Investire in oro

L’oro è il bene rifiugio per eccellenza in tempi di crisi. Come gli altri metalli preziosi, esso viene quotato al grammo o all’oncia e il suo prezzo è fissato dai mercati internazionali. Esso costituisce un investimento difensivo per la tutela del capitale, data la stabilità del suo valore commerciale a lungo termine. L’oro, inoltre, può essere liquidato in tutto il mondo, anche durante i periodi di guerra. Questo lo rende il bene rifugio per antonomasia. Investire nell’oro è importante, durante i periodi di crisi, perchè permette ai risparmiatori di non andare incontro all’inflazione.

Il prezzo dell’oro è anche fortemente influenzato dall’offerta, per cui è bene ridurre la sua estrazione, per evitare di farne crollare il valore. La quotazione dell’oro in questo periodo è al di sopra dei 1790 dollari l’oncia, ovvero di circa 30 euro per grammo puro.

Ma come si investe nell’oro?

Ci sono diversi modi per investire in oro, classificabili in due grandi categorie:

  • investimenti in oro fisico
  • investimenti in oro finanziario

Gli investimenti in oro fisico sono quelli che utilizzano lingotti monete d’oro. I lingotti d’oro, possono essere depositati in casseforti, dalle quali, su richiesta, possono essere liquidati o ritirati. La deposizione dei lingotti nei caveau delle banche ha un costo che, dipende dai servizi offerti. Oppure, i lingotti possono non essere depositati fisicamente nelle casseforti, ma si possono depositare solo sottoforma di quote. L’investimento in monete d’oro, invece, non è più molto utilizzato, in quanto, spesso esse non sono pure al 100%, ma contengono anche altri materiali, si parla infatti di leghe d’oro e non di oro puro. La moneta che non da nessun problema di liquidità, essendo molto diffusa, è certamente la sterlina d’oro, che ha molto mercato perchè di facile riconoscimento.

A favore dell’investimento in monete d’oro, inoltre, c’è il fatto che l’acquisto dell’oro sottoforma di monete, non è soggetto ad IVA.

Per quanto invece riguarda gli investimenti finanziari, il modo più semplice per pianificare l’investimento in oro, è l’acquisto di ETC (Exchange-Traded Commodity). Si tratta di uno strumento finanziario, utilizzato per l’investimento diretto di materie prime. Gli ETC  assicurano un immediato accesso ad una vasta gamma di commodity, e sono quotati nelle più importanti borse d’Europa. Sono titoli senza scadenza emessi da una società veicolo a fronte dell’investimento diretto dell’emittente in materie prime. Gli ETC che investono direttamente nelle materie prime consentono di evitare gli oneri e i rischi legati al loro stoccaggio. Bisogna ricordare però che, poichè l’oro è quotato in dollari statunitensi, il valore dell’ETC, dipenderà non solo dalle oscillazioni del valore dell’oro, ma anche dal movimento del cambio Euro/Dollari.

Infine abbiamo i futures, che sono contratti tra due parti che si impegnano a comprare o a vendere una quantità di oro ben precisa, in una determinata data, al prezzo concordato. Un future sull’oro,quindi, non è altro che un contratto finanziario, acquistabile in borsa, che permette di investire sul prezzo dell’oro.

Guida offerta da Compro Oro Milano
Viale Gran Sasso 23 , 20131 Milano Tel. 0226684966.
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Contratto di commercio livello e mansioni

Sapersi orientare nella normativa corretta del proprio contratto e nel livello di inquadramento – dal quale dipende anche il proprio stipendio – a prima vista può non sembrare del tutto semplice. Tuttavia capire come si è inquadrati è necessario perché ne derivano importanti conseguenze.

Per esempio i livelli del contratto commercio sono indicati nell’articolo 100 del CCNL Terziario Commercio Confcommercio.

Ma perché è così importante scoprire il proprio livello di inquadramento? Non solo per sapere a quanto ammonta la retribuzione, e quindi per conoscere bene la formazione del proprio stipendio, ma anche per conoscere quelle che sono le proprie mansioni, i propri diritti (come per esempio la disciplina del periodo di prova, come funzionano gli scatti di anzianità e via dicendo).

Non solo mansioni, il Contratto di commercio definisce anche nel dettaglio una serie di importanti che sarebbe sempre meglio conoscere. Per esempio, disciplina tutti gli aspetti contrattuali come le disposizioni sul periodo di prova, le disposizioni sul licenziamento, sulle dimissioni, sulle ferie, sulla malattia, sui permessi.

