La bufala dei rimedi antimuffa naturali

Se navighi in rete e hai avuto (o hai) problemi di muffa sui muri di casa, di certo avrai cercato dei consigli circa i rimedi antimuffa naturali da poter attuare per risolvere questo problema. Con ottime probabilità, se anche nell’immediato hai finalmente visto il tuo muro di casa ripulito da quelle odiose macchie o per qualche settimana non si è ripresentato nessun problema, nell’arco di poco tempo la muffa sulle pareti è ritornata più abbondante di prima. Ci abbiamo preso?

Ciò accade perché i rimedi antimuffa naturali non rappresentano delle soluzioni definitive, ma dei meri palliativi che puntano ad eliminare la parte in superficie della muffa, senza pensare che quella è solo la parte visibile, mentre all’interno del muro continua a proliferare essendo un vero e proprio organismo vivente.

La muffa dei muri è tossica?

Prima di rispondere a questa domanda, è bene sapere cos’è la muffa e da cosa è generata. Come accennato in precedenza, siamo davanti ad un organismo vivente, un fungo per la precisione, che nasce a partire da una semplice spora per poi alimentare un micelio diffuso e parzialmente compatto, che assume colorazione diversa a seconda della famiglia di appartenenza. Infatti, non tutte le muffe sono uguali, così come non sono uguali le cause che ne favoriscono la proliferazione: possiamo affermare che le principali cause della formazione della muffa in casa sono dovute alla presenza di umidità, allo scarso isolamento termico, alla modesta o mancata areazione della zona.

La muffa che nasce in queste condizioni si alimenta non solo con l’umidità, ma anche con la cellulosa, una componente fondamentale presente sia nell’intonaco, che nella pittura delle pareti. Ciò che si vede è solo la parte in superficie della muffa e, se ci fai caso, una volta puliti quei puntini scuri, resta in trasparenza la parte viva del fungo, ovvero quella che è divenuta tutt’uno con la parete.

Ma torniamo alla domanda iniziale: la muffa è tossica? Sì, la muffa è tossica, in quanto le sue spore producono tossine che fanno male alla salute dei bambini, degli anziani e delle donne in gravidanza, ma ancor più sono dannose per i soggetti allergici o con patologie respiratorie. Inoltre, cosa da non sottovalutare, una lunga permanenza all’esposizione della muffa può provocare problemi di salute, anche non immediati, nei soggetti sani e non predisposti.

Rimedi antimuffa naturali, a cosa servono

Se si pondera un attimo su quanto detto circa la muffa, sulle tossine che produce e di come entri in profondità nei muri, si riesce a comprendere il perché i rimedi antimuffa naturali sono solo un palliativo e servono, dunque, a poco. Eppure la rete è piena di consigli circa soluzioni definitive contro la muffa a base dei prodotti più disparati come aceto, bicarbonato, semi e succo di limone e di pompelmo, sale ed oli essenziali vari, primo su tutti il tea tree oil. Ora, non vogliamo denigrare affatto le riconosciute e molteplici proprietà di questi prodotti, solo che non sono efficaci nell’eliminazione definitiva della muffa, perché non vanno alla radice del problema, ma agiscono letteralmente in superficie.

Inoltre, c’è una cosa importante da considerare, che è la modalità di impiego di tali prodotti. In genere, viene consigliato di usare queste sostanze pure, diluite in acqua o addirittura mescolate fra loro, da spruzzare e lasciare agire sulla zona interessata oppure da impiegare per lavare la parete. In altri casi, viene addirittura suggerito di spolverare le spore della muffa con un pennellino e poi di passarci su questi intrugli naturali. Niente di più sbagliato.

Perché non dovresti usare rimedi antimuffa naturali fai da te

Spazzolare la parete, detergerla con queste soluzioni non farà altro che provocarti un danno. Se spazzoli le spore, queste saranno libere nell’aria, la contamineranno e tu e la tua famiglia respirerete tossine. Inoltre, lavando la parete con questi rimedi antimuffa naturali non stai facendo altro che alimentare la muffa stessa, che prende forza proprio dall’umidità. Certo il potere di detersione e di profumazione di alcuni prodotti è interessante, purtroppo è mera estetica, non risoluzione del problema. E, per inciso, neanche antimuffa fai da te meno green sono utili: immagina di eliminare la muffa con la candeggina, sai che vapori tossici stai sprigionando (e respirando!)? Con la salute non si scherza!

