un IBAN con la differenza che si può fare tutto ciò che si farebbe con una banca tradizionale, ma con più facilità, e da qualsiasi luogo. N26 possiede un’applicazione per carte di debito e denaro molto simile a quella di Revolut, inoltre sono possibili trasferimenti internazionali in 19 valute estere.

N26 ha collaborato con TransferWise. Potete effettuare trasferimenti internazionali direttamente dall’applicazione N26. È fino a 6 volte più economico rispetto alle banche tradizionali.

Questa scelta della carta è migliore di Revolut se si viaggia di più e si prevede di prelevare più di 500 euro al mese in una valuta diversa dall’euro.

 

HYPE

Il conto è disponibile a partire da 12 anni, con Hype sai sempre quello che spendi attraverso l’app che monitora tutte le spese e le organizza in modo automatico. Offre massima sicurezza e si può mettere in pausa in qualsiasi momento. Fa parte del circuito Mastercard e può essere collegata ad Apple pay o Google Pay. Con carta Hype puoi pagare in tutto il mondo, e i costi di attivazione sono totalmente gratuiti. Il trasferimento verso altri Hyper è gratuito e il tasso di cambio è pari a circa il 3%. Con carta Hype i costi di furto o smarrimento sono gratuiti. Per ulteriori informazioni, puoi leggere questa recensione completa della carta Hype.

Transferwise

Il conto senza confini TransferWise viene fornito con una carta di debito. Consente di spendere in qualsiasi parte del mondo al tasso di cambio reale. Le spese di conversione sono ridotte e le spese di transazione sono pari a zero. Con TrasferWise si è liberi di pagare con le valute del proprio conto e i prelievi bancomat sono gratuiti fino a 200 euro al mese.

Si pagherà solo una piccola tassa di conversione ma spesso è tra lo 0,35% e l’1%.

Convertire automaticamente il denaro al tasso di cambio reale permette il pagamento in più di 30 paesi.

Se si richiedono immediatamente le coordinate bancarie internazionali per ricevere denaro da oltre 30 paesi, senza pagare alcuna commissione. Si otterranno:

  • numero di conto australiano e codice BSB
  • numero di conto e codice d’ordine britannico IBAN europeo
  • numero di conto USA

Bisogna questi dati bancari personali per ricevere denaro dall’Australia, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e da qualsiasi paese dell’Eurozona, gratis.

Le cryptovalute. Storia del Bitcoin

Il Bitcoin è la criptovaluta più conosciuta a livello mondiale dalle persone comuni che ancora non hanno compreso il fenomeno delle monete virtuali. Grazie al Bitcoin, investitori e appassionati di trading online si sono avvicinati ai mercati delle valute digitali. Alcuni sono riusciti a cambiare per sempre la loro vita, diventando ultramilionari. Altri invece sono arrivati troppo tardi, quando già la curva di Bitcoin aveva raggiunto il suo livello massimo, avendo poi ripercussioni dal punto di vista finanziario nei mesi successivi. Sei interessato alla storia del Bitcoin? I paragrafi successivi si pongono l’obiettivo di spiegarti nel dettagli qual è il percorso attraversato dalla criptovaluta per eccellenza nei suoi primi anni di vita, fino a diventare oggi – per distacco – la migliore valuta digitale esistente sul mercato.

Quando nasce il Bitcoin

Bitcoin nasce nel 2008, dopo che il suo progetto di moneta matematica viene inserito su SourceForge, la piattaforma web nota tra gli sviluppatori che consente a ciascuno di essi di collaborare in maniera attiva con altri colleghi per la realizzazione di un progetto con al centro lo sviluppo di software. Fino a oggi hai creduto che Bitcoin sia stato il primo progetto di criptovaluta al mondo? In realtà tale credenza non corrisponde ai fatti. Prima di Bitcoin infatti esisteva b-money, che si basava su un progetto del tutto comparabile con Bitcoin, salvo però incontrare nel corso degli anni le resistenze di governi e banche asiatiche. Dopo il fallimento di b-money – progetto del cinese Wei Dai – arrivò Bitcoin, che riuscì laddove b-money aveva fallito in precedenza.