Ecco perché conoscere almeno nei punti chiave il Contratto di commercio è di fondamentale importanza.

Le confusioni non mancano, sul lato pratico. Sono davvero tante le domande che un lavoratore si può fare a riguardo delle sue mansioni, del livello in cui è inquadrato, specie quando la mansione che effettivamente svolge non gli sembra quella che gli spetterebbe secondo la legge.

Ma ricordate sempre che conoscere i propri diritti è molto importante e che l’inquadramento delle sanzioni è fondamentale per rispettare la legge.

Innanzitutto, vediamo la suddivisione delle mansioni proprio a partire dal Contratto di commercio. In cima alla lista troviamo:

  • quadri lavoratori. Sono coloro che svolgono la professione in totale autonomia operativa, che coordinano, gestiscono il lavoro dei dipendenti, che contribuiscono al lavoro con le conoscenze e le proprie competenze professionali.
  • Primo Livello. Si tratta di lavoratori che, nel Contratto di commercio, svolgono delle funzioni molto specializzate o altamente professionali o anche lavori di responsabilità e di direzione. Solamente per fare qualche esempio, sono in primo livello il gestore del negozio, il responsabile esperto di settore, il responsabile nei magazzini di farmaci, l’analista sistemista e così via.
  • Secondo Livello. Lavoratori che svolgono compiti autonomi, che hanno anche funzioni di controllo e direzione. Per fare qualche esempio, nel Contratto di commercio possono essere il capo reparto, responsabile di magazzino e così via.
  • Terzo Livello. Si tratta di lavoratori che svolgono lavori che richiedono conoscenze tecniche particolari ed anche una certa esperienza. Ad esempio, il commesso stimatore, colui che, nella vendita di auto usate, stima l’usato, l’ottico diplomato, il vetrinista, il macellaio specializzato, e via dicendo.
  • Quarto livello. Vi si trovano lavoratori con compiti operativi, anche di vendita, e che svolgono lavori che chiedono conoscenze pratiche e tecniche come operaio specializzato, cassiere comune, contabile, dattilografo.
  • Quinto livello. Sono lavoratori che svolgono lavori con normali conoscenze, come operaio comune, aiuto commesso, aiuto banconiere.
  • Sesto livello. Lavoratori che svolgono dei compiti che richiedono alcune semplici conoscenze pratiche. Un esempio sono il custode, il portiere.
  • Settimo Livello. Consistono nei lavoratori che compiono lavori di pulizia, riordino ed

Elenco dei migliori siti per minare litcoin

Abbiamo già parlato di criptovalute, questa moneta virtuale, questa sorta di valuta digitale, che dal 2009 circola sul web.

Attualmente non c’è nessuna autorità centrale, e già facemmo questa distinzione tra il blockchain che ha un processo molto valido di autodeterminazione e di autorità democratica e criptovaluta libera, che controlli scambi e compravendita all’interno della rete.

Oggi vorrei però parlare di minare la criptovalute e dei migliori siti in cui minarle e come ottenere guadagni.

Cosa significa minare una criptovaluta?

Minare un litcoin

Il mining o creazione è il modo di introdurre man mano i litcoin, ad esempio nel web. è l’introduzione man mano di valuta nella rete grazie al controllo dei miners che decriptano i blocchi già esistenti di dati che fanno parte del database dei blockchain.

Vi ricordate dei blocchi e dei miners? Allora vi faccio un recap veloce: ogni blockchain mette in un database, con una crittografia privata, una trattativa tra A e B. Questa trattativa, conclusa, crea un blocco, crittografato appunto, in cui c’è tutto l’iter della trattativa. A questo punto vengono utilizzati dei miners che decriptano la trattativa. In caso di riuscita il blocco, sbloccato, elargisce una somma di litcoin, o chi per essi, sia per il tempo impiegato che per la quantità di energia consumata dal server per questa operazione. E’ chiamata mining e loro minatori proprio per il parallelismo con i minatori e le pepite d’oro della miniera.

Il mining dei bitcoin si è nel frattempo specializzato, con siti appositi, dopo li vedremo in un elenco e con schede grafiche potenti e microprocessori costruiti ad hoc.