L’unica vera soluzione per dire addio alla muffa in maniera definitiva è quella di affidarsi a personale competente, individuare la causa della muffa sui muri e farsi consigliare una soluzione tecnica ad hoc da attuare, affinché il problema sia risolto per sempre.

Classi energetiche e certificazione energetica: quando è necessaria?

Nell’ultimo periodo, l’attenzione della società e del legislatore alla tutela dell’ambiente si è fatta sempre più importante e questo ha avuto come conseguenza quasi naturale l’emanazione di una Legge, mediante la quale si impone la produzione di un certificato, definito certificato APE, che attesti le caratteristiche energetiche di ogni immobile. Questo certificato è richiedibile presso studi di geometri specializzati.

Nei prossimi paragrafi approfondiremo l’argomento e vedremo come richiedere il certificato, quando presentarlo e la classificazione delle classi energetiche.

Quando richiedere la certificazione APE?

Mediante la direttiva 2002/91/CE, l’Europa ha stabilito la norma generale utile agli Stati membri per ridurre i livelli di emissioni nocive all’ambiente. Tale direttiva è la norma a cui il Decreto Legislativo italiano 192 del 2005 fa riferimento, imponendo l’obbligo di produrre una certificazione energetica di tutti gli edifici, in vendita o in affitto.

Si tratta dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) utile, secondo il legislatore, a raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Europa. Mediante tale attestazione si certifica la classe energetica di un edificio. Chi non produce l’APE, allegandola al contratto di locazione o vendita di un immobile, va in contro a delle precise sanzioni: per questo è importante farsi aiutare da uno studio di professionisti.

Quando presentare l’attestato APE?

Nello specifico, l’attestato APE va presentato in fase di rogito ovvero durante la vendita di una casa. L’assenza dell’APE può produrre sanzioni che vanno da 3.000 a 18.000 euro. A versare la somma dell’eventuale sanzione non è solo il venditore ma anche l’acquirente: obbligo del primo è quello di versare la somma per la produzione della certificazione.

L’APE è obbligatoria anche per l’affitto di un immobile. L’assenza dell’attestato comporta delle pene pecuniarie che vanno da 1.000 a 4.000 euro.

Quali sono le classi energetiche?

Le classi energetiche previste dalla normativa possono essere diverse a seconda delle disposizioni locali, anche se ormai tutte le regioni si sono adeguate ad un modello generale. La Lombardia, ad esempio, prevede 8 classi energetiche.

Ogni classe energetica viene assegnata anzitutto in base al fabbisogno di energia necessaria a riscaldare un metro quadrato di superficie, ed è misurato in chilowattora.

Oltre al fabbisogno dell’edificio vi sono altri fattori, utili a determinare la classe energetica di un edificio. Spesso infatti si sente parlare di corretta coibentazione di un’abitazione, isolamento sia acustico che termico, questi e altri sono gli elementi che vanno a definire la classe energetica, nel dettaglio

  • La tipologia dell’impianto di riscaldamento (impianto di riscaldamento a pavimento, impianto di riscaldamento classico)
  • I materiali da costruzione
  • Gli isolanti adoperati
  • La tipologia di pareti
  • I serramenti (serramenti nuovi, realizzati con materiali di ultima generazione creano un maggior isolamento all’interno di una casa)

Fra tutte le classi energetiche, la più performante è la A+, la quale corrisponde ad un punteggio di 10. La classe A+ è seguita dalle classi A, B, C, D, E, F e G. Il punteggio più basso, pari a zero corrisponde alla classe G.

Tale punteggio è assegnato agli edifici che possiedono un fabbisogno di energia molto elevato.

Per calcolare la classe energetica di ogni edificio è possibile rivolgersi a studi professionali: geometri, architetti, ingeneri: sono professionisti del settore in grado di produrre l’APE di un edificio indispensabile per la vendita o l’affitto.

Gli arredi sacri neocatecumenali: cosa sono e quando vengono usati?

Gli arredi sacri fanno parte della grande tradizione Cristiana. Sono oggetti molto particolari ed ognuno ha anche un suo valore simbolico e spirituale. Sono svariati e vengono utilizzati per intraprendere un preciso cammino neocatecumecale dove la parola di Dio viene riscoperta.

