Prescrizione del reato di lesioni personali

Prima di affrontare nello specifico il tema della prescrizione del reato di lesioni personali ci sembra opportuno: 1) chiarire cosa si intende per prescrizione 2) sintetizzare gli estremi del reato di lesioni personali 3) riportare un caso di lesione personale che chiarisca la natura del reato e i termini della prescrizione.

Decorso un certo lasso di tempo dalla commissione di un reato senza che sia sopraggiunta alcuna sentenza di condanna, si ritiene che vengano meno le esigenze di prevenzione proprie della punizione, per cui scatta la prescrizione del reato.

Ogni reato ha il suo termine di prescrizione, per individuare il quale si fa riferimento alla durata della pena edittale massima prevista per esso dalla legge; tuttavia, in ogni caso:

  • La prescrizione non può essere inferiore a sei anni per i delitti e a quattro anni per le contravvenzioni.
  • In caso di pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria il termine non può scendere al di sotto dei tre anni.
  • Quando siano stabilite congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e la pena pecuniaria, ci si riferisce solo alla prima.
  • Non si tiene conto delle circostanze, salvo in caso di aggravanti autonome o ad effetto speciale.
  • Per reati di particolare gravità la prescrizione viene raddoppiata: così, ad esempio, per l’omicidio stradale la pena edittale massima è la reclusione per sette anni, per cui il termine della prescrizione è di quattordici anni.
  • Per reati che prevedono la pena dell’ergastolo (anche solo come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti) la prescrizione non è applicabile.

Esistono poi circostanze che possono determinare la sospensione o l’interruzione della prescrizione: a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • L’autorizzazione a procedere
  • Il deferimento della questione ad altro giudizio
  • Un impedimento delle parti e dei difensori
  • Una richiesta dell’imputato o del suo difensore
  • L’ordinanza che applica le misure cautelari personali
  • L’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice
  • La richiesta di rinvio a giudizio
  • Il decreto di fissazione dell’udienza preliminare
  • L’ordinanza che dispone il giudizio abbreviato.

Una volta che sia stata interrotta, la prescrizione inizia nuovamente a decorrere dal giorno dell’interruzione.

Passiamo ora al punto 2 del nostro incipit: il reato di lesioni personali è un delitto contro la persona dal quale deriva una malattia nel corpo o nella mente (e in ciò consiste la differenza rispetto al reato di percosse), tale per cui è possibile distinguere tra lesioni personali dolose (a loro volta categorizzabili come lievissime, lievi, gravi e gravissime) e colpose (distinguibili in semplici, gravi e gravissime).

Contro le prime si può procedere d’ufficio (tranne per quelle lievissime), mentre le lesioni personali colpose sono perseguibili a querela di parte offesa (tranne quelle gravi e gravissime determinate da inosservanza delle norme sugli infortuni del lavoro o da malattia professionale).

A questo punto proseguiamo, come anticipato, con un esempio chiarificatore in merito al reato di lesione personale, e alla circostanza di prescrizione della lesione subita da un soggetto, reperito sul web e completo anche della risposta legale fornita:

“Circa 4 anni fa sono stata aggredita e picchiata dal mio fidanzato di allora, sono andata in pronto soccorso dove mi hanno riconosciuto un trauma contusivo distorsivo con prognosi di 7 giorni. Quel giorno non ho denunciato ai carabinieri quella persona perché avevo paura. Oggi ho 25 anni e non ho più paura, vorrei sapere se sono ancora in tempo a denunciare e ottenere un risarcimento per le botte prese e per il mio collo che ancora mi dà problemi. Grazie in anticipo per la vostra risposta”.

“Poiché i danni alla salute sono ancora sussistenti, si tratta del reato di lesioni personali gravi, reato perseguibile d’ufficio e non necessariamente a querela della persona offesa, ai sensi dell’articolo 582 del codice penale. Tale reato si prescrive dopo sei anni dalla sua commissione… dunque sei perfettamente nei termini per sporgere denuncia e per chiedere un risarcimento dei danni morali e del danno biologico (alla salute)”.

L’esempio riportato ci permette di capire come, nonostante l’illecito di lesioni personali preveda una pena edittale massima di tre anni, il nostro ordinamento abbia stabilito che la prescrizione scatti dopo un periodo non inferiore ai sei anni, per cui questo è il termine cui fare riferimento anche per la prescrizione del reato di lesioni personali.