Quindi minare litcoin ha bisogno di server potenti e di utenti che si affidino a siti che hanno server potenti. Allora, proprio in questo caso, è bene sapere quale possano essere i migliori siti per lavorare a questa emissione di monete che valgono come bonus e che sono soldi solo da trovare, capite il senso? Il lavoro è di cesello nel trovare il blocco e nel decriptarlo ma i soldi sono già lì, basta trovarli.

Elenco dei siti dove minare i litcoin

Oggi è sempre più difficile fare un mining casalingo, come dicevo prima c’è bisogno di server potenti e di schede a livello. Quindi meglio affidarsi a un sito che faccia il lavoro al posto nostro.

I migliori, in questo momento, sul web sono secondo Liberoinformato,:

  • Salex  che è, forse, il più completo e il più semplice da usare, tutto in italiano e che fa parte del Plus500, di cui abbiamo già parlato.
  • Criptominingfarm che esiste già dal 2008
  • Hashing 24 che però parte a funzionare con un investimento iniziale di 100 dollari.
  • Genesis Mining permette di lavorare anche con la carta di credito (e non è una cosa che accettano tutti)
  • Hashflare ha due scrypt potenti che permettono di lavorare bene per decriptare

Probabilmente molti di voi penseranno che questa moneta possa essere in qualche modo solo virtuale ma non è affatto così. In un mondo finanziario in crisi, in quelle che sono le valute tradizionali, spicca invece la florida compattezza delle valute digitali, che negli ultimi dieci anni hanno aumentato il loro valore di mercato anche del 400 per cento.

Come valutare il prezzo dell’oro usato

Sempre più persone decidono di vendere il proprio oro usato, tuttavia è sempre meglio conoscere il valore di ciò che vogliamo cedere prima di recarci nei classici “compro oro”. Scopriamo in questo breve approfondimento come calcolare il valore dei nostri preziosi in maniera piuttosto precisa.
Se hai dell’oro e hai deciso di cederlo ma non riesci a stabilire una cifra, probabilmente hai pensato subito di rivolgerti ad un compro oro per una valutazione: tuttavia si sente molto parlare di questi servizi che spuntano quasi quotidianamente nelle nostre città e sarebbe opportuno avere un’idea del valore per poter valutare l’adeguatezza dell’offerta.

Per stimare il valore da soli si possono utilizzare diversi metodi:

  • si può calcolare il numero dei carati
  • si può determinare la quantità dell’oro in grammi
  • ci si deve informare sul valore attuale dell’oro

Per quanto riguarda questo primo metodo bisogna dotarsi di una lente d’ingrandimento, in maniera da individuare il timbro inciso sul gioiello: si tratta di un simbolo circondato da un rombo che indica la quantità di oro presente.

L’unità di misura è espressa in carati oppure in finezza: in questo modo riusciamo a stimare il valore del nostro oggetto e scoprirne l’effettiva autenticità.

Se le cifre risultano però illeggibili bisogna far valutare l’oggetto da un orafo di fiducia, che attraverso specifici test chimici sarà in grado di dirci se si tratta di oggetti completamente in oro oppure semplicemente placcati. Un altro aspetto da sottolineare è che molti gioielli in oro realizzati prima del 1980, sono al di sotto del valore di carati dichiarato: ad esempio i gioielli a 18 carati corrispondono effettivamente ad una caratura compresa tra i 17 e i 17,5.

In caso di dubbio lo strumento più adeguato è il test acido: si può procedere anche da soli e acquistare il kit on-line oppure nei negozi di articoli di gioielleria al costo di pochi euro.

Grazie a questo kit, che a seconda del costo contiene anche una piccola bilancia, si possono testare diverse carature di oro. Il consiglio è quello di provare tutti gli acidi del kit e regolarsi a seconda dei cambiamenti cromatici: se l’acido 18 carati non sortisce effetto ma l’acido 22 carati cambia colore e diventa marrone, allora l’oro che abbiamo in mano è almeno a 18 carati.

Se l’acido 14 carati non ha effetto ma quello a 18 carati diventa marrone, allora l’oro sarà almeno a 14 carati e così via.

Calcolare il valore del tuo oro usato: pesare l’oro

Per quanto riguarda il peso dell’oro in grammi, non possiamo utilizzare le nostre bilance da cucina. I bilancini di precisione si acquistano dai gioiellieri oppure si possono trovare on-line o nei negozi di elettrodomestici più forniti. Gli oggetti vanno pesati in gruppi suddivisi per carati lasciando stabilizzare il valore della bilancia prima di annotare il peso.