Questo percorso si fa in movimenti organizzati all’interno della Chiesa cattolica per formarne i membri al meglio riscoprendo l’importanza del sacramento del battesimo e per un’educazione che permanga riguardo a tutti i valori della fede, per il catecumenato ed infine per il servizio alla catechesi. È una formazione delle persone al cattolicesimo, che solitamente si svolge in gruppi con preghiere, canti e letture che ovviamente necessitano di essere supportati da oggetti specifici. Con il catecumenato le parrocchie cercano di riportare le persone alla riscoperta della loro fede, magari abbandonata da tempo.

Questo movimento interno alla chiesa è molto diffuso e i numeri parlano chiaro: presente in 105 nazioni, in 900 Diocesi e attivo in più di 6000 parrocchie sparse per il mondo. Vede le sue origini negli anni 60 nella città di Madrid ad opera di due fedeli che vollero dare una nuova luce e riscoprire la parola di Dio. Un cammino di conversione che oggi conta molti partecipanti attivi e praticanti. Il tutto si svolge sempre sotto l’occhio attento dei vescovi di ogni diocesi, per un catechismo mirato e retto anche da precisi statuti. Questo speciale cammino quindi è approvato dal Vaticano che vigila su ogni gruppo per la perfetta propagazione della parola del Signore.

Tra gli oggetti sacri più utilizzati c’è la coppa neocatecumecale, serve per contenere l’acqua santa, può avere diverse forme ed essere realizzata nei più diversi materiali dai più poveri fino ad arrivare ai più pregiati. Anche i copri-leggii con immagini sacre sono utilizzati, durante le letture che avvengono nei momenti di incontro. Sono creati in svariati modi e solitamente sono decorati con immagini della Madonna, di Cristo e dei santi. Oltre alla coppa esistono anche i piatti neocatecumecali, solitamente sono forgiati in argento oppure in silver, ma questo non è un diktat. Tutti gli arredi sacri neocatecumecali possono variare in forma e materie prime utilizzate per la loro fabbricazione. Ceri, incensi, porta incensi, è veramente grande la varietà di oggetti da usare durante questi incontri per andare alla ricerca del verbo di Dio. Si può anche parlare di fonti battesimali, leggii, croci e paramenti adottati per mettere in pratica ogni insegnamento religioso. Anche candelieri e porta candele singoli sono molto importanti, perché la luce è sempre sinonimo della presenza di Dio in quel determinato momento. Il turibolo e la navetta sono oggetti sacri che vengono per lo più usati alla fine del cammino di questa particolare e intensa catechesi. Si tratta di speciali contenitori per l’incenso, in alcuni casi si osservano delle vere e proprie opere d’arte di artigianato. Ovviamente un cammino spirituale deve essere accompagnato da riti ben precisi, con un oggettistica dai forti rimandi e dal grande potere evocativo della presenza del Signore e di Cristo in ogni momento.

 

Abbigliamento per Bambini online: la nuova frontiera dello shopping

Recarsi in un negozio per bambini per acquistare un abito per i propri figli o nipoti può essere un’attività non molto gradevole! I piccoli spesso hanno poca pazienza e, giustamente, preferirebbero poter giocare e correre, invece di ritrovarsi ad attendere la mamma tra una prova e l’altra di vestiti. Allo scopo di limitare lo stress indotto dallo shopping, e anche con l’obiettivo di coniugare risparmio e stile, oggi è possibile acquistare l’abbigliamento per bambini online, su siti specializzati o anche negli store “elettronici” dei negozi più famosi. Acquistare l’abbigliamento online può non essere facile all’inizio, e soprattutto nel caso in cui si abbiano dei bimbi piccoli sarà necessario tenere in considerazione alcuni elementi, grazie ai quali andare sul sicuro ed evitare di fare la scelta sbagliata.

Abbigliamento Online per Bambini, la guida alle taglie

Come prima cosa, qualora abbiate deciso di acquistare online l’abbigliamento per i bambini sarà necessario avere bene in mente il tipo di taglia più adatta al piccolo che dovrà indossare il completo, la maglietta oppure la tutina che acquisterete. In generale, i negozi online per bambini hanno una tabella di riferimento che aiuterà il genitore a scegliere la taglia più adatta al proprio piccolo. Ad esempio verrà indicata non solo l’età del bambino, ma anche la sua altezza o, nel caso dei neonati, la lunghezza del capo di abbigliamento. Nel caso di negozi come bimbibellioutlet.it per ogni vestito vengono specificate le taglie disponibili e anche i mesi di riferimento per ogni abito, come 12 mesi, 24 mesi e così via.

