Fosfatazione: trattamento per aumentare la resistenza dei metalli

La fosfatazione è sicuramente uno dei processi chimici maggiormente utilizzati non solo a livello industriale per quanto concerne l’aumento di resistenza dei metalli: ecco tutto quello che occorre sapere.

Fosfatazione metalli: cosa si intende?

Una caratteristica di grande importanza per quanto concerne i metalli è sicuramente la loro elevata resistenza. Ma molto spesso occorre avere a disposizione dei metalli che abbiano delle resistenze ancora maggiori per varie finalità. Ecco perché si ricorre alla fosfatazione, una tecnica che permette di creare un ulteriore strato esterno al metallo che ne aumenta di molto le resistenze. Nello specifico, la fosfatazione metalli prevede la creazione di cristalli fosfatici che vanno ad aderire sulla superficie esterna degli stessi. In questo modo si crea uno strato molto duro che permette così di resistere non solo alla corrosione, ma anche a delle forze maggiori. Oltre a considerare che la fosfatazione viene utilizzata anche per rendere la verniciatura dei metalli più efficiente grazie allo strato che viene creato. Una tecnica che sta trovando numerose applicazioni al giorno d’oggi.

Le procedure per la fosfatazione dei metalli

Bisogna considerare che esistono due modalità principali per la messa in atto della fosfatazione metalli. Quella più sfruttata a livello industriale è sicuramente la tecnica che prevede un iniziale sgrassaggio che permette di avere una maggiore aderenza dello strato derivato dalla fosfatazione. La caratteristica di questa procedura è che si parte da una temperatura di 60 gradi fino ad arrivare alla temperatura ambiente a cui far asciugare il tutto. Senza dimenticare che durante questo tipo di fosfatazione industriale cambiano anche le condizioni di ph: si inizia con ph più elevato fino ad arrivare al ph 2, ovvero acido per poi concludere nuovamente con un ph tra 8 e 9. Per quanto concerne invece la procedura di fosfatazione organica, essa prevede l’utilizzo di alcune sostanze che sono solventi organici. Questi vengono mescolati con polimeri organici altobollenti e anche con dell’acido fosforico che permetterà di creare lo strato di fosfato resistente. Eventuali contaminanti restano intrappolati nello strato di fosfato senza creare alcun tipo di problema per la conclusione dell’operazione di fosfatazione.

Diversi tipi di fosfatazione disponibili

Attualmente si parla di tre tipi fondamentali di fosfatazione che possono essere messi in atto: quella allo zinco, quella al manganese e quella nera. Per quanto concerne quella allo zinco, essa prevede un aumento di spessore che va dai 4 ai 12 micron. Solitamente dà un colore che va dal grigio chiaro a quello più scuro e si tratta di un’operazione che generalmente si conclude con l’oleatura che garantisce così un’azione anticorrosiva. Passando invece alla fosfatazione al manganese, un tipo di operazione che va ad agire anche sull’impatto estetico. Infatti la variazione dimensionale è minima e il colore solitamente è antracite o simile per cui si adatta molto anche dal punto di vista cromatico alle varie esigenze. Ottima tenuta alla corrosione presenta anche la fosfatazione metalli nera, un’altra procedura che viene messa in atto a livello industriale e non solo. Solitamente viene effettuata come alternativa a quella al manganese, soprattutto nel caso in cui questa non dia una colorazione alquanto scuro ed efficiente in base alle esigenze del cliente. Il risultato con questa è assicurato e molto vantaggioso in base a ciò che si desidera.