Prepugilistica: quali differenze con la boxe?

Chi si allena per diventare un boxeur e sostenere degli incontri, di certo effettua un allenamento pre boxe, una sorta di prepugilistica con un personal trainer, specializzato in discipline motorie grazie alla frequentazione di corsi personal trainer, che prepara il pugile per una forma fisica perfetta.
Eppure, la pre boxe è diventata nel tempo una disciplina a sé stante, non propedeutica alla boxe ma indipendente, nonostante derivi dall’allenamento che i pugili eseguono ogni giorno per la loro forma fisica.
La prepugilistica conserva di questo allenamento per boxeur alcuni esercizi, dei ritmi di lavoro, le tecniche di base per il workout con gli attrezzi e l’importazione di metodo che spesso il trainer condivide tra chi pratica la boxe e chi la prepugilistica.
Boxe versus prepugilistica: le differenze nei dettagli
1. Gli obiettivi – di certo il pugile che si allena e che vuole salire sul ring per il combattimento, avrà una meta di training ben diversa da chi vuole solo allenarsi secondo la metodologia della prepugilistica ma non combattere sul quadrato. La competizione sportiva è riservata a chi si allena nella pugilistica, nonostante movimenti, tecniche, distanze e tempi del pugilato siano condivisi anche nei workout di prepugilistica.
2. Contatto con l’avversario – chi frequenta le lezioni di prepugilistica non può lavorare in tal senso, dato che non è previsto nel training prepugilistico il contatto coll’avversario e l’uso dei guantoni (opposizione e sparring). Né sono inseriti tra gli attrezzi da utilizzare le protezioni per denti e testa. Il lavoro di sparring è sostituito, al limite, da un lavoro con colpitori specifici.
Esistono delle forme di gareggiamento pugilistico senza contatto o senza colpi non controllati, e in questo la Federazione Pugilistica Italiana ha riconosciuto competizioni come Soft Boxe, Light Boxe, Boxe Competition, Gym Boxe. Ecco perché l’allenamento di prepugilistica può essere utilizzato anche come base per queste discipline.
3. Circuiti di allenamento e tecniche – la prepugilistica può effettuare un addestramento tattico come previsto per i pugili professionisti o meno, con circuiti abbastanza intensi di esercizi funzionali, cardio fitness, power, macchinari, etc. ma anche tramite gli strumenti utilizzati dai boxeur come sacchi, corde, elastici… le lezioni di prepugilistica, però, vengono effettuate con un percorso molto più votato al fitness che alla boxe, con riscaldamento, allenamento intenso e poi stretching.

I corsi di pugilato si differenziano dalla prepugilistica sostanzialmente nella finalità e, quindi, in alcuni step di allenamento dedicati nel primo caso al contatto con l’avversario, mentre nel secondo ad una serie di esercizi con attrezzi “light”.

La Gym Boxe e la prepugilistica
Come accennato la Federazione Pugilistica Italiana prevede anche dei corsi del settore amatoriale, con discipline legate al pugilato non agonistico, che ben si adattano ad un allenamento di prepugilistica e poi qualche virata tecnica su esercizi più impegnativi per il combattimento.
Già, perché gli amatori della boxe possono anche decidere di allenarsi in modo meno gravoso con un riscontro di benessere psico-fisico come nella prepugilistica, pur mantenendo le nozioni tecniche e tattiche che sono propedeutiche all’attività del pugilato.
Il contatto con l’avversario è controllato e nella gym boxe sono previsti sacco, corda e guantoni come strumenti di allenamento. Insieme alla Boxe Competition, alla Boxe in Action e la Soft Boxe, Kickboxing, tutte queste discipline prepugilistiche sono ora anche una tendenza fitness oltre che allenamenti validi per chi vuole avvicinarsi alla boxe – si tratta di tutte discipline inserite nel Registro delle Società Sportive del CONI.
Un percorso agonistico dalla prepugilistica alla boxe
Se l’obiettivo è iniziare ad allenarsi ma provare, magari, l’ebrezza del ring, la prepugilistica può essere un ottimo inizio di training.
Negli allenamenti di pre boxe, braccia e gambe saranno coinvolte con esercizi che il trainer provvede ad impostare sulla base delle tecniche del pugilato, con tattiche ben definite che rendono il training utile anche per un avvicinamento alla boxe.
Senza obbligare al contatto, questa fase pre-atletica segue un allenamento delle condizioni di velocità, forza e resistenza, allenamento per la coordinazione e propriocezione (capacità di percezione di sé e dell’altro nello spazio).

Destrezza tra boxe e prepugilistica
La pre boxe è votata in ogni caso all’insegnamento della tecnica base della boxe, con colpi e movimenti mirati a combattere l’avversario. La preparazione fisica deve farsi completa e il training sarà strutturato per migliorare flessibilità dei movimenti, resistenza, tonicità, forza e destrezza.
Saper assestare un colpo non è certo solo un fatto di potenza, ma di tutta una tecnica pregressa che coinvolge anche l’equilibrio del corpo con allenamenti specifici impostati con circuiti di prepugilistica.
Detta anche la “nobile arte”, dal Settecento in poi, la boxe richiede anche un training psicologico che nella prepugilistica è assente. Stimolare il coraggio, la capacità di capire l’avversario e le sue mosse, la solidità neuromuscolare… non sono doti che si creano con il solo allenamento e per questo le differenze tra boxe e prepugilistica sono anche quelle relative allo sviluppo di tenacia, volontà e fermezza di carattere.
Un incontro di boxe, ovvero uno scontro, non può essere impostato solo in base al training di esercizi e ogni tecnica da boxeur presuppone un lavoro di costanza e attenzione psico-fisica continua.
Tecniche del pugilato che non sono presenti nell’allenamento prepugilistico
Il pugilato si basa su tre colpi, da imparare come base totale per un training di livello avanzato. Dopo la prepugilistica, si deve “battere” su questi tre colpi.

Diretto: si tratta del colpo più importante, che può mutare in colpo di disturbo, di arresto dell’avversario, di preparazione al diretto successivo. Il diretto del boxeur può mutare in colpo potenziato da una rotazione del corpo e molto efficace. Per sferrarlo, si avanza leggermente e si colpisce con la mano davanti nella Jab di guardia; se si ruota il corpo nel senso del pugno, si colpisce con la mano posteriore.
Gancio: un colpo demolitore e di chiusura, la cui potenza è data dalla leva della spalla e dalla posizione del braccio ad angolo retto rispetto al corpo. Un ottimo gancio, detto hook, deve essere eseguito ad una breve distanza dall’avversario.
Montante: il classico colpo dal basso verso l’alto, adoperato dal boxeur nel corpo a corpo. Per effettuarlo, si deve ruotare la spalla in modo da imprimere al pugno montante una notevole potenza, in un’azione definita uppercut.
Serie e combinazioni di colpi diversi, creano una strategia di attacco nella boxe, spesso mimata anche nella prepugilistica insieme ai metodi per schivare e parare i colpi, compreso lo spostamento o passo diagonale. Seppur con un lieve lavoro di tecnica, dato che non è necessario prepararsi per gli incontri di boxe veri e propri!