Bisogna comunque sottolineare che il peso potrebbe non corrispondere esattamente alla cifra offerta, ma avresti comunque un valore di riferimento per iniziare la negoziazione.

Calcolare il valore del tuo oro usato: le monete

Se hai delle monete d’oro, tienile separate dal resto dei tuoi oggetti preziosi e falle valutare da un perito, poiché potrebbero avere un valore numismatico superiore a quello del metallo di cui sono costituite, a seconda di quanto sono antiche, rare e dello stato di conservazione.

Se hai esperienza nel commercio elettronico, potresti anche provare a fare delle foto ad alta risoluzione e venderle in rete: in tal caso è opportuno fornire un certificato di autenticità per rassicurare i compratori e chiedere le cifre più adeguate.

Se vuoi sapere il prezzo aggiornato delle maggiori monete da investimento prova questo tool.

Calcolare il valore del tuo oro usato: calcoliamolo

A questo punto possiamo calcolare il valore del nostro oro, individuando il prezzo al grammo oppure al chilo, ricordandosi in tal caso di dividerlo per 1000. Suddividendo gli oggetti in gruppi a seconda dei carati per 24, possiamo moltiplicare il risultato per i grammi di peso di ciascun gruppo. Se ad esempio abbiamo 10 g di oro usato a 18 carati e il prezzo dell’oro è di € 20 al grammo, si guadagneranno circa € 200.

Ma se non hai modo di fare questi calcoli prova questo tool per il calcolo del prezzo dell’oro usato.

Calcolare il valore del tuo oro usato: al “compro oro”

I negozi di “compro oro” pagano sul momento e in contanti, trasformando vecchi gioielli inutilizzati in investimento. Tuttavia è opportuno fare molta attenzione al negozio prescelto, informandosi prima sull’affidabilità del franchising e sul valore effettivo degli oggetti che vogliamo vendere. Bisogna ricordare che l’oro usato viene pagato il 75% in meno rispetto all’uomo ed è quindi sconsigliabile rivendere subito un anello appena acquistato perché da ogni € 100 se ne ricaverebbero solo 25.
Una volta giunti al compro oro, l’addetto verificherà l’autenticità dell’oggetto e domanderà il codice fiscale e un documento di identità: quando si trova l’accordo per la vendita, verrà compilato un modulo con la descrizione degli oggetti che consentirà all’occorrenza alle forze dell’ordine di eseguire controlli. L’oro venduto viene conservato per 10 giorni nel negozio prima di essere destinato alla trasformazione o alla rivendita, per consentire le verifiche della sua origine.

Se hai dell’oro da vendere prima di farlo ti consigliamo di visitare il sito DeshGold.com, il punto di riferimento italiano per gli investimenti in oro. Potresti decidere di cambiare idea e guadagnare molto di più attraverso le strategie di investimento che troverai sul sito.

Come gestire una somma di denaro e ottenere dei guadagni

Se abbiamo a disposizione una somma di denaro, magari nata da una vendita fortunata, da una eredità o semplicemente da anni di lavoro e risparmio, allora una buona idea può essere quella di effettuare un investimento.
Le possibilità sono davvero moltissime e spaziano da diversi settori fino ad arrivare alla classica finanza.

Esiste la possibilità di investire nel mattone, un classico che vede l’acquisto di immobili con l’ottica di affittarli/abitarli (con relativi risparmi di affitto)/rivenderli a prezzo maggiorato in futuro, magari dopo una accurata ristrutturazione che accresca il valore del prodotto.

Ci sono poi i buoni postali, buoni fruttiferi che hanno fatto la gloria del passato, ma che, ancora oggi promettono dei rendimenti sicuri e piuttosto vantaggiosi.

Esiste poi la possibilità di finanziare attività, investire in startup e domini web, sempre in un’ottica di guadagno futuro.
Per chiudere parliamo del cuore pulsante del mondo degli investimenti: la borsa e i suoi prodotti finanziari.

Investire in borsa

Investire in borsa è una possibilità allettante, una possibilità adatta praticamente a tutti grazie a fondi comuni di investimento e altre formule che permettono di entrare in questo mondo anche senza spendere cifre esorbitanti. Questo mondo ha però le sue regole, assieme ai suoi pericoli, è necessario quindi conoscerlo prima di iniziare a fare acquisti e ritrovarsi con un portafoglio caotico, che non riusciamo a gestire e che rischia di farci perdere denaro.

