Come leggere l’etichetta dell’acqua

L’acqua ha un ruolo fondamentale per il benessere del nostro organismo. È difficile, però, identificare l’acqua più consona alle proprie esigenze poiché oggigiorno il mercato ci offre una vasta gamma di acque. Solo attraverso una valutazione globale delle sue caratteristiche chimico – fisiche, saremo in grado di scegliere, non solo un’acqua filtrata di alta qualità, ma anche un vero e proprio strumento dietetico – terapeutico. Ciò è possibile grazie alla corretta lettura dell’etichetta dell’acqua posta sui contenitori.
Prerogativa fondamentale è di quella di avere sempre a disposizione una fonte idrica potabile, a casa, così come al lavoro. Oltre alle classiche bottiglie d’acqua minerale, è possibile dotarsi di un erogatore d’acqua filtrata per uso domestico, o di un dispenser d’acqua a boccione per uffici o aziende come quelli offerti dal noto marchio Culligan BW.

L’etichetta dell’acqua minerale: elementi e caratteristiche

L’etichetta identifica tutti gli elementi e le caratteristiche dell’acqua potabile. Sono 48 i parametri sottoposti ad analisi periodiche, elencati nel D.Lgs. 31/2001, i quali definiscono la qualità dell’acqua, determinandone sia i costituenti principali, sia i possibili componenti contaminanti.
Nell’etichette dell’acqua troviamo riportati le analisi chimico – fisiche costituite dalla temperatura dell’acqua alla sorgente, dal valore ph, dalla conducibilità elettrica specifica a 20°C, dal residuo fisso a 180°C, dalla durezza, dall’ossidabilità (secondo Kubel) e dall’anidride carbonica libera alla sorgente. Inoltre, vengono indicate le principali sostanze disciolte in essa, tra cui calcio, sodio, magnesio, potassio, idrogeno, cloruri, solfati e bicarbonati.
Le acqua si differenziano tra loro per il diverso contenuto delle sostanze sopra indicati: avremo acque con contenuto di sali elevato, medio e basso.
La misura precisa che consente di identificare e misurare concretamente la qualità dell’acqua è dato dal residuo fisso.

Cos’è il Residuo Fisso e quali sono i suoi valori ideali

Il residuo fisso è il parametro che esprime il quantitativo di sali minerali disciolti nell’acqua. Tale dato viene ricavato dalla quantità di sostanza solida (sali minerali) che rimane dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua, alla temperatura di 180°C. Più questo valore è elevato e più sali minerali sono disciolti.
Questo valore si esprime in mg/L e permette di classificare le acqua in quattro categorie:

  • Minimamente mineralizzata con un residuo fisso non superiore a 50 mg/L: è un’acqua leggera al palato, dal sapore delicato. Il basso contenuto di sali minerali e di sodio, la rendono un’acqua particolarmente indicata per chi soffre di ipertensione e nell’alimentazione dei neonati. Ideale per il consumo quotidiano, stimola la diuresi ed è anche utile per prevenire la calcolosi renale.
  • Oligominerale o leggermente mineralizzata con un residuo fisso inferiore a 500 mg/L: disseta e garantisce un apporto di sali minerali moderato. È tra le acque più consigliate in quanto contiene poco sodio, svolge un’ottima azione diuretica e favorisce la depurazione dell’organismo. Indicata inoltre, in caso di pressione alta.
  • Mediominerali con un residuo fisso compreso tra i 500 e 1000 mg/L: utile nell’alimentazione degli sportivi, soprattutto nel periodo estivo, in cui occorre reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione. Consigliabile alternarla con acque più leggere.
  • Fortemente minerali con un residuo fisso superiore ai 1000 mg/L: è un’acqua ricca di sali minerali, da bere a scopo terapeutico, sotto il controllo medico. Ha un effetto diuretico inferiore, e può favorire la comparsa di calcoli renali.

I vantaggi dell’idrokinesiterapia

L’Idrokinesiterapia, sempre più diffusa nella pratica riabilitativa, veniva considerata fino a qualche anno fa esclusivamente un supporto alla fisioterapia classica. Ora è riconosciuta come approccio terapeutico nel riadattamento e nell’armonizzazione globale del paziente.