La diffusione dei termini miner, mining e blockchain

Accanto alla criptovaluta, si diffusero tra gli addetti ai lavori i termini strettamente collegati miners e mining. Un miner è la persona fisica che raccoglie le ultime transizioni in un blocco, il quale va ad aggiungersi ai precedenti blocchi, andando così a costituire il registro, che altri non è se non la blockchain (catena di blocchi letteralmente). Con blockchain si indica l’insieme del processo che porta alla creazione di un database virtuale accessibile al pubblico di utenti che condividono a loro volta risorse informatiche come memoria, banda e processore. Mining – più semplicemente – è l’attività realizzata dai miners. Soltanto di recente, a distanza di anni dalla nascita del Bitcoin, questi termini sono diventati di dominio pubblico tra le persone che si stanno avvicinando soltanto adesso ai mercati delle criptovalute.

Chi è il fondatore di Bitcoin

All’interno della storia del Bitcoin, nonostante siano trascorsi dieci anni dalla nascita della criptovaluta, rimane un mistero sull’identità del suo fondatore. Spesso alla valuta digitale più importante oggi nel mondo delle criptomonete è stato associato il nome di Satoshi Nakamoto. Molto probabilmente, avrai già letto/sentito il suo nome. Devi sapere che questo è soltanto uno pseudonimo, non esiste nessun Satoshi Nakamoto in carne e ossa che ha fondato il Bitcoin. Quel che è certo, allo stato attuale delle cose, è che l’inventore resta anonimo dopo dieci anni esatti dalla nascita della moneta matematica. Alla figura (quasi) leggendaria di Nakamoto si deve non soltanto l’invio del primo Bitcoin ma anche la compilazione del libro bianco associato alla criptovaluta, ancora oggi una delle letture fondamentali per tutti gli appassionati di criptomonete. Non è detto poi che dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto si nasconda in realtà un intero gruppo di persone. Anche se può sembrarti paradossale, l’unico buco nero della storia del Bitcoin risiede proprio all’origine di tutto.

Breve cronologia dei fatti dal 2008 in poi

Il 2008 è l’anno in cui viene fissata la nascita di Bitcoin. Per la prima transazione si deve attendere gennaio 2009. Al termine del primo vero anno di vita, la criptovaluta fa registrare un valore di 0,00076 dollari per ogni asset digitale. L’anno successivo (2010) segna l’apertura del primo exchange (piattaforma di acquisto-vendita criptovalute) di Bitcoin. Sempre nel 2010 si registra un episodio divenuto poi celebre negli anni successivi: due pizze vengono acquistate tramite 10 mila bitcoin. Alla fine del 2010, Bitcoin raggiunge una capitalizzazione azionaria superiore al milione di dollari mentre il suo valore per ogni BTC (l’asset digitale di Bitcoin) raggiunge quota 30 cent di dollaro. Tra il 2013 e 2014, Bitcoin vive i primi scossoni di un certo valore, passando da una quotazione di 13 dollari (fine 2012) a una di 1.000 dollari (fine 2013) per poi tornare a scendere a poco più di 300 dollari (fine 2014).

Il record del 2017 e Bitcoin oggi

Negli ultimi anni, Bitcoin è divenuto un fenomeno economico su scala internazionale. Nel 2017 ha vissuto il suo anno da record, raggiungendo quota 19 mila dollari nella prima settimana del mese di dicembre e una capitalizzazione azionaria superiore ai 200 miliardi di dollari. A fine 2017, anche l’Italia è stata contagiata dalla febbre delle criptovalute e, in particolare, del Bitcoin. Ricorderai forse i numerosi servizi durante le edizioni dei telegiornali più importanti dedicati interamente a Bitcoin e al mondo delle criptovalute. Oggi il valore del market cap (capitalizzazione azionaria) e dell’asset digitale del Bitcoin è crollato, anche se continua a essere – di gran lunga – la migliore criptomoneta del lotto. A fronte di una capitalizzazione azionaria superiore di poco ai 100 miliardi di dollari, un Bitcoin è scambiato intorno a quota 6 mila dollari. Il crollo registrato nei primi sei mesi del 2018 ha portato in molti a considerare ormai imminente lo scoppio di quella che è ritenuta una bolla speculativa, con Bitcoin sceso anche sotto i 5 mila dollari. Altri ancora credono ancora fermamente che Bitcoin possa segnare in futuro un cambio di paradigma andando a sostituire la moneta tradizionale che noi tutti conosciamo. In realtà, nessuno ad oggi può dire quale sia il futuro di Bitcoin da qui a pochi anni. Così come l’identità del fondatore o dei fondatori resta sconosciuta, allo stesso modo è impossibile fare pronostici pro o contro Bitcoin in questo momento, anche in considerazione dell’alta volatilità che da sempre contraddistingue i mercati delle criptovalute.

