Cosa sono le essenze legnose?

Ogni settore ha le proprie terminologie e può capitare quindi che alcune parole abbiano significati differenti a seconda del contesto. Una di queste è la parola essenza, che generalmente associata ai profumi. Quando però si parla di legno non ci riferiamo al suo odore, bensì alle diverse tipologie. Esse si distinguono sotto molteplici punti di vista, che adesso vedremo insieme.

Prenderemo infatti in considerazione le caratteristiche tipiche che sono utili per capire gli impieghi d’uso che ne saranno fatti. Per fare costruzioni ti consigliamo di acquistare legno massello e pannelli in legno la cui qualità è garantita ed i prodotti sono tutti certificati come su apropositodilegno.it.

Lo specifichiamo perché ai fini dei risultati finali è importante anche la qualità dei materiali impiegati. Non basta cioè impiegare l’essenza migliore per un uso specifico, serve anche che essa sia di qualità. Dopo questa parentesi, possiamo passare alle caratteristiche delle essenze che si prendono in esame prima di compiere qualsiasi tipo di lavoro.

Le caratteristiche delle essenze del legno

Le caratteristiche delle essenze legnose si dividono in tre categorie: fisiche, tecniche e meccaniche. Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche si considerano il peso ed il volume del legno, oltre che il coefficiente di porosità e quello di conducibilità. Il coefficiente di conducibilità è anche detto conduttività termica.

Le caratteristiche meccaniche sono le risposte alle tipiche operazioni meccaniche, come all’operazione di fresatura per esempio. Ecco che si parla di resistenza a compressione, a flessione e resistenza a trazione in parallelo alla fibratura.

Le caratteristiche tecniche sono in parte anche visive, cioè riscontrabili ad occhio nudo senza bisogno di verifiche. Si tratta infatti dell’aspetto, del colore, della durevolezza, della durabilità naturale, della stabilità dimensionale, della lavorabilità e della densità.

Come si può intuire, si tratta di caratteristiche generali che variano da essenza ad essenza, per questo vanno distinte correttamente. O meglio, vanno sapute distinguere, cosa che non è da poco.  Ecco che, per esempio, il legno da utilizzare per degli infissi sarà diverso da quello per una scala o una trave o, ancora, per un pavimento.

Ogni lavoro necessita di un tipo di essenza, che può essere tenera o dura. Infatti un’altra classificazione riguarda la durezza. In genere si dice che ad essere tenero e duro è il legno che deriva dalle conifere, come per esempio l’abete ed il pino; e si dice anche che è duro il legno che deriva dalle angiosperme, tra cui la quercia. Tuttavia vi sono delle eccezioni e tale distinzione non è così veritiera come si potrebbe pensare. Questo perché tra le conifere ci sono dei legni più duri di quelli delle angiosperme e tra le angiosperme si trovano legni più teneri di quelli di alcune conifere.

Legno ed architettura

Molteplici sono i campi di applicazione del legno e, come abbiamo già detto, la tipologia varia in base al tipo di lavoro. Ecco che oltre al legno massello si parla spesso di pannelli in legno, che altro non sono che derivati del legno. Questi si utilizzano principalmente laddove non sono visibili. Quando invece conta molto l’aspetto esteriore si punta al legno naturale e, possibilmente al legno pregiato.

Rinomati per esempio sono i seguenti legnami: acero, faggio e frassino. Essi rappresenta una piccola parte della lista di tutti i legni, ma si contraddistinguono per essere molto utilizzati in architettura grazie alla loro grande resistenza. Si tratta di tre essenze molto interessanti, valide sia negli ambienti interni che in quelli esterni. Bisogna infatti ricordare che è fondamentale prendere in considerazione anche la collocazione di un mobile p di una certa struttura. A seconda della collocazione e dell’utilizzo, quindi, si renderanno necessari degli interventi ad hoc. Solitamente vengono fatti dei trattamenti specifici per non alterare il legno e consentirgli di mantenere alte le sue performance in ogni situazione.