Per i bambini più grandi spesso verrà indicata semplicemente l’età, come 4 o 6 anni, e sarà chi acquisterà il capo di abbigliamento a dover capire se un vestito potrà essere troppo grande o troppo piccolo per il destinatario dell’acquisto. Una buona tecnica, in questi casi, consiste nel confrontare le taglie con quelle di abiti già presenti in casa, magari della stessa marca, così da poter andare sul sicuro. E per i bambini vale sempre la regola dell’abbondanza: meglio un po’ più grande che un po’ troppo piccolo!

Come scegliere il negozio online di abbigliamento

La scelta del negozio online di abbigliamento per bambini può essere guidata da una serie di fattori. Nel caso in cui ci si sia affezionati ad una particolare marca si potrà ricercare la presenza di vestiti di quel brand anche online, avendo la possibilità di confrontare anche i capi di abbigliamento in vendita con quelli già presenti nell’armadio del bambino. Invece, qualora non si abbiano particolari preferenze, ci si potrà orientare diversamente, magari approfittando di specifiche offerte, come quelle che vengono spesso realizzate dagli outlet di abbigliamento per bambini in diversi periodi dell’anno. In questi casi la tecnica migliore sarà quella dell’iscrizione alla newsletter del sito, così da sapere in anteprima se il sito stesso sita per realizzare delle particolari promozioni. Gli outlet, infatti, hanno anche la possibilità di non rispettare i periodi canonici di saldi e potranno offrire sconti superiori rispetto a quelli dei negozi tradizionali.

Trasportare Serramenti in modo sicuro

Hai appena acquistato le tue nuove finestre e porte interne che bene si abbinano con il tuo nuovo appartamento ma ti sei chiesto come avverrà il trasporto dei tuoi futuri serramenti??

Sicuramente ci hai pensato poco o proprio non ci hai pensato!

Hai chiesto le modalità con cui verranno caricati, su che tipo di mezzo, e con che tipo di strumenti verranno trasportati su scala???

Il miglior mezzo progettato e realizzato appositamente per il trasporto di serramenti è il carrello saliscale elettrico, dotato di un apposito telaio basculante che permette il facile passaggio sui giroscala e i pianerottoli senza compromettere in nessun modo il materiale trasportato.

Il serramento si fissa saldamente al telaio in modo che non scivoli in nessun modo, e che non possa subire nessun danneggiamento. Inoltre grazie a questi carrelli saliscale la consegna e il trasporto vengono effettuate da un solo operatore che gestisce in totale autonomia la movimentazione del carico.

In questo modo è impossibile essere vittime di spiacevoli sorprese, come vedersi recapitate finestre o porte già rovinate.

Al momento della consegna la domanda più spontanea è “sarà forse un difetto di fabbrica?”, no sono danni che si verificano durante la fase di trasporto effettuata senza mezzi idonei.

Non ha senso acquistare un serramento o una finestra di valore quando poi il servizio di trasporto è pessimo e ti arriva a casa già danneggiata.

Quindi prima di decidere di acquistare da un determinato rivenditore devi porti delle domande specifiche.

1-     Quale mezzo verrà usato per trasportare i serramenti dall’azienda?

  • I serramenti e le finestre dove saranno fissate in fase di trasporto?
  • Con che mezzo di trasporto i serramenti verranno scaricati e caricati sul furgone?
  • E con mezzo arriveranno al terzo-quarto piano?

Chi a queste domande risponde in modo vago, non è assolutamente da scegliere come rivenditore.

Ci sono aziende che tutt’ora avvolgono le finestre in coperte o in panni di vari materiali e che, per farle arrivare al quinto piano usano delle funi.

Non devi assolutamente affidarti a questo tipo di aziende che trattano il tuo acquisto con pressapochismo, rischiando di romperlo, compromettendolo. Inoltre le successive fasi di sostituzione o riparazione sono un disagio in quanto ci vuole del tempo e tu rimarrai senza i tuoi serramenti.

La miglior scelta che puoi fare è affidarti ad un professionista serramentista o ad un’azienda che utilizza un carrello saliscale elettrico per serramenti, un montacarichi sulle scale o una scala elettrica esterna.

