Caduta dei capelli: rimedi

Perdere i capelli è fisiologico e normale: generalmente, infatti, perdiamo circa 100 capelli al giorno. Non è possibile però rendersi conto di questa perdita perché il nostro cuoio capelluto, in media, è coperto da 100.000 capelli. Alcune persone possono però tuttavia notare una perdita di capelli eccessiva. Il normale ciclo di nascita dei capelli passa attraverso due fasi: una di crescita e una di riposo. Ogni singolo capello sopravvive per una media di tre anni e mezzo; la fase di crescita dei capelli dura in genere due o tre anni, tempo durante il quale il capello cresce circa un centimetro e mezzo al mese. Questa è seguita da una fase di riposo, che dura circa tre-quattro mesi; di solito, al suo quarto anno, il capello cade e viene sostituito entro sei mesi con uno nuovo.

La calvizie ereditaria o genetica è nota anche come alopecia androgenetica ed è causata dall’incapacità del corpo di produrre capelli nella stessa quantità di quelli persi. L’alopecia androgenetica è in genere permanente e colpisce molti più uomini che donne. Circa il 25% degli uomini comincia a perdere i capelli intorno ai 30 anni, e circa i due terzi diventano calvi verso i 60 anni.

Anche alcune donne sviluppano un particolare modello di caduta di capelli per cause di origine genetica o ormonale. A differenza degli uomini, che perdono i capelli prima sulle tempie e poi su tutta la testa, la calvizie femminile comporta un diradamento di tutto il cuoio capelluto, mentre la linea frontale rimane intatta.

Esistono decine di rimedi su internet, da lozioni ed impacchi, fino ad arrivare a pillole contro la caduta, ma sappiamo che, anche se i rimedi “della nonna” possono essere efficaci per nutrire e rinforzare i capelli, questi non possono intervenire in caso di alopecia androgenetica perché legata a cause ormonali. Tra le soluzioni semipermanenti e permanenti (ne esistono diverse) possiamo citarne due che, a seconda dei risultati che si vogliono ottenere possono essere più o meno adatte alle singole esigenze.

Uno dei rimedi meno aggressivi è la tricopigmentazione, che consiste nell’iniettare all’interno del cuoio capelluto, microscopici pigmenti colorati per creare vari effetti (rasato, densità o copertura delle cicatrici) a seconda delle esigenze. Questa è una tecnica non invasiva, non permanente perché i pigmenti naturali utilizzati vengono assorbiti ed eliminati dall’organismo nel giro di un paio d’anni, e non ha costi eccessivamente esosi.

L’autotrapianto di capelli invece, è una tecnica chirurgica che consiste nell’asportazione di capelli (compresa la radice) da una parte del corpo non affetta da alopecia (zone donatrici) e nel loro successivo impianto nelle parti affette da calvizie (zona ricevente). Questa tecnica è permanente anche se più invasiva e richiede, chiaramente, un esborso maggiore.

Ogni soggetto affetto da calvizie può scegliere la strada a lui più congeniale per cercare di limitare al minimo gli inestetismi provocati dalla caduta dei capelli: i rimedi sono diversi e portano a risultati differenti e l’importante è trovare l’alternativa giusta, per accettarsi e non vivere questa condizione con ansia ed imbarazzo.