SEO: 5 errori da evitare su un sito web

Oggi più che mai per essere visibili su internet è importante avere un sito web ottimizzato per rispettare le linee guida di Google per il posizionamento. Mentre qualche anno fa era più facile emergere anche con dei siti non perfettamente curati dal punto di vista SEO, oggi sia per l’aumento della concorrenza, che per i continui aggiornamenti di Google volti a premiare sempre di più la qualità, è più difficile ottenere dei risultati senza ottimizzare il proprio sito web.

Eppure capita ancora frequentemente di imbattersi in siti che presentano errori strutturali gravi o contenuti scritti per cercare di fregare Google, che ottengono l’effetto contrario e non vengono premiati in SERP, o ancora che ignorano completamente anche i più elementari dettami in fatto di ottimizzazione.

Quali sono quindi gli errori da evitare assolutamente per cercare di posizionarsi su Google? Vediamo quelli più frequenti: se riconosci il tuo sito in almeno una di queste voci, forse sarebbe il caso di richiedere una consulenza SEO per correggere gli errori che non ti permettono di aumentare la visibilità su Google!

Struttura sito “casuale” e non ottimizzata

Questo errore è abbastanza frequente e capita soprattutto quando si costruisce il sito senza una precisa strategia. Si creano pagine e contenuti senza una visione di insieme (o dopo un’analisi poco accurata) e il risultato è quello di un sito caotico, con contenuti non organizzati e dove è difficile reperire informazioni, sia per gli utenti che per i bot di Google. Se i primi probabilmente usciranno e non torneranno più a trovarci, lo stesso faranno i motori di ricerca, che diminuiranno il crawl budget e torneranno a scansionare il sito con sempre meno frequenza e per minor tempo.

Sito lento e poco mobile friendly

Se è vero che ormai sono sempre più frequenti le connessioni da dispositivi mobili (in alcuni settori raggiungono anche il 70% e oltre!), dobbiamo creare i nostri siti ottimizzati per smartphone e tablet. Google stesso ha ormai implementato il mobile first index, che prende in considerazione la versione mobile del sito per decretare i risultati in SERP, quindi sarebbe una scelta strategica sbagliata creare un sito senza preoccuparsi della versione per dispositivi mobili, al limite preoccupandosi solo che questa sia responsive (in grado cioè di adattarsi allo schermo di ogni device). Generalmente i dispositivi mobili sfruttano connessioni più lente rispetto ai PC, specialmente quando siamo in giro e non agganciati al Wi-Fi: bisogna quindi ottimizzare le prestazioni del sito per offrire un’esperienza di navigazione soddisfacente anche da mobile, riducendo le dimensioni delle pagine e, di conseguenza, i tempi di caricamento. Per fare questo è necessario concentrarsi soprattutto sulla compressione delle immagini e sulla corretta gestione del caching, per offrire prestazioni soddisfacenti su qualunque dispositivo e non far fuggire gli utenti!

Contenuti poco curati

Quante volte hai sentito la frase “Content is King”? Questa espressione di Bill Gates ha avuto molto successo in ambito SEO e spesso viene usata anche in modo fuorviante ed eccessivo. La cosa importante però è quella di creare sempre dei contenuti interessanti pensati per l’utente e non per Google: sono gli utenti che, sulla base di quello che scriviamo, possono giudicarci affidabili e decidere di acquistare i nostri prodotti o servizi. Un testo scritto con l’unico obiettivo di avere un buon posizionamento, ma illeggibile per un utente del sito, non ci permetterà di avere conversioni, farà aumentare la frequenza di rimbalzo e, alla lunga, calerà anche in SERP facendoci perdere visibilità.

Hai creato il tuo sito partendo da un template preconfigurato? Va bene, ma almeno assicurati di aver rimosso i contenuti demo! Se i tuoi contenuti sono pieni di “Lorem ipsum” non ci fai una grande figura…

Usi WordPress? Occhio ai tag!

Oggi WordPress è senza dubbio il CMS più diffuso e anche io lo consiglio assolutamente per la creazione di un sito web o almeno per la gestione del blog. WordPress è fantastico e offre potenzialità praticamente infinite. Però capita spesso di farsi prendere la mano e di inserire negli articoli tag a ripetizione pensando di essere su Instagram o Twitter, usandoli come degli hashtag e senza nessuna strategia. I tag su WordPress sono delle etichette molto utili per classificare gli articoli in modo trasversale rispetto alle categorie e tendenzialmente devono essere delle parole chiave, ma se su ogni articolo metti 5-10 tag e magari molti contengono solo un articolo, non servono a niente e anzi vai a creare contenuto duplicato in modo incontrollato. Ogni tag che inserisci crea infatti una pagina archivio come per le categorie: fai attenzione a come usi questo strumento!

Link di bassa qualità o pericolosi

La link building meriterebbe un articolo a parte. Però possiamo almeno accennare che spesso chi cura questo aspetto per un sito lo fa senza nessuna strategia e in modo pericoloso, senza risultati soddisfacenti e anzi rischiando anche penalizzazioni.

Molti fanno ancora scambio link, o si fanno linkare da siti di bassa qualità, completamente fuori argomento e creati solo per contenere link, ma senza un traffico reale. Spesso poi si usa sempre la stessa anchor text esatta con cui vogliamo posizionarci, o si inseriscono link sitewide (sono un classico quelli in sidebar o nel footer).

Se ti sei riconosciuto anche in una sola di queste azioni, è il caso di rivolgersi ad un professionista che curi la tua strategia di link building in modo responsabile ed efficace, prima che sia troppo tardi!