Il saliscale elettrico risponde a tutti i tuoi quesiti: si autocarica nel furgono direttamente con la merce caricata e ben fissata, sale e scende gradini e gradini senza problemi, passando nei giroscala e nei pianerottoli. Consegnare una porta, un blindato o una finestra al quinto piano diventa un gioco da ragazzi, e soprattutto garantisce l’incolumità della merce.

Il carrello saliscale elettrico per serramenti più innovativo sul mercato è dotato anche di un accessorio alzaporte che consente di effettuare non solo il trasporto ma anche il montaggio in completa sicurezza. Tale accessorio infatti è in grado di sollevare il blindato o la porta fino a 12 cm da terra permettendo così la centratura perfetta dei cardini.

Mi raccomando quindi affidati sempre a dei professionisti del settore, a chi ha cuore l’incolumità dei tuoi preziosi serramenti.

Idee pensate per arredare un appartamento tutto al maschile

Ecco per voi  alcune idee pensate  per arredare un appartamento al maschile

In questa società sempre più costituita da uomini single ha ormai senso pensare allarredamento di una casa in funzione vista dal punto di vista di un single, uomo o donna, quindi una casa al maschile o al femminile

Non si tratta più della casa tradizionale pensata per la famiglia, o l’uomo e la donna, una casa quindi  ricca di accessori e fronzoli tipicamente femminili o comunque per la vita di una famiglia, ma piuttosto di una dimora, un rifugio per il lui o per la lei single. In questo articolo vogliamo quindi esporre alcune idee e suggerimenti d’arredo per una casa pensata esclusivamente per il lui sigle, quindi in perfetto stile maschile.

Iniziamo dalla zona giorno, gli arredamenti in stile l’industrial e l’urban style rappresentano la scelta preferita nei soggiorni pensati al maschile, in questi ambienti infatti si respira l’atmosfera dell’ambiente lavorativo tipico dell’uomo. Per creare un ambiente industrial dovremo utilizzare  materiali come la pelle, il ferro, il vetro, abbinandoli con gusto per creare un ambiente dal tono formale severo e anche un pò rude.

Sceglieremo poi mobili e complementi dalle linee geometriche ed essenziali, in gradi di dar vita ad un ambiente dall’aspetto razionale e tipicamente maschile, un ambiente dove ogni cosa è studiata alla perfezione e nulla sia lasciato al caso con un attento studio dei dettagli.

Per quanto riguarda i colori, scegliete colori neutri, questi sono infatti i colori prevalenti nell’arredo del soggiorno in chiave maschile. Alternate in modo sapiente e con gusto  le tonalità dei grigi, dei bianchi e dei neri, abbinandoli fra tessuti, cuscini, tappeti e superfici, creerete cosi un ambiente dai toni discreti che osa solo con alcuni dettagli.

Per ravvivare il tutto potrete utilizzare poi il colore rosso,  colore passionale e maschile, utilizzato su qualche accessorio, come un porta fotografie, una candela o su qualche complemento d’arredo.

Una opzione interessante e di sicuro stile in grado di dare al vostro ambiente un tono molto maschile è rappresentato dal legno, lo potrete scegliere per i mobili o per i pavimenti, scegliete sempre tonalità scure, legni color noce, o color ebano; mentre i colori più chiari verranno riservati ad arredamenti(crea link) tipicamente al femminile. Ultimo aspetto essenziale per contraddistinguere e creare un soggiorno tutto al maschile in grado di colpire e di distinguervi è l’utilizzo di tutte le ultime tecnologie. Ecco allora spazio ai televisori ultra piatti, impianti audio home theater, impianto stereo con diffusori dal design moderno e accattivante, oppure potrete scegliere elettrodomestici e accessori dal restyling in chiave vintage,  se vorrete dare un tocco retrò e urban style vagamente old school al vostro soggiorno, e qui vi  consigliamo di visitare fiere e appuntamenti del mondo vintage.

Veniamo ora all’ambiente principe della casa ovvero la cucina.

Come deve essere lo stile della cucina al maschile? Anche in questo caso, senza troppi accessori, ci saranno solo quelli essenziali utilizzati nella vita di tutti i giorni, quindi  poche tazze, piatti e portafrutta in bella vista, mentre  pentole padelle e strumenti da cucina saranno esposti o riposti su degli appositi scaffali aperti, per dare alla cucina un aspetto quasi da officina, dove tutti gli attrezzi da lavoro sono a portata di mano e sempre visibili. Le tonalità da preferire sono quelle più sobrie, come bianco, nero e grigio, ma anche le finiture in legno sono ben accette.