Villa Ardeatina centro di fisioterapia a Roma Eur è uno dei primi centri a sfruttare le caratteristiche fisiche dell’acqua, riconosciute già negli scorsi secoli come mezzo terapeutico e fonte di benessere, che permettono di alleviare il dolore e di eseguire movimenti più fluidi e leggeri.
L’Idrokinesiterapia permette al fisioterapista di intervenire e lavorare su varie condizioni patologiche, lesioni di varie e in molti distretti corporei, comprendendo vari ambiti medici, in particolare quello ortopedico e neurologico dove si ottengono i migliori risultati per il paziente.

I vantaggi dell’Idrokinesiterapia sono molti:

  1. la poca forza di gravità che permette la facilità nei movimenti del paziente senza stressare le strutture articolari;
  2. la resistenza dell’acqua al movimento, che essendo direttamente proporzionale alla forza usata rende uniforme la tensione muscolare e permette l recupero muscolare più rapido grazie proprio alla possibilità di variare l’intensità degli esercizi;
  3. la riduzione del dolore;
  4. aumento della funzionalità cardio-respiratoria nonché del benessere fisico.

L’acqua inoltre crea un’instabilità tale che viene sfruttata per svolgere esercizi adatti al recupero dell’equilibrio, statico e dinamico, diminuendo il rischio di cadute e fratture, aumentando la qualità di vita del paziente, nelle sua gestione quotidiana.

Anche l’Idrokinesiterapia ha delle controindicazioni, come per la maggior parte degli approcci terapeutici, che riguardano in particolare la presenza di ferite aperte, patologie cardiache gravi, incontinenza, problemi auricolari e ai reni; situazioni più semplici e momentanee tipo febbre, influenza etc.

La terapia in acqua può essere eseguita anche senza la presenza del fisioterapista, questo viene stabilito in base all’autonomia in acqua del paziente, che deve poterci stare in tutta sicurezza. Il fisioterapista effettuerà, o farà eseguire direttamente al paziente autonomo, delle tecniche passive o attive degli arti e tecniche di allungamento sfruttando proprio il galleggiamento. Generalmente la seduta riabilitativa ha la durata di un’ora e la frequenza settimanale e i cicli vengono stabiliti dal terapista, generalmente è bisettimanale con cicli di 10 sedute. Durante la terapia è possibile utilizzare molti ausili diversi che danno al paziente un ulteriore aiuto per poter eseguire esercizi riabilitativi differenti a seconda delle esigenze.

La piscina dove si svolge l’Idrokinesiterapia ha delle caratteristiche particolari e uniche per eseguire questo tipo di approccio terapeutico, a Villa Ardeatina la vasca, una delle migliori a Roma, rispetta tutti gli standard tecnici che servono per rendere più efficace e facile il lavoro del paziente:

  1. la temperatura dell’acqua è tra 33°-34° perché a questa temperatura ha un effetto analgesico e miorilassante;
  2. i tre livelli di profondità permettono la differenziazione del lavoro, grazie ai diversi gradi di galleggiamento;
  3. è possibile eseguire il nuoto controcorrente utile in situazioni di recupero dell’equilibrio, schema del passo e coordinazione motoria;
  4. l’idromassaggio, che deve essere sempre presente, aiuta a defaticare dopo la seduta di terapia:
  5. in caso di disabilità grave, la vasca è accessoriata con un sollevatore per il seggiolino;L’utilizzo dell’Idrokinesiterapia come aiuto alla “fisioterapia a secco” non ne diminuisce l’importanza terapeutica ma anzi la potenzia.

La truffa delle operazioni binarie: sono davvero una fregatura?

Le chiamano opzioni binarie. O Forex. Qualunque sia il termine, ciò che conta è che sempre più italiani vi si dedicano. La domanda però è, ci si può fidare?

Prima di tutto, spieghiamo bene cosa sono le opzioni binarie. In termini semplici (ossia in termini wikipediani) si tratta di “un tipo di opzione dove il guadagno è limitato ad un ammontare fisso oppure nullo”.

Si tratta di una sorta di scommessa sull’andamento di un certo titolo, si fanno speculazioni (il termine tecnico è trading), insomma, è un po’ come giocare d’azzardo: occorre fortuna.