La regola d’oro del mondo degli investimenti è quella della diversificazione; diversificare quindi i nostri acquisti, sia sotto il punto di vista della tipologia di prodotto, che sotto il punto di vista della categoria di appartenenza e delle competenze dell’ente le cui azioni stiamo acquistando.

La diversificazione permette di proteggerci da eventuali crolli, garantendo allo stesso tempo un maggior spazio di possibilità per guadagni e rendite.

I prodotti più adatti ai neofiti sono i fondi comuni, fondi gestiti da un gestore esterno che amministra il patrimonio di tutti i partecipanti, redistribuendo utili e perdite in percentuale all’acquisto.

Obbligazioni e azioni rientrano già in un campo più complesso che richiede una gestione diretta e quindi una conoscenza di ciò che stiamo facendo.

Broker e consulenti

Per muoversi al meglio in questo sistema l’ideale è evitare broker, promotori e consulenti legati a banche e istituti e rivolgersi invece direttamente a consulenti indipendenti capaci di consigliarci in maniera precisa e trasparente.

La consulenza indipendente la trovi su https://soldiexpert.com/.

Il conto corrente online di Mps

Essendo lo strumento preferito dagli italiani per depositare il proprio denaro, ed effettuare tutte quelle operazioni necessarie alla vita di tutti i giorni, l’offerta per quanto riguarda i conti corrente in Italia, è varia e ben strutturata. Negli ultimi anni, il settore bancario ha concentrato la sua maggiore attenzione verso i servizi bancari online.

Questo perché la richiesta dei servizi di home e mobile banking negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale in Italia, sia per la possibilità di risparmiare sui costi di gestione e di apertura del conto, sia per la maggior fruibilità dei servizi in rete.

I gruppi che oggi sono ai primi posti nel settore dei servizi bancari online, sono quei gruppi che da subito hanno investito e creduto in questo genere di prodotto, mentre, per i gruppi bancari tradizionali è stato necessario rincorrere.

Oggi, quasi tutti i gruppi bancari offrono la possibilità ai nuovi clienti di aprire un conto corrente online, con costi bassi ed il massimo dell’operatività possibile, con la possibilità di usufruire anche dei classici servizi allo sportello. Uno dei maggiori gruppi italiani, MPS, oggi vanta un’offerta davvero completa per quanto riguarda i conti corrente, con la possibilità di richiedere il nuovo conto online del gruppo.

CONTO CORRENTE ONLINE MPS

MPS, offre a tutti i suoi nuovi clienti, Conto Italiano Online, il conto corrente online del gruppo, che si può aprire completamente in rete, con il proprio codice fiscale e un documento d’identità valido. L’unico inconveniente, è che è necessario successivamente recarsi presso una delle filiali del gruppo, per effettuare l’identificazione e rendere operativo il conto.

Bisogna dire, che effettuata la procedura di apertura, è possibile gestire il proprio conto corrente completamente online, senza costi né per l’apertura, né per la gestione del conto corrente, senza pagamento di canone  annuo.

Con il proprio conto online, è possibile accreditare il proprio stipendio, domiciliare le proprie utenze domestiche, pagare tutti i tipi di bollettini e ricaricare il proprio telefono cellulare. Inoltre, completamente gratuita viene fornita la carta di debito Mondo Card, con la quale è possibile prelevare dagli sportelli automatici del gruppo MPS senza costi aggiuntivi, mentre per i prelievi effettuati sugli ATM di altre banche è previsto un costo di commissione di 2€.

Per i bonifici in entrata, è previsto un costo di commissione di 0,65€ per quelli provenienti da home e mobile banking, e di 3,75€ per quelli da conto corrente tradizionale.

Non sono previsti interessi sulle somme depositate, mentre è possibile richiedere lo scoperto, sul quale si pagherà un interesse del 19,65% fino a 1.500€, del 22,24% fino a 5.000€, e del 23,29 per le somme superiori.

Comunque, per tutte le domande o le richieste di assistenza, è possibile contattare direttamente online uno dei consulenti del gruppo MPS, e ricevere assistenza gratuita e personalizzata, in base alle proprie esigenze.

Voucher Inps: è boom di acquisti dal 2008

Dal 2008, anno in cui è partita la sperimentazione di questo nuovo strumento di pagamento, i voucher Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) hanno fatto registrare un vero e proprio boom. A dirlo sono proprio i dati diffusi di recete dall’Istituto guidato da Tito Boeri.