Conclusioni

Adesso puoi affermare con certezza di conoscere in maniera approfondita la storia del Bitcoin. Sono stati diversi i momenti importanti per la valuta digitale nel corso degli anni, altri che sono passati alla storia come l’acquisto di due pizze con 10 mila bitcoin. Se sei appassionato di criptovalute e, più in generale, sei alla ricerca di informazioni dettagliate sulle opportunità di business che la rete Internet oggi offre, segui gli aggiornamenti sulle opportunità di business forniti dal sito di Max Valle, uno dei punti di riferimento sul web per questo genere di argomenti.

DEFINIZIONE, PREZZO E CARATTERISTICHE DELL’ORO 750

Articolo realizzato con il contributo della ditta Sami Oro Grosseto, quotazione oro 750 in tempo reale

Capita spesso di sentir parlare di Oro 750, dicitura spesso utilizzata nelle gioiellerie e nei negozi specializzati in oggetti preziosi, per contrassegnare una specifica categoria di manufatti. Cosa si intende con Oro 750 e quali sono le differenze rispetto all’oro puro? In questo articolo, vi spiegheremo cos’è l’Oro 750, quali sono le sue caratteristiche ed il prezzo sul mercato.

L’oro puro, ovvero non legato ad altri metalli, ha un valore principalmente finanziario: viene, infatti, adoperato come investimento sotto forma di lingotti o monete d’oro, oggi liberamente acquistabili anche dai privati.

Tuttavia, l’oro puro non è adatto alla realizzazione di gioielli, poiché troppo delicato e deformabile. Per ovviare al problema, gli orafi utilizzano una lega speciale di oro ed altri metalli, chiamata, appunto, Oro 750.

L’Oro 750 si ottiene, dunque, legando l’oro puro ad altri materiali che ne accrescono la durezza e la resistenza: argento, nichel, ma anche rame e palladio, a seconda della colorazione (giallo, bianco, rosa, etc.) desiderata.

Pertanto, nelle gioiellerie, non si trovano oggetti in oro puro, bensì varie tipologie di Oro 750, ciascuna caratterizzata da una particolare sfumatura cromatica: la più nota è, certamente, quella dell’Oro 750 giallo, che contiene 75% di oro puro, 12,5% di argento e, infine, 12,5% di rame.

L’Oro 750 giallo è il materiale più comune per la produzione di manufatti preziosi e, pertanto, possiede una propria quotazione per la compravendita di gioielli in oro usato: per conoscere il prezzo attuale dell’Oro 750, è bene rivolgersi ad una società specializzata.

Altre tipologie di Oro 750 sono: l’Oro 750 bianco, ottenuto con un 25% di nichel, argento o palladio, e l’Oro 750 rosa, nel quale la percentuale di argento scende al 5% contro il 20% di rame, per conferire al materiale una delicata sfumatura rosata molto apprezzata dagli appassionati di gioielli.

L’Oro 750 viene chiamato anche oro a 18 carati: ciò significa che, su 24 parti, 18 contengono oro puro e 6 sono composte da altri metalli. Al contrario, quando si parla di oro a 24 carati, ci si riferisce al materiale puro.

La compravendita di Oro 750

 Le attività che si occupano della compravendita di oro, ovvero i cosiddetti negozi «Compro Oro», hanno a che fare, nella maggior parte dei casi, con l’Oro 750, poiché la quasi totalità dei gioielli e dei manufatti preziosi viene realizzata con una lega più consistente, piuttosto che con il metallo puro.

L’Oro 750 ha una quotazione più bassa, rispetto all’oro puro, poiché contiene, a parità di peso, una concetrazione inferiore di metallo prezioso: generalmente, infatti, il prezzo dell’Oro 750 al grammo è pari a circa il 70-75% del valore dell’oro puro, che dipende dall’andamento internazionale dei mercati. Chi desidera vendere i propri oggetti in Oro 750, dunque, prima di rivolgersi ad un’azienda specializzata, può reperire preziose informazioni sulla quotazione dell’oro in tempo reale navigando sui portali di finanza, come Il Sole 24 Ore, aggiornati con le ultime novità.