E se non si ha fortuna, occorre un certo savoir-faire, nel senso che è necessario conoscere ciò su cui si specula, informarsi sull’andamento della Borsa, il costo delle azioni e quant’altro. E neppure questo garantisce una vittoria, sia chiaro.

Le opzioni binarie risalgono a circa dieci anni fa, ma è solo negli ultimi tempi che hanno iniziato a farsi strada nel cuore di molti italiani, e la ragione è piuttosto elementare: in tempi di crisi, in cui non si trova lavoro e le possibilità si riducono sempre di più, viene facile ricorrere a metodi che sembrano – e vengono conclamati come – facili e rapidi. Tuttavia non sempre è un affare.

Si calcola che circa il 95% delle operazioni binarie non vada a buon fine, il che significa che solo 5 persone su 100 effettivamente guadagnano qualcosa da questo nuovo metodo, il che significa che le società che sbandierano la sicura riuscita del Forex, promettendo il 40-45% di guadagni, mentono.

E dacché mondo è mondo mentire è sinonimo di truffare. Quindi le operazioni binarie sono davvero una fregatura?

Sì e no. La verità sta nel mezzo. Trattandosi di operazioni speculative il cui risultato può essere o assolutamente negativo o assolutamente positivo, si dovrebbe parlare del 100% dei ricavi e del 100% delle perdite, ma ciò il più delle volte non accade: molto spesso le società detengono il 20% dei guadagni ottenuti, mentre per quanto riguarda le perdite, quelle sono totali.

Ora, non si può dire che sia una vera e propria truffa, ma certamente non sono condizioni agevoli.

Se poi si considera la già menzionata magra percentuale di riuscita, ci si rende conto che le opzioni binarie non sono quella rivoluzione dei guadagni che queste società dichiarano essere, tanto più che esse evitano convenientemente di informare i clienti dell’eventualità delle perdite, focalizzandosi soltanto sul risultato positivo: come ogni buon giocatore d’azzardo, anche il trader improvvisato quindi si lascia abbagliare dalla possibilità di guadagni veloci e facili, e finisce per cadere direttamente nella rete di questi truffatori.

Dunque prestate attenzione, ci sono buone probabilità che chi vi contatta offrendovi guadagni facili usando opzioni binarie/Forex non sia nient’altro che un novello Totò che cerca di vendervi la fontana di Trevi, meglio affidarsi a siti affidabili che spiegano in maniera precisa come fare trading in opzioni binarie.

p.s. nel caso abbiate dubbi, qui trovate un servizio de Le Iene che parla appunto di questo tipo di inganno:

Scelta della bara e del corredo funebre

Fin dal più antico passato si usava seppellire i propri cari nel modo più dignitoso e che potesse onorarli al meglio. Giare, sacchi di iuta, fino al legno, sono tutti stati utilizzati per riporre le spoglie del proprio caro. Ancora oggi si da molto peso a questa pratica, al punto che la scelta della bara incide notevolmente su quello che è il costo finale di un funerale. Ma come si fa a scegliere tra le diverse proposte delle agenzie, come le pompe funebri Sassuolo, che offrono una vasta gamma di modelli e fasce di prezzo.

La scelta va quindi fatta in primo luogo seguendo le eventuali disposizioni del defunto, qualora le avesse lasciate. Diversamente si dovrà scegliere in base al proprio budget e seguendo quelle che erano le caratteristiche in vita del proprio caro. Chiaramente, se il defunto durante la vita terrena conduceva un’esistenza morigerata e non badava troppo agli orpelli, sarà indicato indirizzare la propria scelta per un cofano funebre che ne rispetti tali abitudini. Si potrà quindi optare per una bara semplice, liscia, priva di intarsi o di incisioni, realizzata con un’estetica sobria ed essenziale. Questo non significa che si debba rinunciare alla qualità. Un cofano funebre può essere semplice, ma assemblato con i migliori materiali.

Per chi invece non bada a spese e ama uno stile più articolato, la giusta scelta potrebbe ricadere su un cofano in legno figurato, con motivi applicati o pressati o intagliati, oppure per uno in legno, radica e altri materiali pregiati. Ci sono poi cofani funebri laccati, sia semplici che lavorati e con diverse colorazioni. Insomma, tra le diverse tipologie si può davvero arrivare a trovare quello più consono per la situazione. Per quanto riguarda i costi, questi dipendono sostanzialmente dalla lavorazione del cofano e dai trattamenti del legno, oltre che dall’imbottitura.