Passiamo ora al bagno,  ambiente questo molto amato dagli uomini.  Per un bagno dal forte carattere maschile i colori preferiti sono il grigio, il blu e il tortora, mentre gli arredamenti e i complementi in grado di dare un look molto macho al nostro bagno saranno in acciaio o in legno invece della più classica porcellana.

Passiamo ora alla zona notte, la camera da letto per lui sarà molto semplice ed essenziale, poco luminosa e con pochi sopramobili, inseriremo una bella sedia o una poltrona in pelle scura o in legno color noce o rovere, comoda per posizionare gli abiti, un lampadario dal design minimale e una lampada da comò anche essa dalle linee essenziali in stile industrial e infine un armadio molto ampio ad ante scorrevoli,  magari in alluminio, acciaio o legno scuro.

Come leggere l’etichetta dell’acqua

L’acqua ha un ruolo fondamentale per il benessere del nostro organismo. È difficile, però, identificare l’acqua più consona alle proprie esigenze poiché oggigiorno il mercato ci offre una vasta gamma di acque. Solo attraverso una valutazione globale delle sue caratteristiche chimico – fisiche, saremo in grado di scegliere, non solo un’acqua filtrata di alta qualità, ma anche un vero e proprio strumento dietetico – terapeutico. Ciò è possibile grazie alla corretta lettura dell’etichetta dell’acqua posta sui contenitori.
Prerogativa fondamentale è di quella di avere sempre a disposizione una fonte idrica potabile, a casa, così come al lavoro. Oltre alle classiche bottiglie d’acqua minerale, è possibile dotarsi di un erogatore d’acqua filtrata per uso domestico, o di un dispenser d’acqua a boccione per uffici o aziende come quelli offerti dal noto marchio Culligan BW.

L’etichetta dell’acqua minerale: elementi e caratteristiche

L’etichetta identifica tutti gli elementi e le caratteristiche dell’acqua potabile. Sono 48 i parametri sottoposti ad analisi periodiche, elencati nel D.Lgs. 31/2001, i quali definiscono la qualità dell’acqua, determinandone sia i costituenti principali, sia i possibili componenti contaminanti.
Nell’etichette dell’acqua troviamo riportati le analisi chimico – fisiche costituite dalla temperatura dell’acqua alla sorgente, dal valore ph, dalla conducibilità elettrica specifica a 20°C, dal residuo fisso a 180°C, dalla durezza, dall’ossidabilità (secondo Kubel) e dall’anidride carbonica libera alla sorgente. Inoltre, vengono indicate le principali sostanze disciolte in essa, tra cui calcio, sodio, magnesio, potassio, idrogeno, cloruri, solfati e bicarbonati.
Le acqua si differenziano tra loro per il diverso contenuto delle sostanze sopra indicati: avremo acque con contenuto di sali elevato, medio e basso.
La misura precisa che consente di identificare e misurare concretamente la qualità dell’acqua è dato dal residuo fisso.

Cos’è il Residuo Fisso e quali sono i suoi valori ideali

Il residuo fisso è il parametro che esprime il quantitativo di sali minerali disciolti nell’acqua. Tale dato viene ricavato dalla quantità di sostanza solida (sali minerali) che rimane dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua, alla temperatura di 180°C. Più questo valore è elevato e più sali minerali sono disciolti.
Questo valore si esprime in mg/L e permette di classificare le acqua in quattro categorie:

  • Minimamente mineralizzata con un residuo fisso non superiore a 50 mg/L: è un’acqua leggera al palato, dal sapore delicato. Il basso contenuto di sali minerali e di sodio, la rendono un’acqua particolarmente indicata per chi soffre di ipertensione e nell’alimentazione dei neonati. Ideale per il consumo quotidiano, stimola la diuresi ed è anche utile per prevenire la calcolosi renale.
  • Oligominerale o leggermente mineralizzata con un residuo fisso inferiore a 500 mg/L: disseta e garantisce un apporto di sali minerali moderato. È tra le acque più consigliate in quanto contiene poco sodio, svolge un’ottima azione diuretica e favorisce la depurazione dell’organismo. Indicata inoltre, in caso di pressione alta.
  • Mediominerali con un residuo fisso compreso tra i 500 e 1000 mg/L: utile nell’alimentazione degli sportivi, soprattutto nel periodo estivo, in cui occorre reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione. Consigliabile alternarla con acque più leggere.
  • Fortemente minerali con un residuo fisso superiore ai 1000 mg/L: è un’acqua ricca di sali minerali, da bere a scopo terapeutico, sotto il controllo medico. Ha un effetto diuretico inferiore, e può favorire la comparsa di calcoli renali.