Dal 2008 venduti 347 milioni di voucher

Nel report sul lavoro accessorio aggiornato al primo semestre 2016, l’Inps rende noto che «complessivamente, da agosto 2008 (inizio della sperimentazione sull’utilizzo dei voucher per vendemmie di breve durata) al 30 giugno 2016 risultano venduti 347,2 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro. La progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio è andata di pari passo con l’aumento della vendita dei voucher» che, secondo le rilevazioni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, ha fatto registrare un aumento considerevole, pari al 40 per cento, nel primo semestre dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ricorso ai voucher, una fotografia

Il rapporto dell’Inps si sofferma anche sulle caratteristiche del ricorso ai voucher. Evidenzia, in particolare, che di solito chi viene pagato attraverso questo strumento non supera mai la soglia dei 500 euro netti di guadagno. Inoltre, mentre «il numero di lavoratori è cresciuto costantemente negli anni, quello medio di voucher riscossi dal singolo lavoratore è rimasto sostanzialmente invariato: circa 60 voucher l’anno dal 2012 in avanti». Da questi dati l’Inps parte per avanzare un’interessante conclusione: «poiché l’importo netto che il lavoratore riscuote per ogni voucher è di 7,50 euro, si ricava che il compenso annuale medio netto negli anni più recenti non è mai arrivato a 500 euro». Il rapporto dell’Istituto guidato dall’economista Tito Boeri, inoltre, evidenzia anche una differenza territoriale: «il ricorso ai voucher è concentrato nel Nord del paese». Nelle regioni settentrionali, infatti, vengono venduti ben due voucher su tre (si tratta del 66,3 per cento del totale). In particolare, a partire dalla sperimentazione dello strumento di pagamento «il Nord-est con 127,7 milioni di voucher venduti ha inciso per il 36,8 per cento, mentre il Nord-ovest con 102,6 milioni di voucher venduti ha inciso per il 29,5 per cento».

Voucher Inps, cosa c’è da sapere

Questi strumenti di pagamento sono riservati esclusivamente al lavoro accessorio. Con le recenti modifiche è stata estesa la possibilità di usufruire di questi voucher a tutti i settori produttivi. Il Jobs Act, inoltre, ha introdotto anche altre modifiche al ricorso al voucher. In particolare, il limite reddito e compenso per il prestatore è stato alzato dai 5 mila euro a 7 mila euro netti in caso di più committenti. È venuta meno la necessità di trovarsi di fronte a lavoro occasionale e, come anticipato, è stata estesa la categoria di settori e lavoratori a cui applicarli. Per l’attivazione voucher Inps, che possono essere acquistati anche dalle famiglie (per approfondire la conoscenza di questo strumento si suggerisce la lettura dell’apposito articolo del portale guidafisco.it) è possibile recarsi presso gli uffici Inps, ritirarli e provvedere alla comunicazione di inizio prestazione medianti i canali indicati per ciascuna modalità di acquisto (Qui per tutte le informazioni).

Prestito veloce di 500 euro

In molti si domandano come ottenere un prestito veloce di 500 euro e per questo è bene informarsi sulle differenti modalità di accesso al credito.

Accade sempre più spesso che si necessiti di un prestito veloce di 500 euro per semplici motivazioni, legate a delle necessità impellenti o dei problemi a cui dobbiamo far fronte.
In particolare queste problematiche sono spesso legate alla liquidità e al ritardo dei pagamenti, come dello stipendio.

Accedere ad un prestito è di norma una pratica lunga e complessa, specie quando si necessitano di garanzie e quando è necessario interfacciarsi con diversi istituti differenti.
Generalmente è l’ammontare del prestito che fa la differenza. 500 euro sono generalmente un piccolo prestito, per il quale ci si può rivolgere ad un amico o ad un familiare, che saranno sicuramente felici di poter aiutare con questa somma di denaro a superare un momento di difficoltà o a realizzare un piccolo progetto. Raramente in questi casi si giunge a siglare cambiali di garanzia, ma purtroppo come spesso accade anche i piccoli prestiti possono creare grandi difficoltà ai nostri conoscenti, e in questo caso l’unico modo per ottenere un prestito veloce è passare per una banca o per qualche istituto di credito.