In buona sostanza, se si cerca di seguire quelli che erano i gusti del defunto non si sbaglia di certo. Il discorso invece cambia qualora la decisione ricada su una cremazione invece che su una sepoltura, in questo caso la scelta del cofano funebre sarà obbligata verso la tipologia preposta per questo caso, quindi in legno molto semplice e leggero.

Le 5 spiagge più belle della Sardegna

Sei pronto per la tua vacanza sull’isola sarda? Hai già messo il costume in valigia ma non sai quali sono le spiagge più belle dell’isola? Ecco una lista delle migliori spiagge sarde da non perdere assolutamente. Se stai pensando al totale relax, al dolce odore del sale proveniente dal mare, alla sabbia più fresca e pulita, all’aria tranquilla e una bella bevanda fresca, ecco quello che devi sapere per vivere in pieno le tue giornate all’insegna del riposo.

spiaggie belle sardegnaLa Sardegna è infatti una meta molto gettonata da milioni di turisti italiani ed internazionali: ogni anno sono tante le famiglie, le coppie ed i gruppi di turisti che si imbarcano su navi e traghetti per la Sardegna partendo dai principali porti italiani, come Livorno, Genova, Civitavecchia e Napoli. Raggiungere la Sardegna in traghetto permette infatti di godere appieno del viaggio rispetto alla scelta dell’aereo, più asettico ed impersonale. Oltre a ciò viaggiare in traghetto consente di portare con sé la propria auto, moto o camper in modo da poter girare l’isola senza dover noleggiare un’auto una volta giunti a destinazione.

Le 5 spiagge più belle del territorio Sardo:

  • CALA MARIOLU: Per tutti gli amanti del relax è sicuramente la spiaggia idonea alla vostre ambizioni. Sparsa nella Punta Ispulgi, le dolci acque di Cala Mariolu Sassolini non deluderanno le vostre aspettative. Inoltre, in questo luogo, si possono trovare: scogli e rocce franate. Il nome di queste limpide acque, ci viene dato direttamente dalla presenza della foca monaca (famosa per essere ghiotta del pesce che gli uomini del luogo riuscivano a pescare con fatica).
  • CALA SPINOSA: Denominata come “La meta dell’avventuriero”, per arrivare a Cala Spinosa devi progressivamente percorrere un’insieme di sentieri ripidi. Una volta giunti alla meta tanto attesa, potrai immediatamente che essa è riparata da costoni di roccia granitica nonché una meravigliosa spiaggia nella località di Capo Testa. A detta di molti turisti, di quest’ultima ti innamori immediatamente; già dal suo primo sguardo.
  • CALA COTICCIO: Se amate la sabbia bianca ed sottile, il mare dalla mille sfumature di turchese e celeste, questa è la spiaggia che fa per voi. Situata a nord-est dell’isola di Caprera, l’isola è nota anche perché Garibaldi ha trascorso qui gli ultimi 26 anni della sua vita.
  • TUERREDA: Depositata tra Capo Malfatano e Capo Spartivento, Tuerredda è il luogo ideale per gli amanti del relax di compagnia. Qui, oltre alle lunghissime nuotate in un mare limpidissimo, con temperature sempre abbastanza alte, si possono fare lunghe passeggiate. Proprio di fronte alla spiaggia invidiata da mezza Italia, ecco che spunta l’omonimo isolotto raggiungibile a nuoto in pochi minuti. Questo luogo è visto come la perla di Tuerreda.
  • LA PELOSA: Contornata dalla barriera di Capo Falcone, dall’isola Piana e quella di dall’Asinara, Pelosa una spiaggia dalla bellezza rara. Situata nei pressi di Stintino, essa si differenzia dalle altre spiagge grazie ai suoi fondali dai colori talmente brillanti. Di fronte ad essa ecco che spunta l’isoletta con la torre della Pelosa.

Regali originali, utili e di tendenza

Fare un regalo significa entrare in empatia con il festeggiato ed interpretare i suoi desideri. Si tratta di una dimostrazione genuina di stima, affetto e riconoscenza nei confronti della persona a cui il dono è destinato. Per fare un buon regalo è essenziale ascoltare e mettersi nei panni dell’altro e cercare di capire che cosa desideri davvero, che cosa lo potrebbe rendere veramente felice.

