Dermatite da pannolino nei neonati, cos’è e come curarla

La pelle dei bambini, come è noto, è particolarmente delicata e sensibile, quindi più facilmente soggetta ad irritazioni soprattutto in alcuni punti del corpo. È il caso della classica dermatite da pannolino che crea fastidi e bruciori con conseguente irritabilità e nervosismo del piccolo (http://www.ospedalebambinogesu.it/dermatite-da-pannolino#.XSnZlFZS8sw). Si tratta, in realtà, di un problema abbastanza frequente, che compare nei primi mesi di vita e tende a scomparire con la crescita. la pelle del sederino e della zona inguinale appare arrossata, con il tempo può diventare ancora più irritata e cominciare a screpolarsi, con formazione di vesciche; la cute al tatto è più calda. Il bambino avverte il dolore ed il fastidio per cui piange con più frequenza e non tollera il momento del cambio del pannolino, che gli procura più dolore.

Cos’è la dermatite da pannolino

La candida è un fungo normalmente presente nel corpo umano, ma in genere in misura minore rispetto ad altri microorganismi. Può capitare, però, che in alcuni casi, per mutate condizioni dell’individuo, essa tenda a proliferare in modo anomalo, dando luogo ai fenomeni appena descritti. Nelle donne, ad esempio, non è raro assistere ad infiammazioni dovute alla candida nella zona dei genitali. Così avviene anche nei bambini che, portando i pannolini, presentano le migliori condizioni di umidità e calore per la crescita del fungo. L’infezione inizia con un leggero arrossamento intorno alle pieghe delle cosce, dei genitali e del sederino, ma se trascurata può degenerare con manifestazioni ed irritazioni molto fastidiose. Naturalmente non è nulla di grave anche se è necessario intervenire in tempo.

Per capire di cosa si tratta è bene comprenderne esattamente le cause, che possono essere di varia natura. Se, ad esempio, la pelle del bambino rimane troppo a contatto con urina e feci perché il pannolino non viene cambiato di frequente, l’infezione può rapidamente progredire. Ovviamente la situazione diventa ancora più delicata in presenza di diarrea o movimenti intestinali anomali. La flora batterica del piccolo, come del resto anche quella dell’adulto, può essere danneggiata dal’uso degli antibiotici, modificando gli equilibri interni e permettendo, così, la proliferazione della candida.

Anche alcuni cibi possono essere la causa della maggiore predisposizione nei confronti della dermatite.

Cibi acidi assunti direttamente durante lo svezzamento oppure presi attraverso il latte materno possono creare alcuni problemi cutanei, anche perché ad essi si accompagna una diversa composizione delle feci, che potrebbe favorire la dermatite, se esse restano troppo a lungo a contatto con la pelle. Non bisogna, poi, credere che usando in modo massivo prodotti detergenti, creme e lozioni, la situazione possa migliorare, anzi, si ottiene esattamente l’effetto contrario perché ognuno di essi va a modificare il normale film idrolipidico della pelle ovvero la naturale barriera contro gli agenti esterni. In questo modo il bambino è più esposto alle infezioni, quindi è necessario rivolgersi ad un esperto per farsi consigliare il prodotto meno aggressivo.

La dermatite da pannolino, infine, viene aggravata sia dalla particolare sensibilità della cute di alcuni bambini, sia dalla loro intolleranza nei confronti di alcune marche o tipologie di pannolini. Se, poi, la misura acquistata non è quella giusta, lo sfregamento potrebbe aumentare ulteriormente il rischio di dermatite.

Cure e rimedi per la dermatite da pannolino

Per prima cosa è bene specificare che, qualora la dermatite non regredisca in modo spontaneo nel giro di 3-4 giorni, usando metodi casalinghi, bisogna assolutamente rivolgersi al pediatra per evitare che la situazione possa peggiorare. Non solo, infatti è necessario chiamare uno specialista anche qualora l’infezioni colpisca altre parti, come la schiena, oppure sia presente febbre con formazioni di vesciche e brufoli con pus. In questa caso potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci.

Detto questo, vediamo come evitare la formazione della dermatite da pannolino oppure come curarla in caso fosse gi presente in forma lieve. Poiché il fungo prolifera con l’umidità, è necessario mantenere la pelle asciutta e pulita il più possibile.

Questo vuol dire controllare con frequenza il pannolino e cambiarlo non appena si bagna o si sporca.

Ovviamente questo comporta un notevole consumo di pannolini che, per motivi di igiene, è fondamentale smaltire in modo adeguato, usando gli appositi mangiapannolini e le relative ricariche www.lilnap.com. Poi, ad ogni cambio, è consigliabile utilizzare una delle tante creme a base di ossido di zinco che serve a proteggere la pelle del bambino perché, oltre ad idratare, forma una patina che evita lo sfregamento. Detergere sempre le parti più delicate ma senza prodotti aggressivi e, soprattutto, senza quelli a base di alcol, facendo attenzione a non sfregare troppo forte.

Quando possibile, inoltre, il bambino dovrebbe rimanere senza pannolino così da far respirare ed asciugare la pelle e, cosa molto importante, è fondamentale lavarsi bene le mani per evitare che l’infezione possa continuare a trasmettersi.