Esistono differenti modi per richiedere con facilità 500 euro in breve tempo, ma ogni modalità presenta vantaggi e/o svantaggi, legati alle condizioni di erogazione e ad alcuni costi. E’ importante riflettere bene sulle proprie esigenze, analizzando la frequenza della necessità di questa somma di denaro e calcolando sempre in anticipo la rata e il piano di rimborso con i rispettivi costi fissi o variabili.

Prestito Pegno

Uno dei metodi più antichi, ma sempre molto contemporaneo è il pegno. Esistono istituti ed uffici specializzati in questa formula di prestito, che di norma è esercitato anche dalle banche.
Il pegno prevede la possibilità di avere la somma richiesta, impegnando un bene che abbia un valore maggiore della cifra richiesta.
Per consuetudine il prestito offerto è pari al 50% del valore del bene messo in pegno.
Il prestito dovrà essere restituito entro la data pattuita. Qualora questo non avvenga il bene sarà rivenduto per recuperare l’importo, ed è per questo che di norma i sconsiglia di offrire oggetti o preziosi che hanno un valore affettivo.
I costi aggiuntivi di questa modalità sono determinati dagli interessi bancari e dalle spese di custodia del bene.

Fido Bancario

Un’altro modo per avere un prestito veloce di 500 euro è quello di recarsi in banca e di richiedere una sorta di fido ovvero un’apertura di credito. Questo non è una richiesta di finanziamento, bensì la possibilità di poter scendere in rosso sul proprio conto corrente.
Qualora non vi siano spiacevoli precedenti come un cliente protestato o cattivo pagatore, le banche offrono questo servizio, che prevede di norma una commissione fissa e gli interessi sulla cifra dello scoperto.
Il fido è sconsigliato a coloro che necessitano spesso di accedere ad un prestito veloce di 500 euro a causa delle commissioni variabili e fisse.
Ottenere un prestito veloce di 500 euro è oggigiorno più semplice, in particolare grazie al web e alla tecnologia 2.0.

Social Leading – Prestito tra Privati

Un metodo alternativo e sempre più utilizzato è il social leading ovvero un prestito tra i privati, che avviene sul web. Si tratta di un’operazione molto veloce e semplice, ed avviene grazie a dei siti e a delle piattaforme, specializzate in questo tipo di intermediazione virtuale. In Italia ad esempio uno dei più utilizzati è Prestiamoci.it.
Grazie ad internet abbiamo quindi la possibilità di eliminare molte delle barriere burocratiche e delle intermediazioni, che di norma rallentano l’accesso al credito.

Uno dei siti più cliccati è ClickMoney.it, che compara migliaia di offerte di prestito sulla base delle necessità di chi lo richiede, mostrando le opportunità più convenienti. Il prestito deve essere maggiore o uguale a mille euro. ClickMoney è un sistema veloce e pratico per confrontare le migliore rate che offrono i diversi istituti bancari e finanziari, nonché gli istituti di credito come Compass, Fiditalia, Findomestic, Pitagora ed ancora molti altri.

E’ un sistema particolarmente innovativo, che permette al visitatore di risparmiare tempo e sopratutto denaro.

Carta di Credito

Un altro metodo molto comune per avere un prestito veloce di 500 euro è utilizzare diverse carte di credito. Per mezzo della modalità revolving è possibile sfruttare l’anticipo di contante di ogni carta, e rateizzare la somma che si deve restituire.
In questo modo è possibile ottenere un piccolo prestito da restituire in tre differenti rate, nei limiti previsti dalla carta.
Gli interessi sulla somma prelevata sono di norma pari al 3%. In questa modalità non servono garanzie

Come detto in anticipo, una formula veloce e sicura di accesso al credito è rappresentato dalle società finanziarie, che concedono rapidi prestiti a partire da 500 euro. Tra queste l’eccellenza è rappresentata da Agos. Sul sito Agoweb.it è possibile calcolare fin da subito la rata dell’importo di cui si ha bisogno. Sono previsti due differenti forme di rateizzazione, una con un piano di rimborso in dodici mesi, l’altra in 18 mesi. Agos offre inoltre in via opzionale la possibilità di stipulare un’assicurazione contro gli imprevisti. Agos è presente in tutto il territorio nazionale ed offre ai suoi clienti la possibilità di svolgere un gratuito servizio di consulenza presso una delle 200 sedi presenti in tutta Italia. Oltre che sul sito web è possibile prenotare un appuntamento direttamente al numero verde gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 fino alle 21:30. Il servizio è attivo anche il sabato dalle 8:30 fino alle 16:00