Tuttavia, a lato pratico, trovare di volta in volta il regalo giusto per i propri familiari, amici e parenti può risultare un’impresa alquanto complicata, a maggior ragione se ogni anno ci si deve inventare qualche cosa di nuovo ed originale.

Se state cercando l’idea giusta per omaggiare il vostro partner o un caro amico, è meglio non puntare su articoli troppo fuori dall’ordinario. Primi nella classifica dei regali più utili ed apprezzati abbiamo gli accessori per smartphone e tablet, aggiornati alle ultime tendenze. È sempre più di moda, infatti, scegliere un accessorio tecnologico come regalo. Se l’acquisto di uno smartphone, un tablet o un laptop rischia di essere inadeguato all’occasione ed eccessivamente dispendioso, optare per un gadget tecnologico da utilizzare per personalizzare i propri dispositivi elettronici e sfruttarli al meglio è un’idea eccellente. Si consiglia, tuttavia, di non esagerare con la stravaganza, in quanto la gente tende, in genere, a preferire regali semplici e di facile utilizzo.

Adatto a molte occasioni, un orologio da polso è sempre un regalo di gran classe, anche e soprattutto nella sua versione high-tech. Abbiamo, infatti, assistito al recente avvento degli smartwatch, orologi da polso appartenenti al mondo della wearable tech, con funzioni del tutto analoghe a quelle degli smartphone di ultima generazione. Molti spunti interessanti arrivano dal web, che abbonda di siti tematici come Regali.it, che permettono di scegliere il proprio regalo tra un ampio ventaglio di prodotti originali e di tendenza, suddivisi in base alla ricorrenza.

Alla ricerca del gentil sesso

Con la nascita dei nuovi sistemi di comunicazione e socializzazione online la facilità di incontrare e conoscere nuove persone è diventata molto alta, spesso e volentieri le nuove generazioni iniziano una “nuova conoscenza” sfruttando i Social e collegandosi con il proprio smartphone a Facebook. Una interessante applicazione del social più famoso al mondo prende il nome di “Amici nelle vicinanze”, questo sistema grazie al gps del proprio telefonino riesce ad individuare le persone più vicine a te, in questo caso permette di ricercare le ragazze più vicine, tutto in maniera totalmente gratuita. Questo strumento, anche se poco utilizzato, prenderà decisamente una grossa fetta di mercato nel breve periodo.

Tutti questi sistemi da una parte facilitano la conoscenza di nuove persone ma dall’altra ci fanno essere sempre più legati ad “aggeggi” e sempre più dipendenti da essi, un po’ come un fumatore non riesce a fare a meno della sua sigaretta dopo del caffè, un’ aspetto abbastanza inquietante.

In un video spettacolare abbiamo capito come il marketing legato al mondo del tabagismo sia stato studiato a tavolino e come anche i grandi attori abbiano contribuito ad alimentare le sensazioni ma sopratutto l’ immagine del fumatore, in una sola parola “sexy”. Quante scene di film sono rimaste nella storia con l’ attore di turno che fuma la sua bella sigaretta? Tante.

Ma, tornando in tema, e continuando a parlare del gentil sesso, non possiamo non parlare dei vari siti che permettono di conoscere nuove donne, una vera e propria “mancanza di savoir faire che potrebbe far impallidire i vecchi e veri playboy di un tempo, come Pier Luigi Torri e l’ancor più famoso Gigi Rizzi che riuscì a stregare Brigitte Bardot, cosa ne possono sapere le nuove generazioni dei vecchi metodi di approccio.

Le Iene si sono interessati della questione in un servizio poche settimane fa intervistando i “vecchi playboy” nelle zone di Rimini, Riccione e Torino, persone che al loro dire, vantavano di aver trascorso momenti di puro piacere con centinaia di donne. La parte più bella è che questi “signori” non necessitavano di una connessione per cercare nuove persone, nuove donne nel web al contrario dei “giovincelli di oggi”.

Forse l’evoluzione ha fatto perdere molti aspetti interessanti della vita, tra cui la vera socializzazione che è diversa dal “social”. Forse le donne oggi cercano un’uomo e non un ragazzino che “smanetta il proprio cellulare”.