Fisioterapia dopo intervento per rottura legamento crociato anteriore

Molti giovani sportivi sono vittime di infortuni al legamento crociato anteriore. Allo stato attuale, per questa categoria di persone, l’approccio chirurgico sembra essere l’unica opzione possibile per un pieno recupero della funzionalità del ginocchio.

Vediamo ora, più da vicino, come si articola la riabilitazione post-operatoria del legamento crociato anteriore.

Il percorso riabilitativo post-operatorio

La riabilitazione post-operatoria è delicata, impegnativa e può durare dai 6 mesi fino ad un anno, in relazione alle aspettative del paziente, ai danni riportati nel corso dell’infortunio, alla tipologia di ricostruzione ed alle pregresse condizioni del soggetto.

La fisioterapia dopo l’intervento per rottura del legamento crociato anteriore si propone di tagliare i seguenti traguardi. Sicuramente al primo posto c’è quello di ridurre il dolore articolare e il gonfiore.

  • Controllo di dolore ed edema
  • Pieno recupero della mobilità del ginocchio
  • Recupero della forza muscolare
  • Ripristino della propriocezione
  • Recupero della deambulazione senza l’ausilio di presidi
  • Ritorno alla quotidianità ed all’attività sportiva

La fisioterapia post-operatoria consta, per la precisione, di tre distinte fasi e di diversi esercizi svolti, talvolta, con l’ausilio di strumentazione dedicata.

La prima fase del percorso riabilitativo

La prima fase ha inizio nei giorni immediatamente successivi all’intervento chirurgico. A circa 48 ore dall’operazione si rimuovono, per prima cosa, i drenaggi. Il fisioterapista lavora, quindi, per consentire al paziente di recuperare la funzionalità del ginocchio.

Gli obiettivi da raggiungere tra il terzo ed il quattordicesimo giorno sono:

  • Controllo della sintomatologia dolorosa conseguente all’intervento
  • Riduzione di gonfiore ed infiammazione
  • Ottimizzazione della mobilità di ginocchio e rotula
  • Recupero completo dell’estensione del ginocchio
  • Recupero parziale della flessione del ginocchio
  • Recupero progressivo della forza del quadricipite femorale
  • Deambulazione con iniziale ausilio di stampelle canadesi

I trattamenti strumentali usati in questa prima fase sono molteplici e tra questi figurano la tecarterapia, la laserterapia e gli ultrasuoni per ridurre dolore, gonfiore ed infiammazione del ginocchio. Seguono esercizi di mobilizzazione passiva e pratiche da ripetersi anche tra le mura domestiche.

Dal quindicesimo giorno, il fisioterapista si propone di:

  • Minimizzare gli stati infiammatori
  • Regolarizzare la mobilità di ginocchio e rotula
  • Recuperare la forza con esercizi in piedi e da seduti
  • Ripristinare la capacità di equilibrio
  • Recuperare la capacità di deambulare senza stampelle
  • Aiutare il paziente a tornare a pedalare sulla cyclette

La seconda fase del percorso riabilitativo

Questa fase è volta al pieno recupero della capacità funzionale del ginocchio al fine di consentire al paziente di riprendere, almeno in parte, la propria routine quotidiana. Il fisioterapista si concentra sul lavoro muscolare ed abbandona, parzialmente, l’utilizzo di macchine.

Gli atleti tornano, inoltre, ad allenarsi in modo graduale grazie al lavoro congiunto di fisioterapista, preparatore atletico ed ortopedico di fiducia.

In questa fase, la riabilitazione si svolge prettamente in palestra ed il soggetto inizia, inoltre, a correre. Gli esercizi sono isometrici ed isotonici, mentre altri sono in piedi ed a corpo libero.

La terza fase del percorso riabilitativo

Questa fase chiude il percorso di riabilitazione: il paziente riprende le proprie attività quotidiane e l’atleta può finalmente tornare in campo per inserire il ginocchio in un corretto schema motorio.

Il soggetto, al termine della terza fase, possiede:

  • Completa mobilità
  • Capacità di equilibrio e coordinazione in situazioni dinamiche non stabili
  • Pari forza in corrispondenza di entrambi gli arti inferiori

Si può iniziare la fisioterapia prima dell’intervento al ginocchio?

Come anche specificato in questo approfondimento sulla riabilitazione dopo rottura del legamento crociato, iniziare il trattamento fisioterapico per il rafforzamento dei muscoli ancor prima di subire l’intervento, è spesso consigliato.

Questo perché una gamba tonica, riuscirà a recuperare meglio e in tempi più brevi rispetto ad una che ha perso il tono muscolare.

Per gli atleti agonistici vogliono tornare ad allenarsi e a gareggiare il prima possibile, questo è un aspetto è di fondamentale importanza.

L’isocinetica per il recupero dall’infortunio

Come accennato prima, per gli atleti che fanno sport a livello agonistico è fondamentale poter recuperare dall’infortunio al ginocchio causato dalla lesione al legamento crociato, nel minor tempo possibile ed evitare problemi futuri alla stessa articolazione.

Le migliori strutture di fisioterapia a questo scopo, mettono a disposizione la macchina isocinetica, un dispositivo progettato proprio a questo scopo.

Si tratta di un macchinario collegato ad un computer che permette di valutare, trattare e riallenare la muscolatura e le articolazioni a seguito di un trauma per arrivare al massimo recupero funzionale.

La riabilitazione con la macchina isocinetica favorisce il recupero totale da interventi al legamento crociato anteriore del ginocchio, tenoraffia del tendine d’achille (il caso di Leonardo Spinazzola agli Europei) e in generale di tutto l’arto inferiore.

Inoltre, permette di fare dei test (test isocinetici) per valutare l’avanzamento della riabilitazione e della rieducazione del ginocchio fornendo informazioni che consentono di allenare in maniera ottimale la muscolatura, accorciando molto i tempi di recupero.

Grazie all’isocinetica ci sono stati atleti tornati all’attività sportiva, dopo l’intervento al crociato anteriore, dopo soli 5 mesi.

I risultati ottenuti dai test isocinetici, permettono di portare a termine il percorso riabilitativo riducendo ai minimi termini il pericolo di subire ricadute. Questi stessi test, se ripetuti periodicamente nel corso degli anni dall’atleta, permette di monitorare lo stato della muscolatura del ginocchio, permettendo così di programmare, ove necessario, dei richiami per mantenere il tono ottimale raggiunto al termine della riabilitazione.