I vantaggi dell’idrokinesiterapia

L’Idrokinesiterapia, sempre più diffusa nella pratica riabilitativa, veniva considerata fino a qualche anno fa esclusivamente un supporto alla fisioterapia classica. Ora è riconosciuta come approccio terapeutico nel riadattamento e nell’armonizzazione globale del paziente.

Villa Ardeatina centro di fisioterapia a Roma Eur è uno dei primi centri a sfruttare le caratteristiche fisiche dell’acqua, riconosciute già negli scorsi secoli come mezzo terapeutico e fonte di benessere, che permettono di alleviare il dolore e di eseguire movimenti più fluidi e leggeri.
L’Idrokinesiterapia permette al fisioterapista di intervenire e lavorare su varie condizioni patologiche, lesioni di varie e in molti distretti corporei, comprendendo vari ambiti medici, in particolare quello ortopedico e neurologico dove si ottengono i migliori risultati per il paziente.

I vantaggi dell’Idrokinesiterapia sono molti:

  1. la poca forza di gravità che permette la facilità nei movimenti del paziente senza stressare le strutture articolari;
  2. la resistenza dell’acqua al movimento, che essendo direttamente proporzionale alla forza usata rende uniforme la tensione muscolare e permette l recupero muscolare più rapido grazie proprio alla possibilità di variare l’intensità degli esercizi;
  3. la riduzione del dolore;
  4. aumento della funzionalità cardio-respiratoria nonché del benessere fisico.

L’acqua inoltre crea un’instabilità tale che viene sfruttata per svolgere esercizi adatti al recupero dell’equilibrio, statico e dinamico, diminuendo il rischio di cadute e fratture, aumentando la qualità di vita del paziente, nelle sua gestione quotidiana.

Anche l’Idrokinesiterapia ha delle controindicazioni, come per la maggior parte degli approcci terapeutici, che riguardano in particolare la presenza di ferite aperte, patologie cardiache gravi, incontinenza, problemi auricolari e ai reni; situazioni più semplici e momentanee tipo febbre, influenza etc.

La terapia in acqua può essere eseguita anche senza la presenza del fisioterapista, questo viene stabilito in base all’autonomia in acqua del paziente, che deve poterci stare in tutta sicurezza. Il fisioterapista effettuerà, o farà eseguire direttamente al paziente autonomo, delle tecniche passive o attive degli arti e tecniche di allungamento sfruttando proprio il galleggiamento. Generalmente la seduta riabilitativa ha la durata di un’ora e la frequenza settimanale e i cicli vengono stabiliti dal terapista, generalmente è bisettimanale con cicli di 10 sedute. Durante la terapia è possibile utilizzare molti ausili diversi che danno al paziente un ulteriore aiuto per poter eseguire esercizi riabilitativi differenti a seconda delle esigenze.

La piscina dove si svolge l’Idrokinesiterapia ha delle caratteristiche particolari e uniche per eseguire questo tipo di approccio terapeutico, a Villa Ardeatina la vasca, una delle migliori a Roma, rispetta tutti gli standard tecnici che servono per rendere più efficace e facile il lavoro del paziente:

  1. la temperatura dell’acqua è tra 33°-34° perché a questa temperatura ha un effetto analgesico e miorilassante;
  2. i tre livelli di profondità permettono la differenziazione del lavoro, grazie ai diversi gradi di galleggiamento;
  3. è possibile eseguire il nuoto controcorrente utile in situazioni di recupero dell’equilibrio, schema del passo e coordinazione motoria;
  4. l’idromassaggio, che deve essere sempre presente, aiuta a defaticare dopo la seduta di terapia:
  5. in caso di disabilità grave, la vasca è accessoriata con un sollevatore per il seggiolino;L’utilizzo dell’Idrokinesiterapia come aiuto alla “fisioterapia a secco” non ne diminuisce l’importanza terapeutica ma anzi la potenzia.